di | ven 05 giu 2009 ore 12:55
14
arie di campagna

Mooo-sica per le mie orecchie

thats-gelatoQuando pensi di averle viste tutte, trovi questo bel tipo di tenore, Marcello Bedoni, che canta arie italiane su un covone; l’uditorio è una mandria di mucche del Lanchashire. Il latte che si ottiene (grazie al trattamento canoro) pare produrre un gelato particolarmente prelibato – perlomeno, così afferma il produttore, sedicente Antonio Federici. Nel sito, fondamentale l’esecuzione canora delle Gelato Girls, con il loro “That’s gelato”. Il simpatico gelataio s’era già affermato all’attenzione degli umani gourmet con la campagna pubblicitaria, assai discussa, “Kiss Tempation“. Geni della comunicazione, ed ironici quanto basta. Se poi il gelato fosse pure buono, sarebbero perfetti.

avatar

Info su Fiorenzo Sartore

Pressoché da sempre nell'enomondo. Offline ed online.
Spedisci via email

14 commenti a Mooo-sica per le mie orecchie

  1. avatar fabrizio scarpato

    Il latte alle ginocchia può essere utile per un buon gelato? ;-)

    • avatar Dan

      Bressanini assicura di no, ma in compenso è un’ottima alternativa alla Xantana di Adrià come addensante nei budini di hahahahah riso, ora che quest’ultima è stata sequestrata sul territorio nazionale…

  2. avatar CostaBrava

    > Mooo-sica per le mie orecchie

    :-|
    E pure alle mie, di recchie, non suona tanto meglio.
    Bel tipo di tenore, quello? A livello visivo estetico, può darsi… ma ognuno ha i propri, di tenori preferiti, e non intendo quindi metterci troppo il becco. Dico rapidamente i miei, di tenori invece:

    Franco Corelli (il miglior Cavaradossi, il miglior Kalaf… l’unico, Don Alvaro)
    Alfredo Kraus (che pulizia, qual eccellenza tecnica… e 2:25, che longevità vocale!)
    Carlo Bergonzi (Radames d’antonomasia, Nemorino da cineteca… anche ristoratore, a Busseto)

    :-)
    Questi tre su tutti gli altri
    un po’ come i colori, primari e comprimari; comprimari che, pur gradevolissimi, son in qualche maniera derivazioni (atemporali) dei primi tre. Un minuscolo quid di differenza ma nemmeno, eppure c’è e la si avverte: vuoi perché, dotatissimi nati, han smesso presto di studiare canto; vuoi perché, ahinoi Verdiani, son scomparsi prematuramente; vuoi perché, frenato da gravi malanni, giustamente riconosciuto Cavaliere (nel 2005, 20 insigniti in 34 anni) … e insomma: pur abbozzata ‘na classifica, nel mio cuore nessuna croce manca. Volendo passare invece, al tenore dello spot…

    >> è venerdì sera, OT che continua

    • avatar fabrizio scarpato

      Costa, mi perdoni per questa che in fondo è una sincera manifestazione di affetto e perseveranza, ma per la prima volta, almeno per la prima parte del suo commento, ho capito qualcosa. Non solo, ma sono completamente d’accordo a due terzi: Kraus su tutti, Corelli e, aggiungerei, il Pavarotti medio. Tutti alti, carichi di tensione e morbidezza, mentre Bergonzi mi suona già un po’ datato nel modo di porgere il canto. Chissà cosa deve esser stato ascoltarli dal vivo…

      • avatar CostaBrava

        :-)
        Molto conciso poiché mooolto assonnato:
        ogni Grande ha avuto il proprio repertorio di riferimento, Corelli e (soprattutto) Kraus non avrebbero “tenuto”, al pari di Bergonzi, per tutti e quattro gli Atti dell’Aida. In un recital , ma l’intera partitura non credo: cantare il Celeste Aida è ‘na roba di per sé improba, e son passati appena dieci minuti dall’inizio delle spettacolo…

        • avatar mooo-sica, ho scritto una vaccata!

          Corelli non avrebbe tenuto, al pari di Bergonzi, per tutti e quattro gli Atti

          [img]http://smileys.sur-la-toile.com/repository/Rires/MDR-mort-de-rire.gif[/img]
          tutto sta ad ascoltare più edizioni possibile, e io questa l’ho scoperta ieri sera: dal min.sec. 2:40 in poi s’è mai sentito duetto più bello, caso isolato o no ma chissenefrega! pescando una spiegazione comprensibile a tutti

          “Corelli è un mistero: voce cosi-cosi, ma quando si espande ce n’è più per nessuno; i suoi armonici spaccano gli autoparlanti, in alto diventa di un sexy inarrivabile” (da OperaClick forum)

    • avatar CostaBrava

      Passando al tenore dello spot,
      tale Marcello Bedoni, onestà intellettuale ha voluto che perlomeno ne ascoltassi alcune interpretazioni registrate… ossia perlomeno quelle, da lui stesso pubblicate in YouTube; il canale operaelite è difatti suo, chi meglio del cantante stesso potrebbe cernire le migliori interpretazioni proprie? Tenendola corta, iniziamo col leggere dal suo Sito internet:

      About me
      cantante lirico di fama internazionale, inizia la sua carriera giovanissimo, all’età di 21 anni. Si perfeziona da subito con grandi nomi del panorama lirico tra cui… Franco Corelli.

      Uh, bene! sentiamo con quali risultati:
      Cavaradossi perfezionato con Corelli, immagino, interpretato ahimé sul palcoscenico di Canale5. La voce c’è ma è dosata male, gli accenti non ci sono e l’interpretazione esce piatta: l’allievo non eguaglia, ma nemmeno alla lontana, il Maestro.

      :-|
      Passando oltre,
      scorrendo il suo repertorio (17 opere in tutto: pochine comunque, soltanto 4 le Verdiane e peraltro non le maggiori), si desume una leggera preferenza per i ruoli pucciniani; ascoltiamo dunque il suo Pirkenton, tratto dalla pucciniana Madama Butterf… MA CHE SUCCEDE?!?

      :-(
      Il filmato sfuma a 0:52, vale a dire prima della celebre aria “dovunque al mondo / lo yankee vagabondo”? Stranezze del montaggio o questione di modestia, senza dubbio! Contentiamoci allora di ascoltare, l’interpretazione resa da un suo collega; vale a dire un altro cantante lirico di fama internazionale, anche lui perfezionatosi con Franco Corelli… il Pinkerton di Nazzareno Antinori.

      Ultima cartuccia da sparare, per stasera,
      e appuntamento al prossimo pretesto valido per le conclusioni generali (i giovani & Giovanni Allevi, il perché dei gusti naif dei 30enni d’oggi); alla resa dei conti, il repertorio di Marcello Bedoni annovera un ruolo tenorile affatto disimpegnato; considerando comunque che a lui, essendo di fama internazionale, il Faust di Gounod gli fa appena ‘n baffo.

      :-)
      Vi lascio dunque sulle note del suo Salut demeure chaste et pure; tutti memori confido, di come il Salut possa essere altrimenti interpretato: voce che non resta in gola, sonorità e fraseggio, cantare in maschera e partire in mezzoforte… in due parole, Alfredo Kraus. A lui sì che il repertorio francese calzava a pennello, min.sec 5:10 per chi non avesse pazienza; cui seguirono applausi a scroscio, non tagliati in dvd, per qualcosa come 7 minuti d’orologio.

      >> Fine dell’OT

  3. Alfredo Kraus aveva anche una dizione assolutamente perfetta. Bergonzi anche lui grandissimo. Non scordiamoci però il primo e medio Pavarotti, dimentichiamoci dell’ultimo, un talento, una voce, una serietà, assolutamente straordinarie. Domingo aveva una facilità di canto incredibile. Carreras è famoso solo per aver sconfitto il cancro.
    Fra tutti questi secondo me Kraus è stato il più grande, peccato non abbia cantato tantissimo. La sua Granada è da togliere il fiato http://www.youtube.com/watch?v=BFsjBF9LCQo
    Ciao

  4. Un immenso basso Bulgaro, Nicolai Ghiaurov, in “La calunnia è un venticello”
    http://www.youtube.com/watch?v=WaXEC5xJ5FQ
    anche se sarebbe più corretto postarla nel topic su striscia…..
    Senza dimenticare il mitico basso Ruggero Raimondi, Babau di barcacciana memoria…..

    Ciao

  5. Da esperto di musica ed ex studente di canto non posso che apprezzare.
    E da cellettiano (alias seguace di Rudy Rodolfo Celletti) inossidabile, aggiungo che Carreras non ha mai convinto veramente perché mai si è messo davvero a studiare la tecnica del passaggio di registro. Ciò ha fatto sì che i suoi acuti, anche quand’era giovincello, siano sempre stati spinti e forzati, inquinati da dosi massiccie di “vibrato largo” fuori controllo.

    Su Pavarotti, che è stato il più grande degli ultimi tren’anni in Italia tra i tenori della sua tipologia vocale (ma anche tra gli altri, perché no) suggerisco la bellissima biografia scritta dal mio amico Alberto Mattioli, critico musicale della Stampa.

Lascia un commento

1. Ospite
Commenta subito
2. Iscritto a Facebook o Twitter
Commenta con il tuo profilo social
3. Iscritto a dissapore
Registrati/Login