
Francesca: salve, io sarei disponibile pe
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Mickey: In questo blog scopro che gli
Aurora: Ragazzi sono di Roma, sono int
Eternino Fortunato: esprimo solifarietà piena,non
Sono passato dall’essere un evasore seriale, uno di quelli che se la spassa tra Suv, cocaina e solarium rubando agli italiani onesti, un figuro moralmente inferiore ai camorristi perché al Fisco dichiara “come i pensionati che non arrivano alla fine del mese”, all’essere uno spaccatore di facce di diciottenni che cercano di filarsela da una pizzeria di viale Ceccarini a Riccione senza pagare il conto.
Ho letto tutto d’un fiato il “Piccolo Apologo sul Paese illegale” scritto ieri da Michele Serra per Repubblica, i ragazzini che tentano il chiodo – uno viene beccato – il pestaggio del personale squadrista che lo riempe di sangue – i clienti palestrati picchiatori pure loro – il soccorso casuale – i soccorritori che pagano il conto ma la pizzeria non fa la ricevuta, “costume nazionale, è noto”.
Ho letto anche degli arresti alla pizzeria Piola, la più nota di Treviso, lui e la moglie in gabbia, lei con il figlio di un anno, per spaccio di cocaina. Dicono che favevano coca-party vestiti col tricolore.
Qual è la morale? Altro che nuovo divo, stella della tivù, imprenditore e milionario, il ristoratore è il peggior mestiere possibile, fatto da gente che non merita di essere considerata come gli altri italiani. E i ristoranti, le pizzerie, sono zone d’ombra, luoghi fondamentalmente malsani dove si annidano individui cui nella vita non è riuscito di essere serial killer, e allora sì, hanno fatto i cuochi.
Beh io sono stanco. L’immagine diffusa dalla stampa è inesatta e offensiva. Noi ristoratori ci svegliamo la mattina alle 6, lavoriamo 16 ore al giorno, non ci sono sabato e domenica, non ci sono Pasqua e Natale. Ogni giorno ci assumiamo il rischio di una piccola azienda a conduzione familiare, il cui futuro è sempre più incerto. Ma non i costi. L’affitto, il personale, e un sistema di imposte nazionali e locali che rasenta la follia.
Io non denuncio redditi lordi di 10.000 euro all’anno, non voglio più essere il capro espiatorio di un sistema che non va, i patteggiamenti con il fisco non li abbiamo inventati noi. E ci sono anche gioiellieri, piccoli imprenditori, macellai, escort, commercianti, stilisti e sportivi. Io, ristoratore, sono stufo di subire il cinismo dei giornali.
Un (ipotetico) ristoratore
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l’evasione non va proprio bene però…
Amici giornalisti perché chiedete fatture doppie e per alcuni colleghi che non sono potuti venire a pranzo (si veda alla voce rai)? non è forse una forma di evasione truccare i rimborsi spesa?
Perché non c’è lo stesso accanimento per il dentista/otorino/osteopata ecc ecc non è più odioso chi specula sulla salute?
Perché non c’è lo stesso verso chi affitta gli appartamenti a nero? non è più odioso chi specula sulla casa?
si, l’evasione c’è un po’ per ingordigia e un po’ perché le tasse sono alte perché se vuoi fare il piccolo imprenditore hai i bastoni tra le ruote…
non ci si sente bene a non fare le fatture ma ci si consola perché si è in ottima compagnia (nel caso non fosse chiaro quest’ultima affermazione vorrebbe essere ironica)
se essere in buona compagnia giustifica l’atto allora la pedofilia, considerata la sua diffusine in ambienti ecclesiastici, diventa un peccato veniale?
nessuno ha parlato di giustificazione? se mai era un richiamo a una revisione generale del mal costume… in ogni caso il paragone risulta quanto meno forzato…
per altro, proprio per evitare commenti come il suo, alla fine della nota può leggere una parentesi che sottolinea l’ironia o meglio il sarcasmo del commento
Suvvia, i due articoli citati nel post parlano di due casi specifici: non mi sembra che l’immagine complessiva, sui media, dei ristoratori (e dei grandi chef) sia poi così terribile.
O sbaglio?
non so… Magari sulla stampa specializzati le tau osservazione trova riscontro ma sui media di massa dire che i grandi chef sicuramente hanno una buona immagine mediatica i ristoratori un po’ meno.
La vera notizia è che volevano fare il coca party col tricolore a Treviso, e non con la bandiera della Padania
Pingback: Tweets that mention Per i giornali i ristoratori sono tutti evasori, cocainomani, spaccatori di facce | Dissapore -- Topsy.com
Ricordo anni fa, la pubblicità dell’amaro Montenegro proponeva il brindisi tra alcuni veterinari. Un’associazione di questi ultimi chiese lo spot venisse ritirato: i dottori delle mucche rischiavano, tutti di passare per beoni. Ottennero soddisfazione e da allora a bere l’amaro sono gli archeologi, che al contrario nulla ebbero da eccepire.
Ora che ci siano come in tutte le categorie farabutti e brave persone è quasi un dato assodato. I dentisti: certo, taluni non emettono fattura ma nessuno si arrabbia piu’ di tanto perchè il cliente (che diventa connivente, ovvio) trae un immediato “vantaggio” da questa evasione. Il dentista non paga le tasse ed il cliente neppure. Che poi questo vada a ricadere pesantemente sull’economia del Paese è indubbio ma chissà perchè ci si aspetta che a far il proprio dovere ci debbano sempre pensare gli altri.
Vai avanti tu che a me viene da ridere, insomma.
Nel caso in questione è evidente che il ristoratore-pizzaiolo non era esattamente una personcina per bene. Ed altri ce ne sono. Questo spacciava coca, altri non emettono le ricevute fiscali.
Ma cosa mai ci guadagna dalla mancata emissione il cliente? Nulla, ed ecco che allora si altera e fa il puro di cuore.
A ragione a mio avviso. Se poi alcuni gestori di locali piu’ o meno conosciuti sputtanano l’intera categoria come avvenne la scorsa estate con gli episodi accaduti al Passetto di Roma ecco che ben non si comprende perchè la Fipe non abbia sporto denuncia proponendosi come parte lesa.
Già perchè poi a dire che tutti i ristoratori di Roma sono dei disonesti il passo è breve. E magari addirittura tutti i ristoratori italiani.
Baffo nero, mafia, mandolino, pizza, tassisti esosi e ristoratori furbetti: gran biglietto da visita per l’estero.
Eppoi andiamo lamentandoci della voce “coperto” nella ricevuta: niente di piu’ tipico ma oggettivamente onesto, con buona pace dei crucchi che chiedono “Was ist das?”
Seee seee vabbè. Sempre pronti a fare la morale. Sono contento che sia stato preso a schiaffi. Magari così tanti non li meritava, ma almeno se lo ricorderà. Dove stanno i genitori di questi 4 deficienti che credono di fare i furbi uscendo senza pagare ? Come si deve sentire un ristoratore che spende soldi per gestire un’attività e si deve far fregare così ? Cosa avrebbe fatto una denuncia ? Niente di niente. Un rimprovero e poi ? Ah già, ma qui stiamo ancora alla morale che chi alza le mani è SEMPRE dalla parte del torto. Ma non ha neanche sempre ragione : la verità come sempre è nel mezzo, ma tanto vi ci dovreste trovare in prima persona a subire certe scorrettezze, prima di aprire la boccuccia. Troppo facile fare la moraletta piena di retorica se prima non provate sulla vostra pelle. Come siamo bravi a puntare sempre il dito.
Serra è il maestro della retorica “a piene mani” e senza un minimo di coerenza. Non lo sopporto.
Partiamo dal presupposto per me irrinunciabile che se Michele Serra dice una cosa è giusto il contrario (e la politica, giuro, non c’entra niente).
Sui giornali finiscono i casi più eclatanti e questo può dare un’immagine distorta, ma il “paese reale” non mi sembra giudichi voi ristoratori in maniera negativa. Avete la mia solidarietà.
PS
Piccolo appunto retorico:
“Noi ristoratori ci svegliamo la mattina alle 6, lavoriamo 16 ore al giorno, non ci sono sabato e domenica, non ci sono Pasqua e Natale”
Questo non c’entra!
Non è che se i pedofili o i terroristi si alzassero alle 6 ecc ecc allora, povere stelle, hanno ragione loro.
Infatti. Anche quell’uscita lì dell’orario è una mossa per accalappiare i gonzi al suo amo. Ma che ti ha costretto qualcuno a fare quella vita ? Ma per piacere !
che cosa commovente, questi vecchi saggi che da ragazzi erano sicuramente esempi di specchiata virtù, tutti oratorio & braghette da boy scout, mai una ragazzata, chissà come erano orgogliosi i genitori… questi commenti mi ricordano curiosamente quel titolo di quel subumano, direttore di quel che fin troppo ottimisticamente chiamano “giornale”: “israele ha fatto bene a sparare”…
Eh bè? Allora quelle due notizie allora non dovevano essere raccontate?
Sinceramente, leggo molti giornali (per lavoro devo fare anche rassegne stampa), e non mi sembra che la categoria “ristoratori” sia particolarmente tartassata o che sia rappresentata peggio di tante altre.
Personalmente poi se devo figurarmi l’evasore-tipo, non è un ristoratore che immagino (ma altri tipi di lavoratore, e so che anche quello è un riflesso condizionato e un pregiudizio).
Che poi un ristoratore sia ipersensibile alle notizie negative su altri ristoratori, lo posso capire. Ma il mondo non ruota attorno ai ristoratori
(e si può sostituire “ristoratori” con qualsiasi mestiere X a piacere)
Claudia non credo proprio che Bernardi non volesse che le notizie fossero raccontate.
Lui contesta il “come”: c’è modo e modo di raccontare una vicenda.
Se fai rassegne stampe ti sarai accorta che le notizie su Berlusconi hanno un’enfasi diversa su “La Repubblica” piuttosto che su “Il Giornale”.
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Sull’evasione il discorso è molto semplice. E visto che parliamo di ristoratori, ci azzecca particolarmente la metafora del pollo e la sua media.
Qual è il reddito medio lordo dichiarato dai ristoratori? Se (e dico se) è dell’ordine di 15-20 mila euro lordi all’anno, non è il caso di fare gli offesi se ci si becca degli evasori fiscali. Perchè in tal caso significherebbe averci preso la maggior parte delle volte.
Altre categorie evadono? Certo, e infatti anche idraulici o gioiellieri si meritano la medesima nomea.
Sull’episodio di cui il Serra. No, le botte no. E non perchè la violenza sia sempre da escludere dal novero delle azioni possibili. Ma non per una cosa così. Non stava violentando la nonna, il ragazzo, nè era un rapitore di bambini. Era un ladruncolo, una cosa da sessanta euro. Da bloccare e consegnare alla polizia. E dal quale pretendere il pagamento del conto. Non si massacra una persona, già acciuffata e ridotta all’impotenza, per sessanta euro. Non reagiva con violenza. E chi dice che va bene così, è un animale.
Punto.
“Io non denuncio redditi lordi di 10.000 euro all’anno, non voglio più essere il capro espiatorio di un sistema che non va”
Cazzi tuoi, scrivi alla tua associazione di categoria, ai tuoi colleghi o alle tue riviste di settore.
Ho esperienze di primissima mano sull’evasione diffusa nel settore dei ristoratori, sui contratti in nero applicati in massa al personale di sala (alla faccia dei tuoi “costi certi”) e sulle piccole truffe quotidiane che spingono i tuoi colleghi a dire “sennò non arrivo a fine mese per colpa delle tasse”.
Vi “svegliate la mattina alle 6, lavoriamo 16 ore al giorno”?
Non siete obbligati, andate a fare i metalmeccanici: vi sveglierete alle 6, lavorerete 8 ore, più 2 di straordinario non retribuito, più un secondo lavoro per arrivare a fine mese. E dichiarerete poco più di 10.000 euro l’anno sul serio.
Ok, va bene.
Ma così a occhio mi sembra si parlasse d’altro. E non mi sembra nemmeno che ci siano strali a categorie particolari, nell’articolo di Serra. Coda di paglia?
Soglia di sopportazione colma, parzialmente a causa dell’ ennesima riesumazione, da parte di ristoratore bergamasco recidivo, della vecchia frase “vuole la fattura o lo sconto?”.
Ho già avuto a che discutere una volta con il personaggio per lo stesso motivo, stavolta non ci torno più.
sembra che dagli avvocati in giù tutti facciano quasi la fame!!!!![img]http://img138.imageshack.us/img138/3226/22434257.jpg[/img]
quattro anni e otto mesi all’ex gestore della pizzeria
Treviso, 19 gen – Per l’ex gestore della pizzeria Piola e per la moglie erano scattati gli arresti diventati poi domiciliari. Stamattina davanti al giudice i due coniugi hanno patteggiato la pena: 4 anni e 8 mesi a lui 3 anni a lei, nel loro appartamento la polizia aveva trovato trenta grammi di coca e un chilo e mezzo di hashish.
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