di | mar 15 nov 2011 ore 9:58
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diatribe

Vallè: Non ho nulla contro la margarina e i foodblog purchè i due fenomeni non si presentino contemporaneamente

Volevo parlare di C’è tort@ per te. Anzi: volevo non parlare di C’è tort@ per te, o quantomeno parlare del fatto che io di C’è tort@ per te non sapevo né ho mai saputo nulla. Volevo parlare di C’è tort@ per te, ma speravo lo facesse qualcun altro per almeno due buoni motivi: il tempo libero – banalmente – mi rende una persona migliore; ma più che altro per andare oltre ‘sta ossessione di voler parlare di C’è tort@ per te. Sono stato accontentato, ieri qualcuno ha inviato alla casella di Dissapore l’email che vedete.

“Vorrei sottoporre ala Vs attenzione (nel caso vi sia sfuggita), l’interessante diatriba nata su Facebook tra Sigrid Verbert (famoso Cavoletto) e un gruppo di foodblogger co-autrici di un libro appena uscito in libreria”.

Il libro è  C’è tort@ per te, appunto.

Ma cos’ha scritto di così sconvolgente Cavoletto, il mito di un’intera generazione di foodblogger, per provocare addirittura una diatriba? La risposta è nell’email ricevuta ieri.

“Diommio. Ho appena ‘scoperto’ l’esistenza di un ricettario ‘scritto dalle 16 foodblogger più autorevoli’ (scusi? :-) e sponsorizzato da… un marchio di margarina?! Forse questo è persino peggio del formaggio fuso ricompattato a fettine. Ma, care blogger, voglio dire, su, ma perché fate cose del genere??”

Al pungente stato di Facebook della Migliore seguono un centinaio di commenti sintetizzabili grossomodo in due:

1) Vallè, azienda che produce margarina, prodotto non proprio salubre, guadagna dal libro (il ricavato delle cui vendite è devoluto alla LILT per la prevenzione del tumore al seno) e dal coinvolgimento delle foodblogger. Per capirci, anche fare greenwashing del proprio marchio equivale a guadagnare.

2) Le foodblogger, che si sentono un po’ tradite dalla bisbetica nota della loro beniamina, hanno partecipato all’ininiziativa inviando la ricetta del cuore e sono state premiate con la pubblicazione, un sicuro motivo di soddisfazione. Che male c’è?

Ora, malgrado qui le manifestazioni emotive piacciano eccome, anche quando contengono punte di disprezzo o aggressività, volete dirci da che parte state comportandovi come bambini educati e buoni?

P.S. Certo che pure Vallè, la margarina che chiede una ricetta del cuore!

[Crediti |Link: Cavoletto di Bruxelles, La valle del cuore. Immagine: La valle del cuore]

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151 commenti a Vallè: Non ho nulla contro la margarina e i foodblog purchè i due fenomeni non si presentino contemporaneamente

  1. la margarina nella mia testa non esiste e al supermercato faccio finta di non vederla. Al posto loro non mi sarei prestata (la visibilità ok, ma la credibilità?)

  2. Posso dire che ognuno dovrebbe pensare a sè stesso e a quello che fa senza rompere le cosidette al prossimo?

    Se la foodblogger che lei definisce “mito di un’intera generazione di foodblogger” (mi vengono i brividi al solo pensiero!) pensasse meno agli altri e si rendesse conto che ognuno è libero di scegliere se cucinare con la margarina, con l’olio evo o con il grasso della marmitta staremmo tutti meglio.

    D’altra parte, se le foodblogger non si risentissero per il commento di una solo perchè è quella “una” il mondo e i foodblogger sarebbero tutti migliori.

    • avatar Antonio Scuteri

      Beh, scusa se ti faccio notare la contraddizione, ma con questo post anche tu stai giudicando pensieri e parole altrui. E quell’altrui specularmente potrebbe dirti di farti gli affari tuoi, e di non rompere le cosiddette al prossimo, che è libero di dire e fare quello che vuole :-D

      • Il mio “giudizio” come lo definisci tu è piuttosto un’opinione legata al fatto che la polemica è sterile e priva di senso perchè le due parti chiamate in causa si accusano a vicenda in una storia che si ripete sempre uguale a sè stessa (si vedano i casi Parodi, i casi di foodblogger che hanno scritto libri, etc etc).
        Si può definire giudizio ma è un giudizio di merito su una questione che onestamente non troverà mai la sua fine… :)

  3. la ny cheese cake con la margarina è da codice penale.

  4. Il problema non è la margarina e non è Vallè. Il problema è la bassezza dei commenti, la tristezza dei contenuti, l’immaturità delle persone che si attaccano a vicenda. Per cosa, poi?

    Personalmente mi astengo da una discussione priva di significato e consiglio a siti molto visibili come questo di dedicare un post a Chiara, la blogger che, dopo la disgrazia di Genova, ha visto il suo ristorante distrutto, invece che continuare con queste polemiche.

    Parliamo di cose serie e smettiamola con le provocazioni da liceali.

  5. avatar fabio

    il problema non credo sia la margarina…il problema credo sia il bruciore al posteriore delle “escluse” dalle 16 autorevoli foodblogger……

    se poi butti nel calderone una manciata di cuoche da web,mescoli con margarina,una puntata di casalinghe disperate….una ricetta copiata etc etc….è pane per Dissapore.

    • avatar anna

      Caro Fabio, nel calderone mi sa che butti solo il ‘bruciore’, perchè del resto qui non siamo in presenza nè di casalinghe disperate visto che la maggior parte lavora e cura un blog solo per piacere, nè in presenza di ricette copiate e se leggi le storie ad esse legate capirai. Qui ci si diverte solo tutte insieme senza cattiverie, gelosie, nè secondi subdoli fini ….
      Intanto, in mezzo a tutto questo chiasso, si perde di vista la finalità del libro che, è pur vero che porta pubblicità alla Vallè, ma è pur sempre una finalità che merità un pò più di attenzione.
      Anna

  6. Perchè continuare con la polemica…?
    E’ già stato detto tutto, e forse troppo, proprio nella pagina di Sigrid.

  7. Tutti vogliono essere ricordati per almeno cinque minuti. E se il tuo “Dio” (cavoletto per es.) non è d’accordo allora diventi ateo, ma non rinunci.

  8. A me sinceramente piace poco l’ingerenza in genere degli sponsor tra i foodblogger… porta spesso a risultati di ben poco valore… (il NewYork Cheese Cake ne è un esempio, appunto)… mi sono un po’ rotto di questa moda dello sponsor nel blog.. per cui il o la foodblogger di turno pubblica ricette di una banalità (concettuale e pratica) disarmanti solo per giustificare la foto con la cocotte, il coltello, il robot, l’affettatrice o quant’altro in primissimo piano in modo da leggerne bene il nome… Voglio dire.. se ti piace cucinare, sai scrivere e ti appassiona, fatti il blog, ottimo ! se avrai migliaia di fans ne farai un libro e ci guadagnerai pure, ma l’uso subdolo della ricetta per far pubblicità è una cosa che non sopporto… quando lo vedo smetto immediatamente di seguirlo, mi sento preso in giro.

  9. io non ho mai usato la margarina e penso che non la userò mai…però credo sia eccessiva una critica così spietata…va da sé che la cosa possa stupire, ma non è da condannare! Forse se considerassimo le persone e nel caso di specie i foodblogger come esseri, comuni mortali, compresa la brava, seria e professionale Sigrid, non staremmo qui a parlarne!!

    elisa

    • Concordo pienamente con il tuo pensiero…hai colto il nocciolo della questione.

    • avatar lotho82

      ..ma infatti SONO persone normali e a volte esprimono, pensieri non proprio gradevoli o di tatto.
      Cmq nella margarina non ci vedo nulla di male, signora Verbert, piuttosto trovo peggiore (per derivazione e per gusto) il fois gras, tanto per dirne una. Ma questa è solo la MIA opinione personale. E non sono neppure food blogger, ahimè.

      E’ proprio questo che non mi piace del mondo food-adesso-è-diventato-di-moda: troppa saccenza, troppa supponenza non richiesta. E’ cibo, perdio, va onorato e rispettato in tutte le sue modalità. Anche se si tratta di margarina, su.

      • avatar Me Medesimo

        Nella margarina non ci vedi nulla di male perché a occhio nudo i grassi idrogenati non si distinguono. Azz, ho dimenticato l’accendino!

        • avatar lotho82

          ma no, dai, su. Di sicuro anche tu avrai introdotto nel tuo corpo qualcosa di non puramente DoC, DOP, alta qualità, slow food ecc… insomma, anche tu avrai mangiato la Nutella e sei sopravvissuto.

          Io sono per la libertà di cucina, pure usando i prodotti del discount perchè, in fondo, ognuno deve fare i conti con le proprie tasche e con le proprie scelte di approvvigionamento.
          Ciò però non significa che siano anche le mie, sia inteso.

  10. avatar gianluca

    nella vita peggio della vallè puoi mangiare solo gli hamburger di soia

  11. Faide, lotte senza quartiere, flame, duelli all’ultimo sangue, randellate, prese di posizione, offese, attacchi, contrattacchi…

    This is foodblogosfera ragassi, mica roba per educande ;)

  12. Tutto questo ‘scandalo ‘ per un libretto semplice (che non toglierà visibilità a nessuno) ma ricco di ‘umanità’ nel senso più puro del termine, che nessuna di noi si sarebbe aspettata è veramente fuori luogo.
    La margarina è stata il pretesto per un incontro bellissimo tra persone che hanno raccontato delle esperienze di vita, dei ricordi d’infanzia ed hanno proposto delle torte semplici (non dovevamo stupire nessuno) ..scommetto che anche il più
    grande chef ha nel cuore una torta ‘modesta’ magari della nonna che il solo profumo gli rievoca emozioni fortissime…di questo e solo di questo si è trattato e se poi questa carica emotiva è stata incanalata per aiutare delle donne in difficoltà, e Dio solo sa quanto mi stia a cuore questo problema, farei questo ed altro….molto molto altro.

    :-)

  13. avatar Riccardo I.

    Vabbè, ma la povera Vallè se vuole farsi pubblicità che concorso dovrebbe indire? Invece che quella “spaccacuore”, chiedere la ricetta “spaccarterie”? E su… 8-)

    • eh ma il fulcro della questione sta proprio qui: “anche fare greenwashing del proprio marchio equivale a guadagnare” come fa giustamente notare Bernardi.
      Tipo la BP che fa attività social dopo avere disintegrato il golfo del Messico…

  14. avatar pius

    Ma nelle ricette esse usano poi la margarina?
    Comunque le solite seghe mentali, come quelli che guai a parlare bene di McDonald e poi recensiscono la nutella e il chinotto.

  15. avatar Matilde

    Io mi sono scandalizzata quando ho letto un articolo come questo:
    http://www.terramadre.info/pagine/leggi.lasso?id=C27451721b207195E5iK7FB64215&ln=it&-session=terramadre:42F942A11b26b24F2DQM698959A5

    e ho scosso la testa quando ho letto del libro in questione.

    Seguo una marea di blog di cucina, credo che alcuni siano proprio delle signore del libro, e trovo che Francesco Feraci ( lì sopra ) abbia perfettamente ragione; ultimamente scremo parecchio ; )

    Ma “la signora del Cavolo”, ha decisamente peccato di presunzione:
    “scritto dalle 16 foodblogger più autorevoli’ (scusi? :-) )”. Questa se la poteva evitare.

    Come ha scritto qualcuno in merito “Ho idea che il pisello che reggeva la principessa sia stracotto…cede”

  16. Ma come mai rosicano tutti quando si parla di Sigrid?
    Il fatto incontrovertibile e che rende rosiconi tutti è che lei è la più brava, la prima, e che tutte queste foodblogger margarine l’hanno COPIATAAAAAAAAA! Questo è.
    Se pecca di presunzione , che la si lasci passare!

  17. penso esattamente quello che ho scritto nella discussione fb, sono quella del greenwashing :)
    C’è comunque da ridere a sentire dire dalle foodblogger che hanno scritto il libro per Vallè che Sigrid rosica…io vorrei ricordare che Sigrid di libri ne ha già scritti diversi da sola, e non vedo cosa avrebbe da rosicare.
    In ogni caso continuo a pensare che l’azienda abbia fatto un’operazione di greenwashing bella e buona, certo i proventi andranno alla Lilt e tutto quello che volete, ma la Vallè ne ricava in pubblicità e in riposizionamento del prodotto come qualcosa che “fa del bene” ,a costo zero.
    E’ il marketing, bellezza.

  18. Dico che Sigrid Verbert, con il suo blog di cucina Il cavoletto di Bruxelles, è la più brava, e che ha dato l’avvio, in Italia, alla pubblicazione di blog di cucina e fotografia che hanno preso spunto proprio da lei. Molto spesso copiandola. I numeri parlano. Ed i confronti pure.

    • Un blog nasce per molti motivi diversi tra loro.
      Ma quasi mai per imitarne un altro.
      Nasce spesso dall’esigenza di avere uno spazio dove condividere i propri interessi e le proprie passioni con altre persone.
      Non ci sono miti da emulare, fermo restando la stima verso chi ha un vero talento per la cucina, per le foto e per quello che scrive.
      Qui ci si incontra e nascono amicizie, a volte opportunità di lavoro, per chi si rimbocca le maniche per necessità.
      Ma a parte qualche eccezione non esistono nè sgomitate, nè spruzzi di veleno.
      Non so ancora se i partecipanti a questa discussione stiano sottovalutando o sopravvalutando chi gestisce un blog.
      Sicuramente si sta sprecando tanta acidità e nessuno, fin dalla prima frase di questa polemica, se lo meritava.
      Anna Gentile

  19. avatar GIANLU63

    Margarina chi?

  20. se poi posso aggiungere una cosa, tutte a prendersela per il fatto di essere autorevoli o meno mi lascia perplessa.
    credo che sappiate benissimo che quando un’azienda invita delle persone ad un evento inizia con una cerchia molto grande, e poi man a mano che le persone rifiutano, la cerchia si stringe e i nominativi cambiano.
    Quindi se queste 16 foodblogger non avessero accettato, ne avrebbero chiamate altre 16 e sarebbero state loro le “autorevoli”.

  21. avatar Matilde

    Tutte queste lodi per Sigrid ( bravissima fotografa, non le si può dire nulla in merito ) fanno lo stesso effetto dei complimenti di Fede al Cavaliere…
    + danno che utile.

  22. Matilde: ammazza che esempio intelligente che hai fatto!

  23. Personalmente trovo strano che venga presa di mira Sigri x aver espresso un suo pensiero, condivisibile o meno, sulla sua Bacheca di FB attaccandola anche sulla sua professionalitá. Ha fatto un suo percorso non fondato sul caso: si é fatta il suo bel corso di comunicazione gastronomica, corsi di fotografia ecc… Unitaria vorrebbe dire dedicare tempo e denaro proprio. Le sue ricette piacciono o no, le foto piacciono o no é una questione personale ( personalmente ho un diverso percorso culinario e cucino altre cose. Anche le foto non incontrano il mio gusto -troppo donna hay- troppo azzurrine- ma é una visione mia, non posso dire che tecnicamente non sono ben fatte. In ogni caso funzionano e cloni delle foto del cavoletto ne é piena la rete. Quello che mi lascia perplessa é il non aver trasferito informazioni precise sul progetto Vallé: sfatare magari i luoghi comuni sulla margarina, convincere a suon di schede tecniche e scientifiche le proprietá del prodotto. Mi pare che l’azienda abbia organizzato vari incontri ma le cose lette in giro parlavano solo di quanto ci siamo divertite tutte insieme, che figo l’albergo che ci ha ospitato, che stratosferica é stata la cena dallo stellato di turno. E la beneficenza? Perché un anno da, due anni da non ne ha mai parlato nessuno? A me é mancato questo: una sana e sincera informazione

    • avatar Matilde

      perfetto, d’accordo.
      Sigrid ha espresso un pensiero che anch’io condivido.
      Ma la sparata sull’autorevolezza a mio parere non ci sta.
      Tant’è che se se la fosse risparmiata, non ci sarebbe tutta questa polemica.

      • Cara Alexandra,
        Mi ha incuriosito il tuo commento. Ho passeggiato nel tuo blog per un momento e oltre a trovarlo davvero delizioso (x cui mi ripropongo di tornare da te) ho visto che anche tu, come noi, hai vissuto esperienze simili. Di condivisione di un momento di allegria con altre blogger, di viaggi fatti insieme per un evento o uno sponsor.
        Quindi capisci benissimo il significato che ha avuto per noi l’evento Vallè, e del perchè abbiamo scritto più o meno le stesse cose ‘quanto è stato bello’, ‘ come sono stati bravi’, ‘ com’era bello l’albergo’… ecc….
        La vallè ha sul suo sito, a cui tutte noi rimandiamo attraverso un link, tutte le informazioni del caso.
        E sicuramente, visto che stiamo parlando di quest’evento e purtroppo anche di una brutta storia di polemica che si poteva evitare, anche alla presentazione del libro saranno fornite, se richieste, le informazioni sui prodotti aziendali.
        Sigrid è molto brava in quello che fa. Ma onestamente, la sua acidità è stata gratuita e davvero molto offensiva.
        Anna

  24. Mah: a parte il discorso margarina sì margarina no (che personalmente aborro ma ste polemiche onsetamente mi lasciano perplessa), noto per l’ennesima volta con sgomento e tristezza come molte foodblogger si mettano in scena dando il peggio del femminile: gelosie, cicalecci, pettegolezzi, manie di proganismo. Mi dispiace perché non è una bella immagine che diamo di noi donne.
    E questo perfino quando c’è di mezzo una persona da aiutare, perché è davvero nel bisogno.
    Figuriamoci quando si tratta di margarina o burro…

  25. avatar Sara77

    Aborro la margarina, aborro tutto ciò che grazie a pubblicità e politiche di marketing viene “infiocchettato” per bene e venduto per sano, buono, nutriente etc. Non tutti hanno la voglia, le competenze, la capacità critica o solamente la curiosità per informarsi e mettere in discussione quello che vedono e comprano!
    Quindi non posso condividere la scelta di foodblogger e non di prestarsi a questi giochetti pur di avere 10 minuti di notorietà! Quando poi l’”infiocchettamento” si mescola alla beneficenza allora sono assolutamente e fermamente contraria!
    Ma naturalmente questo è il mio giudizio personale!
    Detto ciò, autorevoli o non autorevoli che siano, navigo tra i foodblog del momento perché mi piace mettermi alla prova con le ricette che trovo: in alcuni blog si trovano ricette che vengono alla perfezione (forse perché chi le pubblica le prova e riprova fino a trovare le proporzioni giuste, la temperatura giusta ecc) in altri blog si trovano ricette che non riescono per niente, anzi ti fanno fare brutta figura anche con te stessa (forse perché chi le pubblica è più preso a pubblicizzare l’ingrediente X e l’utensile Y o a farsi riprendere in Tv o intervistare da qualche parte invece di trovare la giusta combinazione tra farina, zucchero e °C).
    Se non si condivide un autore, un blogger, un prodotto, si smette di leggerlo, lo si cancella dai “preferiti” o si evita di comprarlo. Le polemiche sono sterili e non portano a niente!

  26. Nemmeno io ho nulla contro la saccenteria della “mitica” promotrice della “querelle del cavoletto” ed i suoi errori ortografici (natalizzi, pioggie, pasticcieria, colloro, il ché…) purché i due fenomeni non si presentino contemporaneamente :-D Insomma, dal momento che “il tempo libero rende le persone migliori”, perché non utilizzarlo proficuamente (con la c) per frequentare un bel corso di lingua italiana, anziché sprecarlo per criticare margarine e signore più o meno autorevoli? :-) Preciso che non faccio parte del gruppo delle sedici blogger autrici del libro oggetto della disputa e che non ho mai sponsorizzato (né mai sponsorizzerò) alcun prodotto dalle pagine del mio blog: il mio intervento è perciò da considerarsi libero e disinteressato.

    • avatar jade

      d’accordo con te Lucia e aggiungo una cosa.
      l’ortografia è un segno anche di rispetto per chi legge.
      continuare, dopo anni che sei in Italia e anni di libri scritti, a fregartene dei refusi e perseverare, è spocchioso e basta.
      “GLI adoro” non è una cifra stilistica. è un errore e basta.
      se vuoi essere autorevole, cura anche il linguaggio.

      • avatar gianluca

        perfettamente d’accordo

      • avatar gianluca

        inoltre la maggior parte delle ricette del cavolo io penso che siano proprio……delle ricete del cavolo :-)

      • avatar Me Medesimo

        e ogni tanto, Sigrid, usa la parola “florilegio” eccheddiamine! ;-)

      • avatar P.

        Il colmo di “gli adoro” e altre perle simili è che prima scriveva correttamente, poi avrà copiato qualche ignorante che scrive così. Le è stato fatto notare più volte, ma continua come se fosse chissà che bellissima invenzione.
        Era simpatica all’inizio, ma ora è di una supponenza e un’acidità incredibili. Risponde sempre piccatissima e in modo cafone alla minima critica.
        Se lei che pubblica i suoi libri (con le faccine, una cosa inguardabile) è invidiosa di 16 blogger perché il marketing della Vallé le ha definite “le più autorevoli”, è proprio una poveretta.
        Lei che fa pubblicità a cani e porci, poi.

  27. avatar G

    Sigrid Verbert è quella che fa le foto tutte uguali e tende a cucinare intrugli pappiformi per capirci, e che usa spesso parole sconce come ”diommio” et similia. Ok, alla quale evidentemente brusa el chiù e se la crede tantissimo (vedasi alla voce ”scusi?”). Ok. la margarina è un ingrediente idiota, quasi come il commento di Chiara Maci, quasi come questo articolo. Tutto sto hype intorno al cavoletto lo giustificavo forse un tempo, poi ha smesso di essere interessante, ma da un pezzo.
    Sigridona sta a vedè che ora i libri li puoi fare solo te, dai.

    • G, sai una cosa, sulle foto c’e’ una sottile linea tra lo stile contemporaneo di food photography e la ripetizione seriale. E io non ho capito quando la si valica. Nelle foto dei blogs ci sono moltissimi props che si usano e sono sempre quelli (l’onnipresente tavola in legno un po’ consunto di vari colori che da un paio d’anni imperversa, ad esempio). Cosi’ come il range dei tipi di illuminazione e’ piuttosto ristretto.
      Ma e’ difficile dire se si tratta di una moda, di uno stile abbracciato un po’ da tutti, o da una ripetizione seriale. Del resto se prendi un libro di food photography come Plate to Pixels di Helene Dujardin, lo vedi chiaramente che oggi le foto di piatti da blog o di prodotti si fanno con quei props e con quei setup.

      Per il resto hai ragione con quello “scusi” secondo me si e’ messa in cattiva luce in un discorso che altrimenti ci poteva stare.

      • E a questo aggiungo che tutto sommato Sigrid si e’ evoluta sempre un passo in anticipo sulle mode e si e’ differenziata. Magari poi ti fa il libro ripetendo se stessa, pero’ come fotografa professionale non si puo’ non riconoscere che e’ talentuosa e cura l’evoluzione del suo stile bene.

      • avatar Matilde

        La cosa che mi irrita in molti blog di cucina è proprio questo: le foto sono tutte uguali: il tavolaccio di legno o il tagliere, le vecchie posate, i tovaglioli di carta con motivetti shabby o le pezze di tessuto sfrangiato, ecc
        Per una ricetta ci sono almeno 4 o 5 foto tutte identiche tra loro, forse perchè la foto è meglio del piatto in sè, senza contare poi che nello stesso mese rischi di trovare la stessa ricetta postata in almeno 20 blog diversi.
        Ormai si cucina per il gusto di postare la foto e questo mi irrita da matti.
        Vai ai corsi di cucina e le vedi tutte con le Canon/Nikon al collo a fotografare la manina infarinata di quella o lo straccio dell’altra, invece di capire come si crea l’autolisi.
        In questo probabilmente Sigrid si distingue, essendo nata come fotografa e avendo davvero segnato uno stile.
        Le altre, scusate l’acidità, un pò pecore.

  28. Ribadisco: ammazza che rosiconi!!!!!!!!!
    Adesso si attaccano anche alla lingua italiana, ma che il cavoletto deve essere un sito per accademici della crusca?

    • avatar jade

      santo cielo, scrivere dei libri fichetti e un blog fichetto in italiano corretto senza errori significa essere accademici della crusca?

      buon dio, ora mi spiego perché le barzellette di Totti sbancavano

    • avatar G

      Sto loop della #soloinvidia (credo, suppongo) metta in evidenza i danni da tracimazione del berlusconismo (oyeah flame).
      Una critica non è un attacco. E’ una critica. Non si può più dire ”questo lo apprezzo, questo no, questo invece mi fa schifo” senza essere tacciati di travasi biliari. Ciò è triste. O meglio, si può dire, se sei Sigrid e scagli un j’accuse froufrou alla congrega delle scusi?-non-all’altezza-mazza-che-sciatte che hanno osato cucinare con la margarina. Se sei un altro no, non puoi.
      Adesso sta a vedere che se a leggere errori (chiamiamoli un po’ refusi…a volte ci fa proprio la *supposed to be* sbarazzina…comunque) uno si infastidisce è uno stronzo. Vabè, poi?
      A me di avere un blog di cucina frega niente, di cosa dovrei essere invidiosa? Ho apprezzato e molto, fino a una certa, il blog della signora Verbert, lo trovavo ben curato e interessante. Le ricette lo erano, interessanti. Poi, secondo me, hey, ho detto secondo me…calme groupies cavolaie, hanno smesso di esserlo, brutalmente, e ho notato una ripetizione seriale del modus fotografandi che fatico a definire stile, forse perché m’ha stufata. Non ultimo, mi ha stuccata da morire questo suo fare zuccheroso e spocchiosissimo che trovo respingente.

  29. avatar serena

    ok ok la sigrid non sarà simpatica ma come si fa a cucinare con la margarina???? di benedetta parodi ne basta una!!!!

  30. avatar Lorenza

    A me Sigrid sembra solo una che recita una parte per mestiere (o più che altro dovere, perché mi sembra sempre meno interessata a quello che fa, sarà la maternità probabilmente…). L’amore per la cucina è un’altra cosa. Anche le foto hanno smesso di essere interessanti da un bel po’ per non dire che sono molto peggio di una volta (sarà sempre la maternità, probabilmente, visto che di tempo ne avrà anche meno, giustamente).
    Ma sulla margarina, che poi era l’argomento del titolo e sulla quale tornerei, ha una sacrosanta ragione. Non è accettabile che una persona che scrive di cucina (ovunque, sia che si tratti di un blog che di una guida o qualunque altra cosa) possa anche solo immaginare di cucinare con una cosa che nella migliore delle ipotesi ti aumenta il rischio d’infarto o di ictus ad ogni boccone. Impariamo dai francesi (che di cuore stanno meglio di noi) e usiamo un po’ di più il burro e un po’ meno i grassi vegetali quando non hanno senso.

    • avatar G

      Insomma riassumendo, tra chi se la tira a strappo e chi userebbe pure il castrol pur di stare in vetrina, è un bel cottolengo.
      Ne evinciamo che: la margarina sta al buonsenso/buongusto culinario come il diommio alla presenza di cervello (oh, come sono stronza). E che questa è una querelle davvero baggiana, anche.

  31. avatar Cristina

    dai che Sigrid non sia il massimo della simpatia è vero, che faccia errori ortografici pure, però tra le foodblogger pro margarina ce ne sono alcune che ne fanno di peggiori, e sono italiane.

  32. Sigrid non aveva criticato la margarina, ma il non essere tra le 16 autorevoli blogger. Il peccato originale sta lì….il re è nudo?

  33. Mah, che Sigrid faccia errori scrivendo mi pare sia del tutto secondario visto che è straniera e che comunque scrive molto molto meglio di tante italiane doc.

    • avatar jade

      sta in Italia da una vita, scrive tantissimo, basta con sta storia “beh fa errori perché è straniera”
      vuoi essere “la più autorevole foodblogger in ITALIA?”. Scrivi in Italiano. punto.

      • Jade, guarda su questo punto PRECISO non sono d’accordo. Intanto, non sta in italia “da una vita”. . Non lo so ma chi di voi ha anche una lunga esperienza all’estero e scrive come scrive lei?
        Che poi possa stare sulle scatole per xy ragioni è un altro discorso, ma onestamente non mi attaccherei al fatto che non ha “l’ortografia in tasca”.
        Di personaggi presunti autorevoli che parlano molto molto peggio di lei ce ne sono a bizzeffe. Anche in televisione, per dire.
        L’autorevolezza in cucina ( SE c’è) non si basa a mio modo di vedere sul livello di linguaggio, o perlomeneno questo non è l’elemento chiave!
        Specifico che non sono l’avvocato della signora, non mi interessa esserlo.

        • avatar P.

          Ha studiato in Italia, ci vive da anni e ha un marito italiano.
          Mia sorella, autodidatta in francese che ortograficamente è più difficile, vive da molto meno in Francia, e certe castronerie del cavoletto stupiscono pure lei.
          E’ solo sciatteria e menefreghismo.

      • avatar Me Medesimo

        Scusate l’OT, ma ho un’importante notizia da dare a Crudelia Jade. Ti faccio un’anticipazione clamororosa: Alberico ha presentato ricorso all’Accademia della Cucina Italiana e lo ha vinto. Stasera, pertanto, sarà riammesso.
        Per festeggiare, mi sono permesso di spedirti un florilegio di dolci tutti a base di pan di spagna fatti fare apposta per te in una pasticceria di Napoli. Spero apprezzerai. Ciao.

    • avatar gianluca

      jade ha perfettamente ragione.
      il fatto è che se fai la panettiera e non parli correttamente in italiano allora puoi dire “eh sono straniera”.
      ma se fai la scrittrice non puoi scrivere erratamente, indipendentemente da quali siano le tue origini. sarebbe come vendere il pane marcio.
      il lessico è la sua merce.

      • Il punto è che lei non fa “la scrittrice”. Non scrive romanzi.
        Anima un blog di ricette di cucina. E scrive libri di cucina. Che non ho mai letto con attenzione ma in cui non ho visto refusi.
        Mi pare al di là di tutto, comunque, che nella diàtriba, siano altri aspetti che meritano di essere evidenziati. ma è una MIApersonale opinione, per carità…

        • avatar gianluca

          i libri, prima di essere pubblicati, sicuramente saranno rivisti e corretti anche da qualcun’altro.
          per me una blogger che pubblica libri è a tutti gli effetti una scrittrice, oppure una giornalista.
          che poi il tema sia la cucina piuttosto che lo sport o la fantascienza è del tutto indifferente rispetto al lessico, che deve, dal mio punto di vista, essere corretto.
          poi, come dici giustamente, è questione di opinioni. questa è la mia.
          ;-)

          • Per me una donna che pubblica libri di cucina è innanzitutto “autrice ” (di libri di cucina) e non “scrittrice”, che invece implica o per meglio dire “esige” una perfezione a tutto tondo del linguaggio.
            E per l’appunto, i suoi libri, corretti o meno che siano da terzi, non mi risulta contengano errori.
            Il blog rimane una sorta di diario personale, a mio avviso, con tutte le imperfezioni di cui ognuno di noi è fatto. Oltre al fatto, per me non da poco, che costei è straniera.
            Ci sono chef stellati italiani e francesi che sanno scrivere due parole in croce nella LORO lingua ( e che parlano male!): non per questo non sono considerati un’autorità in materia.
            La proprietà di linguaggio non tocca la sostanza di un piatto proposto…SE questo è davvero valido.
            Quel che dà fastidio della signora, da quanto capisco, è che per taluni è saccente e , pare, si ritiene il non plus ultra della cucina.
            Allora, quando una persona ti sta sulle scatole la attacchi su tutto ma proprio su tutto.
            A me pare che il punto, in questa faccenda sia un altro: ovvero che costei si sia scandalizzata di un ricettario sponsorizzato da una marca di sottilette mettendo in dubbio “l’autorevolezza” delle 16 blogger che vi hanno partecipato.
            Personalmente trovo che già su questo punto ci siano cose da dire. Come dire: l’ortografia- refusi o errori che siano- è ben poca cosa a confronto.
            E alcune persone che sono intervenute in questa sede, hanno secondo me centrato il punto

          • avatar gianluca

            si, quel che dici è vero. il fatto è che però secondo me il cavolo ha veramente pochi contenuti validi ma mi sembra, magari sbaglio, che il suo successo derivi più che altro dallo stile.
            ma quando ti poni con un atteggiamento spocchioso, è chiaro che, almeno nella forma, devi essere praticamente perfetta. e non è questo il suo caso.
            poi, mi sembra di capire che ognuno dia un’importanza diversa al lessico. a me per esempio se uno chef scrive una ricetta in un pessimo italiano non interessa, perchè lui è uno chef, quello che mi deve comunicare è il contenuto.
            ma cavoletta non è chef ed è, secondo me, ben lontana da esserlo, per questo dovrebbe curare maggiormente la forma.
            questione di punti di vista. infatti io non leggo quasi mai il cavolo mentre altri “n-mila” si.

        • avatar jade

          non scriverà romanzi, ma pubblica libri e scrive assiduamente un blog che lei stessa, senza farne mistero, ritiene il più autorevole di tutte.
          siccome questo blog non è la sua Smemoranda, ma si propone di essere una guida fichissima per tutte le povere incompetenti che non solo non sanno fare un pain perdu, ma probabilmente non sanno neppure cuocere un uovo,
          l’italiano corretto mi sembra imprescindibile.

  34. avatar gianluca

    mi spiegate una cosa però, perchè invece che scrivere “errori” tutti ma proprio tutti, da un anno a questa parte, scrivono “refusi”? irrinunciabile trend del momento oppure appiattimento delle coscenze? :-)

    • avatar Antonio Scuteri

      E’ un modo di essere politicamente corretti.
      Errore = sei un ignorante
      Refuso = sai sicuramente come si scrive, ma digitando ti è saltata una lettera o hai premuto per incolpevole sbaglio una lettera in più

      PS: hai commesso un refuso, scrivendo la parola coscienza ti è saltata una i

      :-D

      • avatar jade

        allora mi correggo io: quelli della Cavvy sono errori.

      • avatar gianluca

        no, no. mi confesso: ho fatto proprio un errore, visto che c’ho anche pensato bene prima di scriverlo. con le i son proprio ignorante :-)

        ma tornando a noi, l’unica colpa della cavoletta sarebbe quella di premere inconsapevolmente tasti sulla tastiera? mi sembra un filino troppo ottimista come ipotesi :-)
        credo che sia più probabile che ci sia un abuso nell’utilizzo del termine ;-)

  35. avatar la Zia

    ma scherzate su Alberico? (spero)

  36. avatar Monica C

    Provo a spezzare una lancia a favore di Sigrid (non che ne abbia bisogno, per carità): siamo sicuri che il suo inciso sull’autorevolezza non fosse semplicemente ironico, anziché acido o dettato da invidia come la maggior parte dei lettori ha inteso? Guardate che quando si scrive (specie se si tenta di riprodurre il parlato) ci vuole un attimo a essere fraintesi. Non bastano tutte le faccine di questo mondo per rendere una particolare intonazione.
    Detto questo, gli errori (non refusi) di Sigrid mi danno molto fastidio, né più né meno dell’abuso di faccine e punteggiature ad minchiam che caratterizza certi italianissimi commentatori qui e altrove, e il fatto che lei non nasca come scrittrice bensì come “esperta di cucina e fotografia” NON è una giustificazione ai miei occhi. Parziale giustificazione è il suo essere straniera, ma da italiana che vive all’estero ed è alle prese con una lingua tutt’altro che facile (l’olandese), so per certo che esiste una soluzione: chiedere di controllare l’ortografia a un madrelingua, se non si è sicuri, o usare un dizionario, cartaceo o online che sia. In tempi di correttore automatico, non prestare un po’ di attenzione a quanto si scrive è sciatteria, non vezzo.
    Poi, tornando al tema del post: Sigrid ha sacrosanta ragione, la margarina è da abolire e il contrasto con la (presunta, a questo punto?) filosofia di tante blogger che ti mettono a perdere coi prodotti impossibili da trovare e il mercatino biologico etc. è stridente. ma siccome il Natale si avvicina, chiudiamo un occhio e facciamo che la finalità benefica dell’iniziativa assolve tutti, Vallé e blogger. Contenti?

  37. avatar P.

    Secondo me il blog è sempre più sciatto perché lei se ne impipa degli errori. Tanto per la claque adorante che ha “fanno simpatia” e quando pubblica i libri qualcuno corregge (purtroppo quasi solo l’ortografia, visto che certe espressioni infelici rimangono).

  38. Gianluca: molto interessante la tua risposta al mio ultimo intervento.
    Perché solleva un’ ulteriore comanda, sul perché del sucesso di costei.
    E qui la spiegazione oltre al fatto che è stata una delle prime a proporre una fotografia di cucina valida in italia e ricette “nuove”, è anche, a mio avviso, di carattere sociologico. E come tale interessante (ma andiamo OT)
    Inoltre capisco meglio che cosa vuoi dire ora: se una persona si presenta in modo spocchioso che “almeno” non faccia refusi-errori.

  39. Managgia. Mi ero perso questo stuzzicante post… Quindi, se volete faccio chiarezza anche se so che serve a poco (tanto ciascuno interpreta come crede): l’incisa dell’autorevolezza era appunto un’incisa, anche se comunque fra quei 16 nomi mancano quelli di colloro che sono, a mio avviso, i foodblogger più interessanti, noti e letti in Italia (non si sa bene poi su quali criteri sia basata l’autorevolezza ma dovrebbe esserci almeno un lontanissimo nesso…). Se poi vogliamo lo stesso sostenere che quelli del libro siano le 16 foodblogger più importanti – che tanto mr B. docet che qui ormai si può sostenere tranquillamente qualunque sconcezza – facciamo pure ma a me pare na balla. Ecco. E penso anche che non stia bene enunciare delle balle in copertina dei libri.
    Che qualcuno poi voglia sostenere che io sia abbastanza demente da pensare che poiché lo dice il titolo del libro è vero e che di conseguenza io me la sia presa solo in quanto non facendo parte della classifica, faccia pure. Questo per l’incisa.
    La sostanza invece è molto ovvia ed è questa: un foodblogger ha nei confronti di chi lo legge delle responsabilità, le persone che ci leggono spesso hanno nei nostri confronti una fiducia cieca, seguono le nostre indicazioni e i nostri consigli. Certo, ce ne possiamo anche fregare rifilando loro cose che noi stesso non useremmo, ma ritengo che sia eticamente sbagliato (oltre poi che contradittorio con la ‘mission’ stessa del foodblogger). Infine, sostenere un marchio di margarina equivale a sdoganare l’intera categoria e come sicuramente saprete, la maggior parte delle margarine contengono quei grassi idrogenati che l’OMS (cioè non la vegana integralista del blog accanto) raccommanda di non consumare. Ps per i simpatizzanti dell’Accademia della Crusca: provate un po’ voi a non dormire per 8 mesi poi ne riparleremo della qualità della prosa che riuscirete a sfornare fra un pannolino e una pappa (al burro, mica con la margarina).

    • avatar filomena g

      L’incisa?

      • avatar Marta

        “L’incisa?” LIKE IT
        “un foodblogger ha nei confronti di chi lo legge delle responsabilità, le persone che ci leggono spesso hanno nei nostri confronti una fiducia cieca, seguono le nostre indicazioni e i nostri consigli” : chi legge un food blog dovrebbe avere capacità di discernimento, non bersi tutto quello che dice un altro comune mortale. facciamo meno le star e prendiamoci un po’ meno sul serio no?

        Ah a proposito di responsabilità…”l’itagliano almeno sallo!”

    • avatar peppuccio

      Io rosico
      tu rosichi
      egli rosica
      noi rosichiamo
      voi rosicate
      essi rosicano

      ah Cavolè ammazza se stai a rosicà pe’sta cosa

  40. avatar Cafenal

    Cavoletto ha degli spunti di permalosità frequenti e acutissimi. È ottima fintanto che la si lascia stare. Ricordo i suoi eccellentissimi post dal Giappone. È rovinata da una corte di microblogger di seconda linea che, forse confidando in qualche contropartita o forse per sincero eccesso di ammirazione, la ricoprono di bava luccicante, un post sì e l’altro pure. Gli errori sono così frequenti e tipizzati che penso ormai li faccia apposta, collocandosi tra Don Lurio e Barbara Bouchet. Non male, anche se un po’ cheap e manipolatorio. Alla fine la sua compiaciuta personalità finisce per passare il segno. Non è grave, basta non prenderla sul serio. Farà bene anche a lei. Comunque è da un po’ che di gastronomia sul blog se ne vede poca. Ha lasciato spazio a commenti, articolesse, autopromozione, vaticini, prese di posizione, racconti di gustose vicende personali, ……

  41. Io sto con il Cavoletto :-)

    ho partecipato alla prima edizione, quella con le sottilette, perchè era un gioco. Non me la sono sentita di partecipare a quella con la margarina perchè si voleva far passare un messaggio di bontà, legandolo alla campagna Lilt, di un prodotto che genuino non è e non fa bene.
    E’ qui la scorrettezza che sottolinea Sigrid e io la vedo come lei.
    E’ chiaro che sono opinioni e come tali hanno la stessa dignità di chi ha partcipato o appoggia la partecipazione.
    Quando ho partecipato alle sottilette Sigrid mi ha “cazziata” in privato e ne aveva tutte le ragioni. L’ha fatto credo anche in nome di una cocnoscenza ormai di anni e l’ho apprezzata.
    Attaccare invece Sigrid sul suo italiano per ribattere un argomento di tutt’altra levatura; inoltre andare sul personale e sull’identità (del cavoletto) quando lei ha criticato correttamente un comportamento lo trovo molto scorretto e molto in linea con certe compagini uscenti (spero definitivamente) dalla scena politica italiana.
    Sarebbe molto più corretto ribattere sugli stessi punti su cui si viene criticati.
    L’impressione è che chi rosica non sia Sigrid ma tutta una schiera di difensori che non si capisce a che pro lo facciano, visto che non hanno nemmeno partecipato all’evento.
    Tra le 16 ci sono alcune persone che stimo e che continuerò a stimare. Al posto loro non avrei partecipato, che loro l’abbiano fatto non mi sposta di una virgola l’idea che ho di loro.
    Giusto il commento di Chiara che ci sono argomenti di livello più alto di questa diatriba, le vorrei far notare che allora altrettanto giustamente il post stesso ha ben poco senso di esistere.

    Buona domenica.
    :-)

  42. Come Valle’, pur rispettando tutte le idee espresse, e convinti che sia giusto variare la scelta dei condimenti purché siano di qualità, ci preme ricordare che i nuovi condimenti spalmabili incluse le margarine, sono prodotti specificamente regolamentati da moderne norme Europee , al passo con i criteri nutrizionali più evoluti ed a tutela del consumatore.
    Oltretutto,è noto ormai da tempo che le più importanti margarine non sono più realizzate tramite l’uso di grassi poco salubri come i grassi idrogenati e i grassi trans.

    Vogliamo anche ricordare che l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), ha recentemente riconosciuto un importante ruolo anche alle margarine e ai condimenti spalmabili, nel controllo del colesterolo del sangue, dando alla Commissione Europea parere favorevole all’uso di claims salutistici sulle etichette.

    In particolare è stato riconosciuto che gli alimenti, inclusi condimenti spalmabili come le margarine, con quantitativi ridotti di grassi saturi possono aiutare a tenere sotto controllo il colesterolo LDL (quello cattivo) e che la sostituzione di grassi saturi con i cosi detti grassi buoni (come i grassi mono e poli insaturi) nelle margarine e negli spalmabili leggeri in vaschetta, può indurre specifici effetti positivi non solo sul controllo ma anche sulla “ riduzione “ generale del colesterolo.

    Desideriamo infine ricordare che i condimenti spalmabili come le margarine, sono considerati un’eccellente veicolo di importanti sostanze per la salute, come ad esempio gli Omega3.

    Il nostro è un progetto serio e trasparente di beneficenza, che ha come scopo quello di supportare La Campagna Nastro Rosa di Lilt, decisiva per la vita di tante donne. Un progetto che abbiamo sostenuto con impegno, che ci ha appassionato e coinvolto e che è stato possibile realizzare grazie alla sensibilità di 16 blogger specializzate. In definitiva questo è ciò che ci sta maggiormente a cuore, dimenticando polemiche generiche ed a nostro giudizio un po’ superate . Valle’ si è messa in gioco in prima persona, coprendo i costi di realizzazione di questo libro, devolvendo tutto il suo ricavato a LILT e sostenendola con una donazione iniziale di 20.000 euro, senza ricorrere a particolari investimenti di comunicazione.

    Cogliamo l’opportunità, con questo intervento, per augurare a tutti un felice Natale

    Per approfondimenti potete direttamente consultare i siti ufficiali:

    sito EFSA
    http://www.efsa.europa.eu/en/efsajournal/pub/2069.htm

    sito di Assitol
    http://www.assitol.it/ puoi leggere le posizioni ufficiali dell’associazione italiana oli nei confronti delle margarine vegetali

    sito Valle’
    http://www.lavalledelbenessere.com/benessere/diciamoci-la-verita.html

  43. Credo che una persona che abbia vissuto di successi proprio per il seguito di queste sue “imitatrici” (non vi offendete vero?), poteva benissimo star lontana da inutili critiche e dire “che brave, siete riuscite a farvi pubblicare le ricette su un libro!” ed aggiungere magari qualche cuoricino e bacetto in pieno stile facebook… no???

    maremma…

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