di | ven 27 nov 2009 ore 16:24
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altre michelin

L’unica guida che possiamo permetterci

Dove mangiare dormire e lavarsi, la guida della Comunità di Sant'EgidioPrefazione. Caro lettore, se prosegui lo fai a tuo rischio. Leggere potrebbe provocarti danni permanenti, nel qual caso ricorda che sei stato avvisato. Fine prefazione. C’era un volta il “conto”. Poteva essere frugale oppure salato, ma tranne alcuni casi curiosamente concentrati nell’estate del 2009, il conto rispettava la legge. Non ci sono più i conti di una volta, prendi quello da quarantatre milioni di euro l’anno (43) presentato da Veronica all’ex marito, il presidente del Consiglio italiano. A suo modo pure lui rispetta le leggi (vale un quarto dei dividendi incassati dal Cav. nell’ultimo anno) ma al mio vocabolario manca la parola per definirlo.

Tu non farci caso, caro il mio piccolo lettore, se parliamo tanto della guida Michelin. Parlare viene via con poco. Pagare il conto nei ristoranti segnalati dalla guida, beh, quello costa già di più.

Che non è un bene se dobbiamo credere ai giornali. Un italiano su cinque ha problemi con la spesa alimentare. In percentuale, 15 punti più del 2008. Solo il 20% degli italiani va al ristorante una volta la settimana. Il 40% lo fa una volta al mese. Il restante 40% non ci va. Punto. Facciamo la spesa soprattutto nei discount spendendo in media 80 euro la settimana. Compriamo più cibi di base, tipo riso e pasta, e meno alimenti costosi.

A occhio, gli unici conti che possiamo permetterci sono quelli di “Dove mangiare, dormire, lavarsi 2010″, la “Michelin dei poveri” appena presentata dalla Comunità Sant’Egidio di Roma. 28 mense, 27 associazioni che si occupano delle cene per la strada, 133 presidi in 22 zone di Roma. Trentatre luoghi dove dormire, 13 dove è possibile lavarsi, 24 siti dove curarsi e 106 centri d’ascolto.

Domani, tra l’altro, è la giornata della Colletta Alimentare, 6.000 supermercati raccoglieranno prodotti non deperibili (olio, pelati, legumi in scatola…) donati dagli italiani. 8900 tonnellate di cibo nel 2008.

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6 commenti a L’unica guida che possiamo permetterci

  1. Non male, ormai in Europa ogni capitale ha la sua guida per senzatetto o turisti squattrinati.

    Certo che non siamo messi bene.

    La Veronica Lario è un’pò esosa.
    Altro che “pia donna”.

  2. avatar fabrizio scarpato

    Spero solo di non leggere da qualche parte che una mensa o una associazione dichiarino la propria sorpresa indignazione per non esser state incluse nella guida, o esserne state escluse per motivi futili e incomprensibili, sicuramente frutto di camarille e giochi di mutuo soccorso.
    No, non leggeremo niente di tutto ciò. Spero.
    Leggeremo forse di una nuova legge sul diritto di famiglia o sulla separazione consensuale in cui, a partire retroattivamente dal 26 aprile 2009, se un divorzio è richiesto da una moglie di età superiore a quarant’anni, che in gioventù ha fatto l’attrice, che da quel mestiere infimo e fannullone è stata salvata, redenta e portata per grazia ricevuta ad una vita agiata, in particolare da coniuge che abbia almeno settant’anni, di altezza non superiore a 170 cm, con pochi capelli finti, ebbene questa donna non ha diritto ad alcuna indennità sotto forma di assegno vitalizio.
    No, non leggeremo nemmeno questo. Forse.

  3. consumi, gli italiani tagliano anche bar e tecnologia

    Un calo del genere non si vedeva da oltre quindici anni. Tra il 2008 e il 2009 gli italiani han davvero tagliato tutto il tagliabile: servizi, viaggi, alcolici e tabacco, alimentari (-3,5), bar e ristoranti (-2,7%). Solo per affitti, utenze, servizi bancari e assicurativi la spesa è aumentata, e il loro peso sul budget familiare è arrivato al 30%.

    Questo è il quadro che emerge dall’analisi di Confcommercio sul biennio 2008-2009, il peggiore degli ultimi quarant’anni sul fronte dei consumi insieme al 1993, con un calo complessivo della spesa dell’1,8% l’anno scorso e dello 0,8% in quello precedente: un Paese che consuma non solo meno, ma anche in modo molto diverso rispetto al 1970.

    [img]http://www.vocinelweb.it/faccine/cool/27.gif[/img]
    Federico De Rosa sul corsera Economia di oggi, fa un po’ specie confrontare questi dati
    con l’immagine che i lettori di dissapore han fornito di sé: isola felice o sondaggio fallace?

    • avatar crisi > opportunità > sviluppo

      perché se dobbiamo credere ai giornali…

      un italiano consuma in media 2 pasti su 10 fuori casa, rispetto ai tre pasti dei francesi, ai quasi quattro dei britannici e ai cinque degli americani. «Il divario da colmare è un’opportunità» dice Valentino Fabbian, a.d. di Chef Express, la società di ristorazione del gruppo Cremonini. Le possibilità di sviluppo sono in una fascia tra i 10 e i 25 euro: «con la crisi abbiamo visto che la spesa media si è abbassata, e per cogliere le opportunità di crescita ci siamo adattati alle nuove esigenze».

      Spiega poi Giuseppe Cerroni, d.g. comunicazione di Autogrill: «fino al 2008 sembrava che per una serie di motivi legati soprattutto alla propensione alla mobilità e al cambiamento di abitudini di vita la crescita fuori casa non avesse fine… dopo la crisi siamo al punto di dover recuperare i livelli del 2008». Il principale interrogativo è capire se il settore riuscirà a mantenere il rapporto qualità/prezzo: «faremo di tutto per mantenere lo standard», conclude Cerroni.

      Fausta Chiesa, Corriere Economia 10/5/’10

      • avatar e invece quali?

        cs autogrill, 8 mar – [...] Seppur con andamento non lineare il periodo è stato contraddistinto dalla ripresa di traffico nel canale aeroportuale, che ha registrato una crescita più rapida rispetto a quello autostradale. Un trend che ha favorito le performance soprattutto del Travel Retail & Duty Free, concentrato esclusivamente negli aeroporti, rispetto al Food & Beverage che ha invece una presenza più articolata anche lungo le autostrade.

        [img]http://digilander.libero.it/le.faccine/faccinea/porello/1095.gif[/img]
        uno legge, si fa un’idea e invece ah, ‘sti giornali-giornalisti…

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