
stefano: Io Stefano
Antonella: Non riuscendo ad andare a Mode
Leonardo: Allora fatemi capire: qui c'è
razmataz: oddio cristina, mi hai fatto p
Ennio Garbin: Se spediscono si puo anche far

Ne hanno parlato tutti, Grom ha l’occhio lungo e ora lo trovi pure a Roma. S’è insinuato nel quadrilatero del gelato, tra Il gelato di San Crispino, Ciampini (sempre sia lodato), Giolitti e la Palma d’Oro. Posizionamento audace e rischioso?
Grom non è l’ultimo arrivato e quanto a strategia ne ha da vendere. Tra i quasi 40 negozi sparsi per il mondo e la cartellonistica ammiccante, quasi ci si scorda che sotto le carapine c’è il gelato. La visita alla postazione romana mi ha lasciato molto entusiasmo e un tot di domande sulla catena del gelato più abile a far scrivere di sé.
Perché:
Il gelato è buono, anzi, seducente. Ti fa l’occhiolino.
M’ha fatto scoprire la Nocciola Tonda Gentile Trilobata, e non è un monile dell’Africa sub-sahariana
Usa lo sherry Pedro Ximenés, che sa di simpatico (e forse è anche buono)
Ha una panna notevole
Scrivono tutto quello che ci mettono dentro, e lo scrivono bello grande.
Fanno i fighi, e sanno di esserlo
Ha rivoluzionato il modo di servire il gelato
Ha rivoluzionato il modo di fare il gelato
Hai voglia di sorbetto di limone e li trovi in mezzo mondo
Ha una cioccolata calda che fa bene al cuore
Ha un packaging molto bello
Ha delle coppettine deliziose, montagne di coppettine di un blu profondo e confortante
Hanno dei coni ottimi (ma decisamente trooooppo stretti…)
Curano moltissimo l’igiene
Non ci sono pezzi di coni rotti e schizzi di panna né fuori né dentro il locale
Anzi, a volte ti chiedi se ti trovi davvero in una gelateria
C’è la raccolta differenziata
Usa cucchiaini e buste in materiale Materbi, che è anche bello
Ci sono delle coniste imbranatissime ma molto simpatiche
Ti fanno provare tutti i gusti, anche quelli che non sapevano di avere
Ti rifanno il cono se hai sbagliato a dire il gusto che volevi
Mi piace il cartellone con i gusti del mese, e me lo porterei a casa
Hanno tutti questi pozzetti che mi sembrano dei tesori da scoprire
Vorrei poter mangiare il cioccolato direttamente da dentro la carapina, pescando col cucchiaio
Vorrei potergli spiegare che i vari gusti vanno affiancati, e non i m p i l a t i sul cono
Vorrei scombinare i cartellini a fianco ai pozzetti solo per vedere l’effetto che fa
Vorrei rubarmi la crema di Grom, ché è troppo buona
Vorrei rubarmi uno dei due fondatori di Grom, ché è troppo bo… vabbè, è facile.

Insomma, sembra il ritratto del bello-buono-e-bravo di cui parlano sempre le nonne. Ma la domanda che sorge spontanea è: di cosa stiamo parlando esattamente?

E’ un gelato che si può definire artigianale per legge?
E’ “secondo tradizione”?
Se il gelato nel punto vendita viene sono mantecato, a che temperatura viene conservato?
Quanto tempo può passare tra la miscelazione e la mantecazione per parlare di gelato artigianale e non di ice-cream?
Quale catena del freddo sono riusciti a costruire per far arrivare a Malibù i quantitativi necessari ad una piccola gelateria?
Quali processi sono riusciti a stabilire e standardizzare per avere un prodotto che per definizione è soggetto ad imperfezioni?
E’ vero che il laboratorio è inaccessibile?
E se qualcuno c’è stato, ci racconta qualcosa?

Insomma, mi chiarite un po’ le idee? S’attende vigili qualche risposta.
[Crediti | Link: Puntarella Rossa, Via dei gourmet, Dissapore, immagini: Silvia Fratini, Mad in Italy, video: Mad in Italy]
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Una delle maggiori pecche di Grom è appunto la produzione di base del loro gelato che è centralizzata e poi spedita di qua e di là. E che ancora una volta quando si ordina un gelato da loro si stanno un po’ consumando pneumatici di camion, litri di gasolio, si stanno portando denari ai gestori delle autostrade. Quindi per tenere il gelato a prezzi abbordabili si devoe tagliare da qualche parte. Posto che il costo per carburanti e trasporto è fisso, è sempre verso i produttori degli ingredienti che si esercita la maggiore pressione, nonostante Grom si impegni con dei capitolati precisi… Insomma: il fatto che si è abituati, soprattutto in Italia, a mettere merci sul camion appena possibile, non ci fa realizzare quanto danno provochi aver trasformato la nostra penisola in un’unica piattaforma logistica di capannoni, parcheggi, strade. I migliori gelati mangiati in Italia, non li ho comunque mangiati da Grom, in tutta sincerità.
Il gelato al cioccolato fatto dalla gelateria che produce tutto in casa usa il cacao coltivato nel giardino del gelataio? E la vaniglia? Le uova? Il latte? Il pistacchio? Ci arrivano con le loro piccole alette dall’artigiano?
Puahahahaha
: D
ma cosa c’entra, c’è comunque un viaggio in più, quello per le materie prime ce l’hanno anche loro
Non mi pare tu abbia voluto comprendere il senso del messaggio. Il pistacchio che da Bronte va in Piemonte per tornare al Grom di Roma? Siamo sicuri che fare 1700 km o solo 700 sia la stessa cosa?
Indubbio. Ma vale per qualsiasi merce che viaggia. Le banane africane o sudamericane prima di arrivare sottocasa fanno diversi giri tra porti/aeroporti, centri di distribuzione, grossisti, dettaglianti. Il pomodoro marocchino per arrivare a Roma scende dalla nave a Civitavecchia o a Napoli o a Gioia Tauro ? E quello olandese ? E’ “morale” a Milano, meno a Campobasso ?
infatti comprano la pasta di pistacchio siriano pericolosissimo per la salute dell’uomo e viene pagato 4 euro al kg.
bronte costa 60 euro al kg…
Pigi quindi facciamo le centrali nucleari in italia tanto intorno a noi ce le hanno tutti!
Se fossimo coerenti ..
Se un’azienda ha
- organizzazione della logistica
- mezzi poco inquinanti (l’hanno scritto nel sito)
- coltivazioni proprie
inquina più o meno del gelataio di Terni?
Io finché non ho i numeri sottomano e siamo a livello di discorsi trovo plausibile una differenza minima. E poi ha poco senso fare le verginelle quando si usano mutande fatte in Cina: le merci, se c’è richiesta, si muovono e si pagano. Grom paga male i fornitori per questo? Beh, cazzi dei fornitori, ma a quanto ne so io, ma posso sbagliarmi, è più facile che fallisca e non paghi la piccola gelateria.
Sul nucleare: che modo di discutere è il banalizzare in questo modo gli argomenti dell’interlocutore?
Scusami Pigi hai ragione.
pero il fatto che per cucinare una ricetta mi serve della vaniglia non significa che tutti gli ingredienti debbano fare gli stessi km che ci sono tra noi ed il Madagascar.
IL latte che nel gelato utilizzero’ fresco tutti i giorni, cosi per le uova eecc. dovro per foza farli viaggiare per km perche l’ho gia fatto con la vaniglia e cioccolato?
Io credo ( a parte un momentino il discorso Grom) che tutti dobbiamo fare qualcosa in meglio e non in peggio, MAurizio farebbe la centrali solo perche gia ci sono vicino a noi (per coerenza) per fortuna che solo il 5 % degli italiani chiamati al voto la pensavano cosi.
Pigi sono gli esempi (secondo me) che sono sbagliati, tu credi che senza vaniglia un gelato non verrebbe bene? con scorzette di agrumi.
Ci sarebbe troppo da argomentare quindi preferisco lasciar perdere, credendo che qualcuno mi abbia capito.
My 2 cents: a me il gelato che fanno mimì & cocò piace parecchio, non so dire se il loro sia il più buono del creato, ma a me piace parecchio.
Sulla questione artigianale o meno, penso che… chissenefrega! Il gelato, se stai a vedere, è una cretinata da fare, basta usare roba buona. Loro usano roba buona (perfavore non mi venite a dire che potrebbero ‘contare balle, che è tutto marketing, etc: io penso che potrebbero non “metterla sui buoni ingredienti” e vendere lo stesso, visto comunque le code che continuano ad esserci fuori dalle gelaterie che fanno i gelati millegustipiùuno con le polverine) e il gelato viene molto buono, che lo preparino nel laboratorio a Caselle (mi pare sia li) o nel retrobottega non m’interessa!
Sulla questione dei camion: boh? I pistacchi ad Asti, Alessandria o Torino nel retrobottega del gelataio artigianale ce li devi comunque portare col camion, no?
Comunque, se devo dirla tutta, mi piacerebbe tanto avercela avuta io la loro idea!
grandeeeeeeee
commente mi 6 piaciuto
L’idea è stata geniale e il gelato di Grom non sarà il più buono del mondo, ma lo è parecchio!
Quando hanno iniziato ad aprire nuovi punti a Torino credo sia stata una felicità per molti, trovarlo in altre città, tra cui Roma, diventa indespensabile per chi come me non sa stare senza “crema come una volta” per più di 15 giorni..!!
“Ha rivoluzionato il modo di fare il gelato”… il modo di venderlo forse, di farlo no (l’azienda agricola non sono i primi ad averla). Hanno solo avuto un marketing migliore.
Concordo al 100%.
“Vorrei potergli spiegare che i vari gusti vanno affiancati, e non i m p i l a t i sul cono”: eccomesifa?!?
Ecco, quella della torretta delle palline (che poi quello delle palline è un discorso a parte) è una vera storiaccia…
Il gelato messo a palline una sopra l’altra (o chiamato normalmente “a cappuccio”) è messo così in modo che i sapori dei diversi gusti non si mischino tra loro mentre li si lecca.
Un gelato con Cioccolato, Pistacchio e crema, verrà messo in questo ordine con cioccolato come base, pistacchio come intermedio e crema infine, in modo che gustando la crema per prima si è ancora in grado di sentire il sapore del pistacchio perchè è più forte rispetto alla crema, fino ad arrivare al cioccolato che è ancora più forte! E’ tutto studiato a puntino!:D
I cucchiani nelle coppette per esempio vanno messi nel gusto meno forte in modo che tirando su il cucchiaino dalla coppetta e facendo il solito gesto di pulizia con la bocca, quando si va ad assaggiare il gusto dopo si riesce ancora a gustarlo!
Ma quante ne sai!!!
Finalmente!
Ci vado a pranzo.
Ciampini mi mancava…
nn riesco a capire…tutto questo gastrofanatismo..questi paradossi…vogliamo il kilometro0 nn lo vogliamo,sì,ma,però,il gelato è buono quasi quasi..
nn esiste la nocciola tonda gentile trilobata(se è tonda nn è trilobata) ma la nocciola cuneese trilobata,così come il pistacchio siriano(pardon,iraniano)nn è meglio del siciliano,bronte o nn bronte.fino a che punto accettiamo difetti in un prodotto semi-industriale con la scusa che sia artigianale?se c’è coda in una gelateria che usa “bustine”le persone cosa sono???tutti pirla??
il gelato in italia è generalmente buono(generalmente,nn in assoluto)ma da bravi italiani preferiamo guardare sempre altrove.
grom è un gran prodotto:gran marchio,gran marketing,grandi investimenti(nn negatelo)
se una volta il fattore qualità incideva per 70%sul successo di un’azienda,ora il marchio la fa da padrone,a prescindere.
su un sito come questo mi piacerebbe sentire parlare di più di piccole realtà,che ci sono,piuttosto che di prodotti omologati.
altrimenti sarebbe come dire:è meglio mcdonald o burgher king.
siete voi i gastrofanatici,nn io.se voglio un gelato che nn sia il mio non ho che l’imbarazzo della scelta(ma nn vado da grom)
P.S.per scelta io i gusti li IMPILO sul cono
scusa kikko se mi permetto, ma dire che grom sia addirittura omologato e paragonarlo a mcdonald’s, voglio dire complimetni! E’ la frase più gastrofighetta in assoluto mai sentita!
gastrofighetta o no rimane un prodotto omologato.quanti in america producono hamburgher migliori di mc e nn ricevono gli stessi riconoscimenti in termini di successo?
rimango del parere che un artigiano dovrebbe saper valorizzare i prodotti del territorio,di qualunque territorio si tratti.vorrei far notare,inoltre,che se in una trattoria ci vanno tanti camionisti allora…
mi sembra che si stiano usando due pesi e due misure.
io nn critico grom per quello che è ma per quello che è definito.
Ma omologato o no se è migliore di altri perchè non dire che è buono? Perchè non riconoscere l’incredibile lavoro di marketing?
Ammiro molto i ragazzi dietro Grom, sono stati molto bravi non solo a creare un gelato buonissimo ma lo hanno saputo vendere, è una colpa?
Restiamo sul punto. Ottimo senso della vendita, ottime scelte di marketing, ottimi risultati. Ma una pecca, ovvero il centralismo della produzione di gelato. Tutto là.
Col gasolio a 1,50 €/l è ancora redditizio, ma certo che le tensioni con i prezzi dei produttori da cui Grom si serve devono cominciare a farsi sentire.
Lavoro nel settore, so di cosa parlo.
Auguro a Grom di continuare su questa strada, ma la probabilità di espansione del loro business in Italia sarà bassina se i prezzi del trasporto non scendono. La catena del freddo non è un banale automatismo del mondo moderno, è un meccaniso fragilissimo che dipende tantissimo dal panel delle materie prime… In questo senso, forse Grom farà chiudere tanti piccoli gelatai, questo vorrei aggiungerlo, perchè si puo giovare di un marchio sempre piu forte; la qual cosa lo rende forzatamente un po’ meno simpatico. Credo che su questo i più possano convenire.
“se c’è coda in una gelateria che usa “bustine”le persone cosa sono???tutti pirla??”
….
Come non esiste la tonda gentile trilobata?
Vieni dalle mie parti e la vedi.
Comunque… http://www.nocciolapiemonte.it/pg.aspx?ID=9
Kikko, condivido in pieno quanto hai scritto.
In Italia ci sono delle realtà che rispetto a Grom sono di un altro pianeta.
Mi viene in mente, ad esempio, la gelateria Castiglione a Bologna, una poesia di gelato, con l’Artigiano che lavora tra i macchianri proprio dietro il bancone.
E questi di Grom volgliono far passare il loro gelato (semi industriale parliamoci chiaro) solo perchè usano la nocciola di Saluzzo e il Pistacchio di Capracotta.
Ma dai.
Tra l’altro il loro gusto Crema non è nemmeno un granchè
A me piacciono affiancati, non impilati. La sovrapposizione orizzontale mi costringe alla degustazione singola, a meno di non dover lappare tipo-cane. E la cosa mi irrita profondamente.
Un po’ come chi mette il cioccolato per ultimo quando è il primo gusto che ho chiesto. Inammissibile.
e tu ordina i gusti in senso inverso
Non sempre serve, ci ho provato.
Sarò antipatica al gelataio.
mannaggia
Scelta paracula quella di piazzarsi nel centro storico che più centro non si può…
Faranno strage di turisti, ma non so quanto potranno intaccare le abitudini dei buongustai romani che da anni si godono gelati di livelli assoluti come quelli dei Gracchi, del Settimo Gelo, della Fata Morgana, ecc. ecc.
Comunque, anche a me il gelato di Grom non dispiace affatto, ma resta il fatto che Roma è la città dove si gusta il miglior gelato dell’universo. A sarà düra…
Come dici tu ci sono TANTI ma TANTI turisti quindi non occorre vendere il gelato ai romani per restare “a galla”..basta venderlo ai turisti di tutto il mondo che già conoscono il marchio..
secondo te dove doveva andare? A Tor Pignattara? A Casal Palocco?
Potevano andare a Prati.
Quartiere centrale, con parecchio movimento, che ha la fortuna di avere due fra le migliori gelaterie della città.
Ecco, lì ci sarebbe stato uno scontro epico all’ultima coppetta…
Ma alla fine, buon per i turisti che invece di avvelenarsi alla prima gelateria finto artigianale traboccante di vaschette dagli improbabili colori, avranno l’opportunità di gustare un gelato fatto come si deve.
Parlare per assoluti quando si tratta appunto di gusti, non è mai troppo oggettivo. Comunque (da più fonti autorevoli e non) il gelato migliore lo si mangia ancora una volta in Piemonte e non a Roma, alla agrigelateria San Pé di Poirino.
Di Roma ho un ricordo sbiadito, poiché è passato troppo tempo, ma nessuno dei posti provati mi fa rimpiangere la suddetta agrigelateria. Provare un po’ fuori dal proprio microcosmo per credere!
vuoi mettere con la cultura del gelato che c’è a Torino e in Piemonte?? Fatti un giro da Alberto Marchetti a To e poi mi dici..
Conosco, anche se non è tra i miei preferiti. Una volta anche Silvano in via Nizza non era niente male. E pure le creme di Fiorio. Insomma, non ne faccio una questione di bravura, van provate tutte con umiltà, ma Roma non ha nulla da insegnare a Torino in quanto a gelato.
A Milano ho mangiato spesso il gelato da Grom. Per tre motivi:
1) la panna è squisita
2) la ”crema come una volta” assieme al ”caramello salato” sono gusti veramente buoni e mi piace la rotazione dei gusti.
3) non è lontano dall’università
però, però… la panna costa 50 centesimi. Dopo aver vissuto a Roma per un po’, dove la panna è spesso buonissima e gratis, mi scoccia non poco. Le coppette sono un po’ costose, oltretutto se si somma il costo della panna (a Milano 1kg 24 euro, altrove 20… o sbaglio?)
A Roma non sceglierei di mangiare il gelato da Grom di proposito, ma soltanto se mi trovassi nei dintorni senza un’alternativa valida. Torcé e Vice rimangono i miei preferiti no contest.
Rassegnati
: al nord la panna la paghi dovunque (o almeno dovunque sono andato io). E normalmente costa mezzo euro/un euro.
PS: magari tu a Roma la panna non la paghi, ma di certo il gelataio la paga. E pensi che non la ricarichi comunque (insieme a tutti gli altri costi fissi) sul prezzo del gelato?
Io la panna la pago anche a Roma (da San Crispino e Giolitti ad esempio), ma è vero che in molte gelaterie “serie” non nel centro non si paga.
Bugia. Gelateria “Il Siculo” di Torino. Granite eccezionali e panna (ottima) gratis. Gusti di frutta e mousse semplicemente superbi.
Bugia?!?! Va che ho scritto “almeno dovunque sono andato io”. Mica pretendo di aver provato tutte le gelaterie del nord Italia, purtroppo
PS: grazie per l’indirizzo.
Sono stato un po’ troppo diretto, chiedo scusa!
Frequento dall’apertura il punto-vendita di via santa Margherita a Milano e, per dieci o venti centesimi in più, preferisco di gran lunga il pallido gelato di Grom all’infinità di colori fosforescenti che si continuano a vedere in giro.
Il colmo è che gli hanno aperto un’altra gelateria proprio di fianco: politica commerciale sempre più diffusa nelle grandi città, ma a mio avviso stolta – se non suicida. Guarda caso, ci entrano solo i frettolosi che non sopportano la coda di Grom.
P.S.: “Pedro Ximenés” scritto così farà inorridire i fratellastri di Intravino. Si ponga rimedio, prima che sia troppo tardi: la grafia corretta è “Pedro Ximénez“.
Io la panna da San Crispino non l’ho mai pagata…anzi non l’ho mai pagata a Roma in generale
Visto che si parla di gelato, se a qualcuno invece interessa il Gelato, oggi per l’appunto dovrebbe finalmente riaprire (così si dice su FB) la nuova Gelateria del mitico Ermanno di Pomponio: si chiama Neve di Latte e si trova a via Luigi Poletti 6.
Non vi è chi non sappia che quello de Il mio gelato naturale era senza ombra di dubbio l’unico Gelato del mondo (e anche il più costoso, credo!).
Adesso Neve di Latte manterrà lo stesso livello?
Grom è entrato con l’artiglieria pesante in un campo di battaglia dove si usavano al più frecce e cerbottane e quindi ha avuto vita relativamente facile. L’artiglieria essendo rappresentata da capitali, gestione manageriale di tutti i processi aziendale e probabilmente ottime connessioni. Gli artigiani questi mezzi di solito non li hanno e tradizionalmente nella filiera del gelato il capitale si era accasato nelle industrie dei semilavorati e dei macchinari (che hanno gradualmente portato ad enorme decadimento del prodotto e saturazione del mercato).
va dato comunque atto a Grom che il gelato si sono impegnati ad imparare a farlo. Molti di quelli che ne seguono le orme, invece…
Per quanto mi riguarda rimango ideologicamente contrario ad ogni tipo di catena, sia nel food che nel non-food ed anche alla GDO, spero che mai in Italia si arrivi al livello di tristezza delle cittadine americane in cui, sempre uguali a se stessi, si trovano il Wal Mart, lo Starbucks, il Mac e via dicendo. Senza considerare il fatto che la sostituzione di piccole attività con grandi catene porta anche ad un’occupazione meno qualificata ed anche più squalificante, oltre che, spesso, anche precaria.
Comunque il gelato ed i gelatieri artigianali veri esistono ancora, ad esempio lo scorso week end ce n’erano parecchi qui:
http://www.gelatoartigianalefestival.it/
Sono di Milano e ho scoperto GROM a Genova circa 6-7 anni fa prima che aprisse i punti vendita qui. Mi è piaciuto subito e continua a piacermi ma … da 2 anni, quando ho scoperto che a Milano escono con un prezzo al kg maggiore di oltre 4€ rispetto alle altre città ho smesso di frequentare.
Diciamo che ho un approccio un pò “Visintiniano” al gastro(qualcosa) e un limite di sopportazione alla presa per il c…
Non siamo tutti perfetti e quindi amanti del gastroqualcosa fino allo spendere qualunque cifra per il meglio sul mercato.
Ammetto che ho lo stesso approccio con i ristoranti.
Cmq GROM non risentirà della mia assenza: ha code chilometriche specialmente nei w/e.
Saludos.
(Il gelato, 4 € al kg in più… Vanno a pagare affitti in nero? Ore di motori funzionanti in coda? Cocaina? Perchè Milano chiede questi denari per avere le stesse cose? Si respira meglio? Si vive meglio che altrove? O forse la città sta fallendo?)
sai quante cose paghi inutilmente di più a milano rispetto alle altre città? Forse perchè da voi fa figo farsi in.ulare?
io vivo in romagna. piena zeppa di gelaterie multibustine. non disdegno gelati industriali spacciati per artigianali se sono buoni. se non ti allappano il palato, se non ti feriscono gli occhi. ma la qualità è un’altra cosa. di Grom apprezzo, come silvia, gli ingredienti scritti in grande, il gusto mese, la pulizia. sanno piacere. c’è la crema di carletto a brisighella che pare creama davvero. poi la pasticceria Fiorentini si è messa a mantecare e in un paio di gusti è “spaziale” poi è arrivata la catena Bio e anche qui i gusti frutta e a pozzetto sono una poesia. ora non mi chiedo quanto artigianali, ma i gusti in bustina non li prendo più. ma rendere fruibile a tutti un gelato che tanto si avvivina al migliore…mi sembra bella cosa. educare a scegliere…mi sembrerebbe altra cosa bella.
Onore a Grom che fa pagare il gelato ai milanesi 50 cent in più! ahahah che città di pirla! Abituati come sono a pagare tanto per qualsiasi cosa, a mangiare quotidianamente plastica (non ho mai mangiato male come a milano), Grom in confronto è il paradiso terrestre!
Complimenti per questo commento molto intelligente.
A Milano non si mangia male, basta sapere dove andare (come accade un po’ ovunque, a mio avviso. Anche a Roma è pieno di sòle…)
Inoltre non tutti i milanesi fanno la fila da Grom, io stessa ho spesso scelto di andare in altre (più valide) gelaterie come il Massimo del gelato, Chocolat e via dicendo.
Condivido. Anni di sòle, a Milano, ma anche di ottime esperienze.
Come a Roma, del resto. Anzi.
Sarà una città di pirla ma. anche te, per non trovarci un posto dove si mangia bene tanto sveglio non devi essere (e lo si capisce anche dai tuoi commenti)
Clap clap clap.
(Troll rimesso al suo posto)
‘nsomma, a Milano si mangia male se non sai dove andare. Come tutte le metropoli, basta saper cercare…
Mi ricorda un amico che mi parlava di NY dove -a detta sua- non c’è altro che i fast food.
Grom ha unificato i prezzi. A Torino costa come a Milano.
A parte il gran bel ragazzo che e’ sono sicura che il suo e’ uno dei gelati piu’ buoni,lo si vede dagli ingredienti e dal sapore divino!
Segnalo ai forzati della pausa pranzo in centro che San Crispino, Ciampini, Giolitti e Grom non sono gli unici componenti del quadrilatero delle gelaterie che si è generato nell’Ansa Barocca. C’è anche Torcè, che ha aperto anche lui da poco e con tutti i suoi millanta gusti! A Piazza di Monte D’Oro.
il gelato di grom è semplicemnte diverso, premettendo che la fata torcè gracchi e vice sono sicuramente superiori,
diverso nella consistenza e nel modo di servirlo e diciamolo vale la passeggiata sicuramente tra grom giolitti e la palma si va sicuramente da grom, almeno io.
sinceramente non trovo giusto continuare a inserire il meno che mediocre settimo gelo tra le eccellenze delle gelaterie romane da troppo tempo in questo locale si mangia un gelato scadente dove i coni spesso sono come si dice a roma rifatti.
per quanto riguarda il nevelatte domani farò, se è aperto, una capatina visto che è a pochi metri dal mio ufficio
Inaugurazione Gelateria NEVE DI LATTE Ermanno Di Pomponio
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Luogo Via Luigi Poletti n. 6 Roma
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Creato da Ermanno Di Pomponio
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Maggiori informazioni Quartiere Flaminio/Parioli (Piazza Mancini)
Bacheca
.Ermanno Di Pomponio
Fai volare i tuoi sensi! Un assaggio … è tutto quello che ci vuo
le.
ho frequentato grom per anni e mi sono spesso trovato bene (la crema di grom per me è un ottimo gusto), ultimamente la qualità mi sembra calata di molto, per non parlare della quantità da assaggino ed i prezzi alle stelle.
Mi spiace ma a milano preferisco altri gelati soprattutto più strutturati, quello di grom, come del resto quello di chocolat e del nuovo “cioccolatieri italiani”, è un gelato troppo scioglievole.
io in questo caso sono stato manicheo….NO GROM quando sono a casa, a Roma, visto che c’è di meglio…e per meglio in questo momento penso al nuovo punto vendita di Torcè a via Tomacelli… il gelato è spaziale, solo con ingrdienti freschi e con delle varianti che dimostrano la grande abilità e tecnica culinaria dell’Artigiano(Torcè ogni tanto organizza le “cene fredde”, l’ultima è stata per Slow Food). In più nei vari punti vendita (Eur, Aventino e ora Centro) ho trovato banconisti sempre preparati e cortesissimi.
Molto, molto marketing.
penso di aver scritto più di 30 post su quello che penso e so di Grom qui su dissapore e vedo che tanta gente continua ad avere delle fette di salami “di una volta” sugli occhi. Sinceramente mi è venuto un dubbio (visto l’insistenza di dissapore su Grom): dissapore starà mica cercando dei nuovi sponsor dopo l’ultimo crollo della piattaforma? io consiglierei di informarsi proprio da Grom, visto che in quella Spa sembra ci siano anche soldi dei contribuenti italiani…. :-O)
quante allusioni! Faresti per favore un riassunto dei tuoi post precedenti?
fare un riassunto sarebbe noioso e un post troppo lungo, basta che qui sopra in “cerca” scrivi grom e puoi leggere tutto
l’altra allusione sarebbe che L.Elkann non centra niente con Gromart Spa???
Dove non ci sono i soldi dei contribuenti?
Direi che stavolta sono ben spesi…
Struttura piramidale, trattano male i dipendenti. Il gelato è buono ma non da sturbo. Sono antipatici e scicchettoni.
il fior di latte viaggia su gomma viene scongelato e poi mantecato con aggiunta dei vari gusti, rimantecato ma non pastorizzato, non dovrebbe essere permesso?????????????????????????????????????????
L’ho provato ieri sera, molto buono, davvero molto.
Tutto il resto, secondo me, è fuffa. Non si possono coltivare i frutti di bosco dietro il bancone, non si può preparare il cacao in cantina. I camion camminerebbero lo stesso con gli ingredienti di base al posto dei semilavorati.
Anzi la centralità della preparazione è garanzia di qualità e ottimizza i costi di produzione.
Nella piccola Mantova, città non certo nota per una secolare tradizione di gelati
Grom ha aperto qualche mese fa,
In Città ci saranno alemeno 3 gelaterie che battono di gran lunga Grom, senza considerare i paesini
Pingback: GROM non prenderci per il naso, ehm, per la gola! | Saporito! Un blog di gusto
Il gelato Grom è sicuramente molto buono, tuttavia continuo a pensare che quello di Giolitti e di Gelarmony sia migliore. E di parecchio.
La panna non mi è piaciuta, e poi sì, la cosa dei gusti impilati è odiosa, lo fanno anche anche nel Grom di Bologna.
Da Grom non ci sono stato ancora, anche se le catene mondiali di gelaterie non mi hanno mai ispirato non dico “fiducia” ma “unicità”, nel senso che temo sempre di trovarci dei gusti plasticosi che potrei trovare in un qualsiasi carte d’or. Comunque lo proverò.
Ognuno avrà il suo gelataio artigianale di fiducia, ma per me “Fattori” a via da Giussano (Pigneto) va alla grande.
Assaggia senza pregiudizi e, poi, esprimi un giudizio libero, senza condizionamenti.
Buono il gelato di Grom, ma Soban di Valenza (AL) vale il viaggio…..
Assaggiato oggi: San Crispino, Vice e Gracchi e Fata Morgana DECISAMENTE superiori…… (ciascuno con i suoi gusti speciali!)
)
da Torcè appena possibile ci andrò, lo conosco di fama ma non ho avuto ancora modo di assaggiare
Il Grom ottimo per la crescita del made in italy nel mondo e per l’immagine pulita e sostenibile che fornisce.
Però se lo mangino i turisti,io in Italia mangio altro.
…crescita del made in Italy usando pistacchio siriano e portando le mucche Jersey della Manica in Piemonte???
…l’immagine pulita e sostenibile portando il latte e anche l’acqua dalla sede centrale in giro per tutta Italia???
..incuriosita dal vostro post e non essendoci gelaterie Grom dalle mie parti, in questi giorni mi trovavo in Veneto e a Mestre, prima di andare a Venezia mi sono fermata a prendere un gelato (fondente e liquirizia) con mio marito. Morale della storia: il gelato ha reso la serata indimenticabile…ma non nel senso che pensate voi!!! :\
Complimenti ai ragazzi che fanno SEO per conto di GROM.Si era partiti dalla domanda su cosa fanno nel laboratorio GROM e poi qualcuno ha spostato furbescamente il discorso sulla qualità del pistacchoi di bronte e bla bla bla…….
Io invece vorrei avere una risposta alla domanda iniziale e cioè qualcuno è mai entrato in un laboratorio GROM ?
Riporto come sopra:
” E’ vero che il laboratorio è inaccessibile?
E se qualcuno c’è stato, ci racconta qualcosa? “
Caro Gigi quello di cui parli non è Seo ma Guerrilla Marketing e in un’azienda così forte e così ricca come è Grom oggi è una cosa abbastanza normale.
In ogni caso ho capito il senso del tuo discorso e anche io sono mesi che aspetto che qualcuno parli del famigerato laboratorio Grom, insomma vorrei sapere come lo fanno sto minkia di gelato….che a fare chiacchiere sulle fave di cacao del nicaragua siamo buoni tutti.
SSSSSSS
se capitate in versilia assolutamente da provare quello di gelato modo a lido di camaiore
esatto sono d’accordo con voi …fanno vedere tutto parlano bene si vendono bene ….MA IL LABORATORIO E COME VIENE PRODOTTO NON LO VEDE MAI NESSUNO ….CLERICI ANTONELLA PENSACI TU A INCALZARE LA DOMANDA AL MARTINETTI ER PIACIONE !!!!
TANTO VA LA GATTA…. CHE CI LASCIA LO ZAMPINO
Lo avevano spiegato bene in una intervista a radio24: trovatisi un bel giorno con il gelataio ammalato sono dovuti correre la notte a farlo loro. Per ovviare a futuri simili problemi sparsi per il mondo dato il loro piano di espansione hanno deciso di centralizzare la produzione e riservare alle gelaterie solo il facile processo di mantecatura. In questo modo garantiscono la provenienza unica degli ingredienti (che poi il pistacchio sia di Bronte non lo so), la standardizzazione del prodotto made in Italy (il gusto nocciola è il medesimo sia a Torino che a Tokyo), il netto taglio dei costi. Piano diabolico e assolutamente vincente
Dopo il lavaggio del cervello che stanno facendo giornali, riviste,ecc.,su GROM e fortemente incuriosito,arrivando a Milano, durante la mia permanenza ho cercato una delle gelaterie.Trovata.Che delusioooooooooooooooooooooooooooone,visto il modo come lavorano il gelato,cioè lo raschiano per ammorbidirlo e renderlo cremoso ? Gelato a basso costo e credo che questo sia il motivo perchè le vetrine vecchio stile ,perchè nelle altre non si manterrebbe .Gusto discreto che non è consone al gran nome.
Un vecchio proverbio dice ” FATTI IL NOME E DORMI TRANQUILLO” e se mi sbaglio ,scusatemi.
MI SEMBRA DI SENTIRE SOLO TANTI INVIDIOSI!! IO MI CONSIDERO UN VERO MANGIATORE DI GELATO BUONO! VEDI CREMERIA SEMPIONE A TORINO! DI GELATI NE HO PROVATI A MIGLIAIA IN GIRO PER L’ITALIA, MA DI GELATI BUONI NEANCHE L’OMBRA!! IL GELATO DI GROM NON SARA’ L’ECCELLENZA MA SICURAMENTE è DI GRAN LUNGA MIGLIORE DEL 80/90% DELLE GELATERIE IN CIRCOLAZIONE
Sono stato da GROM a torino, nel locale che c’è in via Cernaia.
Ho ordinato un cono bigusto piccolo, al costo di 2,5 € (noblesse oblige, evidentemente). Sarà che sono stato sfortunato, ma a me non è piaciuto per nulla.
Per fare il gusto al limone, oltre al succo probabilmente erano state impiegate anche parti della buccia, perchè aveva un fortissimo retrogusto amaro.
In Sicilia (dove il gelato al limone lo hanno inventato) un prodotto del genere finirebbe nella spazzatura, specie se oltre ad avere un pessimo sapore si presenta anche molto granuloso, come capita ai gelati che finiscono in frigoriferi con la temperatura un po’ ballerina. Là ci sono ancora tanti bar di paese dove (senza puzza al naso) sanno fare dei gelati al limone dal gusto appropriato, lisci come il velluto e senza usare sostanze strane.
Si è salvato l’altro gusto, ma solo per il sapore.
Anche questo era vellutato come un cingolo di carroarmato.
Qualche sera fa mi sono sorbito in TV il pistolotto di uno dei due furbacchioni che stanno in foto più sopra, il tipo con la barbetta.
Se sapesse controllare i suoi franchisor come sa giocare con le parole (quelle che dicono tutti, qualità, dedizione, fare squadra, brand, marchio, etc etc) farebbe un gelato meraviglioso.
Non mi vedrà piu. Nemmeno in cartolina.
Di posti infinatamente più buoni, a quel prezzo, ne trovo quanti ne voglio.
A Torino (vi dice qualcosa il nome Fiorio?), come in Sicilia.
mah…che criticoni! io vivo a Bologna, è per me il gelato, da due anni, è solo GROM e dico di più…se GROM è chiuso o nn sono a tiro, allora niente gelato!
L’unica cosa che non mi convince è la “politica” di infischiarsene del KMZERO…
Le domande della relatrice Silvia e riproposte da Gigi sono importantissime!!
Io non sono mai entrato nel laboratori di grom, ma ho lavorato 15 anni nella logistica e distribuzione di prodotti alimentari anche surgelati; una delle difficoltà maggiori è mantenere la catena del freddo, specie per un corriere come quelli utilizzati da grom.
Soprattutto per il gelato e fondamentale non scendere sotto una soglia minima di temperatura altrimenti troveremo grumi e grossi cristalli.
Ho avuto la fortuna di parlare con una ragazza che lavora da grom e mi spiegava la lavorazione mi diceva che non hanno l’abbattitore!!
A voi le riflessioni!! Vi assicuro che i corrieri di piccole spedizioni se trovano il negozio chiuso non ripassano per lasciare il pacco ma lo lascia di fronte; pensate quando è caldo cosa può succedere alle miscele per la futura mantecatura.
Sono gelatiere da 18 anni e posso dire con certezza che questi signori sono molto bravi a fare marketing, anzi gli faccio i miei complimenti, ma spero che quella di fare il miglior gelato del mondo sia solo una missione e non una presunzione.
Premetto che non ho mai provato il gelato di questi signori, però per esperienza propria posso dire che il signor mitosi che ha lasciato il commento ha perfettamente ragione, il gelato(forse più di altri prodotti) ha bisogno di una catena del freddo molto rigorosa, ossia quando esce dal mantecatore ( 8 gradi sotto zero, grado più grado meno) deve essere messo in un abbattitore di temperatura per portarlo in pochi minuti a temperature che si aggirano ai 25 gradi sotto zero, questo per far si che l’acqua rimasta libera venga cristallizata il più velocemente possibile e dare una migliore compattezza al nostro mix(senza dilungarsi troppo nei particolari)dopo di che va messo a conservare in un armadio congelatore a + o – 20 gradi sotto zero.
Normalmente i franchising del gelato lavorano con dei semilavorati e basi già pronte, questo per evitare l’uso di un professionale nel laboratorio, dovuto all’alto costo al tempo di produzione di un gelato fatto con materie prime fresche e anche dal fatto che poi sarebbero troppo legati a questa persona.
Per farvi capire non è la stessa cosa fare un gelato al tiramisù con una base già pronta e dover aggiungere solo del latte ed una pasta con un aroma a tiramisù, che farlo dal latte vari tipi di zuccheri mascarpone fresco, caffè, marsala addensanti naturali ecc ecc. Per fare una ricetta di questo tipo abbiamo bisogno di qualcuno che sa bilanciare i grassi le proteine gli zuccheri i solidi ecc ecc scomponendo i vari ingredienti al livello fisico e chimico ( e questa persona vi assicuro che costa).
Questo per chiarire un po a tutti che in giro di persone che realmente conoscono questa professione ce ne sono poche e che la maggior parte delle gelaterie, in italia per non parlare all’estero usano dei semilavorati.
Che poi le persone oggi si siano abituate più agli aromi che i sapori naturali questo è un’altro paio dio maniche.
Con questo non dico che questi signori usino il metodo dei semilavorati, perchè potremmo anche fare un laboratorio centrale e ripartire il nostro prodotto ai vari punti vendita.Il problema però poi sta come ben ci spiegava il signor mitosi nella catena del freddo, ossia fino a che i punti vendita sono limitrofi tutto ok mi compro un furgone refrigerato e ripartisco il gelato, ma quando ho una gelateria a roma una a milano e un`altra a tokio più che di un furgone avrei bisogno di un aereo refrigerato. Adesso, può anche essere vera la storia della ripartizione in tutto il mondo e da quà mi spiego l`uso dei pozzetti invece che delle vaschette (ossia quello di non mettere il gelato a vista), oppure esiste un’altro metodo, ossia in un laboratorio centrale attraverso dei macchinari particolari e molto costosi si preparano pastorizzate (quantità molto grandi) di gusti differenti si portano a temperature uht si invasano e si mandano liquide ai vari punti vendita mantecandole poi sul posto.
Non sono geloso di queste persone ho la mia vita e sono sereno, ripeto gli faccio i miei complimenti per il loro lavoro quello che però ci terrei a puntualizzare e che a volte le persone con un po di propaganda si lasciano incantare, il cacao della colombia o del venezuela, ma perchè le case che producono il cioccolato o distribuiscono il cacao dove lo prendono in alaska?
E chi mi dice che non sia migliore(per i miei gusti) il cacao africano piuttosto che uno sud americano ?
La frutta direttamente dal coltivatore e non dai mercati generali, perchè ai mercati generali la frutta dove la comprano?
Non chiamiamlo “artigianale” nelle gelateria GROm non arriva mai la frutta fresca o latte o qualunque prodotto fresco. La produzione dei semilavorati viene effettuata in un unico stabilimento, qui vengono anche confezionati e surgelati e successivamente distribuiti, saranno fatti con frutta fresca ma non e lo stesso comprare delle fragole fresche frullare e bere lo stesso giorno che frullarle surgelarle e dopo una settimana scongellare e bere, c’e una bella differenza tra il gelato fatto con la frutta arrivata in giornata e quello con la frutta che e stata frullata surgelata, scongelata e risurgelata ancora nella macchina dei gelati. altro che il gelato come una volta…..