Il piccolo Demir contro la xenofobia gastronomica della Lega Nord
La Lega Nord non è solo anti-immigrazione. Come sappiamo è anche anti-kebab. Il ministro dell’agricoltura Zaia, ha detto che l’Italia deve bloccare l’arrivo degli alimenti che non hanno niente a che fare con il nostro ricco patrimonio alimentare. Come se i pomodori non arrivsssero dal Perù o la pasta dalla Cina (probabilmente). Accecate dalla xenofobia gastronomica, molte città italiane hanno proibito l’apertura di nuovi kebab. Prima Lucca, nel gennaio scorso, seguita da Altopascio, dove un kebab è stato addirittura incendiato. Alla “crociata lombarda contro i cuochi Saraceni”, come l’ha chiamata la Stampa, si sono iscritte anche Bergamo, Genova e Prato. Il sindaco di Lucca si è difeso dalle accuse di razzismo spiegando che la città vuole tutelare il suo patrimonio culinario, sia dalle catene di fast food, come McDonald’s, che dai ristoranti kebab. Ma gli episodi di intolleranza si moltiplicano. Per quale motivo la Lega ha aperto una fatwa contro l’uso del burro francese nel ristorante del Parlamento? E quelle sementi cinesi illegali sequestrate a Prato? (Per inciso, cos’è una semente illegale cinese?).
A questo punto della storia entra in scena Demir, un kababbaro sveglio che lavora in Piazza Adriano a Torino. Settimana scorsa a Golosaria, l’evento organizzato dal giornalista Paolo Massobrio, Demir ha offerto assaggi di doner kebab turco fatto con le migliori carni di bovini di razza piemontese, mentre lo chef Hibraihim ha cucinato il cous cous marocchino realizzato con semola bio di Argenta (FE). Se per essere italiana la cucina deve essere fatta con ingredienti italiani, beh allora, questa è cucina italiana. O i leghisti hanno qualcosa da ridire?












Sul burro è invidia: quello francese è migliore del nostro che è in media piuttosto scadente
Verissimo, malga a parte, in commercio si trova solo burro scadente con un’altissima percentuale di acqua. Io per la pasticceria uso solo burro belga. Quindi finirò al rogo
All’Esselunga trovi un Beppino Occelli che non fa mica schifo…
A ’sto punto, invoco l’autocombustione: in Francia, dove c’è una cultura del burro, ho imparato a distinguere e utilizzare il burro a seconda delle stagioni. A Lisa, però, consiglierei comunque l’anidro…:-)
Il burro anidro l’ho provato, lo produce o lo produceva anche l’azienda belga che ci rifornisce. Non mi ha convinto troppo, per la tipologia di prodotti che preparo mi trovo bene con quello all’82%
Quelli della lega hanno la memoria corta, vi ricordate le crociate contro l’importazione di magliette e vestiario vario dalla Cina fatte da Tremonti e sostenute dai leghisti? Ebbene, provate ad andare a comprare un capo di abbigliamento e guardate le etichette, non c’è ne uno che non sia made in China. Ieri cercavo un albero di natale, naturalmente finto, sono tutti made in China, e ho girato 4 posti poi l’ho comprato ugualmente, sapete cosa penso? Sono dei “ciaparat”.
Hai ragione, ma solo in parte, poiché io di abbigliamento non made in China ne possiedo, anzi ho solo made in Italy.
Esiste un sito che si chiama tailor4less.com, che ti fa fare abiti (anche con gilet) e camicie su misura. Un abito costa circa 200 euro. Se qualcuno vuol provare a farsene fare uno, mi racconta come li fanno? Chiaramente provate solo roba tipo velluto a coste, i loro tessuti misto lana sintetici non mi ispirano grande fiducia.
Li fa fare in Cina, ho dimenticato di precisarlo. E’ questo il senso del mio intervento.
Tommaso Farina, guarda che anche a me piacerebbe vestire italiano, dare lavoro a manodopera italiana, però penso siano solo sogni irrealizzabili, prova a girare queste riflessioni a chi ha deciso di portare la sua attività in Cina perche si guadagna tanto ma tanto di più.
Io vesto solo cinese.
Il mio sarto è a Hong Kong.
Più precisamente a Kawloon.
Se vuoi ti mando l’indirizzo.
E’ emblematico il caso della Bresaola Valtellinese IGP di un noto salumificio che viene prodotta interamente con carni sud-americane. E nemmno di “bovinus italicus” ma bensi di Zebu’ (altro bovinide diffuso nelle zone tropicali). In un confronto di italianità mi viene da chiedermi se sia piu’ italico il kebab di bove piemontese o la bresaola IGP di zebu’
Non solo di un noto salumificio. Di svariati salumifici ahinoi.
quando parli di svariati salumifici ahinoi.. ti riferisci solo agli zebu – che sono oro rispetto al filmato che ti indico.
“La vita nasce dalla vita” e dalla colliquazione di alcuni prodotti nascono altri prodotti che siamo capaci di rivenderci all’interno dei nostri mercati. Le ditte implicate erano tutte italiane. http://www.chefdicucinamagazine.com/video-contenuti/operazione-corona-nas-1.html
chissa cosa penserà mr. Zaia quando gli altri Paesi cominceranno a bloccare gli alimenti che provengono dall’Italia per le stesse identiche ragioni che lui ama sottolineare.
estremismi alimentari e considerazioni a lungo termine ignote.
Vedo che state facendo molta confusione.
Qui si cerca di organzzare, di dare delle regole, chiare e definitive per disegnare un futuro partendo dalle cose semplici.
Provate ad immaginare: da domani i vostri posti di lavoro(non parlo della manodopera a basso costo), parlo del “lavoro” di giornalista, manager ecc. ecc. saranno presi da lavoratori made in cina o altro, che costano meno e sanno fare meglio quel che fate voi, però invece che scrivere nella vostra lingua, scrivono e parlano nella loro, e voi dovete anche lasciare la vostra abitazione a loro. Altro che Burro e Bresaola.
Immaginate questo blog, in mano a gente che non beve vino e non mangia maiale, altro che bottega del Kebab.
Il lavoro di giornalista meriterebbe un discorso in separata sede.
Molto separata.
> Immaginate questo blog, in mano a gente che non beve vino e non mangia maiale, altro che bottega del Kebab.
http://www.facebook.com/event.php?eid=197638016992&ref=share
Vorrei mi spiegassi di quali regole parli, per caso sono tipo “rimettiamo i dazi doganali” o meglio ancora le “gabbie salariali”, permettimi una domanda, ma chi è andato in Romania a girare il fim Barbarossa? O anche questo lo archiviamo come mistificazioni dei cattocomunisti.
Una cosa molto semplice, ad esempio, sarebbe quella di smettere di dire cazzate.
…Se il mio futuro dovessero programmarlo quei quattro bifolchi con il fazzoletto verde, beh…preferei che fosse già un passato.
peccato che lo stanno gia’ facendo da un pezzo
alfredo, esistono milioni di studi a riguardo, e non si puo’ classificare l’immigrazione con “they took our jobs”; probabilmente e’ molto piu’ facile parlare per slogan invece che informarsi.
Se il cibo è buono, è sacro, chiunque lo faccia su questo suolo; se la cosiddetta tradizione è buona, reggerà il confronto, e sopravviverà.
Benvenuto chiunque sappia fare il mio lavoro meglio di me: il mio c**o è disponibile, a qualsiasi calcio.
Se devono cambiare le regole del mercato del lavoro, invece, ne discutiamo: nessuno dev’essere sfruttato e sottopagato.
Per il resto, tutto è possibile, la realtà è viva solo se è in movimento: statici sono solo i morti, gli zombie, invece, si muovono freneticamente, senza darsi pace.
I primi, non mangiano: i secondi, mozzicano a vanvera, e basta.
Gli uomini assennati godono e si nutrono; amano il cibo degli altri uomini, perché non hanno bisogno di marcare le differenze per essere felici.
Quoto riquoto e straquoto!
Nel mio condominio se uno pronuncia la parola Zaia, i vicini chiamano l’esorcista. W il Kebab. Quando è bono è bono!!!
dai su, zaia & co. ci devono provare a sollevare il consumo italiano … sono li’ anche per quello
e noi siamo qui per capirli, comprenderli e mangiare kebab quando ci pare
gioco delle parti all’ennesima potenza
[...] Dissapore – Xenofobia Gastronomica [...]
Questo sta a confermare che l’italia e’ unita solo sulla cartina geografica.
A quanto mi risulta il cous cous portato dagli arabi in sicilia(italia) e’ un evento che risale a piu di 2000 anni fa’.
Mentre la polenta fatta con il mais non ha piu di 400 anni.
Quindi anche su questo i leghisti sbagliano, dimostrando che nemmeno la storia conoscono.
Poi vorrei veder proibire dalla cucine leghiste (non padane perche non credo che tutti le pensino cosi) il pepe, visto che una varita autoctona di venezia non ne ho mai sentito parlare, la noce noscata, la cannella, la vaniglia, e poi gli argumi che crescono sulla costiera di mestre a picco sul mare,purtoppo tutti originari dell’oriente.
Ma loro che si vantano tanto di Marco Polo vento di addozione, hanno mai pensato che forse sono proprio stati i loro antenati a creare il commercio della via delle indie,
ad importare usi e costumi da la.?
LEGA, MA CI FACCI IL PIACERE!!!!!!!!!
retifico (veneto di addozione e non vento)
la via della seta (non indie)
Questa e’ gente che il cous cous non l’ha mai mangiato. Mi dispiace per loro, andare avanti solamente a polenta deve essere veramente difficile e debilitante.
si va bene adozione con una d…..manco da un po dall’ italia e mi sto ellenizzando….ahah
Signor Rossi, vedo che continua a metterla sui distinguo, di vari prodotti alimentari e spezie che si sono integrate benissimo nella nostra Italia. Non è questo il punto.
A lei sfugge una cosa semplice, se il mercato di qualsiasi genere viene fatto da gente che non rispetta regole, che non rispetta luoghi, tradizioni, e cultura, allora bisogna intervenire a regolare.
Tutti possono commerciare. Siamo nel 2009, gli schiavi non dovrebbero più “lavorare”. Siamo nel 2009, anche chi continua a sostenere per provocazione il kebab e suoi annessi e connessi dovrebbe aggiornarsi.
Chi vivrà vedrà.
Per quel che mi riguarda mi sono aggiornato, consiglio a tutti di mangiare kebab con polenta taragna e a chi piace un’aggiunta di gorgonzola, una roba da leccarsi le orecchie. Dimenticavo e cibo per fini goumert, hihihihihihihi.
Domanda: che vino ci abbina? O beve birra analcolica? Mangia il tutto in piedi, appoggiato al cofano di un’auto in divieto di sosta? O mentre passeggia in mezzo al traffico? O all’interno di un Kebabbaro stellato?
Comunque buon appettito, capisco che lei mangia per sfamarsi.:-)))
Alfredo, mi scusi se mi permetto ma lei, in genere, per cosa mangia? Per nutrire la mente? Se questi sono i risultati dovrebbe cambiare la sua dieta.
O forse aspira all’inedia mistica (polenta taragna esclusa)?
Su via, lo provi un buon Kebab non può che farle bene
Cara Lisa, oggi mi son mangiato:
Colazione normale: caffèlatte e pane secco.
Pranzo: Risotto, un’ po di toma con una pera.
Caffè moka Bialetti. Ovvio Vino Nebbiolo.
Cena…vedremo.
Il Kebab l’ho provato una volta in Olanda, in un posto che sembrava la brutta copia di quello che vende panini molli americani.
Mi ha dato l’impressione di una enorme fregatura gestita da turchi.
Poi forse anche in una fiera, mi son lasciato tentare dal blocco di carne (senza MAIALE) che gira e gira, niente di speciale. Molto meglio una Rosetta con il Milano.
Lei ha indovinato, vede che quando vuole le cose le sa, e che forse lei non si applica, mi scusi sig. Alfredo ma ogni tanto bisogna sdrammatizzare, non si può essere sempre così integralisti sul pensare, pechè vede poi si finisce coll’applicare il pensiero anche al vivere quotidiano, mangiare “bene e sano” è una delle poche cose che ancora ci sono o ci lasciano, quindi godiamocelo in santa pace e che ognuno mangi quello che vuole senza più barriere. Guardi che il verde è un colore rilassante, ma così facendo lei lo fa diventare stressante, arrivederci.
Kebab + polenta non è un abbinamento stronzo. Ma la polenta non dev’essere taragna (che, lo ricordo per i meno informati, non è la polenta di grano saraceno come alcuni pensano, ma quella abbondantemente arricchita di burro e formaggio).
Il kebab però dev’essere come quello di Demir o del tunisino dell’Oasis di Milano, ossia di carne piemontese, e non un conglomerato bovino-tacchino di provenienza ignoto-congelata.
Bravo Farina! Si vede che è dei nostri:-)))
)
Però il kebab se lo sostituiamo con della Luganica in Umido o con uno stufato, magari d’Asino?
Sicuramente è migliore il “matrimonio” con la Polenta!
la polenta taragna invece è proprio quella di grano saraceno. è vero che tradizionalmente viene fatta con il formaggio ma puoi anche fare una polenta taragna senza aggiungere formaggio.
la caratteristica che la differenzia dalla polenta gialla è proprio la farina più scura.
Io la so diversamente, ma non so se è interessante proseguire il discorso su cos’è taragna e cosa non lo è. Datemi la liberatoria, se vi va.
Mi sono reso conto di essermi in effetti espresso male. Intendevo dire che la taragna per essere tale deve essere almeno in parte di grano saraceno E avere il formaggio dentro. Scusa Gianluca per la scarsa chiarezza.
Ogni volta che passo per Torino, tra gli altri posti, mi fermo a mangiare il Kebab di Demir. Tutto ottimo, se non che la “migliore” carne bovina piemontese non ha purtroppo niente a che vedere con le carni francesi usate in ben altri kebab.
Cioè, va a finire che per mangiare “locale” si mangia la migliore carne del luogo che purtroppo non è la migliore in assoluto.
Ma alla fine meglio cosi che il camion frigorifero con la carne sopra deve già fare troppa strada e guardando l’ultimo World Energy Outlook dell’agenzia internazionale per l’energia, da qui al 2030 saranno tantissimi i camion frigoriferi che rimarrano fermi o per i costi sempre crescenti del carburante o per la sua carenza cronica a fronte di prezzi controllati dai governi.