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Eataly vs Ipercoop: per quelli che si sentono più fighi facendo la spesa nello sciccosissimo food store

Che il rosicamento genera mostri per cui ci si sente più fighi facendo la spesa negli sciccosissimi food store E’ VERO.
Che la strada per l’inferno è lastricata di negozi del centro storico, dove i margini di guadagno devono essere maggiori, perchè maggiori sono le spese E’ VERO.
Che anche se la Mastercard ci supplica di non farlo, noi, che siamo notoriamente senza cuore, compriamo solo cose gastrofanatiche così possiamo commnetare i post di Dissapore E’ VERO.
Che per non essere bollati di piccoloborghesume dobbiamo guardare ai nuovi progetti dei guru enogastromarketing come fossero keynote di Steve Jobs E’ VERO.
Che un packaging costa e di coseguenza ce lo fanno pagare E’ VERO.
Che com’è pucci un prodotto dei presidi Slow Food è pucci solo un prodotto dei presidi Slow Food E’ VERO.
Che siccome la parte con più terminazioni nervose è l’orgoglio, solo leggere “farina di mais ottofile di produzione locale macinata a pietra” mi rende fiero e compiaciuto E’ VERO.

E’ tutto VERO.

Ma scoprire che la stessa dannata confezione di biscotti (paste di meliga), dello stesso dannato produttore, nello stesso dannato formato, seppur con un disegno diverso sulla scatola costa:
da Eataly in via Lagrange a Torino 5,80€
mentre dagli indegni cugini dell’Ipercoop 4,10€

significa che il cosmo vuole dirmi qualcosa. Tipo: “falla finita di perdere tempo coi Foodies”.

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84 commenti a Eataly vs Ipercoop: per quelli che si sentono più fighi facendo la spesa nello sciccosissimo food store

  1. il cosmo ti vuole invitare a non farti prendere per i fondelli: a parità assoluta di caratteristiche, anche le gastrofigate merita comprarle all’ipercoop!!!!

      • tu non confronti mai i prezzi di quello che acquisti per vedere dov’è che il prezzo è migliore?
        a me sembra che farlo sia un modo intelligente di essere “consumatore” (e non c’è bisogno di dedicarci tanto tempo…basta un po’ occhio)

        • oddio si! ma senza raggiungere estremismi, c’è gente che per comprare due pacchi d’acqua e risparmiare un paio d’euri, fa magari 10 km d’auto, dimmi dove sta il risparmio?

    • ma sì, è ovvio che si vada a fare la spesa in posti differenti per prendere ciò che riteniamo migliore in ognuno di questi.
      Quindi se i biscotti sono uguali, vada per il super, se serve quella tal salsa, quella crema, quella pasta particolare ben venga il foodstore chicchissimo.

  2. A Genova la ricotta del caseificio Val d’Aveto costa 7,80 euro/Kg all’ipercoop e 8,60 euro/kg da Eataly. Identico packaging. Anche il genovesissimo salame di Sant’Olcese costa quasi due euro di più. E non mi sono messa ancora a confrontare i prezzi del novello scaffale eataly dell’ipercoop genovese con gli stessi prodotti venduti al porto antico. Ho letto da qualche parte che i prezzi dei prodotti variano in base alla zona e alle dimensioni del supermercato (infatti le coop del centro città sono più care dell’ipercoop). E’ evidente che Eataly è un fighissimo foodstore per gastrofighetti con i portafogli ben imbottiti. Basta andarci per comprare solo ciò che non si trova altrove o ciò che è davvero imperdibile, come il pane (ma non la focaccia!!!) e chiudere un occhio quando si trovano ottimi prodotti a un ottimo prezzo (che vanno letteralmente a ruba) e dopo una settimana chissà come mai scompaiono e non tornano più.
    k

      • no, certo che puoi, ci mancherebbe! Solo che se il tuo portafoglio piange quanto il mio da eataly non ci fai una gran spesa (ma io ci vado comunque spessissimo e qualcosa da comprare lo trovo sempre!)

        • Che dire allora della crescenza del caseificio val d’aveto pagata 11 euro/kg nella sede di produzione, quando alla coop costa 9 e rotti euro/kg..
          Gastrofigo o belinone?

  3. E’ giusto, se fossi un negoziante farei pagare pure di più, finchè c’è qualcuno che si pippa la stessa merce a prezzo maggiore perchè schifa il supermercato.

    • Tra l’altro questo vale per qualunque “bottega” sottocasa (anche quelle senza pretese gastrofighettistiche) e per qualunque merce. Dalla minerale lowcost alla Barilla, i piccoli non possono competere con i prezzi effettuabili dalla GDO, specie in regime di 3X2 o similari.
      La cosa “triste” è che con l’auto e un minimo di spazio per le scorte a disposizione, si può fare la spesa “grossa” due volte al mese, risparmiando anche il 30-40% (se non di più, avendo l’accortezza di fare scorte di ciò che si consuma abitualmente)rispetto al vecchino che acquista un pacchetto di caffè da 250 di marca NN o mezzo kg di pasta comune pagandoli uno sproposito (sia in rapporto al valore intrinseco che a quanto pagheresti la stessa identica merce all’Iper, facendone magari scorta per 3 mesi)

  4. Il pane di Eataly vale il viaggio. Non c’è forno che tenga.
    Punto due (quello di prima era il punto uno) chissenefrega se all’ipercoopo costa di meno: chi era il demente che avrebbe scommesso il contrario. Tenere solo roba buona costa di più che tenere rumenta E roba buona. Tutto il resto è noia.
    Ps:Spuma nera Baladin presso mercato QB di Coin: 2,40. Stessa cosa da Eataly 1,30.
    Che sia chiaro che IC e Eataly sono de sinistra, quindi la mia simpatia a priori non va a nessuno. Coop rimane probabilmente il miglior supermercato, Eataly è altro.
    Confrontatelo con Peck, genietti, e poi vediamo.
    Buona notte

  5. visto che “coltello da pane” per 3,70 e
    “cacciavite a taglio” per 2,30,
    invece che andare da eataly a comprare i biscotti, forse sarebbe meglio andare in un negozio di casalinghi ben fornito

  6. Da tempo ci siamo accorti (e abbiamo scritto) di queste differenze di prezzo, per prodotti identici, tra eataly e G.D.O.

    Così a titolo d’esempio mi vengono in mente le Offelle di Parona -- 3 euro vs. 1,90.

  7. Io non frequento ne’ i supermercati (che strozzano i produttori, quando piu’ quando meno) ne’ Eataly (anche perché non c’e’ ancora a Roma, o no?). Ho un bisogno vitale dell’interazione con il venditore, e così bazzico le botteghe o un paio di mercati rionali; quando posso vado da alcuni contadini che conosco, fuori Roma, e compro quel che c’e’. E’ grave?

  8. Secondo me ti dice, che il produttore della pasta ha capito che a Eataly gli può fare la cresta….tanto poi c’è chi sgancia il grano!

  9. Le libera scelta, e le differenze di prezzo sono l’anima del commercio….il fatto che una differenza di più’ del 40percento venga “mascherata” con un packaging diverso, mi induce a pensare che si e’ cercato di far sembrare diversi prodotti che sono uguali

    Serviva cambiare grafica?

    Ps: anche all’ipercoop accettano i buoni pasti (solo food,e con alcune limitazioni)

  10. comunque se il packaging è diverso non sempre il prodotto è uguale, anche se il prodotto è della stessa azienda.
    se vi interessano esempi chiedete….

      • lasciando perdere questo caso specifico, (il prodotto in questione non lo conosco), in generale la lista ingredienti uguale non è un parametro sufficiente per stabilire l’esatta uguaglianza tra i due prodotti, soprattutto se tra gli ingredienti compare la scritta “aromi”.
        ci sono uova e uova…e burro e burro. inoltre il metodo di preparazione spesso fa la differenza.
        per dire, i croccantini ricoperti di cioccolato di strega (alberti) sono diversi da quelli prodotti da strega per coop, e hanno gli stessi ingredienti (ma prezzo doppio).
        oppure bonolio, che produce olio siciliano dop sia per coop (5 euro la bottiglia) che per monini (10 euro la bottiglia): all’assaggio sono due oli diversi. quello marchiato coop sembra come un monini “slavato”, cioè la gamma aromatica è la stessa, ma è molto meno intensa.
        le aziende spesso producono due o tre linee, di diversa qualità e di prezzo diverso. quindi chi pensa che basti guardare l’azienda di produzione per sapere tutto su quel prodotto, si sbaglia.
        ovviamente non è sempre così, a volte sono veramente lo stesso prodotto, ma non sempre. magari queste melighe di mondovi sono realmente la stessa cosa, ma in generale non è possibile stabilirlo a priori. l’unica prova attendibile è l’assagio.
        la scotti fa il riso per la coop, ma non è lo stesso riso che troviamo nella confezione scotti.

        • Hai scritto cose sensate. Ovviamente, se i prodotti in foto fossero differenti urgerebbe querela da parte di Eataly e noi lettori dovremmo costituirci parte civile contro la disinformatja. Ma a questo punto urge che qualcuno indaghi per noi e ci dica la verità, banalmente

  11. Non c’è storia identico prodotto con solo l’involucro diverso… lo compro dove costa meno…perchè cmq il gastrofighetto dovrebbe preferie la qualità del prodotto rispetto all’involucro… ciò non toglie che ci possa essere il giusto compromesso tipo: compro quello con la confezione fighetta e poi la rifornisco di medesimo prodotto comprato a minor prezzo facendo così felice la mia mastercard, i miei occhi ed il mio palato ;-)

  12. Tutto vero, ma niente di nuovo. Nella catena Iper a Milano si trova anche la pasta Afeltra a prezzo più basso che da Eataly.

    E’ comunque soltanto positivo che la grande distribuzione “generalista” inizi a proporre prodotti di alta qualità ad un prezzo più conveniente rispetto a quello dei cd food shop. Quanto al prezzo è evidente che alla Coop sia più basso, anche per lo stesso prodotto, è una normale logica di mercato. Nulla di scandaloso. Il gourmet attento sa dove trovare il miglior prezzo.

    Detto ciò, non definirei Eataly un luogo gastro-chic, ma una bella parentesi di qualità a prezzi tutto sommato giusti. Situazione assai diversa quella di luoghi tipo ultimo piano della Rinascente -- davvero gastro-chic -- dove i prezzi sono davvero ridicoli tanto sono alti.

    Ad Majora

  13. anche se coop è nell’azionariato di eataly, eataly non è una cooperativa, ergo i prezzi sono più alti, anche perchè, e badate bene, anche perchè e non solo per questo, la coop ha agevolazioni fiscali non indifferenti, ergo, quella della coop è concorrenza sleale, tutto qui

      • Se il negozio e’ in periferia i prezzi un po’ piu’ bassi riflettono i costi d’affitto del locale. ma lo stesso numero di metri quadri al centro costano una fortuna e quindi il negoziante deve ‘prezzare’ la merce per includere i costi piu’ alti. Non e’ questione di ‘fighetteria’ o altro: solo pura nozione economica.

    • ma quanto bisogna essere ottusi per trovare strano che Coop, dati i volumi che compra e vende, possa spuntare prezzi migliori rispetto a Eataly per gli stessi prodotti? o magari possa vendere qualche prodotto con un margine minore (o magari in perdita) perchè il grosso del fatturato lo fa in altro modo?

      io non trovo niente di strano se lo stesso biscottino costa meno alla Coop; la struttura di costi di eataly (avete visto le location dei suoi punti vendita????) non può essere la stessa di quella di una catena di supermercati

      io leggerei questo fenomeno dei prodotti uguali esattamente al contrario: sono contenta che anche Coop si metta a distribuire prodotti di qualità e che diventino più accessibili

      è come comprare un vestito all’outlet o in montenapoleone: ognuno compra dove gli va e dove si può permettere di farlo

  14. veramente eataly è di ipercoop e all’ipercoop puoi acquistare prodotti eataly

    ps anche la pasta rummo ha un prezzo con packaging rummo e un altro a marchio coop, ma è sempre la stessa

    • Interessante questa discussione , grazie a tutti.
      Per quanto mi riguarda io vado da Eataly ( Genova ) , Coop e Ipercoop prendendo quello che mi interessa dove ovviamente costa meno.Non mi reputo ne un gastrofighetto ne uno scienziato .
      Ho notato pero’ che alcuni prezzi di Eataly sono inferiori alla coop ( Yogurt Varese Ligure ad esempio )e ad altri ipermercati come l’ Iper di Serravalle dove lo stesso Montebore costa 10 euro di piu al chilo.
      Insomma , l’articolo sul gastrofighettismo di per se lo condivido alla grande ma la chiave di tutto , a mio modesto parere , rimane il caro vecchio buon senso.

  15. Ma non lo vedete che l’etichetta per Eataly è vergata a mano??

    Ci vogliono almeno 25 minuti ad un Umpa Lumpa di Michelis per fare un’etichetta come quella!

  16. Boh, io compro al Lidl yogurt, budini e formaggini che sono -- giuro! -- quelli della Muller, anche se venduti con altri nomi. So benissimo che spesso i prodotti anonimi sono prodotti di marca sotto copertura! Faccio la gastrofighetta solo in vacanza o sotto le feste natalizie, p.es. quest’estate in Sicilia ho comprato due specialità locali introvabili altrove, il pesto di pistacchio (niente a che vedere con il pesto genovese, è solo pistacchio, olio, sale e pepe) e la crema di mandorle (che probabilmente userò la prima volta che dovrò fare un dolce un po’ sontuoso).

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