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Offerte sui ristoranti stellati come un qualunque Groupon: ma è la Guida Michelin

Nel sito Michelin Days offerte per attirare più clienti nei ristoranti recensiti

“Vanghino, siori,  venghino, oggi ci vogliamo rovinare. Se prenotate entro 90 minuti abbiamo il ristorante romano La Magnolia, una stella Michelin, a partire da soli 310 euro.

Ma abbiamo anche il prestigioso ristorante Bulgari di Milano, detentore di un piatto Michelin, che serve pasti a soli 39 euro, ma solo se cogliete l’occasione entro dodici ore.

E se ancora non siete soddisfatti, il pranzo al Michelangelo Restaurant di Segrate, anche lui insignito di un piatto Michelin, è praticamente re-ga-la-to: si parte da 29 euro!

Non vi basta? Allora sappiate che la cena all’Acquerello di Fagnano Olona, 1 stella Michelin, viene via a 45 euro, ma solo se vi precipitate a prenotare entro 5 ore, 22 minuti e 35 secondi!

Venghino siore venghino, abbiamo sconti, offerte e regali per tutti”.

michelin days

Quel che avete letto finora non è il il resoconto di una mattinata trascorsa in un singolare mercato dei ristoranti, ma l’ultima iniziativa della (sempre più) imprevedibile Guida Michelin  che, non paga di incentivare ristoranti e trattorie elargendo a destra e a manca stellette e piattini, si è inventata il Groupon del foie gras, l’e-Bay del caviale, l’offerta lampo dell’ostrica della Bretagna.

E’ questa infatti  l’ultima pensata della prestigiosa Michelin per attirare più clienti nei ristoranti recensiti, evidentemente non soddisfatti degli avventori che la sola menzione nella guida riesce a procurare.

Una modalità di vendita che pare mutuata dai più abili venditori del mercato rionale sotto casa, o dalle tecniche di marketing adottate con successo dai principali siti per risparmiare attraverso offerte limitate.

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Ecco come funziona. Si va sul sito Michelin Days, ci si registra nel tempo-lampo di 10 secondi con una modalità veloce e spicciola, et voilà, eccovi catapultati nel magico e ora accessibile mondo del ristorante a basso prezzo, al discount dello stellato.

L’iniziativa è ingegnosa, e mirata certamente a raccattare sempre più clienti, invogliando anche quelli che, disincentivati dai prezzi non esattamente alla portata di tutti, se ne tengono alla larga per motivi di budget e di bilancio domestico.

Ma ora, il magico mondo dei ristoranti stellati diventa più accessibile, e potremo così  raccontare ad amici e parenti di esserci stati anche noi, naturalmente omettendo di aver dovuto prenotare entro 1 ora, ventidue minuti e quarantacinque secondi.

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Per non fare la figura di quelli che, faticando a permettersi il capo firmato o il panettone griffato dal maestro pasticciere alla moda, si rassegnano ai prodotti di fine serie o proposti in saldo dopo le feste natalizie, così come ai panettoni con la griffe taroccata, nella recondita speranza che nessuno se ne accorga.

Grazie, Michelin, per averci aperto un nuovo  mondo. Anche se  in in saldo e d’occasione.

Cinzia Alfè Cinzia Alfè

commenti (2)

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  1. I prezzi in realtà non paiono molto differenti dai menù degustazione di riferimento dei singoli ristoranti. Mi pare diverso per l’offerta a pranzo, ma in questo caso bisogna vedere se i piatti proposti sono presi dalla carta o invece è un qualcosa creato ad hoc.

  2. Due esperienze su Groupon.
    La prima con una cena in un rifugio in Lunigiana,ok ma avrei fatto prima ad arrivare a Kathmandu viste le condizioni della strada.
    La seconda prenotazione in un ristorantino a soli 50 km da casa,che non era piu un ristorantino ma un bed and breakfast ,da appena due anni.
    E da circa sei mesi mandavano indietro ignari pellegrini,senza che Groupon facesse una piega.Dopo telefonate con operatori Groupon che hanno conosciuto il mio lato oscuro ci sono state tre conseguenze .La restituzione del maltolto ,la cancellazione da Groupon ed il solenne giuramento di non aderire piu a questa sorta di offerte .
    Come diceva il compianto Dogui
    Lavoro guadagno pago pretendo .

  3. Ganascia ha detto:

    Il tuo commento è in attesa di moderazione.

    Dalle mie parti c’è un detto: “non c’è un palo che ti entri” e termino qui.
    Se costa troppo, non va bene.
    Se costa poco, non va bene.