
Francesca: salve, io sarei disponibile pe
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Aurora: Ragazzi sono di Roma, sono int
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Per cantarne 4 a Moody’s, che nei giorni scorsi aveva lanciato l’allarme sul debito pubblico e sulla solidità del nostro sistema bancario, si è mosso nientemeno che il Premier. Screditando incondizionatamente le agenzie di rating “che andrebbero riformate”.
Allarme rientrato dopo che Moody’s ha aggiustato il giudizio, ratificando la solidità italiana. Nel dubbio se credere al Cav. anche dopo la smentita della prima notizia, notiamo che è sulla stessa linea anche Massimo Ponzellini, presidente della Banca Popolare di Milano. Il quale, per accreditare la sua tesi, fa un inedito quanto efficace paragone. «Le agenzie di rating sono come la Guida Michelin: danno le stelle solo a quei ristoranti che offrono il pasto. E quindi non è questo il meccanismo con cui devono andare avanti». Domanda: ma se lo sanno perfino i bancari che le cose stanno così, noi perché continuiamo a comprare le guide?
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Complimenti al sig.Ponzellini per la sua ignoranza!
Quanto afferma è completamente falso oltre che diffamatorio.
Se la sua competenza in materia finanziaria è pari a quella in materia di guide, sarà meglio chiudere i conti alla Popolare di Milano…
Magari proprio la Michelin no, ma certe altre…..
Gian Paolo, mi sembri uno che la sa lunga e non la manda a dire. Dai, rendici edotti, dicci i nomi di queste guide malandrine. L’Espresso? Il Gambero Rosso? Le Osterie di Slow Food? Identità Golose di Paolo Marchi? Dai, dicci, dicci. Facci qualche nome…
Antonio, santo iddio, non facciamo le verginelle! Se debbo leggere notizie come questa
http://www.dissapore.com/primo-piano/puzza-di-bruciato/
permetti che mi venga il dubbio che certe guide (certe, ho ancora la speranza che al mondo qualcuno il proprio lavoro lo faccia bene) siano scritte a capocchia? Non dico che “pasto regalato = buona recensione”, ma qualche dubbio personalmente l’ho sempre avuto. Io ho usato le guide nel passato e mi sono generalmente trovato bene. Generalmente. A volte però, uscendo da qualche ristorante qualche dubbio mi veniva.
Perdonami, ma non capisco. L’esempio che riporti semmai prova l contrario di quanto dicevi nel primo post: di sicuro quel ristorante non ha offerto il pranzo all’ispettore, visto che era chiuso da due anni
Sono due binari paralleli, secondo me.
L’affermazione “le guide danno le stelle solo ai ristoranti che offrono il pasto” è certamente una boutade. Ma se leggo che è stato recensito un ristorante andato a fuoco tempo prima, a me, modesto lettore, viene il dubbio che le guide siano fatte con la stessa parte del corpo con le quali le galline fanno le uova. Di conseguenza l’affermazione di prima non dico che sia vera al 100% (è una sparata, ripeto) ma qualche dubbio sulla probità del recensore mi viene, no?
Il mondo è pieno di critici che sono molto indulgenti con certe aziende perché in qualche modo si innesca un conflitto di interessi o con loro stessi o con la rivista per la quale scrivono. Non mi sembra di dire nulla di nuovo e certamente converrai con me che leggendo certe recensioni il dubbio prima o poi viene.
Poi trovi il caso di quel critico musicale che recensisce un concerto che è stato annullato e allora qualche ulteriore dubbio ti viene.
insomma se compro una maglietta di Sun e al primo lavaggio mi si rovina, faccio bene a dire che Sun è una sola? Anche se ce ne ho altre dieci che sfidano eroiche la mia donna delle pulizie?
Ciao A
ps. sola in romanesco vuol dire fregatura…
La frase di Ponzellini è molto grave se non supportata da prove.
…se sa è tutto er solito magna magna, i politici so tutti ladri, i preti tutti pedofili, i ciccioni allegri, i francesi magnano il formaggio e girano con una baguette sotto il braccio sempre, gli italiani cantano bene e magnano gli spaghetti con le mani e i neri…
Ma per favore…
Che squallore diceva mio padre…
Ps per favore qualcuno regali un paio di occhiali al povero Ponzellini che con quella montatura da Onassis dei poveri nun se pò guardà…
Ciao A
Alessandro, con tutto il dovuto rispetto per il grande attore, a me, più che Onassis, me pare una brutta copia di Mario Carotenuto
con l’aggravante di essere amico di Prodi, Tremonti e parente di Giorgetti
vero… so uguali
Rido!
ciao A
sono identici !! ahahahah
E’ Carotenuto fatto e finito, mi avete letto nel pensiero.
Comunque da qualche anno sta tornando la vecchia montatura spessa di corno (ormai è stato sostituito da altri materiali), che ha la caratteristica di variare parecchio i tratti somatici di chi la indossa.
si ma non a forma di televisore…
ciao A
Semplicemente penoso… sic.
Esatto me sembra Carotenuto in febbre da cavallo…..:-)) veramente comico…anzi tragico….
Non è che per caso tra i commentatori ci sia qualcuno o qualcosa che lavora per qualche agenzia di “rating”? Così per dire eh!
FINALMENTE QUALCUNO CHE VEDE PIU’ IN LA DI UNA SPANNA DAL NASO,
IMPARATE DAL MITICO CESARE GIACCONE CHE NEGLI ANNI 80, PRESE
A SONORE PEDATE NEL CULO I VARI ISPETTORI E GIORNALISTI
ABITUATI A NON PAGARE IL CONTO ED A RIEMPIRSI IL BAULE DELLA
MACCHINA DI PREGIATE BOTTIGLIE DI VINO.
Potremmo anche aggiungere che a Milano non ci sono piu’ i milanesi, che quelli del sud non hanno voglia di lavorare, che le mezze stagioni sono finite, che il nero sfina, il mare stanca….e cosi via…
Ho ascoltato l’intervista alla radio di Ponzellini.Il suo discorso era inserito in un contesto più ampio, vedi la metafora del Morellino della cooperativa e i vini di Gaja, o addirittura l’uso della barrique per spiegare derivati e junk bonds. Mi è sembrato che ponesse un problema di credibilità, di indipendenza, ma sopratutto di responsabilità per gli effetti che i giudizi posso avere sui giudicati, sottolineando l’importanza che i giudizi vengano espressi tenendo in considerazione la varietà e il contesto di riferimento di ciò che si giudica. Non mi sembra abbia detto sciocchezze, neanche posso pensare che la sua credibilità sia sminuita dall’assomigliare a Carotenuto, che tra l’altro era un grande. Io ad esempio assomiglio a Bombolo…