di | mer 29 lug 2009 ore 12:06
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lettera

La paura del buio

Il francobollo a favore del latte materno circolante in Bosnia-ErzegovinaQuesta notte ho pensato a te, piccolina. Volevo scrivere della tua mamma, cacciata dal ristorante di un albergo mentre ti allattava al seno, ma non ho trovato le parole. Ero stanco, agitato da mostri senza pudore e dignità. Ti chiedo scusa per come siete state trattate e vorrei gridare che sono stufo di questo silenzio osceno, di questa buio formato Italia. Scoprirai che non è facile essere donne qui, piccolina. Per te è pronto un futuro da velina, un letto a Palazzo e, se farai la brava, una foto sui giornali. Basta, non c’è altro.

Nell’Italia dei porci comodi fa scandalo il seno di tua mamma, non le tette mercificate dalla tivù. Il pubblico ebete plaude alla madre cacciata per avere turbato lo spettacolo, e il buio cala.

Mi sono chiesto come siamo arrivati a tutto questo. Dormendo un sonno catodico, senza proteste ma senza futuro. È buio, bimba, e la luce non sembra arrivare: scusaci, se puoi.

[Per saperne di più: l'hotel Spinale di Madonna di Campiglio dove si è svolto il fatto, il sito della Leche League, Lega per l'allattamento materno]

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106 commenti a La paura del buio

  1. avatar bio doll

    non credo sia il seno che disturbi o scandalizzi ma il gesto del nutrimento al seno o meglio il seno che sfama la fame vera…

    kiss
    bd

  2. Ieri avevo letto la notizia sul Corriere, l’episodio è vergognoso, fortunatamente a me non è mai capitato…credo che la mia proverbiale mancanza di autocontrollo si sarebbe manifestata senza ritegno. Ci sono esempi di maleducazione assoluti e comportamenti a tavola che trovo insopportabili, tipo rumori e risucchi vari che vengono tollerati, si caccia invece una madre che allatta? Hai ragione Antonio, vengono apprezzate solo “le tette mercificate dalla tivù” :(

  3. avatar alfredo

    La perdità dell’identità, delle nostre radici, delle nostre tradizioni, porta a questo! A negare anche la maternità! Ritorniamo a guardarci allo specchio, nudi! Capiremo meglio che siam fatti di carne, che non siamo i vestiti che abbiamo addosso che non siamo di ferro cromato come il rolex.
    In ogno caso l’Hotel in questione ha sbagliato per troppa riverenza rispetto ad un’altro cliente marcio dentro.
    Forse era meglio se l’Hotel diceva chiaramente: !i bambini non sono i benvenuti nella sala ristorante, come in un locale lap-dance”.
    (Fa specie ancor di più che sia successo in un locale trentino, famosa regione abituata ad ospitare famiglie) BoH!?!???

  4. E sì che mi ero sentito orgoglioso quando l’anno scorso al Prado era accaduta una cosa simile. In Italia non succederebbe, era l’opinione anche di mia moglie, spagnola. E invece, un anno dopo eccoci qua. Ma mentre al Prado era seguita nei giorni successivi un’invasione di donne che protestavano, qui niente. Un altro anno, è del tutto evidente, è stato impiegato per inabissarci in uno splendidamente profondo medioevo…

  5. avatar eggi

    premetto che non mi piace il termine ‘cacciata’. situazione naturalissima, piena di vita, di significato ecc..ecc.
    non credo che a priori qualsiasi luogo sia ‘adatto’ per allattare. la trovo una cosa molto privata ed in determinati contesti ‘riservata’.
    ogni situazione dovrebbe essere valutata solo in quel preciso contesto che noi non conosciamo. faccio un esempio. ci sono bambini che allattano fino a 4/5 anni. se immaginiamo la situazione rapportata a quella di un bambino di pochi mesi, tutto assume un aspetto diverso. ribadisco che una donna non dovrebbe mai essere cacciata perché allatta, ma a me risulta che gli è solo stato chiesto di spostarsi in un altro luogo

    • avatar Paola

      > ci sono bambini che allattano fino a 4/5 anni.
      > se immaginiamo la situazione rapportata a quella
      > di un bambino di pochi mesi, tutto assume un aspetto diverso

      Eggià. Non sia mai che nulla ci ricordi che veniamo da una vagina e che siamo stati allevati da una tetta. Teniamo i due ambiti ben distinti. La mamma è la madonna vergine, le tette e le vagine sono cose da sesso (e, diciamocelo, da donne di malaffare).
      Che con somma cortesia vengono pregate di usarle altrove, perché qualcuno ancora non s’è risolto quel piccolo dualismo lì. Ma non è cacciare. No. Del resto anche Rosa Parks veniva educatamente invitata a sedere altrove. C’era a chi dava fastidio vedere i neri, e c’è a chi dà fastidio intuire tette che allattano (perché a vederle, di solito, le vede solo l’allattato). L’importante è essere cortesi. Teste di minchia, ma cortesi. Del resto, veniamo anche dalla minchia, non dimentichiamocelo.

      • avatar eggi

        non veniamo dalla minchia cara Paola, ci sviluppiamo nelle palle e tu sei la migliore di quella eiaculazione, ma paragonare il razzismo all’aver chiesto ‘ si può cortesemente spostare in un’altra stanza’ mi sembra eccessivo.
        l’idea che tutti possono fare quello che vogliono dove vogliono non mi appartiene. nella sala di un ristorante si mangia. a me non da fastidio vedere una donna che allatta ma capisco quelli a cui può dare fastidio. poi se ‘per forza’, una donna deve allattare durante un funerale, mentre paga il conto alla cassa, alla riunione di condomino, durante il bunging jumpy e mentre tromba è libera di farlo solo in funzione del tua interpretazione di libertà

  6. E’ una vergogna.
    In questi casi ogni ristorante che si rispetti dovrebbe avere una balia pronta per l’evenienza. Anzi, negli stellati dovrebbe esserci anche la lista delle tette.
    Mi vedo già stormi di poppanti indecisi….
    ” Mmmmmmmmm, non saprei, oggi quasi prenderei una pugliese dell’82…avete anche estere?”

    • Ne parlammo tempo addietro anche nel forum del Gambero. E molti per un episodio del tutto simile a questo si dissero d’accordo con chi volesse impedire alla mamma di allattare in pubblico.
      Io trovo questa un’idea bestiale; ditemi voi cosa c’è di più naturale di una donna che allatta il proprio bambino…e se lo dice uno che all’avere un figlio preferirebbe un suicidio sotto un treno in corsa….
      Non vorrei attizzare polemiche ma mi ricordo che le persone maggiormente e profondamente contrarie erano donne….invidia ??? ;-) )
      .
      Ciao

  7. avatar gumbo chicken

    Diamo per scontato che sia un po’ strano scandalizzarsi per una poppa allattante quando già solo tra tv e pubblicità se ne vedono in gran quantità sventolare quotidianamente, di tutte le forme e dimensioni.
    Però, mettiamo che lo sfoderamento della tetta a tavola dia fastidio a qualcuno; perché mai è così tanto un problema spostarsi semplicemente un attimo in un’altra stanza, sfamare il pupo famelico e poi tornare?

    • avatar Paola

      Rigiriamo la domanda: perché mai è così tanto un problema per la persona infastidita spostarsi semplicemente un attimo in un’altra stanza mentre la mamma allatta?

      • avatar gumbo chicken

        Fammi pensare. Nel ristorante di un’hotel mi vedo più calzante che sia la mamma a spostarsi senza far interrompere il pasto agli altri; del resto se l’esigenza improvvisa fosse cambiare il pannolino toccherebbe ugualmente…almeno spero! :-) ))

        Se la faccenda è che so…in spiaggia, in una sala da ozio, un parco, o un qualunque luogo spazioso invece trovo che sia più ovvio che sia l’infastidito/a a spostarsi.

        Dipende. Ma quello che intendevo è che non mi sembra una faccenda così complicata da risolvere – in un modo o nell’altro- rispetto alle infinite possibili questioni di conflitti e abusi su esseri umani! Mi sembra un po’ sproporzionato lo scandalo che suscita. Tutto qui.

        • Gumbo, ciao, forse mi son perso un passaggio, ma perchè gli altri avrebbero dovuto smettere di mangiare ???
          Non mi sembrano due attività incompatibili, anzi, direi piuttosto assonanti. Se uno dei mangianti ha dei problemi che si alzi e torni più tardi.

          • avatar gumbo chicken

            Gli altri era sottinteso “quelli infasatiditi” non tutta la sala! Tecnicamente se è la mamma a dover restare e l’infastidito a doversi spostare (come nelle’esempio di Paola), è costretto a interrompere il pranzo, lasciare il piatto e andare nell’altra stanza e poi sbirciare ogni tanto per capire se l’operazione è conclusa (dato che a priori non si può sapere per quanto avrà fame il neonato). Mi sembra semplicemente più pratico in questo preciso contesto fare il contrario.

            Personalmente mi sembra solo un po’ New Age l’allattamento obbligatoriamente istantaneo al ristorante come al supermercato o all’autogrill o sul tram! :-D

  8. avatar simonetta

    Gentile Paola, la persona infastidita non può “spostarsi nell’altra stanza” semplicemente perchè è in un ristoramte a cenare…non è lei quindi a doversi spostare..

    E’ ovvio che la maleducazione o gli eccessi non mi piacciono e la tolleranza è sempre davanti a tutto, ma non trovo nemmeno giusto che si debba allattare in ogni luogo, senza preccuparsi del contesto perché tanto “è un gesto naturale”… lo trovo invece un gesto intimo e riservato che questa mamma avrebbe potuto compiere tranquillamente allontanandosi – lei – per pochi minuti in altro luogo, evitando una ostentazione, quella si, fastidiosa e innaturale.
    Detto questo ognuno è libero di agire come ritiene, se mi fossi trovata lì, non mi sarei mai lamentata pubblicamente con un direttore di sala.

    • “evitando un ostentazione, quella si, fastidiosa ed innaturale”.

      Come si può essere sicuri che fu un gesto ostentato ed innaturale??
      E se lo fu, come renderlo non ostentato e naturale a parte andandosi a nascondere ???

      Boh, io proprio non ci arrivo, non riesco a capire come si possa vederla in questa maniera.
      E come avevo detto prima le più arrabbiate sono proprio le donne….perchè ???

      Ciao

      • Senza contare poi che molta gente ostenta la faccia, fastidiosa e innaturale…e mai che vengano allontanati…

      • avatar Paola

        Niente, Vignadelmar, non c’è verso di capire cosa ci sia di “fastidioso”, “ostentato”, “maleducato” e ora addirittura “innaturale” (per quanto, con tutte le tette siliconate che girano…).
        Eppoi, ci hai fatto caso? Questi signori e queste signore, con tutto che c’è natalità zero, sono costantemente circondati da puerpere sfacciate. Ovunque. Tipo film di Carpenter: “Esse allattano”.

    • avatar eggi

      speravo di condividere il mio pensiero

  9. avatar eggi

    Paola – le tette di silicone, la tv, l’ostentazione e merceficazione della donna, non entrano in questo discorso.. così come il razzismo. io penso… dico penso… che esistono situazioni in cui una ‘persona’ – non solo le donne – possa scegliere. pensa che la sala di quel ristorante era vuota.. non c’erano altre persone.. e perciò nn dava fastidio a nessuno. perciò il problema non é se dava fastidio ma se a PRIORI lei potesse decidere dove allattare IN CASA ALTRUI. il direttore gli ha consigliato un altro luogo e lei ha sfruttato la situazione. come dice GumBo Chiken in un parco o in spiaggia nessuno ci fa caso, perché é un LUOGO DIVERSO.

    • avatar eggi

      mercificazione..zanichella

    • Ancora non capisco perchè un bimbo che mangia dovrebbe nascondersi…

      • Noi Comunisti trinaricciuti non ci nascondevamo nemmeno quando mangiavamo i bambini !!!!!
        (adesso ufficialmente abbiamo cambiato dieta, ufficiosamente invece…..GNAM !!!)

        Ciao

        .

      • avatar Paola

        Antonio, tu non capisci perché tu vedi un bimbo che mangia, i sessuofobi mascherati da Lina Sotis ci vedono TETTE e SUZIONI (il tutto psicodinamicamente defocalizzato con “è un momento prezioso e intimo, che la mamma dovrebbe godersi nel privato della sua casa, circonfusa di aurea luce”).

        Ah, caro Sigmund. Quanto ci manchi.

        • Sottolineo che a me non da alcun fastidio, tuttavia, visto che mi circondo di sacra e profonda riservatezza, rimango sempre solo stupito da chi invece ama fare pubblico sfoggio della propria quotidianeità.
          In breve non capisco la richiesta dell’albergatore o chi per lui ma non approvo neanche la scelta della madre, non trovando la situazione ne’ tenera ne’ commovente.
          Io sono stato allevato da una pantera nera, nel cuore della giungla….

          • avatar Paola

            Ma infatti non c’è nessuna scena né tenera, né commovente: c’è una sanguisuga che deve essere allattata ogni due-tre ore e c’è una madre (di solito stracca, specialmente la puerpera) che magari è riuscita a organizzarsi la prima cena fuori casa (o, diononvoglia, vacanza in Trentino). E, toh, magari, pur avendola allattata un’ora prima, la sanguisuga comincia a reclamare. Non ci vedo molta scelta, io.

            (interessante che all’allattamento vengano poi sempre accostati rutto, orine e feci, se non addirittura trombate: certe persone devono aver avuto un desco familiare assai colorito — ma su una cosa ha ragione eggi, tendo a divagare).

        • avatar eggi

          tu sei fissata con le tette. ecco, io appena vedo una mamma che allatta vorrei sostituirmi al bambino. soddisfatta. e magari come un ristoratore svizzero pochi mesi fa, servire nel ristorante dei formaggi fatti con latte materno, raccolto nel paesello da svariate donatrici. visto che per te é tiutto lecito…

      • avatar eggi

        io non comprendo perché la mamma lo debba necessariamente fare in sala…

        • Perchè non dovrebbe ???

          Ah, si, perchè qualcuno potrebbe infastidirsi e turbarsi nel vedere una tetta succhiata….dal figlioletto….capisco.
          Immagino che certe persone così sensibili vivano senza guardare la televisione e senza sfogliare riviste !!

          Io poi sono particolare e dovrei star zitto: a me da fastidio vedere quelli vestiti completamente di bianco, dal cappello al camicione, scarpette rosse incluse.

          Ciao

          .

          • avatar eggi

            scusami, spiegami cosa significano in questo discorso riviste e tv? se vedo in televisione una donna che allatta e mi da fastidio…cambio canale. se in sala, mentre sto mangiando, vedo una che allatta.. non posso cambiare.. se la metti sul piano televisivo. poi se nella sala del tuo ristorante tra un business lunch.. una riunione d’affari.. una allatta, l’altra cambia il panno perché é acqua dei santi, la zia fa fare il rutto con rigurgito.. buon appetito

  10. Paola mi piace, sono in assoluta sintonia con i suoi scritti e con il tenore degli stessi.
    Mi piaceva dirvelo.

    Ciao

    • avatar TAG 3.0

      allattamento
      fastidio occhiatacce imbecillità vergognoso maleducazione rutto terroni scandalo feci tette devianza sesso escort fetish minchia eiaculazione latrine pisciare trombare razzismo incesto orgasmo pornografiche

      :?:
      Bernardi, mi piaceva dirtelo

  11. Scrivevano su Repubblica giorni fa: “L’incapacità di provare vergogna”. Questo è il problema di fondo, la totale mancanza di un autocontrollo morale ormai affermatosi e dilagante, per cui anche l’ultimo degli ultimi può uscirsene fuori con cose allucinanti che trovano addirittura cassa di risonanza nella pubblica informazione, non tanto per essere come spesso dovrebbe essere, una nuova gogna in piazza, ma solo per alzare di un’altra tacca l’asticella del salto in basso, nel gorgo di questa moderna “perdizione” che pare ingoiare tutti noi. Non stupiamoci, perciò. Ricordiamoci, piuttosto, che abbiamo al potere il Fosbury della situazione, colui che ha inventato un nuovo stile e con quello salta più in basso di tutti, costringendo gli altri ad imitarlo….

    • avatar alfredo

      Leggendo tutti i commenti, e anche l’articolo da cui sono nati posso concludere:
      Il fatto è succeso in un Hotel da famiglie, nella regione a statuto speciale trentino. (cioè che paga meno tasse delle altre).
      Bisognerebbe sentire anche l’altra campana cioè quella degli austriaci del sud-tirolo gestori dell’Hotel.
      Paola, puoi avere ragione, ma il tuo mondo non esiste più da un pezzo!

      Per il resto….BaH… sembra l’ennesima notizia pre-agosto.

  12. avatar gumbo chicken

    Visto che il discorso continua con livore, mi sorgono altri pensieri:

    “il tuo mondo non esiste più da un pezzo” (citazione da Alfredo che si rivolge a Paola) mi fa pensare che qualcuno ricordi un’epoca in cui era all’ordine del giorno che decine di donne allattassero per strada, nei locali pubblici, sul bus e che ora i tempi siano cambiati. A me vengono in mente solo comuni hippy e film e romanzi ambientati nei sobborghi derelitti secoli fa! :-)

    Continua a sembrarmi un po’ eccessivo pensare che tutto il mondo debba adeguarsi alle richieste del pupo all’istante e chi non lo fa è crudele e senza cuore.
    Io sono stata nutrita prima con le flebo e poi con il biberon (che non è sempre a disposizione come le tette) e sono sopravvissuta lo stesso.
    Un po’ di elasticità da parte di chi si scandalizza per un nonnulla è opportuna, ma anche un po’ dall’altra parte non guasterebbe!

    p.s. Ma che diavolo c’entrano le tasse e lo statuto speciale?!

    • avatar alfeedo

      C’entra, perchè loro, i trentini, pensano di essere più furbi degli altri poveri italiani.
      Ciao Gumbo. Ho sempre pensato che eri un lui.

      • avatar gumbo chicken

        Ciao, non solo non ero e continuo a non essere un lui; anche se sono torinese, la maggior parte dei miei parenti sta della provincia di Bolzano. Così tanto per completare il quadro di presentazioni! :-)

        p.s. E per aggiungere un breve OT (sull’argomento…basta)

  13. avatar dink

    Ho visto mamme allattare al seno in diversi contesti, compreso in chiesa, e nessuno si è mai scandalizzato; in un hotel per FAMIGLIE, poi, pensavo fosse una scena abbastanza frequente ed accettata; ancora non ho capito cosa ci sia di scandaloso e/o disgustoso in ciò, ma forse sono io che sono stato educato male…

    • avatar eggi

      Buongiorno – Nel 1953, in Italia… IN ITAALIA, ad una signora soprannominata ‘la Dama Bbianca’, non era permesso il lusso di camminare in starda perché ricoperta di sputi. Causa? Amava un uomo che non era suo marito.
      In una società che riconosce alle donne numerosi e mediatici ‘falsi diritti’ preferisco la tendenza del cambiamento.
      E se ancor oggi ad un uomo che allieta il suo desiderio con più donne è attribuita la figura del viveur, del playboy mentre la donna rimane fondamentalmente una ‘zoccola’, che a sua volta si segmenta in ‘zoccola comune’ e escort se il suo prezzo non è proprio accessibile, preferiamo pensare che i loro diritti principali e per cui ‘combattere’, siano sempre quelli futili.
      Non è una questione di scandalo o maleducazione, dopo che abbiamo ripartito cornuti, zoccole, mafiosi ed imbecilli nella futura classe dirigente è normale, molto normale che qualcuno rimanga scandalizzato perché ad una donna è stato chiesto di ‘spostarsi’.
      Mi meraviglio della tendenza generalista a considerare l’allattamento una forma forzata ed improrogabile a cui tutti debbano partecipare collettivamente.

      • avatar dink

        Dame bianche? Escort? Mafiosi? Eh?
        Ripeto la mia semplice domanda: cosa c’è esattamente di inopportuno e/o illecito e/o immorale e/o disgustoso (insomma, fate vobis) nell’allattamento al seno?

  14. avatar griffus

    E’ ammesso, pur se raro, il verbo intransitivo:
    0.7 1 Nutrire con il latte, allevare. 2 Intrans. Prendere il latte.

    • avatar dink

      Sul mio Garzanti c’è solo il transitivo; ha consultato il TLIO, vero? Non penso però che eggi abbia di proposito uilizzato il verbo in una forma presente in un testo del 1334, almeno spero.

      Per restare in tema: c’è qualcuno disposto a rispondere seriamente su cosa c’è di male ad allattare/essere allattati anche in pubblico?

  15. avatar eggi

    Definita censura incredibile dagli amici di clickblog, la notizia della messa al bando dal Facebook delle foto delle mamme che allattano sta facendo il giro del mondo, incontrando sempre più consensi contro la decisione del social network.
    Barry Schnitt, il portavoce di Facebook, ha fatto notare che il sito web interviene soltanto in caso di pubblicazione di immagini oscene, segnalate da altri utenti che si lamentano dell’indecenza della foto. Quanto osceno può essere mai il seno di una mamma che allatta il proprio bambino? Quanto pornografica e provocatoria la mammella in bocca ad un neonato?
    La decisione di Facebook di vietare alcune immagini ha fatto indignare molti utenti, tra cui Kelli Roman, la mamma americana che ha lanciato la petizione online Hey Facebook, breastfeeding is not obscene!, che ha spinto un gruppo di manifestanti ad organizzare un allattamento virtuale ed una piccola dimostrazione davanti alla sede di Facebook a Palo Alto, California.

  16. avatar fabrizio scarpato

    Io capisco lo sconforto politico di Antonio T., così come le rivendicazioni di Vignadelmar e Paola. Mi trovo d’accordo però con Gumbo ed Eggi: c’è qualcosa che non torna.
    Allattare al seno mi sembra un gesto “privato”, uno scambio essenziale tra mamma e figlio: tale intimità non può esser nascosta, né rimandata, ed è bello accorgersi di mamme che allattano in spiaggia, nei parchi, insomma tra la gente.
    Ma al ristorante è diverso: al ristorante, come su un autobus o nello scompartimento di un treno, si è a diretto contatto con gli altri, e proprio la privatezza del gesto, il rispetto della mamma verso se stessa e verso la bambina, la tranquillità necessaria avrebbero consigliato di appartarsi un momento.
    Se qualcuno ha protestato, se quel gesto amorevole ha turbato il maitre, ci troviamo di fronte a casi di imbecillità, ma la mamma, che afferma di non esser esibizionista né femminista (?), deve aver provato un qualche imbarazzo o perplessità, e temo che l’enfasi del caso sia dovuto proprio al semplice fatto di essersi sentita ripresa. Una questione di principio.
    Io mai e poi mai avrei protestato, ma mi fanno specie le reazioni indignate e manichee a fronte di semplici opinioni riguardanti comportamenti e opportunità, soprattutto quando tali reazioni richiamano presunte turbe psico-sessuali, che forse andrebbero rimandate ai mittenti.

    • avatar dink

      Interessante: un gesto “privato” lecito in pubblico tra la gente in spiaggia e nei parchi (insomma outdoor) ma non in ristorante, negli autobus, nei treni (ovvero indoor). Sinceramente non capisco la differenza. Sono d’accordo al limite sull’autobus, dove la brevità del viaggio, gli scossoni e l’affollamento rendono l’ambiente assai scomodo per allattare, ma ha mai viaggiato nei treni diretti verso sud? Mi spiega cosa deve fare una mamma con neonato dopo dieci ore di viaggio? Scendere nelle stazioni intermedie? Andare nelle latrine dei vagoni? Pensavo poi che nei ristoranti ci si andasse a mangiare, e che questo comprendesse chi preferisce il latte materno all’impepata di cozze.

      Allattare un gesto “privato”, “intimo”? Col capannello di mamme, suocere, nonne, zie, vicine di casa e colleghe neomamme con contorno di commenti e consigli e chiacchiere che spesso lo accompagna?

      Sul serio, risponde qualcuno su cosa c’è di male nell’allattare in pubblico? Cos’è esattamente “che non torna”?

      • avatar eggi

        vorrei capire meglio… mi spieghi a parole tue cosa significa – ma ha mai viaggiato nei treni diretti verso sud? -

      • avatar eggi

        allattano in pubblico solo i terroni?

        • avatar dink

          eggi, era solo un esempio, che vale per viaggi in qualsiasi direzione, ho scritto così semplicemente con l’immagine in mente da miei passati lunghi viaggi ferroviari verso terre sicule.

      • avatar gumbo chicken

        Vorrei precisare che io ho parlato di ristoranti ma non di treni – nel senso che in un viaggio lungo è evidente che è il caso di dar da mangiare a ‘sto poveretto. I bagni fanno schifo, quindi per me rientra nei casi in cui è più pratico/sensato che siano gli altri ad allontanarsi se hanno un problema a vedere l’allattamento.

        Però continua a sembrarmi strano tutto l’accanimento perché a me sembrava una cosa che con un minimo di buonsenso, comunicazione e comprensione reciproca (evidentemente ognuno ha i suoi problemi) si può sempre risolvere senza drammi. Ma a quanto pare no!

        • avatar dink

          Il minimo di buonsenso, comunicazione e comprensione reciproca si può raggiungere rispondendo a questa semplice domanda: cosa c’è esattamente di illecito (o immorale, o disgustoso, ecc.) nell’allattamento al seno?

          • avatar gumbo chicken

            Questa semplice domanda dà per scontato che sia impossibile che qualcuno provi un senso di fastidio (o disgusto o disagio o non so che altro) ad assistere all’operazione.
            Evidentemente invece accade, ma non so io esattamente perché. Un po’ come tra le allattatrici c’è a chi va bene qualunque luogo e chi invece dà fastidio avere intorno una serie di sconosciuti che osservano.

            E poi io non vedo niente di illecito o immorale o disgustoso neanche nel prendere il sole o fare il bagno nudi. Però c’è chi lo trova insopportabile.

            Boh, ognuno ha un carattere e un modo di sentire diverso, mi sembra semplicemente un dato di fatto. Non mi sembra uno sforzo enorme (da entrambe le parti) tenerlo in considerazione e comunicare senza doversi accapigliare.

          • avatar Fabio Spada

            Mi riallaccio a quanto detto da gumbo non potendola ulteriormente quotare.
            La domanda come dice gumbo presuppone che sia impossibile che qualcuno provi fastidio alla vista di questo semplice gesto. Come mai invece il fastidio spesso lo provano le mamme che allattano. Rivolgi a loro la domanda e spiega, con la stessa enfasi applicata fino ad ora, che sbagliano a sentirsi a disagio ad allattare il proprio pargolo in pubblico, che è un errore considerare quel gesto intimo e personale e che se preferiscono celare il loro atto spostandosi in altro luogo o coprendosi con un teletto, sono tacciabili di morbosità e passibili di indagini psicoanalitiche.

          • avatar dink

            @gumbo
            Questa semplice domanda dà semplicemente per scontato che una persona che prova fastidio sappia almeno dirne il perché; se un mio comportamento in pubblico che a mio parere non viola leggi, morali o regole di comportamento sociale provoca un “fastidio” a qualcuno e questo lo esterna, la prima cosa che gli chiedo è perché o quale regola sto violando. Se questa persona non è in grado di spiegarsi sono affari suoi: direi che a questo punto l’infastidito sono io, e io posso anche spiegare il perché.

            Sull’essere nudi o meno ci sono leggi e consuetudini sociali precise, che chi pratica il naturismo conosce benissimo, peraltro. Quali sono leggi e consuetudini sull’allattamento al seno?

            Posso trovare un paio di esempi più calzanti:
            1) (faceto) in un ristorante mangiando la bistecca alla fiorentina posso dare fastidio al vegan che trangugia insalata al tavolo accanto: mi pare ovvio che in caso di sue rimostranze il mio invito sarebbe di o andare in un ristorante vegetariano o di utilizzare in modo più ludico verdure come zucchine e cetrioli
            2) (serio) C’è gente che prova fastidio vedendo disabili o persone con sindrome di down (e relativi comportamenti “stravaganti”, mi si passi il termine), ed ogni tanto (o meglio troppo spesso) si sentono notizie di rifiuto di ospitare queste persone da parte di hotel e ristoranti: anche questo è giustificabile perché “ognuno ha un carattere e un modo di sentire diverso”?

            @Fabio Spada
            Invece è lei che ha evidentemente bisogno di una spiegazione: ognuno ha il suo senso del pudore personale, e va benissimo quando questo è riferito alla PROPRIA persona: per gli altri valgono leggi, etica e consuetudini sociali; secondo il tuo ragionamento, un comportamento sociale ormai accettato come il topless in spiaggia andrebbe vietato perché ci sono ancora donne che si vergognano di mostrare il seno?

          • avatar gumbo chicken

            Ho la tendenza a continuare le discussioni inutilmente, ma dopo un po’ mi stufo (tanto più che non m’interessa convincere nessuno di nulla, in questo caso!)

            Quindi rispondo ancora una volta poi smetto:
            tu parli di divieti e obblighi; io parlo semplicemente di convivenza umana tenendo conto – quando non costituisce un grande problema per la propria libertà personale – anche delle sensazioni altrui che per natura non sono necessariamente razionali. Senza doversi impuntare, ci si può incontrare a metà strada.

            I tuoi esempi:
            1. Fino a prova contraria in un ristorante l’attività tipica è mangiare. Se uno va in un ristorante non vegetariano, sa anche che molto probabilmente ci sarà qualcuno che mangia carne. Può evitare la situazione a priori o decidere a priori di accettarla. Diverso è il caso di chi va in un luogo in cui tipicamente si mangia e si trova attività non proprio usuali (ad esempio a me darebbe invece un fastidio terribile un improvviso karaoke non annunciato – anche se non è certo vietato).

            2. C’è una differenza fondamentale: il disabile o la persona con la sindrome di down (ma anche qualcun altro faceva l’esempio di Rosa Parks che è calzante) ha una condizione che, anche volendo, non può cambiare. E’ così. Solo gli altri possono decidere se accettarlo o rifiutarlo, cambiare atteggiamento o andarsene.
            L’allattamento è un’azione che puoi consapevolmente rimandare, spostare ad altro luogo, coprire o semplicemente concordare (se sembra necessario, perché poi alla fine di casi rari stiamo parlando, credo) con le persone che stanno intorno.

            Comunque, per me ognuno faccia un po’ come sente! Chiudo qui!

          • avatar dink

            Spiacente, ma la convivenza umana richiede spiegazioni razionali, del tipo “mi stai dando fastidio perché…”: solo così ci si può capire vicendevolmente ed “incontrarsi a metà strada”: non sono disposto a modificare miei comportamenti leciti per puri “capricci” non spiegati, sia ben chiaro.

            1) Vero, l’attività in un ristorante è mangiare; domanda, cosa fa un neonato in poppata?

            2) Anche il neonato è così per condizione: quando ha fame ha fame, sennò strilla (e lì sì che son fastidi, altro che karaoke!); e mi sembra almeno sgarbato costringere una madre ad alzarsi ed a spostarsi quando può concludere la cosa in 5 minuti con tutta la discrezione possibile; tanto più quando, come afferma lei, si tratta di una situazione rara; e dov’è il problema, allora?

            Sì, ognuno faccia come si sente: mi basta solo che non (mi) rompi l’anima, se il suo fastidio non ha giustificazioni.

    • avatar Paola

      Fabrizio, per favore, smettiamola di nasconderci dietro un dito con tutte queste menate del “gesto privato”, perché quella stessa poppata (che a quanto pare deve essere appannaggio di luoghi remoti e sicuri, al riparo dal mondo crudele esterno, probabilmente con sottofondo di cori angelici, magari mettiamoci pure due bodyguard all’entrata, non si sa mai – il tutto in media OTTO volte al giorno per almeno SEI mesi), insomma, quella stessa poppata non avrebbe sollevato nessunissimissima obiezione di nessunissimissimo genere se la mamma invece della tetta avesse sfoderato il biberon.

      Quindi pregherei tutti gli indignati, i “non lo farei mai, ma capisco chi si è infastidito”, i “dare da mangiare al pupo quando ha fame è new age (!)”, i “si comincia con le poppate in pubblico e si finisce a cacare, pisciare e trombare davanti a tutti” di dire che il problema è che si sentono turbati dal pensiero che c’è una tetta scoperta che viene succhiata a pochi passi da loro. E parlo di pensiero, perché basta non mettersi in piedi accanto alla signora fissandole il decolleté per evitarsi la vista del capezzolo succhiato, senza imporre agli altri le proprie personali fobie.

      • avatar gumbo chicken

        Scusa puoi capire che mi frega di vedere le tette, vedo tutti i giorni le mie e per me con o senza pupo possiamo decidere di coprirle o meno a piacimento (purché per libera scelta)!

        E’ che quando qualcuno è talmente serio da non sopportare neanche una battuta qua e là…non riesco ad evitare di punzecchiarlo/a per vedere come reagisce.
        Tu reagisci sempre inferocita. Due risate ogni tanto?

        • avatar Paola

          Se ti fai problemi per il mio senso dell’umorismo, dormi serena: rido spesso e apprezzo le belle battute.
          Ma, diciamocelo, quella che allattare il pupo ogni volta ha fame sarebbe new age non era esattamente una roba alla Wodehouse.

  17. avatar eggi

    pensare che FB privi la pubblicazione delle immagini delle poppate è un controsenso assurdo. Io non trovo evidente che nel più vasto social net si possa ‘vietare’ il momento.
    Ma se pensiamo alle devianze sessuali mi rendo conto che l’utilizzo di tali immagini possa essere utilizzato, cogliendo nel segno la devianza stessa. Giusto perciò eliminarle non perché ritenute pornografiche ma perché il cervello umano é un controsenso naturale.
    La mamma che allatta non può essere oggetto di una rivendicazione del diritto. Il diritto esiste, c’è, nessuno lo vieta, ma chi si lamenta, chi si scandalizza e chi lo vuole ‘imporre’ a tutti i costi non mi trova in accordo

    • avatar dink

      Se il problema sono l’interpretazione delle immagini da parte di “deviati sessuali”, beh, allora si dovrebbero vietare anche le foto dei minori, o quelle, chessò, dei piedi (e mi fermo qui).

      Non ho capito ancora cosa esattamente “impone” una mamma che allatta; ad “imporre” qualcosa è casomai il bambino, che rivendica il diritto di essere sfamato quando ha fame.

      • avatar eggi

        le immagini dei bambini bianchi devono essere, infatti, autorizzate dai genitori, tranne quelle dei bambini neri che possono essere tranquillamente fotografati anche quando muoiono di fame perche le mamme, pur avendo spazi all’aperto e indoor per allattare, non hanno latte… ma questo è un altro problema
        non vorrei neanche ‘immaginare’ se invece di una cardiologa bianca, fosse successo ad una clandestina nera.
        per ritornare al tuo discorso, i piedi, spesso associati al fetish non rientrano nelle ‘devianze sessuali’ come lo sono invece le scarpe. al contrario il capezzolo, assume un contorno molto articolato nella psiche umana…ma nessuno dei due, spero, vorrà affrontare tematiche così articolate

  18. avatar Enrico Marsili

    Bellissima serie di commenti.
    Aggiungo i miei due cents, come neopapa` e sposo di una neomamma.

    Il pupo piange durante un concerto, un pranzo al ristorante, in una conferenza, luoghi dove il silenzio e`sacro.
    Ci sono due opzioni:
    1)Il papa`o la mamma scappano dalla sala, di solito sbattendo a porte e scalini, leggermente innervositi dal pianto del piccolo avvoltoio.
    2)La mamma attacca il pupo e, se necessario e discretamente, si allontana dalla sala.

    Ci sono capitati tutti e due i casi, preferisco il primo. Mai avuto problemi, a parte qualche (legittimo) sguardo curioso o un po`infastidito. Al massimo, una bella copertina sulla spalla e via. Al nostro pupo, il latte piaceva in penombra.

    • avatar dink

      Sinceramente preferisco la seconda, senza necessità di allontanarsi, opzione assai meno fastidiosa e rumorosa (ruttino finale a parte). Da me non avrebbe problemi o occhiatacce di sicuro, al massimo un augurio pensato di buon appetito al pupo.

    • avatar giulia

      trovo che l’allatamento sia un gesto più che naturale e intimo e non lo farei mai in pubblico…
      ma se proprio dovesse mi piace la soluzione di enrico della copertina :-) …. per la privacy mia, del pupo e altrui!

      • avatar eggi

        e non cara Giulia.. se ti copri sbagli..devi farlo in pubblico con il riflettore ed un pannello dove scrivere IO ALLATTO, È NATURALE, È CONSENTITO E NON DEVE DARVI FASTIDIO. SE NON SIETE DACCORDO SPOSTATEVI IN UN ALTRO LUOGO

        • avatar anonimo

          ho letto tutti i tuoi commenti
          la libertà altrui per te è un problema, non c’è niente da fare
          la parolina c’è: intolleranza
          bisogna abdicare dall’onnipotenza e comprendere che gli altri vivono a pescindere dai recinti che vorremmo fabbricare per loro

  19. E poi, quella tetta succhiata morbosamente dal bambino famelico, un po’ porcone, già traviato sulla via dell’incesto futuro è preludio all’ineluttabile ruttino che il più delle volte si rivela essere un mega rutto tonante e cavernoso, liberatorio frutto dell’orgasmo provato nel lungo sessuale pasto appena malsanamente consumato.
    Quindi si, ho cambiato idea, meglio proibire questi veri e propri atti sessuali incestuosi camuffati come semplice assunzione di cibo di un bebè !!!!!
    .
    Ciao

  20. avatar fabrizio scarpato

    Qui ci si accanisce sulle parole, che sono importanti, ma troppo spesso usate a proprio piacimento.
    Inoltre pare evidente come tra coloro che son di parere diverso dal mio ( non ho detto “contrario” e ho detto “parere” non idea) vi sia un eccessivo ricorso a termini e argomentazioni che rivelano esse sì, un integralismo, una rivendicazione di libertà e anticonformismo troppo urlati. E la libertà… non è star sopra un albero, ma partecipazione, non è far come ci pare ma saper stare insieme agli altri.
    Ripeto che io non sono contrario a che una mamma allatti in pubblico, né tantomeno (almeno spero) sono vittima di pruderie sull’argomento, tuttavia penso che in taluni casi sia bene usare discrezione, non rivendicare di fare ciò che si vuole, in rispettando se stesse e il bambino.
    Mi si dice dei treni (forse esempio non calzante, ma volevo indicare una situazione forzata); ebbene io ribalto il discorso: poniamo che di fronte a me, sul treno, una signora abbia necessità di allattare. E’ ovvio e opportuno che lo faccia, se lo ritiene.
    Io a quel punto, a un metro da lei, mi alzo e con un sorriso e una parola mi allontano un momento. La lascio sola.
    Sia chiaro non per ingiustificato e aberrante fastidio, potrei anche starle davanti a guardarla estasiato: ma non lo farei, mi alzerei per semplice rispetto, anzi per banale gentilezza. Senza tanti discorsi e sparate.

    • avatar dink

      “Sia chiaro non per ingiustificato e aberrante fastidio, potrei anche starle davanti a guardarla estasiato: ma non lo farei, mi alzerei per semplice rispetto, anzi per banale gentilezza. Senza tanti discorsi e sparate.”

      Benissimo: quindi al ristorante dell’hotel per famiglie, con lo stesso semplice rispetto e banale gentilezza, distoglie lo sguardo dalla mamma che allatta e lo rivolge al piatto e/o ai suoi commensali, continuando senza disturbare ed indisturbato il suo pasto e/o la conversazione. Senza tanti discorsi e sparate, soprattutto al maitre.

      • avatar eggi

        io non capisco perché a tutti deve andar bene ‘per forza’ la tua idea.
        a me non da fastidio una donna che fa allattare il pupo, capisco che possa sentirsi anche in imbarazzo ( anzi molto probabile se si trova in un luogo pubblico), capisco che qualcuno potrebbe non condividere la sua idea di farlo in pubblico.
        non capisco perché tu non voglia analizzare le diverse situazioni, non capisco perché se si è di pareri diversi, ci debba essere lo psicologo di turno che deve analizzare ed ipotizzare tendenze e sogni ‘proibiti’
        e se causalmente una donna ti allatta ad un metro di distanza… se uno si alza sbaglia, se non si alza sbaglia, non può guardare perché è un maiale, deve guardare ma non troppo…azzo ma siete figli proprio di Studio Aperto.

        • avatar dink

          La mia idea, e analisi delle situazioni, è semplicemente questa:
          1) tu mamma ti vergogni di allattare in pubblico? Va bene, è un tuo sentimento e riguarda te, allatta pure in privato
          2) tu mamma hai la necessità di allattare in pubblico e non hai particolari pudori: bene, fallo pure, non ci sono leggi o consuetudini che te lo impediscano a mia conoscenza
          3) A te persona del pubblico dà fastidio vedere una mamma che allatta? Ok, ma mi spiegheresti il perché, per favore?
          4) Tu persona del pubblico sei infastidita ma non sai dirmi almeno perché: male, ti tieni le tue paturnie per cinque minutini e non rompi le tasche alla gente civile, grazie.

          Niente psicologo, niente imposizioni di idee, mi basta sentire “provo fastidio a vedere una mamma che allatta perché…”, mi basta capire.
          Troppo difficile rispondere a una semplice domanda? Me li riempie qualcuno ‘sti puntini?

          • avatar gumbo chicken

            Scusa ma non resisto alla curiosità: io che ho due cani mansueti e sempre portati al guinzaglio – se capisco che una persona che transita sul mio stesso marciapiede prova disagio, fastidio, paura…secondo la tua logica non dovrei cercare di farmi da parte finché non è in grado di spiegare perché e/o ricorda tutti i suoi traumi infantili e/o confessa le turbe psichiche nel profondo del suo inconscio? :-D

        • avatar dink

          Infatti non sei affatto tenuta a farti da parte; io un po’ di paura dei cani ce l’ho, di quelli grossi (tipo dobermann, no i chow chow o i Sanbernardo), ma se li incontro mentre cammino sono IO che passo all’altro marciapiede, mica penso che il possessore del cagnone debba scansarsi.

          Ma veramente secondo voi dovrei tener conto nel mio comportamento sociale di tutte le fobie degli altri? E gli altri dovrebbero tener conto delle mie fobie? Non vi conviene affatto, credetemi…

          • avatar gumbo chicken

            Veramente io lo faccio perché a me viene spontaneo cercare di tenere in considerazione anche gli altri. Per carattere, sensibilità, impostazione appresa da quelli che ho incontrato…boh. Non perché sono obbligata. A quanto pare a te invece sembra una cosa strana.

            Solo se qualcuno mi sta antipatico o se voglio sfidarlo o punzecchiarlo, allora deliberatamente faccio la rompiballe.

          • avatar dink

            Che tu lo faccia o non lo faccia sono affari tuoi: nessuno ti obbliga e nessuno te lo impedisce, cosa vuoi, una medaglia? E non ho mai detto che la considero una cosa strana. E gli altri possessori di cani che non si scansano non sono tenuti a comportarsi come te, e non sono necessariamente per questo persone sgarbate o da deprecare. La gentilezza non richiesta verso gli altri è un lusso che ogni tanto mi concedo anch’io, quando sono in buona, per il resto mi contento di comportarmi civilmente, ed è solo questo che richiedo alle altre persone.

            Trovo assurdo obbligare le persone ad essere “gentili” oltre il dovuto, ritengo la sola richiesta, senza nemmeno spiegazioni, di una maleducazione estrema.

          • avatar gumbo chicken

            Riassumendo:

            il padrone del cane che lascia che la “belva” si avvicini a una persona che esprime evidente disagio non è sgarbato o da deprecare.

            Quello che cortesemente chiede alla signora che allatte se può spostarsi nella sala adiacente perché una persona ha espresso disagio è un estremo malelducato, rompicoglioni, maniaco represso e non va minimamente preso in considerazione.

            :-D
            Posso dire che c’è qualcosa che mi suona strano in tutto questo? (ma non so spiegare il perché; posso esprimerlo lo stesso?)

          • avatar dink

            Esattamente, o meglio: il cliente (che resta anonimo) che si fa scudo del maitre (gentile ma smidollato) esprimendo e non motivando un disagio e creandone uno alla mamma allattatrice non è solo maleducato e rompicoglioni, ma anche vigliacco.

            Se lei non sa spiegare le sue sensazioni son problemi suoi: le esprima pure, chissenefrega, a me interessa discutere in modo razionale le opinioni (=la penso così perché…).

            Sa cosa trovo strano io? Che una persona come lei che esprime tutta la sensibilità possibile verso gli altri da fare lo slalom quando porta a passeggio i cani poi sia totalmente insensibile alle necessità alimentari di un neonato.

            Se vuole le spiego anche il perché, ma l’ha già fatto in modo ottimo Paola: http://www.dissapore.com/primo-piano/la-paura-del-buio/#comment-9985

          • avatar gumbo chicken

            Io non sono sempre razionale, la maggior parte delle mie sensazioni io non le so giustificare e spiegare.

            In ogni caso le mie curiosità generali me le sono tolte; sul caso preciso ho già detto che non ho più niente da aggiungere.
            Tra l’altro se una persona traduce “spostarsi nella stanza adiacente in un hotel” come “ignorare le necessità alimentari di un neonato” c’è ben poco da rispondere. Discorso chiuso!

          • avatar dink

            cit.: “Continua a sembrarmi un po’ eccessivo pensare che tutto il mondo debba adeguarsi alle richieste del pupo all’istante e chi non lo fa è crudele e senza cuore.” copyright Gumbo Chicken in http://www.dissapore.com/primo-piano/la-paura-del-buio/#comment-9866

            Invece tutto il mondo deve adeguarsi ai “fastidi” di un adulto all’istante, senza nemmeno osare chiedere almeno una spiegazione o un chiarimento, nevvero?

    • avatar Paola

      >ma non lo farei, mi alzerei per semplice rispetto,
      >anzi per banale gentilezza

      Benissimo, concordo e straquoto, è una banale gentilezza fatta a una persona (la mamma) che è in un momento assai faticoso della sua vita: a lei è affidato socialmente e biologicamente il compito di allevare il cucciolo della specie, e negli ultimi decenni è spesso costretta a farlo conciliando questo compito con un quotidiano molto serrato e stressante.

      Quindi quando tu parli di “rivendicazione di libertà troppo urlata” (tralascio l’anticonformisco, che con una poppata non ha niente a che fare), io un po’ mi urto.
      Perché se leggo i giornali italiani (fortunatamente vivo all’estero e la TV me la risparmio) vedo tutti i richiami all’importanza della famiglia, al sostenere la famiglia, e la famiglia è sotto attacco, etc.
      E quindi mi aspetterei appoggio incondizionato al motore primo della famiglia.

      Però poi, leggendo in giro, mi rendo conto che il senso comune per tanta gente sarebbe che allattare in pubblico è sconveniente e la mamma dovrebbe nascondersi. E spesso, spessissimo, queste persone usano ipocritamente la ragione che portavi tu (ovvero “è un momento privato tra mamma e bambino”). E questo mi fa girare le scatole, perché è un uso strumentale di un immaginario della mamma quasi “madonnesco” che non aiuta affatto le mamme, ma le relega a santini che vanno bene e sono sacri solo se completamente desessualizzati (del resto stiamo ancora combattendo con gli strascichi di una mentalità che divide le donne in mamme/sorelle e poco di buono).

      Non saprei dove ripescarli online, ma tempo fa leggevo di dati agghiaccianti sulle mamme che non riescono ad allattare — molte affermavano che non riuscivano perché spesso in giro, e non se la sentivano di farlo pubblicamente. E queste stesse donne si sentivano tremendamente in colpa, perché erano costrette a usare il latte artificiale. Una mamma che si sente in colpa NON è una bella cosa per un bimbo, spero che tutti concordiamo su questo.

      Allora, io, da donna, metto insieme i punti di cui sopra e mi urto tantissimo, perché trovo il tutto ipocrita e vergognoso, e degno di una società inferiore.

      Che non vuol dire che la mamma debba PER LEGGE allattare davanti a tutti (come i commentatori in malafede affermano) ma che la mamma che decide di farlo (per tutte le ragioni che LEI ritiene valide) NON DEBBA ESSERE ADDITATA, GUARDATA MALE, SE NON ADDIRITTURA CACCIATA. Perché, appunto, è una banale gentilezza fatta a un membro della società che sta assolvendo un compito biologico e sociale primario. Se proprio non ce la sentiamo di essere gentili ed empatici, ecco.

      Io non pretendo che a nessuno dia fastidio. Io mi AUSPICO che l’Italia diventi un posto in cui chi si lamenta di una cosa del genere sia considerato quantomeno un rompicoglioni (così come verrebbe considerato tale chi si lamentasse perché al ristorante c’è una in minigonna, o perché non porta il chador, etc. etc. etc), e che si smetta di dire: “Vabbè, ma in fondo la mamma poteva andarsene (mettere una gonna lunga/indossare il chador, etc. etc.)”.
      Questo mi AUSPICO.

      Chiedo tanto?

      Dream big, direbbe il mio fidanzato.

  21. avatar CostaBrava

    Tenere un blog è la cosa più bella del mondo, ma se ogni giorno vi impegnate a scrivere tanti post, cercando di essere interessanti, divertenti, coinvolgenti, è pure faticoso, credetemi. Insomma qui ce li sudiamo, i lettori intelligenti; altroché commenti idioti, noiosi o troppo autocelebrativi. O peggio, la forumizzazione dei commenti (140 lasciati da poche persone, sempre le stesse)

    Antonio Tomacelli, lunedì 22 giugno 2009

  22. Pingback: La settimana dei record: Milano (La Malmaison) batte Roma (Il Passetto) 954 a 695 € - Macchianera

  23. avatar piersilvio

    Il mio Papi dice che ha allattato al seno pure lui, e nessuno ha mai protestato.

    pier

  24. Pingback: Porto Cervo è un paese per vecchi | Dissapore

  25. Pingback: Noi aspettiamo fuori | Dissapore

  26. avatar manfre69

    Io e mia moglie abbiamo due bambini Elisa di 3 anni e Alan di otto mesi. Piu’ volte ci siam sentiti dire no non c’è posto in ristoranti con tavoli liberi. Due bambini piccoli possono disturbare, ci è stato detto. Questo è un ristorante elegante, i bambini non sono adatti… Beh non è vergognoso come l’episodio oggetto dell’articolo ma siamo sulla stessa lunghezza d’onda.
    Credo che tutti i ristoranti dovrebbero essere attrezzati con la saletta fasciatoio e magari con una poltrona per permettere alla madre di allattare il proprio figlio. Una saletta non perchè la madre non disturbi ma piuttosto perchè non sia lei ed il bambino ad essere infastidita dai commensali.
    Poi permettetemi di fare un’appello. I fasciatoi per i bambini che non siano messi nei bagni delle signore! I padri con i bimbi che fanno?

    I bambini ci onorano con la loro presenza. La maleducazione e’ solo roba di noi adulti.

  27. avatar Goldmember

    Auguro ai Campigliani molte stagioni senza neve per farli scendere dal trono e magari volare un po piu in basso. Voi senza turismo siete solo delle merde ignoranti, imparate a rispettare chi, nel corso di questi anni, vi ha dato lavoro , fama e soldi, gli stessi soldi che vi hanno tolto quel poco di ospitalita’ e cortesia che avevate …

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