Cenone di Capodanno: 5 errori che facciamo spesso

Anche per quest’anno siamo alle soglie dell’ultima grande abbuffata: il cenone di Capodanno.

Molte sono le offerte, per tutti i gusti e per tutte le tasche.

Dai menù abbordabili di trattorie e ristoranti “All you can eat” fino alle proposte da sogno dei grandi chef stellati, passando per i buffet delle discoteche con trenino di mezzanotte compreso nel prezzo.

Ma se siete tra quelli che, come me, al caos delle feste comandate preferiscono casa propria –dove si cucina meglio– o al massimo di qualche amico, questo episodio dei “5 errori” potrebbe tornarvi utile.

1. Menù snello e divertente

salsa allo zampone

Come dicevamo il 31 dicembre sarà l’ultima grande abbuffata di queste feste. Dal 1° gennaio cominceranno diete, lamentele, prove costume o semplicemente un ritorno alla quotidianità. Tuttavia, dal momento che siete reduci dalle cene natalizie, potreste anche rivedere le abitudini modificando il menù classico.

Se non potete assolutamente rinunciare al cotechino con le lenticchie potreste sempre trasformarlo in un piccolo finger food con tanto di salsetta a parte. Studiate il menù in modo da avere tanti bocconi colorati e saporiti.

Ogni invitato potrebbe portare 3 diverse portate e per chi non fosse pratico ai fornelli l’offerta di gastronomie e supermercati in questo periodo e ancora più ricca del solito.

In questo modo potrete allestire una tavola colorata, accattivante e avrete l’occasione di assaggiare e gustare tanti sapori differenti senza riempirvi come tacchini e rovinare la serata rischiando di addormentarvi prima del fatidico conto alla rovescia…

Volete mica perdervi il mitico Disco Samba, vero?

2. Menù tecnico per stupire

roast beef

L’idea di far portare a ogni ospite qualcosa non vi entusiasma? Non vi fidate di vostra cognata? Volete dimostrare le vostre doti di aspiranti chef? Bene, allora è il vostro momento. Dimostrate che se i selezionatori di MasterChef non vi hanno manco risposto è solo una casualità!

Forse però quella spuma di minestrone con cialda di Nutella e gambero al dulche de leche potrebbe non essere “compreso” da alcuni vostri ospiti…

Ricordate che alla base della creatività deve esserci una solida conoscenza tecnica oltre che della materia prima. Non fate esperimenti improvvisati, non mescolate ingredienti a caso, non mascheratevi dietro l’alibi della destrutturazione.

Partite dalle basi, regalatevi un buon manuale di cucina, meglio se più di uno, poi munitevi di un termometro a sonda che trovate in commercio a pochi euro, e cimentatevi in un brasato o in un roast beef fatto ad arte. Trovatevi le tabelle di cottura delle carni, quelle che parlano di temperatura di denaturazione delle proteine.

Cimentatevi nella preparazione di un risotto che sia degno di questo nome, create una bisque dagli scarti dei vostri gamberi.

Gettate le fondamenta su cui costruirete futuri menù creativi e poi godetevi la faccia degli amici quando quella fetta di carne, solitamente grassa e stopposa, si scioglierà nelle loro bocche.

3 Lenticchie

lenticchie

Lo so, vi tocca! Portano soldi. Montagne di soldi! E più le farete buone più diventerete ricchi! Se poi siete tra i pochi sfortunati che, nonostante tutti gli anni ingurgitino quintali di lenticchie, non hanno mai visto un soldo in più almeno avrete goduto di un gustoso simbolo della tradizione.

Esistono diverse qualità, tutte accomunate da una grande ricchezza di proteine, ferro e altri elementi nutritivi.

Tra le più rinomate troviamo quelle di Castelluccio, piccole e dal sapore dolce; le lenticchie di Puy, verdi, delicate e molto saporite; lenticchie di Colfiorito, marroncine, di piccole dimensioni, forse le più conosciute; le beluga che prendono il nome proprio dal caviale di cui ne ricordano forma e colore; le verdi di Altamura dalle dimensioni nettamente superiori alle altre.

Le lenticchie di piccole dimensioni o quelle decorticate possono essere cotte immediatamente, anche se come per tutte le altre è consigliato un periodo di ammollo in acqua per permettere al seme di ammorbidirsi e di prepararsi alla germogliazione migliorandone il valore nutritivo.

In ogni caso il consiglio è quello di chiedere istruzioni al vostro negoziante di fiducia o di leggere l’etichetta sulla confezione.

Da qui in poi la ricetta è affar vostro, in umido, in crema, in zuppa o come meglio vi piacciono sarà vostro compito scegliere come accompagnare il cotechino

4. Cotechino

cotechino

Il cotechino è un insaccato e va rigorosamente consumato cotto.

E’ un piatto povero cucinato con cotiche di maiale, da cui trae il nome, mescolate con carni provenienti da tagli secondari e pancetta, tutto condito con spezie, sale e inserito in un budello. Ovviamente la bontà dipende tanto dalla materia prima impiegata quanto dal sapere del mastro salumaio che lo confeziona.

Una volta scelto il miglior cotechino che siate riusciti a trovare toccherà a voi non rovinarlo. Seguite la ricetta perfetta di Dissapore oppure foratelo con uno stecchino in modo da permettere la fuoriuscita di una parte dei grassi che altrimenti risulterebbero eccessivi al palato.

Evitate la forchetta o il coltello poiché produrrebbero buchi troppo grandi col rischio di una lacerazione del budello durante la cottura.

Immergetelo in acqua fredda e accendete la fiamma al minimo. Il cotechino, come abbiamo detto, è ricco di grasso e di tessuti ricchi di collagene. L’unico modo per andare a scioglierli e farli diventare succulenti è di mantenere una temperatura dolce per un tempo prolungato, quindi fiamma bassa bassa e contate dalle due ore per un cotechino di circa 500 gr fino anche a 4 per uno del peso doppio partendo dal momento del bollore.

Per essere certi del risultato inserite lo stecchino nelle carni, questo dovrà entrare senza sforzo. Nel caso in cui non lo serviste immediatamente vi basterà lasciarlo immerso nel suo liquido fino al momento della cena.

La tradizione lo vuole accompagnato dalle lenticchie, ma nessuno vi vieta di testare nuovi accostamenti. Provatelo con un pezzetto di foie gras, banane essiccate e salsa di mirtilli.

5. Vino, bollicine e… acqua

prosecco

Come per tute le cene che si rispettino, il vino accompagnerà le vostre portate aggiungendo o togliendo valore. Scegliete gli abbinamenti in modo da non coprire i sapori dei piatti più delicati con vini troppo corposi e viceversa. Ricordatevi anche di chi il vino non lo beve e scegliete una buona acqua minerale nelle versioni con e senza gas.

E per finire eccoci al brindisi, il momento simbolico dove si concentrano le speranze per il futuro. Anche in questo caso c’è una guida preparata da Dissapore.

Sul serio volete cominciare l’anno con una bottiglia dal tappo di plastica bianca? Orsù, avete fatto trenta, fate trentuno. Non serve spendere centinaia di euro per una buona bottiglia d’oltralpe. Abbiamo ottime cantine che producono bollicine di pregio a prezzi assolutamente ragionevoli.

E poi basta con sta storia che c’è sempre e solo il brut! Ridiamo dignità anche al dolce e a chi non ama i vini secchi, che poi a noi tocca sempre far finta di bere e apprezzare per non fare figuracce, salvo poi abbandonare il bicchiere in qualche angolo della stanza accodandoci con nonchalance al trenino.

Mentre la tv spara a tutto volume l’intramontabile BRIGITTE BARDOT BARDOT…

Luca Barbiero

31 dicembre 2016

commenti (2)

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  1. Condivido al 100%quanto detto sul brut.Per me imbevibile alla fine del pasto,con o dopo il dessert.

    1. Concordo.
      Una barbarie da cui forse un giorno usciremo.
      🙂

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