di | gio 01 dic 2011 ore 10:50
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decessi

Tiziano Ferro e Alberico Nunziata fidanzati: il giorno in cui il gastrofanatismo è morto

Immagino un esame in uno di quei corsi fucina di velleitari gourmet, una roba tipo Master di giornalismo gastronomico, in cui, in un prossimo futuro al corsista venga chiesto in che giorno è morto il gastrofanatismo. Lo studente risponderà con la data dell’altro ieri, quando in un’intervista a Vanity Fair, il cantante confidenziale Tiziano Ferro ha lasciato intendere l’identità del suo fidanzato: Alberico Nunziata, già concorrente di Masterchef Italia.

V.F. Come passa il tempo con gli amici?
T.F. Abbiamo i nostri piccoli appuntamenti, anche un po’ cretinotti. Per esempio, al mercoledì ci riuniamo da me per vedere Masterchef. Ci troviamo in sette, otto, e io cucino qualche piatto ispirato alla puntata precedente. Inoltre abbiamo fatto una scommessa sul concorrente che arriverà in finale. Chi indovina vince una cena. Chi, invece, ha scelto uno chef che viene eliminato nelle prime puntate deve fare una penitenza: stare un minuto con una palata di ghiaccio nelle mutande”.
V.F. Sta scherzando?
T.F. No. E proprio nella scorsa puntata hanno eliminato il “mio” concorrente, quindi mi toccherà la palata. Ho già preparato i sacchettini di plastica con i cubetti per rendere la cosa meno atroce.

All’intervista, il sito del Corriere ha fatto seguire un trafiletto già in odore di Pulitzer per la capacità del giornalista di significare il suo spirito: “Di sicuro, i due in comune hanno una cosa: in passato sono stati entrambi obesi. Ed ora, entrambi, sono in perfetta forma”. Battutona.

E dov’era ieri sera Alberico Nunziata, mentre la marea montante del gossip lo inseguiva su Facebook, Twitter e ogni altro socialcoso? Qui, su Dissapore, a seguire Masterchef attraverso il liveblog di Sara Porro, come il resto di noi ormai entrati nel tunnel, incapaci di resistere alla nuova dipendenza. Confuso tra gli altri c’era anche un lettore, ancora inconsapevole che il suo commento avrebbe istillato in noi il dubbio più agghiacciante: il gastrofantismo è morto?

Mah! Dopo 10 puntate di Masterchef l’ovvia conclusione è che la cucina non è roba da uomini: tra chef e concorrenti rimasti trovare qualcuno cui non piace il coso è difficile. Stesso mondo della moda.

A parte una certa insofferenza, non sono le venature macho di questo commento che mi intriscono. Quanto la percezione che, deformato da decine di casi patologici sempre in Tv a giocare a tegamini, vip bimbiminkia pronti a salire sul carro del vincitore, milioni di libri venduti su ricette precarie e solo vagamente commestibili, e ora, il seguito omo inevitabilmente pubblico, per il movimento culturale che plasmato l’ultimo decennio, ovvero il gastrofanatismo, sia ormai arrivata l’ora del decesso.

Non più il prodotto di una cultura millenaria e segno incontrovertibile di gente capace di godersi la vita, ma un surrogato, una caricatura sempre al confine con la barzelletta. Vedi alla voce moda.

Ho solo mangiato pesante o possiamo certificare l’era gastrofanatica come roba da negozio di modernariato? Vogliamo chiudere questa spinosa faccenda una volta per tutte?

[Crediti | Link: Corriere.it, Dissapore]

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148 commenti a Tiziano Ferro e Alberico Nunziata fidanzati: il giorno in cui il gastrofanatismo è morto

  1. semplicemente, il gastrofanatismo è diventato mainstream. Via dai club scuri e fumosi, dentro i palazzetti se non direttamente allo stadio. Più soldi per tutti, anche per tanti costretti per anni al volontariato, ma per fare i parcheggi necessari bisognerà buttar giù qualche albero.

  2. avatar stefano

    oh mio dio sono iscritto a corsso di cucina!che sia un adescamento
    in piena regola?mutande di ferro?

  3. avatar gianluca

    ma nell’intervista dice che il suo fidanzato non ama vivere sotto i riflettori….un pò strano per un concorrente di masterchef. ma siete sicuri che sia lui?

  4. Non ho capito bene il collegamento tra Tizianone, Alberico e la morte del Gastrofanatismo. Discorsi troppo alti per me.

    • ecco siamo andati in contemporanea… mi sa che siamo entrambi un po’ tardi :-)

    • avatar gianluca

      il paragone infatti è un pò forzato ma credo si riferisse al fatto che troppo show riguardo al cibo va a ledere quello che dovrebbe essere il soggetto, ossia il cibo, a favore del contorno.
      da qui, la morte del vero gastrofanatismo, teoria condivisible o meno ;-)

      • Ma a questo punto la domanda e’ se il voyerismo, per quanto sarcastico degli utenti, notoriamente gastrofanatici, di dissapore verso masterchef generi la suddetta morte.
        Perche’ masterchef non e’ una trasmissione che immagino sia seguita da una persona appassionata di cibo e cucina, o almeno se la segue, non e’ per questa passione…

        • avatar gianluca

          masterchef però è caso anomalo in quanto è show ma è anche rispettoso per la cultura del cibo: giurati stellati, bei piatti, fatica, sudore, materie prime fresche, niente surgelati, niente surrogati, ecc…..
          non è un caso che su dissapore ci sia il liveblog di masterchef e non quello della parodi, per fare un esempio, credo.
          quando Massimo parla di morte del gastrofanatismo, credo che più che altro si riferisca a questo “milioni di libri venduti su ricette precarie e solo vagamente commestibili”.

      • certo pero’ … se il paragone fosse quello … la f..a sarebbe morta da secoli

        f.to
        un poeta

  5. Mi sa che sono tardo… ma quale e’ il collegamento tra il del fidanzamento e la morte del gastrofanatismo? Non e’ che il successo del live blog di masterchef su dissapore lo renda qualcosa di diverso dagli altri reality in tv. Continua a non avere niente a che fare con il mondo del cibo e della cucina, quindi continuo a non capire perche’ uno che fa un reality si fidanza con un cantante neo melodico che dice che gli piace cucinare, dovrebbe inficiare qualcosa con la nascita, la vita o la morte del gastrofanatismo.
    Me lo spiegate? giuro che e’ curiosita’ non polemica

  6. avatar Marta

    non so come dirvelo… ma Ferro a DeeJay ChiamaItalia ha appena negato di avere una relazione con Alberico…
    Fate Vobis

  7. avatar Doddy

    Mentre scrivevo il mio sgomento in una parola,molti si sono chiesti la stessa domanda!!!
    PERCHè LEGARE TUTTO CIò???
    Bah…?
    E a chi ha fatto quel bel commentino durante il liveblog,vorrei dire che il gastrofanatismo e l’alta cucina NON C’ENTRANO NIENTE con i gusti sessuali(se questo NON fosse già palese…)
    La moda?Cosa c’entra?
    TRISTEZZA…

  8. avatar icarus.mi

    IL gastrofanatismo, come tutti i movimenti e le “mode” elitari, tende a perdere il suo “appeal” non appena diventa preda della massificazione. Che sia elitario non c’è dubbio: chi può affinare il palato con vini da cento euro a bottiglia per accompagnare menù degustazione da 150 euro in su. Pochi.
    Ovvio che la massificazione comporta poi una decadenza: potrà mai una ricetta della Parodi, anche purificata dai Mars o dai surgelati, raggiungere le vette di Bottura o di Cerea?
    Allora si può solo concordare: il gastrofanatismo è morto e sepolto. Quello vero. Quello che rimane è un surrogato!!!!

    • avatar gianluca

      “Ovvio che la massificazione comporta poi una decadenza”
      non è vero secondo me, o almeno, non in maniera assoluta.
      se la massificazione porta da un certo lato decadenza, è pur vero che da un altro lato porta anche nuove idee e può aprire strade fino ad oggi magari impensabili.
      un movimento che perde appeal solo per il fatto di non essere più elitario allora è un movimento frivolo, in cui l’appeal non riguardava probabilmente la sotanza, o almeno, non solo.
      io credo che la critica non sia da fare contro la massificazione del fenomeno in sè, piuttosto contro la banalizzazione dello stesso.
      due concetti simili ma differenti.

      • avatar icarus.mi

        Non credo di essermi spegato fino in fondo. La mia non è una posizione snobistica. Certi “movimenti” come li abbiamo definiti sono intrinsecamente snaturati se massificati. Il teatro allo stadio avrà il pregio di “massificare” la conoscenza dell’opera lirica o di Goldoni, ma non è più teatro. Non è colpa di nessuno. Una cucina come quella di Craco se la porti in una caserma di 2000 persone non è più la stessa cosa.
        La natura stessa del fenomeno rende impossibile lamdiffusione estrema

        • avatar Me Medesimo

          Però se la conoscenza di un piatto di Cracco si diffonde e riescono a replicarlo in casa invece che 200 gastrofanatici appassionati, 20.000 persone che ogni tanto vogliono mangiare qualcosa di diverso dal solito e fuori degli schemi classici, per me è cosa buona.

          • avatar gianluca

            esatto, non è vero che il cibo decade se si massifica. anzi la diffusione della cultura è positiva.
            semai è il ristorante stellato che non deve essere decontestualizzato diventando di massa, ma non per un discorso classista, ma perchè è proprio nella sua natura quella di non esserlo. ed è ovvio che la degustazione di piatti ricercati sia in quel contesto più soddisfacente.
            insomma, nessuno si mangierebbe il crudo di orata su croccante di nocciole in curva sud. ma se uno impara a cucinarselo a casa, perchè no. dovrebbe essere questo il fine della massificazione della cultura, non quella di servire piatti stellati in una caserma.
            ;-)

          • avatar icarus.mi

            Girate intorno al problema con sofismi inutili. Nessuno può replicare alla perfezione i piatti di Cracci o di Bottura, altrimenti sarebbe Cracco o Bottura. I loro piatti nascono da anni di esperienze, non è solo tecnica e ingredienti. C’è una componente chiamata talento che non è riproducibile. Quello che fa la differenza tra un pianista e Pollini, tra un pittore e Michelangelo, tra uno scrittore e Dostoevskij. La cultura di massa è una bella cosa, la divulgazione una missione di chi conosce. Ma purtroppo alcune cose non possono essere clonate o riprodotte all’infinito senza perdere l’essenza della perfezione. Come la fotocopia di una fotocopia a lungo andare diventa nera e non potrà mai essere come l’originale.
            Ragazzi ho finito gli esempi. Spero di essermi spiegato (come disse il tovagliolo…..)

          • avatar gianluca

            scusa ma non capisco.
            se io suono la chitarra non posso provare a suoanre un pezzo di eric clapton solo perchè, è ovvio, non potrà mai essere – ma nemmeno lontanamente – come l’originale?
            è ovvio che gli originali non siano mai replicabili e il talento non sia vendibile, ma per fare un esempio se qualcuno prova a casa sua a cucinare il pesce come ha spiegato moreno cedroni a masterchef piuttosto che limitarsi a scaldare i bastoncini findus col microonde, bhe’ per me è solo un bene.
            o piuttosto che fare il mars fritto della parodi.
            cioè meglio che sia lo chef stellato a diffondere la cultura del cibo, nonostante l’elitarietà del suo ristorante, proprio perchè ha le basi per farlo, piuttosto che una mezza-velina che spaccia ricette trash deleterie.

          • avatar icarus.mi

            Ci stiamo allontanando dal tema. Ovvio che è giusto cercare di replicare i piatti dei grandi chef. Lo faccio ogni giorno, o quasi. E ancora più giusto educare i propri figli alla cultura del cibo. ma il punto era se è morto il gastrofighettismo. Se il gastrofighetto vero è quello che è in grado di riconoscere il tipo di nocciola nel crocante sotto l’orata, allora la risposta è una sola.

          • avatar gianluca

            forse è morto il gastrofanatismo e siamo entrati nell’era del gastrofighettismo.
            anche se io in realtà non ho capito ancora bene quale sia il limite esatto tra i due :-)

  9. In ogni caso props per l’uso del termine “cantante confidenziale”. E chissà che con il vuoto politico di questa era Tizianone non possa ripercorrere le orme di Johnny Gentle…

  10. avatar jade

    va bene tutto, ma perché dare altro spazio a quel commento sessista e ottuso?

    • avatar gianluca

      ottuso non del tutto secondo me. per esempio è innegabile che nella moda ci sia una percentuale di gay molto più elevata che in qualsiasi altro settore. e anche a masterchef forse. e probabilmente in generale nel mondo dello spettacolo.

      • avatar jade

        e quindi?
        ha davvero una valenza?

        • avatar gianluca

          in questo contesto forse si, perchè è un esempio della nuova percezione di massa che il cibo sta assumendo, frivola tanto quanto il mondo della moda.
          teoria condivisibile o meno, ma l’esempio secondo me ci sta.
          ;-)
          tenendo conto che fino a qualche mese fa, quando il boom mediatico era solo all’inizio, la cucina era solo “roba da uomini”, questo cambiamento di percezione post-show televisivo è sintomatico. non trovi?

          • avatar jade

            gianluca: era un commento sessista, machista e ottuso.
            la “frivolezza” associata a una preferenza sessuale è quanto di più retrogrado si possa sentire.
            manco al bar Sport, davvero. con rispetto parlando.

          • avatar gianluca

            hai sbagliato completamente l’interpretazione.
            la frivolezza non è riferita alla preferenza sessuale in sè ma al fatto che in una trasmissione di cucina l’interesse si sposti dal cibo alla preferenza sessuale, indipendentemente quale essa sia.

          • avatar jade

            non era il senso del commento da cui è partito questo circo

          • avatar gianluca

            per me si, forse sei tu ad averlo frainteso!
            leggi la Fumelli sotto, che lo spiega bene ;-)

          • avatar jade

            grazie del consiglio.
            ma ti faccio notare che poco sopra tu hai sottolineato che ci sono molti gay nello spettacolo e nella moda, ma mi sfugge ancora il fine di questa nota.
            cioè, cosa dimostra?

          • avatar gianluca

            il fine è dimostrare che il commento in questione non è secondo me ottuso e sessista, come tu l’hai definito, ma piuttosto realista.
            non trovo discriminante affermare che il mondo della moda sia pieno di gay, così come probabilmente quello dei concorrenti di masterchef. è la realtà. e il commento alla fine diceva esattamente questo.

            la frivolezza invece a cui alludo è quella del commento in sè, che per definire la cucina, si basa su “trovare qualcuno cui non piace il coso è difficile”, piuttosto che sul cibo. se avesse parlato di “patatina” invece che di “coso” sarebbe stato lo stesso.

            spero di aver chiarito meglio ;-)

          • gianluca , nel mondo dei film di Vanzina hai sicuramente ragione.
            Mi vedo già De Sica che ti da di gomito e pare con un “biiiiiiiiiiiip”

            La realtà per te è che la cucina è “in mano” a donne e uomini omosessuali (già anche le lesbiche sono fuori) perchè lo hai visto in TV a Masterchef?

            Ma dai. Dimmi che scherzi

          • avatar jade

            gianluca, quel commento va anche contestualizzato.
            era durante il liveblogging, e questo signore se ne esce con la sua sparata sessista che non aggiunge nè toglie nulla.

          • avatar gianluca

            @tyrser: non hai capito nulla. ovviamente no, ma se il messaggio che arriva alla massa è quello, significa che c’è qualcosa che non va. da qui la morte del gastrofanatismo, ossia l’attenzione che si sposta dal soggetto al contorno.

            @jade: sessista significa discriminante in base al sesso. occuparsi di cucina non lo trovo in nessun caso discriminante, per questo non vedo nulla di grave in quel messaggio.

          • avatar jade

            gianluca non hai capito nulla:
            il commento è sessista perché in quel contesto non c’entrava un’amata m******.
            meglio?

          • avatar gianluca

            non è certo quello il significato della parola sessista.

          • avatar jade

            il preventivo puoi mandarlo a questo numero di fax 666-666-666.
            grazie.

          • avatar gianluca

            sei tu il demonio allora, altro che condor e muffin :-)

    • avatar Me Medesimo

      Mi tocca quotarti, mi sa che questo pandispagna te lo stai proprio meritando!
      Comunque, voglio sperare che il commento sia stato solo una boutade riuscita male. Poi, che vuoi farci, ognuno è libero di pensarla come vuole, finché non offende volutamente gli altri, è ovvio.

      Quoto pure gianluca, sia per come ha interpretato il post di Bernardi, a meno che lui non smentisca, sia per il commento delle 12:05; anzi, in questo caso lo straquoto.
      Mi pare fisiologico che la spettacolarizzazione del fenomeno ha portato inevitabilmente ad una banalizzazione dello stesso. Però poi, a questo eccesso di spettacolarizzazione bisogna dare l’importanza che merita, molto poca, e considerarlo un divertissement.
      Fortunatamente, ci sarà sempre qualcuno che, grazie alla passione vera, continuerà a dare al cibo l’importanza che questo davvero merita, fregandosene dello spettacolo, fermo restando che le cose (passione autentica per il cibo e spettacolo) possono anche convivere, perché no?

    • E soprattutto celebrare il funerale del gastrofanatismo per “colpa” di una copertina e di un certo razzismo in guanti bianchi mi sembra eccessivo basandolo su “commenti sessisti e ottusi”.(cit.)
      E’ un po’ come dire che il biodinamico è passato a miglior vita perchè stamani ho pestato una cacca, IMHO

  11. Io invece spero in una “morte apparente” del gastrofanatismo. Così finalmente i modaioli dell’ultimo quasi lustro si dedicano ad altre “new age passions” e tutto torna come prima: non pochi ma buoni bensì pochi ma veri.
    E magari anche il portafogli ne trae giovamento non dovendo spendere più del dovuto solo perchè ciò che prima compravi a meno (non dico a poco) adesso lo compri a tanto perchè è di moda.

  12. Ehh sì, signora mia… da quando ‘sti ghèi hanno cominciato ad alzare la cresta niente e nessuno può dirsi più al sicuro!
    Prima la Santità del Matrimonio e della Famiglia Nucleare, poi i Ruoli Tradizionali nel Ballo Latino-Americano, adesso pure il Gastrofanatismo… dove andremo a finire’? Non sia mai che tra un po’ ce li ritroviamo pure a condurre la Domenica Sportiva…!!!

  13. avatar Otto

    Ho sempre mantenuto un’equazione perfetta:
    gastrofanatici=gastrofighetti=gastrosfigati
    per cui non potrei che rallegrarmi della fine del gastrofanatismo, ma temo che invece di finire e basta, si sia trasformato in un mostro…

    • avatar Me Medesimo

      Per me non esiste nessuna equazione tra gastrofanatismo e gastrofighettismo. Per come la vedo io, i due termini hanno significati proprio diversi.
      Io mi sento molto gastrofanatico (e non voglio dire che per forza sia una cosa positiva) e per nulla gastrofighetto.
      Sfigato non lo so, ma non credo proprio.

      • avatar jade

        ovvio che poi uno sulle cose importanti, tipo il pandispagna, non può non essere fichetto.

      • avatar Otto

        Boh, sarà che il fanatismo mi sta antipatico in tutte le sue forme…

        • avatar Me Medesimo

          @Otto: anche io sono refrattario alle forme di fanatismo. Quando parlo di gastrofanatismo intendo la passione viscerale che uno può avere per la cucina e il mondo che gli sta intorno, dandogli un ruolo molto importante nella proprio vita, forse anche troppo (e, infatti, ho detto che non è per forza una cosa positiva).
          Il gastrofighettismo per me, invece, include una componente snobistica, vacua, di sola ostentazione e un atteggiamento spesso talebano che non mi appartiene. E per questo che ho voluto sottolinearlo.
          Sul pandispagna, però, fichetto è poco, so’ proprio fichissimo!

  14. passera’, o se passera’ … pero’ intanto mi avra’ fatto conoscere un mondo che prima snobbavo (dal basso ne’)

  15. Che poi, se vogliamo proprio essere precisi, bisognerebbe spulciare la data di realizzazione dell’intervista, per capire se il concorrente eliminato di cui dice Tiziano è Alberico o meno. Ma se di questo gossip ne parla pure il Corriere, allora chapeau.

  16. avatar Beppe

    “il movimento culturale che plasmato l’ultimo decennio, ovvero il gastrofanatismo”

    Spero (per l’autore) che sia (auto)ironico.

  17. Che tesi ridicola.

    Quindi il gastrofanatismo puro sarebbe maschio, eterosessuale, benestante, bianco (?) mentre la corruzione da massificazione sarebbe opera del “seguito omo”? E le donne e i negri dove li mettiamo?

    Eppoi, affermare (o anche solo insinuare) che la partecipazione di un’ipotetica “cultura gay” alla cultura del cibo ne determini la fine è una conclusione valida solo se si presuppone che una buona parte dei gastrofanatici siano una schiatta di stronzi omofobi.

    • avatar gianluca

      credo che tu non abbia capito il punto.
      la partecipazione della cultura gay è sempre quella di prima e non è certo un problema, ma il fatto che dopo la massificazione mediatica del fenomeno qualcuno lo denoti e lo utilizzi come definizione assoluta del fenomeno cibo potrebbe significare che l’attenzione si stia spostando dalla sostanza al frivolo.

      • avatar jade

        ancora con sta storia gay = frivolo?
        gianluca, c’è tutto un mondo oltre al Vizietto e Priscilla e le drag queen, eh.

        • avatar gianluca

          non c’entra niente gay = frivolo, ti ho già risposto sopra.
          la frivolezza si esplica nel parlare di sesso invece che di cibo, non nel fatto che la preferenza sia gay o etero.

  18. avatar icarus.mi

    Rivendico la prima posizione antimachista contro l’anonimo sessista. Tra l’altro mi ha scambiato per una donna e mi ha chiamato sciocchina… Tanto per capire quanto sia attendibile

  19. avatar Lorenza Fumelli

    La questine OMO con la presunta morte di un presunto gastrofanatismo non ci entra una mazza e non credo che il post intendesse esattamente questo.

    Il problema, se di problema si tratta, sarebbe esistito anche se IMMA si fidanzava con Eros Ramazzoti con conseguente gossip e attenzione dei media.

    Provo a spiegarmi. La presunta fine del gastrofanatismo inteso come sfera di interesse per pochi fissatissimi nerd come noi, è avvenuta a causa dell’esplosione del fenomeno.
    Da piccola nicchia s’è passato ad un universo di personaggi famosi, gossip, rockstarismi dei cuochi con conseguente attenzione della parte più frivola dei media.

    Questo con o senza Gay che essendo normalissime persone, frequentano a ben ragione tutti gli ambienti che preferiscono. In particoalre qui saranno sempre i benvenuti.

    • avatar Antonio Scuteri

      A me piacciono sia gli uomini che le donne, sono ben accetto lo stesso? :-D

    • bhè qui si prende come cuneo la frase “trovare qualcuno cui non piace il coso è difficile” ed è fuori di dubbio.
      Che la finta relazione peccaminosa di un cuoco dell’etere e di un cantante post-outing attragga le masse è fuori di dubbio.
      Ma tu dici che il senso è “diavolo noi ci crediamo in questa religione, indichiamo la via e loro guardano il dito, meglio che ci rassegnamo”, oppure non ho capito?
      Se l’omofobia non c’entra, proprio non capisco perchè sia il perno di tutto, il motivo scatenante del post.
      Mi sembra che si critichino le piume di struzzo nel modo sbagliato. Ma forse guardo il dito.
      Sdoganare non è peccato, imho, e il mio mondo fanatico (le birre) si sta sgretolando a botte di popolarità.

      • avatar gianluca

        il motivo scatenante del post non è l’omofobia ma il commento sessuale in un contesto culinario.
        se il commento avesse riguardato la sfera etero sarebbe stata la stessa cosa solo che nessuno qui avrebbe urlato allo scandalo.

        • avatar jade

          su 160 commenti a dissapore, ce ne sono almeno 148 che non riguardano gelificazione e uova di Parisi, ma le pettinature, gli atteggiamenti, il gossip, i vestiti, le ipotesi su partner sessuali dei concorrenti…
          quindi?

          • avatar jade

            precisazione: intendevo commenti a Masterchef sul liveblogging Dissapore

          • avatar gianluca

            quindi? lo chiedo io a te.
            in nessuno di quei 148 argomenti qualcuno ha definito universalmente “LA CUCINA” prendendo come unico parametro un parametro che in questo contesto è assolutamente frivolo, ossia i gusti sessuali dei presunti chef.
            è per questo che è stato scelto proprio quello.

            noto che la Fumelli a questo punto non è bastata, ci vorrebbe un intervento charificatore di Massimo, altrimenti non ne usciamo più.
            io sto ripetendo sempre la stessa cosa…..

        • E’ come prendere Mein Kampf come spunto per un post sulla fotosintesi clorofilliana.
          Tu commenteresti comunque.

          • avatar gianluca

            si vede che allora siamo tutti rincoglioniti, io, gli altri commentatori, Bernardi, la Fumelli, tutti.
            non è che per caso siete tu e jade che non avete capito il concetto, no eh. non sia mai.
            :-)

          • avatar jade

            gianluca, stavo per iscrivermi al CEPU ma quasi quasi chiedo un preventivo a te

          • avatar gianluca

            dici che sono meglio del CEPU? è già qualcosa :-)

          • avatar jade

            ma che ti frega degli altri? ti serve la claque?

          • avatar gianluca

            ma quale claque. il tuo vizio è sempre mischiare luoghi comuni a caso.
            “E’ come prendere Mein Kampf come spunto per un post sulla fotosintesi clorofilliana.” era una risposta a questo.

            tradotto: poichè sia io che altri abbiamo perfettamente capito il concetto che l’editor ha voluto esprimere, non ritengo “che sia come prendere Mein Kampf come spunto per un post sulla fotosintesi clorofilliana”, piuttosto ritengo più probabile – a logica – che sia a voi due che è sfuggito qualcosa, altrimenti non si spiegherebbe come abbiamo fatto noi a capirlo.

            così va meglio?

          • avatar jade

            gianluca, io fossi in te scenderei un po’ dal piedistallo.
            se sei così sicuro delle tue idee, parla di te e non degli altri, non dire “Uh Bernardi, vieni qua aiutami a illuminare sti cialtroni”.
            fallo da solo.

            piesse: io non sono Tyrser.

          • avatar gianluca

            per fare posto a te, immagino.

            che stress. il riferimento a Bernardi è perchè lui, in quanto autore, è l’unico che può dire esattamente ciò che voleva dire.
            mi sembrava talmente banale da non dover essere specificato.
            ma se tu vuoi vedere del marcio e dell’offensivo ovunque fai pure, ma sappi che ti sbagli, e di molto.

          • avatar jade

            bravo. ecco la medaglietta. ciao.

          • avatar gianluca

            non mi serve la medaglietta jade, ma se tu insisti, ti devo rispondere. se non altro per educazione :-)
            comunque si stava scherzando, non c’era bisogno di offendersi…..vista anche la banalità dell’argomento….

          • finalmente una reductio ad hitlerum, mi stavo preoccupando!

  20. Ieri sera ho annunciato a colui che ha lasciato quel commento sciocco e sgradevole che avevo la moderazione facile, e davvero mi dispiace vederlo diventare spunto per un post. Non è firmato da me quindi non ce n’è bisogno, ma ho voglia di puntualizzare che mi riconosco molto poco in questo post e mi sento a disagio. Poi Masterchef non è mica il mio gioco, quindi fate pure.

    • avatar gianluca

      io trovo che quando si parla di gay questa aura di “politically correct” senza se e senza ma sia francamente nauseante.
      se anche la cucina fosse veramente una cosa da gay, quale sarebbe il problema? dov’è questa discriminante? non si capisce.

      la moderazione poi per chi esprime un’opinione è roba da dittatura cinese, che tristezza.

      • avatar jade

        no, gianluca.
        la moderazione per chi esprime un’opinione volgare e inutile, è necessaria.

        • avatar gianluca

          e chi lo decide cosa è volgare e inutile?
          gli unici messaggi che vanno moderati sono le offese per gli altri utenti, non certo chi esprime un parere diverso dal tuo.
          ma perpiacere, dai.

          • avatar jade

            quindi “la cucina ormai è in mano ai gay” non è volgare.
            ma perpiacere, dai.

          • Ah, la domanda “chi lo decide” è facile. L’autore del post, dopo eventuale confronto con editore e colleghi. Ripeto, non siamo in democrazia.

          • avatar gianluca

            @jade: si è volgare, ma volgare non significa offensivo. stai facendo molta confusione oggi.

            @sara: appunto. l’editore di dissapore ha deciso non solo di non moderarlo, ma di sceglierlo come chiave per un altro post. non pensi che forse ti stia sfuggendo qualcosa?
            a partire dal concetto di democrazia, che non significa certo offendere gratuitamente.

          • avatar gianluca

            @jade: si è volgare, ma volgare non significa offensivo. stai facendo molta confusione oggi.

            @sara: appunto. l’editore di dissapore ha deciso non solo di non moderarlo, ma di sceglierlo come chiave per un altro post. non pensi che forse ti stia sfuggendo qualcosa?
            a partire dal concetto di democrazia, che non significa certo insulto libero.

          • avatar jade

            @gianluca: se cerchi lavoro su Dissapore, è meglio che mandi un CV

          • avatar gianluca

            se dovessero avere bisogno, sanno come contattarmi :-)

          • @BOH
            Io non ho ancora capito se c’è qualche gay incazzato per questa discussione…boh

          • avatar Me Medesimo

            @TheSopranos: si, gianluca! :-) :-) :-)
            Sto sdrammatizzando eh!

          • avatar gianluca

            medesimo, esatto :-)
            ero così contento che noi gay avessimo questa nuova esclusiva sulla cucina, ma jade ha deciso per forza – senza se e senza ma – che si tratta di un’offensiva e ottusa discriminante e guai a cercare di fargli cambiare idea, come minimo telefonerebbe a Sara chiedendo la moderazione istantanea, cribbio, non si possono scrivere certe cose, è inconcepibile!
            :-)

          • avatar Me Medesimo

            Gianluca, te me stai simpatico.
            Di Tyrser ho il poster sopra il letto.
            Sara la trovo adorabile.
            Jade… insomma, hai letto bene il n. di fax, meglio non farla arrabbiare, non aggiungo altro ;-)
            Non vi voglio vedè più litigà.
            Quindi, ora vi preparo un bel pandispagna specialissimo, però voi quattro mi promettete che fate pace.

            Per tornare ad essere seri, gianluca, trovo condivisibili molte delle cose che hai scritto, soprattutto sul fatto che essere gay non deve rappresentare alcuna discriminante, in nessun senso, però quel commento da cui tutto è nato non era realista, era davvero ottuso e sessista (sempreché il tizio non abbia voluto maldestramente fare il simpatico, senza riuscirci minimamente peraltro) ed è stato giusto stigmatizzarlo, almeno secondo me.
            Peace and Love

      • Gianluca, il problema è che l’affermazione “una cosa da gay” è di per sé stupida e discriminante, ma dal tono dei tuoi commenti capisco che con te questa spiegazione cade nel vuoto.
        Inoltre, qui non siamo in democrazia, se un commento è offensivo viene moderato.

        • avatar gianluca

          Sara,
          la moderazione per l’offesa è sacrosanta, il problema è che qui non c’è stata nessuna offesa.
          quando si parla di razza, religione, sesso e quant’altro – come in questo contesto – discriminare significa ledere dei diritti civili sulla base del fattore per cui si discrimina.
          quindi discriminare i gay significa non riconoscerne uguali diritti civili, a priori, a causa delle loro preferenze sessuali, non certo affermare che la moda o la cucina potrebbero essere settori in cui la loro presenza è più diffusa che in altri.

          per esempio, io dico che scegliere come penitenza quella di riempirsi le mutande di ghiaccio sia palesemente ed oggettivamente UNA COSA DA GAY, perchè questo è quello che penso. e sono sicuro che nessun gay si offenderebbe per questo, ma si farebbe una sana e beata risata.

          vuoi moderarmi per questo? fammi capire…

          • Ieri NON ho moderato quel commento ma ho ammonito chi l’aveva lasciato. Alle scelte fatte oggi dall’editore ho dedicato un commento a questo post.

          • avatar gianluca

            Sara senza offese ma tu puoi ammonire chi vuoi ma io continuerò a dire sempre come la penso, indipendentemente.

            non per declassarti, ma il concetto che esprimi per cui tu saresti l’autorità per decidere cosa è oggettivamente offensivo – soprattutto in casi come questo in cui oggettivamente di offensivo non c’è veramente nulla – fa un pò ridere.

      • Gianluca, il punto non è “la cucina in mano ai gay” ma il fatto che “la cucina in mano ai gay” è una cosa negativa.
        Capisci la differenza?
        Capisci che è diverso dire “Spyros è gay” dal dire “Spyros è gay, dios dove siamo finiti?”
        Capisci la sfumatiura?
        Non è il soggetto ma il tono, il contesto, l’ammiccamento, lo spirito da caserma.
        Mi son spiegato?

        • avatar gianluca

          certo che capisco la differenza, ma il punto è che l’accezione negativa te la sei completamente inventata !
          non c’è infatti scritto “dove siamo finiti” e si conclude dicendo semplicemente “stesso mondo della moda”.
          se ci vedi del marcio, è perchè sei tu ad avere problemi con i gay.
          se avesse infatti scritto “la cucina è piena di bellissime fixhe” tu avresti risposto “che figata” invece che urlare innutilmente alla discriminante.

    • avatar Me Medesimo

      @Sara: sono d’accordo con te sul fatto che lo spunto sia fuori luogo. A me, però, sembra che il nucleo del post, come ha sottolineato Lorenza Fumelli, sia questo:

      “A parte una certa insofferenza, non sono le venature macho di questo commento che mi intriscono. Quanto la percezione che, deformato da decine di casi patologici sempre in Tv a giocare a tegamini, vip bimbiminkia pronti a salire sul carro del vincitore, milioni di libri venduti su ricette precarie e solo vagamente commestibili, e ora, il seguito omo inevitabilmente pubblico, per il movimento culturale che plasmato l’ultimo decennio, ovvero il gastrofanatismo, sia ormai arrivata l’ora del decesso”.

      Certo, poi possiamo discutere sul fatto che se il gossip avesse riguardato il fidanzamento tra Imma ed Eros Ramazzotti forse il post non sarebbe stato scritto, ma questo ce lo può dire solo Bernardi, oppure che visto che lo spunto era fuori luogo allora non si doveva commentare sull’argomento principale del post, e su questo io non sono d’accordo.
      Una cosa secondo me va sicuramente fatta, non ne parliamo più dello spunto, perché non merita alcuna attenzione.

      • avatar gianluca

        medesimo è sempre il numero uno, chettelodicoaffa’ :-)

      • Ma pensa… a me era parso che il nucleo del post fosse “e ora, il seguito omo inevitabilmente pubblico”.
        Pure dei seguiti omo garbatamente privati di una volta ci vogliono privare, signora mia!

        • avatar Me Medesimo

          In effetti questo passaggio è infelice, ma non mi sembra il nucleo del post. A meno che non lo vogliamo fare diventare il nucleo del nucleo. Però cosi rischiamo di arrivare ai neutrini e ci manca solo che intervanga la Gelmini, poi abbiamo davvero o chiuso, altro che morte del gastrofanatismo :-)

      • E invece ne parlo! primo perché non ho paura della omofobia becera,
        secondo perché, una volta per tutte, il senso dell’articolo è il rammarico per la penetrazione della volgarità in un mondo-quello dell’enogastronomia d’élite- che per natura si riteneva immune da ogni deriva pecoreccia, terzo perché la prima arma dell’ignoranza è la censura.
        Il post impone una riflessione urgente: abbiamo voluto la divulgazione, i programmi dedicati, la prima serata…, mo ci becchiamo le lacrime facili, le caricature che stanno alla Cucina come Scilipoti o Cicciolina alla politica e ultima chicca il pettegolezzo da cortile.

  21. avatar Von Clausewitz

    Tiziano chi?

  22. Mentre ascolto una versione languida di “american pie” (the day the music died)… rifletto: un giorno i gastrofanatici più intransigenti (memento niente di sacro tranne il cibo!) incontrarono il reality e si illusero di poterlo evangelizzare…, poi arrivò il gossip, nella forma più becera, quella che evoca la differenza, il paragone e nel peggiore dei casi la superiorità…. eh sì il gastrofanatismo sta in coma profondo!

  23. Se dico che non me ne frega un accidente v’incazzate?

  24. Comunque, per quanto riguarda Tiziano Ferro e Alberico, il fatto che il sito del Corriere scriva che

    “i due sarebbero stati visti insieme qualche giorno fa, in una discoteca milanese”

    è il suggello definitivo che testimonia che si tratta di una bufala…

    Oh, magari poi mi sbaglio io eh…

  25. avatar G

    Questo post è davvero stupido.

  26. Chiedo scusa se ho offeso qualcuno, non volevo. Questo è un post sui cliché che di questi tempi, tipo virago, s’avventano sul gastrocosmo e inevitabilmente lo cambiano. Com’è capitato alla moda, una società dello spettacolo dove la coppia gay è, appunto, un cliché. Non ho niente contro i gay e mi pare quasi offensivo doverlo precisare.

    • avatar Me Medesimo

      @Massimo, non voglio alimentare la polemica, credo proprio che non ce ne sia bisogno. Dico solo la mia, anche a costo di sembrare troppo politicamente corretto: che nel mondo della moda ci siano tante coppie gay è un dato di fatto, ma le inclinazioni sessuali non possono mai essere considerate un cliché indipendentemente dalla attività che uno svolge.

      • avatar gianluca

        oddio, in realtà i clichè sessuali sono i più diffusi.
        ti dirò, non ne farei un dramma, anzi spesso sono i gay stessi che amano “autostereotiparsi”. per esempio scrivendo libri come questo:

        http://www.gay.it/channel/libri/26107/Pink-la-cucina-gay-del-mondo-raccontata-da-un-esperto.html

        “…. Hanno incontrato amici, cucinato, mangiato, festeggiato e raccolto tutto il glamour e lo stile di vita gay in uno straordinario libro fotografico…”

        per assurdo, se l’autore del libro postasse qui, parlando di “cose da gay” sara porro lo vorrebbe moderare, perchè “Gianluca, il problema è che l’affermazione “una cosa da gay” è di per sé stupida e discriminante, ma dal tono dei tuoi commenti capisco che con te questa spiegazione cade nel vuoto.”

        a parte la spocchia sul tono dei miei commenti, che rende la cosa ancora più comica, capisci che è assurdo?

        • avatar Me Medesimo

          Non vorrei sembrare presuntuoso se provo ad interpretare il pensiero di Sara. Probabilmente per lei l’affermazione è una “cosa da gay” è stupida e discriminante proprio perché nel momento in cui uno lo dice sta “stereotipando” i gay, spesso in maniera negativa. E se lo dice un gay è stupida lo stesso perché, come dici tu, quella persona si sta addirittura “autostereotipando” .
          Sempre probabilmente, credo che Sara auspichi, giustamente dico io, un mondo dove sia ritenuto da tutti normale essere gay, così come essere etero, un mondo dove affermare “sono cose da gay” non sottintende niente di negativo. E su questo credo che lo vostre posizioni siano molto più vicine di quello che sembra.
          Detto tutto ciò, ribadisco che accostare il termine cliché alle questioni che riguardono le inclinazioni sessuali mi sembra sbagliato, ma mi rendo conto che siamo entrati in un campo davvere minato. Propongo di uscirne quanto prima!

        • Mi sto chiedendo da ieri cos’è che continua a farmi spulciare queste repliche al post che ormai sono diventate pallose e pesanti.
          Ah sì, ho trovato la risposta! Non mi voglio bene! :D

  27. trovo il post un po’ confuso, Masterchef, gay, gastrofanatismo, Tiziano Ferro, gossip e “coso” in implicita evidenza. La battuta è sessista perchè crede che a tutti i gay piaccia il “coso”, ma a sto punto bisognerebbe collocarlo o davanti o dietro. Forse è più probabile che ai gay piacciano i maschi in una certa integrità con più o meno vezzi e clichet.

    Non mi dispiace che il “gastrofanatismo” sia morto, in fin dei conti già una definizione del genere lo distingue ben bene dalla cultura dell’enogastronomia,
    e dalla cultura della buona alimentazione

    Non mi dispiace che l’attenzione pubblica bagni di share trasmissioni che parlano di cucina, certo potrebbero essere fatte meglio, essere più educative e formative, in fin dei conti l’Inghilterra, con il “modello” “jamie Oliver” sta riuscendo a variare la dieta di un’intero regno.

    Fosse così anche in Italia, che invece di far trasmissioni di gastrofanatismo, si facesse vera cultura alimentare?

  28. avatar fabio zago

    Basterebbe capire e dire chiaramente Voi tutti esperti/appassionati di cucina che la Tv è semplicemente altro. Altro, cultura? professionalità, comunicazione seria? educazione? ma dai!
    Certo quando passa il concetto che tutti lo possiamo fare, tutti ne possiamo parlare, tutto è facile, vuol dire che lo stiamo “sputtanando” completamente. Ma è lo show business baby!!! tipo prostituzione, marchette marketing, amicizie, parentele, trucchi, mafie.
    I programmi comici dei quali parliamo e scriviamo potrebbero trattare di taglio e cucito;sarebbe lo stesso.
    In pochi giorni ho visto Marchesi e Cracco i8n tv ( dopo essere passati da Mc!). Uno a master e l’altro dalla parodi.
    Ego inutile o teniamo famiglia?
    I sogni svaniscono!!!!!
    Bernardi La stimo molto; intelligenza e ironia insieme!

  29. avatar fabio zago

    Dentro i reality/fasulli mettono tanti stereotipi, archetipi della peggiore condizione umana. Per fare audience!! chi se ne frega di bianchi, neri, ciccioni, persone con grandi dolori familiari, gay o altro ancora….finti aristocratici, tutti imprenditori…. Parlate di cose belle e vere!!!!!!!
    chiedete agli autori dei programmi!!!!
    e tutte queste scene inutili su chi si offende di più
    il politicamente corretto l’atroce piaga, attento a quello che dici, le parole soppesate, quelle inutili. il vortice del moralismo inutile.
    GianLuca? tranquillo; al peggio, qualche volta, possiamo essere un pochino distratti.

    • avatar Me Medesimo

      Anche a me quello che passano in tv fa tendenzialmente schifo e in gran parte quello che dici sul mondo dello show business è vero, ma a volte un po’ di leggerezza non guasta e fa anche bene anche allo spirito.
      E poi è sbagliato, secondo me, considerare o tutto nero o tutto bianco, o stai di qua o stai di la.
      Ci sarà pure tanto marcio, ma qualcosina di buono c’è ancora.
      Io Marchesi in tv lo vedevo tutti i giorni 20 anni fa. È proprio grazie a lui e alle sue apparizioni televisive che la passione per la cucina mi è cresciuta tantissimo.
      Se poi ogni tanto, lui, Cracco e anche altri vanno in Tv e partecipano a programmi poco edificanti, mi importa poco. Quello che mi importa è che continuino a fare il loro lavoro bene e con la stessa passione di sempre.

      P.S. E comunque Masterchef sarà in parte pure finto, ma è un bel programma, pochi c@@@i.

  30. avatar Piperita Patty

    Vedrete che il prossimo Master Chef lo condurrà Enzo Miccio con Peter Gordon, Anthony Morley e Mauro Uliassi :P

  31. avatar Marcco

    Cioè vuoi dire che Mauro Uliassi è cul… ehm,scusate,volevo dire gay?

  32. avatar Barney

    Questa non la sapevo proprio!

    L’unico commento che mi viene in mente è un breve monologo di Leo Gullotta nel film Uomini Uomini, a proposito della ricetta della fixa alla toscana.
    “si prende una fixa, la si lascia spurgare negli acidi tre giorni, la si sbollenta, la si essicca al sole, poi la si pesta fortemente con due mattoni fino a renderla sottile sottile e poi, a chi piace, la si mangi, ma sempre un po’ di selvatico la sa.
    Mentre vuoi mettere il caxxo: due gocce di limone e poi via nature!”

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