La frase del giorno | Sapere di sale


Il professor Ghiselli dell'Inran a proposito del sale

Confortato dal successo delle crociate per ridurre fumo, obesità, e uso dei grassi idrogenati, ieri, Michael Bloomberg, sindaco di New York, ha chiesto a ristoranti e supermercati di ridurre la quantità di sale nei piatti cucinati e nei prodotti alimentari. Secondo voi, chef o semplici golosi, ha fatto bene? Sì, è una decisione salutare. No, in fondo, il sale è il sapore della vita. Combinazione, la campagna anti-sale condivisa da Andrea Ghiselli dell’Inran che consiglia dose zero, mentre la percentuale italiana di sale aggiunto è del 36%, coincide con un momento fortunato per i cristalli colorati. Dalla prima fiera monotema (“Saltexpò”) alle nuove varietà, locali (sale di Mozia, sale dolce di Cervia) o esotiche (sale rosa dell’Himalaya, sale verde della Bretagna), la riscoperta del sale è una moda recente a casa come al ristorante. Nonostante nella pratica della cucina italiana il sale venga spesso sostituito dalle spezie e dagli odori.

Ma l’aumento delle malattie cardiovascolari e degli ipertesi lascia poco spazio alle mode. I medici cosnsigliano di ridurre il sale per combattere ictus e infarti. Tra di voi qualcuno lo ha fatto? Quali accorgimenti avete usato?

Non mettete il sale nell’acqua della pasta ma solo nel sugo? Condite le insalate con olio d’oliva aiutato da qualche spezia? Mangiate il pane “sciapo”? Niente più ketchup e alimenti già pronti?

Immagine di Chiara Bellasio.




56 commenti a “La frase del giorno | Sapere di sale”

  1. gianluca gianluca commenta:

    dose zero mi sembra veramente eccessivo e improponibile, diminuirne il consumo invece è un discorso che si può affrontare.

  2. Corrado Corrado commenta:

    Io riduco drasticamente il sale o non lo metto proprio, quando gli ingredienti sono saporiti di loro, oppure lo metto solo nel sugo e non nella pasta. In USA fanno spesso queste campagne (ricordo quella contro i carboidrati). Sono lodevoli e necessarie perchè l’incidenza di problemi legati alla cattiva alimentazione da loro è molto alta. Spesso però portano a paradossi e demonizzano alimenti che, invece, bisogna solo saper dosare. Parafrasando il nipote di Freud: “se smetti di bere, fare sesso e mangiare saporito non è che vivi di più e che la vita ti sembra più lunga”.

  3.  ColinMcKenzie commenta:

    A casa lo uso pochissimo, ma se vado da Uliassi mica me lo vorrete togliere, vero? :-)

  4. Lorenzo Lorenzo commenta:

    Ma fino a quando volete campare? 150 anni? Io sono contento se arrivo a 80! :-)

  5. gumbo chicken gumbo chicken commenta:

    Io non faccio nessuna di quelle cose, doso il sale seguendo esclusivamente le indicazioni delle mie papille.

    Anche perché ho costituzionalmente la pressione bassa, non sono sovrappeso, i valori degli esami del sangue sono tutti a posto – non vedo alcun motivo valido per sacrificare il gusto solo perché lo dicono quei tizi!

  6. Fabio Fassone Fabio Fassone commenta:

    Io, per esempio, ho ridotto da tempo il consumo di sale. Il cloruro di sodio fa male, non ci sono dubbi in proposito. Diciamo che il sale entra di diritto in quella classifica di cose che, mangiandone o bevendone in eccesso, l’impatto sulla salute può essere importante. Dico sempre che, per fare un esempio banale, mangiare troppo formaggio fa male. Le organizzazioni mondiali che si occupano di salute affermano che 5 grammi al giorno – di sale – è la soglia da non superare. Pesatene 5 grammi e ditemi voi se, giornalmente, ne usate di più per i vostri condimenti. Ma allora come si arriva a consumare anche 12, 13 grammi al giorno sviluppando o incrementando quelle patologie mediche tipiche come ipertensione, rischio d’infarto, ecc. ecc? Bene, il cloruro di sodio è massicciamente presente in tutte le tipologie di scatolame, cibi precotti, buste varie, minestre liofilizzate, dadi da brodo, tubetti, tubicini e quant’altro. Il mio parere è che su tali prodotti è necessario limitarsi, a fronte di una dieta più sana e interessante. Il Sindaco di NY, in questo caso e vista la cultura alimentare del suo popolo, ha sacrosanta ragione. In fondo tra mangiare bene e mangiare male la differenza può essere anche molto piccola, e un pizzico di buon sale marino integrale ci sta tutto a sottolineare un buon ingrediente. E’ evidente: quei soggetti che presentano patologie mediche dove il cloruro di sodio è protagonista, devono limitarne o azzerarne il consumo. Seguano dunque tutte le indicazioni del loro medico curante. Per tutti gli altri invece, inserite l’uso del sale nell’ambito di una scelta e una dieta pensata consapevolmente. Come per tutti gli altri ingredienti. Rinunciarci del tutto non ha senso, nemmeno sul piano della salute. Poi, last but not least, incominciamo a pensare al sale come ad un ingrediente fondamentale alla stregua di tanti altri. Ciò significa, anche in questo caso, scegliere una materia prima di qualità, privilegiando sali marini integrali da quelli industriali, di miniera e raffinati. Su questo tema trovo che oramai la sensibilità sia molto alta, anche grazie al progetto SALTEXPO che ha sempre investito in questa direzione, cercando di comunicare e promuovere un nuovo modo di intendere il sale. Un’ultima parola per quanto riguarda i “sali gourmet” provenienti da varie saline sparse in tutto il mondo. Sono sali interessanti, che presentano composizioni diverse, colori diversi, consistenze diverse e, in alcuni casi, sapori diversi. Sul piano della salute, sempre sale è, dunque l’uso segue le solite regole. Per il resto, vale la pena divertirsi e provarli in vari abbinamenti. Possono contribuire certamente a nuove sensazioni gustative!

  7. TheBigFood TheBigFood commenta:

    Io al sale, non ci rinuncio!
    Anche percè da uando ho scoperto le sue varietà,come il Sale grigio di Bretagna (http://thebigfood.wordpress.com/2010/01/11/sale-grigio-di-bretagna/)non ne posso veramente fare a meno!

  8. butter_fly butter_fly commenta:

    il problema è che, per ridurre il sale, molta gente dovrebbe imparare a cucinare. non dico di diventare tutti degli artusi, ma un minimo sì, dai. in questo modo anche i compratori di tubetti, scatolami, buste e premasticati ne guadagnerebbero: in salute e denaro.

    • Fabio Fassone Fabio Fassone risponde:

      in un certo senso hai ragione. Però la gente spesso è meno ottusa di quanto si possa pensare. Basterebbe spiegare – e posso citare mille esempi positivi – due cose in croce sull’uso del sale:
      1) usare sempre sale marino integrale proveniente da acqua di mare (reperibile in tutta la grande distribuzione ad un costo decisamente sostenibile);
      2) rispettare la naturale sapidità e mineralità degli ingredienti: saper usare il sale significa anche NON usarlo quando NON serve;
      3) sughi, brodi, tutto ciò che è liquido e che in cottura si restringe deve essere salato all’ultimo istante. Mettere una manciata di sale nel brodo a inizio cottura significa trovarsi irrimediabilmente con il brodo salato;
      4) se è necessario salare a crudo, o a piatto già impiattato, provate a usare anche solo un grano di sale grosso. Cristalli più o meno grossi/fini contribuiscono a dare consistenze diverse al piatto;
      5) evitate di usare insaporitori, cioè sali industriali mischiati a inutili erbe secche o spezie varie. Piuttosto prendete un piccolo mortaio, due grani di sale grosso, un grano di pepe intero, una buccetta di limone, erbe aromatiche, pestate e usate direttamente la vostra miscela profumata. Cambia la vita del piatto con un piccolo gesto e potete creare il vostro “blend” a seconda del piatto.
      :-)

  9. TheBigFood TheBigFood commenta:

    Io al sale non poteri mai rinunciare!
    Da quando poi ho scoperto il Sale grigio di Bretagna (http://thebigfood.wordpress.com/2010/01/11/sale-grigio-di-bretagna/)non ne posso veramente più fare a meno.

  10. gianluca gianluca commenta:

    secondo me, in tutti questi sermoni del salutismo alimentare, ci si dimentica di un fattore fondamentale del rapporto uomo-cibo, ossia la componente emotiva dell’uomo.
    i disturbi alimentari più gravi (anoressia, bulimia, allergie, ecc…) partono sempre da qualcosa di psicologico e non di fisico. per cui ok che certi alimenti non fanno bene, ma anche mangiare solo piante non credo che faccia bene alla nostra anima.
    credo che sia necessario avere un rapporto più umano e rilassato con il cibo, non bisogna passare dal “mangio tutte le schifezze del mondo senza sapere cosa mangio” al “mangio solo piante e tutto il resto fa male”.
    la soluzione credo che stia nell’equilibrio tra i vari alimenti. i grassi animali per esempio non fanno bene, ma anche toglierli completamente dalla dieta non è corretto e potrebbe creare più problemi che altro.
    oltre a questo, il cibo deve anche dare emozioni, deve essere un piacere. per cui i peccati di gola sono secondo me necessari, non vanno fatti tutti i giorni ok, ma comunque fanno bene all’anima, e quindi secondo me anche alla vita.
    con equilibrio e moderazione ok, ma il divieto assoluto non lo concepisco.

    • Fabio Fassone Fabio Fassone risponde:

      Gianluca, sono assolutamente d’accordo. Però farei una sana distinzione tra persone che in linea di massima non hanno problemi di salute (e che devono solo stare attente) e persone che presentano patologie più o meno gravi associabili a disturbi alimentari. In questo ultimo caso la “mano forte” può essere necessaria e trovo che sia insidacabilmente giusto lasciare la parola ai medici curanti.

  11. eggi eggi commenta:

    c’è chi lo chiama il “killer nascosto”, perché si trova dove meno te lo aspetti. 1500 morti all’anno ( per lo più infarto ) ogni 10/12 mln di campionamento.
    I cibi preconfesionati e il pane utilizzano eccessive quantità di sale nella trasformazione/esaltazione del gusto
    Il sale, nella giusta dose assimilabile quotidinamente dall’uomo, é già presente in natura nei cibi che consumiamo e ‘non dovrebbe mai essere aggiunto’

    • Fabio Fassone Fabio Fassone risponde:

      Eggi, dipende da che cibi consumiamo. Certe volte i sali minerali contenuti naturalmente nei cibi non sono sufficienti. E anche in questo caso si rischiano patologie “interessanti” dal punto di vista medico. Last but not least, i casi di infarto che citi tu non sono esclusivamente imputabili al consumo di solo sale. Le cause concorrenti sono spesso molteplici, complesse e sicuramente il cloruro di sodio/sale ne è parte in causa.

  12. Ivan Pasinato Ivan Pasinato commenta:

    Annullare totalmente il sale aggiunto mi sembra esagerato e improponibile. Ridurne l’utilizzo può essere concepibile, poichè dipende da quello che andiamo a salare. Ci sono materie prime o particolari tipi di piatti che sono già saporiti di suo in quanto ricchi di aromi e profumi che possono anche non essere esaltati dal sale, ma in altri casi l’uso del sale mi sembra proprio necessario, si pensi per esempio a una semplice insalata verde, o a un sugo semplice di pomodoro. Pensiamo anche a una zuppa di fagioli. Sono degli esempi che mi vengono in questo momento, ma la lista è abbastanza lunga.

  13. Chiara Chiara commenta:

    Il messaggio drastico della “dose zero” credo abbia una precisa funzione: quello di far diminuire “almeno un pò” il consumo di sale in eccesso. Mi spiego meglio con un esempio della mia vita quotidiana: mia suocera, oltre a mangiare cibi precotti, aggiunge una quantità spropositata di sale nei piatti che cucina. Credo che sia talmente assueffatta da considerare una cosa buona solo se salatissima. Come lei, tante altre persone ne ridurrebbero l’uso solo sentendo annunci del tipo “il sale è un veleno” (simile alla campagna anti-zucchero) arrivando forse ad un consumo moderato. Per chi ha già la sensibilità per il sapore originale di buone materie prime e verso la sua salute è la scoperta dell’acqua calda :)

  14. Nicoletta Nicoletta commenta:

    Eliminare del tutto il sale lo trovo assurdo: la funzione del sale in cucina è quella di “legare” tutti i sapori, di armonizzarli l’uno all’altro. Senza di esso non si ottiene la stessa piacevole sinfonia gustativa che invece caratterizza il (buon) cibo con un po’ di sale. Non dimentichiamo poi che il nostro corpo contiene naturalmente sale (mai assaggiato il proprio sudore?) che è di vitale importanza per alcune funzioni corporee e che perdiamo in vari modi, primo fra tutti la sudorazione. Per carità, è vero che con la dieta media di qualsiasi paese occidentale si assume molto più sale di quanto sia quello previsto dal fabbisogno quotidiano però direi che eliminarlo è un vero e proprio suicidio gustativo. Ridurlo, quella sì che mi sembra una cosa sana da fare.

  15. brifazio brifazio commenta:

    Senza commentare ulteriormente la boutade di eliminare del tutto il sale da cucina dalla dieta perché già contenuto nei cibi, mi piacerebbe capire da Fabio Fassone che cosa intende con questa frase:
    “Cristalli più o meno grossi/fini contribuiscono a dare consistenze diverse al piatto”.

    • Fabio Fassone Fabio Fassone risponde:

      La differenza dei “cristalli di sale”, la loro forma e la granulometria sono la vera “variante” di sapore. Per esempio, cosa semplice da provare, puoi usare un sale grosso e poi pestarlo per ottenere grani più piccoli, fino ad arrivare alla consistenza del sale fino. Oppure cercare diverase tipologie di sale: in fiocchi, in grani, in cristalli vuoti dentro, in fiocchi a forma di piramide, ecc. ecc. Sono consistenze diverse che aiutano i piatti ad esprimersi in maniera differenziata.

      • alfredo alfredo risponde:

        Meglio il pepe.
        Il sale serve per salare cioè insaporire.

        Esempio: Ho provato a fere salami con sali differenti… poca differenza anzi uguale. E così vale per il pane e focaccia.

        Se si vuole auitare le pietanze ad “esprimersi in maniera differenziata” esiste il pepe e altre spezie.
        NON ESAGERARE PER0′!

        • Bruno Stucchi Bruno Stucchi risponde:

          Il sale è un conservante. Le spezie no. Il formaggio, per esempio, non è che un modo per conservare il latte salandolo.

          • alfredo alfredo risponde:

            Giusto, è anche un conservante, e tante altre cose utili in cucina e non in cucina.
            Difatti i salami si chiaman così proprio così dall’operazione di salatura che serve a conservarlo oltre che ad insaporirlo, il pepe serve per speziarlo, come l’aglio.
            Per quanto riguarda l’uso di sali differenti, è solo una moda passeggera, tipo quella delle senapi, o del pepe rosso-rosa-verde ecc.. ecc…
            Il sale, se dovete usarlo ancora sopra una pietanza, usate, magari quello iodato, magari un Halen Mon.

      • brifazio brifazio risponde:

        Ho presente le diverse tipologie, ma i cristalli non si sciolgono a contatto con una materia calda e umida?
        Pensavo che le differenze nel piatto riguardassero esclusivamente i profumi e i sapore, non l’aspetto tattile, ma probabilmente non ho ancora capito.

        • Fabio Fassone Fabio Fassone risponde:

          No Brifazio, diciamo che solo i migliori Fleur del Sel si sciolgono a contatto con l’umidità del piatto. Gli altri sali tendono a mantenere le differenze dei cristalli. Diventa interessante dunque sfruttarli per dare “consistenze” e “salature” differenti.

          • brifazio brifazio risponde:

            Quindi i cristalli scricchiolano tra i denti? Questa cosa si può notare in alcune preparazioni dolci, per quasi tutti gli altri piatti non sono convinto, per esempio quando aggiungo un po’ di sale macinato grosso sulla bistecca appena tolta dalla brace – sempre quando ce lo metto – questo tende a sciogliersi in poco tempo, i frammenti più grossi li evito, li scanso, non li gradisco in bocca.

  16. Maurizio Maurizio commenta:

    A casa abbiamo ridotto drasticamente il sale,anche perchè molti ingredienti sono di per se saporiti,oppure si aggiunge qualche spezia o magari limone nell’insalata.
    Inoltre, come gia scritto sopra , bisognerebbe imparare a cucinare e comprare prodotti di qualità perchè spesso il sale viene usato per coprire l’assenza di sapore

  17. Bruno Stucchi Bruno Stucchi commenta:

    Se un iperteso pensa di risolvere la sua patologia solo riducendo il sale è su una brutta strada (Salaria..). Il sale è indispensabile all’organismo, e da sempre l’uomo (e non solo: capre, mucche ecc) lo usa. L’eventuale eccesso di sale viene eliminato con le urine. La mancanza di sale provoca, quasi sempre, fastidiosi crampi notturni che vengono spesso atribuiti a problemi circolatori (falso); chi pratica sport intensamente deve riportare il livello degli elettroliti a valori normali assorbendo bevande salate (Gatorade &Co). Chi assume (ipertesi) il solito mix di atenololo + diuretico vede compromessi i volori degli elettroliti, e quasi sempre si sospende il diuretico, per evitare l’eccesiva perdita di sale.
    Il sale NON è la causa dell’ipertensione: NON esiste nessun studio CLINICO he lo dimostri.

  18. Fabio Fassone Fabio Fassone commenta:

    Caro ALfredo, con Massimo Spigaroli dell’Antica Corte Pallavicina (credo che non ci sia bisogno di credenziali per il suo lavoro) abbiamo fatto un’esperimento: strolghini (salame di culatello) fatti con sali differenti provenienti da diverse saline. La cosa era molto scientifica: peso dell’impasto e peso del sale sono stati mantenuti uguali, così come luogo e periodo di stagionatura. Cambiava solo la tipologia di sale, 6 sali differenti appunto. Abbiamo presentato, su invito di SLOW FOOD, il nostro lavoro in occasione del Salone del Gusto di Torino 2008 ad una platea di 80 persone selezionate tra le quali erano presenti i più “critici” degustatori professionisti di salumi. Bene, cosa di cui siamo molto fieri, il workshop è terminato con l’affermazione che i sei strolghini degustati presentavano caratteristiche organolettiche sostanzialmente differenti e che le carni assumevano sfumature di gusto anche molto lontane tra loro. Quanto sopra è verificabile sia tramite Massimo Spigaroli che attraverso Slow Food.

    • alfredo alfredo risponde:

      Bravo, e poi? Dunque avremmo dei salami che hanno delle sfumature salate di zolfo, o ferro, o affumicato, o di altre sostanze che si trovano anche in mare? E’ sicuro che sia una bella cosa per dei salami? Secondo me, no. E’ solo una moda, e come tutte le mode andrà a finire perchè dopo circa 6-12 mesi è vecchia.
      Comunque auguri per la sua attività! Vedo che ci crede anche parecchio.

  19. Valeria Giudici commenta:

    Dimentichiamo forse le malattie che erano diffuse sulle montagne dove il consumo di sale era 0? Il sale contenuto negli alimenti, soprattutto quando non si ha accesso al pesce, non è sufficiente.
    Il gozzo ad esempio è una delle malattie un tempo endemiche dovute alla mancanza di certe sostanze (in questo caso lo iodio contenuto in alcuni tipi di sale).
    Sono d’accordo quando parliamo di diminuire il consumo, ma eliminarlo mi sembra esagerato.

    • eggi eggi risponde:

      anche se é vero quello che dici é anche vero che ti riferisci sicuramente ad un periodo in cui gli alimenti confezionati non erano poi molto diffusi.
      e se OMS raccomanda un consumo inferiore ai 5 g di sale al giorno (pari a 2 g di sodio al giorno), é anche vero che il comsumo medio procapite europeo é di 8-10 grammi al giorno.
      perché se é vero che gli ingredienti devono essere sempre dichiarati, non vi è invece un obbligo d’indicare la quantità di sale presente in un alimento. nell’etichetta compare solo la dicitura “sodio”: ma 1 grammo di sodio equivale a ben 2,5 g di sale da cucina.
      100 gr. di pane confezionato da 2.32 a 1.38 gr di sale
      100 gr – esempio lasagna confezionata da 1.2 a 1.8 gr di sale
      100 gr di prosciutto cotto contengono il 1.8 gr di sale
      esiste inoltre una difefrenza internazionale nei valori prefissati rispetto a quella europea che salgono fino a 6 gr di sale/giorno.
      solo con 300 gr di alimenti arriviamo a 5 grammi senza mangiare altro.
      non essendo possibile eliminarlo da molti alimenti diffusi e che utilizzano gli esaltatori del gusto solo per una questione di mercato é sicuramente utile una forte riduzione del consumo.
      Il 35% delle morti a causa di una scorretta aliemntazione sono dovuti alle patologie dpovute ad un alto consumo di sale: pressione sanguigna, malattie cardiovascolari, tumori allo stomaco, osteoporosi, cataratta, calcoli renali e diabete.
      dati Pierre Meneton autore del libro ‘Le sel’ edizioni Favre

      • Bruno Stucchi Bruno Stucchi risponde:

        Premesso che penso che se una cosa la dice l’OMS è quasi sicuramente una corbelleria (vedi Mucca Pazza, SARS, aviaria, H1N1.. devo continuare?) l’afffermazione “ma 1 grammo di sodio equivale a ben 2,5 g di sale da cucina” è una minchiata stratosferica! Mai toccato del vero Sodio (Na) metallico a mani nude? Prova a mangiare 1 g di Na, poi, se sopravvivi, ce lo racconti?
        “Il 35% delle morti a causa di una scorretta aliemntazione sono dovuti alle patologie dpovute ad un alto consumo di sale: pressione sanguigna, malattie cardiovascolari, tumori allo stomaco, osteoporosi, cataratta, calcoli renali e diabete” Altra cazzata che ti sfido di DIMOSTRARE con prove CLINICHE, non epidemiologiche. La tua è la classica affermazione a priori che non si può né smentire né confermare, perché priva di senso. Riparti, senza passare dal via.
        Per il resto: da anni -prima che diventasse una moda- collezziono sale da cucina, e ovunque vada, ma ne procuro qualche sacchetto souvenir. A tutti gli amici che girano il mondo, dalle Maldive a Rovaniemi, raccomandoloro di portarmi a casa del sale locale. Ne ho un armadio pieno. Bene, per divertimento ho fatto dei test casalinghi, “double blind”, con amici e parenti. In generale, tutti concordano che si tratta di sale, più o mono amarognolo, ma che sempre sa -guarda un po’!- di SALE! Non sforziamoci di attaccare il manico e fare pessima letteratura e figura come i sommelier. Piantiamola di fare i raffinaty uso Style.
        P.S. Ribadisco: il sale NON è la causa dell’ipertensione; sarebbe troppo facile.

        • Fabio Fassone Fabio Fassone risponde:

          Bruno, che il sale sa di sale…beh, meno male che non ci son dubbi. Però, e di test con amici e non ne ho fatti molti, fai assaggiare un sale fino di miniera, un fleur de sel de camargue, un Murray River, e un Bali e poi dimmi se non trovano differenze…

          • Bruno Stucchi Bruno Stucchi risponde:

            Ho, come dicevo, un armadio pieno di sale, collezionista per curiosità chimica prima che gastronomica. E, se fa piacere, confermo che ogni sale ha un gusto leggermente diverso; diversità dovuta alla presenza di imputità varie, anche in quantità minime. Ma, non disponendo (ancora, e per il momento, ma sto provvedendo) di uno spettroscopio domestico, non posso che ribadire che il sale, da qualsiasi latitudine arrivi, sa di sale. E, per i raffinati, confermo che anche due confezioni identiche dello stesso sale, di stessa provenienza, ma con diverse date di confezionamento hanno sapidità differente. Ma, in pratica, per la cucina quotidiana, tutto ciò è irrilevante.
            Se poi su questo si vuol fare pessima letteratura da sommelier rurale, va bene, accetto il gioco. Ma è un gioco.
            P. S. Cerco disperatamente un bel monocristallo di salgemma. Non importa la provenienza, ma deve essere autentico e non fatto in casa.

        • eggi eggi risponde:

          Bruno io ti ho citato anche la fonte delle mie informazioni. non voglio perennemente entrare in polemica con te, ma il problema non é il concetto di sale ‘che usiamo consapevolmente’ e che tutti conosciamo e organizziamo, ma il dato su alcune scelte industriali, industriali, industriali.. che aumentano gli esaltatori di sapidità in migliaia di prodotti pre-confezionati. un’importante azienda é stata multata per le quantità ‘non convenzionali di esaltatori del gusto’ ed entro il 2011 dovrà diminuirle notevolmente pur sapendo che perderà una considerevole quota di mercato.
          tra le percezioni del gusto primarie … il salato e l’umami sono tra le più complesse e la loro classificazione non può essere considerata mai esclusiva. poi, che il sale sappia di sale non mi pare una grande riflessione anzi, si differenzia notevolmente a seconda del luogo di provenienza. Fassone é certamente più competente di me e di te.

          • Bruno Stucchi Bruno Stucchi risponde:

            “un’importante azienda é stata multata per le quantità ‘non convenzionali di esaltatori del gusto’”. Ecco. Referenze? Dove? Come? Quando? Da chi? Con quale risultato?
            Fonte? “La Settimana Enigmistica” o “Chi”?
            Sulle maggiori riviste tecniche food disponibili in Internet, la cosa non risulta. Altra balla metropolitana. Ma consolatoria per i little chicken. Una balla, anche se ripetuta spesso rimane una balla.

          • Nathan Birnbaum Nathan Birnbaum risponde:

            vedi Bruno Stucchi, il tuo problema sono i punti interrogativi. l’utilizzo di internet e la ricerca non é poi così complicata … dai…affina la ricerca che ce la puoi fare…

          • eggi eggi risponde:

            mi era rimasto il nick di una citazione .. il commento é mio

  20. Esp Esp commenta:

    Un certo Gesù ha detto che il cibo senza sale non sa di niente…e io mi fido :)

  21. [...] mondo è in preda a un’impetuosa smania di vietare. Settimana scorsa il sindaco di New York si schierava contro il sale, indiziato numero uno nella lotta all’ipertensione. Oggi la lista di proscrizione alimentare [...]

  22. Teddy Teddy commenta:

    La mia famiglia si alimenta con pietanze cucinate SENZA SALE AGGIUNTO, ci abbiamo guadagnato tutti in salute, qualità del cibo e gusto. La dose di sale necessario per il nostro organismo è di circa 1.5gr. giorno che tranquillamente superiamo mangiando carne pesce pasta verdure ecc.
    Quando mangio pietanze salate perdo il gusto del cibo, bevo a senza limiti per frenare l’anormale arsura e soprattutto la mia pressione va alle stelle. Un saluto a tutti

  23. [...] assistito alla guerra ai fast food, ora Bloomerg, il sindaco di New York torna alla carica con la lotta contro l’eccesso di sale. Come dire, meglio tardi che [...]


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