La frase del giorno | Chi è arrivato prima, Slow Food o la Lega?



“Slow Food è un movimento intrinsecamente antiprogressista, antiscientifico, idolatra delle società tradizionali, piccole comunità statiche e immutabili”. Il primo (vero) attacco frontale a Slow Food, è contenuto in Mangi chi può, meglio, meno e piano, il nuovo saggio di Luca Nicoletti Simonetti, docente di diritto alla Sapienza di Roma. Randellate sprezzanti che accendono la polemica: Slow Food è di destra o di sinistra?

Oggi La Stampa gira la domanda al leghista Roberto Cota, presidente della Regione Piemonte, che risoluto risponde: “La ricerca di cibi sani e genuini, la valorizzazione del territorio, la richiesta di etichettare i prodotti tipici sono tutte nostre battaglie”.

Di chi, della Lega?

Sbigottito, il giornalista ribatte: “Ma loro sono nati nel 1986″. E Cota: “Cosa vuol dire? La Lega Lombarda nacque nel 1984 dal notaio Leoni, con Bossi”.

Chi è venuto prima, Slow Food, la Lega o il marketing politico?

[Fonti: Ibs, Limes, Governo Italiano]




24 commenti a “La frase del giorno | Chi è arrivato prima, Slow Food o la Lega?”

  1. Chefclaude Chefclaude commenta:

    Luca Simonetti.

  2. carla carlad commenta:

    Come opzione non c’è la gallina? Io sapevo quella.

  3. Bio Doll commenta:

    mmmh e petrini finisce a letto con il nemico…o forse farinetti, visto che lunedì su affari e finanza in un’intervista esprimeva il suo desiderio o meglio speranza-manco fosse l’innamorata- di avere cota a ll’inaugurazione di eataly a ny…. che si terrà il primo agosto….

    PRIMO AGOSTO?
    ma eataly non mira al target WASP?
    ad agosto the wasp people non sono a ny…non gliel’hanno detto quelli della comunicazione di eataly?

    ma che sbadati….!!!
    kiss
    bd

  4. fabrizio scarpato fabrizio scarpato commenta:

    Nella frase di Cota campeggiano parole come genuino (brrr..), territorio (ufff..), prodotti tipici (eccheppall…), battaglia (arrgh..): quanto basta per farmi venire un attacco di orticaria acuta.
    Avrei e ho avuto prurito anche sentendolo dire dal vivo dallo stesso Petrini, il tutto condito con l’ultimo elemento fondamentale, la cucina delle nostre donne, mamme e nonne, ma non si può, seriamente, non vedere, non percepire, nelle eventuali comuni parole, una abissale differenza di lirismo, di spinta costruttiva, di salto visionario a favore di Petrini.
    La stessa differenza che passa tra chi sopisce e sotterra secondo una visione museale, e chi, pur facendo riferimento alle stesse tradizioni, ne vede una evoluzione e un affrancamento sociale, non disdegnando, come a suo tempo scritto su queste pagine, gli aspetti più innovativi e contemporanei dell’enogastronomia in genere (basti pensare al sostegno a suo tempo dato a Bottura o il controverso appoggio e sostegno al “mercato” dei vini naturali)

  5. gianluca gianluca commenta:

    due “istituzioni” retrogade (in maniera diversa, ma lo sono) come lega e slowfood…..che fanno a gare a “chi è arrivato prima”.
    non sembra una barzelletta ?!?!?!

  6. frhack frhack commenta:

    giocano ad asso pigliatutto, gli assi glie li ha serviti il grillo

  7. Nico aka tenente Drogo Nico aka tenente Drogo commenta:

    La Lega è un movimento razzista, provinciale e xenofobo. Tutto il contrario di Slow Food.
    Condivido molte perplessità e critiche articolate all’approccio slowfoodista espresse da Antonio Pascale o da Dario Bressanini ad esempio, mentre questa opinione di Luca Simonetti mi lascia piuttosto perplesso.

    • alfredo alfredo risponde:

      Tutti aggettivi che potrebbero benissimo andare bene a tutte le famiglie italiane, cioè la difesa della propria storia.
      Domande:
      Avete la serratura sulla porta di casa?
      Tutte le sere mangiate cibi esotici, magari provando usanze molto diverse dalle vostre?
      Avete per la maggior parte di Voi delle moglie di altri paesi del mondo?
      Quante lingue parlate oltre all’italiano televisivo?
      Tifate in modo sportivo anche per il team calcistico-volley-pallamano o altro sport, della città o paese confinante con il Vostro?
      Ospitate almeno una volta al mese gente che arriva da altri paesi in modo da capirne la cultura?
      Ecc. ecc.

      • Cellar Tours Cellar Tours risponde:

        Risposte:
        Avete la serratura sulla porta di casa? NO

        Tutte le sere mangiate cibi esotici, magari provando usanze molto diverse dalle vostre? NON TUTTE LE SERE, MA ABBASATANZA SPESSO, UNA V>OLTA O>GNI 1 o 2 SETTIMANE

        Avete per la maggior parte di Voi delle moglie di altri paesi del mondo? NON SONO SPOSATA, MA FRA I MIEI AMICI CI SONO ALCUNE COPPIE MISTE

        Quante lingue parlate oltre all’italiano televisivo? 3

        Tifate in modo sportivo anche per il team calcistico-volley-pallamano o altro sport, della città o paese confinante con il Vostro? NON SEGUO LO SPORT

        Ospitate almeno una volta al mese gente che arriva da altri paesi in modo da capirne la cultura? NON PIU’; MA FINO A UN PAIO DI ANNI FA OSPITAVO 3 VOLTE L’ANNO “gente che arriva da altri paesi”

        ed ora? cosa ho vinto?

      • dink dink risponde:

        Ho la serratura (ma niente sistemi d’allarme), non tutte tutte le sere ma spessissimo (diciamo 3/4 giorni a settimana) adoro cucinare e si mangia roba straniera e faccio contaminazioni “fusion”, soprattutto cucina araba, spagnola, greca, giapponese e tedesca, non ho moglie ma convivo, non parlo italiano televisivo ma italiano, inglese e spagnolo e la mia compagna italiano, inglese, spagnolo (DELE B2), tedesco e giapponese (JLPT livello 4), e nessuno dei due fa il traduttore o l’interprete, non sono tifoso (lo sono stato l’ultima volta nel 1982), non gestendo un bed and brekfast non ospito nemmeno connazionali (almeno sicuramente non una volta al mese), ma per lavoro sono a quotidano contatto con studenti di varia nazionalità (spagnoli, albanesi, ucraini, greci, indio/pakistani, eccetera), nei viaggi all’estero sono stato spesso ospite di locali e ho a mia volta ospitato (francesi, spagnoli, tedeschi, cubani, greci, portoghesi, marocchini), la mia padrona di casa è italiana ma convive con un marocchino ed è musulmana e cucina un ottimo cusus con carne di pecora, eccetera eccetera…

      • Nico aka tenente Drogo Nico aka tenente Drogo risponde:

        la difesa della propria storia non ha niente a che vedere con il razzismo, il provincialismo e la xenofobia della lega

        • alfredo alfredo risponde:

          Bravi! Voi siete la minoranza che predica bene e razzola meglio:-))
          Però si può anche pensare che:
          Voi siete razzisti con quelli della Lega Nord per l’indipendenza della PADANIA.
          E siete anche provinciali visto che ancora ragionate con le ideologie.

          • dink dink risponde:

            Lo ammetto: sono razzista contro i razzisti, fascista contro i fascisti, arrogante contro gli arroganti, antipatico contro gli antipatici, eccetera. E’ che tendo ad utilizzare l’omeopatia nei rapporti umani…

  8. Nico aka tenente Drogo Nico aka tenente Drogo commenta:

    Copio-incollo dalle note redazionali di presentazione del libro sul sito IBS (e chissa’ chi le ha scritte):

    “Eppure, il fatto che un movimento come Slow Food ideologicamente antiprogressista, antiscientifico, idolatra delle società tradizionali, delle piccole comunità stratificate e perenni, dedite a riti e festività atavici, in cui il posto di ognuno è eternamente fisso e immutabile; incurante e ignaro della storia e della realtà dei rapporti di produzione, e quindi incapace di vedere le contraddizioni inestricabili e le autentiche finzioni storiche di questa visione è intessuta – possa essere oggi considerato, in Italia, “di sinistra”, è cosa che dovrebbe generare più di qualche preoccupazione in chiunque.”

    A parte che su “sinistra” e “destra” la parola definitiva, secondo me, l’ha detta Giorgio Gaber, a me francamente questa sembra la caricatura di Slow Food fatta da uno che l’associazione non la conosce bene.

  9. Pheed Pheed commenta:

    Rabbrividisco a pensare che si possa infilare, anche qui, la ridicola dicotomia destra/sinistra, la rivoltante pretesa di catalogare qualsiasi iniziativa non guardando ai risultati ma ad una improbabile ispirazione “politica”, concepita nella peggiore delle tante sue possibili accezioni.
    Sarebbe ora di finirla: finirla di catalogare tutto con un patentino un po’ a spanne, e poi su questo giudizio dare un voto, cercare seguaci, formare chiese. Un cross a centroarea è di destra o di sinistra? Fascista o comunista, la crema pasticciera? Quell’albero, sarà conservatore o progressista? Forse tocca davvero imparare dall’estero, dove in genre (dico in genere) si guarda a qualsiasi esperienza per quando di utile ha portato al benessere, al divertimento, alla vita di ognuno di noi. Come dire: quando avremo finito di creare i nostri cataloghi dei viventi “a priori”, forse potremo anche concederci di vivere davvero, con un sacco di idee e di sensazioni nuove. Pare brutto?

    • alfredo alfredo risponde:

      Consiglio di riascoltare a proposito la famosa canzone di Gaber.

    • Bio Doll risponde:

      concordo ma credo anche che la dicotomia destra/ sinistra sia solo una trappola per distrarre le menti…tutte …tanto alla fine che fanno i giochi saranno al massimo una decina su tutto il pianeta, il resto è solo entertainment.

      e comunque si può vivere lo stesso, con un sacco di idee e sensazioni nuove come dici tu …il problema è la povertà che avanza…inesorabile.

      kiss
      bd

      • Pheed Pheed risponde:

        Concordo anch’io. Anche se trovo la tua posizione un filino cinica, ovvio che ci si debba impegnare in passatempi. Adesso però stiamo a vedere che succede nel mondo: se la crisi rientra dalla finestra (sempre ammesso sia davvero uscita dalla porta), la scelta tra localismo e globalizzazione, anche per il cibo, non si porrà più: tutti faremo buon uso della verdura dell’orto.

  10. Bruno Stucchi Bruno Stucchi commenta:

    Scontro tra Titani: Cota contro Petrini.
    Quando avranno finito, raccogliete la segatura e l’ultimo che esce spenga la luce, grazie.

  11. Stop Stucchi Stop Stucchi commenta:

    Chepppalle questo Stucchi stucchevole. Ce la fa a dire anche qualcosa? Sembra fatto di aria fritta e lascia pure la puzza sulla tastiera…

  12. Legba Legba commenta:

    E io che pensavo che quella intrinsecamente antiprogressista, antiscientifica, idolatra delle società tradizionale fosse la casta baronale dei professori universitari, di cui Simonetti credo faccia parte…

  13. dink dink commenta:

    Io penso semplicemente che Slow Food possa alcuna volte predicare male ma sicuramente razzola ed ha razzolato molto bene e che tutti quelli che hanno a che fare a qualsiasi titolo con l’enogastronomia (Dissapore compreso), quella italiana in particolare, debbano essere profondamente riconoscenti per tutto il lavoro svolto negli anni da questa associazione.


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