Salone del Gusto 2010 | Ma la Pizza dov’è?

Lingotto Fiere di Torino, ore 11.30. Il salone è grosso. Enorme. Navigo a vista seguendo gli odori, supero ostriche, trote salmonate, verdure, aceti, marmellate, pani, mieli e il plurale di ogni alimento elevato al quadrato. Ogni tanto alzo gli occhi all’ immenso cielo di metallo, passo dal Nord al Sud dello Stivale con una velocità da teletrasporto e quando un numero elevato di mozzarelle, oli e pomodori mi si para davanti, intuisco facilmente di trovarmi tra i Presidi preziosi della calda Regione Campania.

Mi fermo in ascolto del leggero languorino che la vista di questi ingredienti mi provoca immediata e li immagino armoniosamente uniti su una delle più straordinarie invenzioni gastronomiche dell’uomo: la Pizza Napoletana. Sono nel regno delle eccellenze italiane, penso, figuriamoci se Lei, la Regina, non c’è.

Dopo una breve ricerca a tastoni, comincio a chiedere. “ Mi scusi, sa dov’ è la pizza?”. La signora Matilde dello stand delle mozzarelle alza le spalle. Ha il viso segnato dalla stanchezza ma gli occhi ancora vispi e luminosi. Si guarda intorno un po’ sperduta e mi dice: “Non lo so. Non mi sembra di averla vista la Pizza, forse non c’è”. “ Come non c’è, e perché?”, le chiedo. Matilde scuote la testa e risponde: “Non lo so, e sa cosa le dico? Non ho visto neanche i Babà” . Perplessa, saluto la Signora delle mozzarelle e passo oltre. Michele Arcangelo vende olio. Lui e la moglie accolgono i primi visitatori con pezzetti di pane tagliato e affogato nel succo verde. Alla mia richiesta di informazioni risponde un po’ offeso: “Guardi Signorì, la pizza non c’ è ed è davvero un peccato. Mica lo dico perché sono campano! Tutti gli italiani amano la pizza, anzi, tutto il mondo mangia la nostra pizza”, e io non posso che esser d’ accordo.

Giungo allo stand centrale di Slow Food Campania. Ci sono la signora Lina e il signor Antonino e quest’ ultimo prova a dare una spiegazione in merito alla misteriosa assenza: “E’ un problema più che altro di natura tecnica credo, qui al padiglione non si è potuto mettere il forno. Comunque vada a guardare nella cucina di strada, è lì che dovrebbe essere”. Rinvigorita da una nuova speranza procedo al galoppo. Attraverso Abruzzo, Lazio e Sicilia. Poi Basilicata, Puglia, Calabria e imbocco l’ uscita del padiglione numero 3, nella piazzetta allestita con i baracchini del cibo di strada. “Come non c’è! Non può essere che non c’è. Ascolti, deve girare e di sicuro la trova, vada! Giri!” , mi fa Gilda delle Migliori Olive Ascolane.

Seguo il consiglio e leggo i cartelli uno per volta: Tutto un Altro Pollo, Specialità Cinesi, Il Kurdistan del Kirkuk cafè. E poi pasta, piadina romagnola, focaccia di Recco, Minestrone di farro (di strada anche lui), fritti siciliani e ancora una volta, dell’orgoglio di Napoli nessuna traccia. Chiedo ai bombettari pugliesi, a curdi e cinesi ma nessuno sa dirmi nulla. Azzarda una spiegazione il signore dai capelli bianchi del baracchino ligure della Farinata: “Secondo me la pizza non c’è perché già la conoscono tutti, probabilmente si è voluto mostrare prodotti meno conosciuti”, e un po’ di senso potrebbe anche averlo.

Un ragazzo in tenuta arancio-luminosa del servizio civile mi avvicina guardandosi dietro le spalle in modo circospetto. Ha gli occhi azzurri e il tono di voce basso, mi sussurra nell’ orecchio: “Lo so io dov’è la pizza”. “E dov’è!?!”, faccio io. “Segui il corridoio esterno, è tra il padiglione 2 il padiglione 3, ma io non le ho detto niente” e ricomincia a camminare senza girarsi più.

Corro, mi schianto tra e su la folla che ormai è un mare in tempesta e riesco ad uscire. Sono proprio nel mezzo di quei due padiglioni col fiato sospeso. Faccio qualche passo a destra e a sinistra, avanti e indietro fino a quando vedo e, tragicamente, capisco. Questo è lo “stand” della pizza al Lingotto Fiere ed è l’unica pizza al Salone del Gusto 2010.

Ora, io capisco che con tutto quello che di incredibile si può mangiare in questo immenso paradiso gastronomico, della pizza si potrebbe anche far meno, ma giro a voi la domanda: ha senso che, anche solo per questa edizione, tra le eccellenze italiane manchi proprio la Pizza* ? *

nota: Quel portento di Maura Biancotto (Slow Food) mi ha rivelato che la pizza è presente solo e unicamente nella mensa per i (5000) delegati di Terra Madre.

Lorenza Fumelli

23 ottobre 2010

commenti (29)

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  1. Se la pizza a Terra Madre di cui parlate è quella che c’era nei giorni scorsi alla mensa…behhh…inzooommaaa…per riempirsi la panza va bene, ma rappresentativa della miglior pizza italiana proprio no.

    Oltre ai motivi già detti che mi sembrano sensati aggiungerei che evidentemente nessun pizzaiolo napoletano ha trovato conveniente investire soldi, tempo e fatiche in uno stand fra i cibi da strada!

  2. Ah già che questo è un ambiente da gastrofanatici, meglio puntualizzare:alla mensa di terra Madre c’è cibo più che dignitoso in abbondanza disponibile per migliaia di persone dal mattino alla sera, per le circostanze, va già bene così!

  3. Bella la pizza di Spizzico, mix preparato e insaccato, aggiungi acqua, fai il panetto e poi con la loro pressa esce perfettamente tonda!

    Sono geniali, è giusto che avessero il loro posto di competenza e di presidio al Salone.

    Altro che quei quattro sfaccendati che cercano farine rare e si inventano i peggio modi per impastare la pizza.

    1. Spizzico e Autogrill non sono presenti al salone, sono incastonati nel Lingotto!

    2. vabbè che al salone c’è molta robbba, ma pensare che veramente sia presente spizzico è un po’ troppo no? Ha ragione gumbo, spizzico è all’ingresso “incastonato” da anni e anni sempre al solito posto

    3. Paolo, non sono mai andato al Salone, probabilmente mai ci andrò, per cui leggendo qui sopra come era presentata la situazione c’erano tutti gli elementi per pensare che ci fossero dei presidi, invece sono dei normalissimi punti di vendita.

      Pensa che roba… e così come ci sono caduto io in errore, vedrai che altri pure lo avranno pensato…

    4. Ti ho risposto più sotto invece di qua, comunque gumbo ha specificato bene com’è la situazione.

  4. Salve con questa notizia, rinnovo il mio sconcerto per la mancanza della PIZZA e parlo di quella di alta qualità tradizione italiana e regionale, che in Italia, come sappiamo, ha varie espressioni. Certo, non voglio dare addosso ne a Spizzico ne ad Autogrill, che sono cmq espressione di una pizza di qualità MA CERTAMENTE INDUSTRIALE è bene sottolinearlo (che diciamo pure che a volte è anche migliore di certe pizze che si dicono artigianali, ma che non hanno alcunchè di professionale. E allora chi rimane, rimangono purtroppo quei non numerosi ma neanche tanto pochi PROFESSIONISTI VERI SERI che si impegnano ogni giorno nel proporre un prodotto di alta qualità e digeribilità, che ogni giorno si sforzano nonostante tutto quanto il nostro sistema burocratico nazionale si possa inventare per intralciare il lavoro di questi uomini così determinati a proseguire sulla strada della PROFESSIONALITGA’ E DELA RICERCA DI TUTTI QUEI PRODOTTI, DI CUI SOLO UNA PARTE PRESENTE A TERRA MADRE, UNA TERRA A DIRE IL VERO NON PROPRIO ACCESSIBILE A TUTTI, IN MODO PARTICOLARE PER COLORO CHE SONO VICINI ALLA CORTE DI RE Carlo!!!
    Ed in conclusione vi dico che certamente la mancanza della pizza artigianale italiana di alta qualità che non e solo quella napoletana è una mancanza che si NOTA. Ma se gli organizzatori e la nuova Presidenza Slow nelle prossime edizioni volessero riempire questo vuoto che SI NOTA COSI’ TANTO, possono farsi un giro nel mio sito ed oltre che contattarmi, potrebbero anche contattare le altre associazioni presenti nel territorio, di cui quì il link: http://www.pizzabruzzodoc.it/?p=60 e chissà magari, dedicare un intero padiglione ai PIZZAIOLI PROFESSIONISTI ITALINI!!!

  5. bhe….oltre alla pizza all’appello mancavano, organizzazione, novità, freschezza, giovani….una vera delusione….un grande supermercato mal organizzato…..a questo punto vince Eataly…e certo che vince….e questo può far piacere a qualcuno….che l’imprenditoria debba e deve investire criticalmente io personalmente lo dico e lo vivo da ormai 10 anni….ma che l’associazionismo e la ricerca di base debba cedere il passo così no….io ne esco deluso…e non ci tornerò più!!!!

    1. Io di giovinastri che saccheggiavano gli stand ne ho visti fin troppi, ahinoi… 😉

      Comunque non sono assolutamente d’accordo nemmeno col resto, io mi commuovo tutte le volte che vengo al Salone del Gusto, mi piace incontrare i produttori, le persone, i volti, le cose buone. Il Salone è un grande scampolo di popolo.
      Questo io penso, io conto sempre i giorni che mi separano dal prossimo.
      Con cordialità!

    2. che saccheggiavano gli stand….non che presidiavano gli stand…esistono piccoli produttori giovani in italia che vengono sempre messi da parte, vuoi perchè non hanno soldi per partecipare e vuoi perchè ancora sono piccoli, molto piccoli…e slow questi dovrebbe ricercare…basta co sti cannoli siciliani in tutte le salse, e i panini con la porchetta….

  6. @ vincenzo
    Non sono assolutamente d’accordo, mai come quest’anno il salone é stato “vivibile”, molta meno ressa, nonostante i numeri sino a ieri sera davano 10% in più dell’anno scorso. Parlato con decine di produttori e tutti, dico tutti, erano più che contenti dell’andamento delle vendite ed anche dell’interesse verso i prodotti. Inoltre grande presenza di giovani, nonostante il prezzo, non proprio popolare.

    Si continua a scrivere di Spizzico, ma cosa CAVOLO c’entra con il salone del gusto????E spiegatemelo!

  7. Incredibile e paradossale. Non ci sono altri commenti, una cosa è certa in mezzo al casino gastronomico planetario che ci circonda troveremo sempre di che parlare 🙂

  8. @ marco
    e cosa sono i presidi? C’erano, come ci sono sempre stati. Mah, proprio non capisco.
    E questi produttori (dei presidi) campano forse con la poesia? Cos’é, sbagliato venderli e farli conoscere?

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