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Sto rimanendo a bocca aperta, seguitemi, succede questo. L’altro giorno Gordon Ramsay, incazzosa superstar del tivùsciò Hell’s Kitchen, titolare di una fortuna in ristoranti — fortuna oscillante diciamo così, pranza con Victoria Beckham, ormai pronta a fabbricare l’erede n.4 per il celebre marito calciatore David. La scelta cade sul Gjelina, un ristorante di Venice, Los Angeles, dove vige la regola “piatti chiari amicizia lunga”: cari clienti, non fate richieste strane, niente variazioni del menù tanto noi qui non vi si fila di pezza.
Così, quando l’ex Baby-Posh delle Spice Girls, all’ottavo mese di gravidanza, chiede un’insalata di trota affumicata con il condimento a parte, lo zelante cameriere del Gjelina risponde che non è possibile. “Non serviamo il condimento dell’insalata a parte”.

Apriti cielo! “La signora è incinta”, erutta Ramsay lo chef. “I clienti non vanno trattati così, capisco che si serva l’insalata già condita, ma se il cliente vuole altro perché non darglielo?”
La coppia si alza e se ne va, eppure, al giornalista del Los Angeles Times che poco dopo lo chiama per avere spiegazioni, il titolare risponde serafico che la policy del ristorante NON PREVEDE VARIAZIONI, sta scritto chiaramente sul menù, fine delle trasmissioni.
Due cose che vi devo dire.

1) Ve l’immaginate un ristorante italiano, formale e di rango quanto volete, che rifiuta di servire a parte il condimento dell’insalata a una come Victoria Beckham? No, seriamente, ve lo immaginate?
2) Se l’organizzazione di un ristorante non prevede cambiamenti del menù e i clienti sono debitamente informati, capisco che un rifiuto resti un rifiuto. Ma un conto è il condimento dell’insalata richiesto a parte da una donna incinta, altra cosa è rifiutarsi di sostitutire l’abbacchio alla romana con polenta e baccalà alla vicentina. Per la cucina cambiamenti del genere sono un tormento perché richiedono tempo, organizzazione e un diverso costo del piatto.
Al netto dell’elevato tasso di vippume, per un episodio del genere la definizione più appropriata è: un pessimo servizio. Presuntuoso e altezzoso. Detto questo, va da sé che un limite alle richieste dei clienti debba esistere, per ovvi motivi non si possono accontentare pretese tipo: “un piatto di tortellini alla panna con i rigatoni al posto dei tortellini e pomodoro e basilico al posto della panna”.
Resta comunque da chiarire se il cliente ha sempre ragione, e altrimenti, fino a che punto. E soprattutto, ma voi al posto di Gordon Ramsay e Victoria Beckham, ve ne sareste andati dal ristorante oppure no?
[Crediti | Link: Fox, Gjelina, Los Angeles Time, immagini: Daily Mail]
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Risposta prevenuta e faziosa: io non gli avrei neanche trovato un tavolo libero. (ma un minimo di ragionevolezza non si nega a nessuno, neanche alla sciura Becks)
no vabbè, la Beckham è un caso umano: presumo sapesse benissimo in che ristorante andava, che politica aveva sui piatti da servire. Lei ha voluto fare la sborona, fare la preziosa (così da poter dire alle amiche “oh io in quel ristorante che non fa variazioni sui piatti sono riuscita ad ottenere la suddetta variazione…tiè”)
Pensare che se fosse rimasta dove è nata (ad Harlow nell’Essex) al massimo arrivava a mangiare la sheperd’s pie nei pub.
Sembra solo un modo poco elegante di farsi pubblicità (parlo del ristorante).
Straquoto.
Tra l’altro un minimo di “galanteria” nei confronti delle “voglie” di una donna (qualunque, indipendentemente dal “rango”) in gravidanza non avrebbe guastato.
Restano due connotazioni tecniche.
1. Di solito le donne in gravidanza evitano le verdure crude per il rischio toxoplasmosi). La signora è già immune o ignora il dato ?
2. Di solito le insalate sono condite “al momento” se non al tavolo. Da quelle parti hanno delle tinozze di insalata gia’ condita pronte per l’uso ??
occhio: si parla di un’insalata di trota, altro che erbette
Leggi sotto.
IMHO se un piatto lo chiami “insalata” una qualche verdura cruda dovresti mettercela per definizione.
E infatti, dal menù del locale, il piatto incriminato dovrebbe essere questo
Smoked Trout with Grapefruit, Avocado, Red Onion & Lemon
cominciamo col dire che avere a parte il condimento per l’insalata NON E’ UNA VARIAZIONE DEL PIATTO, quindi i gestori di quel ristorante sono degli emeriti cialtroni. io fossi stato loro non solo me ne sarei andato, ma li avrei pure mandati affanculo.
lasciamo per un attimo perdere i clienti blasonati, è fastidioso che se ne parli solo perchè la vicenda riguarda loro. Invece parliamo della strampalata usanza di condire le insalate (e altre amenità) non serve attraversare l’oceano e c’è manco bisogno del locale trend, nel napoletano mi successo svariate volte e tutte le volte ho dovuto sbraitare, fino a quando, stufa, sono andata nel ristorante di turno con la ciotola dell’insalata (quella del super che ha addirittura i sacchetti del condimento). In quel periodo stavo molto spesso tra Napoli e dintorni per lavoro e la cosa mi infastidiva parecchio, sopratutto per l’esagerata quantità di olio e aceto. Credo che sia una maleducazione e un abuso e forse i ristoratori dovrebbero fare un piccolo corso di educazione civica, magari affiancato a quello in cui si spiega come accendere i fornelli
Tieni presente che il condimento con olio e aceto in altre nazione è molto poco usato in favore di vinaigrette e altre salad dressing, spesso specifiche ed esclusive del ristorante
A maggior ragione, se uno volesse un piatto di erbetta di campo “nature” senza zozzerie sopra, deve rinunciarci a prescindere ?
Non credo che un’insalata di trota affumicata siano erbette di campo
Dipende dalla ricetta
http://www.liconet.com/home/food/creative/antipasto/0983.html
http://www.cucinare.meglio.it/ricetta-filetti_di_trota_affumicata_con_insalata_verde.html
Comunque “per definizione” in una cosa che chiami “insalata” di solito una qualche verdura cruda dovrebbe esserci ..
I capricci sono tipici delle rockstar, no?!
sul menu del ristorante si dice “changes & modifications politely declined.”
gordon, please, you fucking go somewhere else
a New york un ristorante zona a Greenwich village “This is not Burger King and you will not have it your way: you will have the Hamburger the way WE do it: If you don’t like it, go somewhere else”.
c
basta che siano chiari prima … poi al cliente la liberta’ di decidere
La frase è simpatica, ma c’è un errore di fondo: se c’è al mondo un posto in cui NON puoi avere variazioni sul menu manco piangendo in cinese, quello è proprio Burger King (con il resto delle catene di fast food). O i BK di new york sono diversi da quelli italiani?
ehm … miriam, sei seria ?
Uno degli slogan di Buger King in USA è “Have it your way”, che è in uso da metà degli anni ’70.
Che poi non sia vero, su quello hai ragione tu.
ma non eri tu che ti lamentavi del fatto che non volevano servire un menu degustazione e piatti sfusi alla commensale?
che c’entra ? mai detto di essere coerente io
Al di la’ del fatto che la Beckam possa risultare antipatica e fastidiosa , è capitato anche a me in passato di sentire risposte assurde da parte di qualche cameriere ( che aveva prima domandato in cucina ) di fronte a semplicissime variazioni di un piatto ( parliamo di roba facilissima ) … e sono rimasto basito
E’ ovvio che se ti chiedo di stravolgere un piatto mi puoi storcere il naso , ma se ti chiedo un condimento a parte trovo scortesissimo e poco professionale negare una tale variazione … alla beckam cosi’ come a un pincopallo qualsiasi..
La rigidita’ mentale estrema mi infastidisce in tutti i campi e nella ristorazione la trovo quasi grottesca…
Ma la notizia qual è: la stupidità del cameriere (a cui va aggiunta quella del direttore assieme ad una buona dose di scarsa attitudine) o l’escandescenza di Ramsey (magari fomentato dall’indispettita – più che incinta – posh)?
P.S.: fantastica la carta dei vini!
Come l’Homemade Italian Soda a 4 (dollari, credo).
e’ vero, l’homemade italian soda l’avevo notata anch’io
Gli yankees sono yankees ed i vip sono vip .Del resto quello è già un singolare paese dove ti appendono per i pollci se ‘dici le bugie ‘ .E quindi se ti dico ‘non ti cambio il menù in niente ‘ allora ‘non ti cambio il menù in niente ‘. Detto questo , in quel ristorante forse non ci sarei neppure entrato .Quanto ai gusti di lorsignori dico : ma li avete visti i risotti che il blasonatato ramsey definisce perfetti ?
Non è stato un pesimo servizio è stato un servizio in perfetto stile yankee
Sembra una gara a chi è più antipatico e arrogante. Però a sto giro il gordon c ha ragione da vendere. Che idea buzzurra dell ospitalità!
Sì, però se una donna incinta chiede condimento a parte (e non uno stravolgimento del piatto scelto), perché non accontentarla? Primo, l’attenzione di chi aspetta un bimbo è maggiore nello scegliere il cibo, secondo, lo stravolgimento sarebbe se io chiedo di poter condire da sola l’insalata? Per me, visti i protagonisti famosi, il ristoratore ha voluto fare il cafone per scatenare gossip e pubblicità.
Non so…io sono felice di frequentare ristoranti come il Cafè Quinson di Morgex. Ci andiamo solo d’estate, in ccasione di tutte e due le mie gravidanze non solo mi hanno cambiato un piatto del menù che non potevo mangiare perchè incinta ma, senza che chiedessi niente, mi hanno lavato i fiori e le erbe del loro giardino a contorno di un piatto con l’amuchina (per evitare la toxoplasmosi)!!! E altre gentilezze, tra cui non farci pagarte i piatti non mangiati del menù perchè siamo dovuti scappare come ladri dopo una telefonata in panico di mia suocera chè la bimba erano due ore che piangeva e non voleva calmarsi….
Forse ogni ristorante ha i clienti che si merita….
io li avrei fatti sedere in una tavolata stile, “osteria del comune vagabondo” con Pietro peto,(chiamato così per i suoi 140Kg di pura aerofagia), e Mamma Maria col prurito alle mani, e tanta voglia di grattarsele su qualcuno…
ma sono astiosamente di parte io…
Non ricordo chi fosse quall’altro buzzurro americano che da Cecchini mandò indietro la fiorentina per “cuocerla meglio” e Cecchini mandò indietro lui…
In quel caso aveva fatto bene o male?
chi dei due ?
Che domande! Il macellaro no?
Un ristorante ammirevole, che non si prostra dinanzi a celebrita’ e insiders assortiti.
Un ristorante che ha le sue regole scritte ben chiare. Se non ti piacciono, non ci vai (e una lady incinta che sceglie Gjelina deve avere il QI di una lumaca o la faccia tosta di Gordon Ramsey a portata, o entrambe le cose).
Un ristorante che ha una pagina web chiara e veloce e che indica i prezzi (vero, tanti ristoratori italiani?).
Vien proprio voglia di andarci.
Un locale di Los Angeles frequentato da VIP, sicuramente è noto anche per la sua politica dichiarata sul menu niente modifiche sui piatti.
Se tu vai e chiedi una modifica sei sicuramente un rompicoglioni di massimo livello, quindi meriti di essere riportato alla disciplina della politica del locale con un secco no.
Oppure sei una primadonna straviziata che deve dimostrare – come qualcuno con altre parole ha già detto sopra – che il mondo è ai tuoi piedi e deve piegarsi ad ogni tuo volere e capriccio. Come Victoria quasi certamente è e forse anche il Gordon.
Quindi, il tizio del locale ha fatto bene!
Poi i clienti, liberi di mandarlo a stendere, ovviamente…
Provate a chiedere in un qualsiasi ristorante USA un’insalata “no dressing”.
Po ci raccontate.
A han sempre risposto d’andare a Wall-Mart e comperarmela se la volevo senza Dressing…
a “Me” pardon… non so perchè ha preso il commento tagliandomi fuori!… ^_^
Scusate eh, ma mi sembra che abbiate un compiacimento succube verso il ristoratore. Vi sfama, ma non è la vostra mamma che vi da il latte gratis. Il pasto si paga e spesso anche profumatamente. Entro limiti ragionevoli, esattamente come uno entra e sceglie dal menù il piatto che preferisce e se lo vuole con ragionevoli varianti (chessò, la pasta senza formaggio grattuggiato, l’insalata senza condimento, il caffè macchiato o meno) dovrebbe essere implicito che il ristoratore lo accontenti (o il detto sul cliente ha sempre ragione nei ristoranti non vale ?)
Mai avuto particolari problemi, e non sopporto la vinagrette
ma che minchia di politica è, quella del condimento obbligatorio?
poveri americani, mi fanno sempre più pena.
victoria e gordon hanno fatto benissimo ad andarsene, non c’entrano niente le pretese da vip. un’insalata senza condimento non è nè una modifica nè una pretesa, ma un semplice diritto.
per me ristoranti del genere non dovrebbero avere nemmeno la licenza.
e comunque uno stravolgimento di piatto per una donna incinta mi pare che ci stia tutto in america come in europa.
Un’insalata senza condimento non è proprio la stessa cosa di un’insalata con il condimento a parte!
non ho mica capito che c’entra l’essere incinta con il volere il condimento a parte.
il condimento mica causa toxo o mononucleosi…
detto questo, potevano anche accontentarla, visto che dubito che l’insalata non venga comunque condita al momento.
mi pare un po’ una trovata pubblicitaria.
Il condimento per l’insalata non è il tipico olio,sale e aceto, ma può essere anche una salsa. Magari non poteva mangiare quella o più semplicemente ha il gusto e l’olfatto alterato alterato,magari l’odore e il sapore di uno dei condimenti le è insopportabile,non è strano per chi è incinta.
E allora rimaneva a casa se non riusciva a mangiare il dressing dell’insalata!
andare a mangiare al ristorante non è un’Obbligo ma un PIACERE,
un Piacere per gustare piatti che vengono preparati in un certo modo,
compresa l’insalata.
Se l’insalata ha un Dressing particolare,
quell’insalata rimane con quel dressing particolare,
e la mangi così,
a maggior ragione se per politica del locale Deve rimanerci così,
altrimenti hai un menù intero su cui decidere un’alternativa.
Se io ho dei problemi,
o la mia compagna ha dei problemi,
o chiunque delle mie amiche han dei problemi,
ci organizziamo e andiamo a mangiare dove si piò mangiare tutti senza problemi,
non pretendiamo che ci servano quel che non è previsto dal menù,
anche se in Cinta non giustifica il fatto che debba avere quel che vuole lei come lo vuole lei.
Come fanno TUTTI si Adatta…
quasi tutti, chiedo scusa, i viziati son sempre dietro l’angolo…
sì, ma stiamo parlando di un’insalata non della fiorentina!
A mio modo di vedere dare la possibilità di usare un condimento o un altro per un’insalata non è uno sforzo immane per il ristoratore e nemmeno un insulto alla sua arte.
In particolare se poi la richiesta proviene da una donna incinta.
Ma non tutti hanno questa sensibilità, basta vedere uomini che restano seduti sui mezzi quando donne visibilmente incinta restano in piedi, lo stesso dicasi per gli anziani.
Comunque ritornando al post, quelche volevo dire è che se non posso mangiare carne cruda non vado in ristoranti che fanno solo quello, ma chiedere un’insalata con condimento a parte non è essere viziati. Se poi lo è vuol dire che sono viziata.
Forse non hai capito cosa ho scritto,
se vuoi un’Insalata a modo tuo,
vai a mangiare un’Insalata dove decidi TU come condirla,
se vuoi mangiare in un ristorante,
sopratutto se d’un certo livello,
e in quel ristorante la politica è,
“non si fanno variazioni”,
Ti ADATTI!
Se vuoi rispetto, devi avere rispetto.
Ripeto,
se vai in un luogo ove NON è prevista NESSUNA variazione,
NON chiedere NESUNA variazione,
altrimenti vai a mangiare da un’altra parte.
Se la mia compagna avesse visto una scena simile,
avrebbe mandato a quel paese brutalmente chiunque cercasse di approfittarsi dello stato interessante in cui si trovava,
così come fortunatamente avrebbero fatto molte altre fanciulle che conosco.
Vuoi che rispettino le tue regole/voglie,
Rispetta le regole/voglie degli altri!
ho compreso benissimo quel che volevi dire e rimango della mia opinione.
Evidentemente abbiamo due modi diversi di considerare l’educazione e il rispetto (non solo del cliente verso il ristoratore ma anche del ristoratore nei confronti dei clienti).
già… evidentemente
ma guarda che è il cliente che paga, semmai è il ristoratore a doversi adattare.
qui stiamo dando i numeri !!!
il tuo ragionamento potrebbe aver senso solo per un posto che serve da mangiare gratis
il cliente che paga non vuol dre che sta comperando degli schiavi che devon fare tutto ciò che dice il cliente!
Il cliente ha sempre ragione qualora c’è una mancanza da parte del ristoratore,
ma se è ben specificato che in quel ristorante NON si fanno variazioni,
il cliente che cerca di imporre il suo volere non ha ragione,
ma passa solo dalla parte del torto.
ne più, ne meno!
“il cliente che paga non vuol dre che sta comperando degli schiavi che devon fare tutto ciò che dice”
per un’insalata senza condimento ?!?! per me siamo quasi alla follia.
il ristorante può dichiarare tutto ciò che vuole ma l’essere umano è dotato di un filo di buonsenso, il condimento non è una variazione, tant’è che viene spesso portato a parte, e per una donna incinta si può fare questo e anche altro, senza creare nessun disagio in cucina.
a me sembra che tu sia invidioso della popolarità di questi personaggi visto l’avversione spropositata che mostri riguardo questa vicenda, mentre il ristorante avrà sfruttato l’occasione per farsi un bel pò di pubblicità. tutto qui.
ma tu sei consapevole che il dressing in certi ristoranti viene preparato con determinati crismi?
e che cambiare il condimento a quell’insalata vorrebbe dire dover cambiare il prezzo?
quindi rifare i calcoli anche su una banalissima insalata?
poi mettiamoci la preparazione,
a casa prendi la busta e la metti sotto l’acqua,
poi apri la bottiglia di dressing, o ci metti olio e aceto,
ed il gioco è fatto.
in un ristorante, sopratutto se di un certo livello,
hai dei canoni qualitativi da rispettare per preparare ogni piatto, Banalissima Insalata compresa,
e devi farlo in pochissimo tempo…
ora fai che per la Banalissima insalata ci sono altre 100 persone che la vogliono in 100 modi differenti,
cosa fai ti metti a preparare 100 prezzi differenti della Banalissima insalata,
e ci metti il triplo del tempo a servire i clienti,
perchè in cucina devono preparare 99 diversi dressing,
e un’insalata scondita?!?…
hai appena rovinato un servizio nel ristorante,
e tutto per una Stupidissima, Banalissima, e scondita insalata!…
ma il cliente ha sempre ragione…
e quindi ti lamenterai anche per il ritardo…
perchè tanto l’insalata era banalissima e l’han fatta come la volevi tu,
quindi non hai da lamentarti su quella Banalissima insalata!!!
il buon senso a volte dovrebbero usarlo i clienti,
e magari usare meno egoismo nelle proprie richiete,
comprendendo di non essere i soli al mondo a voler cambiare una cacchio di insalata nel menù che non prevede variazioni!
non vorrei dire ma il dressing non si mette alla fine?
quindi prepari l’insalata,come da menu perché non ha chiesto il tacchino al posto del salmone e il radicchio al posto delle erbe, e invece di mettere su il dressing la porti al tavolo scondita.
E la fai pagare uguale.
Troppo difficile per uno stellato. Troppe pretese.
Siam gente viziata.
@thomas: continuo a trovare la tua reazione incredibilmente spropositata. sembri gordon ramsay mentre registra uno dei suoi show. ma qui non ci sono telecamere accese e tutto sommato stiamo parlando di un semplice e fottuto condimento, non ne farei un dramma.
se un ristorante non è in grado di preparare un’insalata scondita secondo me potrebbe anche chiudere, questa è la mia opinione.
poi oguno la vede a modo suo.
e già…
Bah bah bah…è un estremo caso quello che ha colpito i 2 vuips,sicuro; però….
Paeliamoci chiaro è pieno il mondo di gente che crede il cameriere un servo e lo chef il loro cuoco personale per la serata…
Lasciamo fare a chi lo sa fare il proprio lavoro…è come se andassi da John Galliano e pretendessi di modificare un pantalone…
P.S.: LE SCARPE DI VICTORIA SONO FA-VO-LO-SE!!!!!!!
siuramente in qualsiasi boutique che vende le creazioni di john galliano avranno un sarto che esegue le modifiche a chi le richiede……
se un abito piace al cliente ma ha qualche difetto di vestibilità si aggiusta……non mi sembra la fine del mondo e neanche così tanto strano. anzi.
A parte che non si parla di Galliano
( amche se potrei farne una disquisizione ma non è questa la sede) e comunque mi riferivo a delle richieste ben diverse dall’esempio fatto…richieste molto piu bizzarre e assurde…capirai ne ho sentite una marea da quando giro per ristoranti…
La più assurda!?
A New York una signora orrenda e vestita male(ihiihih) si è permessa di chiedere al direttore di Masa di cambiare i piatti che le stava servendo vedi dire allo chef di creare qualcosa di piu fantasioso perché lei si era stancata di mangiare pesce….
Oppure in un noto ristorante a Milano una signora si permise di dire che lei non mangiava dentro piatti che non fossero bianchi,esclusivamente piani e di diametro 23…
Adesso dimmi se bisogna accontentare questa gente!!!
Si si le scarpe di victoria sono veramente BELLE!!!
Quello che non capisco è perche con centinaia di locali in città hanno scelto proprio quello che – cosa rara mi risulta – dichiara esplicitamente che non si fanno variazioni sui piatti.
Per me è come andare in bermunda all’ingresso di un locale o un evento con dress code dichiarato e pretendere di entrare…
magari perchè il condimento di un’insalata non è una variazione di un piatto, ma una semplice richiesta.
è come chiedere la carne al sangue o ben cotta. non si tratta di variazioni ma di piccole sfumature personali, che il cliente ha tutto il diritto di richiedere, in qualsiasi ristorante.
Almeno scrivere corretto il nome di Gordon RamsAy, sarebbe meglio.
Corretto Mimex, grazie.
Il cliente non ha sempre ragione. In questo caso sì però.
La richiesta della sciura Becks non mi sembrava uno stravagante capriccio da vip idrofobo. Penso, tra l’altro, che non implicasse un lavoro devastante per la cucina.
Quindi tutta la storia mi puzza di “astuta mossa per farsi un po’di pubblicità a costo zero”.
Ne ho visti tanti fare così; si siedono, poi si rendono conto che il posto è troppo caro per le loro tasche e trovano una scusa per andarsene.
Immagino. Vedo la signora Spice e il suo accompagnatore a lavare poi i piatti perchè non possono saldare il conto ….
Lo chef del Gjelina poteva replicare a Ramsey la stessa cosa che lui dice ad ogni piè sospinto nei suoi show:
“Questa è la mia cucina, e queste sono le mie fottute regole”. Amen