I bambini al ristorante sono un problema vecchio che non invecchia veramente mai
Vi dico subito che il ristorante è questo, la Trattoria dei Templi ad Agrigento. Comunque, per un giorno (anzi due) mi son detto, va, non scrivere di bambini al ristorante. I bambini al ristorante sono roba seria, c’è un sacco di gente pronta a mettere i famosi puntini sulle i. Quelli che non ti togli dallo stomaco nemmeno con la pinzetta levapunti. Poi ieri sera sono andato in pizzeria e non ce l’ho fatta più. Così mi sono riletto questo, fatelo anche voi. Tralasciate le figure della suocera e della mamma, anche il papà: sai che novità la maleducazione di un parlamentare! Soffermatevi invece sui bambini, sul comportamento dei bambini al ristorante.
“I bambini griffati e coi capelli intrisi di gel cominciano a litigare per l’assegnazione dei posti. Reclamano patatine e ketchup, poi si alzano. Il più piccolo esce dal ristorante, la cameriera lo acciuffa e lo riporta dalla madre, che nemmeno ringrazia. Il più grande riprende lo slalom fra i tavoli e cerca di afferrare le borsette delle signore, nel totale disinteresse dei suoi familiari. Solo quando il più piccolo si avvicina al carrello dei formaggi e tenta di asportare due formelle, il maître e la cameriera si permettono di interrompere la conversazione dei genitori, facendo presente che un carrello pieno di coltelli appuntiti potrebbe essere pericoloso per il tesoruccio caro. «Ma insomma, sono solo dei bambini», lo zittisce villanamente la madre”.
Non mi sono mai sognato di pretendere il coprifuoco per le coppie con figli minorenni. Anche se in imbarazzo ho sempre cercato di contrastare la pedofobia. Ma c’è poco da fare, i bambini non sono costruiti per stare a tavola delle ore, e non vanno imposti agli altri.
Sculacciate, punizioni, time out, angolo dei cattivi, play therapy, tutti questi provvedimenti hanno una cosa in comune: funzionano. Ma è chiaro che il problema non sta nei bambini, sono i genitori che, quasi sempre, si comportano come se fossero a casa loro.
I bambini al ristorante sono un problema vecchio che non invecchia veramente mai specie d’estate quando fa caldo. Li senti e li sentirai sempre. Per colpa di certi genitori.
[Fonti: La Stampa, immagine: Grinning Planet, grazie al lettore Maurizio Fava per la segnalazione]








Secondo voi, come mai non esiste in Italia un ristorante, dico uno, che vieta l’ingresso ai minori – tanto per dire – di 12 anni in maniera da garantire la “pace” dei propri clienti? Eppure questa regola vale in molti circoli, club, piscine, ecc ecc. Perchè? In alcuni però è d’obbligo, la sera, la giacca. Lo stare a tavola, l’andare al ristorante, nasce come pratica e servizio proprio destinato a un target di clientela ben preciso: la famiglia con bambini. Negli anni 60/70, quando girava qualche soldo in più, ogni tanto la domenica le famiglie – dai nonni ai nipoti tutti inclusi – si concedevano il lusso del ristorante. Si andava a farsi una bella mangiata di pesce, oppure la bistecca, e quando era periodi, i funghi. Tre cibi di lusso che a casa si vedevano poco. Mangiarli fuori era una sorta di “premio” per tutti. La tavola è, prima di tutto, un momento di convivialità. Perderla e incentrare l’esperienza gustativa esclusivamente su un fattore esteticopalatale è una cosa diversa, più simile e vicina al concetto di esperienza individuale. Poi, se chi scrive – come me – è un professionista della tavola perchè ama la gastronomia e spesso la gastronomia è anche un “lavoro”, ecco che mi capita anche di essere estremo e di non sopportare più nessuno. In questi casi, ci devo andare da solo al ristorante, perchè devo concentrarmi, scrivere dei piatti che mangio, fare paragoni tra questo e quello chef, tra il taglio di carne che ho mangiato di qua e quello di la, ecc. ecc. Odio essere distratto e guai ad avere bambini o adulti vicino. Ma la meraviglia di una tavola imbandita, con tutta la famiglia intorno, dove il casino è gestito da ambo le parti, grandi e piccini, beh…è una esperienza fantastica, perchè a tavola si ama, anche. In questo caso, non mi disturbano i miei figli come quelli degli altri. Detto ciò, sono d’accordo che i limiti, le regole, l’educazione e la civiltà possono e devono essere insegnate e apprese proprio a tavola, terreno fertile e alla portata di tutti. Ma senza essere troppo Quaccueri
A proposito, provate a togliere ai ristoratori le famiglie con i bambini… già in molti non battono coperto così.
Bravo.
Il ristorante-trattoria dello stivale è nato con le famiglie, e guadagna con le famiglie.
Mc donald’s l’ho ha capito molto bene!!!
I ristoranti si attrezzino se vogliono lavorare con le famiglie.
Trascurino internet e pubblicità varie, e si concentrino su come intrattenere i bimbi, salette gioco? Video giochi spappola cervellini?
Macchinette a gettoni?
Fate voi, ma lontano dai tavoli dove gli intolleranti criticoni possono annusare e degustare e poi commentare il nuovo ristorasilo.
Domanda: il Vostro eroe Bottura fa’entrare i bimbi?
Infatti. Ho letto con un certo raccapriccio la serie di commenti “puerofobi” al post iniziale.
Al ristorante disturbano essenzialmente gli adulti, da quelli che telefonano continuamente a quelli che discutono ad alta voce, da chi gironzola tra i tavoli a chi monopolizza il servizio con continue richieste. Mettiamoci poi ambienti intrinsecamente disturbanti, quelli con troppi tavoli e le sedie che si toccano tra loro, per non parlare di musiche che più che un sottofondo fanno discoteca. Ma magari un paio di monelletti che giocano diventano la pietra dello scandalo.
L’idea di un ristorante “vietato agli under …” mi da i brividi. Di sicuro non vi entrerei mai, anzi verificherei con i vigili se questo “divieto” fosse compatibile con il concetto di pubblico esercizio. I bambini sono bambini, più o meno educati, ma disturbano, in media, in misura minore rispetto agli adulti che hanno al seguito.
Senza contare che per ovvi motivi, i bambini sono in genere presenti ai pranzi tradizionali (domenica o le varie cerimonie) mentre nelle cene in tarda serata sono assai meno frequenti, perchè specie i più piccoli (e rumorosi) dormono. E chi “esce a cena” dopo le 22 quanti bambini schiamazzanti troverà in media in un ristorante ? Un paio ?
Da sfuggire come la peste le “riunioni conviviali di bimbi” ? Forse, ma di sicuro sono allegre e spesso meno disturbanti delle varie comitive di amici-colleghi che in 20-30 adulti trasformano un ristorante nella curva sud.
Ho letto una interminabile serie di commenti “perbenisti” su come siano maleducati e fastidiosi i figli “degli altri” e/o di come siano scorretti quei genitori che non li abbandonano alla babysitter invece di vivere una serata in famiglia.
Mah. Forse più che un ristorante ad alcuni servirebbe la mensa di un convento.
Fabio, uno di quei giorni in cui vorrai raccoglierti meditante sulla pietanza, verro’ a trovarti con mia figlia!!!
Comunque, se e’ vero che mai o quasi mai il divieto ai piccoli sia esplicito, in più di un ristorante mi e’ successo di entrare e poi dover uscire per manifesta inaccoglienza anche degli spazi.
Sottoscrivo e pratico appena possibile il nostalgico pranzo della domenica al ristorante!
Mah, io continuo a dire che è tutta questione di buon senso e di educazione.
Ben vengano i bimbi al ristorante, ma che non rovinino la serata ad altri e che possano godersela pure loro.
Che non significa fare il morto ne dar fuoco alla tovaglia.
Le matite le portino le mamme, se servono.
Ma il problema, lo sappiamo tutti, non sono i pargoli… ma chi li alleva.
Mah, io continuo a dire che è tutto relativo e che convivere è faticoso
Sara, comunque ho detto che sei la meno peggio ad ordinare, ligia al mio consueto lecaculismo. Comunque, durante la notte, ho meditato sul fatto che probabilmente tutti quelli che alle nostre cene hanno vezzeggiato la piccola, facendomi capire che fosse bene accetta, in realtà la volevano legata con lo spago da arrosti, ed ammutolita dal proverbiale limone in bocca…
Gaia. incubo notturno!
Gaia, vedi, tu hai una bimba piccina e per sua indole e per tua bravura come madre ed educatrice riesci a far si che davvero il ristoratore e gli altri commensali siano contenti della presenza della piccolina.
Ci sono bimbi che fanno una tenerezza incredibile e che al ristorante sono i benvenuti.
Ma è anche vero che non tutti i bambini sono cosi’, non tutti i genitori sono come te.
E se non facciamo questo distinguo e partiamo dal presupposto che TUTTI i bambini devono essere ben accetti a prescindere dal comportamento tenuto, finiamo con l’autirizzare genitori menefreghisti a gridare al reato se solo qualcuno li invita a ricondurre alla ragione i propri pargoli oppure a lasciare il locale.
Io credo che i bambini (mediamente) siano maleducati in quanto la società (mediamente) è maleducata e superficiale ed il futuro – come forse immaginate – sarà peggio.
altro incubo notturno…
Non esageriamo:-)) un tempo i bambini erano considerati semplicemente piccoli adulti e fatti lavorare fin da subito, come succede ancora in certi paesi…
Nel “nostro” mondo i bambini sono coccolati e alle volte esibiti in modo esagerato e scellerato.
Insomma, il punto è sempre lo stesso: l’ignoranza dei genitori.
Quindi se bisogna “sparare” spariamo sui genitori idioti.
La società è un bersaglio enorme, che come al solito può rimbalzare tutto.
In Italia esiste anche una miopia commerciale da parte di pubblici esercenti, ristoratori, ecc. Non esiste nessun servizio pensato per i bambini e le famiglie con bambini, eppure se si rende piu’ facile a queste poter fare shopping o andare al ristorante porteranno piu’ soldi. Anzi, di solito sono proprio queste a spendere di piu’. Se si rende loro la vita piu’ difficile, vuoi per la mancanza di attrezzature, servizi, atteggiamenti di accoglienza, queste rinunceranno.
In Inghilterra ogni ristorante ha come minimo i seggioloni a norma e puliti, menu per bambini, bagni per cambiare i bambini, e personale comprensivo. I bambini esistono, fanno parte della vita, della nostra societa’, non si puo’ escluderli perche’ danno fastidio. Ovvio che ci vuole buone senso, mai porterei i bimbi in uno stellato o posto molto formale, ma in una trattoria o pizzeria? Certo che si, e certo anche che mi prendo la responsabilita’ che gli stessi non rechino disturbo agli altri, sempre che per gli altri il disturbo non sia la loro presenza e che non pretendano che un bambino si comporti da adulto.
Lo hanno capito bene le grandi distribuzioni, gli shopping malls, ma anche in banca, dal dottore, dovunque ci sono spazi per le famiglie, perche’ senza famiglia non esiste societa’. Paradossalmente in Italia questo sembra dimenticato. Mi fanno ridere quando mi dicono: “in Italia vi piacciono tanto i bambini!”. Ma dove? E perche’ si fa di tutto per rendere la vita difficile alle famiglie allora?
Mi sembra il commento più equilibrato e realista tra quelli apparsi. La signora citata sarà anche stata inopportuna e maleducata a cambiare il pannolino su un tavolo, ma probabilmente era l’unica alternativa ad andarsene via con il pupo urlante perchè sporco.
Il disturbo percepito dagli altri clienti dipendende spesso e in gran parte dall’inadeguatezza dei servizi offerti.
Ben detto!
E io aggiungerei: obbligo di bagni per bimbi, e obbligo di saletta per bimbi in tutte i bar e ristoranti, in tutte le chiese, comuni e cooperative ecc., la civiltà di un popolo si vede dalla considerazione-educazione-importanza che si da’ ai bambini.
altro che bagni per disabili…(questo lo messo per fare polemica)
Io con il portare i bambini in chiesa ci andrei prudente.
Pare non sia troppo salutare, almeno fino a quando non si decideranno a fare tanta pulizia.
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Ciao
OK, anch’io sono dello stesso parere, così come non li porterei in moschea, soprattutto le bambine.
Per il resto ripeto: chi non rispetta i bimbi non è civile. E’ una bestia.
Ma davvero siete convinti che il problema siano i bambini? Perchè anche nel caso descritto nel post il problema è la maleducazione degli adulti e non dei bambini. Infatti quel tipo di adulti disturba a prescindere, se poi ha un bambino, o un cane o qualsiasi altra cosa di cui occuparsi il fastidio aumenta in maniera esponenziale.
Comunque va detto che in “certi” locali il bambino lo porti solo se non hai rispetto per lui o per gli altri.
Ma riflettete anche un pò sul fatto che in Italia non c’é un ristoratore che si degni di attrezzare minimamente il proprio locale in modo da rendere più interessante la cena per i bambini (me ne potete citare ora quanti volete… sempre troppo pochi).
In Danimarca è normale che la tovaglietta sia un disegno in bianco e nero di carta e che venga accompagnato da una bella scatola di pastelli colorati.
Poca cosa ma aiuta i bambini a gestire quell’ora di tempo che i genitori possono chiedere alla famiglia per una cena fuori.
Ah no, un ristorante c’é.. Mac Donald!!!
giusto, e come dicevo anche piu’ sopra, e’ praticamente un atteggiamento anticommerciale, visto che se rendi piu’ facile alle famiglie di andare al ristorante sicuramente avrai piu’ clienti!
Io accetto di buon grado i bambini nella mia Osteria, però non sono assolutamente sicuro che accettarne la presenza aumenti sicuramente il numero di clienti. Così esposta mi sembra una verità rivelata da prendere o lasciare.
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Personalmente penso di avere una clientela seria, con bambini conseguenti. Certo ho delle eccezioni, vengono una volta e poi mai più: si instaura un linguaggio muto, ma assai eloquente, di reciproca insoddisfazione. E il discorso si chiude senza nemmeno incominciare.
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In ogni caso i bambini non hanno colpe, i loro genitori si.
Per guidare una macchina ci vuole la patente, così per un motorino e per tante altre umane attività ci vogliono permessi su permessi.
Perchè per diventare genitori invece no ???
Ciao
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mi sembra una questione semplice di logica aritmetica, se tu rendi difficile o addirittura non accetti le famiglie con bambini, riduci la tua clientela. Poi nel tuo caso specifico puo’ anche essere irrilevante, perche’ magari tu sei sempre pieno al colmo della tua capienza, ma per quello che vedo in giro io nei ristoranti oggi credo che se fossi un ristoratore farei di tutto per pubblicizzare “quanto sono benvenuti i bambini nel mio ristorante”.
Sono sicuro che ci sono degli studi sociologici raffinatissimi dietro, ma stai sicuro che nei paesi del nord europa si fa di tutto per consentire ai bambini di essere presenti nel momento in cui si tratta per i genitori di spendere i soldi, per un motivo semplice, i bambini di solito vivono con i genitori, non con i nonni che suppliscono al 90% ai bisogni di una generazione di genitori con poca voglia di accollarsi il fastidio di crescersi i figli da soli. Di conseguenza, se vuoi i soldi dei genitori, devi accollarti anche i figli…
anche il mio
[...] I bambini al ristorante sono un problema vecchio che non invecchia veramente mai (92) [...]
E se chiami un noto Agriturismo in provincia e ti dicono che in due più bimbo non c’è posto. Richiama un amico e in due senza bimbo c’è….
[...] – Per un giorno (anzi due) mi son detto, va, non scrivere di bambini al ristorante. I bambini al ristorante sono roba seria, c’è un sacco di gente pronta a mettere i famosi [...]
Io ho la soluzione per far stare tranquilli i bimbi a tavola.
E funzionano!!!
Guardate qui:
http://www.artideaitalia.it/pages.asp?sid=72269836520100802160712&ID=26
Scorretto
A CERTI GENITORI BISOGNEREBBE VIETARE DI ANDARE A CENA FUORI…!
Una volta a uno di questi bambini maleducatissimi e fuori controllo che ronzava insistentemente attorno al mio tavolo ho sussurrato minacciosa: “Pussa via, brutta bertuccia!”. Speravo che tornasse accompagnato dalla madre…invece s’è solo allontanato. E’ come per i cani (senza offesa per le bestie): se abbaiano a tutte le ore non è certo colpa loro, bensì del loro padrone.
(Ciao a tutti, sono appena entrata nel forum).
Povero bambino! L’hai spaventato, ecco! I genitori? Neppure un plissè?
No, desaparecidos…
Oso? Ho spesso la sensazione che perderli di vista per qualche ora faccia parte degli obiettivi di genitori desiderosi di relax, purtroppo in questo modo a spese altrui.
Eccone qui un’altra appena successa: sto cenando (Grecia, tavoli all’aperto, gatti tra i piedi a profusione) quando all’improviso arriva correndo una truppa di 5/6 bambini italiani(ben vestiti e “vaporosi”) e si arresta contro al mio tavolo: “Beh? Cosa succede qui?”, risposta “C’è il gattino! Forse è sotto al tavolo!”.
“Sì, ho capito che c’è il gattino ma io sto mangiando e questo è il mio tavolo; perchè non andate a correre e a giocare vicino al vostro?”.
Se ne vanno.
Dopo meno di un minuto arriva una mamma indignatissima e anche lei incombendo al mio tavolo interrompe la mia cena: “Siete voi che avete mandato via i bambini?”, “Sì, certo che siamo noi; stiamo mangiando, ci ritroviamo qui davanti tutti ’sti bambini che giocano…scusi sa, ma non mi sembra una cosa normale.”
Risposta della mamma: “Ma insomma, qui è una questione di educazione e di rispetto: stavano solo rincorrendo il gattino, non si fa così.”
“Signora, se parliamo di educazione e di rispetto, cominci allora lei per prima a tenersi i suoi bambini al suo tavolo!”.
Se n’è andata e tornando al suo tavolo ha preso per le mani un paio di bimbi che erano accorsi ad assistere alla scena e ha detto loro: “Andiamo via, bambini, che quei signori sono maleducati.”.
Tralascio ogni commento…
io stavo a tavola delle ore, non mi alzavo, non rompevo, mangiavo con le posate. i camerieri ci guardavano e facevano i complimenti ai miei. io non capivo cosa ci fosse di tanto meritevole.
ora capisco
Ho una bimba di 2 anni che a tavola sta sempre buona,
l’ho educata io a fare così.
vorrei sollevare invece un altra questione:
perchè i ristoratori non si organizzano con un angolo per bimbi con baby sitter?
e poi: quanto fate pagare? ieri siamo stati in un agriturismo, inutile dire che la mia bimba ha bevuto solo un dito di latte ed ha pagato 25 € per aver occupato un coperto.
è giusto questo secondo voi?
Anna
Buongiorno Anna,
La prego di leggere il mio commento postato sotto, sto facendo uno studio riguardo a questo e per me é molto importante avere l’opinione delle persone interessate nel argomento.
Se ha voglia posso inviarle un questionario per aiutarmi nella mia ricerca?
Grazie.
la mia mail é: litti_80@yahoo.com.br
mio figlio di 2 anni e mezzo in ristorante a Bolzano (semideserto).
finito sulla sedia della punizione perchè si rifiutava di finire il piatto. (potevamo permettercelo vista la sala a disposizione).
cameriere maschio: “ma non si fa così con un bambino piccolo”
cameriera donna: “zitto tu, lascialo fare!”
[...] I bambini al ristorante sono un problema vecchio che non invecchia veramente mai I bambini ci guardano La settimana (il mese, l’anno, il decennio) dei bambini al ristorante In difesa dei bambini al ristorante (0) [...]
Io vi ho seguito sulla cucina molecolare ed sullo slow food ma secondo me con i bambini al ristorante avete esagerato.
Il cannibalismo mai!
Battuta (pessima) a parte, quest’estate sono stato in vacanza in una zona piena di stranieri (Inglesi francesi e tedeschi come nelle barzellette oltre ai padroni di casa spagnoli). Sono rimasto impressionato da come i bambini fossero silenziosi e beneducati anche in casi di famiglie numerose (un conto è andare al ristorante con un bimbo, un conto andarci con 2 o 3). Ma come fanno ? Li drogano ?
Mi é piaciuta la discussione….
Io non ho figli ma sto facendo un progetto alberghiero per il mio lavoro di diploma e il tema é interessante.
Il progetto é inserire nei ristoranti un luogo discosto per i bambini, li verrebbero intrattenuti con giochi e attività.
Inoltre avrebbero un menu salutare e colorato per attirare loro l’attenzione.
L’idea é quella di cercare di soddisfare i genitori che vogliono stare a tavola tranquillamente, gli altri ospiti che non devono subire il disagio dei bambini e dai piccoli che staranno bene con gli altri coetanei.
Ringrazio a tutti coloro che rispondono.
Si,se vuoi mandami un e-mail oppure su baccheca di faca-book,io ho un ristorante piu meno cosi
Che vergogna questo articolo!
Avere un bambino o più è un onore che occorre meritarsi. Molta gente che ha scritto o è ancora giovane per capire oppure non merita di diventare genitore.
I bambini sono la cartina di tornasole dell’educazione dei genitori. Bambini maleducati sono la prova di genitori inadatti.
Che dire allora degli adulti maleducati?
1. quelli che fumano in sala
2. quelli che fumano in bagno o peggio…
3. quelli che sono sempre al cellulare e non lo spengono
4. quelli che discutono a voce alta animatamente
5. quelli che litigano senza preoccuparsi che infastidiscono.
6. quelli che fumano fuori dal ristorante ma vicino alla porta di ingrasso così alla prima apertura il fumo entra
7. quelli che puzzano perchè non si sono lavati
8. quelli che in bagno sporcano perchè centrare il vaso è difficile
10. quelli che non si accorgono che i bambini stanno dando fastidio ai commensali
11. i ristoranti che non hanno un fasciatoio e quando c’è non è accessibile agli uomini
Uh… dovevo andare a dormire, invece mi sono imbattuta in questo blog stupendo…. e in questo articolo che mi va diritto al cuore.
Ho scelto questo nickname per mettere già le mani in avanti: sono mamma anch’io, perciò, a chi avrà da dire (come la mia vicina) “lei sa cosa sono i bambini?” la risposta è già data.
Premetto che da piccola il ristorante per me era off limits, anche se ho ricevuto un’educazione abbastanza rigida dai miei genitori e avrei saputo come comportarmi in un ristorante. MA ERA COSI’! A casa, se avevamo ospiti, si stava insieme per un pò, ma ad un certo punto uno sguardo ci faceva capire (a me e a mia sorella) che da lì in poi sarebbero stati discorsi da grandi e ci ritiravamo nella nostra camera. Dove “ahimé” non troneggiava alcuna TV, PC, PSP e altre balle varie. Ma una semplice cameretta con libri e giocatoli.
Sposandomi e avendo 3 figli, la regola è rimasta quella: il ristorante è per i grandi. Una pizzata ogni tanto con loro nessuno ce l’ha vietata, ma rimanendo giusto il tempo di ordinarla e mangiarla. E’ vero che abbiamo avuto nonni e zie, ma è anche vero che, se non erano disponibili, nessuno ci obbligava di andare al ristorante. Non finiva il mondo, non finivano le occasioni.
Trovo in qualche commento delle dichiarazioni estremiste, prendo giusto l’ultima:
“Avere un bambino o più è un onore che occorre meritarsi.”
posso dire che quello che pensi tu sull’avere bambini riguarda SOLO TE e non il mondo intero? Posso dire che NON E’ NESSUNO OBBLIGATO a condividere la “gioia” di cenare insieme ai tuoi figli che si rincorrono tra i tavoli o che gridano, perchè i grandi chiacchierano e loro si annoiano dopo 3 ore, o che urlano, perché magari sono giusto appena portati via dalla sala parto e a quell’ora, SECONDO ME, dovrebbero riposare sereni nel lettino della loro cameretta, invece di rompere i timpani alla gente?
Posso dire anche che c’è gente che non ha figli perché NON PUO’ e questi estremismi del tipo “avere i figli è il massimo, avere i figli è un onore” e blablala… è da mammine esaltate che pensano di aver scoperto l’acqua calda, facendo un figlio, ma ci sono donne che soffrono perché non ce l’hanno? (secondo me molte ci rinunciano, quando vedono certi pargoli in giro…)
Posso dire che ci sono anche persone che hanno SCELTO di non fare figli, perché non sopportano i bambini?
Ma perché dovete imporre voi la VOSTRA GIOIA DI CENARE INSIEME AI VOSTRI FIGLI a tutto il mondo?! perché dovete dare per scontato che il “chiasso dei bambini sia musica per le orecchie” per tutti, anche per gli estranei? Vi assicuro che non lo è nemmeno per le orecchie dei vostri amici o parenti, specie quando rompono le balle a tutti. Ogni scarrafone è bello a mamma sua. PUNTO.
Posso dire che ci sono persone che lasciano i figli a qualcuno per “godersi la cena con la dolce metà” (ma come, i bambini insieme non ti danno la stessa goduria?) e poi trovano i bambini altrui che gli rompono le scatole nel bel mezzo di una cenetta a lume di candela?
I miei figli sono grandi. Sono stati educati a stare a tavola, a stare tranquilli nell’appartamento (forse perché non viviamo su un’isola deserta e i miei vicini hanno lo stesso diritto di stare rilassati in casa propria, come ce l’ho io), per le corse e il gioco a palla ci sono i parchi. Non erano bambini morti, drogati o impagliati. Non erano bambini perfetti. Ma non ci sbattevamo le balle di loro quando li portavamo in giro.
Ne ho avuti 3 ma sinceramente questo non mi da alcun bonus per supportare i bambini altrui, quando mi rompono le scatole. Non m’interessa la TUA gioia di avere 1 figlio, 2,3. E’ TUA la gioia, perciò goditela da solo. Se non sai tenere a bada un figlio al ristorante ma te lo porti lo stesso, assumi una governante che lo tenga a bada per te, non farmi venire l’ulcera! Non ho nessuna COLPA.
Sinceramente mi sono stancata dei bambini che devono fare quello che gli pare ovunque, perché “so’ criature”. I bambini ai quali non si insegna da piccoli a rispettare gli altri diventano degli adolescenti maleducati, poi giovani maleducati, in fine ADULTI MALEDUCATI, GENITORI MALEDUCATI …e il cerchio… non si chiude, ma si trasforma in una spirale infinita. E saranno sempre quelli che daranno fastidio nei ristoranti. Si cresce benissimo, anzi, MEGLIO con il saper vivere in mezzo alla gente. E si vive meglio da grandi, in mezzo alla gente.
Il fastidio acustico si misura in decibel. Pensate che il rumore di un condizionatore d’aria è stato giudicato troppo alto e fastidioso da un tribunale. I vostri bambini perché li dobbiamo sopportare? Se io mi metto a correre e urlare in un ristorante, chiamano la polizia o lo psichiatra. Ma non devo mettermi a urlare, ho visto chiamare la polizia perché il pianobarista CANTAVA, faceva il suo mestiere, si guadagnava la pagnotta.
PERCHE’ DEVO SOPPORTARE I BAMBINI? PERCHE’ DEVO “RISPETTARE I BAMBINI, ALTRIMENTI SAREI UNA BESTIA”? Il rispetto PER ME dov’è?
Se insegni a tuo figlio di rispettare gli altri, non ci sarà il bisogno di chiedere agli altri rispetto per i bambini! E non ti permetteresti nemmeno tu di dare delle bestie agli altri, quando le prime bestie sono quelli che non hanno cosa insegnare ai propri figli e se ne fregano del resto del mondo….
Mi sono dilungata, ma è un argomento sul quale potrei andare avanti per settimane. So che molti mi daranno dell’intollerante. Per carità: non toccare le creature a nessuno, solo loro possono rovesciarti il vino addosso.
PS. lo sapete che in UK…credo… hanno inventato un paesino dove possono comprare casa solo famiglie prive di figli o nipoti, che possono anche andare in vacanza, ma non più di 3 mesi all’anno? Non pensate che tutto questo chiasso della maleducazione ci ha portati a questo punto di intolleranza? Ogni cosa ha un limite… meditate, genitori, meditate. Non siete i primi ad aver concepito dei figli.