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	<title>Commenti a: Getta oggi il nostro pane quotidiano&#8230; Milano</title>
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		<title>Di: altrove, concorrenza e categoria</title>
		<link>http://www.dissapore.com/primo-piano/getta-oggi-il-nostro-pane-quotidiano-milano/comment-page-1/#comment-100484</link>
		<dc:creator>altrove, concorrenza e categoria</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jul 2011 18:52:41 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;b&gt;il pane dei carcerati è concorrenza sleale&lt;/b&gt;

Trieste, 12 lug - [...] Gli ingredienti non c’entrano, alla categoria dà fastidio l’ingresso sul mercato dei prodotti: quel pane e quei dolci, realizzati dai detenuti nel forno del carcere, rappresentano di fatto una turbativa di mercato. [...] «A questo progetto abbiamo partecipato attivamente dando il nostro supporto, sta bene se i prodotti vengono ceduti a enti benefici non se diventano una concorrenza», una polemica che lascia interdetto il direttore del carcere: i prezzi del prodotto, competitivi rispetto a quelli di mercato, «sono una scelta commerciale che la cooperativa ha inteso fare rinunciando ai margini di guadagno».

[img]http://smileys.sur-la-toile.com/repository/Reflexion/pas-compris.gif[/img]
Pietro Comelli &lt;a href=&quot;http://ilpiccolo.gelocal.it/cronaca/2011/07/12/news/il-pane-dei-carcerati-e-concorrenza-sleale-1.725152&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;sul piccolo.it&lt;/a&gt; 
e non mi va di mettermi &lt;a href=&quot;http://ilpiccolo.gelocal.it/cronaca/2011/07/12/news/il-pane-dei-carcerati-e-concorrenza-sleale-1.725152?idmessaggio=2464428&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;a giudicare&lt;/a&gt; i commercianti; né ho il &lt;a href=&quot;http://www.dissapore.com/cucina/volterra-sono-stato-in-carcere-a-cucinare/#comment-31679&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;cuore tenero&lt;/a&gt; coi carcerati
tuttavia sembra la solita storia: è una comunità  commercialmente competitiva &lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=z3v-BLeLzpI#t=5m16s&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;e quindi...&lt;/a&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><b>il pane dei carcerati è concorrenza sleale</b></p>
<p>Trieste, 12 lug &#8211; [...] Gli ingredienti non c’entrano, alla categoria dà fastidio l’ingresso sul mercato dei prodotti: quel pane e quei dolci, realizzati dai detenuti nel forno del carcere, rappresentano di fatto una turbativa di mercato. [...] «A questo progetto abbiamo partecipato attivamente dando il nostro supporto, sta bene se i prodotti vengono ceduti a enti benefici non se diventano una concorrenza», una polemica che lascia interdetto il direttore del carcere: i prezzi del prodotto, competitivi rispetto a quelli di mercato, «sono una scelta commerciale che la cooperativa ha inteso fare rinunciando ai margini di guadagno».</p>
<p>[img]http://smileys.sur-la-toile.com/repository/Reflexion/pas-compris.gif[/img]<br />
Pietro Comelli <a href="http://ilpiccolo.gelocal.it/cronaca/2011/07/12/news/il-pane-dei-carcerati-e-concorrenza-sleale-1.725152" rel="nofollow">sul piccolo.it</a><br />
e non mi va di mettermi <a href="http://ilpiccolo.gelocal.it/cronaca/2011/07/12/news/il-pane-dei-carcerati-e-concorrenza-sleale-1.725152?idmessaggio=2464428" rel="nofollow">a giudicare</a> i commercianti; né ho il <a href="http://www.dissapore.com/cucina/volterra-sono-stato-in-carcere-a-cucinare/#comment-31679" rel="nofollow">cuore tenero</a> coi carcerati<br />
tuttavia sembra la solita storia: è una comunità  commercialmente competitiva <a href="http://www.youtube.com/watch?v=z3v-BLeLzpI#t=5m16s" rel="nofollow">e quindi&#8230;</a></p>
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	<item>
		<title>Di: un anno e tre mesi dopo (OT)</title>
		<link>http://www.dissapore.com/primo-piano/getta-oggi-il-nostro-pane-quotidiano-milano/comment-page-1/#comment-99564</link>
		<dc:creator>un anno e tre mesi dopo (OT)</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Jul 2011 10:06:37 +0000</pubDate>
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		<description>12) &lt;a href=&quot;http://www.dissapore.com/primo-piano/il-meglio-della-settimana-35/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Dissapore regala Italia Buonpaese di Gigi Padovani&lt;/a&gt;

mh, dodicesimo post più letto su quindici pubblicati... 
e pur non sottovalutando la contestuale &lt;a href=&quot;http://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=248076301873994&amp;id=127673360580956&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;interruzione tecnica&lt;/a&gt; di martedì continuo a credere non sia parlando di libri in quel modo, qualche divagazione personale e un prevedibile calcio d’avvio, che si suscita &lt;strike&gt;interesse&lt;/strike&gt; sufficiente empatia nel lettore &lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=hT27SHYcoFY&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;3.2&lt;/a&gt; (o almeno, io non lo comprerò)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>12) <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/il-meglio-della-settimana-35/" rel="nofollow">Dissapore regala Italia Buonpaese di Gigi Padovani</a></p>
<p>mh, dodicesimo post più letto su quindici pubblicati&#8230;<br />
e pur non sottovalutando la contestuale <a href="http://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=248076301873994&amp;id=127673360580956" rel="nofollow">interruzione tecnica</a> di martedì continuo a credere non sia parlando di libri in quel modo, qualche divagazione personale e un prevedibile calcio d’avvio, che si suscita <strike>interesse</strike> sufficiente empatia nel lettore <a href="http://www.youtube.com/watch?v=hT27SHYcoFY" rel="nofollow">3.2</a> (o almeno, io non lo comprerò)</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: altrove, un anno e mezzo dopo</title>
		<link>http://www.dissapore.com/primo-piano/getta-oggi-il-nostro-pane-quotidiano-milano/comment-page-1/#comment-96384</link>
		<dc:creator>altrove, un anno e mezzo dopo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jun 2011 13:44:16 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.dissapore.com/?p=13658#comment-96384</guid>
		<description>&lt;b&gt;pane fresco ad ogni ora del giorno e a prezzi diversi&lt;/b&gt;

Padova, 21 giu -  Ha del rivoluzionario Mamapetra®, il nuovo format di panificio messo a punto dal &lt;a href=&quot;http://molinoquaglia.net/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Molino Quaglia&lt;/a&gt;. Basta col lavoro notturno per i panettieri: il pane potrà essere sfornato di giorno sotto gli occhi dei clienti, durerà tre giorni e il prezzo scenderà progressivamente.  [...] Pagnotte da due chili da vendere intere ma anche a pezzi, [...] appena sfornate costeranno 7 euro al chilo, ma lo stesso panettiere consiglierà di comprare quelle con almeno 12 ore di vita, [...] il pane del giorno prima costerà 2,50 euro e quello di due giorni prima 1 euro al chilo. 

Nicola Stievano, completo &lt;a href=&quot;http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2011/06/21/news/pane-fresco-ad-ogni-ora-del-giorno-e-prezzi-diversi-4476541&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;sul mattinodipadova.it&lt;/a&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><b>pane fresco ad ogni ora del giorno e a prezzi diversi</b></p>
<p>Padova, 21 giu &#8211;  Ha del rivoluzionario Mamapetra®, il nuovo format di panificio messo a punto dal <a href="http://molinoquaglia.net/" rel="nofollow">Molino Quaglia</a>. Basta col lavoro notturno per i panettieri: il pane potrà essere sfornato di giorno sotto gli occhi dei clienti, durerà tre giorni e il prezzo scenderà progressivamente.  [...] Pagnotte da due chili da vendere intere ma anche a pezzi, [...] appena sfornate costeranno 7 euro al chilo, ma lo stesso panettiere consiglierà di comprare quelle con almeno 12 ore di vita, [...] il pane del giorno prima costerà 2,50 euro e quello di due giorni prima 1 euro al chilo. </p>
<p>Nicola Stievano, completo <a href="http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2011/06/21/news/pane-fresco-ad-ogni-ora-del-giorno-e-prezzi-diversi-4476541" rel="nofollow">sul mattinodipadova.it</a></p>
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	<item>
		<title>Di: ècce forno</title>
		<link>http://www.dissapore.com/primo-piano/getta-oggi-il-nostro-pane-quotidiano-milano/comment-page-1/#comment-50736</link>
		<dc:creator>ècce forno</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Aug 2010 21:47:51 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;b&gt;l&#039;artigiano che fa il pane per i supermercati&lt;/b&gt;

Parma, 5 sgo - Gianni Lusignani è un artista del pane. Col fratello Elio e i figli Tiziano e Gabriele ha recuperato la filiera dei grani antichi nei campi in via d&#039;abbandono fra le colline di Pellegrino Parmense e ogni notte sforna filoni e pagnotte fatti con farina macinata a pietra e cotto a legna. Prodotti con l&#039;amore, i ritmi e la cura di un artigiano e venduti - a sorpresa - non solo nel&lt;a href=&quot;http://www.lusignani.it&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;la panetteria di famiglia&lt;/a&gt; ma anche in alcuni supermercati emiliani. Piccolo produttore di qualità e grande distribuzione, dicono in tanti, son come cane e gatto: com&#039;è riuscito a farli convivere?

continua &lt;a href=&quot;http://parma.repubblica.it/cronaca/2010/08/05/news/l_artigiano_che_fa_il_pane_pert_i_grandi_supermercati-6095133/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;su parma.repubblica.it&lt;/a&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><b>l&#8217;artigiano che fa il pane per i supermercati</b></p>
<p>Parma, 5 sgo &#8211; Gianni Lusignani è un artista del pane. Col fratello Elio e i figli Tiziano e Gabriele ha recuperato la filiera dei grani antichi nei campi in via d&#8217;abbandono fra le colline di Pellegrino Parmense e ogni notte sforna filoni e pagnotte fatti con farina macinata a pietra e cotto a legna. Prodotti con l&#8217;amore, i ritmi e la cura di un artigiano e venduti &#8211; a sorpresa &#8211; non solo nel<a href="http://www.lusignani.it" rel="nofollow">la panetteria di famiglia</a> ma anche in alcuni supermercati emiliani. Piccolo produttore di qualità e grande distribuzione, dicono in tanti, son come cane e gatto: com&#8217;è riuscito a farli convivere?</p>
<p>continua <a href="http://parma.repubblica.it/cronaca/2010/08/05/news/l_artigiano_che_fa_il_pane_pert_i_grandi_supermercati-6095133/" rel="nofollow">su parma.repubblica.it</a></p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: cos’è la sigatoka?</title>
		<link>http://www.dissapore.com/primo-piano/getta-oggi-il-nostro-pane-quotidiano-milano/comment-page-1/#comment-36517</link>
		<dc:creator>cos’è la sigatoka?</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 16:18:09 +0000</pubDate>
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		<description>[img]http://smileys.sur-la-toile.com/repository/Rires/mdr1.gif[/img]
&lt;a href=&quot;http://www.dissapore.com/primo-piano/pane-e-bugie-di-dario-bressanini-lo-scienziato-genericamente-modificabile/#comment-36513&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;ok, così&lt;/a&gt; lo compro</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[img]http://smileys.sur-la-toile.com/repository/Rires/mdr1.gif[/img]<br />
<a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/pane-e-bugie-di-dario-bressanini-lo-scienziato-genericamente-modificabile/#comment-36513" rel="nofollow">ok, così</a> lo compro</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: che voglia vuoi che venga?</title>
		<link>http://www.dissapore.com/primo-piano/getta-oggi-il-nostro-pane-quotidiano-milano/comment-page-1/#comment-36336</link>
		<dc:creator>che voglia vuoi che venga?</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 22:30:31 +0000</pubDate>
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		<description>niente, &lt;a href=&quot;http://blog.paperogiallo.net/2010/04/la_verita_su_cio_che_mangiamo.html&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;ho perso tempo&lt;/a&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>niente, <a href="http://blog.paperogiallo.net/2010/04/la_verita_su_cio_che_mangiamo.html" rel="nofollow">ho perso tempo</a></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: l'unico modo giusto</title>
		<link>http://www.dissapore.com/primo-piano/getta-oggi-il-nostro-pane-quotidiano-milano/comment-page-1/#comment-34496</link>
		<dc:creator>l'unico modo giusto</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 22:07:36 +0000</pubDate>
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		<description>i fornai dovrebbero smetterla di dar sempre la colpa a qualcun altro...

&lt;blockquote&gt;Paul Allam e David MaGuinness, panettiere e pasticcere di Sydney,  all&#039;inizio della loro attività han lavorato 17 ore al giorno, per paura di non farcela a pagare altri stipendi e perché nel frattempo i clienti aumentavano di giorno in giorno. «Se levi il forno elettrico e l&#039;impastatrice il nostro lavoro è simile a quello di un panettiere del XVI secolo, con in più la scienza del XXI secolo» dice Paul, ed così che nasce il libro con le ricette e i consigli per farsi il pane a casa: perché se anche non verrà perfetto sarà sempre migliore di quello che vi danno nei supermercati.
(&lt;a href=&quot;http://blog.paperogiallo.net/2010/03/un_pane_dellaltro_mondo.html&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;continua sul paperogiallo&lt;/a&gt;)
&lt;/blockquote&gt;

[img]http://digilander.libero.it/le.faccine/faccinea/legge/005005.gif[/img]
continua, sì, ma bastava questo
perché a me lettore 3.2 frega &#039;na cippa che il libro sia di 366 pagine; che la carta sia molto bella e le foto siano di alan benson, &lt;i&gt;soprattutto&lt;/i&gt; a me lettore 3.2 frega &#039;na doppia cippa che il libro piaccia a tizio o cazio. Ma come: la rete incoraggia a pensare colla propria testa e venite ancora a darmi suggerimenti? voglio assaggiarle per conto mio, le info... 

è la logica del trailer cinematografico, no? un po&#039; &lt;a href=&quot;http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/indovina-cose-2/#comment-24943&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;come quando&lt;/a&gt; si chatta di musica senza offrire dei link d&#039;ascolto, allo stesso modo si induce pochissima empatia proponendo il titolo di un libro, qualche divagazione personale e un prevedibile calcio d&#039;avvio. Offrendo invece un piccolo stralcio in assaggio (certo, bisogna saper stralciare e tenerla &lt;a href=&quot;http://www.chefdicucinamagazine.com/news/jona-oberski.-un-bambino-nei-lager.-la-cucina.html&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;più corta&lt;/a&gt;), il lettore 3.2 

• potrà farsi un&#039;impressione &lt;i&gt;nel merito&lt;/i&gt; senza ulteriori condizionamenti 
• soppeserà l&#039;interesse indottogli &lt;i&gt;dalla lettura&lt;/i&gt;, e magari pure l&#039;acquisto 
• serberà &lt;i&gt;comunque&lt;/i&gt; un pizzico di gratitudine per il proponente-offerente

[img]http://digilander.libero.it/le.faccine/faccinea/legge/00002031.gif[/img]
ed è quel pizzico a fare tutta la differenza...
pertanto: volete parlarmi di libri? benissimo, questo è l&#039;unico modo giusto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>i fornai dovrebbero smetterla di dar sempre la colpa a qualcun altro&#8230;</p>
<blockquote><p>Paul Allam e David MaGuinness, panettiere e pasticcere di Sydney,  all&#8217;inizio della loro attività han lavorato 17 ore al giorno, per paura di non farcela a pagare altri stipendi e perché nel frattempo i clienti aumentavano di giorno in giorno. «Se levi il forno elettrico e l&#8217;impastatrice il nostro lavoro è simile a quello di un panettiere del XVI secolo, con in più la scienza del XXI secolo» dice Paul, ed così che nasce il libro con le ricette e i consigli per farsi il pane a casa: perché se anche non verrà perfetto sarà sempre migliore di quello che vi danno nei supermercati.<br />
(<a href="http://blog.paperogiallo.net/2010/03/un_pane_dellaltro_mondo.html" rel="nofollow">continua sul paperogiallo</a>)
</p></blockquote>
<p>[img]http://digilander.libero.it/le.faccine/faccinea/legge/005005.gif[/img]<br />
continua, sì, ma bastava questo<br />
perché a me lettore 3.2 frega &#8216;na cippa che il libro sia di 366 pagine; che la carta sia molto bella e le foto siano di alan benson, <i>soprattutto</i> a me lettore 3.2 frega &#8216;na doppia cippa che il libro piaccia a tizio o cazio. Ma come: la rete incoraggia a pensare colla propria testa e venite ancora a darmi suggerimenti? voglio assaggiarle per conto mio, le info&#8230; </p>
<p>è la logica del trailer cinematografico, no? un po&#8217; <a href="http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/indovina-cose-2/#comment-24943" rel="nofollow">come quando</a> si chatta di musica senza offrire dei link d&#8217;ascolto, allo stesso modo si induce pochissima empatia proponendo il titolo di un libro, qualche divagazione personale e un prevedibile calcio d&#8217;avvio. Offrendo invece un piccolo stralcio in assaggio (certo, bisogna saper stralciare e tenerla <a href="http://www.chefdicucinamagazine.com/news/jona-oberski.-un-bambino-nei-lager.-la-cucina.html" rel="nofollow">più corta</a>), il lettore 3.2 </p>
<p>• potrà farsi un&#8217;impressione <i>nel merito</i> senza ulteriori condizionamenti<br />
• soppeserà l&#8217;interesse indottogli <i>dalla lettura</i>, e magari pure l&#8217;acquisto<br />
• serberà <i>comunque</i> un pizzico di gratitudine per il proponente-offerente</p>
<p>[img]http://digilander.libero.it/le.faccine/faccinea/legge/00002031.gif[/img]<br />
ed è quel pizzico a fare tutta la differenza&#8230;<br />
pertanto: volete parlarmi di libri? benissimo, questo è l&#8217;unico modo giusto</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: La settimana dei buoni propositi presi in prestito. E rispediti al mittente - Macchianera</title>
		<link>http://www.dissapore.com/primo-piano/getta-oggi-il-nostro-pane-quotidiano-milano/comment-page-1/#comment-25331</link>
		<dc:creator>La settimana dei buoni propositi presi in prestito. E rispediti al mittente - Macchianera</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Jan 2010 19:53:27 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.dissapore.com/?p=13658#comment-25331</guid>
		<description>[...] E perfino i più commentati. 5 &#8211; &#8220;Questo spreco del pane è scandaloso&#8220;. E non riguarda solo Milano. 6 &#8211; Sorpresa! Per gli chef &#8220;Alta Fedeltà&#8221; non è solo un libro. 7 [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] E perfino i più commentati. 5 &#8211; &#8220;Questo spreco del pane è scandaloso&#8220;. E non riguarda solo Milano. 6 &#8211; Sorpresa! Per gli chef &#8220;Alta Fedeltà&#8221; non è solo un libro. 7 [...]</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Da milanese a italiano, si allarga lo scandalo del pane sprecato &#124; Dissapore</title>
		<link>http://www.dissapore.com/primo-piano/getta-oggi-il-nostro-pane-quotidiano-milano/comment-page-1/#comment-24819</link>
		<dc:creator>Da milanese a italiano, si allarga lo scandalo del pane sprecato &#124; Dissapore</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 14:24:51 +0000</pubDate>
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		<description>[...] si preoccupa di capire perchè il pane viene buttato via con tanta facilità. Qualche giorno fa abbiamo avanzato un&#8217;ipotesi, il pane di Milano fa schifo, diventa duro come pietra poche ore dopo essere uscito dal [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] si preoccupa di capire perchè il pane viene buttato via con tanta facilità. Qualche giorno fa abbiamo avanzato un&#8217;ipotesi, il pane di Milano fa schifo, diventa duro come pietra poche ore dopo essere uscito dal [...]</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: francesco zaffuto</title>
		<link>http://www.dissapore.com/primo-piano/getta-oggi-il-nostro-pane-quotidiano-milano/comment-page-1/#comment-24721</link>
		<dc:creator>francesco zaffuto</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 19:04:41 +0000</pubDate>
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		<description>I negozi dei fornai a  Milano sono delle specie di boutique del pane, trovare il pane comune è quasi  impossibile, il prezzo per le diverse tipologie spesso supera  i sei euro al chilo. Comprare il pane nelle boutique del pane è un lusso, la maggior parte delle famiglie milanesi  per sopravvivere cercano di comprare il pane nei supermercati e guardando con attenzione il prezzo al chilo (poiché anche nei supermercati è facile superare i 4 euro al chilo). In pratica a Milano (e credo in molte città d’Italia) ci sono due fette di popolazione: quella che compra il pane come nutrimento e quella che compra il pane per “sfizio” (scegliendo tra dieci o venti gusti e forme). Nonostante il pane sia fatto sempre e solo di farina , il cui costo non va oltre i 40 centesimi di euro, i fornai riescono, con il miracolo della manipolazione artistica  a portare il pane perfino ad 8 euro al chilo. 
 I fornai di Milano il pane preferiscono buttarlo  e ben si guardano di abbassare i prezzi; basterebbe che abbassassero i prezzi verso sera e molto di quel pane potrebbe entrare nel consumo delle famiglie milanesi. Nei fatti la scelta di buttare il pane fatta dai fornai milanesi è una scelta consequenziale alla volontà di tenere elevato il prezzo dello stesso pane. 
 La maggior parte degli interventi di intellettuali e cardinali sono stati  incentrati sulla colpa dello spreco  delle famiglie in generale  e sulla fame nel modo come se il mezzo panino finito nella spazzatura fosse la causa diretta della fame nel mondo.  
 Il mezzo panino salvato  dal sacco nero non si trasforma immediatamente in un aiuto al terzo mondo per sollevarsi dalla fame. Sono necessari altri elementi:  chi ha risparmiato sul pane deve in qualche modo fare arrivare le sostanze di quel risparmio ai diseredati (altrimenti il risparmio è solo a beneficio del suo reddito)  e gli organismi statali di questi accorti consumatori debbono comportarsi in modo coerente sul piano degli aiuti internazionali.  
 Gli aiuti internazionali per affrontare il problema della fame nel mondo non possono tradursi nel  fare arrivare i  rimasugli di una sovrapproduzione di beni di consumo (quasi avariati)  in quei paesi. Il terzo mondo non potrà sollevarsi con i nostri rimasugli donati in modo caritatevole. I paesi del terzo mondo hanno necessità di aiuti immediati indipendentemente dal lento cambiamento dei nostri stili di vita ed  hanno la necessità di avviare una loro produzione e una loro autonomia sul piano tecnologico.  Questi interventi rivestono un carattere di urgenza e pare che di questa urgenza non ci vogliamo far carico, lo dimostrano gli scarsi  risultati dell’ultimo convegno della FAO a Roma.
Dobbiamo tener conto altresì che il maggior carico della fame nel mondo lo creiamo in Africa  con gli atti di rapina delle multinazionali , basta guardare il caso del  Delta del Niger.
http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/2352
 La questione di una educazione per evitare gli sprechi è sicuramente utile e rilevante, perché  la produzione cerealicola se non viene in qualche modo limitata e cadenzata nel tempo porta a un impoverimento delle terre (un vecchio uso nelle campagne era quello di seminare un anno grano ed un anno fave per fare riprendere energia ai terreni). 
Ma l’educazione contro lo spreco non può essere improntata ad una episodica campagna di colpevolizzazione, deve diventare una  sistematica campagna di educazione.  Non ci vuole molto tra l’altro per cambiare il nostro stile di vita, basta dedicare un minimo di tempo e di attenzione alle cose che facciamo quotidianamente: non comprare pane  in eccesso,  quello che resta lo si può congelare e se diventa raffermo può essere utilizzato per gustose ricette. Le antiche casalinghe non buttavano certo il pane raffermo e  in cucina si facevano dei veri miracoli del gusto: dalle polpette ai canederli, dalla panzanella alle minestre toscane. Basta scorrere su internet e trovare un’enorme quantitativo di preziose ricette.
francesco zaffuto   www.lacrisi2009.com</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>I negozi dei fornai a  Milano sono delle specie di boutique del pane, trovare il pane comune è quasi  impossibile, il prezzo per le diverse tipologie spesso supera  i sei euro al chilo. Comprare il pane nelle boutique del pane è un lusso, la maggior parte delle famiglie milanesi  per sopravvivere cercano di comprare il pane nei supermercati e guardando con attenzione il prezzo al chilo (poiché anche nei supermercati è facile superare i 4 euro al chilo). In pratica a Milano (e credo in molte città d’Italia) ci sono due fette di popolazione: quella che compra il pane come nutrimento e quella che compra il pane per “sfizio” (scegliendo tra dieci o venti gusti e forme). Nonostante il pane sia fatto sempre e solo di farina , il cui costo non va oltre i 40 centesimi di euro, i fornai riescono, con il miracolo della manipolazione artistica  a portare il pane perfino ad 8 euro al chilo.<br />
 I fornai di Milano il pane preferiscono buttarlo  e ben si guardano di abbassare i prezzi; basterebbe che abbassassero i prezzi verso sera e molto di quel pane potrebbe entrare nel consumo delle famiglie milanesi. Nei fatti la scelta di buttare il pane fatta dai fornai milanesi è una scelta consequenziale alla volontà di tenere elevato il prezzo dello stesso pane.<br />
 La maggior parte degli interventi di intellettuali e cardinali sono stati  incentrati sulla colpa dello spreco  delle famiglie in generale  e sulla fame nel modo come se il mezzo panino finito nella spazzatura fosse la causa diretta della fame nel mondo.<br />
 Il mezzo panino salvato  dal sacco nero non si trasforma immediatamente in un aiuto al terzo mondo per sollevarsi dalla fame. Sono necessari altri elementi:  chi ha risparmiato sul pane deve in qualche modo fare arrivare le sostanze di quel risparmio ai diseredati (altrimenti il risparmio è solo a beneficio del suo reddito)  e gli organismi statali di questi accorti consumatori debbono comportarsi in modo coerente sul piano degli aiuti internazionali.<br />
 Gli aiuti internazionali per affrontare il problema della fame nel mondo non possono tradursi nel  fare arrivare i  rimasugli di una sovrapproduzione di beni di consumo (quasi avariati)  in quei paesi. Il terzo mondo non potrà sollevarsi con i nostri rimasugli donati in modo caritatevole. I paesi del terzo mondo hanno necessità di aiuti immediati indipendentemente dal lento cambiamento dei nostri stili di vita ed  hanno la necessità di avviare una loro produzione e una loro autonomia sul piano tecnologico.  Questi interventi rivestono un carattere di urgenza e pare che di questa urgenza non ci vogliamo far carico, lo dimostrano gli scarsi  risultati dell’ultimo convegno della FAO a Roma.<br />
Dobbiamo tener conto altresì che il maggior carico della fame nel mondo lo creiamo in Africa  con gli atti di rapina delle multinazionali , basta guardare il caso del  Delta del Niger.<br />
<a href="http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/2352" rel="nofollow">http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/2352</a><br />
 La questione di una educazione per evitare gli sprechi è sicuramente utile e rilevante, perché  la produzione cerealicola se non viene in qualche modo limitata e cadenzata nel tempo porta a un impoverimento delle terre (un vecchio uso nelle campagne era quello di seminare un anno grano ed un anno fave per fare riprendere energia ai terreni).<br />
Ma l’educazione contro lo spreco non può essere improntata ad una episodica campagna di colpevolizzazione, deve diventare una  sistematica campagna di educazione.  Non ci vuole molto tra l’altro per cambiare il nostro stile di vita, basta dedicare un minimo di tempo e di attenzione alle cose che facciamo quotidianamente: non comprare pane  in eccesso,  quello che resta lo si può congelare e se diventa raffermo può essere utilizzato per gustose ricette. Le antiche casalinghe non buttavano certo il pane raffermo e  in cucina si facevano dei veri miracoli del gusto: dalle polpette ai canederli, dalla panzanella alle minestre toscane. Basta scorrere su internet e trovare un’enorme quantitativo di preziose ricette.<br />
francesco zaffuto   <a href="http://www.lacrisi2009.com" rel="nofollow">http://www.lacrisi2009.com</a></p>
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