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Lui e lei scoprono che Illy ha comprato il 5% di Grom

— “Adesso che Illy ha comprato il 5% della catena di gelaterie Grom la smetterai, voglio sperare”.
— “Non ci pensare. Lo erano prima, ora saranno più fighi che mai”.
— “No, dico: neanche il fatto che si prepari in posti diversi dai 55 negozi disseminati per il mondo, neanche questo ti fa smettere di definire artigianale il gelato di Grom?

— “Ti dirò: mi hanno fatto scoprire loro la Nocciola Tonda Gentile Trilobata, che non è un monile dell’Africa sub-sahariana”.

— “Ossignore, ma tu non fai testo, sei una groupie. Chiediti piuttosto con quale catena del freddo riescono a portare a Malibù la quantità di gelato necessario a una piccola gelateria”.

— “Tu non farai testo, e non dirmi, non seriamente almeno, che non ti piglieresti un cono da Grom. Metti le cose nell’ordine giusto. Il punto non è che sia artigianale o no: il fatto è che Grom ha rivoluzionato il modo di fare il gelato. E di servirlo, anche. Fanno i fighi perché sanno di esserlo. Poi, diamine, Guido Martinetti è parecchio passabile. Ma non passabile tipo: anvedi! Passabile tipo qualcuna-ha-il-numero-che-vorrei-farci-dei-bambini-qui-ora-subito?”

— “Ma cosa c’entra adesso il look…?”

— “Santo Cielo, come faccio a spiegarti che tutta l’estetica di Grom è da ‘baby, chiudi il gas e vieni via’? Scrivono quello che ci mettono dentro, e lo scrivono bello grande. Hanno un packaging molto curato, delle coppettine deliziose, montagne di coppettine di un blu profondo e confortante. Curano moltissimo l’igiene. Non ci sono pezzi di coni rotti e schizzi di panna né fuori né dentro le gelaterie”.

— “Ti ricordo che ora Riccardo Illy siederà nel Cda, insieme ai due soci di maggioranza, Federico Grom e il tuo Guido Martinetti, che prima dell’operazione avevano il 50% a testa”.

— “Oddio non mi ci far pensare, certi pensieri si possono spegnere solo con la crema di Grom, notoriamente troppo buona. Sapere che Guido Martinetti, a parte essere il Brad Pitt de noantri, possiede metà di una cosa il cui 5% vale 2,5 milioni di euro, mi rende deficiente. Se 5% = 2,5 milioni, 10% = 5 milioni, 100% = ??? …

— “Io mi preoccuperei di capire, visto che distribuiscono gelato in 55 locali, come sono riusciti a standardizzare un prodotto per definizione soggetto a imperfezioni”.

— “Io viceversa se ora nelle gelaterie Grom si troverà il caffè Illy, la trovo un’accoppiata estremamente risolutiva per la pausa pranzo”.

— “Ovvio, e il gelato si troverà nei negozi Espressamente Illy. E Grom aprirà presto almeno una decina di nuove gelaterie (4 all’estero). Anche perché, con 9 milioni di debiti, non so se ce l’avrebbero fatta da soli”.

— “La loro panna notevole dappertutto, questa è una notizia. Il cioccolato che fa bene al cuore. E ti fanno provare tutti i gusti. Ti rifanno il cono se hai sbagliato a dire il gusto che volevi. I cartelloni con i gusti del mese conquisteranno il mondo. E tutti questi pozzetti mi sembrano tesori da scoprire”.

— “E i coni stretti per mettere meno gelato. E le coniste imbranate che impilano i gusti invece di affiancarli”.

— “C’è la raccolta differenziata, capisci, la r-a-c-c-o-l-t-a d-i-f-f-e-r-e-n-z-i-a-t-a  nelle gelaterie”.

— “Una deficiente!”

— “Sei il soltito geloso. Prenditi un po’ di meringata ai marron glacé, è il gusto del mese.

[Crediti | Link: Distribuzione Moderna, Grom, immagine: Flickr/daveleb]

Massimo Bernardi

commenti (65)

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  1. (piesse: la raccolta differenziata la fanno anche parecchi kebbabari di periferia)

    1. pi-pi-esse: tutti i locali, dal kebabbaro alla pasticceria figa, dove la municipalita’ l’ha reso obbligatorio.
      Cioe’, a onor del vero, non dipende dalla catena, ma dal sistema cittadino di raccolta RSU

      Paolo

    2. non a Roma, Paolo. non a Roma purtroppo.

    3. Si ma vuoi mettere, fare la differenziata da grom ti fa sentire vicepresidente di greenpeace.

  2. Grom è un’operazione imprenditoriale eccezionale, ma il gelato di Grom proprio non mi piace…..

    a meno che non sei all’estero, disperato, e hai voglia di qualcosa di decente

    lui, in effetti, se è quello della foto, è molto carino, slurp…..

    1. dai, Tommaso. Sono più belli Baronetto e Timi, ma che Guido nondicoilcognomecosipensatechesonounagiusta sia notevole, è innegabile.

    2. Titty, ora dimmi che è brutto dai.

    3. No, obiettivamente non è brutto, solo non mi piace.
      Come dire: non mi giro a guardarlo e non mi colpisce, sebbene sia un bel ometto.

    4. Dopo avervi rivelato che somiglio un po’ a Cracco, un po’ a Bastianich e un po’a Barbieri, vi dirò che somiglio un po’ anche a ‘sto Guido Marinetti.
      Guardando bene la foto, infatti, posso comunicarvi senza alcun dubbio che abbiamo la falange del dito indice proprio uguale.

    5. per me somigli tanto anche a un giovane scieffe napoletano emergente

    6. Non proprio a lui, più che altro i nostri pan di spagna si somigliano molto.
      Sarei veramente onorato di fartene assaggiare uno…

    7. Ecco… quoto tutto, tranne l’ultimo rigo per ovvi motivi.

      Diciamo che se mi trovassi a Malibu oppure ad Osaka (e a chi non capita spesso…) mi tufferei volentieri da Grom per una coppetta crema e nocciola trilobata.

      Ma, vivendo nell’Urbe, con cinque minuti di pedalata posso andare dai Gracchi o da Fata Morgana.

      Ergo…

  3. Paraculi (nel senso buono del termine) e ammanicati, ma sono tutto fuorchè gelatai. Lunga vita a Ermanno Di Pomponio.

  4. Più che la raccolta differenziata usano materiali biodegradabili.

  5. “Santo Cielo, come faccio a spiegarti che tutta l’estetica di Grom è da ‘baby, chiudi il gas e vieni via’? Scrivono quello che ci mettono dentro, e lo scrivono bello grande. Hanno un packaging molto curato, delle coppettine deliziose, montagne di coppettine di un blu profondo e confortante. Curano moltissimo l’igiene. Non ci sono pezzi di coni rotti e schizzi di panna né fuori né dentro le gelaterie”.

    Stupendo, non sapevo che il gelato fosse solo da guardare e non da mangiare.

  6. pfft. il gelato di grom è PESSIMO. il fatto poi che andarci equivalga a dover aspettare in fila per ore in mezzo a poshissime signore come la Lei di questo articolo, poi, mi fa venire i brividi!

    cheppoi, se i brividi debbo farmeli venire dalla ‘fichetteria’ delle signore in coda, almeno che sia per il fondente di Talmone, diamine!

    1. Certo, e poi c’era la marmotta che confezionava la cioccolata.. vai vai dal gelataio artigianale.. che ti aspetta..

  7. Delle gelaterie in franchising preferisco Grom rispetto a Venchi, ma son solo gusti e fisime personalissime. Comunque da Grom nessuna fila per ore, nemmeno a Venezia in periodo turistico! Apprezzo la varietà in base alle stagioni: in questo periodo si trovano – e son buoni – i gusti cachi e pera (il melone e il fico solo in estate e non, come nelle altre gelaterie, tutto l’anno). A Marzo per i 150 anni dell’unità d’Italia hanno proposto un gusto tricolore a base ricotta di pecora sarda, ciliegie candite e granella di pistacchio di Bronte, niente male. Certo che se si tornasse alla lira crollerebbero i consumi: col cappero che pagherei un cono 7.000 lire!

  8. Non capisco perché qualcuno possa pensare che Grom si stia sputtanando facendo entrare Illy nel capitale, con tutto ciò che ne consegue.

    Grom è una realtà molto più giovane, il gelato muove meno capitali del caffè e Guido Martinetti è molto più sexy del pur piacente Riccardo Illy, ma i due parlano la stessa lingua. Grom sta al gelato come Illy sta al caffè. Entrambi si pongono al top fra i prodotti di larga reperibilità, e sono superati in qualità da artigiani dalla produzione limitata e dai prezzi in genere elevati.

    Non confrontiamo il gelato di Grom con quello di Ermanno di Pomponio o di Vittoria Bortolazzo, così come non confrontiamo il caffè Illy con quello uscito dalle sacre mura del laboratorio di torrefazione Giamaica Caffè di Gianni Frasi: non giocano lo stesso campionato. Grom è una catena che punta molto sull’immagine mantenendo al tempo stesso standard qualitativi elevati per la larga diffusione dei prodotti e più che discreti in assoluto: that’s all.

    1. Io il gelato lo mangio, loro lo vendono, quindi confrontare due gelaterie mi pare una cosa fattibile senza che nessuno si arrabbi. Soprattutto oggi, che il gelato del maestro Ermanno Di Pomponio costa cifre umane ed in linea con quelle di Grom.

      Grom è buono per gli studenti hipster dello Iulm, ci facciano un bel project work in power point. Io vado da chi il gelato lo fa (e lo sa fare), non da chi lo sa solamente vendere.

    2. Grom è un prodotto semi-industriale e come tale va giudicato.

      Materie prime di qualità ottima e di provenienza certificata, grande capacità nella preparazione, nella conservazione e nel servizio del prodotto finito, attenzione maniacale all’aspetto stilistico e pubblicitario, prezzo ragionevole se si considerano i costi dietro l’operazione.

      Sembra aria fritta, ma sfido a trovare un’altra catena con caratteristiche anche vagamente simili. Paragonare Grom a una gelateria artigianale con un paio di attività, magari avviate da quasi un secolo mi sembra un’operazione legittima ma del tutto priva di direzione.

    3. “Sembra aria fritta, ma sfido a trovare un’altra catena con caratteristiche anche vagamente simili.”

      E’ aria fritta.
      Dell’attenzione all’aspetto stilistico e pubblicitario, personalmente, non so che farmene.
      Come non so che farmene della materie prime di qualità ottima e certificata, se poi finiscono dentro un processo produttivo che ha come risultato un gelato normalissimo.

      Priorità al gusto, io la vedo così.

    4. Priorità sì, esclusività proprio no.

      L’esperienza Grom include tanto sulla coppetta blu quanto l’esperienza Illy include il barattolo argentato o la tazzina insolita.

    5. quoto tutto 🙂

      E comunque alla fine lo dico sempre che il caffè sta bene con tutto 🙂

  9. al grom della mia città la panna ha la consistenza della ricotta e un sapore tristanzuolo, il cono non te lo rifanno manco per niente.

    1. e qual e’ la tua citta’?

    2. per Bologna, altro che Grom…
      c’è Stefino!!!