
Francesca: salve, io sarei disponibile pe
Michael: Anche io da Firenze, interessa
Mickey: In questo blog scopro che gli
Aurora: Ragazzi sono di Roma, sono int
Eternino Fortunato: esprimo solifarietà piena,non

Come si capisce se i macarons di Ladurée sono un fenomeno epocale? Direi dal loro tasso di nutellismo (leggi: resistenza all’usura del tempo). E come si capisce se i dolcetti odiosi ma perfetti (odiosi perché perfetti) sono anche contemporanei? Be’, ovvio. Dal fatto che tutti ne parlano, dal tasso di feisbucchismo, diciamo. Da quando i macarons di Ladurée sono arrivati in via Spadari (6 mesi fa) non smettono di parlare l’identica lingua di Milano. Cosa che non succede per il pur favoloso Guido Gobino, idolo dei chocoholic piemontesi, i cui macarons al 39 di corso Garibaldi deludono, per il ripieno e “perché non c’è corrispondenza tra guscio e ganache”, qualsiasi cosa queste parole significhino.
A confermare il momento di misticismo tra la Maison fondée en 1862 e Milano, esce ora “Ladurée Dolce”, il libro gioiello da 30 euri che raccoglie in un cofanetto le ricette della rifulgente pasticceria parigina.
All’interno, il mastro pasticciere di Ladurée, Philippe Andrieu, spiega alle vittime della nuova epidemia come ricreare a casa i famigerati dolcetti, che per certi pasticceri italiani andrebbero autarchicamente chiamati “Baci di dama”. Invidia esci da questo corpo!
E pensare che i macaron fatti da Dio sarebbero altri. In barba al marketing di Ladurée, chi di recente si è sintonizzato sulla lunghezza d’onda parigina parla di esperienze miracolose nelle pasticcerie di Pierre Hermé, Philippe Conticini, Jean Paul Hévin.
E in questo percorso di formazione va indagata la via italiana al Macaron. Non dimentichiamo che per la seminale enciclopedia della cucina francese Larousse Gastronomique, la parola macaron deriva, come si può immaginare, dall’italianissimo maccherone. Solo che mancano gli indirizzi risolutivi. A parte Gobino, tappe fondamentali sarebbero il (peraltro trascurabile) ristorante di Filippo La Mantia presso l’Hotel Majestic a Roma, dove a prepararli è era il pasticcere francese Stéphane Betmon. Sempre nella capitale, sono da manuale quelli della pasticceria Cristalli di Zucchero. A Torino bisogna andare nel negozio di Pascal Caffet, sbarcato in Piazza Castello dalla Francia. Ma Venezia? Firenze? Napoli? Palermo? Un piccolo sforzo di concentrazione, su, però siate selettivi, non so se gli adepti sopporterebbero gusci troppo secchi o gommosi.

E ora i macarons fatti in casa: CONDOGLIANZE! Ho contato 37 sms mandati in sequenza da due amiche alle prese con le istruzioni apparse mesi fa su Spigoloso. Fare i macarons in casa è difficilissimo, ma chi li ha visti in tivù (era Sex & the City) e al cinema (era Marie Antoniette di Sophia Coppola) non sente ragioni: semplicemente VUOLE farli. Per cui taggate la ricetta, okay. Ce n’è anche un’altra, take care. Oppure, a proposito di feisbucchismo, facciamo network e spiegatelo voi il modo giusto per fare i macarons in casa.

Qui, e adesso, in questo preciso momento, altrimenti che mania è.
[Fonti: Tgcom, Pierre Hermé, Philippe Conticini, Jean Paul Hévin, Spigoloso, immagini: Luis Beche, Frizzifrizzi, Serious Eats]
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“guscio e ganache” mio slogan della settimana
Gentile Massimo Bernardi, volevo comunicare che il pasticcere francese Stèphan Betmon non lavora, nel mio ristorante, dal 30 maggio 2010.
Grazie
Filippo La Mantia
( il peraltro trascurabile )
posso dire peccato?
i suoi dolci erano fantastici nel tuo peraltro trascurabile ristorante.
Provato e parlato.
I macarons sono la nuova moda qui in America. Si dice rimpiazzeranno le cupcakes, ma io non ci credo.
I suoi dolci sono fantastici e i suoi Macarons non hanno rivali………basta andare ad assaggiarli al Caffè Propaganda in via Claudia a Roma !!!!!!
A Roma si trovano anche da Gianfornaio, piazzale Ponte Milvio.
Vicino il celebrato Mondi, che però non ne produce.
Quelli di Gianfornaio sono pessimi: coloratissimi e bellissimi, ma quando li metti in bocca…non sono macaron, sono sassi, e gli aromi che usano sono stucchevoli!
Viva i macaron di Betmon!!!!!
Per Firenze chiedo l’aiuto a casa: FABIEN dove sei?
Conticini non fa macaron
Risolto l’arcano, pare. Conticini vende i mac nella sua boutique, anche se non fatti da lui.
http://doriegreenspan.com/2010/04/do-it-yourself-macarons.html#comment-33917
Conticini ha due negozi a Parigi. In quello della rue du bac, che e’ quello storico, non ho mai visto macaron. Dubito ci siano anche nell’altro, non mi pare possibile che venda macaron altrui e la patisserie des reves si connota come una pasticceria di ‘grandi classici’ , cosa che i macaron non sono. Ottimi sono quelli del pain de sucre alla rue rambuteau
No, Massimo, ha ragione Orson. La Patisserie de Reves non vende macarons.
Confermo, Philippe Conticini nella sua “Patisserie des reves” fa tutto tranne che macarons.
E pur essendo Ladurée un mostro sacro nelle domeniche dei parigini (e di molti turisti), monsieur Pierre Hermé resta il migliore. Il gusto di ogni macaron è intenso ed esplosivo, a differenza di tutti gli altri che si differenziano solo per il colore/colorante.
Parola di una che ci lavora (da Hermé) e che ha assaggiato il macaron fico, rosa canina e foie gras.
Sono assolutamente d’accordo!! Very cool il locale ladurèe ma i macarons di Pierre Hermé non si battono…quelli con il caramello al burro salato creano dipendenza….
Madame,
se dopo aver detto che Hermé è meglio di Ladurée dite che da Hermé ci lavorate, peccate di ineleganza. A me, perdonatemi, sono sembrati migliori quelli di Ladurée, ma mi auguro di reiterare la sublime esperienza più mistica che degustativa al più presto
Io c’ero da Ladurée alla presentazione del libro. E vassoi pieni del prezioso “biscottino” mi sono stati offerti a piú riprese (ne ho mangiato solo uno)..poi a casa mio marito ha “spazzolato” la confezione che mi hanno regalato…io ho solo assaggiato (qualche morso qua e lá)…Posso dire che sono rimasta piacevolmente sorpresa? (mio marito non li ama ma ha dovuto ricredersi)…la qualitá delle creme fa la differenza…ed il guscio é croccante ma scioglievole…per niente gommoso (come ahimé altri mangiati altrove…e tutto dipende dalla giusta dose di zucchero e cottura). A Mestre li fa Zannini (e quindi anche a Treviso) ma 1,50€ al pezzo mi pare troppo, specie dopo la prova gustativa.
Io sono di parte, naturalmente, ma non fermatevi al primo macaron non convincente, quelli buoni sono DAVVERO buoni
e il prezzo di cui parlate ha un suo perchè…. ci vuole tempo, passione, materie prime di qualità, tentativi e tentativi andati a male, umiltà
Insomma, è un dolce che, quando ti entra sottopelle, non ne esce più
80 euro al kg….i miei non saranno così belli,ma è sicuro che non caccio una cifra così per dei dolcini.
E’ vero non è facile fare i macarons ma è possibile, è solo un affare di alcuni trucchie concentrazione. Cercate su Facebook “Sophia Bapt” insegna a Milano come farli seguendo il metodo di Lenotre. Sinceramente quando mi vengono bene sono super fiera di me. Per delle idee di creme, mi piace questo sito http://www.puregourmandise.com/index.htm
Appena tornata da Bruxelles. Lì ho comprato una scatola di Macarons da Pierre Marcolini, mastro cioccolataio di punta della capitale. Si possono ordinare anche su internet e sono squisiti.
ottimi i macarons di via spadari (consiglio datteri e fichi che ho assaggiato alla presentazione del libro).
a milano c’è chi li insegna nella cucina di casa: farli è laborioso, ma assicuro alla portata di tutti.
http://blog.sandralonginotti.it/edu/sophia-bapt/
Vi prego qualcuno mi dica se a Firenze e dintorni si possono trovare…. sono in crisi di astinenza dall’ultimo viaggio in Francia.
Ho provato un paio di volte a farli ma niente da fare….così l’ultima volta in Francia al super ho trovato il kit per fare i macaron… l’ho comprato ma non ho avuto ancora il coraggio di provare…
p.s. ho provato il gusto “mille et un nuit” di ladurèe… spettacolo!!!
Per Federica, Chiara e gli altri fiorentini… Non li ho mai cercati quindi non saprei dove indirizzarvi, ma se volete il mio consiglio: rinunciate.
Hai voglia la moda, ma tra quelli originali parigini o quelli fatti in casa (se avete successo) e quelli che si trovano in giro per lo Stivale, anche da Ladurée, ci corre quanto tra il Flautì del Mulino Bianco e un qualsiasi dolce di Hermé.
Ho la fortuna di essere mezzo parigino e quindi di essere letteralmente cresciuto in mezzo ai macarons, fin da quando gli unici gusti che si trovavano in giro erano cioccolato o caffè (poi è arrivato il cassis e via via tutti gli altri), per cui posso dire immodestamente di avere il palato bene allenato. Ce ne sono di buoni senz’altro, ma se volete davvero dei macarons degni di questo nome andateveli a prendere alla fonte.
Pensate ai piatti italiani tradizionali: ne avete trovati di più buoni fuori dai nostri confini? Poi, se uno si accontenta di quel che passa il convento…
comunque, provate da Andrea Bianchini… non so se li fa sempre, ma una volta ce li ho trovati
e il kit l’hanno regalato anche a me, ma ho sempre fatto senza
grazie!!! effettivamente hai ragione…. vorrà dire che aspetterò con ansia il prossimo viaggio in Francia per poter nuovamente assaporare “quei deliziosi dolcetti”….
In ritardo, ma vorrei suggerire come buoni macarones ed ampia scelta di tipologie il “per me solito” Settembrirni, dove come detto il pasticcere è un francese
bello questo articolo , si a roma le faccio via luigi settembrini 21
io i migliori che ho assaggiato li ho comprati nel mercato di Antibes, c’è un banco con un pasticcere che porta a vendere i suoi macarones, decisamente favolosi, intonati e come sempre mediamente costosi! da provare
La Mantia é fichissimo!!!