Cous cous: 5 errori che facciamo spesso

Carbonara? No, è fuori stagione. Insalata di riso? Meglio, ma banale. Allora, cosa offrire ai soliti amici inopportuni, che si candidano per una cenetta in terrazzo nelle calde serate estive?

La nostra opzione è il cous cous!

Ricco di sfumature e provenienze, dalle mille ricette e credenze, è veloce se preparato in versione precotta, decisamente meno quando ci si mette a “incocciare” la semola a mano come fanno in Sicilia o in Marocco.

In ogni caso qualche errore riusciamo a farlo, causa, a volte, dei tremendi pastoni che consegnamo agli incolpevoli ospito. Ma con qualche consiglio, ed evitando gli errori più comuni, il vostro cous cous sarà degno dei palati più esigenti.

1) Ignorare i valori nutrizionali

Non tutti i carboidrati sono uguali tra loro, vanno privilegiati quelli contenuti nei cereali integraliricchi di fibre, vitamine, sali minerali e fito-nutrienti, che hanno la capacità di ostacolare l’assorbimento degli zuccheri, facendo così calare il numero di calorie assimilate dal nostro organismo e aumentando il senso di sazietà.

Il cous cous è una semola di grano duro, lavorata al vapore, sino a formare dei piccoli grani che vengono poi seccati e che hanno una consistenza più corposa della comune semola di grano. E comunque, essendo ottenuto dalla semola, il nostro cous cous ha un indice glicemico poco elevato.

Couscous in insalata

L’indice glicemico è un parametro, elaborato agli inizi degli anni ’80 dall’Università di Toronto, che indica la velocità con cui la concentrazione di glucosio aumenta nel sangue dopo l’assunzione di 50 grammi di carboidrati.

Fibre, vitamine e sali minerali completano il profilo nutrizionale del cous cous, che dovrebbe essere uno degli ingredienti principali di ogni dispensa.

2) Impiegare solo e soltanto acqua

Mai mai mai dovrete usare della semplice acqua minerale per cuocere il vostro cous cous. Volete ritrovarvi con un ammasso di semola scipita senza alcun sapore?

Acqua per la pasta

Insaporite invece l’acqua con uno spicchio d’aglio schiacciato, zenzero qualche erba aromatica e anche mezza cipolla. Ricordate, i grani assorbiranno non solo l’acqua ma anche tutti i sapori che ci avrete messo dentro: meglio quindi partire da un buon brodo saporito.

2b) Non salare l’acqua di cottura

Com’è che quando si tratta di uova o risotto siamo tutti novelli Cracco mentre con il cous cous tendiamo all’imbranato?

Mettete il sale nel brodo per il riso? Sì. Allora perché per il cous cous no? Perché il cous cous deve annegare tristemente in un mare d’acqua insapore?

sale acqua

Mettete il sale nell’acqua di cottura e il cous cous vi ringrazierà. Del resto, come sarebbero i vostri spaghetti se li salaste soltanto una volta scolati dentro il piatto? Bene, per il cous cous è la stessa cosa.

3) Non separare i grani del couscous

Una volta cotto, il cous cous prevede che venga girato per dividere i grani. No, non vuol dire prendere una forchetta e darci due girate alla veloce, per un cous cous degno della sua fama i grani dovranno essere perfettamente separati.

couscous grani

Una volta cotto il cous cous, il metodo infallibile è quello di rovesciarlo sopra un foglio di carta forno  per poi separare i chicchi con i polpastrelli. Qualcuno che prende il cous cous molto seriamente arriva a versarci sopra mezza bottiglia d’acqua.

Diciamo comunque che ogni singolo grano dovrà essere percettibile in bocca. Non è caviale ma fa la sua parte.

4) Mortificare il couscous con condimenti eccessivi

Lasciate perdere vinaigrette, aceto balsamico e condimenti troppo pesanti. Il buono del cous cous è il sapore di cereali, il retrogusto di mandorla o nocciola.

Un po’ di buon olio, o anche burro fuso, unito a qualche erba aromatica saranno condimenti perfetti per esaltare al massimo il vero gusto dei cereali.

couscous condimenti eccessivi

Lamponi, semi di zucca, ananas o maionese? Lasciate perdere

5) Nè caldo né freddo, ma se freddo, fatelo così

Il cous cous va servito a temperatura ambiente: è la morte sua. Una temperatura di servizio eccessiva non vi permetterà di assaporarlo a fondo, insieme ai sapori che avrete amorevolmente utilizzato per prepararlo; troppo freddo, invece, avrà la tendenza ad aggregarsi in un unico impasto, il classico mappazzone, insomma. La via di mezzo, è sempre la migliore.

Malgrado ciò, considerato il caldo ai limiti del sopportabile di questi giorni, se volete mangiarlo freddo, magari in insalata, usate questa tecnica.

Versate il cous cous in una terrina e copritelo di acqua fredda salata per almeno il doppio del suo peso.

Fate sciogliere una presa di sale in poco succo di limone e, insieme a un filo d’olio, unite tutto nella terrina.

Dopo aver mescolato con la consueta attenzione, coprite e lasciate gonfiare per mezz’ora, trascorsa la quale il cous cous sarà reidratato ma croccante.

Arricchitelo con verdure crude tipo carote, cipollotto, zucchine e carote. Bene anche i legumi quali ceci o lenticchie, ma lessateli al dente. Infine esagerate col prezzemolo, alla libanese.

Cinzia Alfè Cinzia Alfè

9 agosto 2017

commenti (1)

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  1. ma siete sicuri che quello riportato nelle foto è un cous cous?? io ho qualche dubbio, mi sembra nella prima la “fregula” sarda, nell”ultima addirittura assomiglia più alla quinoa che al cous cous!

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