di Antonio Tomacelli | lun 14 giu 2010 ore 18:52
crisi del golfo
Marea nera: è salutare mangiare pesce?

Immagina caro il mio piccolo lettore, una chiazza di petrolio così grande da coprire i capelli del Governatore Luca Zaia più l’intero Veneto. Solo così e avrai la misura di quanta immondizia stia inquinando il Golfo del Messico. No il “Va Pensiero” fatto suonare al posto di “Fratelli d’Italia” non c’entra, si faceva per darvi l’idea. Tornando a noi: come si riconoscono i pesci sprofondati in quel mare di petrolio? Facile, basta annusarli prima di metterli in vendita. Stron..ta? Così sembrerebbe, ma sapere che in questo modo si scelgono tonnellate di pesce che finiscono nei mercati internazionali vi toglierà quel sorrisetto dalle labbra.
Gli Stati Uniti hanno vietato la pesca nell’area inquinata, ma i pesci viaggiano e non ne vogliono sapere di fermarsi nella marea nera. Capita così che una partita di triglie pescata mille chilometri più a nord, profumi di Fiat Duna dell’81 e sia chiaramente invendibile. Per risolvere il problema, il governo americano ha allenato un gruppo di “nasi” che riconoscono il minimo sentore di petrolio nel pesce. Alla faccia della tecnologia, ma chi è scettico farebbe bene a rassegnarsi. Il naso è un must tecnologico senza eguali, costa poco ed è pure veloce. Lo stesso esame fatto in laboratorio, per dire, costa migliaia di dollari e dura una settimana.
Squadre di sniffers allenate dal Food Protection Training Institute, coprono ormai tutta la costa atlantica, pronti a rilevare la minima traccia di petrolio in pesci e crostacei.
Curiosi di sapere come ci si allena? Semplice, si prende una ciotola di gamberetti e la si annusa, facendo ventaglio con la mano per dirigere meglio gli odori. Finito l’esame ci si pulisce le narici con una sniffatina di cocomero preparandole per il prossimo campione.
Non so quanto tutto ciò vi faccia sentire protetti da infezioni e contaminazioni, ma chi scrive ha più volte aperto entro la scadenza, buste di salmone affumicato che puzzavano di marcio. Sarò prudente per natura, ma io del naso mi fido, se è lì sopra la bocca, non credo sia per caso.
[Fonti: Huffington Post, Associated Press, immagini: Katu, AP]
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16 commenti a Marea nera: è salutare mangiare pesce?
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Saggia notazione… Non sarà un caso che il naso sia appena sopra la bocca:-)
Caro Tomacelli, sarei curioso di sperimentare come se la cava il tuo raffinato naso coi test per l’olfatto che trovi in quasi tutte le boutiques enologiche…
Anche i più educati nasi dei sommeliers professionisti in un test “double blind” ci cascano.
Di fatto, l’olfatto è uno dei sensi più facili da ingannare. Come ci sono illusioni ottiche e auditive, ci sono illusioni olfattive.
Ok Stucchi, mangerò il salmone marcio ma se muoio sarà colpa tua!
ma chi scrive ha più volte aperto entro la scadenza, buste di salmone affumicato che puzzavano di marcio.
Agroittica Lombarda? (tanto per fare un nome)
Non fate i furbi chiedendomi dei nomi. Troppo spesso la catena del freddo non viene rispettata e può capitarti anche un ottimo salmone avariato.
A parte questo, quante volte avete trovato cibi avariati con date di scadenza in perfetto ordine? Avete davvero così tanta fiducia?
Ho fatto “quel” nome proprio perchè i suoi prodotti sono troppo spesso….fanè (a voler essere buoni) e sempre “pizzicano” la lingua, segno di presenza di stamine…
a me è successo con dei gamberoni surgelati
scadenza tipo tra 8 mesi, 10 gamberi ok 2 gamberi già tutti mollicci e con un odore tendente all’ammoniaca.
tutti nella stessa scatola.
ho buttato quei 2 e ho mangiato gli altri.
no Esp, a mio avviso sei in errore per due motivi.
il primo. non credo che tu sia mai stato dentro l’Agro Ittica Lombarda. intendo dire che tu abbia potuto vedere per due giorni cosa e come lavorano in quell’azienda. hanno degli standard di pulizia da fare invidia a molte sale operatorie. a calvisano, dai tempi ‘de Roma’ si produce un’alta ed ottima percentuale di caviale, storione, salmoni, anguille e molti derivati di qualità eccelsa.
il secondo. sono certo che prima di fare un nome di un’azienda, tra le più grandi del mondo e che esporta in tutto il mondo, anche in Iran, bisogna avere la C-E-R-T-E-Z-Z-A che se hai mangiato, comprato prodotti in cattivo stato di conservazione potrebbe dipendere non dall’azienda produttrice ma al 99% dai grossisiti e distributori.
Che dire? Sarò sfigato ma a me capita così. Colpa della distribuzione, dici? Mah…ho dei dubbi. Pensa che, ultimamente, ho comprato due buste di salmone norvegese in quel grosso parallelepipedo giallo e blu, pensando di acquistare u n prodotto di importazione (ok, avrei dovut leggere l’ etichetta e non l’ ho fatto) lo apro, già l’ odore non era dei migliori, ma ho pensato che fosse colpa del “chiuso”. L’ assaggio e subito sento pizzicare la lingua. Leggo, finalmente, l’ etichetta e vedo che il prduttore è proprio l’ agroittica lombarda.
Cattiva conservazione? Anche al diperdì? Meno male che, subentrando Carrefour il salmone è nettamente migliorato.
P.S. Mi ritengo in pieno diritto di criticare chicchessia, esprimendo mie considerazioni personali.
per il salmone affumicato,
solitamente da data di produzione a data di scadenza passa circa 1 mese e mezzo.
per esperienza posso dire che quasi la totalità dei salmoni affumicati in vendita, se aperti nelle ultime 2 settimane, puzzano già un pò.
è sempre meglio consumarli entro 1 mese dalla produzione, non oltre. e si digerisce anche meglio.
se addirittura riesci a consumarlo nelle prime due settimane, secondo me il sapore è ancora migliore.
occhio agli ingredienti: FUMO. se è indicato come ingrediente, molto probabilmente è fumo siringato nella carne. sconsigliabile.
In Italia: se vai in Francia, da Auchan per esempio, la scadenza è molto più ravvicinata.
Quello che ho preso da Ikea (agroittica lombarda) scade l’ 8 luglio, ma l’ho acquuistato un mesetto fa.
a proposito di salmone, da quando ho scoperto la trota affumicata di agritrutta non esiste salmone selvaggio che tenga!
Salmone “selvaggio”???! Cosa fa, viene giù dalle liane come Tarzan gridando yaeeehhhh!?
come quello che viene servito da Obika mozzarella bar, viene dall’alaska e viene pescato e trattato soltanto a mano, assolutamente non paragonaibili con prodotti simili affumicati in maniera tradizionale industriale (99% di quello che si trova)
evidentemente ignora che la stragrande maggioranza del salmone fresco e affumicato è salmone di allevamento, quello che viene definito selvaggio è il salmone che cresce libero in natura risale correnti e tutto il resto… Il prodotto risulta diverso come il pesce di mare da quello allevato se ne conosce la differenza
i tonni del Messico arriveranno in Italia
Torino, 22 ott – Il disastro ambientale della piattaforma petrolifera Deep Water avrà entro breve tempo effetti negativi anche sui mari italiani, quando i tonni che oggi svernano in quelle acque arriveranno nel Mediterraneo. L’allarme è stato lanciato oggi al Salone del Gusto di Torino da Silvio Greco, presidente del comitato scientifico Slow Fish e dirigente di ricerca Icram (Ispra, ndr), Greco ha anche fissato la data del possibile pericolo, maggio del prossimo anno.
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