di | mar 21 lug 2009 ore 13:59
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legnate

“Italia ladrona”. Vendere il Colosseo ai giapponesi nell’era di Internet

ristorante“Tutti gli stranieri sono visti come bancomat ambulanti”, commenta amara La Stampa dopo il brutale articolo (“Italia Ladrona”) sul declino del turismo in Italia, scritto ieri dal secondo quotidiano giapponese, l’Asahi Shimbun (8 milioni di copie al giorno). EPPURE il turismo è uno dei comparti industriali di punta del nostro paese. EPPURE non c’è altro altro luogo al mondo che possa offrire una simile combinazione di valori: sole giallo cielo blù, ma anche mare, montagna, isole, coste, monumenti, arte, cibo, vino, cultura, e via dimenticando. EPPURE, con inesausto spirito autolesionista continuiamo a classificare il turista come una manza da mungere.

Personalmente non soffro di aneliti nazionalistici: non sono tifoso e non ho rigurgiti di campanilismo. Però vedere i danni causati da tanta miopia, giuro, mi deprime. Perchè so che in fondo è vero: non abbiamo capito che è già venuto, e passato, il momento di sostituire lo spirito levantino con la cultura della trasparenza (urla d’orrore).

Già, perchè al tempo di Internet la trasparenza è uno strumento di lavoro: è un investimento, un mattone, un attrezzo che non si può dimenticare in cantina, pena la squalifica a vita. La cultura della sòla si scontra con la velocità di circolazione delle informazioni, per cui quella sòla rischia di essere l’ultimo maltolto: ristoratori (tutti ricordano il conto del Passetto, ormai un caso da libri di storia) e tassisti i più deplorati, come riporta anche il Messaggero.

EPPURE anche i sassi dovebbero aver capito che “fa molto più rumore un albero che cade che una foresta che cresce” [cit.]

Ma temo che per costruire una cultura della trasparenza occorrano decenni e progetti di lungo periodo. L’autocelebrazione della scaltrezza è ancora terreno di sfida, facciamo ancora a chi è nato nell’anno dei più furbi. Trasparenza, aderenza del servizio a quanto promesso, visione di prospettiva: non è una scelta, è l’unica strada possibile, altrimenti avremo nel mondo la stessa considerazione riservata ai “ristoratori” dell’Uttar Pradesh che applicano “prezzi turistici”: lo sai, che paghi dieci volte il conto di un indiano, ma che vuoi farci, è pittoresco. E’ il terzo mondo.

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8 commenti a “Italia ladrona”. Vendere il Colosseo ai giapponesi nell’era di Internet

  1. SB: io sono andato in Finlandia…mi hanno fatto vedere una cosa…una chiesa di legno, cadente…Noi qui abbiamo…40mila parchi storici con tutti i tesori dentro, 3500 chiese, 2500 siti archeologici, pari al 52% di tutte le opere d’arte catalogate al mondo e al 70 % di tutte le opere d’arte catalogate in Europa: questa è l’Italia.

  2. avatar Talmiro Pogliatti

    Caro Antonio , quel che “noi abbiamo” lo hanno fatto altri , che son tutti morti. Prima della tv , prima della villetta e l’auto per tutti , prima di Silvio e tutto il resto. Purtroppo stiamo rovinando tutto e nel futuro sarà sempre peggio.
    Quel che abbiamo per fortuna non è vendibile , altrimenti l’avremmo già venduto.
    Gli italiani , tutti e non solo gli addetti del turismo “furbi” , dovrebbero vergognarsi 24 ore su 24 e piangere se stessi.
    A Roma ci son stato 5 volte 5 volte in decine di persone han tentato di truffarmi , sul lavoro o come turismo. E’ proprio una mentalità cosi’ : di fottere il prossimo per due euro in più che a fine hanno ti senti piu furbo.

    Ma finirà tutto molto presto. Spero tanto che la benzina costi presto 2,50 euro al litro (non mancan tanti mesi… aspettate pazienti!) cosi tutti i padroncini e mercanti si scanneranno tra loro per strada : in due giorni il sangue si asciuga ed il mondo sarà migliore.

  3. italia.it: basta un piccolo bottoncino, da premere per descrivere la fregatura subita …. non sembra impossibile

  4. avatar Corrado

    Un esempio della mentalità che vede i turisti solo come mucche da mungere e della loro “cortomiranza”:

    Settembre 2007 RAI Radio2, discutevano del perchè la Spagna attirasse sempre più turisti a discapito dell’Italia.
    Un rappresentate di non ricordo più quale associazione alberghiera (scusate) disse:
    “dato che il numero delle presenze è in diminuzione si è costretti ad aumentare i prezzi”.
    Cioè il mio prodotto non è competitivo io invece di migliorarlo aumento il prezzo così la clientela affezionata(i fessi) che ancora lo usano pagano anche per chi non c’è.

    Non stiamo solo perdendo turisti stranieri ma pure quelli italiani.

  5. avatar Chefclaude

    Eh, gli italiani si credono tanto furbi… l’esempio viene dall’alto, dal basso, ormai dapertutto: se sei furbo rubi, se sei onesto sarai derubato…E il sistema non è che si aggiusterà per conto proprio. Bisognerà continuare ad avvisare il turista che viene a visitare questa terra ricca di cultura che la cultura dei contemporanei è ricca di fregature.

  6. Il modo per “sputtanare” gli operatori furbi c’è e c’è sempre stato. Il libro nero dei locali da evitare e il libro d’oro di quelli da frequentare da rendere pubblico e consultabile da tutti in qualsiasi momento. Anche su abbonamento perchè questa è anche un’opportunità di business per un imprenditore interessato e furbo nel modo giusto.

    • avatar Alberto

      Allora bisognera’ sputtanare il 99% degli operatori turistici italiani. Da noi vige la legge del piu’ furbo, gli onesti scappano all’ estero!

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