“Meglio pagare il salumiere che il dottore”
Breve antefatto. Nel marzo scorso, lo scrittore Michael Pollan ha lanciato un appello ai lettori del New York Times: “Sto scrivendo un libro sui proverbi che riguardano il cibo. Perchè non mi dite i vostri, quelli che avete ascoltato dai nonni e che ancora ripetete in famiglia? Bastano anche dei semplici consigli o il mantra che guida le vostre abitudini alimentari”. In 2600 hanno risposto ed oggi il NYT pubblica i 20 migliori proverbi a giudizio di Pollan. A parte quello citato nel titolo, che a me suona vagamente familiare, ce ne sono diversi che mi sono piaciuti. Cito a caso: “La colazione da solo, il pranzo con gli amici, la cena col nemico” oppure “Non alzarti da tavola se non hai mangiato la frutta”. Molti riflettono lo spirito dei tempi e sono decisamente aggiornati –non mangiare nulla che pretenda di essere qualcos’altro– altri sembrano battute di spirito. Vogliamo farlo anche noi questo gioco? Qual è il proverbio che sulla vostra tavola non manca mai? Comincio io con il classico rimprovero di mia nonna: “prima la scorza e poi la mollica”. E, maledizione, per noi bambini la mollica era il dolce finale.
(Immagine: Roger Kent, New York Times)








scherza col fuoco ma non col cuoco
Ma naturalmente il vino fa buon sangue
Ciao Bacco! a Pizzighettone avranno ancora “Il mangiar saggio”?
di saggio non hanno nulla…. era il Parla come mangi…
Ma poi sto Pollan il libro lo regala?
Comodo farsi spedire i proverbi dai lettori, manco la fatica di un po’ di ricerca vuol fare.
Uh, ne ho raccolti una valanga nei miei articoli: sai che ne sono appassionata!
Sul vino: http://www.placidasignora.com/2007/09/18/il-vino/
Sull’aglio: http://www.placidasignora.com/2007/06/20/chi-aglio-non-mangia-daglio-non-puzza/#more-1471
E poi tanti altri, che qui non segno sennò l’antispam impazzisce (se li vuoi, scrivimi che ti dò tutti gli indirizzi).
Bacio!
[...] Dedicato a Dissapore [...]
Dall’Amiata
-l’acqua arrugginisce il ferro, figurati i budelli
-al tempo della castagnòla, bocca magna e culo sòna
-Il riso ha una virtù: quando è ghiaccio non c’è più
sul formaggio: La bocca non è stracca se alla fine non sa di pecora o di vacca.
Latte di mucca, formaggio di pecora, ricotta di capra.
Della nonna:fegato, baccalà, uova, più coce più rassoda.
Del nulla ottenere: come tosare il maiale, tanti berci e poca lana.
Pan e nos, mangé da spos. Nos e pan, mangé da can.
chi è lento per magna’, è lento per fatica’
non ti metter in cammino se la bocca ‘un sa di vino
preti e polli nn’son mai satolli
l’avaro è come ‘l porco: è bono quand’è morto
l’ultimo goccio (di vino) è quello che fa male
Quando si mangia, non si combatte