Moda Uomo Milano | Vesti come magni!


La campagna Dolce & Gabbana

«L’uomo non è un damerino. Per carità. – hanno detto Dolce e Gabbana – E’ un uomo vero, un tipo tosto che mette un abito di velluto con la stessa naturalezza con cui indossa una canottiera…», bla bla bla. E’ questa la tradizione? Mangiare spaghetti tenendo la forchetta come un cucchiaio, oppure sbrodolare pasta e sugo per la tavola sedendo a cavalcioni della sedia? E che dire delle mutande? Emozionanti come il polpo stecchito sul tavolo. Cafoni stereotipati. Maschi? Uomini? Cultura? Durezza? Ecco i veri fighetti, per giunta stolidamente e fintamente trasgressivi, che oltretutto bevono acqua (in bicchieri e bottiglia sporchi, ovviamente, maschiacci che non sono altro…)

Figli irritanti di Striscia la Notizia.




53 commenti a “Moda Uomo Milano | Vesti come magni!”

  1. Tommaso Farina commenta:

    Camicia aperta + canottiere + mutande in vista + capelli allo stato brado + gomiti sul tavolo = orrore & raccapriccio. Anzi, direi proprio che fanno schifo.

    • bio doll bio doll risponde:

      odddio proprio proprio schifo direi di no !!!

      dai su… che qualche sciura milanese che si sacrifica a dividere il pasto con uno di loro la troviamo ;-)
      diciamo che non ci vuole molto a capire che non sono usciti dal collegio san francesco

      http://www.sanfrancesco.lodi.it/

      come tronchetti provera!!!!

      ahahah!!!

      però io non mi soffermerei sulle buone maniere e sul come magnano ma del perchè magnano….

      kiss
      bd

      • Fante Fante risponde:

        Che siano dei bei tocchi di manzo, nessuno lo nega.
        Quello che è nocivo è il messaggio subliminale: per essere figo, devi essere truzzo.
        Vediamo di capirci: quelli sarebbero fighi anche coperti di pece e piume. Se mi ci metto io così, sono truzzo e basta.

        Un po’ come la moda femminile. Certi vestiti sono belli sulla Bellucci perchè è gnocca lei e lo sarà sempre. Se lo stesso vestito lo mette l’Annunziata, non è uguale uguale uguale…

        • gianluca gianluca risponde:

          secondo me non c’è nessun messaggio subliminale, la pubblicità fa leva su ciò che la gente vuole.
          ciò che fa vendere è l’eroticità del prodotto, e l’uomo in mutande sicuramente è più erotico del damerino…..

          • Fante Fante risponde:

            Ma sai che non penso sia così? E’ qui il trucco…. QUELL’uomo è erotico in mutande e lo sarebbe anche in tuta da meccanico o smoking o vestito da pellerossa
            IO in slip sembro una melanzana con l’elastico

          • gianluca gianluca risponde:

            è chiaro che certe cose stanno bene solo a chi ha il fisico per portarle. se uno ha il fisico perfetto sta bene con tutto, se uno ha dei difetti cerca di non accentuarli o di nasconderli magari.
            tuttavia, a parità di bellezza, il modo in cui uno si pone o si veste fa la differenza (credo) altrimenti la moda non esisterebbe nemmeno !!

        • gianluca gianluca risponde:

          e poi d&g, visto anche il loro orientamento sessuale, sanno sicuramente bene come vendere l’uomo :-)

        • bio doll bio doll risponde:

          bella foto comunque ,finalmente fuori dal coro del tutto perfetto!

          kiss
          bd

          • Tommaso Farina risponde:

            Decisamente è difficile darti torto in questo caso!

          • gianluca gianluca risponde:

            il discorso è proprio questo. il tutto perfetto stufa perchè è troppo distante dalla realtà, nessuno si sveglia in casa sua e si mette la cravatta per mangiare. è più probabile che qualcuno stia direttamente in mutande (pochi) o in canottiera o in camicia sbottonata (molti). la gente si identifica e il prodotto vende, la spettacolarizzazione della vita comune sta alla base di questa foto

          • bio doll bio doll risponde:

            @gianluca
            >è più probabile che qualcuno stia direttamente in mutande (pochi) o in canottiera o in camicia sbottonata (molti).

            in cucina?
            mentre mangi?
            eccolo lì

            perche mentre mangiano e non mentre riparano un’auto, si fanno la barba, o tagliano la legna?

            perche d&g fanno mangiare i loro maschi?
            avete visto i vassoi di frutta in vetrina sotto natale?
            arance,limoni e melograni….

            FOOD FOOD FOOD

            capisco che siete incantati da tanto ben di dio …ma non sono loro l’esca ma il cibo

            kiss
            bd

          • gianluca gianluca risponde:

            si ok in questo caso, ma loro hanno fatto migliaia di campagne pubblicitarie senza cibo e con uomo selvaggio/mezzonudo/ecc…

          • bio doll bio doll risponde:

            @gianluca

            di uomini selvaggi è piena la moda e pure mezzi nudi, ribadisco sono incuriosita dal cibo vicino a loro…

            kiss
            bd

          • fabrizio scarpato fabrizio scarpato risponde:

            Infatti è questo che mi ha colpito: il cibo, e soprattutto, il significato che al cibo e alla tavola viene dato.
            Nell’articolo si parla di tradizione e sensualità, di storia e passione, di radici e emozioni: tutto condivisibile ( quante volte ne abbiamo parlato anche a proposito della cucina contemporanea). Allora perchè fare strage di spaghetti, ostentando maleducazione?
            Capivo le atmosfere siciliane di dieci anni fa (toh! che originali) con la Bellucci e il solito polpo, così come capisco che il target giovane può esser attratto da atteggiamenti anticonformisti, ma allora perché parlare di radici e sicilianità, di tradizione e cultura?
            Contraddizioni volute, a marcare disinteresse, a fare tabula rasa: e poi farlo proprio col cibo e la tavola, a spregio, cioè con ciò che oggi segna la divisione di classe: solo che i poveri, i proletari e i curiosi illuminati mantengono e cercano cultura e dignità, mentre certi ricchi e certi conservatori ostentano, ridacchiando in mutande, il loro immobile menefreghismo.

          • bio doll bio doll risponde:

            esattamente!!!

            e lì secondo me si fottono da soli…perchè il trash ostentato è roba vecchia e da quanto ho capito food and money stanno ad eleganza e cultura del cibo…
            finiti i tempi delle orgie con fiumi di coca…

            a tavola si è sempre un pò bigotti dai!!!
            di trasgressione ne ho vista ancora poca per quel poco che ho visto e se questo è il loro tentativo di infrangere le regole, li vedo male.

            bella la foto, belli i maschi e fuori dal coro ma non in linea con mood del momento…

            kiss
            bd

      • Tommaso Farina risponde:

        Io il pranzo con loro lo condividerei. Se si rivestono però è meglio. La mutanda di quello a destra mi dà impressione di sudaticcio, per non dire del contrasto tra il torace cerettato e la gamba lasciata (com’è giusto) come l’ha fatta mamma. Il nero in mezzo va bene. Il bianco si deve allacciare la camicia, e soprattutto srotolare le maniche.
        Sant’Iddio, con pantaloni e giacca e gilet sarebbero perfetti, e molto più “fighi” di come sono così.

  2. Fante Fante commenta:

    Mancano i tatuaggi.
    Vuoi dire che sono passati di moda?

  3. Tommaso Farina commenta:

    “Le sfilate dell’uomo, già dal primo giorno, lo dicono chiaro: ragazzi, non si scherza più, ora si fa sul serio.”

    Unico commento possibile, dopo aver visto le foto: haha, haha, hahahahahaha!

  4. gianluca gianluca commenta:

    se parliamo di moda ragazzi, c’è poco da criticare, ma solo da imparare. loro sono due geni che hanno costruito un vero e proprio impero, solo applausi.

  5. preferisco questo/i preferisco questo/i commenta:

    ecco i veri fighetti, per giunta stolidamente e fintamente trasgressivi

    [img]http://smileys.sur-la-toile.com/repository/Reflexion/beret-pensif-284.gif[/img]
    sono troppo stereotipati, sì
    però magari sbaglio io: di moda ne capisco molto poco, seguirne o conoscerne i canoni è più che altro un conformismo accettabile a vent’anni o giù di lì… tuttavia, è da sabato mattina che (sfogliando l’inserto Style del Corsera) rimpiango di non averli più, vent’anni, e poter così fare un pensierino concreto sul vestirmi come propone quest’altro stilista

    [img]http://4.bp.blogspot.com/_Z_c5aqLe6dg/Sm6_mMz7AgI/AAAAAAAAGGg/rn2tBsXBqrg/s400/111114.jpg[/img]
    Umit Benan

    Quest’uomo non è un damerino. Per carità! E’ un tipo tosto 3.0, che mette un abito di velluto con la stessa naturalezza con cui indossa una canottiera

  6. Tommaso Farina commenta:

    Tastiera di m…a, non funzionano bene le g, le u, le n e lo spazio, come avrete notato.

  7. Andrea Gori commenta:

    oh lì per lì pensavo fosse finita sul web una foto dell’estate scorsa delle mie vacanze, poi però ho notato che non c’è traccia di vino sul tavolo

  8. alfredo alfredo commenta:

    Dolce e Gabbana, difficilmente sbagliano, però fanno un lavoro che stressa molto visto che devono cambiare, e far parlare di sè sempre, ogni sei mesi circa.
    D’altronde la moda diventa vecchia e brutta così velocemente che bisogna cambiarla in fretta.
    Ha ragione il Farina! L’abbigliamento maschile è un’altra cosa!

  9. Chefclaude Chefclaude commenta:

    Più che abbigliamento per l’uomo tosto, mi sembra quello per l’uomo seriamente tostato dalle lampade; e poi non vedo tutte queste “sbavature” nella fotografia, a me sembra di una simmetria rigorosa (i neri sulla sx di chi guarda, i bianchi dall’altra; i due ingiaccati sul fondo; il mutandato bianco va indietro, il canottato nero viene avanti. E sò tutti incazzati).

    Quello che mi infastidisce è però l’effetto forzatamente grottesco, e totalmente privo di una qualche ironia: cioè leggerezza, gioco, quotidianità, contrasto effettivo.
    L’immagine dell’uomo tosto ne è stata privata per sempre?
    Rientra nel novero delle cose su cui continuerò a fare sonni tranquilli.

  10. camilla baresani camilla baresani commenta:

    ’sti buzzurri sudati hanno l’aria di essere a guardia di qualche povero rapito, o in attesa di ricevere ordini da un capo mandamento per eliminare un traditore. Vedere gente buttata sulla sedia a quel modo francamente non fa sangue né fa venire voglia di essere della partita, e ti fa ragionare sulle distanze abissali di educazione, stile, gusto, modo di porsi che esistono tra noi (gente come Massimo Bernardi, per dirne uno) e quelli del GF o della pubblicità D&G.

  11. gunther gunther commenta:

    anche se devo dire la foto non mi piace,. esprime bene quello che oggi il pubblico desidera vedere, non dico che mi piace, ma la comunicazione dell’azienda non è tanto sul vestito ma sullo stile di vita, sul comportamento, probabile che i loro clienti ci si riconoscano

    • camilla baresani camilla baresani risponde:

      cito da Repubblica di lunedì 18, un articolo sulla biografia di Yves Saint Laurent (che parla quindi anche del socio Pierre Bergé, meno creativo e più pratico), biografia scritta da Marie Dominique Lelièvre: “Saint Laurent si occupa di cose alte come la moda, mentre Bergé mette la sigla YSL su accessori e profumi più facilmente vendibili. Si guadagna di più con i poveri che con i ricchi – scrive la Lelièvre – perché i poveri sono di più”. Ecco, non sarà che queste pubblicità sono concepite per “poveri”?

      • fabrizio scarpato fabrizio scarpato risponde:

        Penso proprio di sì: si dice infatti che i denari, il fatturato di questa e di altre ditte (?), anche per un banale rapporto prezzo di vendita e costi di produzione, provenga principalmente dall’intimo, da mutande, magliette e canottiere, che vengono via a 30-40 euro (la mutanda) ma che tanti, tantissimi ragazzi comprano o si fanno regalare, un piccolo sforzo alla portata di tutti, non fosse altro per fare vedere l’elastico griffato fuori dei pantaloni (vezzo ormai in via di estinzione, per fortuna).
        Il vero problema di questa pubblicità è che, se rivolta ai “poveri”, questi sono descritti unti e bisunti, biechi e strafottenti, smargiassi e maleducati: insomma sono visti con l’ottica del ricco, coi valori del ricco, della signora, o signori, in tempesta ormonale. Plebaglia ad uso e consumo, stereotipi utili a marcare differenze, senza accorgersi che in fondo in fondo sono proprio “i ricchi” a specchiarsi intorno a quella tavola.

  12. gianluca gianluca commenta:

    secondo me ogni stilista ha il suo stile (e menomale, pensa se tutti disegnassero gli stessi vestiti), e lo stile d&g non è mai stato l’uomo sobrio elegante damerino o colto.
    lo stile d&g è questo, un pò cafone un pò trasgressivo un pò elegante un pò variopinto, sempre fiero della sua sicilianità. per cui aspettarsi pubblicità sobrie da loro sarebbe come andare da cracco e ordinare il petto di pollo ai ferri

  13. FOODPOWER FOODPOWER commenta:

    a parte le varie opinioni sullo stile, la foto, la bellezza e tutto il resto ho l’impressione che siate tutti fini troppo ottimisti sulle cifre di fatturato dei due stilisti.
    vi ricordo che il busness della moda è in ginocchio.


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