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Tavolo bianco, 4 boccali di birra, l’ombra di una magnolia. La politica della distensione di Barack Obama passa anche attraverso il luppolo. Il presidente ha chiesto all’amico afroamericano, il professore universitario Henry Louis Gates, di fare pace con James Crowley, il sergente della polizia che lo ha arrestato. Il “Summit della birra” è durato 40 minuti, tutti sono stati d’accordo nel definire il razzismo una piaga da sconfiggere. Decisamente in disaccordo sulla scelta delle bionde. Bud light (di proprietà belga) per Obama, per il docente una giamaicana, la Red Stripe, Blue Moon del Colorado (ma in parte di proprietà inglese) al sergente, mentre il vice-presidente Joe Biden ha scelto Buckler, analcolica della Heineken. 4 birre diverse, nessuna veramente americana. Qualcuno si è risentito, noi di Dissapore avremmo messo volentieri su quel tavolo un po’ di birra artigianale italiana. Ma ci sarebbero state lamentele sul costo eccessivo delle bionde nostrane. Anche voi la pensate così? Il primo a rispondere è Teo Musso, amatissimo produttore di Le Baladin. Guardate il video [Immagine: Repubblica.it]
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Nel mio pezzo uscito oggi su Libero, rimarcavo la stranezza di “far pace” brindando con tre birre diverse (quella del vice me l’ero persa). Alcuni birrifici 100% USA si sono risentiti, lamentandosi della non americanità di nessuna delle tre birre: la Bud, come hai scritto tu, è di proprietà fiammingo-brasiliana, la Red Stripe è giamaicana (ma in parte di proprietà inglese) e la Blue Moon ha quote societarie in Inghilterra. Non sapevo, ribadisco, della quarta birra, ma vedo che è della galassia Heineken, quindi non americana neppure essa. Nella scelta, indubbiamente, il più originale è stato il policeman. La Blue Moon è tipo witbier belga, con coriandolo e soprattutto tanta buccia d’arancia.
Intanto, in ogni caso, aspetto eventuali interventi di Schigi, Lelio Bottero, Marco Tripisciano e qualche altro appassionato.
E chi sarebbero questi 3?
Qualche esempio di Birre estreme Made in USA? Le Imperial Stout e Porter, Double Imperial Porter, IPA 120 Minute, con 18-20 %Alc. Dogfish Head (che ha collaborato con Birra del Borgo). Grandi Birre che ovviamente sono da gustare senza poi dimenticare la retta via cioè la birra Miller o la Bud. E la Duff?:-)))
Bevi BiRRRRa e Sai Cosa Bevi!
La birra artigianale italiana costa. Punto. Non costa troppo.
La qualità è in media buona, ancora lontana da chi fa da secoli la birra, ma il gap si sta colmando rapidamente, in alcuni casi.
I nostri costi di produzione sono più alti che altrove, lo Stato non aiuta poi questi prodi guerrieri della Birra Italiana, anzi, per cui il costo finale al cliente non può non risentirne.
Per questo, leverei il “troppo” finale che, aggiungerei, in questo momento potrebbe avere anche una valenza di non correttezza dei produttori, i quali sono invece, per quelli che io conosco, persone appassionate e di chiara rettezza, per quel che si vede.
La birra non è il vino, non è quel mondo, è un altro pianeta e un’altra cultura. Un’ottima birra non costerà mai quanto un ottimo vino. E per fortuna, aggiungo.
Magari dessimo tutti un po’ di supporto ai bravi produttori italiani di birre serie, e non alle bevande al sapore di birra che le multinazionali spacciano al volgo essere questa eccezionale compagna di pasto e non.
la birra si fà, il vino si coltiva. Non sono neanche da paragonare Birra e Vino.
Sono appunto due mondi. E nel mondo della birra è possibile guadagnare di più, infatti esistono le multinazionali della birra con il 95% d’acqua e il resto qualcosa che sa di birra.
Nel Pianeta vino ci sono ancora le stagioni perciò fate voi due conti…
Il bello di questa storia è che rimarrà nelle menti come “vertice della birra”, “patto della birra”, “birra di pace” e “birra antirazzista”. Certo, in bocca e nelle pance si potteva metter di meglio..
La questione-prezzi pizzica un nervo scoperto.
La birra (artigianale) costa magari di più, non sempre, ma sta di fatto che i ricarichi sulla birra industriale siano infinitamente maggiori e più remunerativi per chi la tratta.
Io sono dell’idea che la qualità si paga, xome credo che un Vinsanto non possa costare meno di 18 euro a bottiglia, Un birraio artigianale (diciamo sotto le 200000 bottiglie l’anno) difficilmente riuscirà a scenderà sotto i 4euro al fornitore: rispetto alla birra industriale potranno essere abbattuati una parte dei costi legati alla distribuzione, ma le accise per i piccoli produttori rimangono altissime. L’uso delle materie prime (sempre in aumento costante), i rischi di produzione ci sono e vanno calcolati. Lasciamo crescere la nostra tradizione e forse abbastanza presto troveremo alcune birre artigianali nei vari GDO (e non sarà uno scandalo) a prezzi interessanti.
Al Carrefour di Paderno Dugnano già c’è un piccolo frigo con dentro la birra fatta dall’Officina della Birra di Bresso, ad esempio. Certo, ce l’hanno perché il produttore sta a meno di 5 chilometri di distanza, ma è già qualcosa.
Biden dovrebbe dimettersi subito: la birra analcolica non è vera birra :-p
Ringrazio molto per essere stato chiamato in causa, e mi scuso per il ritardo nella risposta, ma ero al mare con difficoltà a collegarmi in rete. Non posso certo commentare le affermazioni che si sentono nel video, ho fatto parte di quell’azienda fino allo scorso anno e mi sembrerebbe poco corretto intervenire in merito. Preferisco che sia il mercato a decidere (se una cosa reputo costi troppo non la compro, punto e basta!) e soprattutto a definire una volta per tutte cosa si intende con il termine “birra artigianale”. Sono alle prese con un nuovo libro sulla birra e sono veramente in difficoltà a trovare una definizione visti gli ultimi sviluppi con l’ingresso di microbirrifici in ASSOBIRA. Se proprio si vuole risparmiare e sapere cosa si beve, niente di meglio che farsela da soli. E così promuovo il mio libro appena uscito sulla birra fatta in casa http://www.hobbybirra.net
salute a tutti
Lelio
Assobirra o no, mancava anche questo alla discussione, conosco diversi birrifici aderenti a AB e so perfettamente come “fanno” la birra, se é buona la bevo alrimenti no, quindi il termine che non riesci a trovare, é solamente ed unicamente per il tuo libro, scusami , io la vedo così, poi che tu non voglia commentare il video… beh posso capirlo
per Gianni,
scusa, ma non ti seguo, nessuna ha messo in discussione la qualità delle birre, si stava parlando del prezzo della birra artigianale.
E mi sono permesso di chiedere cosa si intendesse per birra artigianale visto che la definizione non pastorizzata, non filtrata e prodotta in quantità inferiore a xxx Hl/annui è andata via via riducendosi a quanto dice Wikipedia.
“La birra artigianale è un prodotto non pastorizzato e generalmente, ma non sempre, non filtrato.”
Basta questa frase a giustificare prezzi elevati?
La birre della Forst (in fusti) rispondono al 100% a questa definizione, ergo la Forst è un produttore artigianale?
Eppure i suo costi sono allineati con le birre che amiamo definire “industriali”
Se sai “perfettamente” come fanno la birra…ragguagliami che io proprio non lo so!(o meglio ho smesso di saperlo)
saluti
Lelio
BRAVO LELIO, mi sa che prima o poi provo anch’io a farmi la mia birra artigianale! canevaribirra è un buon inizio secondo lei?
Grazie anticipate.
Pingback: La settimana dei record: Milano (La Malmaison) batte Roma (Il Passetto) 954 a 695 € | Dissapore
Mah… io invece penso proprio che la birra artigianale Italiana costi troppo. In Belgio in qualunque negozio posso comprare delle birre eccellenti di grande tradizione in bottiglie da 33cl per meno di 3-4 euro. E tra queste molte birre eccellenti per cifre comprese tra 1 e 2 euro. Artigianali o semi artigianali. In italia mi capita di assaggiare birre artigianali che costano almeno il triplo e non sono assolutamente interessanti quanto le belghe, perche’ dovrei comprarle?
X ILPIGNATTA
la birra artigianale italiana costa perchè in italia abbiamo (nota abbiamo) ancora da ammortizzare gli impianti, cosa che in belgio non accade poichè sono vecchi di anni e anni. In Italia si deve tenere conto dell’accisa (e costa cara!!!) in Belgio no! In Italia si deve far conto con l’Igiene Pubblica e si devono avere locali che costano come capannoni industriali, in Belgio molti birrifici brassano in cantina o nel garage. In Italia non trovi il vetro a prezzi decenti almeno che non debba imbottigliare vino, per il vetro da birra lo si deve il più delle volte importare. In Italia per produzioni limitate come 5000 litri mensili si hanno costi fissi altissimi, le industri italiane di birra abbassano i costi fissi aumentando la produzione (loro hanno canali di vendita)e comprando materie prime di seconda scelta (vedi sull’etichette granturco o similari).
Come vedi il prezzo viene giustificato da diversi fattori. Poi sono d’accordo con te che in belgio si beve ottima birra a poco prezzo (come in Italia si beve ottimo vino a prezzi ragionevoli rispetto ad un paese in cui il vino non lo si produce, i trasporti costano)e che molti birrifici italiani abbiano prezzi troppo elevati.
ciao
Quello che Teo Musso si dimentica di dire, però, è che le birre artigianali italiane hanno un prezzo (al litro, per fusto) ben superiore alle industriali e artigianali straniere. Quindi il confronto andrebbe fatto tra prodotti alla spina: a quanto mi risulta la Open di Baladin ha un prezzo al fusto (prezzo per litro) che la rende piuttosto cara.
Risposte varie agli altri commentatori:
@ il fermentatore: sì, ma che la birra sia davvero buona. Perché pur avendo ottime produzioni artigianali, non si può negare una serie di problemi più o meno diffusi a mantenere la qualità a un livello di stabilità accettabile.
@ mac: a me il problema principale sembra che gli impianti da ammortizzare gli italiani vogliano ammortizzarli in pochissimo tempo, il tutto a spese del cliente. Poi ci sono tutti gli altri fattori che citi, senza dubbio. E il costo del trasporto è un falso problema, dato che la birra belga costa meno di quella italiana pur dovendo ammortizzare un viaggio di oltre 900km (sola andata, dal nord Italia) e un numero non certo inferiore di passaggi distributivi.
X ALESSIO
In parte è vero quello che dici (costo trasporto, per quanto riguarda l’ammortamento, bhè non è che si vuole fare in fretta…lo fai tra 1 anno e 5 anni come un buon commercialista di dice di fare……. magari ne riparleremo tra una decina di anni o più quando gli impianti saranno ammortizzati e magari ci saranno più costruttori di impianti in italia…..
@ mac: questo può valere per birrifici relativamente giovani, però, gli altri l’impianto dovrebbero averlo ammortizzato, e pure le spese di avviamento attività e via dicendo. Tanto per tornare a Teo Musso, ormai gli impianti dovrebbe averli ammortizzati da un pezzo, eppure anche prendendo birra takeaway presso di lui (ci è passato un amico questo weekend) si pagano 9-10 euro per una bottiglia da 75cl. A me il discorso sul prezzo finale della birra alla spina sa tanto di paraculaggine, perché lo sappiamo tutti (in tanti, almeno) quanto costa al litro un fusto di pils tedesca o di tripel belga* e quanto uno, che so, di Open Baladin.
* anche “artigianale”.
bhè m’hai nominato uno che ci fà un bel ricarico sopra….non posso darti torto…..
Io capisco che i costi di produzione in Italia siano piu alti sara’ poi vero che sono cosi’ tanto piu alti ??), ma come consumatore quando vado al negozio mi trovo davanti una birra italiana che costa 10 euro la bottiglia da 75 e delle birre belghe stupende per meno della meta’ perche’ dovrei comprare la birra italiana che in genere non e’ che poi sia cosi meglio? Per produrre bisogna anche saper far quadrare i conti, non si puo spendere in impianti ed ingredienti costosi, e poi uscire sul mercato con delle birre che costano 2-3 volte i prodotti simili. E’ come se la fiat vendesse la panda al prezzo di una audi A4.
x il pignatta
la fiat vende infatti a prezzi molto più alti rispetto ai concorrenti tedeschi francesi o americani sullo stesso segmento.
comunque, non voglio certo stare a discutere su come far quadrare i conti con chi un birrificio non ce l’ha e parla per parlare. I costi delle materie prime non li conoscete e comunque non sono certo quelli che influiscono. Influisce la spesa della gestione e dell’apertura dell’attivita: lo sapere che mi hanno richiesto dal comune la prova fonometrica per l’impatto acustico dell’attività? Costa 1000 euro (dico 1000) e poi per cosa, per sentorsi dire che il rumore dell’attività è sormontato dal rumore del traffico cittadino, ma vaffa!!! E poi potrei parlarvi della costruzione obbligatoria da parte dell’asl di una doccia all’esterno del bagno (esistente) con doccia che è costata tra muratore e idraulico più di 2000 euro!!! ecco dove vanno a finire i vostri soldi quando comprate una birra italiana. Si deve far cultura, si deve lavorare sulla ragionevolezza delle spese iniziali e degli obblighi di legge (va bene l’igiene ma non l’ostentamento a far fare dei lavori a caso)…..e comunque vada o come la pensiate, compratevi le birre belghe, compratevi il sushi giapponese o il vino toscano, se poi volete prendetevi i pomodori cinesi o l’hamburger americano, l’importante è che capiate bene quello che c’è dietro!!!!!! E poi se devo dirla tutta a me le birre belghe mi piacciono e le bevo ma porcaccia di una miseria…..qualcosa di nuovo no????????
Ma no, la Fiat non vende a prezzi cosi’ tanto piu alti, altriemnti sarebbe fuori mercato. E’ vero che ci mette quel qualcosa in piu che per qualche ragione(chiamalo spirito patriottico o chiamalo ricambi facili da trovare e meccanici che sanno dove mettere le mani) ne giustifica il costo. Ma si parla di 10%.
Sara’ pur vero che in italia chi produce birra e’ vessato da mille balzelli e costi, ma comunque non si puo pensare di rimanere sul mercato se i prezzi che escono fuori sono questi. O meglio: non si puo’ a meno di non offrire qualcosa in piu. O di diverso. La birra, come qualcuno ha detto, si produce non si coltiva. Non c’e’ terroir. Chiunque dovunque puo comprare le stesse cose e fare la stessa birra. Se si vuole che un oggetto abbia valore per il mercato questo valore bisognera’ pur darglielo in qualche modo.
E poi, per quello che ho assaggiato, la birra italiana non era qualcosa di nuovo. Era qualcosa di simile alle birre belghe, un po’ meno interessante degli originali.
A meno di prodotti specialissimi (ma io non en ho mai assaggiati) max 2 euro la bottiglia piccola (33), max 5 quella grande. A prezzi piu alti non c’e’ mercato.
il teo può dire quello che vuole, ho smesso di comprar le baladin dato che 8€ per una buona birra per le mie tasche sono troppe…
il problema è che da anni spinge per un certo tipo di approccio, e cioè che la birra è uguale al vino…
Può darsi.
E perché questo è un “problema”?
Non è un problema! Il vino non si può paragonare alla birra, è come paragonare un vestito sartoriale con una maglietta.
Ripeto il vino si coltiva! La birra si produce.
Due mondi diversi.
E’ inutile alcolizzare, non filtrare non pastorizzare la birra per dargli più corpo più sostanza ecc. ecc. non sarà mai come il vino!!! Fatevene una ragione!
Adesso mi bevo una PEDAVENA!:-)))
il problema è se da un lato è corretto poter proporre la birra come alternativa è anche si corretto cercare di non cavalcar l’onda per venderla come “un vino”, imho.
Se in belgio riescono a tenere il prezzo basso com’è che da noi è diventata più d’elite?
Non sono in grado di fare confronti sensati con il Belgio, né fare i conti in tasca ai produttori.
In ogni caso il prezzo corretto o troppo alto è molto soggettivo:
a me viene naturale confrontare il prezzo delle birre di qualità a quello della birraccia spesso squallida alla spina dei locali che ho frequentato/ogni tanto – in cui se una birra media è sui 5 euro, sei già fortunato.
A confronto, le birre artigianali non mi sembrano assurdamente care, considerando che generalmente sono anche più buone.
Poi probabilmente conta che le birre artigianali hanno st’immagine molto moderna con un po’ di alternativismo che fa molto cool, e questo permette di alzare i prezzi – e alla Baladin che è una delle più note e con tante iniziative di contorno anche di più.
E poi che vuol dire…non si coltiva, non c’è terroir? Ok, “si produce”, ma non è che se butti gli ingredienti in un pentolone tipo Maga Magò ti esce una birra fantastica! Devi saperla fare!
p.s. “ogni tanto” nel commento precedente sopra non c’entra niente.
Ovvio che la birra devi saperla fare! Come del resto devi saper fare la marmellata! Ma il vino ripeto è un’altra cosa! Se lei andasse nei vigneti capirebbe, la potatura 2009 del NEBBIOLO darà i suoi frutti nel 2011! Capito, due anni di attesa, sempre in rotazione, sempre sulla vigna. Insomma il terroir come dicono gli amici francesi:-) Noi preferiamo dire la VIGNA.
Per quanto riguarda i prezzi della birra artigianale, se si intendono i prezzi al negozio, di qualsiasi specie sia, o al bar è il mercato che li decide. Sta a noi scegliere.
Se lei va a fare un viaggio nei paesi birraioli nei supermarket potrà trovare l’occorente per farsi la birra a casa, macchinari, filtri e malto già semifermentato. Quindi può farsi la sua birra artigianale anche a casa come la marmellata. Anche girando in internet sono distribuiti in italia fermentatori e accessori vari per fare la birra a casa.
>a me viene naturale confrontare il prezzo delle birre di qualità
>a quello della birraccia spesso squallida alla spina dei locali
>che ho frequentato/ogni tanto – in cui se una birra media è sui
>5 euro, sei già fortunato.
mi sembra chiaro che in quel caso si parla di furto dato che ha solo il gusto della birra…
poi tieni conto che non è proprio corretto paragonare le birre da 5€ alla spina al bar (che prima di arrivar lì è lievitato anche per via dei numerosi passaggi del fusto…), io parlo soprattutto del prezzo della bottiglia direttamente dal produttore che è scandaloso.
e l’immagine sarà anche bella, ma io non me la bevo, in tutti i sensi
Non capisco bene né chi vuole a tutti i costi (degli altri, dato che lui vende, tipo Baladin) fare un paragone o un’equiparazione con il vino. Ogni prodotto ha le sue specificità, non c’è dubbio, le sue tecniche di produzione più o meno artigianali e più o meno specifiche.
Non capisco bene però nemmeno chi lo nega. Un Nebbiolo ci potrà mettere anche due anni di lavorazione, quando una Gueze può mettercene tranquillamente tre per l’affinamento. E farsi una birra in casa dal kit di malto non è il processo di lavorazione di una birra “vera”. Può essere interessante per prendere confidenza con il procedimento e con gli strumenti, ma nemmeno il concorso più sfigato di homebrewing premia chi usa meglio un preparato.
volete un esempio di una vera birra artigianale italiana….
ANDATE A VEDERE IL SITO http://www.birramonasta.com CREDO CHE SI TRATTA DELLA MIGLIORE BIRRA CHE ABBIA MAI ASSAG IN TUTTA LA MIA VITA…. cercatela anche su facebook “BIRRA CHAMPAGNE SAN BIAGIO”
io la conosco…è davvero eccezionale!!! soprattutto quella chiara che mi fa impazzire…la GAUDENS…qualcosa di spettacolare a mio avviso!!!senza nulla togliere alle altre che sono altrettanto ottime!
la birra fai-da-te del Presidente Obama
19 set – [...] È una Honey Ale, bionda leggera dolcificata grazie al miele prodotto dalle api dell’orto della Casa Bianca. Ama gustarla da solo o in compagnia, per ricevimenti ufficiali o cene informali, e l’idea di portarla anche tra le austere colonne della prima casa d’America è stata proprio del Presidente in persona; che, raccontano le fonti, avrebbe provveduto a fornire le cucine di un kit per la birra fai-da-te pagandolo di tasca sua, e si diletterebbe nell’offrirla ai suoi ospiti.
Eva Perasso, completo sul corriere.it