I nuovi equilibri della gastrocrazia
Il tempo passa ma il marchio Slow Food continua a valere oro e Carlo Petrini deve solo scegliere a chi vendere le sue visioni. Potente ma pulito e giusto, tanto da rompere con il Gambero Rosso, prepara una corazzata del vino sotto forma di guida con l’editore Giunti, che ha portato in dote la prima catena italiana di librerie per numero di punti vendita. Tutto bene, solo non si capisce il motivo del sorriso complice stampato sul volto del fondatore di Slow Food mentre abbraccia Antonio Tomacelli, editor in chief di Intravino, l’altro blog della famiglia Dissapore Media.
Che si preparino nuove alleanze nel nome di Internet?












Interessante questa storia, soprattutto dopo che Dissapore scrive
“Davanti alla figuraccia internazionale fatta con il McItaly però, anche il paziente Carlin non ci ha visto più e ha scritto un duro articolo pubblicato oggi su la Repubblica. Certo, l’aplomb che conviene al fondatore di una comunità intercontinentale c’è tutto, ma le domande al ministro Zaia sono dure e precise”.
mentre sul Papero Giallo avevo letto
“Per questo non sono d’accordo con l’articolo di Petrini, in certi momenti ciò che conta è il gesto simbolico e Zaia l’ha fatto e ha fatto gol”
L’articolo di Repubblica piace o non piace? Mi sfuggiva prima, mi sfugge ora. Piace l’atteggiamento di Petrini oppure no? Dissapore fa la recensione del McItaly e su Liquida si raccolgono le impressioni del troppo sale su questo panino a partire da Altroconsumo. http://www.altroconsumo.it/salute-a-tavola/povera-mc-italia-s266113.htm
Quasi lo assolvete: “Forse l’unica nota positiva è la digeribilità: nel confronto con gli altri prodotti del fast food più famoso al mondo non teme paragoni”.
Ma se dobbiamo fare i complimenti a Dissapore perchè farà la parte internet di slow food entrando nella stanza dei bottoni della gastrocrazia, cacchio, li faccio subito! Bel colpo. Slow Food è una miniera d’oro, giustamente, che può dare moltissim
PS. Ma il Gambero Rosso è quindi sporco e ingiusto?
Fa piacere che tu abbia scoperto in tarda età la democrazia e la pluralità di opinioni. Quello che non capisco è l’accostamento al venerabile(!) Bonilli. Lui si è fatto un’idea, noi un’altra e non vedo perchè dovremmo avere una “linea” comune. Non siamo mica soci. Quanto alla miniera d’oro, faccio volentieri a meno, essendo già ricco di famiglia e avendo altri interessi nella vita. La vita segreta delle formiche, in particolare.
P.s.: ma tu, credi ancora alle favole?
Scusa Antonio, io ho scoperto ad età avanzata la democrazia e la pluralità delle opinioni, ma vedo che invece tu sarai stato aduso al potere sin da giovanissimo, beato te. Il titolo è riferito alla gastrocrazia che mi sembra voglia dire potere della panza, non potere del popolo. Quindi, rispettoso, sono venuto ad ossequiare un nuovo satrapo sperando in una munificenza. Ma si vede che non sono pratico della captatio benevolentiae. Correrò ai ripari. L’accostamento a Bonilli, che già avevo fatto su Facebook, è dovuto al fatto che vi considero i fari da seguire nella navigazione gastrocratica (prima avrei detto gastrofanatica). Mica ho detto che siete soci, anzi. Gli accordi, mi insegni, si fanno tra persone come giustamente Massimo scrive riferendosi al tuo sorriso complice. E il venerabile Bonilli sai con chi sta facendo libri? Con Giunti che ha portato in dote la prima catena di librerie. Il che vuol dire che stiamo assistendo a una concentrazione di gastropotere nelle mani di pochi oppure due esponenti della gastrocrazia che fanno in qualche modo riferimento a uno stesso gruppo hanno opinioni diverse (vere, presunte, di facciata)?
Sono contento che tu sia ricco di famiglia. La ricchezza permette di coltivare tante cose, mentre la povertà ti fa apprezzare quelle poche che hai. Per fortuna essere poveri non vuol dire essere automaticamente poveri di spirito. E comunque mi riferivo alla ricchezza delle informazioni…
Io sì, credo alle favole perchè mi piace sognare. Tanto c’è sempre qualcuno che ti riporta alla cruda realtà
Vincè facciamola finita! Sono stato alla presentazione del libro di Petrini a Bari e gli ho chiesto il piacere di una fotografia (peraltro già incorniciata e posta sul mio comodino). Dove la prendi tutta ’sta dietrologia? Al discount?
P.s.: Satrapo proprio no. Satiro, forse.
P.p.s.: sorridi ogni tanto, che ti fa bene.
Antò, mi pare che tu abbia come mission quella di azzanarmi, che te devo dì? Discount? Scherzi, mi servo al banchetto di Bernardi che gli piace dire le mezze cose per avviare le diatribe cui partecipo molto volentieri essendo anche grafomane. Mo’ la voglio pure io la foto con te da mettere sul comodino – vabbè, facciamo un formato grande sul cassettone che ci stiamo tutti e due
Forse eviterei il bacino botturiano che altrimenti mi significa che mi vuoi scaricare!
Satrapo, satrapo. Ricco e opulento
Parbleu, mi sto a sganasciare!!!!!!!
Antonio, questo calo di personalità ti costa 3 punti sulla via dell’editor pop: al momento è pertanto più avanti Francesca Ciancio coi suoi rasserenanti ziti spezzati a metà
Madonna mia, ma non si può neanche scherzare una volta con te?
P.s.: siamo talmente poveri da generazioni che l’unico Papa che abbiamo in famiglia, ha ridotto le finanze Vaticane una schifezza. E ti ho detto tutto
Ue’,lo dico a mammà eh…….
Due uomini, un mito
Complimenti per lo scoop
))
Bernardi insinua e Tomacelli liquida con una foto incorniciata …
Intanto io mi preparo ad affrontare il giudizio della corazzata Petrini.
http://www.trescogli.net/2010/01/28/il-vitigno-che-sente-il-mare
Petrini è sempre il numero 1…
[...] This post was mentioned on Twitter by antonio, Peccatidigola. Peccatidigola said: I nuovi equilibri della gastrocrazia http://www.dissapore.com/primo-piano/i-nuovi-equilibri-della-gastrocrazia/ [...]
Mi fa piacere che Petrini usi il cappello.
Hai ragione Tommaso, sta pure bene, ma portarlo all’interno è maleducazione ? te lo chiedo perchè ti ritengo un esperto in materia.
Disapprovo invece il feltro nero di Veyrat, diventato ormai un suo segno distintivo
A proposito, e Antonio Tomacelli non me ne voglia, io, così, d’acchito, guardando il viso diversamente illuminato, il cappello quasi appoggiato e disassato rispetto al capo, con un taglio netto sulla fronte, la sciarpa di un rosso troppo rosso…. beh ho pensato a un fotomontaggio.
Forse mi ha colpito il cappello, in Puglia poi, ricordando Petrini l’estate scorsa in polo arancione e maniche corte, abbigliamento che lo rendeva molto “guru”, se mi è consentito..;-)
Sai com’è Fabrizio, qui da noi non è ancora stagione di banane per cui tocca coprirsi.
Forse erano appena entrati o stavano per uscire. Del resto anche Antonio è imbacuccato. Dovevano aver appena ritirato i soprabiti al guardaroba, oppure stavano per depositarceli.
Fabrizio, San Tommaso si fida più di te e ci costringe a buttare alle ortiche il detto “nomen omen”. La prima che hai detto Tommaso, quella del guardaroba (temperatura esterna 7° celsius c.ca – tempo sereno o poco nuvoloso con occasionali piovaschi più frequenti sulle coste dell’adriatico)
Haha, ma no, io respondevo a Leo Ciomei!