
Francesca: salve, io sarei disponibile pe
Michael: Anche io da Firenze, interessa
Mickey: In questo blog scopro che gli
Aurora: Ragazzi sono di Roma, sono int
Eternino Fortunato: esprimo solifarietà piena,non
Vi dico subito che il ristorante è questo, la Trattoria dei Templi ad Agrigento. Comunque, per un giorno (anzi due) mi son detto, va, non scrivere di bambini al ristorante. I bambini al ristorante sono roba seria, c’è un sacco di gente pronta a mettere i famosi puntini sulle i. Quelli che non ti togli dallo stomaco nemmeno con la pinzetta levapunti. Poi ieri sera sono andato in pizzeria e non ce l’ho fatta più. Così mi sono riletto questo, fatelo anche voi. Tralasciate le figure della suocera e della mamma, anche il papà: sai che novità la maleducazione di un parlamentare! Soffermatevi invece sui bambini, sul comportamento dei bambini al ristorante.
“I bambini griffati e coi capelli intrisi di gel cominciano a litigare per l’assegnazione dei posti. Reclamano patatine e ketchup, poi si alzano. Il più piccolo esce dal ristorante, la cameriera lo acciuffa e lo riporta dalla madre, che nemmeno ringrazia. Il più grande riprende lo slalom fra i tavoli e cerca di afferrare le borsette delle signore, nel totale disinteresse dei suoi familiari. Solo quando il più piccolo si avvicina al carrello dei formaggi e tenta di asportare due formelle, il maître e la cameriera si permettono di interrompere la conversazione dei genitori, facendo presente che un carrello pieno di coltelli appuntiti potrebbe essere pericoloso per il tesoruccio caro. «Ma insomma, sono solo dei bambini», lo zittisce villanamente la madre”.
Non mi sono mai sognato di pretendere il coprifuoco per le coppie con figli minorenni. Anche se in imbarazzo ho sempre cercato di contrastare la pedofobia. Ma c’è poco da fare, i bambini non sono costruiti per stare a tavola delle ore, e non vanno imposti agli altri.
Sculacciate, punizioni, time out, angolo dei cattivi, play therapy, tutti questi provvedimenti hanno una cosa in comune: funzionano. Ma è chiaro che il problema non sta nei bambini, sono i genitori che, quasi sempre, si comportano come se fossero a casa loro.
I bambini al ristorante sono un problema vecchio che non invecchia veramente mai specie d’estate quando fa caldo. Li senti e li sentirai sempre. Per colpa di certi genitori.
[Fonti: La Stampa, immagine: Grinning Planet, grazie al lettore Maurizio Fava per la segnalazione]
| 1. Ospite Commenta subito |
2. Iscritto a Facebook o Twitter Commenta con il tuo profilo social |
3. Iscritto a dissapore Registrati/Login |


“Ma c’è poco da fare, i bambini non sono costruiti per stare a tavola delle ore….”
Costruiti no, educati si.
Come si diceva una volta “saper stare a tavola”.
Ricordo l’obbligo tassativo di lavare le mani, aspettare ad iniziare, utilizzare correttamente le posate, mangiare con la bocca chiusa, restare seduti fino al termine o quantomeno chiedere permesso, etc.
Anche oggi a cena fra coetanei cresciuti con insegnamenti difformi, c’è chi disattende a questi comportamenti basilari di buona educazione.
Saluti.
come si vede che non hai figli
Classica risposta blindata…
non credo proprio che si tratti di avere figli o meno, l’educazione è un valore UNIVERSALE.
Nessuno vieta a coppie di genitori di uscire con i propri figli ma che almeno li educassero.
Ed è un discorso che vale al ristorante come in molti altri luoghi, per così dire, di incontri comuni.
La maleducazione, dei genitori come dei bambini, da fastidio, SEMPRE.
Te lo dice una che al ristorante, se solo provava a fare uno dei capricci raccontati nel post, rimediava una balla rampogna e, nel peggiore dei casi, una sonora sculacciata.
E sono viva. E non ho nessun trauma.
Quindi: impariamo ad educare i figli, non a pascolarli.
Marika
hai straragione. cambierei anche il titolo del post: i bambini al ristorante non “dovrebbero” essere un problema. i miei genitori hanno sempre portato ovunque me e mio fratello, fin da piccolissimi, senza mai considerarci un “problema”. anch’io ho rimediato qualche sculacciata ben assestata, e ritengo di aver ricevuto l’educazione che spero di riuscire a dare ai miei figli, quando ne avrò. a tavola si stava in silenzio, per quanto possibile, seduti e composti, e niente capricci. una cosa di cui non ringrazierò mai abbastanza i miei genitori è poi di non avermi allevata a patatine e cocacola: non si capisce perché un bambino oggi debba mangiare i peggiori alimenti a disposizione in un ristorante. attualmente vedo inoltre un gran “pappamollismo” da parte di certe famiglie, tanto da arrivare a estremi che anni fa erano inimmaginabili: genitori e figli che picchiano insegnanti severi, atti di bullismo feroce, maleducazione profonda e quasi insanabile. sembrerebbe il sintomo di un problema sociale diffuso.
mi commento da sola per puntualizzare: è chiaro che il bambino non può essere costretto a subire le esperienze gastronomiche-fiume dei genitori.
io credo che il giusto come sempre stia nel mezzo.
I genitori dovrebbero avere più cura di quello che fanno i propri figli ed i ristoratori potrebbero attrezzarsi per accoglierli con salette a loro dedicate in stile “Mac Donald” facendo così combaciare le esigenze dei bambini e quelle dei loro genitori.
Per quanto riguarda i commenti che ho letto mi dispiace ma concordo che chi non ha figli difficilmente può capire a pieno di cosa stiamo veramente parlando i figli non sono cagnolini da “addomesticare” con metodi medievali perchè educare significa letteralmente “condurre fuori” cioè traghettarli verso l’eta adulta e lo sganassone non è certo miglior metodo
come si vede che vi fate mettere i piedi in testa dai vostri di figli….
Come si vede che i tuoi sono stronzetti maleducati…
(a graziano, eh)
quant’è vero!!!!!!!
L’unica cosa è toglierei quel “certi”…. Abito a Roma e la maleducazione è di casa in ogni luogo….non solo al ristorante…
Dove non arriva l’educazione dei genitori, deve purtroppo metterci la pezza il ristoratore. L’idea del “locale per famiglie” è l’unica soluzione. Un pò come la sala fumatori.
All’estero queste cose si sanno, in italia arriveremo a mettere il cartello fuori dal locale “Voi e i vostri bambini siete i benvenuti. La confusione e la maleducazione no, sappiatevi regolare e buon appetito.”
Io da anni che ho risolto,abbiamo la sala giochi per bambini,dove bambini fanno quello che vogliano dopo aver mangiato e genitori stanno tranquilli a chiachera,dando un’occhiata al loro figli.Se invece sono giu li diamo al disposizione altri giocchi o penelli per scrivere.sapete quanti bimbi poi vogliano venire proprio da noi?
.Ma è chiaro che il problema non sta nei bambini, sono i genitori che, quasi sempre, si comportano come se fossero a casa loro.
Io la cambierei in : .Ma è chiaro che il problema non sta nei bambini, sono i genitori che si sentono “sollevati” da ogni responsabilità, dato che sono in un altro territorio.
Comportamento tipico di chi vive con troppa “tecnologia da cerebrolesi” in casa.
Leggendo tutto il pezzo di Gramellini la cosa piu’ sconvolgente e’ la frase finale, riportata dal maitre….
meditate gente, meditate
Oddio. Se invece rispondeva “Da grande faranno i giornalisti (o i magistrati, i medici, gli avvocati, i calciatori) il pezzo non sarebbe mai uscito ….
Per la mia bimba il ristorante è una tortura. Lei è assolutamente educata allo stare a tavola ferma, zitta e seduta da 5 insegnanti dell’asilo che nemmeno la più cattiva delle matrigne, ma mi rendo conto che non può essere divertente per una bimba di due anni stare a tavola con adulti che si raccontano, bevono e mangiano. Per quanto possano essere “educati” i bambini non hanno ancora la capacità di amare lo stare a tavola, per loro mangiare è ancora una “funzione”.
Io non la porto quasi mai e mi godo la cena.
Diversa è l’educazione in generale, quei genitori cafoni al ristorante si comportano così ovunque.
Brava Alem, bel commento! Finalmente anche dall’ottica dei bambini
Chiedere a un piccino di rimanere a tavola a lungo fermo e buono si può fare ed è una buona cosa che siano in grado di farlo se necessario, ma sempre tenendo presente che per loro è una pena.
Sottoscrivo anch’io. Lasciate che i bambini si comportino come tali, senza volergli imporre i nostri passatempi.
Portare i bambini in “certi” ristoranti risponde più al bisogno dei genitori di creare dei piccoli cloni che non a un trasmissione culturale.
Diversa è l’asperienza di cucinare insieme.
Sono d’accordo anch’io, assolutamente.
I bambini non dovrebbero essere obbligati a stare delle ore al ristorante, dopo un pò la noia è inevitabile, con conseguente fase di capriccio e insofferenza.
Cosa diversa è l’educazione a tavola, che comincia a casa: obbligo “assoluto” quindi di mangiare seduti e composti, di non urlare o toccare tutto con le mani. Ma per questo ci dovrebbero essere genitori attenti e sensibili alla questione: purtroppo non sempre è così.
Io non ho figli, tanto per mettere subito le cose in chiaro
ma penso che al ristorante, come in tutti gli altri posti dove dovrebbe vigere un minimo di regole sociali (vedi anche la visita all’amica, o alla zia), viene fuori l’educazione data ai figli. Vedo i miei nipotini (vivacissimi) che sono capaci di stare seduti a tavola durante un pranzo di famiglia, immagino che lo sarebbero anche al ristorante. Conosco bambini meravigliosi per quanto sono svegli e intelligenti, figli di genitori istruiti e “borghesi” (ossignur che parola) che si comportano in un modo che da piccola mi avrebbe procurato tanti ma tanti di quei rimproveri (e forse botte)…..smangiucchiare un biscotto dopo l’altro lasciandoli tutti a meta’, interrompere in continuazione la conversazione degli adulti, alzarmi da tavola e disturbare le altre persone in un ristorante,etc etc.
Agli etero dovrebbe essere richiesto un patentino rilasciato previo esame per potersi riprodurre. Non ho figli, sono gay e ho un ristorante col mio compagno pero’ paghiamo le tasse per tutti, compresi questi cafoni . Trovo che la mia generazione abbia il tasso di cafonaggine piu’ alto di tutti i tempi. Non mi faccio problemi a invitare genitori maleducati a non tornare nel mio locale. A casa mia ci sono solo due regole semplici semplici : i maleduacati, le persone di scarsa igiene personale e gli animali non possono entrare. Mi scuso con gli animali ma l’Usl modenese ha regole ben precise. E poi questi genitori che sembra che abbiano generato il pupo che salvera’ l’umanita…. E basta.
agli etero eh…? I gay invece non si riproducono mai, e se lo fanno non hanno bisogno del patentino. Mah…
Dammi una legge che mi permetta di avere una famiglia, di adottare un bambino, di fare una societa’ a nucleo familiare col mio partner, di poterlo assistere in ospedale , di potergli succedere nel contratto di affitto, di avere la pensione di reversibilita e non per ultimo di poter donare il sangue ( hai letto ultimamente? ) e iniziero’ a considerare l’Italia un paese all’altezza dell’Europa. Ovvero tutto quello che possono fare i miei amici etero ma che a noi e’ precluso . A casa mia questo si chiama fare il busone col culo degli altri. ;D.
sono molto ma molto d’accordo con te. Però non cascare in tentazione affermando quello che hai scritto all’inizio del tuo commento. Per il resto hai ragione.
In effetti a volte e’ dura essere Eterofriendly.
). ciao
non ci sono dubbi Flavio, è così! Ed è giusto inc*****rsi!
Ho 3 figli, che vivono e studiano in Inghilterra, età 3-6-8 anni, mi capita di andare al ristorante con loro in Inghilterra e in Italia. In Inghilterra i bambini sono di solito piu’ educati che in Italia, perche’ di solito lo sono anche i genitori, e come educazione intendo proprio quella civica, le buone maniere. In Italia i bambini sono spesso maleducati, perche’ spesso anche i genitori lo sono: dire di no ad un bambino è piu’ faticoso che viziarlo. In Italia anche i ristoranti di solito non sono attrezzati per i bambini, come quasi tutto il resto della societa’.
Mi dispiace, perchè è il mio paese, ma l’Italia è un paese dove il livello di civiltà è in forte declino da ormai molti anni (ben prima del Berlusconismo, che pero’ gli ha dato una spinta in piu’).
Concordo con tutto quello che ha detto Gianpaolo, all’estero, soprattutto nei paesi del Nord Europa i bambini sono molto più educati che in Italia. Perchè l’educazione non la danno solo i genitori ma anche gli insegnanti a scuola. Io vivo in Olanda, e ho due bimbi, uno di 3 ed uno di 5, e siccome so che quello più piccolo è un piccolo ma simpatico teppistello, non vado al ristorante per non disturbare gli altri, semplice no?! Comunque in Italia, non sono solo i bambini ad essere maleducati, ma tutti a cominciare dai ragazzi più grandicelli fino ad arrivare ai genitori e agli adulti in generale. La mia famiglia ha un ristorante in Sicilia, e vi assicuro che se ne vedono di tutti i colori, specialmente la domenica a pranzo. Tavolate di 20 e più persone con i genitori da una parte ed i figli dalla parte opposte. I genitori chiacherano tranquillamente, e i bambini e i ragazzi tutti a giocare con i telefonini, PSP, etc. etc., chi si alza,chi si siede, e via discorrendo. Insomma mostrando una maleducazione senza limiti.
Io sono pienamente in accordo con voi… anche perchè facendo la ristoratrice mi trovo tutti i giorni faccia a faccia con questo problema… E’ vero, i figli dei nord-europei, stanno in genere più fermi a tavola. Hanno però una bruttissima abitudine: spessissimo si tolgono le scarpe a tavola e non esitano a mettere piedi sporchi(con i quali hanno camminato scalzi) su poltroncine e divanetti, con l’approvazione dei genitori!!!!! Premesso che il mio ristorante non è ne sulla spiaggia ne in campagna…
Hai ragione i bambini stranieri si comportano diversamente.
Io sono per vietare i ristoranti ai bambini. Se ne stiano a casa propria quei sudici nanetti urlanti.
di tutte le erbe un fascio
Suvvia, si stava scherzando. Lo avrebbe capito anche un sudicio bambinetto analfabeta.
(e fatevi due risate ogni tanto
)
Intanto vorrei precisare che anche frequentando una pizzeria, ad esempio, vorrei poter consumare il mio pasto senza dovermi sorbire urla, corse sfrenate tra i tavoli quando non di peggio.
Non deve essere prerogativa dei soli “ristoranti di un certo livello” l’educazione, dovrebbe essere pretesa in locali di qualsiasi livello.
Poi farei un distinguo: i bambini piccolissimi, quelli che per intenderci mangiano ancora sul seggiolone, diciamo sino ai 2/3 anni di età dovrebbero essere portati al ristorante solo se sono in grado di rispettare le tempistiche del luogo. Pretendere che un nanetto stia seduto, composto e sorridente per 2/3 ore è a mio avviso pura chimera: se avete un bambino che ci riesce, ebbene preoccupatevi.
Altro discorso sono i bambini un poco piu’ grandicelli. Sono i piu’ pericolosi. Non usualmente se cenano con mamma e papà. In questo caso se i genitori stessi non sono dei selvaggi, un paio di ragazzini di 7/10 anni sono assolutamente gestibili.
Il delirio viene raggiunto quando entri in un ristorante e realizzi che è stata apparecchiata una tavola per 40 o piu’ posti ….. inizi la tua cena in tutta tranquillità … nel tuo tavolo da due ed intanto reciti le giaculatorie … sperando che la tavolata sia stata predisposta per soci del club filatelico ma di solito ti va malissimo e si tratta della 5°C della locale scuola elementare che festeggia la fine dell’anno scolastico o se ti va benissimissimo i ragazzini cintura gialla del Judo Club Mitsubishi. Rigorosamente accompagnati da genitori ed insegnanti.
Invochi Erode appena realizzi che tutti gli adulti si accomodano ad un lato della tavolata mentre i loro “cuccioli” occupano il lato opposto.
Le madri confabuleranno tra di loro sull’eccessiva mole di compiti che le insegnanti hanno assegnato ai loro pargoli per le vacanze estive, la maestra per una volta potrà dimenticarsi di tenere a bada la classe ed i papà si cimenteranno in dotte discussioni su calcio e motori. Si vedono una volta l’anno e sinceramente temo che il gruppo sia eccessivamente eterogeneo per poter parlare di massimi sistemi.
Nel contempo dall’altro lato del tavolo ne accadranno di tutti i colori. Bambini inginocchiati sulle sedie, che rovesciano lattine di coca cola, sbocconcellano mezza pizza, gridano ed urlano preda di una frenesia collettiva che ti fa gridare “Satana, esci dai loro corpi!”
Capita che qualche genitore ogni tanto si ricordi di essere tale e vada a riprendere il suo pupo: “Mangia che diventa fredda, Carletto!” mentre Luigino sbraita “Maaaaammmaaaaa, mi tagli la pizzaaaa?”
Difficilmente vedrai un esercente patria potestà invitare il proprio figliolo ad un comportamento piu’ consono per un locale pubblico che in realtà è stato praticamente colonizzato dall’orda di barbari in questione.
Ora, intanto sarebbe bello che si evitasse di separare i bambini dagli adulti, facendo si che praticamente si svolgano due cene separate. Vogliamo far divertire i bambini? Portiamoli tutti insieme in un parco pubblico a giocare!
Ma, e qui mi rivolgo ai ristoratori: se volete accettare simili prenotazioni non dovreste valutare l’ipotesi di dedicare a questo genere di clienti una sala separata? Perchè che l’esercente li stramaledesca ed i camerieri pure durante tutto il tempo di permanenza nel locale puo’ anche starmi bene …. Sorriso di circostanza al cretinetti che ti ha appena fatto rischiare la vita tagliandoti la strada mentre portavi a tavola due napoli, una prosciutto e funghi ed una margherita ma cassetto assicurato.
In mancanza di una sala dedicata, il ristoratore non dovrebbe valutare costi/benefici di una simile prenotazione?
Personalmente cerco di evitare questo genere di locali e quando mio malgrado mi capita di incapparvi ecco che certo mi limito a consumare l’indispensabile pregando giunga presto il momento del commiato.
Chiedo scusa, non ho riletto ed il mio scritto è una compilation di frasi sgrammaticate e di refusi.
Excuse moi, pardon, sorry, Entschuldigung!
Madò…
Che commentone!
era per bilanciare…
hai ragione per la sala appartata,ma i clienti non sempre ti dicano al telefono che sono con i bambini e puo succedere che al momento dell arrivo ti accorggi,allora li accomodi dove c’e posto.Poi se si tratta solo di 2,3 o 4 bambini è unalta cosa,anche se una volta mi era capitato un tavolo da 10 con 3,4 bambini,che correvano intorno,uno a picchiato la testa in un piatto della pizza menntre andava servito,niente di serio,comunque ho fatto notare ai genitori di farli stare piu buoni,risultato non sono piu tornati.e ti assiguro che io ho tanta pazienza e mi piaciano tanto i bambini,quella volta poddarsi ero un po’ piu stressata e preocupata che si faccessero male.
ma che fastidio vi danno 3 o 4 gnometti saltellanti?
Comunque queste cose succedono anche fuori, tipo in Germania. Una mia conoscente, che fa la gelataia in tedeschia, una volta aveva visto un bambino intento tipo a spalmare il gelato su un vetro. Quando ha provato a farlo notare, la mamma se l’è presa, accusandola di non essere “kinderfreundlich” e dicendo una cosa tipo: “Mio figlio ha il diritto di sfogarsi come meglio crede. Se la infastidisce mi mandi il conto della pulitura del vetro”. Non è roba solo da italioti, a quanto pare.
Effettivamente non vi è nulla di piu’ trasversale che l’idiozia.
Tania
Si, magari in tedeschia lo pagano il conto per la pulizia del vetro… ma in Italia ti tirebbero una ciavattata in bocca se ti permeti di mandare un conto per qualcosa che ti hanno SOLO sporcato e non danneggiato permanentemente.
Ho scritto in italiano per stranieri, sorry =)
Come noooo!!!! Li hai trovati buoni i tedeschi a pagare per qualcosa extra!!!!
piccolo OT: vanno a cena a tavolate e pretendono di ordinare e pagare separatamente per famiglie!!! a me è successo una sola volta per fortuna… quando ero inesperta
OT. io vivo in Tedeschia e trovo bellissima la possibilitá di pagare per famiglie piccoli gruppi o anche singoli. Non capisco perché in Italia questo crei piú problemi della pace in medio-oriente.
La cameriera arriva ti chiede cosa devi pagare lo dici e paghi.
per finire l´OT i tedeschi non capiscono perché quando vengono in italia siano costretti a pagare tutti assieme
Fine OT
Perchè i teteschi, in quanto tali, probabilmente pagano spontaneamente TUTTO quello che hanno consumato. Gli italici liberi di “spezzettare” i conti di una tavolata comune lascerebbero “indietro” metà del conto …
Ulmer, hai ragione, eccome se hai ragione.
Ieri sera ero a cena in barca sul lago ed appena accomodati (eravamo in due coppie) ci è stato chiesto come avremmo diviso ordinazioni e conto finale. In questo modo anche il rischio qualcuno scappi senza saldare il dovuto direi diventi risibile.
A fine cena c’è stato presentato il conto complessivo (come avevamo richiesto), nel caso contrario avrebbero portato due o piu’ conti direttamente al tavolo.
Tornando comunque a bomba ecco che in barca c’erano fasciatoi nei bagni (anche in quello per i papà) e seggioloni a volontà.
In ogni caso penso che un bimbo piccolo sia maggiormente gestibile di un ragazzino di 8/10 anni e che una famigliola con due figlioli di quell’età difficilmente arrecano disturbo al contrario di quanto accade quando si presentano al ristorante piu’ famiglie con piu’ bambini. E’ in questo caso che usualmente si assiste alle scene piu’ indecorose.
Infatti. Anch’io vivo in Tedeschia e trovo ottimo poter pagare getrennt (separato). Non come in Italia dove se malauguratamente esci con un gruppone ti capita che qualche buontempone ordini il cigno pepato, il dodo ripieno di tartufo d’Alba e la piramide di ostriche e pulcinella di mare (tu solo una margherita) e alla fine devi dividere fraternamente il conto abnorme.
Viaggio spesso all’estero e purtroppo devo confermare che gli italiani e i bambini italiani si notano per due segni distintivi: vestiti bene… educati male…
Se non sapete gestirli (i figli)…. statevenn’ a casa!!!
mah, ma allora di questo passo perchè non lasciare a casa i disabili che sono difficili. e i neri ballano bene e rischiano di farci fare cattiva figura a tutti. per non parlare degli abruzzesi che notariamente sono testardi e sanno di pecora. E i ricchi, più facile che un cammello passi per la cruna di un ago. Figurati poi i grassi sono sempre allegri e rumorosi. Si potrebbe andare avanti per ore per questa serie di luoghi comuni (almeno 3 su cinque mi riguardano personalmente, il quarto purtroppo no, ballo malissimo
)…
Ma vi rendete conto di quante famigliole possano andare al ristorante solo portandosi la prole? Che dovrebbero fare restare a casa perchè hanno fatto il maledetto errore di riprodursi? Mah, pensate che per un ristoratore che si lamenta, ce ne sono altrettanti che gioiscono di quei tavoli che di questi periodi non sono mica così scontati… Non esistono Bambini, adulti, disabili, neri, ciccioni, abruzzesi ecc. Ma solo clienti e persone, e queste si sa, possono essere buoni o cattivi…
Ciao A
Alessandro, intanto ciao. Non mi fraintendere. Intanto se una persona mi crea qualche disagio senza volerlo o senza poterlo evitare sono felice di dividere la sala ristorante con lei.
Ti faccio un esempio: da ragazza avevo un amico non vedente, peraltro persona di grande cultura. Si usciva in compagnia a pranzo ed a cena ed capitato gli sedessi davanti. Era oggettivamente impedito nel taglio della carne ad esempio ma mai nè io nè gli altri amici ci siamo sentiti in imbarazzo o peggio ancora infastiditi da tutto cio’.
Confermo che trovi bambini maleducati in ogni dove. Io abito all’estero e ti assicuro che anche qui ogni tanto capita di trovare esemplari di fauna umana infantile al limite della tollerabilità.
Per quanto mi riguarda ho avuto la prima figlia quando ero parecchio giovane. Era evidente che portavo la pargola al ristorante solo se ero certa non arrecasse disturbo agli amici.
E’ anche capitato che per il tipo di location o di cena io abbia rinunciato alla serata con gli amici in virtu’ del fatto che avrei creato problemi a mia figlia, appunto agli amici, agli altri commensali presenti nel locale e, perchè no? anche a me stessa perchè non mi sarei per nulla rilassata.
Quando ho cominciato a “respirare” perchè la figliola era un poco piu’ grandicella ecco che è arrivato il secondo: un vero terremoto. Ed ho ricominciato daccapo. Certo, avere dei figli comporta talvolta delle rinunce che non ti pesano perchè fatte per amore.
Quando il maschietto è diventato un poco piu’ grande ho cercato di redimerlo e di ricondurlo alla ragione. Non mi ha certo aiutato mio marito che era convinto io fossi troppo severa nel voler costringere il piccolo demonietto a comportamenti educati a tavola, sia tra le mura domestiche come altrove.
L’ho sgridato e gli ho parlato innumerevoli volte. Certo, passavo per la rompiballe visto che mio marito mi scherniva davanti al bambino.
Per questo motivo se portavo (raramente) il piccolo al ristorante cercavo di sedergli accanto e gli dedicavo il mio tempo. Appena mollavo la presa ecco che il papà gli permetteva di tutto. Poi si dice … i genitori non insegnano le buone maniere … ecco, bisogna essere in due, ti dico.
Ora il “cucciolo” è diventato un adolescente: quando è con me cerco di imporgli di restare a tavola sino a quando tutti hanno terminato il pasto, cerco di discorere e di riprenderlo. Ad esempio siamo ancora ai livelli per cui gli devo spiegare che prima di accostare la bocca al bicchiere sarebbe il caso di pulirla e che le posate non sono attrezzi da carpentiere.
Sai come ultimamente sono riuscita (finalmente) a correggerlo un poco? Spiegandogli che se esce con una ragazza a cena, finisce che non cucca sicuro!
Certo, ho fatto dei sacrifici e sono magari stata oggetto di critiche perchè quando facevamo le vacanze in hotel avere un piccolino seduto sul seggiolone che urla al cameriere “‘Gnore …. Coca!” pretendendo ad un anno e mezzo di ordinare da solo quel che gli garbava … qualcuno avrà pensato che io fossi una mamma distratta e che era colpa mia se il bambino si comportava in quel modo.
No, credimi, non è nella mia natura fare di tutta l’erba un fascio, ma ti assicuro che i genitori menefreghisti esistono e li si becca al volo!
Madò…
Compensatore, che non sei altro!
Ciao, Non ce l’avevo con te! ma con i toni generali… Odio lo stare a controllare gli operai che asfaltano le strade… E temo molto tuttociò che ci allontana da comune sentire, come se ce ne fosse bisogno e non fossimo già troppo lontani di nostro
Vedi non si tratta di giusto o sbagliato, di lapis rosso o nero, ma solo di comune buonsenso…
Ciao A
Verissimo ma talvolta latita, purtroppo! Buona serata a te. Hai buon senso ma credimi e putroppo non tutti lo posseggono e gli eccessi in entrambi i sensi derivano proprio dal menefreghismo e dal non saper accettare i propri limiti ed i limiti dei propri figli.
Io sino ad ora ho letto di gente infastidita (senza pargoli al seguito) e di chi dice di avere prole perfetta.
Di umani problemi, di limiti dovuti al fatto non si abbiano figli, non si è parlato, mi pare io sola li abbia ammessi.
Tutti a dire che i figli sono perfetti. Tutti a dire non li ho ma se li avessi li educherei cosi’ e cosà. Tutti a dire che i ristoratori dovrebbero porre pezze, ma uno straccio di conversatore che qui abbia avuto il coraggio di dire che:
- sono un ristoratore, i bimbi rompono talvolta le balle ma il cassetto me li fa accettaere;
- sono un genitore ed ho un figlio scatenato e quindi quando vado al ristorante me ne sbatto le balle e se rompe le scatole agli altri clienti pazienza;
- sono un cliente che non sopporta i bambini come genere umano;
ecco, non ne ho trovati. Eppure sono quelli che poi vanno al ristorante e che fanno si che queste discussioni trovino un loro perchè.
Se il problema non esistesse non saremmo qui a parlarne.
Prova a chiedere a Massimo Bernardi di parlare di cuochi con la cuperose e vediamo quanto un simile argomento sarà in grado di generare un dibattito.
E’ evidente che il problema cuccioli è un problema sentito e ancora non è stata trovata una soluzione che soddisfi tutti. Clienti, clienti genitori, cuccioli figli di clienti e ristoratori.
non credo che al palazzo di vetro sia in previsione una sessione di lavoro delle nazioni unite sull’annoso problema
e lo sai perchè? perchè non è una variabile, i ristoranti dopo la rivoluzione francese sono nati per offrire un servizio a pagamento per le persone che non avevano più personale, per la nuova classe sociale egemone (la borghesia). Servizio, non piacere…. Il servizio prevede che si somministri a chiunque, non gli si sta facendo un favore, non li si sta ammettendo a chissà quale privilegio, non si scelgono i buoni e i cattivi. Tuttociò nel rispetto delle regole dell’educazione e del convivere civile. Non si tratta di essere a favore o contrario alla presenza dei bambini, ma solo che è la normalità… Bambini veri non impagliati 
ciao A
Ps io ho due figli di 9 e 5 anni, ogni tanto li porto, più spesso avendo chi mi aiuta a casa restano sul divano, ma non perchè il ristorante non sia adatto, ma perchè ho voglia di farmi una cenetta con la mia signora
Alessandro: ecco dove sta il problema. Tu lasci talvolta a casa i piccoli per goderti una cena con tua moglie. Arrivi al ristorante e bambini non tuoi sono seduti ad altri tavoli. Niente di male, ovviamente, anzi.
Ma se durante la cena quei bambini vengono lasciati scorazzare ed urlare, correre e fare macello, ecco che un poco ti infastidisci. Non dirmi di no ….
certo che mi infastidisco, ma nella medesima maniera in cui mi infastidisce la tavolata che urla o quello che parla continuamente al cellulare come se fosse a casa sua, o il gastrofichetto che scatta flash all’impazzata o l’enosborone che rumoreggia come una pompa a leve
insomma come mi infastidisce la cattiva educazione… Non penso che i bambini dovrebbero restare a casa, come dicono in parecchi… Poi continuo a dire a forza di lasciare a casa tipologie i ristoranti gourmet resteranno deserti ancora di più e i macdonald pieni…
Ciao A
Difatti Ale, il problema sta proprio nella maleducazione oramai insita in tanti esseri umani. La differenza (forse) sta nel fatto che se hai al fianco una tavolata di adulti particolarmente chiassosi c’è la possibilità che il ristoratore li inviti ad un comportamento piu’ consono e comunque moderato. Mentre se a far baccano sono dei bambini ecco che il ristoratore finisce col farsi un sacco di remore perchè se solo si azzarda ad invitare i genitori a calmare i figli ecco che viene tacciato di essere un orco cattivo. Diciamo che come la fai la sbagli ma non trovo giusto in ogni caso non dire che non mi garba o dovermene vergognare, siano adulti o bambini a rovinarmi la serata al ristorante.
Alcune coppie di amici con prole spesso vanno da McDonald perché da quelle parti possono sciogliere la prole a loro piacimento (più dei piccoli che dei grandi). Sono d’accordo con Alessandro qualche tavolo in più e qualche palato salvo valgono bene una messa… e poi puzzo di pecora pure io
quoto tutto
secondo me dipende tutto come sempre dai genitori: se i bambini sono abituati a stare a tavola tutti i giorni a casa, come eravamo abituati noi, allora possono andare al ristorante a patto che i genitori scelgano un posto dove si ceni piuttosto velocemente
sottoporre i bambini a una cena gourmet è una tortura per loro, ma sottoporre chi esce a cena per i fatti suoi al disturbo dei bambini degli altri è inciviltà
un posto che evito come la peste è il tagiura a milano: frotte di bambini urlanti che corrono tra i tavoli….
però a milano stanno nascendo alcuni ristoranti con animazione per i bambini; io suggerirei alle famigliole di andare lì, senza polemiche e con buona pace di tutti (bambini, genitori, ristoratori e clienti non genitori
che barba “gli infastiditi”…
la mia piccola viene con me al ristorante tutte le volte che questo è per qualche ragione inevitabile; non ultima tra queste la voglia di stare tutti insieme.
E credo che anche questo sia un prezioso strumento di educazione (andiamo, non tutti i genitori vogliono sbolognare il proprio figlio allo chef, conosco espedienti meno subdoli per avere un po’ di libertà).
non vedo come possiamo auspicare un incivilimento della condotta nostrana partendo da simili banali intolleranze.
non togliamo proprio tutto l’aspetto ludico e di convivialità a tutti gli effetti alla ristorazione, infiacchendola con una sacralità che non le si addice.
Per me una cena gourmet non è mai stata una tortura. Da bambino ero magro come un’acciuga, ma in ogni caso al ristorante quando volevano impormi qualche piatto “da bambini” tipo pasta rossa, rifiutavo e pretendevo di assaggiare le “cose dei grandi”.
Ma io non faccio testo, da bambino volevo avere una lobbia, e quando chiedevo un cappello in regalo e mi davano un berrettino da baseball con visiera, rosicavo come una biscia perché volevo la lobbia e il fedora del nonno.
Alla fine il cappello scuro di feltro ho dovuto comprarmelo da solo. Sigh.
Memorabile tuttavia un episodio occorsomi in Ungheria nel 1988 (9 anni di età): andando in bagno in un ristorante della campagna magiara vicino al balaton incocciai con lo zigomo in un cameriere che stava portando una vassoiata di zuppe e cevapcici a qualche tavolo. Una scena fantozziana, finimmo entrambi per terra.
Gaia, non fraintendere. Non danno fastidio i bambini al ristorante, tout court! Danno fastidio quei bambini che al ristorante diventano per varie ragioni incontenibili: vuoi perchè annoiati, vuoi perchè uno dei genitori (se non entrambi) se ne strafregano, vuoi per l’indole del bambino stesso.
Ci sono bambini che a tavola si comportano come Tommaso Farina ed è una gioia vederli.
Meno magari per i camerieri: scommetto che avrebbe volentieri fatto ingoiare l’intero vassoio di cevapcici a Tommassino, avesse potuto.
Io non ho avuto quella fortuna. Per questo non mi sento in colpa (ho tentato, ti assicuro di educare mio figlio) ma ho sempre cercato di rammentare che quello che era un MIO problema, un problema di MIO figlio non poteva in alcun modo diventare un problema degli altri clienti, non so se mi spiego.
E quando ora vedo al ristorante un genitore fare spallucce perchè son bambini, ecco che mi verrebbe da ribattere che “Ok, i tuoi figli so piezzi ‘e core … ma tu sei un pezzo di qualcos’altro”
bambini che a tavola si comportano come Tommaso Farina?!?! Una gioia vederli?!?!? Tommaso (evito di chiamarti Tommasino…), ti prego… rispondile tu!
))))
Fabio sei uno screanzato! Allora Farina era un piccoletto e lo chiamavano Tommasino. Ed era carino ed educato anche se rovesciava vassoi di zuppa e cevapcici! Abbi anche tu un minimo di pazienza!
Nessuno mi ha mai chiamato Tommasino, né ho mai rovesciato alcunché. Semplicemente, un signore disattento non mi ha visto e ha pensato bene di piantarmi il vassoio immediatamente sopra l’occhio. Era pure mortificato, giacché era spuntato dalla porta della cucina quasi correndo e senza guardare me che stavo andando alla toilette da solo…
Non volevo essere nè scortese, nè sfacciata. Cercavo di scherzare per stemperare i toni. Chiedo scusa.
Hahah, ma dai, scherzi?
Ma di che ti scusi?
Ma ti pare?
Perché avrei dovuto offendermi?
E’ stato il mio racconto a essere lacunoso…
Ecco, ora sono piu’ serena.
ha! progenie tumultuosa!
fermo restando il rispetto, soprattutto per chi sta lavorando, a me piace tanto vedere la mia piccola che mangia con gusto.
prometto che quando sarà in età da terremoto, porterò con me in pizzeria il frustino di cuoio grasso
Nel 2000 avevo un ristorante sul Gargano. Allora c’era un bel giro di clienti tedeschi, con molti bambini. Non ne ho mai visto uno disturbare, rincorrersi o fare danni sul tavolo. Quando invece iniziava l’esodo vacanziero italiano la solfa cambiava proprio. Il massimo lo ha raggiunto una dolce mamma che nel bel mezzo della serata, la quale avendo un neonato al seguito, ha visto bene di cambiarlo sul tavolo adiacente, oltretutto apparecchiato. Quando le dissi che non mi sembrava il caso mostrare al pubblico del ristorante il “prodotto” del pargolo, ovviamente si è trasformata in un dobermann con la rabbia, con conseguente discussione al momento del conto perchè gli avevo fatto fare una brutta figura. Cornuto e mazziato..
In un picnic abbiamo allestito un tavolo di caupcakes coloratissime con tanti zuccherini e bla bla bla.. beh, siamo dovuti rimanere inermi di fronte a questi nani malefici che davano una leccata alla glassa e poi buttavano le cupcakes senza neanche morderle e le mammine scosciate che conversavano tra di loro guardando i figli che avevano trovano per 5 minuti un intrattenimento valido.
E comunque sono dell’idea che in un ristorante o in un esercizio pubblico non si possa ignorare la presenza dei bambini, che va un minimo gestita, ovvio. Ancora ci sono ristoranti che non hanno le banalissime ed economiche matite colorate per i più piccoli.
Pensa te, ci sono ancora ristoratori che non hanno le matite colorate…
Faranno il pari con i genitori che non hanno educazione?
Che significa?
Che mi sembra più normale sia un genitore a portarsi le matite da casa, o i pannolini, piuttosto che “meravigliarsi” che i ristoratori non le abbiano in dotazione…
Mi sembra fantascienza che siano i gestori a “dover gestire” i bambini… siano i genitori a farlo, e a farlo bene se possibile.
Tutto qui…
Ciao Claudio, ma non e’ forse dovere, e supremo interesse a scopo di lucro, del gestore far si che i suoi clienti paganti – bambini inclusi – siano accolti al meglio? Questo e’ il motivo per cui spesso in Nord Europa trovi, ad es. i pastelli. Non lo fanno perche’ sono piu’ buoni di noi, ma perche’ e’ un servizio al cliente, sia bambino che adulto.
Mi stupisce come in questa discussione si mischi psicologia e sociologia con commercio e sia cosi’ difficile capire che vi sono ragioni commerciali, prima ancora che sociologiche, nel rendere piu’ facile la vita delle famiglie che vanno al ristorante. Il che’ di conseguenza, ma solo di conseguenza, ha dei risvolti anche sociologici che possono infatti far riflettere sul ruolo della famiglia nelle diverse nazioni, e non e’ una caso se l’Italia, paese del Papa, ha uno dei tassi di natalita’ piu’ bassi del mondo.
Naturalmente si parla di ristoranti per famiglie, ammettendo che vi sono ristoranti gourmet dove uno non si aspetta di trovare i pastelli o i seggioloni, ma sono pur sempre una stretta minoranza rispetto al totale.
Gianpaolo, non mi trovi molto d’accordo.
Partiamo dal tuo ultimo enunciato:
——————————————–
“Naturalmente si parla di ristoranti per famiglie, ammettendo che vi sono ristoranti gourmet dove uno non si aspetta di trovare i pastelli o i seggioloni, ma sono pur sempre una stretta minoranza rispetto al totale.”
——————————————–
Che facciamo, Gianpaolo? Come sul Titanic “la prima classe costa mille lire, la seconda cento, la terza dolori e spavento”?
Penso che qualsivoglia cliente debba poter scegliere il ristorante che piu’ gli garba sia per il livello di cucina proposta che di ambiente e non ultimo appunto il servizio. L’assioma per cui se vado in trattoria devo aspettarmi frotte di bambinetti urlanti proprio non mi piace cosi’ come non dovrei essere obbligata a cenaer negli stellati per poter aver garantita una certa quiete. Idem se ho bambini al seguito: perchè mai mi dovrebbe essere precluso un tavolo da Pinchiorri o alla Madonnina del Pescatore, piuttosto che alla Pergola perchè scelgo di accomodarmici con bambini? Sta al buonsenso dei genitori ed a quello del ristoratore cercare di permettere ai propri commensali di consumare il pasto con il massimo della soddisfazione possibile.
Ma passiamo al resto, tu scrivi:
———————————————————-
“non e’ forse dovere, e supremo interesse a scopo di lucro, del gestore far si che i suoi clienti paganti – bambini inclusi – siano accolti al meglio? Questo e’ il motivo per cui spesso in Nord Europa trovi, ad es. i pastelli. Non lo fanno perche’ sono piu’ buoni di noi, ma perche’ e’ un servizio al cliente, sia bambino che adulto.”
———————————————————–
Non è affatto detto che un ristoratore debba necessariamente avere tra i propri clienti i bambini. Mi spiego meglio: se, ad esempio, causa struttura del locale, non è possibile dividere le famigliole con prole da quei clienti che invece desiderano cenare in tutta tranquillità (e che magari i pargoli li hanno lasciati a casa pagando lautamente una baby-sitter) ecco che il gestore deve fare obbligatoriamente una scelta. Il target di un locale è fissato proprio su questi canoni. Se offre un tipo di cucina (ed in questo caso, parlando di bambini di servizio) che mi aggrada ecco che mi ci reco, nel caso contrario scelgo altrimenti. Se il locale non ha seggioloni o matitine colorate io non ci trovo assolutissimamente nulla di scandaloso. Posso semplicemente constatare che questo ristorante non è adatto ai piccoli ospiti e stop. Magari (dico magari, eh?) proprio per questo motivo finisco col sceglierlo. Se ho con me il mio piccino guardo oltre. In un caso come nell’altro il ristorante strizza l’occhio ad un certo genere di clientela e finisce con il penalizzarne altri tipi. E’ evidente che il gestore capace saprà valutare in base alla posizione del locale, in base alla struttura ed al tipo di cucina attirare un “cliente tipo”.
I ristoranti dove c’è di tutto un po’ usualmente mi lasciano perplessa. Liste immense dove trovi di tutto, cucine enormi, stanze che sembrano palestre usualmente finiscono con l’abbassare complessivamente la qualità dell’esperienza.
Locali che hanno uno spazio esterno adeguato possono accogliere ad esempio bambini con il sorriso perchè il ristoratore sa di poter operare questo tipo di scelta. Non sto parlando di neonati ma di ragazzini deambulanti che messi assieme possono effettivamente arrecare disturbo agli altri clienti …( si sa che l’unione fa la forza).
Non riesco oggettivamente a comprendere questo desiderio di uniformare i ristoranti, si finisce con lo standardizzarli e renderli anonimi.
Pensiamo alle offerte per le vacanze: ci sono strutture con biberoneria, con la possibilità di cuocere pappe, con servizio di baby sitter o con il mini club. Strutture dove invece i bambini sono accolti ma senza alcun servizio a loro dedicato ed infine hotel dove sono dichiaratamente non accettati.
Basta lasciar perdere il buonismo ed avere un po’ di coraggio. Senza per questo obbligare chi ha piccolini (che peraltro in altre situazioni mi sono molto simpatici) a cenare al Mc Donald’s che comunque finisce anche lui per avere il proprio perchè.
Tutto qui.
Tpt
Gianpaolo io penso che tu ti sia risposto da solo…
Ovvio che nei “ristoranti per famiglie” le matite possono anche far parte dell’arredo necessario, non me ne scandalizzerei certo.
Come lo troverei strano nel ristorante di livello.
Non ne faccio una questione di locali di seria a,b,c, e cosi via… ma se vado a Ostia, sulla spiaggia, con tavolate di bagnanti infradito i bambini che vociano sono parte del contesto.
Lo sono meno nel ristorante “di lusso” con quasi tutti tavoli da due e tovaglia di fiandra dove il pastello farebbe seri danni anche se gli dai una tovaglietta…
Continuo a riportare tutto al buon senso:
io non porterei un bimbo di due anni da Pierino, me lo porterei solo se più grandicello per godere anche lui della buona tavola facendone cultura e gioia del desco.
Mai scambierei un ristorante, nemmeno da famiglie, per un parco giochi dove in nome della mia libertà di lasciare i bimbi fare quel che vogliono priverei altri della loro di avere tranquillità.
Perchè banalmente io sono certo che anche un bimbo possa stare a ristorante se educato a farlo. Senza che ne soffra come se stesse in un lager.
A me i bambini piacciono molto.
)
Con le patate arrosto sono la buonissimi…
Ogni riferimento a locali è puramente casuale, ndr.
Ciao Claudio, posto che anche per me è ovvio che se uno esce col pargolo per andare al ristorante metta in conto di gestirselo da solo, a volte questo non accade. Allora ho pensato che un ristoratore, piuttosto che rendere piacevole un pasto al genitore e al bambino, potesse spendere due euro per fornire delle matite colorate. Non è che inorridissi di fronte a chi non ha ancora le matite colorate, ma vedendo come funziona nei ristoranti del nord Italia/Europa mi era sembrata una cosa molto civile ed economica da applicare in tutti i posti.
Spero di aver chiarito la mia affermazione precedente =)
Sembra quasi che una cena fuori con bimbi sia un’esperienza allucinante per tutti. Ma insomma, io giubilo interiormente quando esco a cena, e quando mia figlia mi accompagna non chiedo certo a lei di munirsi della zappina di barbie per dissodare un terreno in pendenza, ne’ mi aspetto a mia volta che faccia altro che portare al nostro tavolo il bagaglio di miserie e delizie che il suo status di bimba (ma a ben guardare di essere umano in genere) comporta. Certo, i bimbi si sbrodolano e certo qualche genitore ambosessi dovrebbe avere più voglia di fare il genitore, ma non iniziamo a bandire tutti gli sbrodoloni, o ci sara’ molta solitudine nelle nostre cene…
scusali Gaia… ma questa sera su Dissapore danno “l’Invasione dei Quaccheri”… succede…
Quanti anni ha la tua bimba? Scusami ma se tollero certe interperanze a tre anni non le tollero a dieci.
La mia creatura ha un anno, mi godo infatti adesso che dorme il mio meritato angolo di quaccherismo. Così domani al ristorante…
Eh no, non e’ proprio così.
- sono un genitore, mio figlio e’ un rompiballe, come tutti i piccoli e tanti grandi, ma questo e’ vagamente scontato
- sono la compagna di un ristoratore e da tempo insisto perché il suo locale sia ancora più ospitale per le famiglie, perché questo e’ un passo avanti verso la civiltà che tutti auspicano
- sono anche un cliente inazzato perché da quando ho un figlio nom riesco a leggere il menù per intero e mi tocca sempre ordinare quello che vuole la mia amica sara, che a scegliere e’ la meno peggio
- insomma, che vogliamo fare? Veniamoci un po’ ‘ incontro, grandi menefreghisti e bimbi sbavazzoni!
Comunque l’argomento mi appassiona
em, Gaia… tutto ok? Non capisco bene la tua accelerazione tra il commento 26 e il 27. E’ evidente che sei una donna appassionata…
Sono fermamente convinto che il ristoratore debba intervenire sempre quando ci sono bambini male educati, non solo perché credo che il buon nome del posto ne tragga vantaggio, ma anche per motivi di sicurezza. Se uno dei bambini scalmanati che i genitori lasciano correre liberi per i tavoli cade e si fa male, sono cavoli. Credo sia normale avere una assicurazione contro questo tipo di eventi, ma è anche l’avere a che fare con dei genitori in genere male educati loro per primi che è parimenti deleterio. Si rischiano cause e problemi perché tanto non ammetteranno mai che la responsabilità è la loro, c’è da aspettarselo.
Ha! Come e’ vero…
L’accelerazione deriva unicamente dal fatto che non capisco perché si voglia problematizzare a tutti i costi un evento così naturale e gioioso come stare a tavola con i propri figli o anche quelli degli altri. Se il problema e’ il malcostume italico in generale, ammesso che ne abbiamo il monopolio, hai voglia a ridurre tutto a qualche cevapcicio rovesciato…
Per me, che una famiglia possa essere bene accolta in in locale pubblico e’ un bene in senso assoluto. Come lo e’ il rispetto che si deve, ripeto, soprattutto a chi lavora.
Invece il raptus di sgrammaticento deriva dal fatto che non so usare lo Smart phone, scusate
Gaia, ti amo di già!
Ho solo 2 commenti:
1) Io mi considero anche una persona mediamente tollerante, ma quando i bambini rovesciano i CEVAPCICI perdo le staffe. Sarà un limite mio.
2) Gaia, quando ti chiedo di venire su Dissapore a fare la claque ai miei post non devi poi utilizzare il casuale nome di “Sara” per l’amica che ordina al posto tuo al ristorante. Ne va delle tua copertura e della credibilità di coloro che si professano miei fan
sgamatamente sgamata
Secondo voi, come mai non esiste in Italia un ristorante, dico uno, che vieta l’ingresso ai minori – tanto per dire – di 12 anni in maniera da garantire la “pace” dei propri clienti? Eppure questa regola vale in molti circoli, club, piscine, ecc ecc. Perchè? In alcuni però è d’obbligo, la sera, la giacca. Lo stare a tavola, l’andare al ristorante, nasce come pratica e servizio proprio destinato a un target di clientela ben preciso: la famiglia con bambini. Negli anni 60/70, quando girava qualche soldo in più, ogni tanto la domenica le famiglie – dai nonni ai nipoti tutti inclusi – si concedevano il lusso del ristorante. Si andava a farsi una bella mangiata di pesce, oppure la bistecca, e quando era periodi, i funghi. Tre cibi di lusso che a casa si vedevano poco. Mangiarli fuori era una sorta di “premio” per tutti. La tavola è, prima di tutto, un momento di convivialità. Perderla e incentrare l’esperienza gustativa esclusivamente su un fattore esteticopalatale è una cosa diversa, più simile e vicina al concetto di esperienza individuale. Poi, se chi scrive – come me – è un professionista della tavola perchè ama la gastronomia e spesso la gastronomia è anche un “lavoro”, ecco che mi capita anche di essere estremo e di non sopportare più nessuno. In questi casi, ci devo andare da solo al ristorante, perchè devo concentrarmi, scrivere dei piatti che mangio, fare paragoni tra questo e quello chef, tra il taglio di carne che ho mangiato di qua e quello di la, ecc. ecc. Odio essere distratto e guai ad avere bambini o adulti vicino. Ma la meraviglia di una tavola imbandita, con tutta la famiglia intorno, dove il casino è gestito da ambo le parti, grandi e piccini, beh…è una esperienza fantastica, perchè a tavola si ama, anche. In questo caso, non mi disturbano i miei figli come quelli degli altri. Detto ciò, sono d’accordo che i limiti, le regole, l’educazione e la civiltà possono e devono essere insegnate e apprese proprio a tavola, terreno fertile e alla portata di tutti. Ma senza essere troppo Quaccueri
A proposito, provate a togliere ai ristoratori le famiglie con i bambini… già in molti non battono coperto così.
Bravo.
Il ristorante-trattoria dello stivale è nato con le famiglie, e guadagna con le famiglie.
Mc donald’s l’ho ha capito molto bene!!!
I ristoranti si attrezzino se vogliono lavorare con le famiglie.
Trascurino internet e pubblicità varie, e si concentrino su come intrattenere i bimbi, salette gioco? Video giochi spappola cervellini?
Macchinette a gettoni?
Fate voi, ma lontano dai tavoli dove gli intolleranti criticoni possono annusare e degustare e poi commentare il nuovo ristorasilo.
Domanda: il Vostro eroe Bottura fa’entrare i bimbi?
Infatti. Ho letto con un certo raccapriccio la serie di commenti “puerofobi” al post iniziale.
Al ristorante disturbano essenzialmente gli adulti, da quelli che telefonano continuamente a quelli che discutono ad alta voce, da chi gironzola tra i tavoli a chi monopolizza il servizio con continue richieste. Mettiamoci poi ambienti intrinsecamente disturbanti, quelli con troppi tavoli e le sedie che si toccano tra loro, per non parlare di musiche che più che un sottofondo fanno discoteca. Ma magari un paio di monelletti che giocano diventano la pietra dello scandalo.
L’idea di un ristorante “vietato agli under …” mi da i brividi. Di sicuro non vi entrerei mai, anzi verificherei con i vigili se questo “divieto” fosse compatibile con il concetto di pubblico esercizio. I bambini sono bambini, più o meno educati, ma disturbano, in media, in misura minore rispetto agli adulti che hanno al seguito.
Senza contare che per ovvi motivi, i bambini sono in genere presenti ai pranzi tradizionali (domenica o le varie cerimonie) mentre nelle cene in tarda serata sono assai meno frequenti, perchè specie i più piccoli (e rumorosi) dormono. E chi “esce a cena” dopo le 22 quanti bambini schiamazzanti troverà in media in un ristorante ? Un paio ?
Da sfuggire come la peste le “riunioni conviviali di bimbi” ? Forse, ma di sicuro sono allegre e spesso meno disturbanti delle varie comitive di amici-colleghi che in 20-30 adulti trasformano un ristorante nella curva sud.
Ho letto una interminabile serie di commenti “perbenisti” su come siano maleducati e fastidiosi i figli “degli altri” e/o di come siano scorretti quei genitori che non li abbandonano alla babysitter invece di vivere una serata in famiglia.
Mah. Forse più che un ristorante ad alcuni servirebbe la mensa di un convento.
Fabio, uno di quei giorni in cui vorrai raccoglierti meditante sulla pietanza, verro’ a trovarti con mia figlia!!!
Comunque, se e’ vero che mai o quasi mai il divieto ai piccoli sia esplicito, in più di un ristorante mi e’ successo di entrare e poi dover uscire per manifesta inaccoglienza anche degli spazi.
Sottoscrivo e pratico appena possibile il nostalgico pranzo della domenica al ristorante!
Mah, io continuo a dire che è tutta questione di buon senso e di educazione.
Ben vengano i bimbi al ristorante, ma che non rovinino la serata ad altri e che possano godersela pure loro.
Che non significa fare il morto ne dar fuoco alla tovaglia.
Le matite le portino le mamme, se servono.
Ma il problema, lo sappiamo tutti, non sono i pargoli… ma chi li alleva.
Mah, io continuo a dire che è tutto relativo e che convivere è faticoso
Sara, comunque ho detto che sei la meno peggio ad ordinare, ligia al mio consueto lecaculismo. Comunque, durante la notte, ho meditato sul fatto che probabilmente tutti quelli che alle nostre cene hanno vezzeggiato la piccola, facendomi capire che fosse bene accetta, in realtà la volevano legata con lo spago da arrosti, ed ammutolita dal proverbiale limone in bocca…
Gaia. incubo notturno!
Gaia, vedi, tu hai una bimba piccina e per sua indole e per tua bravura come madre ed educatrice riesci a far si che davvero il ristoratore e gli altri commensali siano contenti della presenza della piccolina.
Ci sono bimbi che fanno una tenerezza incredibile e che al ristorante sono i benvenuti.
Ma è anche vero che non tutti i bambini sono cosi’, non tutti i genitori sono come te.
E se non facciamo questo distinguo e partiamo dal presupposto che TUTTI i bambini devono essere ben accetti a prescindere dal comportamento tenuto, finiamo con l’autirizzare genitori menefreghisti a gridare al reato se solo qualcuno li invita a ricondurre alla ragione i propri pargoli oppure a lasciare il locale.
Io credo che i bambini (mediamente) siano maleducati in quanto la società (mediamente) è maleducata e superficiale ed il futuro – come forse immaginate – sarà peggio.
altro incubo notturno…
Non esageriamo:-)) un tempo i bambini erano considerati semplicemente piccoli adulti e fatti lavorare fin da subito, come succede ancora in certi paesi…
Nel “nostro” mondo i bambini sono coccolati e alle volte esibiti in modo esagerato e scellerato.
Insomma, il punto è sempre lo stesso: l’ignoranza dei genitori.
Quindi se bisogna “sparare” spariamo sui genitori idioti.
La società è un bersaglio enorme, che come al solito può rimbalzare tutto.
In Italia esiste anche una miopia commerciale da parte di pubblici esercenti, ristoratori, ecc. Non esiste nessun servizio pensato per i bambini e le famiglie con bambini, eppure se si rende piu’ facile a queste poter fare shopping o andare al ristorante porteranno piu’ soldi. Anzi, di solito sono proprio queste a spendere di piu’. Se si rende loro la vita piu’ difficile, vuoi per la mancanza di attrezzature, servizi, atteggiamenti di accoglienza, queste rinunceranno.
In Inghilterra ogni ristorante ha come minimo i seggioloni a norma e puliti, menu per bambini, bagni per cambiare i bambini, e personale comprensivo. I bambini esistono, fanno parte della vita, della nostra societa’, non si puo’ escluderli perche’ danno fastidio. Ovvio che ci vuole buone senso, mai porterei i bimbi in uno stellato o posto molto formale, ma in una trattoria o pizzeria? Certo che si, e certo anche che mi prendo la responsabilita’ che gli stessi non rechino disturbo agli altri, sempre che per gli altri il disturbo non sia la loro presenza e che non pretendano che un bambino si comporti da adulto.
Lo hanno capito bene le grandi distribuzioni, gli shopping malls, ma anche in banca, dal dottore, dovunque ci sono spazi per le famiglie, perche’ senza famiglia non esiste societa’. Paradossalmente in Italia questo sembra dimenticato. Mi fanno ridere quando mi dicono: “in Italia vi piacciono tanto i bambini!”. Ma dove? E perche’ si fa di tutto per rendere la vita difficile alle famiglie allora?
Mi sembra il commento più equilibrato e realista tra quelli apparsi. La signora citata sarà anche stata inopportuna e maleducata a cambiare il pannolino su un tavolo, ma probabilmente era l’unica alternativa ad andarsene via con il pupo urlante perchè sporco.
Il disturbo percepito dagli altri clienti dipendende spesso e in gran parte dall’inadeguatezza dei servizi offerti.
Ben detto!
E io aggiungerei: obbligo di bagni per bimbi, e obbligo di saletta per bimbi in tutte i bar e ristoranti, in tutte le chiese, comuni e cooperative ecc., la civiltà di un popolo si vede dalla considerazione-educazione-importanza che si da’ ai bambini.
altro che bagni per disabili…(questo lo messo per fare polemica)
Io con il portare i bambini in chiesa ci andrei prudente.
Pare non sia troppo salutare, almeno fino a quando non si decideranno a fare tanta pulizia.
.
Ciao
OK, anch’io sono dello stesso parere, così come non li porterei in moschea, soprattutto le bambine.
Per il resto ripeto: chi non rispetta i bimbi non è civile. E’ una bestia.
Ma davvero siete convinti che il problema siano i bambini? Perchè anche nel caso descritto nel post il problema è la maleducazione degli adulti e non dei bambini. Infatti quel tipo di adulti disturba a prescindere, se poi ha un bambino, o un cane o qualsiasi altra cosa di cui occuparsi il fastidio aumenta in maniera esponenziale.
Comunque va detto che in “certi” locali il bambino lo porti solo se non hai rispetto per lui o per gli altri.
Ma riflettete anche un pò sul fatto che in Italia non c’é un ristoratore che si degni di attrezzare minimamente il proprio locale in modo da rendere più interessante la cena per i bambini (me ne potete citare ora quanti volete… sempre troppo pochi).
In Danimarca è normale che la tovaglietta sia un disegno in bianco e nero di carta e che venga accompagnato da una bella scatola di pastelli colorati.
Poca cosa ma aiuta i bambini a gestire quell’ora di tempo che i genitori possono chiedere alla famiglia per una cena fuori.
Ah no, un ristorante c’é.. Mac Donald!!!
giusto, e come dicevo anche piu’ sopra, e’ praticamente un atteggiamento anticommerciale, visto che se rendi piu’ facile alle famiglie di andare al ristorante sicuramente avrai piu’ clienti!
Io accetto di buon grado i bambini nella mia Osteria, però non sono assolutamente sicuro che accettarne la presenza aumenti sicuramente il numero di clienti. Così esposta mi sembra una verità rivelata da prendere o lasciare.
.
Personalmente penso di avere una clientela seria, con bambini conseguenti. Certo ho delle eccezioni, vengono una volta e poi mai più: si instaura un linguaggio muto, ma assai eloquente, di reciproca insoddisfazione. E il discorso si chiude senza nemmeno incominciare.
.
In ogni caso i bambini non hanno colpe, i loro genitori si.
Per guidare una macchina ci vuole la patente, così per un motorino e per tante altre umane attività ci vogliono permessi su permessi.
Perchè per diventare genitori invece no ???
Ciao
.
mi sembra una questione semplice di logica aritmetica, se tu rendi difficile o addirittura non accetti le famiglie con bambini, riduci la tua clientela. Poi nel tuo caso specifico puo’ anche essere irrilevante, perche’ magari tu sei sempre pieno al colmo della tua capienza, ma per quello che vedo in giro io nei ristoranti oggi credo che se fossi un ristoratore farei di tutto per pubblicizzare “quanto sono benvenuti i bambini nel mio ristorante”.
Sono sicuro che ci sono degli studi sociologici raffinatissimi dietro, ma stai sicuro che nei paesi del nord europa si fa di tutto per consentire ai bambini di essere presenti nel momento in cui si tratta per i genitori di spendere i soldi, per un motivo semplice, i bambini di solito vivono con i genitori, non con i nonni che suppliscono al 90% ai bisogni di una generazione di genitori con poca voglia di accollarsi il fastidio di crescersi i figli da soli. Di conseguenza, se vuoi i soldi dei genitori, devi accollarti anche i figli…
anche il mio
Pingback: Dissapore | Il meglio della settimana | Dissapore
E se chiami un noto Agriturismo in provincia e ti dicono che in due più bimbo non c’è posto. Richiama un amico e in due senza bimbo c’è….
Pingback: La settimana (il mese, l’anno, il decennio) dei bambini al ristorante - Macchianera
Io ho la soluzione per far stare tranquilli i bimbi a tavola.
E funzionano!!!
Guardate qui:
http://www.artideaitalia.it/pages.asp?sid=72269836520100802160712&ID=26
Scorretto
A CERTI GENITORI BISOGNEREBBE VIETARE DI ANDARE A CENA FUORI…!
Una volta a uno di questi bambini maleducatissimi e fuori controllo che ronzava insistentemente attorno al mio tavolo ho sussurrato minacciosa: “Pussa via, brutta bertuccia!”. Speravo che tornasse accompagnato dalla madre…invece s’è solo allontanato. E’ come per i cani (senza offesa per le bestie): se abbaiano a tutte le ore non è certo colpa loro, bensì del loro padrone.
(Ciao a tutti, sono appena entrata nel forum).
Povero bambino! L’hai spaventato, ecco! I genitori? Neppure un plissè?
No, desaparecidos…
Oso? Ho spesso la sensazione che perderli di vista per qualche ora faccia parte degli obiettivi di genitori desiderosi di relax, purtroppo in questo modo a spese altrui.
Eccone qui un’altra appena successa: sto cenando (Grecia, tavoli all’aperto, gatti tra i piedi a profusione) quando all’improviso arriva correndo una truppa di 5/6 bambini italiani(ben vestiti e “vaporosi”) e si arresta contro al mio tavolo: “Beh? Cosa succede qui?”, risposta “C’è il gattino! Forse è sotto al tavolo!”.
“Sì, ho capito che c’è il gattino ma io sto mangiando e questo è il mio tavolo; perchè non andate a correre e a giocare vicino al vostro?”.
Se ne vanno.
Dopo meno di un minuto arriva una mamma indignatissima e anche lei incombendo al mio tavolo interrompe la mia cena: “Siete voi che avete mandato via i bambini?”, “Sì, certo che siamo noi; stiamo mangiando, ci ritroviamo qui davanti tutti ‘sti bambini che giocano…scusi sa, ma non mi sembra una cosa normale.”
Risposta della mamma: “Ma insomma, qui è una questione di educazione e di rispetto: stavano solo rincorrendo il gattino, non si fa così.”
“Signora, se parliamo di educazione e di rispetto, cominci allora lei per prima a tenersi i suoi bambini al suo tavolo!”.
Se n’è andata e tornando al suo tavolo ha preso per le mani un paio di bimbi che erano accorsi ad assistere alla scena e ha detto loro: “Andiamo via, bambini, che quei signori sono maleducati.”.
Tralascio ogni commento…
io stavo a tavola delle ore, non mi alzavo, non rompevo, mangiavo con le posate. i camerieri ci guardavano e facevano i complimenti ai miei. io non capivo cosa ci fosse di tanto meritevole.
ora capisco
Ho una bimba di 2 anni che a tavola sta sempre buona,
l’ho educata io a fare così.
vorrei sollevare invece un altra questione:
perchè i ristoratori non si organizzano con un angolo per bimbi con baby sitter?
e poi: quanto fate pagare? ieri siamo stati in un agriturismo, inutile dire che la mia bimba ha bevuto solo un dito di latte ed ha pagato 25 € per aver occupato un coperto.
è giusto questo secondo voi?
Anna
Buongiorno Anna,
La prego di leggere il mio commento postato sotto, sto facendo uno studio riguardo a questo e per me é molto importante avere l’opinione delle persone interessate nel argomento.
Se ha voglia posso inviarle un questionario per aiutarmi nella mia ricerca?
Grazie.
la mia mail é: litti_80@yahoo.com.br
mio figlio di 2 anni e mezzo in ristorante a Bolzano (semideserto).
finito sulla sedia della punizione perchè si rifiutava di finire il piatto. (potevamo permettercelo vista la sala a disposizione).
cameriere maschio: “ma non si fa così con un bambino piccolo”
cameriera donna: “zitto tu, lascialo fare!”
Pingback: In difesa dei bambini al ristorante | Dissapore
Io vi ho seguito sulla cucina molecolare ed sullo slow food ma secondo me con i bambini al ristorante avete esagerato.
Il cannibalismo mai!
Battuta (pessima) a parte, quest’estate sono stato in vacanza in una zona piena di stranieri (Inglesi francesi e tedeschi come nelle barzellette oltre ai padroni di casa spagnoli). Sono rimasto impressionato da come i bambini fossero silenziosi e beneducati anche in casi di famiglie numerose (un conto è andare al ristorante con un bimbo, un conto andarci con 2 o 3). Ma come fanno ? Li drogano ?
Mi é piaciuta la discussione….
Io non ho figli ma sto facendo un progetto alberghiero per il mio lavoro di diploma e il tema é interessante.
Il progetto é inserire nei ristoranti un luogo discosto per i bambini, li verrebbero intrattenuti con giochi e attività.
Inoltre avrebbero un menu salutare e colorato per attirare loro l’attenzione.
L’idea é quella di cercare di soddisfare i genitori che vogliono stare a tavola tranquillamente, gli altri ospiti che non devono subire il disagio dei bambini e dai piccoli che staranno bene con gli altri coetanei.
Ringrazio a tutti coloro che rispondono.
Si,se vuoi mandami un e-mail oppure su baccheca di faca-book,io ho un ristorante piu meno cosi
Che vergogna questo articolo!
Avere un bambino o più è un onore che occorre meritarsi. Molta gente che ha scritto o è ancora giovane per capire oppure non merita di diventare genitore.
I bambini sono la cartina di tornasole dell’educazione dei genitori. Bambini maleducati sono la prova di genitori inadatti.
Che dire allora degli adulti maleducati?
1. quelli che fumano in sala
2. quelli che fumano in bagno o peggio…
3. quelli che sono sempre al cellulare e non lo spengono
4. quelli che discutono a voce alta animatamente
5. quelli che litigano senza preoccuparsi che infastidiscono.
6. quelli che fumano fuori dal ristorante ma vicino alla porta di ingrasso così alla prima apertura il fumo entra
7. quelli che puzzano perchè non si sono lavati
8. quelli che in bagno sporcano perchè centrare il vaso è difficile
10. quelli che non si accorgono che i bambini stanno dando fastidio ai commensali
11. i ristoranti che non hanno un fasciatoio e quando c’è non è accessibile agli uomini
Uh… dovevo andare a dormire, invece mi sono imbattuta in questo blog stupendo…. e in questo articolo che mi va diritto al cuore.
Ho scelto questo nickname per mettere già le mani in avanti: sono mamma anch’io, perciò, a chi avrà da dire (come la mia vicina) “lei sa cosa sono i bambini?” la risposta è già data.
Premetto che da piccola il ristorante per me era off limits, anche se ho ricevuto un’educazione abbastanza rigida dai miei genitori e avrei saputo come comportarmi in un ristorante. MA ERA COSI’! A casa, se avevamo ospiti, si stava insieme per un pò, ma ad un certo punto uno sguardo ci faceva capire (a me e a mia sorella) che da lì in poi sarebbero stati discorsi da grandi e ci ritiravamo nella nostra camera. Dove “ahimé” non troneggiava alcuna TV, PC, PSP e altre balle varie. Ma una semplice cameretta con libri e giocatoli.
Sposandomi e avendo 3 figli, la regola è rimasta quella: il ristorante è per i grandi. Una pizzata ogni tanto con loro nessuno ce l’ha vietata, ma rimanendo giusto il tempo di ordinarla e mangiarla. E’ vero che abbiamo avuto nonni e zie, ma è anche vero che, se non erano disponibili, nessuno ci obbligava di andare al ristorante. Non finiva il mondo, non finivano le occasioni.
Trovo in qualche commento delle dichiarazioni estremiste, prendo giusto l’ultima:
“Avere un bambino o più è un onore che occorre meritarsi.”
posso dire che quello che pensi tu sull’avere bambini riguarda SOLO TE e non il mondo intero? Posso dire che NON E’ NESSUNO OBBLIGATO a condividere la “gioia” di cenare insieme ai tuoi figli che si rincorrono tra i tavoli o che gridano, perchè i grandi chiacchierano e loro si annoiano dopo 3 ore, o che urlano, perché magari sono giusto appena portati via dalla sala parto e a quell’ora, SECONDO ME, dovrebbero riposare sereni nel lettino della loro cameretta, invece di rompere i timpani alla gente?
Posso dire anche che c’è gente che non ha figli perché NON PUO’ e questi estremismi del tipo “avere i figli è il massimo, avere i figli è un onore” e blablala… è da mammine esaltate che pensano di aver scoperto l’acqua calda, facendo un figlio, ma ci sono donne che soffrono perché non ce l’hanno? (secondo me molte ci rinunciano, quando vedono certi pargoli in giro…)
Posso dire che ci sono anche persone che hanno SCELTO di non fare figli, perché non sopportano i bambini?
Ma perché dovete imporre voi la VOSTRA GIOIA DI CENARE INSIEME AI VOSTRI FIGLI a tutto il mondo?! perché dovete dare per scontato che il “chiasso dei bambini sia musica per le orecchie” per tutti, anche per gli estranei? Vi assicuro che non lo è nemmeno per le orecchie dei vostri amici o parenti, specie quando rompono le balle a tutti. Ogni scarrafone è bello a mamma sua. PUNTO.
Posso dire che ci sono persone che lasciano i figli a qualcuno per “godersi la cena con la dolce metà” (ma come, i bambini insieme non ti danno la stessa goduria?) e poi trovano i bambini altrui che gli rompono le scatole nel bel mezzo di una cenetta a lume di candela?
I miei figli sono grandi. Sono stati educati a stare a tavola, a stare tranquilli nell’appartamento (forse perché non viviamo su un’isola deserta e i miei vicini hanno lo stesso diritto di stare rilassati in casa propria, come ce l’ho io), per le corse e il gioco a palla ci sono i parchi. Non erano bambini morti, drogati o impagliati. Non erano bambini perfetti. Ma non ci sbattevamo le balle di loro quando li portavamo in giro.
Ne ho avuti 3 ma sinceramente questo non mi da alcun bonus per supportare i bambini altrui, quando mi rompono le scatole. Non m’interessa la TUA gioia di avere 1 figlio, 2,3. E’ TUA la gioia, perciò goditela da solo. Se non sai tenere a bada un figlio al ristorante ma te lo porti lo stesso, assumi una governante che lo tenga a bada per te, non farmi venire l’ulcera! Non ho nessuna COLPA.
Sinceramente mi sono stancata dei bambini che devono fare quello che gli pare ovunque, perché “so’ criature”. I bambini ai quali non si insegna da piccoli a rispettare gli altri diventano degli adolescenti maleducati, poi giovani maleducati, in fine ADULTI MALEDUCATI, GENITORI MALEDUCATI …e il cerchio… non si chiude, ma si trasforma in una spirale infinita. E saranno sempre quelli che daranno fastidio nei ristoranti. Si cresce benissimo, anzi, MEGLIO con il saper vivere in mezzo alla gente. E si vive meglio da grandi, in mezzo alla gente.
Il fastidio acustico si misura in decibel. Pensate che il rumore di un condizionatore d’aria è stato giudicato troppo alto e fastidioso da un tribunale. I vostri bambini perché li dobbiamo sopportare? Se io mi metto a correre e urlare in un ristorante, chiamano la polizia o lo psichiatra. Ma non devo mettermi a urlare, ho visto chiamare la polizia perché il pianobarista CANTAVA, faceva il suo mestiere, si guadagnava la pagnotta.
PERCHE’ DEVO SOPPORTARE I BAMBINI? PERCHE’ DEVO “RISPETTARE I BAMBINI, ALTRIMENTI SAREI UNA BESTIA”? Il rispetto PER ME dov’è?
Se insegni a tuo figlio di rispettare gli altri, non ci sarà il bisogno di chiedere agli altri rispetto per i bambini! E non ti permetteresti nemmeno tu di dare delle bestie agli altri, quando le prime bestie sono quelli che non hanno cosa insegnare ai propri figli e se ne fregano del resto del mondo….
Mi sono dilungata, ma è un argomento sul quale potrei andare avanti per settimane. So che molti mi daranno dell’intollerante. Per carità: non toccare le creature a nessuno, solo loro possono rovesciarti il vino addosso.
PS. lo sapete che in UK…credo… hanno inventato un paesino dove possono comprare casa solo famiglie prive di figli o nipoti, che possono anche andare in vacanza, ma non più di 3 mesi all’anno? Non pensate che tutto questo chiasso della maleducazione ci ha portati a questo punto di intolleranza? Ogni cosa ha un limite… meditate, genitori, meditate. Non siete i primi ad aver concepito dei figli.