
antonio: Bel commento, sono sostanzialm
Antonio Ponzo: Ciao anch'io sono di Firenze
Anna: Quoto!
antonio: Visto l'orario, speriamo che l
Non vorrei dire noi l’avevamo detto, ma: noi l’avevamo detto che sulla predisposizione a rilanciare l’immagine italiana di Michela Vittoria Brambilla – ministro del turismo auto-nominata visto che il ministero del Turismo ancora non esiste, rimaneva qualche dubbio. Dopo la vicenda del conto lunare ai 2 turisti giapponesi al ristorante Passetto di Roma, ci aveva provato offrendo ai due turisti la vacanza riparatrice a spese del governo.
Ieri, Yasuyuki Yamadai, 35 anni, vittima con la sua fidanzata del maxi conto, ha detto “no grazie“. Il gesto della ministra, per la verità, non è sembrato proprio elegantissimo. Più che un atto politico, ha dato l’impressione della smargiassata lumbard. I turisti hanno fatto un bel gol a porta vuota, declinando l’offerta come “UNA SPESA INUTILE FATTA CON LE TASSE DEL POPOLO ITALIANO”.
A noi pare che la partita non sia stata giocata benissimo. Per dirne un paio: la Brambilla ha diffuso l’invito attraverso un quotidiano giapponese perché non conosceva l’indirizzo della coppia di turisti: “chiamateci subito e fateci sapere”. Qualcosa non quadra: i due turisti hanno denunciato il Passetto ai carabinieri, possibile che nessuno ne conosca le generalità? Non potevamo identificarli e contattarli direttamente, senza il patetico annuncio stile Chi l’ha visto?
Secondo dubbio (quasi una certezza). I turisti dicono di non avere intenzione di accettare l’invito “anche se arrivasse un’offerta formale”. Come dire che NON c’è stata NESSUNA offerta formale, e la lettera aperta del ministro strombazzata dai giornali, cos’era? Una trovata finalizzata al solito comunicato stampa?
Detto che offrire ai due turisti la testa del ristoratore su un vassoio era magari esagerato, al posto della Brambilla, voi come vi sareste comportati?
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Secondo l’etichetta giapponese, il primo invito si rifiuta perché è scortese accettare, il secondo si accetta perché è scortese rifiutare due volte. Questa lezione l’ho imparata ad un corso ad hoc fatto quando stavo al Parlamento Europeo, cosa che la Brambilla non ha sicuramente visto… Soprattutto, come da noi, gli inviti si fanno in privato, direttamente. Dato che hanno pagato con la carta di credito, non credo che la VISA avrebbe negato al Governo Italiano l’identità di chi aveva pagato. Al limite, avrebbe inoltrato lei l’invito, in modo da non divulgare l’indirizzo dei malcapitati giapponesi.
Che tristezza, ancora un’altra figuraccia da parte di una scioccante Ministro arrivata a quel posto per ben altri meriti ma, soprattutto, una ennesima dimostrazione di una ignoranza crassa e belluina, che ormai invade tutti i nostri posti di rappresentanza ed è tipica di un certo Nord, meno avvezzo all’educazione galante del Sud.
> al posto della Brambilla, voi come vi sareste comportati?
Mh…
anziché avviare una commissione di vigilanza del ministero del turismo su prezzi e servizi offerti; anziché far balenare dei codici etici e anziché prendere carta e penna per scrivere una lettera aperta ai turisti giapponesi e di tutto il mondo…
sfruttando mediaticamente la contingente stagione turistica,
avrei tentato di mettere in agenda una visita ministeriale all’ambasciata italiana di Tokio. O almeno ne avrei delineato lo scopo: si sarebbe in tal sede organizzata una videoconferenza stampa della ministro, nel corso della quale sarebbero state presentate, ai nippo truffati, le scuse dell’Italia (e non del governo, dannazione: del Paese). Scuse mediatiche alla maniera giapponese, ovviamente: le avete presenti?
Mediaticamente, i nippo non li compri… devi affascinarli:
la loro formazione culturale ruota attorno a formalismi ed eleganze il cui scopo è rassicurare se stessi e gli altri con gesti ripetuti e sempre uguali. In sostanza preferiscono fare una gaffe, piuttosto che intraprendere una strada incognita. Sbattere contro un muro li salva dalla necessità di confrontarsi su un terreno che vedono come minato (Gian Carlo Calza – Paolo Salom, Corriere della Sera)
e chi mai potrebbe resistere, a delle scuse presentate con grazia dalla ministro Brambilla?
E’ bello che anche quest’anno gli argomenti da ombrellone non mancano.
Civiltà 3 Italia 0 POPOPOOOO
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Scuse formali in forma privata.
Stop.
Al limite, avvertire che il sistema giudiziario italiano è un pelo lento e proporre con timida vergogna il risarcimento, magari concordato con il locale.