Treviso, capitale italiana del razzismo?


Tiziano Furlan, titolare di un locale a Tezze (Treviso), e consigliere comunale nel vicino comune di VazzolaA Tezze, in provincia di Treviso, dove in gennaio una bimba down era stata insultata da un cliente della Pizzeria Sant’Agostino (“Quando si hanno dei figli mongoli è meglio restarsene a casa”), costretta ora a “cancellare questa macchia” facendo lavorare per una sera 3 ragazzi down, Tiziano Furlan ha affisso un cartello che vieta l’ingresso nella sua osteria a burqa e niqab, i tradizionali abiti islamici.

Il cartello di Furlan, consigliere comunale nel vicino comune di Vazzola (Treviso), dove guarda caso, pochi giorni fa era stata respinta proprio una mozione per vietare l’uso di questi abiti, riguarda anche chi indossa il casco o ha il “viso travisato”. Il viso travisato.

Pronto il commento del ministro delle politiche agricole e governatore in pectore della Regione Veneto, Luca Zaia, in difesa del detestabile oste.

“Daremo risposte concrete al forte bisogno di sicurezza dei cittadini, se andassimo in Oriente, nessuno di noi si sognerebbe di offrire una birra o carne di maiale a un musulmano o di visitare una moschea senza indossare gli abiti adatti”.

[Fonti: Dissapore, Gazzettino, Corriere della Sera. Immagine: Leggo online]




51 commenti a “Treviso, capitale italiana del razzismo?”

  1. Tommaso Farina commenta:

    “Viso travisato” si legge solo nei rapporti di polizia, per cortesia!
    Comunque ammetto di non aver mai visto nessuna donna col burqa quando mangia. Visto che il medesimo ha solo fessure sottilissime, che deve fare in questi casi? Se lo leva? Lo solleva? O che altro?

    • Enrico Marsili Enrico Marsili risponde:

      Visto per strada in un sobborgo a maggioranza iraniana di Damasco, anno 1997.
      La donna coperta dal niqab solleva il velo che copre la bocca con mano guantata, un uomo (il nostro amico ci dice “un cugino o un fratello” la imbocca di yoghurt. Nei ristoranti e` piu` semplice (visto sempre a Damasco), c`e` una sezione per le donne, una per gli uomini, e avolte una per i turisti. Le turiste sono autorizzate di solito ad andare nella parte degli uomini, purche` coprano i capelli.

      Detto questo, l`avviso del ristoratore e` molto stupido. Penso che una donna mussulmana di stretta osservanza (o sotto stretta osservazione del coniuge/parente, of course) non entrera` proprio in un locale misto, dove magari e` anche esposta al profumo di una costoletta di maiale.

  2. schatten schatten commenta:

    Del resto si deduce, osservando il volto dell’acuto Furlan, che Lombroso dopotutto avesse ragione.
    (spero di non essere costretta a mettere una faccina sorridente, vero)?

    • Tommaso Farina risponde:

      Io dissento dall’intento del post del pur buon Ciomei (ossia imbastire la solita polemica contro la Lega, già che c’è tirando l’immancabile Zaia per il colletto. Il quale Zaia è peraltro abbastanza ingenuo da pensare che la maggioranza dei musulmani s’astenga veramente dall’alcool), però quoto con vigore le tue affermazioni, anche se mitigandole e limitandomi a far notare la bruttezza della pettinatura e la balzana idea di farsi una scriminatura con una capigliatura atrofica.

    • enrico enrico risponde:

      Deduci, schatten: che cosa deduci?
      Dai non nasconderti dietro gli smile (“non lo metto, ma se qualcuno si offende è perché non ha capito che in verità lo smile c’era”).
      Coraggio, fatti forza, osa un po’.

  3. Bio Doll commenta:

    > se andassimo in Oriente, nessuno di noi si sognerebbe di offrire una birra o carne di maiale a un musulmano

    mmmhh…
    perciò i nostri prosciutti non vengono importati nei paesi musulmani?

    sicuri sicuri?

    kiss
    bd

  4. Tommaso Farina commenta:

    Comunque, per non saper né leggere né scrivere, mi sono visto altre foto di burqa completi. La fessura ce l’hanno sugli occhi, sulla bocca non è contemplata alcuna apertura! Come mangiano queste signore? Almeno al desco sarà loro concesso di toglierselo spero!

  5. Leonardo Ciomei Leonardo Ciomei commenta:

    Spero di sì, io conosco qualche musulmano ma nessuno ha mogli che portano il burqa, al massimo il velo che incornicia il volto.

    Forse la dichiarazione della presidente dell’associazione donne musulmane è pertinente:

    >una donna con il burqa o niqab non entrerebbe mai in questo genere di locali<

    intendendo che è precluso il contatto visivo con le persone mentre mangiano.

  6. Emanuele Coveri Emanuele commenta:

    da quello che si vede dalla foto, il signore del ristorante non ammette neppure chi ha il casco e il viso travisato.
    Cosa significa “viso travisato”? Scusate l’ ignoranza ma non capisco davvero.

    Indipendentemente dal modo di agire, mi pare di capire che l’ intolleranza mostrata dal gestore, sia a 360°…

  7. Colinmckenzie Colinmckenzie commenta:

    Io non capisco perché sul burqa si cerca di fare una battaglia di libertà. E’ un simbolo oscurantista e che degrada le donne, vietarlo nei luoghi pubblici mi sembrerebbe assolutamente una buona idea. D’altronde, è quello che avviene in Francia e lì non si può certo dare la colpa alla Lega…

  8. Luca P Luca P commenta:

    detto così nessuno potrebbe darti torto. Purtroppo, però, non se ne fa un problema di libertà ma di propaganda simil razzista

  9. giggi giggi commenta:

    Treviso, come Verona, sono le città con il livello d’integrazione più alto dello stivale.

    L’integrazione si fà con regole chiare e rispettate da tutti.

    Il razzismo come dice il Ciomei lo si può trovare nelle “città” del sud dove sparano ai raccoglitori di pomodori.

    Se al Ciomei dà fastidio la Lega Nord per l’indipendenza della Padania è perchè il movimento della Lega è fatto di gente vera, legata in modo incredibile al territorio.

    • giancarlo maffi giancarlo maffi risponde:

      questo intervento , se non fosse penoso, potremmo prenderlo come barzelletta dell’anno.

      tanto per essere chiari, sempre meglio dirlo ai duri d’orecchie, te lo dice uno nato a brescia e vissuto a bergamo per 40 anni.

      piu’ che formata da gente VERA mi sembra formata da gente VERA-MENTE

      ***** pittosto che ******* oppure ********** di *****

      questa moda degli asterischi, che continua a non piacermi, in questo caso mi sembra appropriata:-**

      • giggi giggi risponde:

        Vede Signor Maffi, quando si scende nell’insulto si sbaglia sempre.
        Se lei si ricorda, quando la lega parlava di federalismo quelli come lei non capivano, si stracciavano le vesti, poi avete compreso qualcosa. Ci vuole tempo.

        Poi, dall’articolo linkato si legge che l’iniziativa di fare lavorare ragazzi down sia nata proprio dal titolare della pizzeria S’Agostino. Quindi a buon indenditore poche parole.

        Per il cartello di divieto d’ingresso nei locali a persone mascherate in volto, basta essere di buon senso per dire che è giusto.

        ho messo questo link.. fra i tanti che parlano d’integrazione, basta andare in fondo al “pdf” per farsi un’idea rapida.

        http://cedoc.sirio.regione.lazio.it/DOCUMENTI/33.Cnel_indici_integrazion_immigrati.pdf

        • giancarlo maffi giancarlo maffi risponde:

          proprio voi parlate di insulti. ma mi faccia il piacere!!! io non sono abituato a stracciarmi neanche le mutande , si figuri le vesti e ,soprattutto, SONO ASSOLUTAMENTE CONTRARIO AL FEDERALISMO, anche oggi, pensi un po’. e con questo la saluto, pensando che non lei non puo’ bastare tutto il tempo del mondo.

          • andrea andrea risponde:

            concordo con Giggi, nel nordest l’integrazione esiste e la gente e’ ben inserita.
            In tutte le aree produttive vedrete persone di colore, albanesi, rumeni etc andare al lavoro come tutti, essere rispettati e lavorare..ecco, quest’ultima parola fa la differenza. LAVORO: ovvero chi viene qui viene a lavorare, non a vegetare, e questo discorso vale per TUTTI, nessuno escluso. Darsi da fare, impegnarsi, partecipare in questo modo allo sviluppo di un territorio di cui tutti facciamo parte. La Lega fa suo questo principio, e faccio fatica a credere che si possa contestare questa idea. Ovvio che poi vi siano degli eccessi, ma nella norma qui si vive bene, e bene vivono tutti…….
            Sinceramente mi vergogno di piu’ dei ghetti che vedi a Roma, piuttosto che i colpi di fucile ai raccoglitori di pomodori….
            qui la gente vive nelle case ( e ci sono imprenditori LEGHISTI che hanno fatto costruire case per i lavoratori immigrati), venite a vedere, qui le porte si tengono aperte, la gente gia per strada senza paura, qui si VIVE, e chi vuole venire qui che accetti le logiche regole di civilta’.
            Saluti

      • thebigfood thebigfood risponde:

        Continuiamo ad insultare la Lega…
        Ad ogni elezione continua a crescere!

        Dovremmo iniziare a cercare di capire quali interessi rappresenta, come lavora sul *territorio* – parola usata e stra-abusata ma che la sinistra non sa nemmeno cosa voglia dire.

        Saluti
        Giacomo

        • giggi giggi risponde:

          La lega propone, se viene insultata a sproposito, risponde.
          Da sempre.

          Piccolo esempio:
          Un militante della Lega Nord per l’indipendenza della Padania, conosce ama e difende il proprio territorio, mi riferisco anche ai Boschi.
          Un militante della “sinistra” è stato magari in Nepal ma non conosce il cognome del suo vicino.

          • Alessio Gacometti Alessio Gacometti risponde:

            smettiamola di dividere in mondo in santi e peccatori!!!!!!!! nella lega ci sono persone in gamba come ci sono dei veri e propri caproni…..ci sono quelli che lavorano veramente per migliorare le cose come ci sono gli arraffoni….sono stufo di sentire gente che si autoincensa senza un minimo di autocritica….sia dall’una che dall’altra parte………

    • leo leo risponde:

      Giggi, figurati se mi dà fastidio la Lega Nord per… bla bla bla. A me dà fastidio il fatto che persone come quelle ritratte sfruttino a fini privati e politici un problema come quello dell’integrazione. Il movimento della Lega è fatto proprio da gente vera e onesta, aggiungo, ma vogliamo dimenticarci chi la dirige ? :-)

      link 1

      link 2

      link 3

      link 4

    • Cellar Tours Cellar Tours risponde:

      se verona e treviso sono esempi di città con elevato livello di integrazione, mio nonno con le ruote sarebbe una carriola!!!!
      (modo di dire dek “territorio”, va bene?)

    • lido lido risponde:

      Attenzione il territorio non è di chi lo occupa ma di chi lo ama
      e poi noi siamo solo di passaggio dobbiamo limitarci a tenerlo bene per restituirlo possibilmente meglio di come l’abbiamo lasciato, e sai non sappiamo a chi lo lasceremo, finchè nel mondo c’è gente come noi che mangia 5 volte al giorno ed in altre forse 5 volte, la settimana, non è certo che la padania
      sia vostra.Inquinatela di meno e siate più rispettosi del territorio e della gente.

  10. Artèteca Artèteca commenta:

    Burqa o Niqab lo indossano solo alcuni credenti che interpretano il Corano in maniera più integralista. Io ho lavorato per 16 mesi tra Emirati, Qatar e Oman ed il Burqa non l’ho mai visto, credo che sia presente solo in Afghanistan per giunta imposto dai telebani, quindi DE-CHE-STAMO-A-PARLA’ ???
    Il Niqab – ovvero il velo che copre anche il viso lasciando solo gli occhi scoperti – l’ho visto indossare solo negli Emirati e le donne, in quei casi, si muovevano solo in branchi familiari, frequentando solo luoghi pubblici come i ristoranti con separè tra i tavoli (li sono attrezzati). Quindi non si sognerebbero di metter piede nel locale di Furlàn. Il 99,9% dei Musulmani che sono in Italia non usano Burqa o Niqab. E’ quindi anche statisticamente molto prossimo allo 0 la possibilità che – per sbaglio – possano entrare dal Furlàn.
    ERGO: era una provocazione belle e buona e gratuita.
    Però ne stiamo qui a parlare e a testimoniare anche dell’esistenza di certi individui.
    Ma perchè non affacendarci in cose migliori?!
    Salute
    Fabrizio

    • Enrico Marsili Enrico Marsili risponde:

      Sono d`accordo riguardo al burqa, non c`entra una mazza con il discorso. Riguardo al niqab, l`ho visto di recente, e spesso, qui a Dublino, nell`Universita` dove lavoro. Poi ho scoperto la ragione.
      Hanno firmato un accordo con l`Arabia Saudita, per educare un migliaio di studenti del paese in Irlanda.

      Ma prima, avevo visto il niqab nella civilissima Chicago, a Roma (non vicino alla moschea), un po` ovunque. Da notare la lettera delle musulmane Italiane spedita qualche settimana fa al Manifesto (e immagino ad altri giornali) nella quale un gruppo di donne rivendica questa scelta, e la attribuisce ad una comprensione della religione islamica e ad un avvicinamento a Dio.
      Insomma, la questione e` davvero complessa, e le semplificazioni di certa gente sanno di guerra contro i mulini a vento.

      • Alessio Gacometti Alessio Gacometti risponde:

        Anche io vivo a Dublino…….e anche io proprio l’altro giorno ho visto più di una donna vestita con il niqab….eppure siamo nella cattolicissima Irlanda…..misteri della fede……
        Comunque appoggio in pieno l’opinione che sia una provocazione bella e buona….e delle più becere….la lega prima di pensare di ripulire l’Italia da nemici invisibili dovrebbe pensare di fare pulizia di certi personaggi ridicoli al suo interno…..
        AH…lo dico da padano doc…..con 90% di parenti in camicia verde…….

  11. Leonardo Romanelli Leonardo Romanelli commenta:

    Il massimo è leggere un leghista che accusa l’altro interlocutore di cadere nell’insulto..siamo in vena di grande comicità! Quello che disturba è che l’iniziativa non ha nessuna valenza pratica, ma serve solo a far mettere la foto del tipo sui giornali, per una promozione della propria immagine molto fai-da-te ma indubbiamente efficace se poi il tale viene votato dai suoi concittadini..

    • giggi giggi risponde:

      Altro esempio di incomprensione.
      L’”insulto” è solo quello che dice la Lega?
      Certo che siete testardi.
      La Lega è un MOVIMENTO, fatto di gente vera, quindi genuina.

      • Gabbry Gabbry risponde:

        La Lega è un MOVIMENTO, fatto di gente vera, quindi genuina.

        potremmo quindi dire che la Lega è il primo movimento KMZero!?!

        • giggi giggi risponde:

          Si, si può dire anche così:-)) sempre meglio delle solite cose cattive.

          Per tutti gli altri che hanno portato esempi contro:
          Avete ragione, la Lega non è fatta di santi.

          Ma il punto che non riuscite a capire è questo: L’amore per il proprio territorio, per la propria gente, che ha la Lega, porta delle volte a non essere compresi, da chi preferisce, per partito preso “tutelare” cose molto distanti dal nostro sentire, da perdere di vista le cose che ci stanno più vicine.

          Iniziate a considerare la vostra via come il cortile o il balcone di casa vostra…

          • enrico enrico risponde:

            L’amore per il terittorio, tipo l’amore che ha travolto Malpensa? Adesso abbiamo pure un secondo partito dell’ammore.
            Le tue parole mi ricordano la pubblicità di un amaro.

            ciao (da un bergamasco delle valli)

          • giggi giggi risponde:

            Malpensa è un vanto per il Nord.
            Uno dei pochissimi areoporti al mondo in attivo.
            Consideri le sue valli, come casa sua! E’ sulla strada giusta Signor Enrico!

  12. Scripta Scripta commenta:

    Rispondendo alla domanda del titolo : si.

    Rispondendo a volo d’uccello agli altri commenti, ho visto a PD tre donne in niqab, proprio l’altro giorno. Mi ha fatto veramente impressione.

    Credo nel mio ateismo che siano stupidi entrambi gli atteggiamenti, proprio perché fondati su asserti dogmatici (paroni a casa nostra vs divinità che vuole il volto coperto). Però, probabilmente il più stupido è quello di chi pensa di far mangiare la soppressa a persone di fede islamica.
    Infine, da tizio dell’osteria non penso di andarci, però è anche vero che a alaymo o a marchesi non si chiede per chi votano…

    • giggi giggi risponde:

      Prima di prendere per vero quello che riporta il corriere vada di persona sul posto a farsi un’idea…

      …e poi Mi permetto di incollare questo.

      andrea risponde:
      19 marzo 2010 alle 08:45 (link)

      concordo con Giggi, nel nordest l’integrazione esiste e la gente e’ ben inserita.
      In tutte le aree produttive vedrete persone di colore, albanesi, rumeni etc andare al lavoro come tutti, essere rispettati e lavorare..ecco, quest’ultima parola fa la differenza. LAVORO: ovvero chi viene qui viene a lavorare, non a vegetare, e questo discorso vale per TUTTI, nessuno escluso. Darsi da fare, impegnarsi, partecipare in questo modo allo sviluppo di un territorio di cui tutti facciamo parte. La Lega fa suo questo principio, e faccio fatica a credere che si possa contestare questa idea. Ovvio che poi vi siano degli eccessi, ma nella norma qui si vive bene, e bene vivono tutti…….
      Sinceramente mi vergogno di piu’ dei ghetti che vedi a Roma, piuttosto che i colpi di fucile ai raccoglitori di pomodori….
      qui la gente vive nelle case ( e ci sono imprenditori LEGHISTI che hanno fatto costruire case per i lavoratori immigrati), venite a vedere, qui le porte si tengono aperte, la gente gia per strada senza paura, qui si VIVE, e chi vuole venire qui che accetti le logiche regole di civilta’.
      Saluti

  13. Chefclaude Chefclaude commenta:

    Chissà di che stavamo parlando…

    L’iniziativa del cretino lì sopra, è si una provocazione; certo frotte di donne in burqa non premono alle porte del suo locale, né stracciano impazzite i gerani sul balcone di casa sua, né assediano in corteo le piazze della sua città. Però lui è contento, si è fatto una certa pubblicità, come cretino. Ma il fatto interessante è quello che l’esempio porta alla memoria. O ciò che gli altri dimenticano o sono pronti a lasciar passare, di questo gesto. Mettere un cartello con un divieto d’ingresso per “quell’altro”: che l’obiettivo sia mascherato da una certa ipocrisia, e che alcuni commentatori si soffermino sulle ragioni o meno del burqa, è pretestuoso, fuorviante. E quella deviazione voleva il nostro eroe (che ragionevolmente non poteva mica scrivere “negri” o “musulmani”).
    È la continua replica di un ammiccamento, e si riferisce a quel sottofondo viscido e incivile di cui è inutile tentare di dimostrare l’inesistenza. Potremmo ricondurlo a quello che è, alla sua miseria.

    Il fatto è accaduto nella civilissima, lavoratrice e integratissima regione del nord-est: ma i commentatori che hanno sottolineato tutte queste qualità, non mi pare abbiano sprecato tempo a stigmatizzarlo. Chissà di che stavamo parlando: e chissà che ne pensano.

  14. 998R commenta:

    Ho l’impressione che il divieto dientrare col casco (tutti noi scooteristi mangiamo col casco indosso, soprattutto integrale) e col viso travisato (ho fatto il 77, mi ricordo cosa vuol dire e perchè lo si faceva)siano solo dei travisamenti del divieto di entrare ai musulmani. Infatti l’intelligente ristoratore così facendo pensa di sviare il sospetto di razzismo, mentre i verità Egli vuol solo far rispettare le leggi.

  15. giggi giggi commenta:

    La persona ch viene derisa e insultata in questo articolo, insieme alla città di Treviso e anche al Nord e ovviamente alla LEGA NORD, è un difensore della NOSTRA cultura. E’ un rivoluzionario nel vero senso del termine, (le rivoluzioni VERE partono sempre dal basso e si fanno con le soluzioni).

    Basta mettersi in testa la regola semplice della reciprocità.

  16. è del è del '76 commenta:

    il sindaco bandisce il burqa: «potrebbe spaventare i bambini»

    Treviso, 20 mar – Il sindaco leghista di Codognè, nel trevigiano, ha firmato un’ordinanza che vieta il burqa in tutti i luoghi pubblici, scuole comprese, dove il velo potrebbe spaventare i bambini. E l’opposizione attacca: «E chi le ha mai viste a Codognè le donne col burqa? A una settimana dal voto per le regionali è solo propaganda elettorale».

    L’ordinanza proibisce di indossare «qualsivoglia copricapo che renda difficoltoso il riconoscimento, in particolare burqa e niqab», anche perchè il volto coperto o il velo potrebbero «ingenerare insicurezza tra i minori». Divieto esteso a tutti i luoghi privati aperti al pubblico, dunque anche bar, ristoranti e supermercati.
    (continua sul corrieredelveneto)

    [img]http://digilander.libero.it/le.faccine/faccinea/legge/005005.gif[/img]
    poi dite quel che volete
    sta di fatto che dalle mie parti pretesti vergognosi pardon, atti pubblici di questo tipo il sindaco non ne firma. Abbiamo anche noi i soldati per le strade, sì, e hanno tutto il nostro rispetto. La gente però scende ancora in strada come gli pare…

    • giggi giggi risponde:

      Bravo! Vedo che Lei è molto fiero del suo Territorio, continui così. Lei è un’altro esempio di difesa.

    • no, ho usato troppo sarcasmo no, ho usato troppo sarcasmo risponde:

      pretesti vergognosi pardon, atti pubblici di questo tipo

      [img]http://smileys.sur-la-toile.com/repository/Reflexion/reflexion-gratte.gif[/img]
      no problem, reload: il burqa non va bene ma per questo motivo qua, mica perché spaventa i minori (o i clienti nei risto…) dài, comunque la pensi è offensivo così! e proibirlo con ordinanza dal di fuori della tradizione che l’ha generato, potrebbe voler dire che quelle signore potranno neanche più uscire di casa: e questa sarebbe integrazione? io vorrei vederle in giro il più possibile, invece, almeno nella mia città: territorio fiero della propria medaglia d’oro alla Resistenza (i soldati per le strade potevano quindi generare un po’ di fastidio inconscio…) sinceramente l’estraneo che preferisco incontrare per le vie di Parma è questo signore qua, che ci onora da anni con la sua arte (eppure ho votato pdl, l’ultima volta…)

  17. Gualtiero Villa Gualtiero Villa commenta:

    Non so se definirla ignoranza, intolleranza, stupidità…
    Probabilmente paura… e insicurezza. Ma non dello straniero cattivo che ci vuole fare del male, ma paura di quello che non si conosce, insicurezza nella propria cultura e nelle proprie radici.
    Chi non ha paura e non ha insicurezze è padrone di se stesso e non ha bisogno di prevalere sull’altro.
    Credo che poi un ministro debba essere il ministro di tutti coloro che calpesta no anche solo per un giorno il territorio italiano, e non solo il ministro di pochi insicuri e paurosi italiani…

    • giggi giggi risponde:

      Quello che lei scrive si chiama reciprocità, non intolleranza, Intolleranza è voler far prevalere le usanze arcaiche di pochi come uso e costumi nostri, Intolleranza è essere contro la propria storia, solo per partito preso.
      Provate ad analizzare le vostre giornate, le vostre festività, la vostra istruzione, noi siamo la tolleranza allo stato dell’arte.
      Parma è un grande esempio, come Treviso.
      Il Ministro è il ministro di tutti, giusto, come è giusto dire “pane al pane e vino al vino”.

  18. provocazione molto politica provocazione molto politica commenta:

    [img]http://smileys.sur-la-toile.com/repository/Rires/mdr1.gif[/img]
    …o Treviso capitale italiana del razzismo?

    mega cous cous in piazza: il sindaco frena, la Lega «mai!»

    Treviso, 23 mar – La comunità marocchina chiederà a Ca’Sugana (il municipio, ndr) la disponibilità di piazza dei Signori per preparare il cous cous più grande del mondo. Idea lanciata dal leader delle comunità di immigrati di Treviso, Abdallah Khezraji, ossia organizzare a maggio una grande manifestazione «per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla difficile situazione politica nelle aree del Sahara occidentale».

    A botta calda non rispondono con le bombarde, i leghisti, per paura degli effetti collaterali a una sola settimana dal voto per le regionali. Ma proprio per la vicinanza con le urne vedono nella mossa della comunità marocchina più che altro una provocazione molto politica. E infatti il sindaco Gobbo, segretario del Carroccio, glissa: «non ne so nulla, vedremo, bisogna vedere se ci sono i requisiti…», mentre il segretario cittadino Enrico Chinellato rilancia il verbo leghista: «noi siamo a favore della tradizione: la nostra però. Il via libera a una simile iniziativa lo vedo molto, ma molto difficile». Il senatore Stiffoni è l’unico caricato a molla: «Khezraij vada a c… anzi, vada a fare il cous cous a Casablanca».
    (dalla tribunaditreviso.it)

    • oh, così si fa! (forse) oh, così si fa! (forse) risponde:

      il cous cous? sulle mura. Gentilini spiazza il Carroccio

      Treviso, 24 mar – «In piazza dei Signori non è il caso, ma sulle mura si può fare: quello è il posto adatto per il cous cous da record. In fondo, sulle mura, ci abbiamo fatto anche la super salamella». Mega cous cous, lo sceriffo Gentilini apre alla comunità marocchina e spiazza tutti: «non daremo piazza dei Signori che è un’area destinata a iniziative istituzionali, ma il discorso cambia per le mura. I marocchini potrebbero fare lì il loro cous cous da record, e se non lo fanno troppo piccante potrei anche andare ad assaggiarlo».

      «Non sono così chiuso da stroncare sul nascere una simile iniziativa – continua Gentilini – Se a chiedere il permesso sono immigrati regolari, dalla fedina penale immacolata, con un lavoro, io non ho nulla in contrario. Nella comunità marocchina c’è molta gente a posto, e quindi sulle mura si può fare il cous cous a patto che si rispettino le regole. Tra l’altro il cous cous non l’ho mai assaggiato». Sorpresa e soddisfazione da parte della comunità marocchina [...] unico neo, forse, la furbata di Genty…
      (continua sulla tribunaditreviso.it)

  19. se atene piange se atene piange commenta:

    “no all’islam e al burqua”, manifesto-choc in un bar

    Mira (Ve), 15 apr – Nei bar di Mira circolano pericolose donne vestite con il burqa. Questo è almeno quel che pensano al bar – trattoria alla Rosa: all’ingresso campeggia infatti, da quasi quindici giorni, un cartello eloquente scritto dal movimento dei giovani padani (c’è pure in volantino, ndr)

    [img]http://locali.data.kataweb.it/kpmimages/kpm3/gloc/nuova-venezia/2010/04/15/jpg_1937966.jpg[/img]

    «Quello che appare incredibile», spiega Giancarlo Da Lio segretario della Cgil che ieri ha segnalato il fatto a forze dell’ordine e sindaco, «è che il messaggio è totalmente demenziale: dove sono in Italia le donne vestite col burqa? Forse le ha viste solo qualche avventore del bar dopo aver alzato un po’ troppo il gomito!». Sulla questione interviene anche il sindaco…
    (continua sulla nuovadivenezia.it)

    info in più: leghismo e slanci di solidarietà sembrano essere diventati i Don Camillo e Peppone del terzo millennio, due atteggiamenti che convivono nelle medesime comunità se non nelle medesime persone, se nelle medesime persone non lo so ma nel frattempo…

    [img]http://digilander.libero.it/le.faccine/faccinea/arrabbiato/00021031.gif[/img]
    Trattoria Alla Rosa
    V. Minzoni Don Giovanni, 65 – Mira (Ve)


Lascia un commento

1. Ospite

Commenta subito inserendo il tuo nome ed un indirizzo email.

2. Iscritto a Facebook o Twitter

Clicca sui pulsanti per commentare con il tuo profilo Facebook o Twitter.

3. Iscritto a Dissapore

Registrati o accedi per commentare.