di Massimo Bernardi | mer 22 giu 2011 ore 15:44
maturità 2011
Tema: Siamo quello che mangiamo? Svolgimento

Delle due una, o ci trastulliamo fino a pomeriggio aspettando gli editorialisti dei giornali, o il commento a “Siamo quello che mangiamo?“, tema d’italiano (ambito socio-economico) che ha aperto l’esame di maturità 2011 ce lo facciamo da noi. Del resto, abituati a sopraccigliare un giorno sì e l’altro pure di 1) Slow Food, 2) colesterolo funebre, 3) dieta mediterranea, 4) bocconi smozzicati al pc, farlo è un nostro preciso dovere morale.
Così, dopo la prima serata su Canale 5, cibo & cucina conquistano gli esami di maturità con un tema bello e abbordabile (davvero l’ha scelto la Gelmini?) su come mangiamo tra vita sedentaria, politica del piatto e abitudini scorrette.
Nel materiale a supporto degli studenti un duetto Petrini-Rifkin, con il j’accuse del papà di Slow Food contro chi scambia il prezzo del cibo per il suo valore, un articolo di Repubblica sui troppi peccati di gola che commettiamo (ancora Repubblica, non è che la Gelmini mi è diventata comunista?), un brano dal sito dell’Unesco sulla dieta mediterranea come best. dieta. evah., e un post (uh, possibile?) sugli effetti negativi del mangiare davanti al computer.
Okay, vi lascio, prima però una domanda. Credetemi, ho pensato a quanto sto per scrivere, non è bassa vanzinità barzellettara. Anche per voi, il momento di introdurre nella scuola dell’obbligo lezioni di materie gastronomiche, è finalmente arrivato? O io sono in delirio d’onnipotenza?
[Crediti | Link: Repubblica, Dissapore, Unesco, Leonardo. Immagine: Repubblica]
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8 commenti a Tema: Siamo quello che mangiamo? Svolgimento
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sarebbe ora. non vedo uno scarto d’importanza abissale tra sapere la data e l’ora precise di inizio della prima guerra punica, e sapere cosa il bambino sta infilandosi nello stomaco trangugiando quel sacchetto di pseudopatatine.
anzi, forse lo vedo…
So che l’autocitazione è la “volgarità risolutiva”, per usare un termine che che prediligi, ma la tua domanda finale mi impone una risposta: siamo almeno in due, caro Massimo. Il Liceo Classico-Alimentare “Arcimboldo”ⓒ is the new loud! http://bit.ly/Arcimboldodl
magari un po’ di storia gastronomica (visto che va di pari passo con la cultura), scelte agroalimentari e via discorrendo…
appoggio in pieno la mozione!
Ah! : il crudo e il cotto ….
Alzo due mani a favore di lezioni di materie gastronomiche nelle scuole dell’obbligo! E compiti a casa anche per i genitori..!!!
Per affrontare il tema in maniera davvero completa, mancava però un riferimento al messaggio “mangia!mangia! – dimagrisci!dimagrisci” di cui facciamo indigestione mediatica. Di cibo se ne parla dovunque, ne abbiamo una disponibilità infinita (sia materiale che mediatica), però resta sempre uno strano amaro in bocca nel vedere il diabolico balletto di successioni tra programmi di food e messaggi pubblicitari di diete e prodotti dimagranti. E la qualità del cibo, inteso come relazione con noi stessi, la terra e gli altri, è materia non ancora sufficientemente raccontata…non vi pare? Ci sono ancora troppe persone, donne in particolare, che il cibo lo odiano, lo considerano un nemico. purtroppo..
io mi sono chiesta se proprio fosse necessario cavalcare la moda del cibo ovunque, persino in aula di esame. ma davvero i ragazzi se ne interessano? ma davvero si documentano? sono completamente d’accordo a introdurre nella scuola dell’obbligo la materia. alla mia “epoca” c’era merceologia. e qualcosa di importante me lo insegnarono. forse avrei anche potuto farci un tema.
secondo me sarebbe ora di inserire l’insegnamento di queste materie a scuola
ieri ho visto qualche minuto agghiacciante di jamie Oliver in una scuola in Usa dove ha fatto vedere a bambini di 6 anni pomodori, patate ecc. e non sapevano cosa fossero, meno che mai che diventassero chips o ketchup
secondo me da noi non manca molto, con tutte le porcherie gia’ pronte che ci sono in vendita!