di | mar 12 gen 2010 ore 18:13
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il paese reale

“Quando si hanno dei figli mongoli è meglio restarsene a casa”

Il titolo del Giornale sui fatti di RosarnoIl punto non è se lo ha fatto “perché doveva riscuotere gli arretrati” come ha ironizzato qualcuno dopo i fatti di Rosarno. “Ma questa volta hanno ragione i negri”, il titolo di Vittorio Feltri sul Giornale, è stato un pugno nello stomaco. Oggi ha proseguito l’Osservatore Romano. “In Italia il razzismo non è mai stato superato“. Diretto ma efficace. Voi credete che sia vero? Un momento. Prima di rispondere vi chiedo di leggere cosa è successo qualche giorno fa in una pizzeria di Treviso.

In attesa del caffè, una cameriera intratteneva la bimba down di una famiglia – padre, madre, e quattro figlie tra i tre e i nove anni – che aveva appena finito di mangiare la pizza. Mentre giocavano con dei ritagli di carta, un foglietto è finito inavvertitamente sul tavolo vicino, dove un signore stava cenando con alcuni amici, cadendo vicino a un piatto. La reazione è stata una frase brutale e intollerante che ha creato il gelo, ma di fronte alla quale nessuna delle persone sedute al tavolo ha avuto nulla da eccepire. «Quando si hanno dei figli mongoli è meglio restarsene a casa».

Per non turbare la bambina, il padre non ha reagito all’offesa ma, una volta a casa ha scritto una lettera al quotidiano La Tribuna di Treviso. Dunque, la domanda era, il razzismo in Italia non è mai stato superato?

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68 commenti a “Quando si hanno dei figli mongoli è meglio restarsene a casa”

  1. L’ultimo libro di Gian Antonio Stella
    http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/autore-stella_g_antonio/sku-13146694/negri_froci_giudei_co_.htm
    parla appunto di queste intolleranze, tra cui quelle verso i disabili.

  2. avatar jade

    superato? una su tutte gli affollatissimi gruppi di facebook tipo “+ rum – rom” o “usiamo gli zingari come benzina verde”. e a nulla (nulla) valgono le segnalazioni. i fondatori spesso hanno meno di diciottanni.

    a me personalmente fa una gran paura.

    (ma il titolare della pizzeria ha reagito?)

  3. La parola __razzismo__ viene utilizzata nell’80% dei casi a sproposito.
    Di solito quel che succede e’ che non si odiano i “neri” perche’ tali ma perche’ “portano” casini, malattie e rubano il lavoro”.
    C’e’ una differenza, forse sottile ma c’e’ …

    • … e non che la cosa sia meno grave …

    • tu pensi che siano solo i neri a rubare, stuprare e accusi loro di essere portatori di malattie paragonandoli a topi sporchi?e cosa pensi degli italiani che stuprano, dei pedofili che abusano di poveri esseri innocenti?queste persone, chiamiamole cose, perchè io penso che persone che fanno cose del genere siano solamente dei mostri schifosi, solo perchè hanno la cittadinanza italiana e un posto di lavoro non vengono mai additati perchè si trovano nel loro paese,ma scontano solo una piccola pena in carcere!ma come si ragiona in Italia???!!!il razzismo non è mai stato eliminato è questo il problema!

  4. avatar Corrado

    Questa storia di Treviso mi fa schifo. Mi fa schifo da 2 punti di vista:
    1. dal punto di vista della cosa in sè, cioè il fatto che esista gente tanto becera ed ignorante come il “signore” in quella pizzeria.
    2. secondo dal punto di vista dell’enfasi. C’è bisogno di dare tanto risalto a quello che ha detto un cretino anonimo in un locale anonimo denunciato da un signore anonimo. Perchè? per infangare il nome di tutta la provincia di Treviso ? Per compensare i fatti di Rosarno e far vedere che i razzisti cattivi sono comunque quelli del Nord ?
    Io non sono di Treviso ci vado per lavoro come vado a Napoli. a dar retta ai giornali a Napoli dovrei assistere a sparatorie stile far west ogni 5-6 minuti e Treviso, invece che dai lampioni, dovrebbe essere iluminata dai roghi di extracomunitari gestiti dal Klu Klux Klan locale. Poi ci vado è trovo due belle città (in cui è impossibile parcheggiare) abitate da gente simpatica. I giornali potrebbero smetterla di creare stereotipi e tornare a dare le notizie ?

    • Voglio sperare che nessuno generalizzi davvero su Treviso dopo questa lettera, magari dando al tutto qualche coloritura politica (“Lì c’è la Lega, buuuuh, fanno schifo, sono un abominio agli occhi del Signore”).

    • avatar jade

      Corrado, qua non é questione di Treviso o Ragusa. Secondo me é importante invece che sia venuta fuori questa notizia. La gente non sa più indignarsi, tutto il brutto scorre fluido ovunque senza che nessuno si scomponga. Perché?
      Cose come questa si devono sapere.

      • avatar Corrado

        Non sono d’accordo. Primo non sono così sicuro che la gente non sappia più indignarsi e il brutto scorra fluido.Io credo sia l’enfasi che si pone su certe notizie a farlo pensare. Solo 40 anni fa chi era “mongoloide” doveva veramente stare a casa. Oggi grazie ad associazioni, strutture e cambio di mentalità hanno una vita normale o quasi però sul giornale finisce ‘sto deficiente isolato magari imbriago è l’immagine che si ha della situazione è l’opposto.
        Con questo non voglio dire che abitiamo in un paese di 60 milioni di gentlemen o che le notizie vadano censurate, dico solo che ci vorrebbe un’enfasi diversa.

        • avatar jade

          quindi fammi capire: il padre della bambina ha esagerato scrivendo la lettera? e se magari fosse stufo marcio dell’ennesimo atto arrogante e ignorante?
          ma se tu fossi stato loro vicino di tavolo, davvero saresti stato zitto?

          • avatar Corrado

            Jade guarda che mi stai fraintendendo. Il padre ha fatto benissimo a scrivere la lettera, se così si sentiva. Io sto solo parlando della stampa e dell’enfasi con la quale la notizia è propagata. Dando un’immagine sbagliata di un’intera città. Mi sembra si sia trattato di una singola frase di un deficiente isolato che è stato ignorato. Se il padre avesse reagito, è nessuno avesse preso le sue parti, allora la mia interpretazione cambierebbe ma dato che lui per primo ha ignorato “l’ignorante” penso che il resto del locale (se ha sentito) si sia adeguato (anche per non turbare la bimba).
            Io fossi stato loro vicino di tavolo non sarei stato zitto, ma devo dire purtroppo. Sia perchè ho dolorosamente sperimentato che, spesso, i deficienti compensano in muscoli quello che manca loro in intelligenza; sia perchè, non sempre sono graditi gli aiuti.

          • avatar Corrado

            Spero si capisca il commento, nonostante sia pieno di svarioni grammaticali.Sorry.

          • avatar alessandro bocchetti

            non sono affatto d’accordo… Benissimo ha fatto il padre della bambina a non dare seguito lì per lì alla cosa, per la cenestesi della bimba, anche se so bene quanta gastrite gli sarà costata. Così come hanno fatto benissimo (una volta tanto) i giornali a dare eco alla cosa. Queste cose vanno dette, anzi URLATE… Sono all’ordine del giorno di chiunque abbia un figlio disabile, forme continue vessatorie delle quali non ci rendiamo nemmeno conto… Questa di Treviso è solo più macroscopica e come tale emblematica. Non passa giorno che io non trovi il posto riservato a mio figlio occupato da qualcuno che “non sapeva come altro fare”… Ha ragione Farina, non è razzismo, è qualcosa di molto peggio ignoranza e grettezza! vedete (e sia chiaro non ce l’ho con nessuno ma spero che serva a vedere la cosa dalla giusta inquadratura) ma è proprio il pensare che si sia trattato della singola frase di un deficente ignorante che non è accettabile, di singole frasi più o meno ignoranti è piena la nostra vita di tutti i giorni!
            Ciao A

          • avatar Corrado

            Alessandro tu vivi questa situazione tutti i giorni sulla tua pelle e io non vorrei dire cose sciocche. Condivido quello che dice Farina anzi, ancora di più, la tua definizione: “grettezza”. Rende benissimo l’idea ma, rimane il fatto, che si trattasse di un deficiente isolato. Isolato non significa unico, purtroppo.
            Tu ritieni che sia comunque giusto dare enfasi a queste notizie, perchè aiuta a combattere l’ignoranza e la grettezza, io non sono convinto: sia per il tipo di enfasi utilizzata (a me sembra si sia calcato molto sul nome della città e di proposito); sia perchè può dare un’idea di un malcostume più diffuso di qunto non sia e, dato che la madre dei deficienti è sempre incinta, potrebbe “sdoganare” imitatori vari (tipo quello che è successo con i “bhu” a Balotelli).

          • avatar alessandro bocchetti

            vedi Corrado sicuramente i giornali avranno dato eco per i motivi sbagliati, lo fabnno spesso ;-) così come passano in 12 ore dall’emergenza siccità al rischio alluvioni, ma nello specifico hanno fatto bene loro malgrado. vedi la grettezza e l’invisibilità del problema si nutre proprio dell’ignoranza (nel senso di non conoscenza) del fatto, come ti dicevo sono spesso fatti isolati, minuscoli granelli di ignoranza sparsi, ma credimi quei granelli messi insieme fanno una montagna…
            ciao A

  5. avatar liloniadriano

    non c’entra ne lega ne sx ne i partiti…ancora una volta mi rammarico di non essere stato presente o meglio il gestore del locale…mi sarei divertito, in senso lato. Le merde esistono ovunque e non si tratta di buonismo ma di rispetto….dovrebbero essere scolarizzati alla vecchia maniera.

    • un brodino stile “amici miei” servito all’amante della moglie del Necchi?

      http://www.youtube.com/watch?v=KJdUziVmvX4

      Sarebbe stra-meritato ;)

    • avatar scolarizzare nella giusta maniera

      le associazioni dei disabili: quell’uomo resti un mese da noi

      «Sono parole vergognose». È la reazione di Ivano Pillon, responsabile delle associazioni handicap di Treviso: «se facesse un mese di volontariato con i disabili capirebbe che queste persone sono meglio di lui».

      Quella del coordinamento delle associazioni handicap è solo una delle numerose reazioni indignate all’episodio avvenuto domenica. A condannare le parole dell’uomo sono centinaia di famiglie sconvolte da tanta insensibilità. Peccato che quella sera in pizzeria nessuno si sia mosso per difendere la ragazza down e la sua famiglia.
      (l’articolo completo su tribunaditreviso.it)

  6. Complimenti a Feltri per il titolo! Un vero signore! Quel “questa volta” é un vero pugno allo stomaco, hai ragione.

  7. avatar jade

    ok corrado. Ho capito. Personalmente però non mi sembra che ci si accanisca tanto contro Treviso. Il tono degli articoli non e’ “come al solito a Treviso…”. La specifica della città’ mi sembra solo dovere di cronaca. Tutti concordano che gli ignoranti non han latitudine. No?

  8. avatar jade

    Corrado, non riesco a capire perche’ ti fossilizzi su Treviso. Sul serio, non me lo spiego. E’ normale che la città’ in cui e’ avvenuto il fatto sia citata, ma non come conferma di uno stereotipo. Non in questo caso. Mi spieghi cosa intendi? Grazie.

    • avatar Corrado

      Noto spesso che se una notizie corrisponde a determinati “stereotipi” i mass media tendono ad enfatizzarla (esempi: Le notizie collegabili al razzismo nel nordest o a Milano hanno molto più risalto di cose anche più gravi successe nel Mezzogiorno.Così come un episodio, di cattiva amministrazione a Napoli, si becca un titolo triplo che se fosse successo in Toscana). E’ una cosa che mi fa imbestialire. Se la notizia è la stessa perchè non ha il medesimo risalto ? Perchè è più facile vendere se si assecondano gli stereotipi ? Questo è quello che intendo ma, nel caso specifico, hai probabilmente ragione mi sono fossilizzato sul titolo lasciandomi fuorviare.

  9. avatar Chiara (un'altra)

    Io credo che, in linea generale, sia una sostanziale ignoranza, in Italia, a non essere stata mai superata!

    Se a questa si aggiunge una sfiducia nelle istituzioni e nella giustizia (peraltro pienamente condivisibile), la miccia per episodi di intolleranza è bella che accesa.

    Per l’episodio di Treviso non ho parole.
    Grandissima prova di classe e dignità da parte del padre e di beotà becera e maleducata, da parte dell’avventore!

  10. Oso?

    Mi sembra che troppo spesso le istituzioni politiche e religiose tendano a liquidare certi fenomeni come “razzismo”, laddove sarebbe opportuno invece attuare interventi concreti contro il degrado, le interferenze delle criminalità organizzata, il concentrarsi di persone in condizioni disperate e il sacrosanto bisogno del cittadino di sentirsi tutelato.

    Tutte cose che avrebbero bisogno non di decreti o di anatemi.

    Azzardo una seconda breve riflessione. In giro ci sono molti ambulanti, alcuni tranquilli, altri invadenti, maleducati ed aggressivi. Sono più razzista se tratto male questa seconda categoria o se “faccio” il tollerante in quanto di fronte a un nero?

    Ps. quello di Treviso non è razzista, è una testa di cazzo. Le due cose spesso coincidono, ma non sempre.

    • avatar alessandro bocchetti

      il problema è che le teste di cazzo, più o meno palesi, dinnanzi alla disabilità sono tante! ;-)
      Persino il pubblico, pensate a cosa è successo con i tagli alla scuola primaria, di fatto l’insegnante di sostegno che era un diritto certo e un’eccelenza italiana è diventata una fenice. Si sta riiniziando a sentir parlare di classi differenziate ;-(
      ciao A

  11. avatar gianluca

    io gli avrei risposto:
    “quando non si ha un cervello è meglio starsene zitti”

    per quanto riguarda il razzismo, la globalizzazione ha sicuramente peggiorato la situazione. le società multietniche sono fondamentalmente razziste, solo che cercano di tollerarsi, per il quieto vivere di tutti. a new york sono presenti tutte le comunità (italiana cinese pakistana nera ecc…) ma nei fatti si odiano tutti.
    secondo me è inutile illudersi che siamo tutti uguali, che possiamo vivere allo stesso modo, ecc…… più cerchiamo di globalizzarci e più la gente si odia.
    ci vorrebbe più rispetto delle tradizioni e delle culture locali, e forse anche la gente imparerebbe ad apprezzarsi per quello che è e rispettarsi, senza odio.
    non saremo mai tutti uguali, così’ come le donne non saranno mai uguali agli uomini (per fortuna). infatti anche il femminismo ha già raggiunto il capolinea e inizia a fare qualche passo indietro.

  12. Non è mai scomparso, ma non solo in Italia.
    La vicenda di Treviso va letta anche in relazione ad una mentalità locale. Avendo vissuto 26 anni in Friuli a non più di un’ora d’auto da Treviso e avendo avuto problemi di salute, vi posso dire che la mentalità diffusa è che essere malati vuol dire essere considerati diversi. La famiglia stessa in generale tende a nascondere agli altri il problema per paura della reazione altrui (o propria!). Essere malati vuol dire, nella mentalità contadina, non poter lavorare, stare a casa, e cercare di non pesare sulla famiglia, anche moralmente.Tenete solo conto che mia nonna a un mese e mezzo dal mio intervento mi diede della p…ana, perchè ero andata a fare una passeggiata in paese e la cicatrice si intravedeva. Era estate, faceva caldo e non giravo col dolcevita, che avrebbe potuto nascondere il tutto. Mio padre alla notizia dell’uscita di mia nonna, non reagì, disse alla 16enne di capire.
    Quindi il razzismo c’è, anche se non mille motivazione e forse giustificazioni.

    Sul razzismo sui negri, se mai si può usare questa parola, c’è pure. Ma dall’esperienza canadese posso dire che c’è anche nelle società multietniche da generazioni. Ho sentito commenti ironici di italocanadesi su come i blacks parlano, sul loro accento. Certo, almeno là hanno colto la brutta figura del dare dell’abbronzato al presidente USA.

  13. avatar Francesco Annibali

    Visto che il termine “negri” con la “g” ha una connotazione razzista, Feltri non è querelabile?

    • Linguisticamente, in italiano, “negro” non è offensivo. Viene considerato ormai tale in quanto assonante all’anglosassone nigger che invece è dispregiativo

      • avatar gianluca

        da garzanti:

        negro
        Sillabazione/Fonetica[né-gro]EtimologiaDallo sp. negro, dal lat. ni°gru(m) ‘nero’Definizioneagg.
        1 che appartiene a un gruppo umano, comprendente diversi sottogruppi, originario del continente africano, caratterizzato da pelle di colore più scuro e capelli scuri dai ricci più fitti rispetto alla media dei popoli europei; nero: le popolazioni negre d’America
        2 (antiq.) che si riferisce alle popolazioni di questo gruppo umano; nero: arte negra; quartiere negro
        3 (ant., lett.) di colore nero: vedova, sconsolata, in veste negra (PETRARCA Canz. CCLXVIII, 82) | triste, cupo: tristi auguri e sogni e penser’ negri / mi danno assalto (PETRARCA Canz. CCXLIX, 13-14)
        ¶ n. m. [f. -a; pl.m -i, f. -e]
        1 individuo che appartiene al gruppo umano dei negri; nero: la tratta dei negri | lavorare come un negro, lavorare duramente (con riferimento alle condizioni di vita degli schiavi negri in America nei secoli scorsi)
        2 nel linguaggio dell’editoria, chi scrive testi per autori famosi senza comparire con il proprio nome.

      • avatar gianluca

        sempre da garzanti:

        nigger
        Definiziones.
        1 (spreg.) negro / a – in the woodpile, (sl.) punto oscuro, cosa non chiara; problema inaspettato; chi pone inaspettatamente un problema / bad -, (fam. amer.) nero che si guadagna il rispetto della sua gente non sottomettendosi ai bianchi
        2 – (brown), (antiq.) (colore) marrone scuro, testa di moro · In quest’ultimo significato il termine non è spregiativo in sé però può prestarsi a fraintendimento e interpretazione negativa.

      • avatar gianluca

        quindi nigger è spregiativo, mentre negro è un normalissimo aggettivo della lingua italiana.
        feltri non ha offeso nessuno e quindi non è assolutamente querelabile.

        • avatar Chefclaude

          …e qui siamo arrivati proprio al capolinea.

        • Ciò non toglie, e poi mi taccio, che risulta comunque offensivo all’etnia a cui si rivolge, quindi l’utilizzo del termine è da evitarsi. Secondo me.

          • avatar gianluca

            ma risulta offensivo per un luogo comune popolare per cui negro dovrebbe essere offensivo. in realtà come hai visto deriva dal latino nigrum, non c’è nulla di offensivo.
            credo che sarebbe meglio concentrarsi su comportamenti e discriminazioni vere, rispetto che a una g in più nell’aggettivo.

          • avatar dink

            Ok, gianluca si offre come volontario per andare da Mike Tyson con il Garzanti in mano e chiamarlo negro…

          • avatar gianluca

            io non lo chiamerei neanche nero, se vuoi fatti avanti tu :-)

            comunque ho già scritto che concordo sul fatto che “popolarmente” sia inteso come dispregiativo.
            ma qui si parlava di querelare un giornalista che l’ha pubblicato, e visto che in italiano non è nè offensivo nè spregiativo, ho solo detto che il giornalista non è querelabile.
            ;-)

          • avatar dink

            Ok, mi limiterò a dare a Tyson l’indirizzo di Feltri…

    • Non potrebbe essere querelato anche perché non è chiaro chi dovrebbe essere a farlo.

      • avatar Chefclaude

        Non è chiaro perché è negro.

          • avatar Chefclaude

            Il negro è abituato, storicamente e culturalmente, a raccogliere nei campi dei bianchi.
            Se si ribella alle vessazioni, e fa casino, qualcuno pensa a rimettere ordine.
            Non dovrebbe esserci: perciò lavora bene, se sta zitto.
            Altrimenti lo stato, sempre assente per la tollerabile criminalità bianca che lo gestisce in sordina, arriva e lo porta a fare la fame da qualche altra parte.
            Magari domani lo si raccoglie su un’altra spiaggia.
            Del negro puoi dire tutto, e niente.
            Ci sputi sopra insieme a Feltri, e secondo il vocabolario non è neppure un insulto.
            Ci ridi sopra, e non è neppure una risata.
            E non è mai per razzismo, è sempre solo per sottilizzare.

  14. avatar liloniadriano

    in dialetto si dice negher…e non e’ bello…. certo dobbiamo informare anche giornalisti amici e non che si puo’ utilizzare un termine accettabile …colored…in italiano: colorati.
    massa di stronzi. :-O)

    • avatar Corrado

      perchè non “cromaticamente svantaggiati”? E’ un falso problema. Negli USA ci sono già passati. Una volta “nigger” non aveva nessuna accezzione negativa poi l’assunse, così si dovette dire “black”. Poi “black” assunse una accezzione negativa così si dovette dire “colored”. Poi “colored” assunse un’accezzione negativa così si dovette dire “afro-american”. Oramai anche una parola neutra e burocratica come “extracomunitari” ha assunto una connotazione negativa (colpa degli svizzeri :D ). Se uno vuole essere stronzo e razzista il modo lo trova sempre.PS esiste anche il caso opposto, i miei genitori si danno del “terrone” e della “polentona” in modo scherzoso e amorevole da decenni.

    • avatar non è un falso problema

      negli USA ci sono già passati: una volta “nigger” non aveva accezione negativa

      [img]http://digilander.libero.it/le.faccine/faccinea/banane/banana_001.gif[/img]
      ma anche noi ci siamo già passati, e non sono tanto convinto che… del resto è molto semplice: se uno vuol evitare di risultare offensivo evita, Feltri vuol apparire spudorato e allora indulge.

      • avatar Corrado

        Concordo che se uno vuole evitare di indulgere evita e Feltri non vuole evitare. Però non capisco che appunto mi muovi nella prima parte. Io non sto dicendo che il razzismo non esista o non sia esistito dicevo che cambiare termine per indicare qualcosa non sposta il problema perchè la semantica muta causa l’uso comune ed il contesto. A Milano tempo fa si usava dare del “mandarino” ai meridionali ed era un soprannome “positivo”. Al sud faceva caldo avevano le arance ed i mandarini che ha Milano si regalavano a Natale! DìL’accezione positiva duro poco.

        • avatar Chefclaude

          Anche perché una parola fuori dal contesto storico e sociale (e semplicemente tolta dal dizionario), proprio non vuol dire niente. Bisognerebbe chiderne motivo ai curatori (i dizionari sono scritti da esseri umani, non da Dio…). Ad esempio, come non potrebbe essere un’offesa “nigger” in un paese che ha fondato la propria prosperità sulla deportazione forzata di mezza Africa, questo non lo capisco.

          • avatar Corrado

            Veramente non lo capisci ? “Nigger” era semplicamente la parola per indicare persone di origine africana. Fossero ex schiavi o gli ambasciatori dell’Angola e fino a Malcom X (circa) nessuno aveva niente da ridire, sono stati gli afro-americani ha non voler più essere chiamati così, perchè non volevano essere identificati dal colore della pelle. Questo ha creato il paradosso di creare nuovi termini per indicare il colore della pelle (perchè l’esigenza rimaneva). In seguito a questo la parola Nigger divenuta dispregiativa, ma non lo era assolutamente in origine così come non lo era “negro” in Italiano e come non lo è tuttora in Spagnolo.Qui trovi una spiegazione piùbella di quella che saprei darti io:http://alberodimaggio.blogspot.com/search?updated-max=2009-11-18T12%3A38%3A00%2B01%3A00&max-results=7

        • avatar i volenti e i nolenti

          la semantica muta causa l’uso comune ed il contesto

          [img]http://smileys.sur-la-toile.com/repository/Respect/enaccord9.gif[/img]
          e su che altro, sennò?
          per l’imponderabile ci stiamo attrezzando, negli ultimi 500.000 anni è dipeso sempre tutto da una scelta: cinquant’anni dopo quel carosello Falqui oggi in Italia si dovrebbe provare giusto imbarazzo, a dire o a scrivere negro, sentendosi invece meglio con sé stessi esprimendosi con – ad esempio – ragazzo di colore; cosa cambia? nell’immediato forse niente, ma si spera in progressione: coscienti del fatto che, nella vita di tutti i giorni, “di colore” rimane comunque una connotazione razziale inutile, in mancanza di meglio i volenti la addolciscono con “ragazzo” e cosivvia, finché si giungerà finalmente al sostantivo egualitario perfetto.

          son stati gli afro-americani a non voler più essere chiamati così

          i nolenti invece? sempre fermi a negro, appunto

          • avatar Corrado

            Dovremmo basare il vocabolario italiano sui Caroselli Falqui?
            Poi scusa che un Carosello della Falqui faccia cagare mi sembra il minimo. Li hai mai visti i simpson o il SNL cosa dovremmo fare noi italiani dichiarare guerra agli USA ? Allora i tedeschi, dopo quello che hanno detto sugli ebrei durante il nazismo, che termine dovrebbero usare per chiamarli ? Perchè un termine lo devi usare, non è che possiamo annullare tutti gli aggettivi per non ferire le minoranze. Poi, io non ho schiavizzato nessuno, quindi posso dare del nigger a tutti? Ragionando così finiamo come quelli che vogliono vietare Mark Twain o la Stowe perchè usano il termine “nigger”.
            PS
            Sia chiaro: si discute di linguaggio. Il fatto che il titolo usato da Feltri sia da stronzi non è in discussione.

          • avatar Chefclaude

            Linguaggio per definire il colore della pelle; qualcosa di indefinibile. Ci siamo, almeno su questo?
            Non credo che Corrado abbia il mio stesso colore; però non identifichiamo gli altri dalle sfumature di bianco-rosato-giallognolo.
            E non esiste una varietà di “nero” per definire il resto del mondo.
            E’ solo una questione di razzismo tentare di definire gli altri dal colore della pelle: un’etnia nera non esiste. Neanche biologicamente o a livello di genetica esiste.
            Perchè non definire gli altri dal loro nome, o dalla nazionalità, invece di cercare di circoscrivere un gruppo (colorato??)?
            Mi vengono in mente le esilaranti situazioni di Pap Khouma, italiano, a cui insistono a chiedere agli sportelli (in banca, alle poste) il permesso di soggiorno. Continua a mostrare il passaporto, ma gli italiani hanno un altro colore…

          • avatar Corrado

            Ti capisco, sarebbe auspicabile ma non è possibile. Non sempre e sinceramente non c’è niente di male a definire uno bianco, nero, alto , basso , bello , brutto, biondo, moro, calvo.Sono solo aggettivi.Tutto qua.

  15. avatar alfredo

    Comunque, il problema non è la parola negro, usata in modo dispregiativo, il problema è che in un comune dell’italia meridionale, dove si dice che son molto ospitali, sparano ai loro lavoratori-schiavi. Altro che razzismo, qui si tratta di puro schiavismo. Auguri ai tifosi del sud italia! Avete ancora molta strada da fare.

  16. avatar avogado

    Commento moderato dallo staff di Dissapore

  17. avatar chiarisco e chiudo

    gruppo colorato???
    è solo questione di razzismo tentare di definire gli altri dal colore della pelle

    ah, senza dubbio
    vedi questo piccolo cammeo? quel che ho omesso di aggiungere è appunto il colore della pelle del mio rivale Trovatore… tuttavia si stava discutendo di antropologia del linguaggio, non di sensibilità personali: volenti o nolenti il linguaggio muta per lenta evoluzione, nolenti e volenti la coscienza comune si sveglia quasi mai per spontaneo soprassalto morale.

    [img]http://smileys.sur-la-toile.com/repository/Fantastique/extraterrestre-pieuvre-5839.gif[/img]
    atterrassero domani gli alieni ostili,
    concreta minaccia esterna alla nostra specie, allora sì che tutte le differenze fittizie tipo bianchì-neri-gialli, o svizzeri-padani-terroni, sparirebbero di botto dalla testa della gente! (ossia il diverso sarebbe istantaneamente e globalmente l’alieno? è uno scenario sul quale le ipotesi abbondano, ma le riprove…)

  18. piccolo contributo, con un parere sintetico: mi pare evidente che il razzismo in Italia ci sia, eccome.

    sul piano delle categorie: “testa di cazzo” e simili rimanda a spiegazioni biologistiche, a caratteristiche dell’individuo; “negro” o “mongolo” a spiegazioni culturali, di rappresentazioni condivise di un evento, di responsabilità condivisa. sono due posizioni politiche assai diverse e per molti aspetti contrapposte.

  19. avatar v.

    Il contributo del grande Lenny Bruce (nel film Lenny) sull’uso della parola “negro”:
    http://www.youtube.com/watch?v=DSsieQOrGpA

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  22. avatar due mesi dopo

    pizzeria in campo per i disabili

    Treviso, 12 mar – Tre ragazzi con sindrome di down lavoreranno per una sera tra i tavoli della pizzeria Sant’Agostino. L’iniziativa, sostenuta dal Comune di Treviso, vuole cancellare il gravissimo fatto di cronaca che aveva visto protagonista una bimba down insultata da un cliente della stessa pizzeria.

    [...] Dunque per una sera lavoreranno alla pizzeria: uno in sala a seguire la clientela, un altro prenderà posto dietro il bancone e il terzo promuoverà l’iniziativa “albergo etico” tra gli avventori (progetto di una struttura alberghiera il cui staff sia interamente composto da ragazzi down e disabili), in modo da raccogliere fondi. «È la nostra risposta a quanto è accaduto un paio di mesi fa», spiega il titolare, Catello Villani: «vogliamo provare a cancellare quella macchia».
    (articolo completo sulla tribunaditreviso.it)

    [img]http://smileys.sur-la-toile.com/repository/Respect/number-one-45.gif[/img]
    avrei detto perlomeno un weekend, in pizzeria, tuttavia è ok

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  24. avatar GANDHI

    Parlo di Milano la mia città da 35 anni.Andai rinnovare la mia CI per 10 anni dietro l’invito del Commune di un piccolo paesino del hinterland milanese.La impiegata communale mi disse di rinnovare la vecchia CI per solo 5 anni perchè se no faccendone uno nuovo valido per 10 anni una copia di tutto andava alla PS !!! Questa ragazzina scortese e razzista nella sua mente malata presumeva che io,straniero,della carnagione poco piu scura della sua, ero naturalmente uno che aveva da nascondere .Tentava di incutare in me la paura della PS.Sono uscito disgustanto.

    Nei mezzi pubblici spesso alcuni Italiani ( ed immigrati bianchi sopra tutto donne ) si rifiutono un posto di fianco uno scuro e non solo ma fanno commenti a proposito di quanti sono e come sono sporchi e via discorrendo.

    A tutti noi quando correttamente ci rivolgiamo ai pubblici ufficiali dando del Lei puntualmente rispondono con tu.

    Nella vita quotidiano a Milano il razzismo e la discriminaZione contro persone scure ( temute di fede islamica anche se non e vero) e diffusa nei negozi,bar,taxi.Sta diventando una epidemia che colpisce inavertitamente anche ilturisti dei medessimi paesi.

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