Eataly New York | Cosa c’è nel “bestione da 7.000 metri”
Eccosì, approfittando di un’intervista data ieri alla rivista americana Time dal numero uno degli chef di New York, Mario Batali, abbiamo scoperto una torma di retroscena sul ”bestione di oltre 7.000 metri” con annessa mega-birreria nel rooftop, che il milionario Oscar Farinetti aprirà in estate al 200 di Fifth Avenue insieme a B&B Hospitality Group, la società di proprietà dei ristoratori italiani Lidia e Joseph Bastianich, e appunto, di Mario Batali. Se non si fosse capito, stiamo parlando della replica yankee di Eataly, il supermercato per gastrofanatici di Torino.
Oltre all’area-prodotti, ci saranno 6 nuovi ristoranti. Uno per la carne, uno per il pesce, uno specializzato in pasta e pizza, uno vegetariano, una paninoteca, e come detto, la birreria-gastropub. Batali, che con l’Eataly d’America gioca una carta decisiva per la sua carriera, nonostante la ventina di ristoranti controllati tra New York e Las Vegas, sta preparando personalmente i menù di ogni ristorante. Esaltato in particolare per quello solo-carne, dove da quanto si è capito, cucinerà i tagli de La Granda, il consorzio di giovani allevatori piemontesi che ha rilanciato il bovino della tradizione puntando su ecologia e qualità.
Venerdì scorso, invece, Teo Musso (Birrificio Le Baladin) e Leonardo Di Vincenzo (Birra del Borgo) avevano alzato il velo sulla birreria pensile da oltre 700 metri quadrati. Sarà una collaborazione con due birrai italoamericani, Sam Calagione (Dogfish Head Craft) e Vinnie Cilurzo (Russian River Brewing Company). L’idea è di ricreare l’atmosfera di una vecchia fabbrica di birra italiana, che incidentalmente si trova sul tetto di un grattacielo a Manhattan. Le birre rifermentate non saranno pastorizzate, né filtrate, e verranno erogate da un sistema ricoperto in rame. Il locale, che avrà anche un assortimento delle migliori birre artigianali italiane e americane, abbinerà le birre prodotte in casa, alla cucina di ispirazione italiana dello chef Mario Batali.
Chiunque abbia altre notizie sul “mercato enogastronomico più grande del mondo”, specie sulla parte italiana, si faccia sentire.








Il velo lo avevano già alzato con un giovane cronista che ha scritto un articolo su Teo Musso nell’ultimo numero di Wired
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Mah… Io mi vedo la nave con 500mila Euro di pieno di carburante che porta, tra le altre cose, i formaggi prodotti dalla piccola azienda laziale. Oppure la spedizione aerea super-controllata con dentro i ciuffi di cicoria campana fresca fresca.
A me da un lato fa piacere che il newyorkese possa comprendere meglio cosa significa il cibo, la cultura, dall’altro siamo davanti ad un mondo completamente folle. Cioè boh.
Mah.
Bah.
La mozzarella di bufala sarà prodotta in loco.
Da quel che so, i ristoranti saranno undici e undici aree tematiche. Frutta e verdura prodotta in loco, come il latte, carne di razza piemontese da animali allevati in Montana.
Mario Batali e forse il numero uno degli chef di New York chi fanno della cucina italiana. Ma a New York non c’e solo la cucina italiana.
[...] Il giro di tavolo ha previsto un antipasto di formaggio con un nero Bomber e uno Sharpam simile al brie (e sicuramente bello grasso) che proveniva dall’isola quasi normanna di Jersey. I diversi tagli di carne hanno convinto i commensali della bontà della formula scegli e cucina. Particolarmente leggera la carne di maiale del Devon. Conto proporzionato: una quarantina di sterline permettono di mettere ciccia di qualità a babordo. Resta l’interrogativo se un tale risto-shop riuscisse a funzionare a Roma con carne dell’area di Torrimpietra. A New York sembra che transiteranno animali piemontesi destinazione Montana! [...]
Quando Eataly a Roma??
Si mormora a fine anno.
Il 1° agosto inaugurazione a New York, inzio 2011 Roma e poi Bari
loris te che sai tutto di Eataly!!!! Esporteranno anche le larve nella Grande Mela?????? Questa storia mi appassiona…..
Grazie!
Ma a New York ci saranno le larve made in Eataly??????????
No, le larve sono lacali e solitamente fanno commenti come il tuo.
Bene, l’iniziativa di dare anche posti di lavoro ,ma mi chiedo a che cifra mi faranno pagare tutto questo, dato che l’ultima volta ho pagato 10 dollari per un panino con bresaola grana. Chi potrà permettersi di mangiare in quei ristoranti o bere un cappuccino con caffè lavazza? la mia amica americana che abita sulla 43th e lavora come segretariain uno studio di avvocati, dunque un lavoro come in Italia sufficiente per vivere, potrà giusto bere un cappuccino come sfizio una volta, ma dico capucccino con latte parmalat e lavazza perche molti fanno capuccini, ma con i loro prodotti, per un italiano abituato al suo palato è un delitto!!!