Orgoglio e pregiudizio della cucina italiana

Ditemelo voi perché io non so decidermi. Di questi omaggi alla cucina italiana, 82 chili di polpetta messi insieme nel New Hampshire dal cuoco americano Matthew Mitnitsky, e 1.075,92 di Tiramisu assemblati da pasticceri francesi al salone del cioccolato a Villeurbanne—tutti e due iscritti nel Guinness dei primati—dobbiamo essere contenti o dispiaciuti? Io direi la seconda. Specie se calcoliamo che ormai nei ristoranti italiani il Tiramisu si trova solo decomposto, mentre le polpette al sugo si sono estinte nel lontano 1965.










a parte che a me sembra più un ‘panettone alla milanese’, ma sperando di non accendere una polemica, sono un cultore della polpetta. in puglia ed in sicilia, due regioni che conosco abbastanza bene, la polpetta é ARTE pura.
credo che insieme alle ‘brasciole’ appartengano ad una grande tradizione popolare. ‘incompresa’ e ‘mistificata’ dalla ristorazione, sono certo risvegli in molti piacevoli ricordi di fanciulezza.
A me sembra più cacca di elefante
Quoto e condivido. Ma quand’è che sei stato in Africa, occhiolungo?
…quando trovo (rarissimamente) le polpette fatte da persone delle quali mi fido, non me le lascio scappare. L’ultima, suprema, da Cesare a Fontanafredda.
a Porto Cesareo in provincia di Lecce, troverà quelle di polpo, ma no ricordo il nome del locale.. forse Tomacelli può aiutarmi
Lu Cannizzu, ma in genere la trovi dappertutto essendo un piatto tipico della zona
Che tristezza…. abbiamo anni di errata comunicazione alle spalle, altro ché…
Qualcuno guarda Top Chef su Sky, ad esempio? Un dramma quello che vedi preprare secondo l’idea che all’estero hanno della cucina italiana e mediterranea in genere.
Non so, oggi forse non sono proprio su di morale, ma certo che vedo una strana connessione tra queste uscite da Guinness, la roba che preparano in reality tv esteri, e quello che poi propinano i nostri tanti Passetto non ancora scoperti e chiusi per sempre…
Ma perchè all’estero sanno cosa in effetti si mangia in Italia?
Ne dubito, vedendo che in tanti ristoranti servono la pasta Alfredo!
e gli onnipresenti spaghetti meatballs
All’estero la cucina italiana si cucina quasi sempre da schifo; non tanto e sempre (come pensavo da ragazzino) per l’irreperibilità delle materie prime.
Non c’è piuttosto l’interesse ad imporla.
Faccio un paio di esempi: a Parigi Pascal Barbot fa un piatto fantastico, rielaborando le nostre puntarelle con le alici.
Versione moderna, uso del gastrovac (probabilmente), ma sapore tradizionale ampiamente restituito.
La maggioranza dei bistrot italiani continua invece a servire la pasta come accompagnamento di qualsiasi cosa, come fossero patate, te la ritrovi pannosa e scotta accanto alla bistecca; e il dessert italiano rimane sempre e solo il tiramisù, come se non fossimo mai stati in grado di creare qualcos’altro.
E parlo di posti gestiti da italiani anche di recentissima immigrazione.
Che cosa succede alla loro testa quando si trovano all’estero, proprio non sono riuscito a capirlo, anche dopo aver abbandonato per cocciutaggine più di un posto di lavoro….
Kurdi, baschi, vietnamiti producono una cucina più tradizionale e più sincera: sarà che ci portiamo dietro la nostra superficialità come una tara naturale?
Perchè manca l’ORGOGLIO di essere Italiani!
Tanti anni di istruzione scolastica gestita da cani,
Anche per quanto riguarda la gastronomia ha prodotto la “vergogna” di mostrare le Nostre tradizioni anche nei ristoranti all’estero.
La questione delle materie prime è finita da un pezzo, nel reality che citavo prima, Top Chef, si vedono solo pacchi di De Cecco….
Sono d’accordo anche io, superficialità e mancanza di studio, di concentrazione e di applicazione. Di contro, c’è anche la necessità di adattarsi a dei mercati che chiedono altro, che non esprimono (ancora) un pubblico esigente come avventore medio.
Si in effetti, la questione delle materie prime non credo che sia la ragione primaria dell’approssimazione sciatta con cui si realizzano i nostri piatti all’estero. Anche perchè, nel caso del Tiramisù da Guinnes fatto a Lione questo weekend i savoiardi li abbiamo dati noi
Conservare il sapore della nostra cucina, nota in quanto “tipica” e non confondibile con altre, è una cosa troppo sofisticata per la globalizzazione qualunquista.
Non capita spesso che a firmare un commento su Dissapore, e in genere sui blog, sia un’azienda. Complimenti per l’attenzione. E visto che ci siamo, per la fornitura del Tiramisu, e un po’ anche per il lessico.
Osteria del Meloncello (Bologna) per una VERA polpetta! sempre che non abbiate una nonna come si deve…
…nonna o Nonni?
Le polpette al ristorante? Mi ricordo che ho sempre sentito dire non si devono prendere perché ci mettono gli avanzi. Se molti altri hanno avuto la mia stessa formazione, non è tanto tanto strano che si trovino raramente nel locali!
In compenso – fortunatamente – il tiramisu non destrutturato c’è eccome, io lo ordino spessissimo e alcuni sono davvero buoni.
Nah, è la solita leggenda metropolitana…. la fettina che vedi a mensa il lunedì, mercoledì è il polpettone e venerdì sta nei cannelloni… non è più così da anni.
Con la carne che gira adesso, con le fettine del lunedì ci fai al massimo il ragout delle fettuccine alla bolognese del martedì.
Oh, sempre che il fornitore sia buono, eh?
… questa é cattiva eh…;-)
Vero, ho esagerato…
conservate sotto vuoto e, volendo, pure un bamix, ci fai direttamente il sugo per gli gnocchi il giovedì.
Cavolo, mi costringi a scrivere tutti i segreti del food cost…
Io faccio quello vero e và tanto.