I ristoranti italiani cambiano, ma chi paga il conto?


Un dehor di FirenzeDite al sindaco Matteo Renzi che lo amiamo anche se ha fatto… Cos’è che ha fatto? Ah sì, questa cosa per cui chiunque chiede uno spazio a Firenze [inserire qui una città a piacere], deve restituire qualcosa. “Riforma dei dehors“, la chiamano. In pratica, locali e ristoranti che vogliono aprire uno spazio all’aperto devono garantire servizi ai clienti: connessione wi-fi gratuita, fasciatoi per i bimbi, zero barriere architettoniche per i disabili, e basta con i sacchetti della spazzatura messi fuori dal locale a ogni ora. Che poi è la stessa direzione presa da Roma, vi ricordate la licenza a punti? Un-due-tre: apre solo chi ne ha di più. E per averli, questi famigerati punti, bisogna assicurare i servizi, più o meno gli stessi. Fasciatoio nel bagno, parcheggio privato, e via i videogiochi dal locale.

Tornando a Firenze, entro un mese verranno rimodulate le richieste fatte oggi dal Comune agli esercenti che chiedono il permesso di aprire spazi all’aperto. Il modello cui guardare è Parigi.

Insomma, si chiede alla ristorazione di cambiare. Di essere più al servizio della città e perfino di renderla più bella. Però lo si chiede a una categoria già vessata da un teoria infinita di tasse e balzelli, chiamata a investire, a spendere ancora.

Siete d’accordo? Vi sembra un modo… vorrei dire più civile, di guardare a locali e ristoranti? O al contario, pensate che siano solo spese inutili?

[Corriere Fiorentino, immagine: Repubblica Firenze]




17 commenti a “I ristoranti italiani cambiano, ma chi paga il conto?”

  1. dink dink commenta:

    Mi sembra un’ottima iniziativa: occupi uno spazio pubblico e ti appropri del panorama circostante, pretendere un minimo di estetica e di pulizia, di servizi a cittadini e clienti e l’assenza di barriere architettoniche mi sembra il minimo. Forse si può rinunciare al wi-fi, ma in fondo un abbonamento alla rete e un router costano poco e attirano clienti.

  2. giuseppe rosati giuseppe rosati commenta:

    Vorrei avere Matto Renzi come Sindaco!!! il mio nel 2003 ha fatto rimuovere tutte le indicazioni stradali dei ristoranti dicendo che a breve sarebbe stata fatta una regolamentazione per uniformare la grafica e rendere più facile l’accesso ai mezzi e hai pedoni. Dal 2003 aspettiamo la regolamentazione e intanto il turista che arriva in città e ha in mente un determinato ristorante si ritrova a chiedere informazioni al primo che trova per strada… :-( per non dire come vede l’occupazione del suolo pubblico ………

    giuseppe rosati

    rist”La Fornace di Mastro Giorgio” Gubbio

  3. Leone Leone commenta:

    Si certo, poi però ci sono le solite ca*zate della Firenze burocratica, tipo mettere, per il personale , un doppio bagno, uno per gli uomini e uno per le donne…

    Anche se concettualmente, nell’era della parità, mi sembra una cavolata, ma t’immagini il baretto a gestione familiare, dove marito e moglie sono costretti ad avere due bagni nel locale, quando non ce l’hanno neanche a casa????

    Vabbè. bravo Renzi, tanto pago io…
    Come sempre, servizi zero, e paghi anche l’aria

    • gioia gioia risponde:

      Da me che un ristorante vecchio ,c’e doppio bagno per il personale e quando e venuta usl a controlare ha detto che và bene anche il rubinetto con uscita d’acqua con tasto al piede ,cosi si evita a toccare il rubinetto e di conseguenza meno microbi.E poi ci sono altri tre bagni per il clienti.Sono d’accordo con tutto,piu servizi per il cliente c’e ,meglio è.

    • dink dink risponde:

      Il bagno unico? Avete mai osservato per esempio quanto è più corta e scorrevole la fila degli uomini rispetto a quella delle donne nei bagni degli autogrill nei giorni di esodo vacanziero? No no, quale parità, qui da maschietto sono per la separazione assoluta dei sessi, e anzi ogni bagno per uomini ce ne dovrebbero essere almeno due per le donne :-)

  4. Viry Viry commenta:

    D’accordissimo,!
    quando ti prendi uno spazio di tutti per lucrare devi ricambiare con i servizi..è una cosa civile, normale. Solo in ItaGlia viene percepita come un sopruso …perchè qui c’è questa simpatica abitudine barbara del “ti danno un dito prendi il braccio”. Che deve cambiare!

    PS. al Wifi non si può più rinunciare! :) ciao!

  5. Fabien Butazzi commenta:

    Il centro di Firenze, ve lo dice uno che ci abita, è diventato inguardabile con tutti quei “dehors” (ma sì diamogli pure un nome fighetto a ’sti troiai), nati per essere strutture temporanee da aprire soltanto in estate e poi diventati delle orribili appendici perenni che tagliano in due vicoli e deturpano le facciate di palazzi storici importanti. Addirittura c’è chi aspetta alle 19:30 la chisura del negozio accanto per abbarbicare sedie e tavolini di fronte alla sua vetrina (e chi se ne frega se poi nessuno vede quello che c’è dentro e l’indomani non torna a comprargli la merce… secondo me ci sarebbero pure gli estremi per un contenzioso).
    Sarebbe però molto più drastico imporre a tutti i locali di eliminare questa nuova orribile usanza, quindi ben venga che chi ne dispone sia obbligato a fornire servizi… ma che il wi-fi sia veramente gratuito ed accessibile a tutti, no che te lo aggiungono pure come sovrapprezzo (come se non ne fossero capaci).

  6. Lucia Barzanò commenta:

    Mi sembra un’idea fantastica; approvo in pieno!
    Mettere ordine nei dehors e creare delle regole è ormai indispensabile ovunque e i servizi richiesti mi sembrano un investimento minimo ma che ha grande impatto sui clienti; soprattutto il wi-fi e che sia gratuito!
    Speriamo sia d’esempio per tutta Italia

  7. fabrizio scarpato fabrizio scarpato commenta:

    Cosa si intende per dehor? Usare uno spazio all’aperto o allargare la metratura del locale?
    A me piacciono i tavolini all’aperto, quelli belli non sponsorizzati, le piante, gli ombrelloni, i fiori: per l’inverno mi stanno quasi bene anche i funghi per il riscaldamento.
    Solo che, almeno nella mia città, col passare del tempo, degli anni, con l’inverno si sono aggiunte delle paratie alte circa un metro, alcune belle altre meno, poi prolungamenti a festone delle tende, poi ancora le paratie sono state alzate con veri e propri muri di vetro, poco invasivi ma di fatto delimitanti un nuovo spazio. In questi ultimi mesi via tende, via paratie alte e vai con la costruzione di un vero e proprio nuovo locale, pedana in legno, struttura portante, leghe varie, tetto rigido spiovente, vetri basculanti. Un edificio, magari accostato a palazzi del centro storico.
    Da qui all’ombrellone con qualche bel tavolino, insomma, ne è passato di caffè sotto i ponti: e la cosa mi rende un po’ nervoso.

  8. Francesco Francesco commenta:

    L’articolo non dice che i permessi vengono allungati dagli attuali 6 mesi a 3 anni. Quindi meno scartoffie e meno burocrazia. Mi sembra un perfetto “do ut des”.

  9. angelo angelo commenta:

    Renzi ha fatto benissimo! Il suo esempio dovrebbe essere seguito in tutta Italia, da nord a sud. Chi paga 4 soldi l’utilizzo del suolo pubblico e’ giusto che restituisca qualcosa ai cittadini in termini di servizi…

  10. gianfranco gianfranco commenta:

    Salve,
    in italia è e sarà sempre la stessa storia,lo stato per attivare dei regolamenti interni o inposti dall’unione europea tende a incassare gli incentivi e obbliga le categorie a occuparsene con obblighi, tasse e abbonamenti !!
    Non TOCCA MAI NESSUNO LE GRANDI COMPAGNIE ossia quelle energetiche o di comunicazioni non parliamo poi delle BANCHE!!
    Vogliamo leggi GIUSTE e sanzioni esemplari per i trasgressori,più serietà.ok anche lo Stato però e quello che è,siamo in italia…..


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