di Massimo Bernardi | mer 10 giu 2009 ore 12:57
Marco Bolasco si è dimesso dal Gambero Rosso
Abbiamo saputo che Marco Bolasco ha lasciato il Gambero Rosso e, dunque, la direzione della guida Ristoranti d’Italia. Spiega lo stesso Bolasco: “Non posso fare altrimenti, non condivido le scelte editoriali e organizzative della nuova proprietà. Non ritrovo più il progetto culturale del Gambero Rosso che avevo sposato alcuni anni fa e in cui avevo creduto. L’azienda sta operando una serie di tagli che hanno colpito tutti i settori, compresa la redazione delle guide… La verità è che non sono più nelle condizioni di portare avanti il mio lavoro quotidiano come ho sempre fatto. E se non posso lavorare secondo i miei canoni, preferisco lasciare.”
Un altro della impressionante serie di illustri ex del Gambero Rosso che contatteremo al più presto per saperne di più.
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44 commenti a Marco Bolasco si è dimesso dal Gambero Rosso
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grande bolasco!!!
caspita come va sempre meglio l’ex corazzata che tremare il mondo (del vino e del cibo) faceva! Beh, ad ogni modo possono contare, perdonatemi la citazione http://vinoalvino.org/blog/2009/06/italiani-soliti-noti-nella-power-list-di-decanter.html sul sostegno dei miei amici di Decanter che nonostante quello che accade al Gambero e dintorni continuano ad inserire il Robert Parker…der Tufello, alias il direttore Daniele Cernilli, nella loro discutibilissima, molto più yankee che british, Power List 2009, la classifica dei 50 più influenti personaggi del vino del mondo… Evidentemente l’ottimo Bolasco non la pensa proprio come Decanter..
Se la coerenza ha un senso, se anche le mie simpatie e preferenze hanno un senso, Bolasco era l’ultimo dei mohicani: inevitabile che se ne andasse. Chi manca? Natasha Lusenti è ancora là?
> Non ritrovo più il progetto culturale del Gambero Rosso
Un disagio covato, quindi; già trasparso nei giorni scorsi?
In questi giorni di odiose polemiche confesso di aver desiderato, un paio di volte, di cambiare lavoro. Anche se per la mia vita avevo programmato tutt’altro, ho avuto la fortuna di occuparmi di un mondo straordinario, che non conoscevo, e che mi ha conquistato. Ma che in queste ore, in cui mi faccio mille domande, mi risulta davvero incomprensibile. E non mi piace. (7 maggio ’09)
al Gambero rosso sta accadendo proprio il contrario di quel che si raccontava in una vecchia canzone di Gigliola Cinquetti:
“Se prima ero sola a ballare l’hully gully
adesso siamo in due a ballare l’hully gully
se prima eravamo in due a ballare l’hully gully
adesso siamo in tre a ballare l’hully gully”.
A ballare il “Gambero gully” erano in tanti, ora stanno progressivamente diventando pochini quelli che ancora ballano il.. “roadshowgully”
Il blog c’è ancora… incredibile!
beh, dopo aver tenuto in vita (???) kelablu per mesi, ti meravigli ancora?
De facto il Gambero Rosso non c’è più.
Ho avuto modo di scambiare qualche mail con Bolasco in passato e mi è sembrato una persona intelligente e rispettosa. Questa scelta non fa che confermare la mia impressione…
Se pure in passato abbiamo avuto qualche motivo di Dissapore colgo l’occasione per dare atto a Marco di essere una persona seria e professionalmente molto preparata.
Una grande perdita per quel che resta (cosa?) del Gambero.
Ad Majora
E ora che tirerà fuori dal cilindro il dottor Cernilli? fregherà, come ha fatto con Gianni Fabrizio, Paola Gho a Slow Food? Campagna acquisti?
Le azioni sono così in ribasso, che il cambio casacca mi pare poco vantaggioso… E Bolasco / Kakà per chi giocherà il prossimo anno?
Se si legge con attenzione la dichiarazione dell’Ex, ci sarebbero molte cosa da dire… “non condivido le scelte editoriali e organizzative della nuova proprietà”… centrano qualcosa Cuccia/Panerai?
non credo che Cernilli abbia “fregato” niente a nessuno. Trovandosi nella necessità di dover realizzare, senza il contributo dei tradizionali alleati di Slow Food, Vini d’Italia da solo, ha pescato professionalità in giro, stringendo accordi sia con persone che, come Gianni Fabrizio, collaboravano alla guida in quota Slow Food, sia con altre, ritenute in grado di degustare e giudicare i vini. Un comportamento, il suo, che non mi sento assolutamente di criticare, anche se forse, da parte degli ex degustatori di S.F., ci si sarebbe aspettato un maggior attaccamento alla maglia e ai colori della Chiocciola… Ma non paragonerei di certo Fabrizio a Kakà…
A questo proposito mi pace ricordare una delle pochissime cantonate prese dall’informatissimo e sempre molto attento Ziliani, quando scrisse due giorni prima della scelta di Gianni Fabrizio questo post:
“Capisco benissimo che i signori Giacomo Mojoli e Gianni Fabrizio debbano voltare pagina, reinventarsi un percorso professionale, passare rispettivamente dal ruolo di membro della presidenza internazionale e portavoce di Slow Food e di coordinatore nazionale della guida Vini d’Italia, entrambi membri di quel ristretto sinedrio di degustatori che decretavano la “tribicchierabilità” di un vino, ad altra cosa.
Capisco che Gianni Fabrizio, dopo il recente divorzio tra Slow Food e Gambero rosso e la scelta di quest’ultimo di editare la guida da solo debba trovare un proprio ruolo non essendo più degustatore di punta di Vini d’Italia, e che Mojoli, dopo aver lasciato, in sordina, senza polemiche, Slow Food per trovare rifugio professionale in una celebre azienda franciacortina con aziende ad Erbusco ed in Toscana, debba proporsi con una nuova immagine.”
Evidentemente Fabrizio tante cose fuori dal bicchiere non era capace di vederle…
Il riferimento a Kakà era per Bolasco… anche nel suo caso non ravvedo così tante somiglianze e concordo con Franco
non vedo dove starebbe la “cantonata” che avrei preso Giulio…
Ero scettico sulla scelta, proclamata da (abili) degustatori come Gianni Fabrizio di voler cambiare registro e di guardare oltre il bicchiere, ed i fatti hanno dimostrato, con il suo passaggio al Gambero rosso, che sempre nel bicchiere voglia limitarsi a guardare… Ho difeso la scelta di Cernilli, che non ha saccheggiato nessuno, ha solo offerto a persone come Fabrizio la possibilità di fare quello che hanno sempre fatto, decretare la “tribicchierabilità” di un vino…
IL COMUNICATO DEL GAMBERO ROSSO– Rinnovamento nella tradizione e nella continuità. Questa la logica che ha portato oggi alla nomina di Clara Barra e Giancarlo Perrotta a curatori delle guide gastronomiche del Gambero Rosso. In realtà si tratta di un ritorno, perché entrambi hanno già diretto il settore. Clara Barra, giornalista professionista, è al Gambero Rosso dal 1992, Giancarlo Perrotta, notaio in Roma, è uno dei collaboratori storici delle Guide.
Con le decisioni di oggi, GRH compie un ulteriore passo avanti nella riorganizzazione aziendale che punta alla valorizzazione di alcune delle figure che hanno maggiormente contribuito alla crescita e al successo del gruppo. Nei mesi scorsi erano stati già nominati curatori della Guida dei vini altri due giornalisti “cresciuti” alla scuola del Gambero Rosso, Marco Sabellico e Eleonora Guerini (affiancati da Gianni Fabrizio, proveniente da Slow Food) e confermata alla Direzione editoriale libri Laura Mantovano, al Gambero Rosso dal 1988. Direttore responsabile del mensile e di tutte le guide è Daniele Cernilli.
Il Gambero Rosso edita numerose guide in italiano e inglese (Vini anche in tedesco, Ristoranti d’Italia, Ristoranti di Roma e Milano, Low cost, Viaggiar bene, Berebene, Bollicine) e alcune collane di libri di cultura enogastronomica.
perche’ non fare dirigere la guida a quel genio di Ottaviano? Chissa’…
Uno non fa in tempo a dimettersi, che la “nuova proprietà” mostrando i muscoli insieme a cinica indifferenza, ha subito pronto il successore. Veri cingolati che asfaltano tutto ciò che è d’intralcio, compresi eventuali sentimenti condivisi fino al giorno prima. Caterpillar.
Non solo, ma lo comunicano ostentando scintillar di sciabole.
Più belli e più forti di pria. Bravo!
Più belli e più forti..Bravo!
Più belli e p…Bravo!
più bel..Bravo!
P..Bravo!
Ma soprattutto, rimettere in pista il notaio, quello preso di mira dalla ristoratrice spezzina? Niente da dire, ma se lo sa Striscia, riscatena un putiferio!
Una nuova perla di Ric64, sempre pronto ad abbassare la media dell’intelligenza dei commentatori di questo blog.
Ricky…stai parlando di una delle personalità più nitide e signorili del mondo dell’enogastronomia. Nessuna signora livida e rancorosa ne potrà offuscare la presenza.
Okkio!
E tu ti fidi di una signora con quella acconciatura???
Se parla in questi termini della vicenda Lei non può che essere un ignorante e quindi La invito a non parlare più di ciò che non Le compete.
Evidentemente nonostante l’età matura si fa ancora imbonire dal tg satirico da 15 milioni di casalinghe.
Questo dovrebbe essere un luogo d’incontro dove non si può prescindere dalla competenza e dalla conoscenza delle tematiche e delle persone che da anni svolgono questo mestiere.
Striscia, Lei vedrà, che un putiferio non lo può scatenare perchè contro una vecchia pazza frustrata da una gestione non all’altezza si opporranno decine di ristoratori che a differenza Sua sono anni che conoscono l’eleganza,la competenza e la signorilità della persona di cui Lei si è permesso di parlare.
?
Ma ci siete o ci fate? Ci fate, dai!
E’ la resurrezione dei morti
Il notaro (25.06.1951 quindi ne deve ancora compiere 58) difficile resusciti non essendo mai morto,si è defilato e SECONDO ME continuerebbe a farlo volentieri vista la professione…FORSE altri non hanno mai iniziato a vivere…di certo non sanno di che parlano…
Bello aprire i blog “enogastronomici” e vedere commenti di casalinghe…la tradizione che torna,evviva Striscia…!
Ah certo che anche Berlusconi (73?) ha il suo merito…quando si fa della gioventù un valore assoluto…bah,fortuna che anche Marco (36 anni compiuti) sa bene le cose e sa anche chi gliele ha insegnate…ah già,però il mentore è vecchio,all’anagrafe…viva la faccia!
Ah comunque a chi si chiede cosa resta del Gambero dico: Cernilli,Barra,Perrotta (solo per citare i curatori,tra cui 2 dei 3 SOCI storici,il terzo socio che difficilmente resusciterà è anche il più vecchio) è abbastanza? O le guide le han sempre realizzate Bonilli (del 45) e Bolasco?
Per quanto riguarda il futuro del Gambero, basta fare come i cinesi……
Che tristezza, largo ai giovani!
un sessantenne e una cinquantenne, due cariatidi della critica
cito dal blog “Papero Giallo” le parole di Bonilli quando Marco iniziò la sua avventura da curatore:”….La decisione l’hanno presa gli anziani, Cernilli ed io, ma prima di tutto Giancarlo Perrotta, che per 12 anni ha fatto e diretto alla grande la guida ma che nella vita fa “anche” il notaio e quindi ha sempre meno tempo da dedicare a una macchina complessa come questa…”
Questo per dire che il Notaio aveva altri impegni,ma sia la vecchia dirigenza/proprietà (che lui peraltro in parte rappresentava) sia la nuova ritenevano e ritengono Perrotta ancora “sveglio”. In caso è stato lui a decidere di smettere,senza fare rumore o criticare chicchessia,come è ovvio quando dell’enogastronomia ne fai una passione e non un lavoro.
Un’ultima cosa: chi è che di voi conosce il notaio per giudicarlo? E per di più vecchio? Lo desumete dall’anagrafe? se così fosse…fantastici!
Antoine, piano a “rottamare” due persone perché hanno 50 e 60 anni… Ci sono fior di persone, a quell’età (e non lo dico per fatto personale avvicinandomi ai 53…) che hanno esperienza, capacità, professionalità da vendere… Il concetto di rinnovamento non passa solo attraverso l’anagrafe, perché ci sono trentenni validissimi, come pure gente ancora senza arte né parte. E’ la capacità, la voglia di fare, il modo di fare, l’elemento fondamentale da prendere in considerazione
D’accordissimo Ziliani, io ne ho 40 ma trovo che sia davvero di cattivo gusto giudicare le persone in base alla carta di identità. Ma d’altra parte l’americanismo imperante ci dice che a 40 anni sei giudicato vecchio nel mondo del lavoro.
E comunque, non mi piace giudicare chi subentra. Il post riguarda l’abbandono di Bolasco. Chi subentrerà potrà fare meglio o peggio. Ma questa è un’altra storia.
Ad Majora
Nessuno dice che il vero dramma del Gambero è che i conti non tornano e non da ieri.
Le perdite operative generate negli ultimi anni ammontano a decine di milioni di euro. I bilanci sono lì a disposizione di tutti e parlano con la durezza delle cifre inconfutabili
Adesso la nuova proprietà, dopo aver sborsato milioni per tenere a galla la corazzata, cerca di correre ai ripari con tagli violenti che producono l’abbandono di persone serie come Marco Bolasco. Per salvare la situazione e ripianare le perdite passate ci vogliono tasche molto profonde, molto più profonde di quelle dell’ingegner Cuccia. Per questo la dichiarazione che lui è il proprietario vero del 97% del capitale è assolutamente risibile. Dietro Cuccia ci deve essere qualcuno molto più ricco di lui con bisogno di nascondersi dietro prestanomi. Altro guaio vero è che in tempi di crisi come questi anche i grandi ricchi tendono a chiudere prudentemente i cordoni della borsa. Insomma se fossi un dipendente del Gambero, Cernilli in testa, non dormirei sonni tranquilli.
Il fiume scorre e di gente seduta sulla riva ad aspettare ce ne deve essere molta.
perché il Robert Parker der Tufello non dovrebbe dormire “sonni tranquilli”? Secondo la Power List di Decanter non é forse una delle 50 più influenti e potenti personalità del vino al mondo? Dovesse avere problemi con il Gambero fior di giornali, italiani ed internazionali, farebbero ponti d’oro per aggiudicarsi la sua preziosa collaborazione? Magari, fantagiornalismo, potrebbe prendere il posto di James Suckling e diventare il responsabile italiano ed europeo di Wine Spectator: tanto in fondo non la pensano diversamente sui vini di casa nostra…
Ziliani è un grande. Capace di elegante ironia come nessuno. Lui sa benissimo che le classifiche di Decanter non servono a nulla, figuriamoci se possono aiutare Cernilli a trovarsi un nuovo lavoro.
Il mondo è cambiato dai tempi del Manifesto e il concetto stesso del Gambero ha fatto il suo tempo. Quando un mensile come quello arriva a vendere abbondantemente e stabilmente sorro le 10.000 copie è il mercato che ne ha decretato la fine.
Tutto il resto sono chiacchiere inutili.
Restiamo tutti seduti sulla riva e aspettiamo.
Pingback: Ditelo con parole vostre | Dissapore
In mezzo a tante parole – molte delle “in libertà”… – mi pare che ancora una volta abbia colto nel segno Aldo Fiordelli (http://consumazioneobbligatoria.blogspot.com/2009/06/barra-al-centro-per-la-guida-del.html):
“Una decisione figlia dello spoil system. Non tanto per la nomina della Barra quanto per la dipartita di Bolasco, pupillo dell’ex grande capo della holding Bonilli”.
Il tempo sarà galantuomo. E’ già così per il Direttore Bonilli. Nel panorama delle miserie di oggi si staglia come un gigante del settore e nel bilancio complessivo è perfino un fatto marginale il non essere stato un bravo manager (un altro esempio? Gualtiero Marchesi, grandissimo chef, pessimo imprenditore). Su Bolasco attendiamo pazienti: in fondo non ha avuto neanche il tempo di esprimersi e forse forse lo stiamo un po’ tutti sopravvalutando (ma appunto attendiamo il trascorrere del tempo). Orfano di Bonilli a settembre del 2009, a ottobre è uscita la guida ancora sotto la direzione del Direttore. Quella nuova non la vedremo. Lo giudicheremo per gli articoli? Anche per quelli del numero del GR in edicola questo mese e alcune palesi marchette scritte o il copia-incolla di certi articoli? Certo lo giudicheremo a tutto tondo, nel bene e nel male. Lo giudicheremo nell’indipendenza dalla proprietà (ma sarà poi vero?) e nella dipendenza a livello personale alle molte aziende sponsor private. Oppure lo giudicheremo per lo stile? quale? quello che lo ha portato a inviare un comunicato stampa mentre era ancora comodamente seduto alla sua scrivania al GR, salvo poi scandalizzarci tutti i per il conseguente comunicato di GRH che almeno ha evitato l’ipocrisia dei falsi ringraziamenti a uno che si era comportato cosi’ male? oppure ancora, lo giudicheremo per la coerenza. Quella della volpe e dell’uva? quella di di dire oggi di non condividere la linea deL canale dopo aver perso il rinnovo del contratto da parte della Rai; quella di aver svenduto da membro del cdr alcuni colleghi; quella di non capire che se un’azienda ti da uno stipendio come minimo bisogna restituirgli la tua correttezza e, se non proprio 8 ore di lavoro, almeno … un paio al giorno e non a settimana. Ma si, il tempo sarà galantuomo, attendiamo.
Mamma mia, che tristezza. Perchè?
e comunque clara barra non ha 50 anni e ci vuole ancora un bel po’ di tempo prima che li compia…
Due parole su Marco Bolasco: competente e onesto. Sembrerebbe l’ovvietà in ogni campo lavorativo. Purtroppo non è così e lo sappiamo tutti. Marco però, avendo cominciato la sua avventura al Gambero Rosso da giovanissimo, è oggi a 36 anni quasi un “unicum”, almeno in Italia, quanto a bravura ed esperienza in tutto il campo enogastronomico (e non solo nazionale) ed è forse la prima persona a cui penserei se dovessi per lungo tempo lasciare i miei risparmi in custodia a qualcuno. Sono suo amico e sono orgoglioso che lui sia mio amico. Uno così troverà sicuramente le soddisfazioni lavorative che merita, “alte” come la sua statura fisica e il suo profilo morale.
La verità
è che tutti quanti si comprerà senz’altro, e come al solito, l’edizione GR 2010; ma è altrettanto vero che, la stessa, sarà minuziosamente compulsata lemma a lemma, in cerca della pur minima traccia di rimasticatura / faciloneria / disimpegno.
Poiché si comprano,
comprano, info di prima mano e non si fa certo beneficenza, agli editori; ben consapevoli voi curatori e noi acquirenti delle critiche che, noi si spera, non potranno essere espresse riguardo alla Guida… appuntamento a quando, inizio ottobre?
(volendo poter dire l’avevo detto, o sbagliavo a diffidare, ho così profittato della sua comparsa)
Bolasco a Slow Food è ufficiale…!!!!!
Pingback: Marco Bolasco arriva a Slow Food | Dissapore
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leggendo le reazioni
vien da dire che Bonilli incuteva molta più soggezione, da Direttore, al forum GR
…non è tutto Oro quello che Luce !!!