il convitato di pietra
Più di un giornalista (1, 2) ha espresso perplessità sulla composizione della Commissione voluta dal neo ministro Michela Vittoria Brambilla per rilanciare il turismo enogastronomico. Invidia, gelosia o semplice constatazione dei fatti? Nessuno fa nomi, ma a noi, per dire, sembra clamorosa l’assenza di Slow Food. Secondo voi quale altro grande nome è stato dimenticato?
[Immagini: Facebook, utente: Paolo Massobrio]








Max Laudadio
Mi pare evidente che, per l’attuale governo, quel vecchio comunista – nonché componente del comitato promotore del PD – di Carlo Petrini abbia ancora qualche peccatuccio da espiare, malgrado l’amicizia con Ghigo e Alemanno.
E poi Carlìn non porta quasi mai la cravatta: volete mettere l’impeccabile papillon del pacioso e rassicurante Massobrio, “gastro-esponente di riferimento per Comunione e Liberazione” (cit. Massimo Bernardi, in “Peperosso” del 23 agosto 2005)?
Qualche critico enoico di prim’ordine.
Mi vengono in mente Macchi, Pignataro, Gentili, Rizzari, Cernilli.
A proposito di vino: come ti spieghi la presenza dell’A.I.S. con il suo presidente Terenzio Medri?
Le pesciarole di Civitanova dicono “ecchettesaccio”.
Guarda io Medri non lo conosco personalmente, ma quando lo “guardo” (credimi, a scrivere queste righe rischio) vedo sangiovese romagnolo in caraffe, balere & piadine.
La mezza pensione a 35 euro, il casino del lungomare di Rimini, le barzellette a fine pranzo, seduti sotto la veranda mezzi inciuccati.
Forse lo hanno chiamato per questo, non so.
scusate ma Medri è il presidente di una associazione con 35 mila soci solo in italia e moltissimi ristoratori e imprenditori, non solo sommelier e mi pare che ci stia a ragion veduta, no?
@Andrea: la presidenza Medri (Ricci?) mi sembra orientata soprattutto verso un rafforzamento dei rapporti istituzionali dell’AIS.
Ma forse è il caso di fare una disamina au cosa sia diventata l’AIS, ovvero una ottima organizzatrice di corsi (in particolare a mio avviso il primo, di gran lunga la migliore introduzione all’enogastronomia per appassionati in circolazione).
Restano i miei personalissimi e pesantissimi dubbi invece sulla capacità dell’organizzazione di svolgere il compito per la quale è nata, ovvero di promuovere il consumo del vino nel canale ho.re.ca.
Come saprai meglio di me, le altre associazioni europee di sommelier guardano all’AIS e ai suoi 35mila iscritti (in gran parte dilettanti) con profondo imbarazzo.
Ma in Italia ci sono due cose non criticabili.
L’altra è l’Ais
beh, in questo gruppo, accanto a stelle delle cucina, a personaggi di varia estrazione, a enogastronomi molto politicamente corretti piuttosto vicini ad una parte influente dell’attuale maggioranza di governo e quindi pienamente rassicuranti, non si capisce proprio perché non possa fare parte il presidente di un’associazione importante come l’A.I.S. Sarebbe interessante capire perché Annibali, che a proposito del presidente Medri butta lì una definizione – “Guarda io Medri non lo conosco personalmente, ma quando lo “guardo” (credimi, a scrivere queste righe rischio) vedo sangiovese romagnolo in caraffe, balere & piadine. La mezza pensione a 35 euro, il casino del lungomare di Rimini, le barzellette a fine pranzo, seduti sotto la veranda mezzi inciuccati” – a metà tra il qualunquista e lo spiritoso, che non riesce però a far ridere – ce l’abbia così tanto con l’A.I.S., che avrà anche i suoi difetti (come tutte le associazioni del resto) ma un’opera benemerita di cultura, formazione e informazione sul vino la svolge di certo… Quanto all’imbarazzo con il quale, sempre secondo l’Annibali, le altre associazioni europee di sommelier guarderebbero all’A.I.S., temo che questo imbarazzo sia solo nella sua fantasia…
E, mi raccomando, sotto con le accuse di difendere l’A.I.S. perché ne sono un collaboratore (ben felice di esserlo, pur mantenendo la mia autonomia), che così il qualunquismo sarà completo e a tutto tondo…
@Franco: quella su Medri era una battuta, forse non spiritosa, forse qualunquista, non so.
Quelle sull’Ais erano anche critiche, di certo non accuse. Ho scritto chiaramente che reputo il primo corso Ais di gran lunga la migliore introduzione all’enogastronomia che c’è in Italia, del resto.
Sono in ais dal 1996, ho molti amici, e ci sono tante persone che stimo molto.
Ma resto convinto che il compito di promuovere il vino nel canale horeca sia finora disatteso.
Tutto qui.
Mi pare che questo Cafonal spieghi il profondo valore intellettuale della presentazione di ieri meglio di mille articoli:
http://www.dagospia.com/rubrica-5/cafonal/articolo-6061.htm
scusandomi con Gualtiero Marchesi, che secondo me non c’entra nulla, direi:
Ricci
Marchi(marchidigola)
Marchi(Wanna)
Farina(padre)
Maldini( padre)
Maldini(figlio)
db9 ma Ricci di striscia o FMR?
facciamo tutti e due e non se ne parli piu’:-))
Secondo me, così su due piedi, una commissione non deve essere composta da rappresentanti delle diverse categorie interessate sia professionali che strutturali: questi devono essere semmai gli interlocutori. Una commissione dovrebbe essere composta da personalità rappresentanti altri settori, non specialistici ma collegabili al turismo enogastronomico, i quali dovrebbero elaborare idee settoriali da presentare poi ad albergatori, ristoratori, barman, imprenditori ecc.
Quindi per l’ambiente e agricoltura Petrini, per lo sport Mura, per la cucina Scabin, per il Po e sistema fluviale Berselli, per le grandi città Bonilli, per la pesca Uliassi, per i trasporti Montezemolo, per la biochimica Bressanini, presidente e coordinatore Marchesi. Abbiamo scherzato? Mica tanto;-))
mi hai fatto rimanere male, scarpato: maffi alle “belle gnocche” con delega alle mostre surreali e saltimbanchi no?:-))
No Maffi, ci sarebbe conflitto di interessi. Per le mostre surreali, intendo;-).
@ Franco Ziliani: le opere benemerite di formazione a 1600 euro a corso?Divulgazione della cultura nei Grand Hotel a 5 stelle? Informazione su di una rivista da 10 euro a botta? Se questa è la via enologica al comunismo, non ci resta che gridare “Hasta Ricci siempre!”
@Antonio Tomacelli: l’A.I.S. non é solo quel che fa, con il suo stile, che può piacere oppure no, Franco Ricci, ma tante altre cose, molto più semplici, divulgative, alla portata di tutti, che fanno tante persone appassionate, dai delegati ai singoli collaboratori, in giro per l’Italia e anche a Londra, dove esiste una delegazione che sta bene facendo per fare conoscere i nostri vini e la cultura del vino italiano.
Ecco perché, anche dopo la sua precisazione dove afferma che “quella su Medri era una battuta, forse non spiritosa, forse qualunquista, non so”, trovo l’uscita di Annibali fuori posto, quasi quanto quella di personaggi che sono all’interno dell’A.I.S. e scrivono post dove pretenderebbero di insegnare come evitare “fregature” da parte dei sommelier…
Saranno anche critiche, legittime, quelle di Annibali, ma mi sembra che il modo di formularle, ed il tono siano decisamente fuori posto…
Scesa la sera del venerdì,
e sostanzialmente sopite le discussioni, mi permetto di chiosare un intervento totalmente OT; e andrò OT rifacendomi, dissoluto punibile, al titolo del post
il convitato di pietra: secondo voi quale grande nome è stato dimenticato?
Mh…
secondo me, il più grande convitato è stato il basso (profondo) Giorgio Tadeo: ascoltandolo in questa registrazione del 1960, e in particolare nel celebre passaggio “non si pasce di cibo mortale / chi si pasce di cibo celeste”, appare di tutta evidenza come la Lirica attuale bistratti gli spartiti mozartiani, male accomodandoli alle esigenze contingenti (siam scarsini di fuoriclasse, oggigiorno, cantanti intendendo).
Pertanto:
fintantoché in occasione dei recital televisivi di maggior richiamo, le partiture mozartiane scritte per i bassi saranno fatte cantare ai baritoni anziché ai bassi, appunto; o sintantoché al grande pubblico cinematografico si daranno in pasto doppiaggi da soprano lirico (di coloratura) anziché da soprano lirico-spinto, di coloratura… i grandi nomi quale Giorgio Tadeo, scomparso l’anno scorso nel disinteresse generale, andranno persi, scordati e sciupati, al ricordo comune.
fine dell’OT (da punibile dissoluto)
Dovrei punirLa bannandola per questo esecrabile OT. Mi limiterò a condannarla alla pena di un click, da eseguirsi immantinente.