Gli italiani risparmiano sul mangiare, urge censimento del cibo dal rapporto felicità-prezzo più favorevole della nostra carriera
Okay, nessuno di noi tiene il poster dell’ISTAT in camera, ma scoprire dall’annuale indagine sui consumi delle famiglie, che nel 2009 abbiamo speso 461 euro mensili per generi alimentari e bevande, è stato un colpo. Più che altro perché rispetto all’anno prima abbiamo ridotto del 3% la quantità/qualità del cibo acquistato. Ora, cari fratelli gastrofanatici, lo so cosa state pensando. Che se uno risparmia sulle cose che mangia non pareggia il Q.I. di un urangutan del Borneo al guinzaglio, altre opzioni non esistono. Ma non buttiamola in polemica. Piuttosto, siccome di noi dicono che la sappiamo lunga, proviamo a renderci utili.
Come? Consigliando al genere umano sia esso lombardo (l’italiano che consuma di più), o siciliano (l’italiano che consuma di meno), il cibo dal rapporto prezzo-felicità più favorevole della nostra carriera. Se proprio dobbiamo tagliare sulla quantità, che almeno la qualità rimanga passabile. Sotto con i consigli.
Pesci.
Meno blasonati della solite spigole eppure dignitosi.
Marche di pasta.
Scoperte nonsisacome al supermercato e mai più abbandonate.
Olio.
Prelevato al frantoio (sì, ma quale?), o che non costi quanto una manovra economica.
Dolcetti.
Biscotti, cioccolato, confetture che se la cavano col sapore senza essere roba per abbonati al club dei tricligeridi.
Formaggi e salumi.
Cose risolutive perfino se la provenienza non è Parma [inserire nobile luogo di produzione a piacere]
Carne.
Non griffata Cazzamalli/Cecchini e che pure, miracolosamente, si lascia mangiare.
Conserve/succhi/yogurt, caffè.
Alternative tutto sommato appetitose alle solite marche, scoperte da condividere con la collettività.
[Fonte: Ansa]








PASTA “Valle del Grano” (Sicilia). A Roma si trova solo in certi supermercati (PIM, CTS…). Ha alcuni formati altrimenti quasi introvabili, come gli anelletti per il timballo con le melanzane. Tiene meravigliosamente la cottura, specie vermicelli, fusilli e casarecce.
E 1/2 kg costa 0,85 centesimi.
Da quando l’ho scoperta, non c’è più Garofalo che tenga. Tantomeno le altre marche.
Ragazzi, sembra che l’ISTAT abbia scritto che i consumi mensili medi della famiglia media italiana siano superiori a 2000 (due mila) euro (con alcune fonti di stampa che arrivano a 2500-2900). Evidentemente i milioni di pensionati “sotto i 1000 euro” o la massa dei lavoratori precari/impiegati/operai “al massimo” da 1500 euro/mese di stipendio vivano in un altro paese.
O qualcuno (milioni di persone, in realtà) consuma 10.000 (dieci mila) euro al mese e la media finale è quella indicata dall’ISTAT o qualcunaltro (sempre svariati milioni) spende davvero quanto guadagnato in nero.
Calo di spesa per l’alimentare ? Ma le prediche che ci sorbiamo su quanto cibo (20-25%) tra quello acquistato finisce poi nella spazzatura ? Che fine hanno fatto gli indignati che stigmatizzano le tonnellate di pane “non più fresco” buttate nei secchioni ogni giorno ?
Ecco mi chiedevo proprio le stesse cose!
“O qualcuno (milioni di persone, in realtà) consuma 10.000 (dieci mila) euro al mese e la media finale è quella indicata dall’ISTAT”
sulla “media” : certo che e’ cosi, ti stupisce?
si parla di famiglie, comunque, il pensionato solo a meno di mille euro al mese non e’ cosi’ distante dalla media.
sullo spreco: se fosse davvero cosi’ sarebbe tutto sommato una buona notizia
Sono andata avedermi il testo perchè allora c’è una cosa che non mi quadra (http://www.istat.it/salastampa/comunicati/in_calendario/consfam/20100705_00/testointegrale20100705.pdf)
Io comunque non mi ritrovo affatto con le medie che danno loro.
(Pagina 5, tabella 3). Nella realtà che mi circonda non conosco under 35 che possono spendere (complessivamente) 1800 euro al mese. Ne conosco qualcuno che può spenderne la metà …Sarà la mia realtà sbagliata XD!
Scusate l’Off-Topic
La questione è che per fare media con milioni di redditi bassi ci vogliono milioni di redditi alti.
Per arrivare a 2500 al mese di spesa, se da un lato abbiamo l’operaio da 1500 dall’altra ci sarà chi ne spende 3500.
Con il pensionato da 800 euro, dall’altro capo ne spenderanno 4200.
Ma questo in rapporto 1:1, tra ricchi e poveri.
Dati per buoni i dati Istat, il sommerso in Italia è enorme, ma dubito che sia tutto da una parte.
Cero che il calcolo è fatto “per famiglia” (che, sempre secondo l’Istat sarebbe costituita in media da tre persone). Ma se di queste tre (o due per i vecchietti) uno solo percepisce reddito ….
leggendo il testo integrale disponibile sul sito istat si scopre che l’indagine prende in considerazione nuclei familiari che vivono in una casa di proprietà (o ad uso gratuito) e che dispongono di una seconda casa.
con una disponibilità economica, quindi, decisamente sopra la media, non fosse altro per l’assenza a bilancio dell’aggravio di un mutuo
tornando in tema alimentare, dunque:
Marche di pasta.
qui cerco sempre di trattarmi bene ma devo ammettere che la pasta a marchio coop non è affatto malvagia
Olio.
il mio, obviously
Dolcetti.
li faccio con le mie manine
Formaggi e salumi.
per chi frequenta la montagna, non è difficile imbattersi in pastori che vendono ricotta ad alta quota o allevatori che nascondono in cantina insaccati vari
basta risalire alla fonte. oltretutto la qualità è alta. ma tanto
Carne.
rapporto prezzo/soddisfazione aggiudicato alla salsiccia di maiale. non tradisce mai.
Conserve/succhi/yogurt, caffè.
le conserve della nonna, mia o di qualcun altro
i succhi boh, compro pfanner solitamente, ma non ho fatto mai attenzione al prezzo
yogurt ammetto la debolezza: comprerei Vannulo tutti i giorni se non fosse così lontano, quello greco fage costicchia, così come non sono economici quelli “bio”
l’alternativa è farselo in casa
Cioccolato J.D Gross, tedesco, comprato con una certa circospezione al Lidl.
Grandioso. Io ho assaggiato quello all’ 81%, lo consiglio veramente.
Non è diventato blu dopo averlo scartato ???
In famiglia si può risparmiare su tutto ma non sul cibo!!!
Certo, se vado al Market e trovo i miei cibi preferiti in offerta… faccio scorta!!!!
Come pasta, oltre alle classiche: Barilla, Agnesi e Voiello, spesso prendo quella dei Cellino, venduta con vari marchi (il più conosciuto “di Sardegna”), e non la trovo niente male!!!
Per il sugo di pomodoro utilizzo i pelati, anche questi di vari marchi, ma sempre sardi.
Mozzarelle, vado su quella di bufala, provenienza Campana o Agro pontino.
Olio solitamente sardo, anche se so bene
che nella bottiglia non c’è solo olio sardo,
ma spesso una miscela con oli “stranieri”, provenisti sopratutto dalla Grecia.
Ogni tanto, non spesso, gradisco pure un aragosta… Naturalmente del Mediterraneo, non quelle insapore provenienti da Cuba o dintorni!!!
Credo che a molti di voi, urga un corso di microeconomia ed economia domestica, compreso all’autore del post iniziale che dice ( con abissale ignoranza e stupidità oltre che disgustoso cinismo )”"”Ora, cari fratelli gastrofanatici, lo so cosa state pensando. Che se uno risparmia sulle cose che mangia non pareggia il Q.I. di un urangutan del Borneo al guinzaglio, altre opzioni non esistono. Ma non buttiamola in polemica. Piuttosto, siccome di noi dicono che la sappiamo lunga, proviamo a renderci utili”"” !
Chiunque abbia delle rudimentali conoscenze in tal senso, sa bene che quando un nucleo familiare taglia sui generi di prima necessità ( cibo di solito ) vuol dire in primis che il suo reddito di base non è bilanciato con il costo della vita e che probabilmente ha necessità di destinare il risparmio ottenuto sul cibo, a cure mediche.
Lei, Massimo Bernardi, che scrive queste stomachevoli idiozie, lo sa che nell’ultimo anno sono stati tagliati gli assegni d’invalidità per le persone down in Italia ?http://forum.pianetamamma.it/la-famiglia/74635-offesa-alle-famiglie-con-disabili-tolti-i-256-euro-di-assistenza-ai-down.html
E cosa dovrebbe fare secondo lei, una mamma di un figlio Down per so.prav.viv.ere. se non tagliare anche sul cibo ?
Me lo dica Bernardis, lei che probabilmente ha davvero il cervello di un Orangutan…..e non si permetta piu’ di offendere milioni di Italiani che stanno soffrendo davvero in questo storico e delicato momento nazionale !!!
La verità è che l’Italia ha vissuto per decenni al di sopra delle sue possibilità ! Tolta la maschera della “svalutazione monetaria” con l’ancoraggio all’euro e posti i limiti di manovra finanziari per gli appartenenti alla zona UE……i nodi iniziano a venire al pettine.
Tagliare sul cibo è solo l’ennesimo sintomo di un paese sull’orlo della bancarotta sociale, culturale ed economica !!!
Cordiali saluti a tutti voi e buon proseguimento……