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	<title>Commenti a: Il ristorante di successo è solo multietnico e a gestione familiare?</title>
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		<title>Di: un anno e due mesi dopo</title>
		<link>http://www.dissapore.com/primo-piano/il-ristorante-di-successo-e-solo-multietnico-e-a-gestione-familiare/comment-page-1/#comment-77344</link>
		<dc:creator>un anno e due mesi dopo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Feb 2011 06:43:54 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;b&gt;ristorazione con imprenditori stranieri&lt;/b&gt;

Rimini, &lt;a href=&quot;http://www.fipe.it/fipe/Ufficio-st/Comunicati/FIPE/2011/nota-imprenditori-stranieri.doc_cvt.htm&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;cs fipe del 21 feb&lt;/a&gt; - L’imprenditoria italiana lascia sempre più il passo a quella straniera, [...] secondo la stima di Fipe, su un totale di 21.000 società, 10mila sono di ristorazione e 11 di caffetteria. Nel primo caso le società individuali sono 5.300 e il rimanente ha altra personalità giuridica, 6.500 nel settore dei bar e il rimanente ha altra forma. Motivi che hanno spinto [da &lt;a href=&quot;http://www.progettodiritti.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=174&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;un paio d&#039;anni&lt;/a&gt;, ndr] gli imprenditori stranieri ad associarsi nell’Aiis [prima uscita pubblica &lt;a href=&quot;http://www.saporerimini.it/press_area/Rim-news_dettaglio.asp?codice=4037&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;domenica scorsa&lt;/a&gt;, ndr]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><b>ristorazione con imprenditori stranieri</b></p>
<p>Rimini, <a href="http://www.fipe.it/fipe/Ufficio-st/Comunicati/FIPE/2011/nota-imprenditori-stranieri.doc_cvt.htm" rel="nofollow">cs fipe del 21 feb</a> &#8211; L’imprenditoria italiana lascia sempre più il passo a quella straniera, [...] secondo la stima di Fipe, su un totale di 21.000 società, 10mila sono di ristorazione e 11 di caffetteria. Nel primo caso le società individuali sono 5.300 e il rimanente ha altra personalità giuridica, 6.500 nel settore dei bar e il rimanente ha altra forma. Motivi che hanno spinto [da <a href="http://www.progettodiritti.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=174" rel="nofollow">un paio d'anni</a>, ndr] gli imprenditori stranieri ad associarsi nell’Aiis [prima uscita pubblica <a href="http://www.saporerimini.it/press_area/Rim-news_dettaglio.asp?codice=4037" rel="nofollow">domenica scorsa</a>, ndr]</p>
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	<item>
		<title>Di: primi fra tutti i cinesi</title>
		<link>http://www.dissapore.com/primo-piano/il-ristorante-di-successo-e-solo-multietnico-e-a-gestione-familiare/comment-page-1/#comment-53238</link>
		<dc:creator>primi fra tutti i cinesi</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Aug 2010 18:09:27 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;b&gt;casinò, boom di clienti cinesi: presto apriremo un risto cinese&lt;/b&gt;

Mestre, 28 ago - «La clientela cinese rappresenta il 40% del nostro fatturato, per questo li ho ringraziati». Vittorio Ravà, &lt;a href=&quot;http://jamma.it/news.php?extend.24505.7&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;nuovo a.d.&lt;/a&gt; della società che gestisce i due casinò di Venezia e Mestre, è un tipo risoluto e mercoledì sera, davanti alla torta per festeggiare l&#039;undicesimo compleanno della sede di terraferma, ha ringraziato senza giri di parole la comunità cinese attirandosi però qualche fischio tra il pubblico, al 99% veneziano. «Il mio principale obiettivo - dice Ravà - è di soddisfare il cliente, e quindi credo che presto apriremo un ristorante cinese nella sede di &lt;a href=&quot;http://www.casinovenezia.it/it/casino_sedi_dettaglio.jsp?id=37&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Ca&#039;Noghera&lt;/a&gt;». 

Giulio De Polo, completo &lt;a href=&quot;http://nuovavenezia.gelocal.it/dettaglio/casino-boom-di-clienti-cinesi-portano-il-40-degli-incassi/2293715&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;sulla nuovadivenezia.it&lt;/a&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><b>casinò, boom di clienti cinesi: presto apriremo un risto cinese</b></p>
<p>Mestre, 28 ago &#8211; «La clientela cinese rappresenta il 40% del nostro fatturato, per questo li ho ringraziati». Vittorio Ravà, <a href="http://jamma.it/news.php?extend.24505.7" rel="nofollow">nuovo a.d.</a> della società che gestisce i due casinò di Venezia e Mestre, è un tipo risoluto e mercoledì sera, davanti alla torta per festeggiare l&#8217;undicesimo compleanno della sede di terraferma, ha ringraziato senza giri di parole la comunità cinese attirandosi però qualche fischio tra il pubblico, al 99% veneziano. «Il mio principale obiettivo &#8211; dice Ravà &#8211; è di soddisfare il cliente, e quindi credo che presto apriremo un ristorante cinese nella sede di <a href="http://www.casinovenezia.it/it/casino_sedi_dettaglio.jsp?id=37" rel="nofollow">Ca&#8217;Noghera</a>». </p>
<p>Giulio De Polo, completo <a href="http://nuovavenezia.gelocal.it/dettaglio/casino-boom-di-clienti-cinesi-portano-il-40-degli-incassi/2293715" rel="nofollow">sulla nuovadivenezia.it</a></p>
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	<item>
		<title>Di: soluzioni più moderne</title>
		<link>http://www.dissapore.com/primo-piano/il-ristorante-di-successo-e-solo-multietnico-e-a-gestione-familiare/comment-page-1/#comment-32773</link>
		<dc:creator>soluzioni più moderne</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 06:30:46 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.dissapore.com/?p=8378#comment-32773</guid>
		<description>&lt;blockquote&gt;&lt;b&gt;la porchetta? la vendono i cinesi&lt;/b&gt;

Prato, 6 mar - La porchetta l’affetta Michele, la timida Xia Hai incarta il panino: pratesi ai fornelli, cinesi dietro la cassa degli scontrini. Anche questa è integrazione: i primi vendono la licenza di un’attività che non vogliono o possono svolgere più, i secondi la comprano pagandola profumatamente, anche 250.000 euro. E succede così che Michele, una volta “venditore ambulante col posto fisso” come tiene a precisare lui stesso, si sia messo a lavorare alle dipendenze di Paolo Hu e famiglia. 

Ci scherza su, Paolo Hu, che è passato dal fare il confezionista in crisi al paninaro: «la cucina non è roba nostra, noi pensiamo agli affari. Certo, vuoi mettere i nostri spaghetti coi vostri? Decisamente più buoni». Dentro è un viavai di clienti, sia italiani sia orientali: «mi viene da sorridere - riprende Michele - quando sento dire che i cinesi ci hanno rubato il lavoro. È la voglia di lavorare che viene a mancare». 
(&lt;a href=&quot;http://iltirreno.gelocal.it/dettaglio/la-porchettala-vendono-i-cinesi-i-paninari-cambiano-volto/1879960&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;continua sul tirreno.it&lt;/a&gt;)
&lt;/blockquote&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><b>la porchetta? la vendono i cinesi</b></p>
<p>Prato, 6 mar &#8211; La porchetta l’affetta Michele, la timida Xia Hai incarta il panino: pratesi ai fornelli, cinesi dietro la cassa degli scontrini. Anche questa è integrazione: i primi vendono la licenza di un’attività che non vogliono o possono svolgere più, i secondi la comprano pagandola profumatamente, anche 250.000 euro. E succede così che Michele, una volta “venditore ambulante col posto fisso” come tiene a precisare lui stesso, si sia messo a lavorare alle dipendenze di Paolo Hu e famiglia. </p>
<p>Ci scherza su, Paolo Hu, che è passato dal fare il confezionista in crisi al paninaro: «la cucina non è roba nostra, noi pensiamo agli affari. Certo, vuoi mettere i nostri spaghetti coi vostri? Decisamente più buoni». Dentro è un viavai di clienti, sia italiani sia orientali: «mi viene da sorridere &#8211; riprende Michele &#8211; quando sento dire che i cinesi ci hanno rubato il lavoro. È la voglia di lavorare che viene a mancare».<br />
(<a href="http://iltirreno.gelocal.it/dettaglio/la-porchettala-vendono-i-cinesi-i-paninari-cambiano-volto/1879960" rel="nofollow">continua sul tirreno.it</a>)
</p></blockquote>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: cosa si pensa di questi dati</title>
		<link>http://www.dissapore.com/primo-piano/il-ristorante-di-successo-e-solo-multietnico-e-a-gestione-familiare/comment-page-1/#comment-21609</link>
		<dc:creator>cosa si pensa di questi dati</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 17:09:50 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.dissapore.com/?p=8378#comment-21609</guid>
		<description>&lt;blockquote&gt;&lt;a href=&quot;http://www.fipe.it/fipe/Centro-stu/Note/Imprese/Nota-movimprese1-12-09.pdf&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;&lt;b&gt;Anno nero per bar e ristoranti: chiusure record in tutta Italia&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;

Il 2009 sarà ricordato come un anno storico per i pubblici esercizi, ma non in positivo: da gennaio a settembre hanno chiuso oltre 16.000 tra bar e ristoranti italiani, principalmente al nord. Da gennaio a settembre sono state iscritte 15.738 imprese, mentre ne sono cessate 16.372 (bilancio tra attività avviate e cessate, -634)

A chiudere sono soprattutto i &quot;piccoli&quot; con meno di 5 addetti e le realtà a conduzione familiare situate nei piccoli centri italiani, mentre il 40% delle nuove aperture è dovuto agli immigrati nelle grandi città (circa 6.295) 

«Buona parte delle nuove attività sono avviate da immigrati - commenta il direttore generale di &lt;a href=&quot;http://www.fipe.it/fipe/index.htm&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Fipe-Confcommercio&lt;/a&gt;, Edi Sommariva - ma con quali risorse? Quali garanzie forniscono alle banche per ottenere i finanziamenti necessari? Forse si servono di mezzi diversi, il che ci porta a riflettere su come oggi vi sia la tendenza a competere con ogni mezzo, con armi non sempre regolari. Tutto questo non fa che indebolire il settore e chi al suo interno rispetta le regole» (da &lt;a href=&quot;http://www.italiaatavola.net/articoli.asp?cod=13271&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;ItaliaaTavola.it&lt;/a&gt;)&lt;/blockquote&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><a href="http://www.fipe.it/fipe/Centro-stu/Note/Imprese/Nota-movimprese1-12-09.pdf" rel="nofollow"><b>Anno nero per bar e ristoranti: chiusure record in tutta Italia</b></a></p>
<p>Il 2009 sarà ricordato come un anno storico per i pubblici esercizi, ma non in positivo: da gennaio a settembre hanno chiuso oltre 16.000 tra bar e ristoranti italiani, principalmente al nord. Da gennaio a settembre sono state iscritte 15.738 imprese, mentre ne sono cessate 16.372 (bilancio tra attività avviate e cessate, -634)</p>
<p>A chiudere sono soprattutto i &#8220;piccoli&#8221; con meno di 5 addetti e le realtà a conduzione familiare situate nei piccoli centri italiani, mentre il 40% delle nuove aperture è dovuto agli immigrati nelle grandi città (circa 6.295) </p>
<p>«Buona parte delle nuove attività sono avviate da immigrati &#8211; commenta il direttore generale di <a href="http://www.fipe.it/fipe/index.htm" rel="nofollow">Fipe-Confcommercio</a>, Edi Sommariva &#8211; ma con quali risorse? Quali garanzie forniscono alle banche per ottenere i finanziamenti necessari? Forse si servono di mezzi diversi, il che ci porta a riflettere su come oggi vi sia la tendenza a competere con ogni mezzo, con armi non sempre regolari. Tutto questo non fa che indebolire il settore e chi al suo interno rispetta le regole» (da <a href="http://www.italiaatavola.net/articoli.asp?cod=13271" rel="nofollow">ItaliaaTavola.it</a>)</p></blockquote>
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	<item>
		<title>Di: gioia</title>
		<link>http://www.dissapore.com/primo-piano/il-ristorante-di-successo-e-solo-multietnico-e-a-gestione-familiare/comment-page-1/#comment-17286</link>
		<dc:creator>gioia</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 01:13:03 +0000</pubDate>
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		<description>Mi e piacuto tanto quello che hai scrito,e vero uno non deve vivere mai sul allori,ma deve sempre aggiornarsi,se no rimane indietro.La volontà di noi stranieri di imparare e essere aprezzati e tanta.Io nel mio ristorante mi sono stancata a prendere come cameriere le ragazze italiane che non hanno voglia di lavorare.Da 4 anni invece ho una colaboratrice in cucina  di Maroco che sà il fatto suo e ogni giorno migliora,e sempre puntuale,polita e in ordine,veloce e non si stanca mai.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi e piacuto tanto quello che hai scrito,e vero uno non deve vivere mai sul allori,ma deve sempre aggiornarsi,se no rimane indietro.La volontà di noi stranieri di imparare e essere aprezzati e tanta.Io nel mio ristorante mi sono stancata a prendere come cameriere le ragazze italiane che non hanno voglia di lavorare.Da 4 anni invece ho una colaboratrice in cucina  di Maroco che sà il fatto suo e ogni giorno migliora,e sempre puntuale,polita e in ordine,veloce e non si stanca mai.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Marco Lungo</title>
		<link>http://www.dissapore.com/primo-piano/il-ristorante-di-successo-e-solo-multietnico-e-a-gestione-familiare/comment-page-1/#comment-12255</link>
		<dc:creator>Marco Lungo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Sep 2009 18:03:13 +0000</pubDate>
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		<description>Parassita?

Mi mancava, come definizione.

Io credevo di essere utile.

Al massimo, che alle mie consulenze abboccassero i consupesci.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Parassita?</p>
<p>Mi mancava, come definizione.</p>
<p>Io credevo di essere utile.</p>
<p>Al massimo, che alle mie consulenze abboccassero i consupesci.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: alfredo</title>
		<link>http://www.dissapore.com/primo-piano/il-ristorante-di-successo-e-solo-multietnico-e-a-gestione-familiare/comment-page-1/#comment-12233</link>
		<dc:creator>alfredo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Sep 2009 12:38:50 +0000</pubDate>
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		<description>Tutti utili i consigli che date, ma dimenticate di distinguere ristorante da bottega che vende panini. Il ristorante non si compone solo di un cuoco. La pizzeria non ha bisogno solo di un bravo pizzaiolo. Quindi la famiglia è la partenza perfetta. Difatti i Ristoranti Italiani che contano in Italia, sono gestiti da famiglie. 
Il consulente esterno tanto publicizzato è solo un&#039;altro parassita, Può forse andar bene per delle catene di bistecce alla griglia, ma a questo punto il consulente è interno. 
Per incentivare l&#039;apertura di ristoranti all&#039;italiana bisogna semplicemente diminuire i costi di gestione, che sarebbe quello che disse Carlo Cracco a suo tempo.
E poi il ristorante come tante altre attività artigianali, ha bisogno di almeno 5 anni per vedere dei risultati. 
Ecco che i costi di gestione hanno il suo peso!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tutti utili i consigli che date, ma dimenticate di distinguere ristorante da bottega che vende panini. Il ristorante non si compone solo di un cuoco. La pizzeria non ha bisogno solo di un bravo pizzaiolo. Quindi la famiglia è la partenza perfetta. Difatti i Ristoranti Italiani che contano in Italia, sono gestiti da famiglie.<br />
Il consulente esterno tanto publicizzato è solo un&#8217;altro parassita, Può forse andar bene per delle catene di bistecce alla griglia, ma a questo punto il consulente è interno.<br />
Per incentivare l&#8217;apertura di ristoranti all&#8217;italiana bisogna semplicemente diminuire i costi di gestione, che sarebbe quello che disse Carlo Cracco a suo tempo.<br />
E poi il ristorante come tante altre attività artigianali, ha bisogno di almeno 5 anni per vedere dei risultati.<br />
Ecco che i costi di gestione hanno il suo peso!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: dentiaguzzi</title>
		<link>http://www.dissapore.com/primo-piano/il-ristorante-di-successo-e-solo-multietnico-e-a-gestione-familiare/comment-page-1/#comment-12199</link>
		<dc:creator>dentiaguzzi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2009 23:11:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.dissapore.com/?p=8378#comment-12199</guid>
		<description>ho letto con attenzione i commenti e soprattutto la riflessione di Marco, in cui sono ben espressi molti dei motivi dell&#039;attuale situazione. Mi sembra che vadano sottolineati tuttavia alcuni altri aspetti decisivi. 
La gestione familiare aiuta, soprattutto in fase iniziale e in particolare nelle città dove i costi fissi sono altissimi: gli stranieri contano su famiglie numerose, con relazioni spesso regolate da rapporti debitori tra gli stessi membri. Inoltre
sono spesso facilitati nell&#039;apertura di ristoranti dalla loro comunità (io conosco bene le dinamiche di quella cinese con cui convivo), sul piano burocratico, finanziario e degli approvvigionamenti. Non dimentichiamo che i kebab sono tutti legati a catene distributive di carne che hanno sede in Germania dove la comunità turca è una potenza...
Ma un dato che a noi sfugge è la versatilità, soprattutto orientale: gli stranieri aprono attività di gastronomia/ristorazione non per passione ma solo perchè è la cosa più semplice da cui partire, tanto qualcuno che cucina in famiglia c&#039;è sempre e i tuoi conterranei, o amici e vicini, verranno da te a mangiare. Non appena si inizia a guadagnare lo straniero si compra qualcos&#039;altro. Se invece il ristorante si rivelasse davvero positivo, assumerà un cuoco e andrà a cercare un nuovo locale da aprire.
fin qui si è detto del costume, dell&#039;economia reale e della capacità di intraprendere, ma da gastronomo aggiungerei due parole in merito al cibo. Infatti, alla base del successo e della possibilità di partire con capitali modesti c&#039;è anche la modestia e l&#039;umiltà (cui fa cenno giustamente Marco), che non è solo saper ascoltare e capire la complessità delle situazioni, ma anche l&#039;intelligenza nel saper impiegare materia prima di basso costo (non bassa qualità!) usando al meglio la fantasia in cucina. Io, che faccio la spesa quasi ogni giorno, vedo cosa compra la gente al banco della carne, e mi verrebbe voglia di tenere un corso (magari supportato da uno chef) per spiegare ai clienti il senso di quei 3/4 del bancone che sembrano ignorare! Chi viene da paesi diversi e più poveri, invece, sa valorizzare pollo, tacchino, coniglio, parti minori di maiale e quarto anteriore, oltre al pesce meno nobile e alle verdure di stagione. Questa capacità è, e sarà sempre più decisiva per chi intende offrire una ristorazione di livello soddisfacente a costo medio-basso: un segmento oggi a rischio, che ha sempre costituito una realtà rilevante della gastronomia italiana e un fenomeno quasi unico in Europa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ho letto con attenzione i commenti e soprattutto la riflessione di Marco, in cui sono ben espressi molti dei motivi dell&#8217;attuale situazione. Mi sembra che vadano sottolineati tuttavia alcuni altri aspetti decisivi.<br />
La gestione familiare aiuta, soprattutto in fase iniziale e in particolare nelle città dove i costi fissi sono altissimi: gli stranieri contano su famiglie numerose, con relazioni spesso regolate da rapporti debitori tra gli stessi membri. Inoltre<br />
sono spesso facilitati nell&#8217;apertura di ristoranti dalla loro comunità (io conosco bene le dinamiche di quella cinese con cui convivo), sul piano burocratico, finanziario e degli approvvigionamenti. Non dimentichiamo che i kebab sono tutti legati a catene distributive di carne che hanno sede in Germania dove la comunità turca è una potenza&#8230;<br />
Ma un dato che a noi sfugge è la versatilità, soprattutto orientale: gli stranieri aprono attività di gastronomia/ristorazione non per passione ma solo perchè è la cosa più semplice da cui partire, tanto qualcuno che cucina in famiglia c&#8217;è sempre e i tuoi conterranei, o amici e vicini, verranno da te a mangiare. Non appena si inizia a guadagnare lo straniero si compra qualcos&#8217;altro. Se invece il ristorante si rivelasse davvero positivo, assumerà un cuoco e andrà a cercare un nuovo locale da aprire.<br />
fin qui si è detto del costume, dell&#8217;economia reale e della capacità di intraprendere, ma da gastronomo aggiungerei due parole in merito al cibo. Infatti, alla base del successo e della possibilità di partire con capitali modesti c&#8217;è anche la modestia e l&#8217;umiltà (cui fa cenno giustamente Marco), che non è solo saper ascoltare e capire la complessità delle situazioni, ma anche l&#8217;intelligenza nel saper impiegare materia prima di basso costo (non bassa qualità!) usando al meglio la fantasia in cucina. Io, che faccio la spesa quasi ogni giorno, vedo cosa compra la gente al banco della carne, e mi verrebbe voglia di tenere un corso (magari supportato da uno chef) per spiegare ai clienti il senso di quei 3/4 del bancone che sembrano ignorare! Chi viene da paesi diversi e più poveri, invece, sa valorizzare pollo, tacchino, coniglio, parti minori di maiale e quarto anteriore, oltre al pesce meno nobile e alle verdure di stagione. Questa capacità è, e sarà sempre più decisiva per chi intende offrire una ristorazione di livello soddisfacente a costo medio-basso: un segmento oggi a rischio, che ha sempre costituito una realtà rilevante della gastronomia italiana e un fenomeno quasi unico in Europa.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: alfredo</title>
		<link>http://www.dissapore.com/primo-piano/il-ristorante-di-successo-e-solo-multietnico-e-a-gestione-familiare/comment-page-1/#comment-12186</link>
		<dc:creator>alfredo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2009 16:40:26 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.dissapore.com/?p=8378#comment-12186</guid>
		<description>Il ristorante di successo? Ma si parla di ristorante o di bottega che vende panini? 
Per il resto le botteghe a cui fate riferimento possono essere benissimo multietniche come anche i ristoranti.
L&#039;importante è che siano in regola.
Gli italiani, preferiscono non rischiare più la famiglia, per gestire qualcosa appunto di famigliare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il ristorante di successo? Ma si parla di ristorante o di bottega che vende panini?<br />
Per il resto le botteghe a cui fate riferimento possono essere benissimo multietniche come anche i ristoranti.<br />
L&#8217;importante è che siano in regola.<br />
Gli italiani, preferiscono non rischiare più la famiglia, per gestire qualcosa appunto di famigliare.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Marco Lungo</title>
		<link>http://www.dissapore.com/primo-piano/il-ristorante-di-successo-e-solo-multietnico-e-a-gestione-familiare/comment-page-1/#comment-12168</link>
		<dc:creator>Marco Lungo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2009 13:36:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.dissapore.com/?p=8378#comment-12168</guid>
		<description>E poi sapete che vi dico?

Basta con questa multietnia, ognuno si tenesse i vulcani suoi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E poi sapete che vi dico?</p>
<p>Basta con questa multietnia, ognuno si tenesse i vulcani suoi.</p>
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