Il Buonappetito – Principe dei ladri

Nel mondo dei ristoranti girano personaggi straordinari. Dissapore ha appena raccontato la storia dello scroccone tedesco Roland che faceva il portoghese a Firenze.

Ma sono briciole rispetto alla carriera pluridecennale del Principe Stephan “Capo della Casa Cernetic di Montenegro e Macedonia, Albania, Serbia e Voivodina, de jure Imperatori di Costantinopoli, di Romania, di Grecia e Despoti di Bulgaria” (come scritto sul suo fantasmagorico sito princeofmontenegroandmacedonia.eu).

Il Principe è il più colorito dei truffatori tra i Balcani e la Savoia.

Sono centinaia i ristoranti e le trattorie italiane che ancora oggi ostendono i certificati rilasciati dal “Gotha del Gusto”, la fantomatica associazione presieduta dal Principe, in realtà noto a Trieste e torinese d’adozione.

La formula era più o meno sempre quella: il Principe si presentava da un ristoratore sprovveduto in compagnia del suo “Gotha”, un caravanserraglio di contesse Mazzanti vien dal Mare. Quindi magnavano e bevevano a gargarozzo, alla fine consegnavano un bel diploma di merito e grazie e arrivederci, paga Pantalone.

Poi gli esercenti hanno cominciato a farsi furbi.

Ma il Principe anche: tanto che qualche anno fa era stato fermato su denuncia di un albergatore, perché si fingeva “Ispettore di TripAdvisor” e chiedeva 50 euro.

Ora c’è ricascato: come ha scritto ieri Sonia Gioia su Repubblica, nel 2016 il Principe, oggi cinquantasettenne, s’è passato una settimana deluxe in un resort di Fasano, in Puglia, in compagnia d’un fido scudiero, un sessantatreenne avellinese spacciatosi per ambasciatore macedone.

Solo che al “paga Pantalone” il titolare s’è un poco inviperito e l’ha denunciato. Non voleva mica fare la figura di una Pamela Anderson qualsiasi, insignita del titolo di Contessa dei Gigli a Santa Margherita dal principe di pirsona, pirsonalmente.

Capite che un personaggio come il Principe è piombo per i truffati ma oro per i cronisti: è la Pantera Rosa della salama da sugo, il Diabolik della ribollita, l’Arsenio Lupin della pepata di cozze. Ha un suo meraviglioso romanticismo, uno che si finge Imperatore per scroccare la fagiolata.

Del resto in Italia non c’è niente di meglio di una roba fumosa come la nobiltà per farsi truffatori: tutto l’interminabile titolo di cui si fregia il Principe cosa vorrà mai dire?

Di fronte agli inquirenti gli sarà stato facile discolparsi: “per macedonia intendevo la frutta, per Montenegro l’amaro.”

Infatti è a piede libero.

[Crediti | Link: Repubblica Bari, Dissapore]

Luca Iaccarino

15 giugno 2017

commenti (1)

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  1. In un paese normale al “gentil signore” prima la forza pubblica dava tante mazzate da renderlo invalido per un paio di mesi. Poi passava i 12 mesi successivi a spaccare pietre o lavare piatti fino al saldo dei conti. Invece siamo in italia.

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