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	<title>Commenti a: Gemelli diversi</title>
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		<title>Di: Serena</title>
		<link>http://www.dissapore.com/primo-piano/gemelli-diversi/comment-page-1/#comment-52862</link>
		<dc:creator>Serena</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 09:44:02 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao, 
ho lavorato come controllo qualità in un piccolo pastificio che produceva per Gulliver e Penny oltre che a marchio proprio. La struttura era piccola e pensare di cambiare semola era impossibile, così come il diagramma di essiccazione, dato che tutta la pasta era prodotta su un&#039;unica linea. Però vi posso dire che, se la pasta per Gulliver era praticamente identica a quella a marchio propirio, quella per Penny era fatta ad apertura e a chiusura della produzione, quindi poteva avere dei difetti, poco evidenti, ma presenti. La grande differenza di prezzo, comunque, è anche determinata dalle politiche commerciali del supermercato, che preferisce lavorare con un ricarico inferiore sulle proprie private label, pur cercando di proporre al consumatore un buon prodotto (la Coop ad esempio se sei un copacker ti esaurisce con le sue pretese qualitative), in modo da fidelizzarlo. Inoltre, spesso, i supermercati chiedono a chi voglia vendere a proprio marchio delle entrature, in pratica dei pagamenti anticipati,una piccola tangente, per &quot;preferirlo&quot; ad un altro fornitore: ovviamente questo ricade sul prezzo del prodotto finito e sono pochi i produttori che riescono a sottrarsi a questa logica a mio parere un po&#039; perversa. Personalmente, dopo tanti anni di contatti coi supermercati, oggi compro solo prodotti testati e che mi piacciono, indipendentemente dall&#039;etichetta, da dove sono fatti e dalla posizione nello scaffale (si paga anche quella...).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao,<br />
ho lavorato come controllo qualità in un piccolo pastificio che produceva per Gulliver e Penny oltre che a marchio proprio. La struttura era piccola e pensare di cambiare semola era impossibile, così come il diagramma di essiccazione, dato che tutta la pasta era prodotta su un&#8217;unica linea. Però vi posso dire che, se la pasta per Gulliver era praticamente identica a quella a marchio propirio, quella per Penny era fatta ad apertura e a chiusura della produzione, quindi poteva avere dei difetti, poco evidenti, ma presenti. La grande differenza di prezzo, comunque, è anche determinata dalle politiche commerciali del supermercato, che preferisce lavorare con un ricarico inferiore sulle proprie private label, pur cercando di proporre al consumatore un buon prodotto (la Coop ad esempio se sei un copacker ti esaurisce con le sue pretese qualitative), in modo da fidelizzarlo. Inoltre, spesso, i supermercati chiedono a chi voglia vendere a proprio marchio delle entrature, in pratica dei pagamenti anticipati,una piccola tangente, per &#8220;preferirlo&#8221; ad un altro fornitore: ovviamente questo ricade sul prezzo del prodotto finito e sono pochi i produttori che riescono a sottrarsi a questa logica a mio parere un po&#8217; perversa. Personalmente, dopo tanti anni di contatti coi supermercati, oggi compro solo prodotti testati e che mi piacciono, indipendentemente dall&#8217;etichetta, da dove sono fatti e dalla posizione nello scaffale (si paga anche quella&#8230;).</p>
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		<title>Di: Alpe</title>
		<link>http://www.dissapore.com/primo-piano/gemelli-diversi/comment-page-1/#comment-51720</link>
		<dc:creator>Alpe</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Aug 2010 07:28:08 +0000</pubDate>
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		<description>Mettere in una pasta una percentuale maggiore di grano ammuffito, o nel caffè più chicchi con ocratossine, non significa cambiare il processo produttivo, solo gli ingredienti del processo. A ulteriore smentita dei luoghi comuni, tutto ciò non toglie che la pasta da 10 euro il chilo o il caffè da 50 possano contenere più contaminanti di un prodotto primo prezzo!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mettere in una pasta una percentuale maggiore di grano ammuffito, o nel caffè più chicchi con ocratossine, non significa cambiare il processo produttivo, solo gli ingredienti del processo. A ulteriore smentita dei luoghi comuni, tutto ciò non toglie che la pasta da 10 euro il chilo o il caffè da 50 possano contenere più contaminanti di un prodotto primo prezzo!</p>
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		<title>Di: Teresa</title>
		<link>http://www.dissapore.com/primo-piano/gemelli-diversi/comment-page-1/#comment-41921</link>
		<dc:creator>Teresa</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Jun 2010 05:51:31 +0000</pubDate>
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		<description>Simpatico, anche io compro quei prodotti, a volte ci incasiniamo specialmente mia nonna che non ci vede piu&#039; tanto bene, allora ogni volta che si torna dalla spesa, devo scrivere con il pennarello in lettere belle grandi tutti i contenuti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Simpatico, anche io compro quei prodotti, a volte ci incasiniamo specialmente mia nonna che non ci vede piu&#8217; tanto bene, allora ogni volta che si torna dalla spesa, devo scrivere con il pennarello in lettere belle grandi tutti i contenuti.</p>
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		<title>Di: roberto panizza</title>
		<link>http://www.dissapore.com/primo-piano/gemelli-diversi/comment-page-1/#comment-36532</link>
		<dc:creator>roberto panizza</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 16:57:48 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao. Ma siamo sicuri che la tenuta alla cottura della pasta sia un valore?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao. Ma siamo sicuri che la tenuta alla cottura della pasta sia un valore?</p>
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	<item>
		<title>Di: links for 2010-02-14 &#124; Imola Blog</title>
		<link>http://www.dissapore.com/primo-piano/gemelli-diversi/comment-page-1/#comment-29612</link>
		<dc:creator>links for 2010-02-14 &#124; Imola Blog</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 08:04:26 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Prodotti di marca e marchi privati ! Separati alla nascita &#124; Dissapore &#8230;ma voi lo sapevate che i marchi privati dei supermercati, i private label, come li chiamano a Milano, sono spesso uguali a quelli più blasonati?&#8230; (tags: marchi prezzi risparmio)      &#171; links for 2010-02-13 [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Prodotti di marca e marchi privati ! Separati alla nascita | Dissapore &#8230;ma voi lo sapevate che i marchi privati dei supermercati, i private label, come li chiamano a Milano, sono spesso uguali a quelli più blasonati?&#8230; (tags: marchi prezzi risparmio)      &laquo; links for 2010-02-13 [...]</p>
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		<title>Di: Mielizia</title>
		<link>http://www.dissapore.com/primo-piano/gemelli-diversi/comment-page-1/#comment-27625</link>
		<dc:creator>Mielizia</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 11:28:07 +0000</pubDate>
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		<description>Per Massimo Bernardi

Gentile Massimo, abbiamo letto il tuo post dell&#039;11 dicembre “Gemelli diversi” e ci interessava spiegare come nascono le differenze di prezzo per quel che riguarda, specificatamente, il miele di acacia biologico Mielizia e il miele di acacia biologico che lo stesso Conapi produce per le private label.
Anzitutto una premessa: Mielizia è il marchio con cui i 600 apicoltori di tutta Italia riuniti in Conapi (Consorzio Apicoltori Agricoltori Biologici Italiani) commercializzano i propri mieli.
Entriamo ora nello specifico. A nostro parere le informazioni che potrebbero essere utili alla discussione sono su due piani: il primo è quello della qualità del prodotto, il secondo riguarda i costi vivi legati alla vendita nella distribuzione organizzata.

La qualità.
Il medesimo stabilimento di confezionamento non significa medesimo prodotto, medesima qualità, medesima provenienza, come ha già detto qualcuno nei commenti. Nel caso nostro, il miele biologico di acacia Mielizia è, come indicato in etichetta, una selezione di mieli di due regioni (Piemonte e Lombardia), frutto del lavoro di soli 2-3 apicoltori in zone particolarmente vocate (come indicato nella carta d&#039;identità sul retro del vasetto). Si tratta quindi del frutto di una selezione dei nostri mieli migliori, realizzata rispondendo a un regolamento interno ancora più rigido di quello dell&#039;agricoltura biologica, sia per qualità che quantità dei controlli a cui viene sottoposta. 
Mielizia è anche l’unico caso nel settore miele ad avere una rintracciabilità di filiera certificata, per consentire a chi acquista il nostro prodotto di conoscere tutte le fasi della produzione, dall’alveare al vasetto. 

Costi diversi
Un miele a marchio, come Mielizia in questo caso, ha costi aggiuntivi legati alla distribuzione ben più elevati di un prodotto a marchio della catena (private label), come Conad, Coop, Panorama, ecc... Ad esempio costi per la gestione dello scaffale e costi legati ai contributi richiesti dalle aziende di distribuzione stesse.
Si tratta di logiche che noi come azienda non siamo in grado di by-passare, come la politica sulle marginalità all&#039;interno della stessa categoria merceologica, per esempio il miele. 
E’ vero anche che le produzioni di private label garantiscono volumi e distribuzioni tali e di conseguenza economie importanti che permettono in media un abbassamento complessivo dei costi di produzione.

Quanto al fatto che sia la pubblicità a incidere sul costo del vasetto, vogliamo sottolineare che questa azienda, Alce Nero &amp; Mielizia spa, è una società per azioni controllata da agricoltori e apicoltori e come scopo ha la maggiore remunerazione possibile della materia prima conferita. Questo comporta, ad esempio, che le risorse messe in pubblicità siano ridotte, perché i margini di utile vengono destinati a sviluppare e valorizzare proprio il lavoro dei soci apicoltori e agricoltori.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per Massimo Bernardi</p>
<p>Gentile Massimo, abbiamo letto il tuo post dell&#8217;11 dicembre “Gemelli diversi” e ci interessava spiegare come nascono le differenze di prezzo per quel che riguarda, specificatamente, il miele di acacia biologico Mielizia e il miele di acacia biologico che lo stesso Conapi produce per le private label.<br />
Anzitutto una premessa: Mielizia è il marchio con cui i 600 apicoltori di tutta Italia riuniti in Conapi (Consorzio Apicoltori Agricoltori Biologici Italiani) commercializzano i propri mieli.<br />
Entriamo ora nello specifico. A nostro parere le informazioni che potrebbero essere utili alla discussione sono su due piani: il primo è quello della qualità del prodotto, il secondo riguarda i costi vivi legati alla vendita nella distribuzione organizzata.</p>
<p>La qualità.<br />
Il medesimo stabilimento di confezionamento non significa medesimo prodotto, medesima qualità, medesima provenienza, come ha già detto qualcuno nei commenti. Nel caso nostro, il miele biologico di acacia Mielizia è, come indicato in etichetta, una selezione di mieli di due regioni (Piemonte e Lombardia), frutto del lavoro di soli 2-3 apicoltori in zone particolarmente vocate (come indicato nella carta d&#8217;identità sul retro del vasetto). Si tratta quindi del frutto di una selezione dei nostri mieli migliori, realizzata rispondendo a un regolamento interno ancora più rigido di quello dell&#8217;agricoltura biologica, sia per qualità che quantità dei controlli a cui viene sottoposta.<br />
Mielizia è anche l’unico caso nel settore miele ad avere una rintracciabilità di filiera certificata, per consentire a chi acquista il nostro prodotto di conoscere tutte le fasi della produzione, dall’alveare al vasetto. </p>
<p>Costi diversi<br />
Un miele a marchio, come Mielizia in questo caso, ha costi aggiuntivi legati alla distribuzione ben più elevati di un prodotto a marchio della catena (private label), come Conad, Coop, Panorama, ecc&#8230; Ad esempio costi per la gestione dello scaffale e costi legati ai contributi richiesti dalle aziende di distribuzione stesse.<br />
Si tratta di logiche che noi come azienda non siamo in grado di by-passare, come la politica sulle marginalità all&#8217;interno della stessa categoria merceologica, per esempio il miele.<br />
E’ vero anche che le produzioni di private label garantiscono volumi e distribuzioni tali e di conseguenza economie importanti che permettono in media un abbassamento complessivo dei costi di produzione.</p>
<p>Quanto al fatto che sia la pubblicità a incidere sul costo del vasetto, vogliamo sottolineare che questa azienda, Alce Nero &amp; Mielizia spa, è una società per azioni controllata da agricoltori e apicoltori e come scopo ha la maggiore remunerazione possibile della materia prima conferita. Questo comporta, ad esempio, che le risorse messe in pubblicità siano ridotte, perché i margini di utile vengono destinati a sviluppare e valorizzare proprio il lavoro dei soci apicoltori e agricoltori.</p>
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	<item>
		<title>Di: DIARIO DELLE MIE RICETTE &#187; Blog Archive &#187; AL SUPERMERCATO&#8230; FATEVI FURBI!!</title>
		<link>http://www.dissapore.com/primo-piano/gemelli-diversi/comment-page-1/#comment-25059</link>
		<dc:creator>DIARIO DELLE MIE RICETTE &#187; Blog Archive &#187; AL SUPERMERCATO&#8230; FATEVI FURBI!!</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 21:54:49 +0000</pubDate>
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		<description>[...] tortellini carrefour (1, 54 €) = tortellini di Giovanni Rana (2,59€) ( info prese qui) [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] tortellini carrefour (1, 54 €) = tortellini di Giovanni Rana (2,59€) ( info prese qui) [...]</p>
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	<item>
		<title>Di: Lucia</title>
		<link>http://www.dissapore.com/primo-piano/gemelli-diversi/comment-page-1/#comment-22755</link>
		<dc:creator>Lucia</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 09:49:32 +0000</pubDate>
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		<description>Icam produce anche cioccolato con il suo marchio. In provincia di Lecco si trova diffusamente, non so però se sia venduto anche al di fuori di questa zona.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Icam produce anche cioccolato con il suo marchio. In provincia di Lecco si trova diffusamente, non so però se sia venduto anche al di fuori di questa zona.</p>
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	<item>
		<title>Di: marziano</title>
		<link>http://www.dissapore.com/primo-piano/gemelli-diversi/comment-page-1/#comment-22531</link>
		<dc:creator>marziano</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 17:50:10 +0000</pubDate>
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		<description>ma dai!!! scusate il cioccolato Icam è ottimo, uno dei migliori per me. ICAM però non ha marchi suoi, ma produce per terzi.
quando leggo sull&#039;etichetta &quot;prodotto nello stabilimeento di via dei pescatori 43, Lecco&quot;, lo compro.
lo fanno per marchi di commercio equo e solidale (es. companera) ma non tutti gli equi e solidali sono uguali: quelli prodotti in svizzera da Chocolat Bernrain (marchio fairtrade) a me piace molto meno.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ma dai!!! scusate il cioccolato Icam è ottimo, uno dei migliori per me. ICAM però non ha marchi suoi, ma produce per terzi.<br />
quando leggo sull&#8217;etichetta &#8220;prodotto nello stabilimeento di via dei pescatori 43, Lecco&#8221;, lo compro.<br />
lo fanno per marchi di commercio equo e solidale (es. companera) ma non tutti gli equi e solidali sono uguali: quelli prodotti in svizzera da Chocolat Bernrain (marchio fairtrade) a me piace molto meno.</p>
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	<item>
		<title>Di: Senza Panna</title>
		<link>http://www.dissapore.com/primo-piano/gemelli-diversi/comment-page-1/#comment-22429</link>
		<dc:creator>Senza Panna</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 12:20:41 +0000</pubDate>
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		<description>Faccio il discorso opposto, gemelli finti: anni fa  in un  supermercato di Colleferro (RM) ho  visto  in vendita  una  bottiglia  di Carciof che  era  molto simile al  Cynar. ;)
Non  ho avuto il coraggio (e  ho fatto male)  di comprarla. Non c&#039;erano nemmeno le digitali per  cui resta solo nel mio ricordo.
:D</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Faccio il discorso opposto, gemelli finti: anni fa  in un  supermercato di Colleferro (RM) ho  visto  in vendita  una  bottiglia  di Carciof che  era  molto simile al  Cynar. <img src='http://www.dissapore.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /><br />
Non  ho avuto il coraggio (e  ho fatto male)  di comprarla. Non c&#8217;erano nemmeno le digitali per  cui resta solo nel mio ricordo.<br />
 <img src='http://www.dissapore.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
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