
Francesca: salve, io sarei disponibile pe
Michael: Anche io da Firenze, interessa
Mickey: In questo blog scopro che gli
Aurora: Ragazzi sono di Roma, sono int

[AGGIORNAMENTO del 14 luglio: Eataly New York apre il 31 agosto]. Se Eataly New York fa così tanto parlare di sé da chiusa ho paura di cosa accadrà dopo, a fine agosto, quando la replica yankee del mercato enogastronomico più grande del mondo aprirà nel solo punto in cui si incontrano la “Quinta” e la “Broadway”, al 200 della Fifth Avenue. Avendo parlato del nascente colosso (7.000 metri quadrati e tipo 20 milioni di invenstimento) più di chiunque altro, allarmato dal tasso crescente di cicaleggio dei giornali e dei blog americani, ho voluto toccare con mano le cose che scrivono. Per lo più si parla di lavoro.
Trecento nuovi assunti lavoreranno nel supermercato e nei 7 ristoranti di Eataly New York, ma come era prevedibile, le richieste di arruolamento sono state molte di più, oltre mille, provenienti da settori diversi compresi alcuni broker di Wall Street che sono appassionati di birra e vogliono cambiare vita. Per selezionare il management Eataly New York ha appena avviato un programma di formazione della durata di 3/6 mesi, si cercano poi altre posizioni: macellai, sommelier, direttori dei ristoranti, alcuni necessariamente italiani (ce lo vedete un mozzarellaro di New York?)
A proposito, visto che come anticipato da Dissapore e confermato dal gran capo, il milionario Oscar Farinetti, Eataly Roma aprirà 14.000 (q-u-a-t-t-o-r-d-i-c-i-m-i-l-a) metri quadri di sede all’Air Terminal di Roma entro marzo 2011, a breve inizierà il recruiting italiano.
Ora, siccome è possibile che per ogni gastrofanatico degno di questo nome lavorare da Eataly resti un’ipotesi di una fighezza superiore, che trascende ogni altra occupazione - tipo Google per uno smanettone – ci chiedevamo che cosa fareste volentieri a Eataly Roma, per quale ruolo sentite di avere i requisiti. Non so, il sommelier, l’addetto agli acquisti, l’incarico per stare sempre appiccicati alle cosette che vi fanno salivare, il general manager di un ristorante, il mastro-birraio, il pasticcere, cosa?
Non sopraccigliate, va da sé che questo non è un annuncio di lavoro, magari eh. Siamo solo curiosi di sapere se l’ipotesi di cambiare vita per lavorare da Eataly aggrada ai lettori di Dissapore.
[Fonte e immagine: Wall Street Journal]
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Io dico solo FINALMENTE un italiano con una vision! Io ci lavorerei a Eataly NY, sezione vini.
SI!
(è abbastanza eloquente??)
… sto aggiornando il CV…
mizzica… cose tinte. a fatia trüvai, potrëei chessò.. propommi per condtrollaare i ‘ppésce…e sadde, e spigole e magari appulire pure le acciuhe a una a una .. né
Oscar .. si scherza eh
Pingback: Tweets that mention Gastrofanatici, lascereste tutto per lavorare da Eataly? | Dissapore -- Topsy.com
A me piacerebbe, spero che si stabilisca un contatto, quindi…
Per il ruolo… chissà. Fare una chiacchierata con qualcuno che decide, potrebbe essere il momento giusto per individuarlo e proporsi.
sì-sì. E mi piace l’ipotesi di fighezza superiore.
Ma nessuno che dice cosa sogna, eppure di cose da fare in posti come Eataly ce ne sono parecchie.
Fare il commesso non è che sia proprio il mio più grande sogno ne’ da Eataly ne’ altrove. Se si parla di stare nel retrobottega, la questione è ben diversa…
Responsabile acquisti vino, effettivamente potrebbe essere interessante. Purché non pretendano l’esclusiva e mi lascino almeno i clienti privati!
Da Eataly? l’unica cosa che non voglio fare è il fornitore..
per essere coerenti con il mio “profilo” direi Controllo costi di gestione della ristorazione e vendita, oppure creazione di business case per nuovi progetti. Come gastrofanatico indubbiamente selezione dei fornitori per i prodotti freschi (frutta&verdura on top) e controllo qualità in ingresso!
Ci penso da quando avete dato la notizia dell’apertura!!! E intanto mi sto preparando con un bel master in comunicazione enogastro-sborona!
))
Io farei il food scout, cercando in giro nuovi prodotti da mettere in scaffale….
Per Maurizio: dove frequenterai il Master?
Ciao Giovanni,
avevo perso di vista l’argomento… chissà se hai attivato le notifiche a questo post?
Comunque il mio master era in corso al momento della risposta: sede Città del Gusto – Gambero Rosso. Ora l’ho terminato
Maurizio
Sì, subito!
Ruolo, non saprei…io rendo bene nelle attività di organizzazione, nei rapporti con il pubblico e ovunque si renda utile un Pc (in pratica la segretaria 2.0) ma non saprei dire se potrebbe essere utile.
A livello di vita “ideale” io vorrei stare con i formaggi! Ovunque ce ne siano di buoni, io lì sono in beatitudine!
Proporrei loro una nuova figura: la mamma in prestito per i giovani che trangugiano, che lodano ristoranti che servono piatti enormi di qualsiasi cosa purchè priva di qualità …. insegnerei loro come accostarsi ad una cucina semplice: partire dalle piccole cose, la scelta degli ingredienti tra i banchi, l’umiltà di partire con ricette per nulla elaborate ma con prodotti magari economici ma ottimi. Insegnare ai giovani che anche se oggi come oggi il tempo per cucinare scarseggia, con un minimo di organizzazione è possibile portare in tavola ottimi manicaretti.
Che il ragout puo’ cuocere nel dopocena mentre ci si rilassa davanti alla tv o si chatta su facebook. E che il giorno dopo te lo ritrovi bello che pronto (sempre tu ti ricordi di spegnere la fiamma prima di guadagnare il letto).
Insegnerei alle ragazzine che stare ai fornelli puo’ essere una gioia e che nessuno di noi è partito con il cucinare piatti da cuoco stellato.
Insegnerei ai ragazzini che anche quando i genitori sono in vacanza si puo’ provare a cucinare senza insozzare ovunque e che i piatti vanno lavati e non lasciati nel lavello in attesa del ritorno dei padroni di casa.
Insegnerei insomma loro la gioia del cucinare, dello stare a tavola e soprattutto del dedicare poco tempo ma mirato agli acquisti cosi’ che nel frigo ci sia sempre qualcosa con cui improvvisare una cena per gli amici.
Il tutto all’interno della struttura.
Ma io sto bene dove sono e non ci penserei neppure a trasferirmi a New York nè tantomeno a Roma.
Bravo! condivido in pieno!
Se possibile manderei mio figlio tredicenne a far parte dei ragazzini a cui insegneresti tutto questo, soprattutto quando parli di insegnare come non insozzare ovunque e che i piatti vanno lavati e non lasciati nel lavello.
Per quanto mi riguarda io mi fionderei nel reparto pasticceria e che mi facciano fare qualunque mansione, dolce mansione !
Serve una fornaia?
Come assaggiatrice di formaggi ONAF e assaggiatrice di grappe/distillati ANAG direi che potrei orientarmi sull’assistenza e consulenza al cliente principalmente su questi settori, ma non mi manca l’esperienza diretta nel mondo EVO e spazierei ancora ancora ancora…..
decisamente SI
claro que sì! sul marketing o ricerca e sviluppo nuovi progetti-collaborazioni, con produttori o con la rete slow food, magari…:)
La cassiera…
E’ il modo migliore per osservare tutte le espressioni sui volti dei miei colleghi gastrofissati a metà tra il senso di colpa per quanto hanno speso e l’eccitazione di chi non vede l’ora di tornare a casa per scartare i nuovi giocattoli. Che gioia.
mi piace
Direi di andare a chiedere ai ragazzi che ci lavorano in quel di Torino prima di sognare…
Ne conosco parecchi di ragazzi-e che lavorano a torino e debbo dirti che sono contenti del lavoro che fanno, almeno così mi dicono e non vedrei il contrario dato che li conosco da sempre. Uno di questi aveva lavorato in una famosa catena di supemercati e non ci tornerbbe manco morto.
Da curriculum e passione direi organizzatore delle serate evento!
Mi unisco al coro dei sì.
Certo, punterei su figure vicine al mio attuale lavoro o che potessero sfruttare abilità già acquisite o su cui sto lavorando.
Vedo dura la concorrenza sul marketing o ricerca e sviluppo nuovi progetti-collaborazioni e realizzazione di eventi: sembra essere il settore più cult del momento.
Noterei che tenterei di cambiar vita pur sapendo che tutto il mondo è paese e che anche fare il lavoro che desideri impone fatica,obblighi e rimbrottamenti vari.
se il gastrofanatico è uno che ha il tuo stesso hobby lo sopporti, ma se diventa cliente…
già fare il commesso o il cameriere è dura, se poi hai a che fare con i foodies diventa un incubo. NEVER
io farei il responsabile del personale con delega esclusiva per la selezione della forza lavoro femminile.
io vorrei il posto di Farinetti!!!!!
Si’. farei la succursalista di Montersino
il cicaleccio prima o poi si abbassa, io mi fare avanti dopo, quando ci sara’ bisogno di qualcuno che giri “i posti giusti” per posizionare il marchio
ovvio!…anzi…dove si manda il curriculum?!
Avete notizie di Eataly a Roma?
Non ne avete più parlato ed io ho letto che in realtà all’Air Terminal Ostiense faranno la sede di una società di Montezemolo…
Ciao,
Luca
Lavorare a Eataly? Bhe, dipende dalla remunerazione, dall’ orario di lavoro….dalle ferie. Dipende…ecco
a eataly ny ci lavorerei. magari non tutta la vita, ma per un po’. mi vedrei bene come fornaia
Personal shopper: per i clienti che non hanno tempo di acquistare personalmente
la mia risposta è si, lascerei l’italia subito. ho fatto la scuola alberghiera e sn una cuoca e mi piacerebbe intaprendere un esperienza del genere. quindi mi candido…..spero di essere presa in considerazione.
SUBITO SI!!!!
Faccio tutt’altro lavoro ma sono appassionato di cucina da anni…SETTORE BIRRE sarebbe la mia terra naturale, magari con la possibilità di abbinarci qualche bocconcino giusto!!!
WOW!!!
…pronti…VIA!!
lo farei al volo, sarebbe un’esperienza di valore! ci proverò!
Io sono un barman e sommelier e partirei subito negli states per intraprendere questo lavoro e portare sempre piu’ in alto il food Made in Italy !!!