
Francesca: salve, io sarei disponibile pe
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Aurora: Ragazzi sono di Roma, sono int
Eternino Fortunato: esprimo solifarietà piena,non
Ammetterete che tra “MAlitalia” e “Il segreto del mangiar bene in aereo è volare Alitalia” c’è un po’ di differenza. La prima è una valutazione (che trova conferme a vagonate nella foto) di Francesca Ciancio, editor di Dissapore, l’altra è l’opinione di Faith Willinger, una delle più famose “italian food lover” d’America (favolosamente scambiata per un “uno chef e scrittore di professione” dal Giornale), che scrive articoli su riviste patinate o “intellettualissime” come l’Atlantic. Da cosa dipende una simile differenza di vedute considerando che entrambi i voli si sono svolti in business class? La prima è una tratta breve (Atene-Napoli) mentre il secondo è un volo intercontinentale in Magnifica, la top-class di Alitalia inauguarata lo scorso dicembre.
I menù di Magnifica sono firmati da grandi chef (Nicola Portinari del ristorante La Peca di Lonigo, Vicenza, e Agata Parisella dell’Agata e Romeo di Roma) che interpretano le ricette della cucina regionale italiana e vini selezionati tra le migliori cantine d’Italia dall’Ais. Ogni due mesi vengono offerti, a rotazione, i menu e i prodotti di una singola Regione. Anche il rinnovo dei materiali rientra nel progetto: le porcellane le posate e i bicchieri sono di Ginori, le tovaglie le coperte e i cuscini sono firmati da Frette, le trousse di comfort dalla griffe milanese Culti.
Inutile dire che, dopo secoli di feroci critiche, lo sdoganamento dei piatti Alitalia da parte dell’influente critica americana ha fatto un certo scalpore. Vuoi vedere che gli italiani sono finalmente diventati sensibili al loro petrolio, l’enogastronomia, e lo promuovono come si deve?
Pie illusioni.
La classe Magnifica di Alitalia e i pasti regionali griffati dagli chef stellati sono finiti nel tritatutto della sfida tra il ministro dell’agricoltura (già governatore del Veneto), il Pdl Giancarlo Galan, e il governatore leghista del Veneto (già ministro dell’Agricoltura), Luca Zaia. Il quale, quando ancora occupava il posto del “caro nemico”, aveva stanziato per il progetto sei milioni di euro. Mentre Galan, ieri, al Corriere, ha detto che in tempi di austerity non sono permesse le sponsorizzazioni, rivelando le molte proteste ricevute “in particolare quella di una professionista che viaggia spesso da Roma a New York, scandalizzata dal fatto che con i soldi pubblici si finanzino quei menù: come possono venire buoni i bigoli in salsa, scrive lei, se vengono preparati da un catering?”
Risultato? Basta polenta coi funghi e Asiago Dop. Stop a brasato con radicchio rosso trevigiano innaffiato da un Merlot memorabile. Nemmeno di Faith Willinger ce ne importa niente. Malgrado le proteste di Romeo Caraccio del ristorante Agata e Romeo – “tutto il nostro lavoro è vanificato dal fatto che Zaia e Galan non vanno d’accordo, il che rispetta l’Italietta in cui viviamo” – e le precisazioni di Alitalia: “Cercheremo di portare avanti l’iniziativa perché vogliamo far conosere all’estero le nostre eccellenze”, Galan ha definitivamente sospeso i piatti di qualità in alta quota.
Italians do it better.
[Fonti: The Atlantic, Il Giornale, La Peca, Agata e Romeo, immagine: The Atlantic]
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Se quei piatti erano, anche solo in parte, finanziati con soldi pubblici, è un *dovere* non rinnovare il contratto (e magari fare qualche considerazione sull’ennesimo sperpero zaiesco).
soldi pubblici non a fondo perduto, ma per fare pubblicità ai prodotti italiani di eccellenza
il ritorno di immagine (e quindi di quattrini) sembrava già avviato in modo promettente
molto meglio che buttare soldi pubblici per lo squallido portale italia.it
Mah. Che si finanziano pubblicamente i pasti dei “migliori” clienti Alitalia per avere una ricaduta promozionale mi sembra la classica iniziativa italica.
Mi ricorda la vecchia barzelletta sulla hostess che rivolta ai bambini ricchi e schifiltosi commentava “Mangiate che è buono. Pensate ai bambini poveri che volano con l’Air India ..”
Mha!
Tu hai visto frotte di stranieri che tornati a casa istruiscono i loro concittadini sulle bontà italiche che hanno scoperto sul volo alitalia ?
Se il portale Italia fa schifo ed hanno sprecato i soldi, non è obbligatorio sprecarli ancora in altre iniziative.Si possono anche usare dove c’è bisogno ed il consorzio dell’Asiago dop può spendere i suoi per fare pubblicità al prodotto invece di quelli delle mie tasse!!!
Al limite i soldi lo stato potrebbe spenderli per combattere le contraffazioni soprattutto quelle internazionali: Inutile far pubblicità al Grana ed al Parmigiano quando poi all’estero la gente non sa come distinguerli da quelli made in china con il packagin “finto italiano”
toh! Alitalia vola alto…
2 dic – Certo non sarà una gara ricca di grandi avversari ma il fatto che Alitalia vinca contro i competitors internazionali per la qualità e varietà dei suoi pasti è una buona notizia! La rivista Global Traveller ha premiato la compagnia italiana per la categoria “best airlines cuisine” dopo un sondaggio tra 25.000 viaggiatori in business class, [...] un progetto bollato come inutile lusso dal ministro Galan, Alitalia è andata avanti per conto suo e adesso ha mietuto i risultati.
[img]http://www.vocinelweb.it/faccine/varie/pag2/63.gif[/img]
Stefano Polacchi, completo e in generale niente male su kelablu.it