Non condannateci a fare il test dell’alcol al ristorante


L'etilometro Alcolix in un ristorante abruzzese Dita a battarello, leggo perplesso che si vogliono introdurre i test dell’alcol al ristorante. Per capirci: i ristoratori sarebbero costretti da una proposta di legge bipartisan a dotarsi di etilometro, non si capisce bene a spese di chi. Ora, siccome non esiste che uno trascuri il servizio, metti di sabato, per testare il fiato di ogni singolo cliente (e poi dove?, al tavolo, davanti a tutti?, o magari in una saletta riservata, ma bisogna averla, e un cameriere deve fare solo quello) mi dite se per voi questa proposta di legge ha un senso?

Leggo che Moreno Cedroni, lo chef del ristorante La Madonnina del Pescatore di Senigallia, sarebbe d’accordo. Capisco la necessità di prevenire. Ma per come è stata immaginata, parliamo di una cosa irrealizzabile.

E che ne pensano i clienti? Se soffiare dentro una can­nuccia per de­cidere chi guida può essere utile, a occhio, l’alcol test pubblico non mi sembra il massimo.




28 commenti a “Non condannateci a fare il test dell’alcol al ristorante”

  1. Riccardo I. Riccardo I. commenta:

    Sarei d’accordo se, prima di tutto, mettessero in commercio etilometri veramente affidabili, omologati dal Ministero dei Trasporti. Ma in questo modo non potrebbero mantenere gli automobilisti nel terrore di un’incertezza praticamente assoluta: sforare 0,50 dipende da troppi fattori contingenti, quindi spesso si preferisce non bere assolutamente nulla per non rischiare.
    Poi, senza essere obbligati, sarebbe una buona idea se i locali se ne dotassero: il cliente potrebbe usufruirne, ovviamente a pagamento. Sarebbe un servizio in più, decisamente utile…magari anche consentendo al “ciucco” di sostare nel locale fino a tasso < 0,50.
    Che invece l'idea sia che un esercente debba essere responsabile per legge del tasso etilico di un suo cliente, mi sembra il consueto spot in stile governativo: obbligo gli altri e vieto tutto perchè IO Stato non sono in grado di far rispettare leggi già esistenti da anni.

  2. Marco Gioanola commenta:

    Chissa’ perche’ nel resto del mondo il “don’t drink and drive” funziona benissimo senza bisogno di queste pagliacciate?

    • bio doll bio doll risponde:

      beh insomma che funzioni benissimo non lo so proprio.
      in australia è pieno di pattuglie di polizia che fermano un sacco di gente ,praticamente ti visitano e ti caricano direttamente sull’ambulanza davanti che ha una decina di posti, per poi portarti direttamente in ospedale.

      dopo paghi la multa …quando torni a ragionare.

      a tokyo in qualsiasi posto tu sia puoi chiamare un agenzia di servizi che si occupa di sbronze, questi arrivano ti prendono la macchina ,la portano in un garage,poi prendono te e ti riaccompagnano a casa.

      prima fai lo striscio della carta di credito.

      in nuova zelanda- idem australia- se bevi un birra per strada dopo le 21 , ti danno una multa e finchè non la paghi non ti rilasciano ,ti possono solo fare il favore di accompagnarti ammanettato al bancomat per prelevare.

      ciò che non capisco non è il divieto ma il dover rompere le palle ai ristoratori come se fossero loro sempre la causa di tali trasgressioni.
      potrebbe sembrare un onore investirli di tanta responsabilità di perdizione ma preferirei che fossero altre strutture preventive o che ti penalizzano con multe o che ti soccorrono pagando come in giappone.

      noi?
      diamo la colpa all’oste !!!
      la verità è che forse i luoghi di ristorazione sono davvero luoghi trasgressivi e i nostri osti sono irresistibili….

      kiss
      bd

      • Marco Gioanola risponde:

        Mesi fa in svezia un ragazzo m’ha guardato come fossi un marziano mentre ordinavo la seconda birra sapendo che avrei dovuto tornare a casa in auto. Intendevo dire questo.

        Sara’ la repressione spietata (?) o non so cos’altro, ma almeno nella mia limitata esperienza di paesi nordeuropei mi sento di poter dire che il “don’t drink and drive” funziona “benissimo”, nel senso che nonostante in quei paesi un’ampia fetta della popolazione abbia un PESANTE problema con l’alcool, non ho mai visto/letto/sentitodire di un incidente d’auto causato dall’alcool.

      • Andrea Gori risponde:

        sante parole, finalmente una che vede gli osti nella giusta prospettiva!

  3. eggi eggi commenta:

    giusto. nei ristoranti il test é giusto. complimenti ai legislatori!
    visto che ci siamo, aggiungerei anche una transaminasi, una rm, un test psicoattitudinale, un paio di lastre, che non fanno mai male, ed una bella rettoscopia a fine pasto giusto per contribuire al percorso gastronomico

  4. Fabio Spada Fabio Spada commenta:

    Come a volte accade, non rispetterò neanche questa (eventuale) legge

  5. Andrea Gori commenta:

    noi da Burde la scorsa estate (2008) facemmo fare a chi voleva dopo una degustazione il test con le cannuccine e i palloncini…solo un 10% dei presenti non sarebbe statoin grado di guidare

  6. bio doll bio doll commenta:

    beh a questo punto i grandi chef dovrebbero imporre il test obbligatorio istantaneo della cocaina …e video camere nella toilette.

    se una persona l’ha assunta poco prima meglio che cambi programma…troppo anestetizzate le papille e le mucose della bocca…meglio che faccia altro con la bocca ;-)

    kiss
    bd

  7. Bacco Bacco commenta:

    ma un test psico non sarà ora di farlo in parlamento?

  8. lasuorica lasuorica commenta:

    Io non vedo perchè dovrebbero sopperire i ristoratori alle carenze dello stato nel far rispettare le leggi.
    Inoltre, dopo aver fatto l’alcool test ai clienti, cosa dovrebbe fare il ristoratore? Non hanno certo l’autorità per sequestrare il mezzo o di trattenere il cliente risultato oltre il limite legale! Dovrebbero chiamare le forze dell’ordine… Mi sembra la solita proposta buttata là a … membro di segugio!
    Il problema è che in Italia non c’è nè prevenzione nè controllo serio in merito al problema alcool e guida e si punta sempre a fantasiose quanto inutili proposte di legge.
    Ma non sarebbe meglio potenziare i mezzi pubblici notturni(in alcune città non esistono o ne passa uno solo in tutta la notte)?Far si che i taxi non costino un occhio della testa,e anche imparare a dividersi la corsa in taxi non sarebbe mica un’idea tanto brutta….
    Ricordo che a Dublino la prassi del dopo pub era questa: si arrivava in una piazzetta tra temple bar e grafton street mi pare e ti trovavi un’infinita coda di taxi, ci si organizzava a gruppetti di 4 e ci si divideva la corsa, in questo modo si andava a pagare meno del biglietto dell’autobus notturno (il biglietto era sui 4sterline irlandesi se non ricordo male).
    Ci vuole solo un po’ di buon senso,sia da parte delle istituzioni che da parte dei cittadini, ma entrambi, ahimè ne sono piuttosto carenti.

  9. G.Marco MAnesalchi G.Marco MAnesalchi commenta:

    Ma dove stà scritto che devono sopperire i ristoratori al ctrl etilico? Cmq sarebbe un servizio… Credo che dovrebbero dotare i mezzi di trasporto con un filtro “etilico” per la messa in moto..ma anche qui , come è facile ipotizzare, si risolverebbe all’italiana e cioè fatta la legge trovato l’inganno..altro che responsabilità politica ( da qualsiasi fronte politico venga la proposta … ). E dove mettiamo il ctrl di altri abusi?
    E’ una cultura personale e quì ai voglia di aspettare l’italico.. Qualcuno scrive dell’Australia..e’ vero i ctrl ci sono e sono massicci ma pochi fermi..il bello è che se ti beccano e sei stato causa di incidente dove ci scappa il morto arrivano anche a distrurgerti l’auto!
    Questo sarebbe un modo per risolvere..dove alberga l’ignoranza in mala fede ed i furbi non si puo’ essere “cattolici” ma solo repressione dura. Oramai l’umano e’ abbastanza grandicello per capire cosa è giusto e cosa è sbagliato almeno su queste cose facili!!! E cmq l’Australia ha una cultura ove le diversità dalla religione al tipo di sessualità sono rispettate e considerate valori positivi di crescita e quindi non è un esempio adeguato alla situazione italiana..purtroppo.Concludo dicendo che di degustazioni ne ho fatte parecchie e l’unici “sconvolti” sono sempre coloro che non degustano ma che tracannano.

  10. Leone Leone commenta:

    Con il 2% di incidenti causati dall’alcool, perchè invece non si preoccupano di più delle strade che rifatte nuove l’anno scorso sono già piene di buche?? L’unico mezzo incidente che ho fatto in vita mia è stato per scansare un daino…quindi? Ucciderli tutti? O fare ai daini il test dell’alcol?:)

    Ma perchè in Italia la stupidità è bipartisan? e perchè il politico è l’unico lavoro che puoi fare senza un minimo di esperienza o conoscenza delle varie materie? Qualsiasi persona che considereresti un cretino nella vita, da politico può indistintamente essere a capo prima della difesa e poi magari della sanità, e magari a studiato lettere..

    Chi più chi meno, ogni popolo è vittima del proprio governo.
    Quando I Padri Fondatori crearono La Costituzione Americana, cercarono di LIMITARE il più possibile le dimensioni e l’influenza dello stato sui cittadini. Tant’è che il famoso quinto emendamento, era stato creato per dare ai cittadini la possibilità di difendersi dal principale nemico di ogni democrazia , lo STATO. Un esempio spicciolo: Quelli del Canone Rai, per esempio, prima di poter entrare in casa mia, e verificare la presenza o meno di una TV, sarebbero stati accolti a fucilate. Dal ‘29 in poi, anche l’ultimom paese libero del mondo, fece in conti con uno stato invasivo e CARO da mantenere. Fino alla follia dei Bush, che hanno quasi cancellato il divario di richezza tra loro ed il resto del mondo.

    E mi fà molto strano, che un popolo di ribelli come gli italiani, SUBISCA da sempre tutto questo…Stiamo a ore a parlare di quale possa essere la politica migliore, quando in realtà LA POLITICA è il problema.

    La mia libertà di bere finisce SOLO dove inizia la sicurezza e la libertà di non bere degli altri. Nessuno stato può (o potrebbe) intrferire con questo.

    punto.

    • il 2,2% dell il 2,2% dell'Istat o il 30% dell'ISS? risponde:

      Fipe: alcol, non si scherza con gli incidenti

      «I balletti dei numeri non portano da nessuna parte. Men che meno servono a risolvere un terribile dramma come quello degli incidenti stradali mortali causati dall’alcol. Vanno comunque contrastati, anche se tali decessi sono “solo” il 2,2% come affermano i dati Istat.

      Guai però a strumentalizzare i morti. Decuplicare le percentuali per perseguire chissà quali interessi vuol dire fare del male all’Italia e agli italiani». Il direttore generale di Fipe, Edi Sommariva, commenta in questo modo i dati suggeriti dall’Istituto Superiore di Sanità alla tavola rotonda organizzata da Fondazione Ania e European transport safety council:

      Uno dei problemi che determina il maggior numero di incidenti stradali, in Italia così come nel resto d’Europa, è sicuramente la guida in stato d’ebbrezza. Studi della Commissione Europea stimano che l’alcol alla guida contribuisce a determinare circa 10.000 morti l’anno, in Europa, ed è responsabile di circa il 30% delle morti tra i conducenti (Fonte: Commissione Europea su dati 2004). Allo stesso modo, secondo l’Istituto Superiore di Sanità, circa il 30% degli incidenti stradali in Italia è provocato da conducenti in stato psicofisico alterato da alcol e droghe (Fonte: ISS). Va considerato poi che il consumo di alcolici nel nostro Paese sta crescendo, in particolar modo tra i giovani, e che il 18% dei guidatori abituali ha un comportamento a rischio rispetto all’alcol associato alla guida (Fonte: Istat)

      Fipe ricorda che secondo i dati Istat, gli unici scientificamente accettati, l’80% della mortalità stradale si verifica tra le sei della mattina e le nove della sera. E che le ore con il maggior numero di morti sono le cinque e le sei del pomeriggio.

      e chi ci scherza?!
      sempre accesi benché sommamente prevedibili, i macabri balletti sui morti
      tra istituzioni mediche e federazioni di privati che coi divieti perdono incassi…

  11. prezzi bassi, dicono prezzi bassi, dicono commenta:

    hai bevuto troppo e devi guidare? carro-attrezzi preventivo

    Mantova – «Sei hai bevuto e non sei in condizione di metterti al volante, chiamaci, e noi ti portiamo a casa. Col carro-attrezzi». L’idea è di un 38enne di Castel Goffredo, Ezio Foroni, ideatore di Sos Alcol Test. Il servizio è attivo da due mesi nella province di Mantova e Brescia, e ha attirato l’interesse del Ministero dei Trasporti che è interessato a riproporlo nel resto d’Italia. «Noi non ci mettiamo alla guida dell’auto, ma riportiamo a casa il cliente con un nostro mezzo».

    [img]http://locali.data.kataweb.it/kpmimages/kpm3/gloc/gazzetta-di-mantova/2010/01/06/jpg_1821285.jpg[/img]
    (Ezio Foroni con un dipendente)

    La differenza sembra sottile, ma non lo è. Almeno secondo Foroni: «L’idea mi è venuta quando un amico mi ha detto perché i servizi simili al nostro non funzionavano, in Italia: a molte persone dà fastidio che qualcun’altro guidi la propria auto. Macchina caricata sul carro-attrezzi, allora, e si parte». Niente prenotazione, il servizio è su chiamata il venerdì, il sabato e la domenica.

    A Mantova e a Goito circolano i volantini pubblicitari del servizio. E poi c’è internet, soprattutto Facebook: già una quarantina di persone si sono iscritte al gruppo di discussione Sos Alcool Test. Infine, Foroni spiega come è nato il contatto con il Ministero. «Ho chiesto informazioni per mettermi in regola e loro mi hanno fatto i complimenti per l’iniziativa. Poi mi hanno richiamato e si sono detti interessati al progetto».
    (da gazzettadimantova.it)

  12. due ore > tasso zero due ore > tasso zero commenta:

    [img]http://digilander.libero.it/le.faccine/faccinea/mangia%20e%20beve/0029033.gif[/img]

    Questa me l’ha raccontata il titolare di un agriturismo che lavora nel Monferrato. Lui produce vino, e durante i momenti liberi dal lavoro nella vigna va a fare le consegne e talvolta si intrattiene a cena coi clienti. Una di queste volte ha bevuto una bottiglia di Grignolino del Monferrato Casalese (siamo sui 12,5 gradi) divisa in due e poi un grappino a fine cena. Poi ha fumato, ha chiacchierato e infine dopo circa 70 minuti si è messo in viaggio. Dopo due ore è stato fermato da una pattuglia e quindi sottoposto all’etilometro. E il risultato è stato zero.

    In un altro ristorante, di quelli stellati, ogni tanto arriva un signore dalla Svizzera, già avanti con gli anni, con la sua compagna. Mangia e beve ciò che desidera, e poi si mette in auto per tornare a casa. Ma prima di far questo fa una passeggiata, più o meno lunga a seconda di quanto ha bevuto, qualsiasi sia l’ora. Poi si rimette in auto, anche senza un buon caffè.

    [...] La verità è che siamo alla politica del non realismo. Si mette l’etilometro ma non si fa una diffusa informazione di quale sia il rapporto del corpo con l’alcol e le sue reazioni.
    (Paolo Massobrio, articolo completo su iltempo.com)

    • non aspettare in macchina, però! non aspettare in macchina, però! risponde:

      l’etilometro vale anche da fermo

      Pisa – Hai bevuto un bicchierino di troppo? Non guidare. Anzi non metterti al volante, nemmeno per rimanere fermo. Non lascia dubbi una recentissima sentenza (3833/2009) del giudice di pace Tucceri Cimini. Il magistrato ha respinto il ricorso di un automobilista multato nel marzo dell’anno scorso [...] l’automobilista ha vanamente sottolineato al giudice «non stavo guidando, ero fermo in parcheggio».

      Secondo il giudice «nel formulare l’articolo 186 del codice della strada il legislatore ha inteso principalmente tutelare l’incolumità pubblica in ogni momento, prevedendo episodi dannosi dovuti a una guida condizionata allo stato di ebbrezza alcolica».
      (articolo completo su iltirreno.it)

  13. fra una degu­sta e l fra una degu­sta e l'altra commenta:

    ristoratore ubriaco? colpa del lavoro

    Sei un ristoratore e guidi ubriaco? È un peccato veniale, perchè sul lavoro, fra una degu­stazione e l’altra, è facile farsi prendere la mano. E se la Pol­strada ti ha tolto la patente, te la faccio restituire. La tolleranza zero sull’alcol non ha trovato d’accordo un giudice di pace par­migiano che, per questa bene­vola sentenza nei confronti di un ristoratore, si è beccato un am­monimento dal Consiglio supe­riore della magistratura. Una vi­cenda curiosa, che rappresenta anche un unicum nel pano­rama dei procedimenti discipli­nari nei confronti dei giudici di pace.

    Ricostruiamo i fatti: la Polizia stradale sorprende un ristorato­re della zona alla guida della sua auto piuttosto alticcio. La pro­va dell’etilometro rivela un tasso alcolico dell’1.01 alla prima prova e dell’1.17 alla seconda (il limite di legge è di 0.5 g/l). Gli agenti multano il ristoratore e gli confiscano la patente. L’uomo fa ricorso al giudice di pace che dispone la restituzione della patente, con la motivazione che i valori riscon­trati sono «bassi e riconducibili del resto anche all’attività di ri­storatore».
    (da gazzettadiparma.it)

  14. coprifuoco alle 24 o etilotest al risto coprifuoco alle 24 o etilotest al risto commenta:

    nuovo codice della strada, articolo 54 comma 2/quater

    I titolari e i gestori dei locali di cui al comma 2 (in soldoni compresi bar e risto, ndr) che proseguano la propria attività oltre le ore 24, devono avere presso almeno un’uscita del locale un apparecchio di rilevazione del tasso alcolemico, di tipo precursore chimico (palloncino) o elettronico (etilotest), a disposizione dei clienti che desiderino verificare il proprio stato di idoneità alla guida dopo l’assunzione di alcool. Devono altresì esporre all’entrata, all’interno e all’uscita dei locali apposite tabelle che riproducano:

    a) la descrizione dei sintomi correlati ai diversi livelli di concentrazione alcolemica nell’aria alveolare espirata
    b) le quantità espresse in centimetri cubici delle bevande alcoliche più comuni che determinano il superamento del tasso alcolemico per la guida in stato di ebbrezza (0,5 gr/lt), da determinare anche sulla base del peso corporeo.

    L’inosservanza delle disposizioni di cui al comma 2/quater comporta una sanzione amministrativa da euro 300 a 1.200 [...] le disposizioni si applicano, per i locali diversi da quelli ove si svolgono spettacoli o altre forme di intrattenimento, a decorrere dal terzo mese successivo alla data di entrata in vigore della presente legge.

    • due mesi dopo (e decorsi i tre mesi) due mesi dopo (e decorsi i tre mesi) risponde:

      da oggi etilometro obbligatorio

      Torino, 12 nov – [...] L’Ascom, Associazione commercianti della città, ed Epat, degli Esercizi pubblici associati, chiedono in una lettera inviata al prefetto, al questore, al comandante della polizia municipale e ai pubblici amministratori di “tenere conto di eventuali, possibili disguidi da rodaggio; che non si parta subito con una caccia alle streghe in modo da poter avere i primi giorni per completare l’aspetto informativo, permettere alle aziende di mettersi in regola e valutare bene le scelte in merito alla dotazione dei prodotti previsti per legge”.

      [img]http://smileys.sur-la-toile.com/repository/Reflexion/thinking-20060614.gif[/img]
      Daniela Lanni da Torino ma la lagna è la stessa lungo tutto lo Stivale,
      aziende che si informano solo all’ultimo o menefreghismo di comodo?

    • eh, tre mesi non bastano eh, tre mesi non bastano risponde:

      alcol-test gratis o a pagamento?

      Verona, 15 nov – [...] Peccato che per adeguarsi alla nuova normativa gli esercenti abbiano dovuto in tutta fretta attrezzarsi cercando il modo più veloce e meno dispendioso per mettere a disposizione della clientela gli etilometri. Ieri sera in piazza Erbe tutti i bar avevano nel cassetto gli etilometri monouso in vendita nelle farmacie, del resto come faceva notare ieri Daniele Rebecchi, presidente del sindacato caffè-bar di Confcommercio, «non c’è stato il tempo di valutare alcun genere di apparecchiatura elettronica [0.50 euro a test, ndr]». Ai clienti che ne facevano richiesta l’etilometro veniva a costare dai 3 ai 5 euro, insomma gli esercenti hanno cercato di fare del loro meglio per rispettare la legge.

      Anna Zegarelli, completo sull’arenadiverona.it

    • tre mesi dopo tre mesi dopo risponde:

      Roma, flop record degli alcoltest nei locali

      21 feb – [...] «Abbiamo calcolato che meno del 10% dei clienti che frequentano abitualmente i locali capitolini, circa 1.500 quelli coinvolti nell’iniziativa, sono interessati a conoscere il proprio tasso alcolemico», fa sapere Nazzareno Sacchi, presidente della Fipe-Roma. «Un dato piuttosto basso, considerato che la pubblicità di questa iniziativa c’è stata da parte delle istituzioni e degli stessi gestori dei locali, senza contare che ormai la quasi totalità degli esercizi si è adeguata alla normativa. [...] Penso che la spiegazione si possa trovare nel fatto che il test, una volta fatto, non dà risultati certificabili».

      Damiana Verucci, completo sul tempo.it

      • altrove, sei mesi dopo altrove, sei mesi dopo risponde:

        etilometri nei locali pubblici, la “sbornia” è già passata

        Cesena, 4 set – [...] Mese dopo mese l’interesse si è placato e gli etilometri sono scomparsi in molti locali, tra i tanti bar di Cesena e provincia da noi visitati la maggioranza non espone, all’interno e all’uscita, le apposite tabelle parametrali riferite sia ai tassi alcolemici consentiti dalla normativa, sia agli effetti derivanti dall’assunzione di alcool.

        completo sul restodelcarlino.it


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