di | mer 20 gen 2010 ore 16:06
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Moda Uomo Milano | Vesti come magni!

La campagna Dolce & Gabbana

«L’uomo non è un damerino. Per carità. – hanno detto Dolce e Gabbana – E’ un uomo vero, un tipo tosto che mette un abito di velluto con la stessa naturalezza con cui indossa una canottiera…», bla bla bla. E’ questa la tradizione? Mangiare spaghetti tenendo la forchetta come un cucchiaio, oppure sbrodolare pasta e sugo per la tavola sedendo a cavalcioni della sedia? E che dire delle mutande? Emozionanti come il polpo stecchito sul tavolo. Cafoni stereotipati. Maschi? Uomini? Cultura? Durezza? Ecco i veri fighetti, per giunta stolidamente e fintamente trasgressivi, che oltretutto bevono acqua (in bicchieri e bottiglia sporchi, ovviamente, maschiacci che non sono altro…)

Figli irritanti di Striscia la Notizia.

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53 commenti a Moda Uomo Milano | Vesti come magni!

  1. Camicia aperta + canottiere + mutande in vista + capelli allo stato brado + gomiti sul tavolo = orrore & raccapriccio. Anzi, direi proprio che fanno schifo.

    • avatar bio doll

      odddio proprio proprio schifo direi di no !!!

      dai su… che qualche sciura milanese che si sacrifica a dividere il pasto con uno di loro la troviamo ;-)
      diciamo che non ci vuole molto a capire che non sono usciti dal collegio san francesco

      http://www.sanfrancesco.lodi.it/

      come tronchetti provera!!!!

      ahahah!!!

      però io non mi soffermerei sulle buone maniere e sul come magnano ma del perchè magnano….

      kiss
      bd

      • Che siano dei bei tocchi di manzo, nessuno lo nega.
        Quello che è nocivo è il messaggio subliminale: per essere figo, devi essere truzzo.
        Vediamo di capirci: quelli sarebbero fighi anche coperti di pece e piume. Se mi ci metto io così, sono truzzo e basta.

        Un po’ come la moda femminile. Certi vestiti sono belli sulla Bellucci perchè è gnocca lei e lo sarà sempre. Se lo stesso vestito lo mette l’Annunziata, non è uguale uguale uguale…

        • avatar gianluca

          secondo me non c’è nessun messaggio subliminale, la pubblicità fa leva su ciò che la gente vuole.
          ciò che fa vendere è l’eroticità del prodotto, e l’uomo in mutande sicuramente è più erotico del damerino…..

          • Ma sai che non penso sia così? E’ qui il trucco…. QUELL’uomo è erotico in mutande e lo sarebbe anche in tuta da meccanico o smoking o vestito da pellerossa
            IO in slip sembro una melanzana con l’elastico

          • avatar gianluca

            è chiaro che certe cose stanno bene solo a chi ha il fisico per portarle. se uno ha il fisico perfetto sta bene con tutto, se uno ha dei difetti cerca di non accentuarli o di nasconderli magari.
            tuttavia, a parità di bellezza, il modo in cui uno si pone o si veste fa la differenza (credo) altrimenti la moda non esisterebbe nemmeno !!

        • avatar gianluca

          e poi d&g, visto anche il loro orientamento sessuale, sanno sicuramente bene come vendere l’uomo :-)

        • avatar bio doll

          bella foto comunque ,finalmente fuori dal coro del tutto perfetto!

          kiss
          bd

          • Decisamente è difficile darti torto in questo caso!

          • avatar gianluca

            il discorso è proprio questo. il tutto perfetto stufa perchè è troppo distante dalla realtà, nessuno si sveglia in casa sua e si mette la cravatta per mangiare. è più probabile che qualcuno stia direttamente in mutande (pochi) o in canottiera o in camicia sbottonata (molti). la gente si identifica e il prodotto vende, la spettacolarizzazione della vita comune sta alla base di questa foto

          • avatar bio doll

            @gianluca
            >è più probabile che qualcuno stia direttamente in mutande (pochi) o in canottiera o in camicia sbottonata (molti).

            in cucina?
            mentre mangi?
            eccolo lì

            perche mentre mangiano e non mentre riparano un’auto, si fanno la barba, o tagliano la legna?

            perche d&g fanno mangiare i loro maschi?
            avete visto i vassoi di frutta in vetrina sotto natale?
            arance,limoni e melograni….

            FOOD FOOD FOOD

            capisco che siete incantati da tanto ben di dio …ma non sono loro l’esca ma il cibo

            kiss
            bd

          • avatar gianluca

            si ok in questo caso, ma loro hanno fatto migliaia di campagne pubblicitarie senza cibo e con uomo selvaggio/mezzonudo/ecc…

          • avatar bio doll

            @gianluca

            di uomini selvaggi è piena la moda e pure mezzi nudi, ribadisco sono incuriosita dal cibo vicino a loro…

            kiss
            bd

          • avatar fabrizio scarpato

            Infatti è questo che mi ha colpito: il cibo, e soprattutto, il significato che al cibo e alla tavola viene dato.
            Nell’articolo si parla di tradizione e sensualità, di storia e passione, di radici e emozioni: tutto condivisibile ( quante volte ne abbiamo parlato anche a proposito della cucina contemporanea). Allora perchè fare strage di spaghetti, ostentando maleducazione?
            Capivo le atmosfere siciliane di dieci anni fa (toh! che originali) con la Bellucci e il solito polpo, così come capisco che il target giovane può esser attratto da atteggiamenti anticonformisti, ma allora perché parlare di radici e sicilianità, di tradizione e cultura?
            Contraddizioni volute, a marcare disinteresse, a fare tabula rasa: e poi farlo proprio col cibo e la tavola, a spregio, cioè con ciò che oggi segna la divisione di classe: solo che i poveri, i proletari e i curiosi illuminati mantengono e cercano cultura e dignità, mentre certi ricchi e certi conservatori ostentano, ridacchiando in mutande, il loro immobile menefreghismo.

          • avatar bio doll

            esattamente!!!

            e lì secondo me si fottono da soli…perchè il trash ostentato è roba vecchia e da quanto ho capito food and money stanno ad eleganza e cultura del cibo…
            finiti i tempi delle orgie con fiumi di coca…

            a tavola si è sempre un pò bigotti dai!!!
            di trasgressione ne ho vista ancora poca per quel poco che ho visto e se questo è il loro tentativo di infrangere le regole, li vedo male.

            bella la foto, belli i maschi e fuori dal coro ma non in linea con mood del momento…

            kiss
            bd

      • Io il pranzo con loro lo condividerei. Se si rivestono però è meglio. La mutanda di quello a destra mi dà impressione di sudaticcio, per non dire del contrasto tra il torace cerettato e la gamba lasciata (com’è giusto) come l’ha fatta mamma. Il nero in mezzo va bene. Il bianco si deve allacciare la camicia, e soprattutto srotolare le maniche.
        Sant’Iddio, con pantaloni e giacca e gilet sarebbero perfetti, e molto più “fighi” di come sono così.

  2. Mancano i tatuaggi.
    Vuoi dire che sono passati di moda?

  3. “Le sfilate dell’uomo, già dal primo giorno, lo dicono chiaro: ragazzi, non si scherza più, ora si fa sul serio.”

    Unico commento possibile, dopo aver visto le foto: haha, haha, hahahahahaha!

  4. avatar gianluca

    se parliamo di moda ragazzi, c’è poco da criticare, ma solo da imparare. loro sono due geni che hanno costruito un vero e proprio impero, solo applausi.

    • Stai elogiando gl’imprenditori, non gli stilisti. Sotto quest’aspetto li elogio pure io, ci mancherebbe. Un impero, sia pure costruito sul gusto andante, l’hanno fatto di certo, così come danno lavoro a molta gente.

      • avatar gianluca

        secondo me non è proprio così.
        è chiaro che loro oltre che stilisti, sono stati abilissimi imprenditori. ma sono partiti vendendo un prodotto da loro ideato e hanno costruito un impero non vendendo caramelle, ma vendendo i loro abiti.
        per cui il fatto che siano geniali stilisti sta alla base di tutto quello che è venuto dopo.

        comunque anche per quanto riguarda il discutibile gusto dei loro abiti, ti invito a lasciare da parte il circo d&g (pensato esclusivamente per gli under30) e guardare la prima linea dolce e gabbana, sul classico secondo me fanno abiti/camicie/cravatte strepitose, almeno come vestibilità. anche se i prezzi sono veramente alti.

      • estremamente grave, non grave.

        • Ma è un modello molto ma molto sobrio, cinturino di pelle nera e quadrante chiaro tondo molto grande. Decisamente discreto.

          • ti spiego anche se si va un po’ ot, visto che è la mia professione.

            un orologio di quel costo non ha senso. o compri un orologio per guardare l’ora e spendi 10/50 euri o compri un orologio che ha un senso. cioè un marchio orologiaio. non ha importanza il prezzo.
            gli orologi fatti dai marchi moda, per esempio che so gucci- chanel- e mille altri non valgono veramente nulla. movimento da 2 euri, casse in materiali scadenti. solo “firma”. valore intrinseco 0.

            già è difficile tollerare gioiellieri che fanno orologi( cartier a parte ed in parte), figuriamoci LE dolcigabbane.

            farina i soldi li hai: comprati un, che so, vacheron- constantin, e butta quel cesso nel cassetto, spiegando alla morosa che altrimenti il maffi ti toglie il saluto:-)

  5. avatar preferisco questo/i

    ecco i veri fighetti, per giunta stolidamente e fintamente trasgressivi

    [img]http://smileys.sur-la-toile.com/repository/Reflexion/beret-pensif-284.gif[/img]
    sono troppo stereotipati, sì
    però magari sbaglio io: di moda ne capisco molto poco, seguirne o conoscerne i canoni è più che altro un conformismo accettabile a vent’anni o giù di lì… tuttavia, è da sabato mattina che (sfogliando l’inserto Style del Corsera) rimpiango di non averli più, vent’anni, e poter così fare un pensierino concreto sul vestirmi come propone quest’altro stilista

    [img]http://4.bp.blogspot.com/_Z_c5aqLe6dg/Sm6_mMz7AgI/AAAAAAAAGGg/rn2tBsXBqrg/s400/111114.jpg[/img]
    Umit Benan

    Quest’uomo non è un damerino. Per carità! E’ un tipo tosto 3.0, che mette un abito di velluto con la stessa naturalezza con cui indossa una canottiera

    • Io son sempre in imbarazzo quando parlo di “moda”. Preferisco parlare di “abbigliamento”, poiché sono stretto fautore dello stile classico, che le mode scalfiscono solo marginalmente. Difatto la forma della giacca maschile, se si escludono particolari come l’ampiezza dei risvolti, ha la stessa linea da oltre cinquant’anni. Lo slacciare il bottoncino finale del gilet fu un piccolo vezzo ideato da lord Brummel per non imbarazzare il sovrano, il mio adorato Edoardo VII: da allora si fa così, il gilet è rimasto sostanzialmente lo stesso, allacciare l’ultimo bottone è ancora un errore (ma chi oltre a me usa abiti a tre pezzi? Io stesso ne ho solo uno).
      Poi alla fine gli abiti migliori sono quelli che fanno sentire più magri, più alti, più “potenti”. Credo (opinione personale) che un doppiopetto di ottimo taglio sia capace di valorizzare anche l’uomo col fisico più ingrato. Vedi Berlusconi e, perché no, me stesso.

    • avatar alfredo

      Domanda: Questo Benan veste anche le donne o solo quelli con la barba?

  6. Tastiera di m…a, non funzionano bene le g, le u, le n e lo spazio, come avrete notato.

  7. oh lì per lì pensavo fosse finita sul web una foto dell’estate scorsa delle mie vacanze, poi però ho notato che non c’è traccia di vino sul tavolo

  8. avatar alfredo

    Dolce e Gabbana, difficilmente sbagliano, però fanno un lavoro che stressa molto visto che devono cambiare, e far parlare di sè sempre, ogni sei mesi circa.
    D’altronde la moda diventa vecchia e brutta così velocemente che bisogna cambiarla in fretta.
    Ha ragione il Farina! L’abbigliamento maschile è un’altra cosa!

  9. avatar Chefclaude

    Più che abbigliamento per l’uomo tosto, mi sembra quello per l’uomo seriamente tostato dalle lampade; e poi non vedo tutte queste “sbavature” nella fotografia, a me sembra di una simmetria rigorosa (i neri sulla sx di chi guarda, i bianchi dall’altra; i due ingiaccati sul fondo; il mutandato bianco va indietro, il canottato nero viene avanti. E sò tutti incazzati).

    Quello che mi infastidisce è però l’effetto forzatamente grottesco, e totalmente privo di una qualche ironia: cioè leggerezza, gioco, quotidianità, contrasto effettivo.
    L’immagine dell’uomo tosto ne è stata privata per sempre?
    Rientra nel novero delle cose su cui continuerò a fare sonni tranquilli.

  10. avatar camilla baresani

    ‘sti buzzurri sudati hanno l’aria di essere a guardia di qualche povero rapito, o in attesa di ricevere ordini da un capo mandamento per eliminare un traditore. Vedere gente buttata sulla sedia a quel modo francamente non fa sangue né fa venire voglia di essere della partita, e ti fa ragionare sulle distanze abissali di educazione, stile, gusto, modo di porsi che esistono tra noi (gente come Massimo Bernardi, per dirne uno) e quelli del GF o della pubblicità D&G.

  11. anche se devo dire la foto non mi piace,. esprime bene quello che oggi il pubblico desidera vedere, non dico che mi piace, ma la comunicazione dell’azienda non è tanto sul vestito ma sullo stile di vita, sul comportamento, probabile che i loro clienti ci si riconoscano

    • avatar camilla baresani

      cito da Repubblica di lunedì 18, un articolo sulla biografia di Yves Saint Laurent (che parla quindi anche del socio Pierre Bergé, meno creativo e più pratico), biografia scritta da Marie Dominique Lelièvre: “Saint Laurent si occupa di cose alte come la moda, mentre Bergé mette la sigla YSL su accessori e profumi più facilmente vendibili. Si guadagna di più con i poveri che con i ricchi – scrive la Lelièvre – perché i poveri sono di più”. Ecco, non sarà che queste pubblicità sono concepite per “poveri”?

      • avatar fabrizio scarpato

        Penso proprio di sì: si dice infatti che i denari, il fatturato di questa e di altre ditte (?), anche per un banale rapporto prezzo di vendita e costi di produzione, provenga principalmente dall’intimo, da mutande, magliette e canottiere, che vengono via a 30-40 euro (la mutanda) ma che tanti, tantissimi ragazzi comprano o si fanno regalare, un piccolo sforzo alla portata di tutti, non fosse altro per fare vedere l’elastico griffato fuori dei pantaloni (vezzo ormai in via di estinzione, per fortuna).
        Il vero problema di questa pubblicità è che, se rivolta ai “poveri”, questi sono descritti unti e bisunti, biechi e strafottenti, smargiassi e maleducati: insomma sono visti con l’ottica del ricco, coi valori del ricco, della signora, o signori, in tempesta ormonale. Plebaglia ad uso e consumo, stereotipi utili a marcare differenze, senza accorgersi che in fondo in fondo sono proprio “i ricchi” a specchiarsi intorno a quella tavola.

  12. avatar gianluca

    secondo me ogni stilista ha il suo stile (e menomale, pensa se tutti disegnassero gli stessi vestiti), e lo stile d&g non è mai stato l’uomo sobrio elegante damerino o colto.
    lo stile d&g è questo, un pò cafone un pò trasgressivo un pò elegante un pò variopinto, sempre fiero della sua sicilianità. per cui aspettarsi pubblicità sobrie da loro sarebbe come andare da cracco e ordinare il petto di pollo ai ferri

  13. a parte le varie opinioni sullo stile, la foto, la bellezza e tutto il resto ho l’impressione che siate tutti fini troppo ottimisti sulle cifre di fatturato dei due stilisti.
    vi ricordo che il busness della moda è in ginocchio.

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