10 buoni ristoranti vicini alle principali attrazioni di Roma

D’accordo, forse Roma attualmente non vive il suo momento migliore. Ma resta comunque la Grande Bellezza.

E se la calura non si fa troppo asfissiante, non c’è periodo migliore di questo per visitare monumenti, piazze storiche, fontane, statue  per poi,  una volta rinfrancato lo spirito, fare altrettanto con lo stomaco, che dopo intere giornate di visite, gite e scarpinate reclamerà prepotentemente la sua parte.

Niente di meglio, allora, di una guida ai ristoranti di Roma suddivisa per zone, come indicato dal Guardian, dove poter ritemprare corpo e spirito con cibi e pietanze degni di tanta arte, storia e cultura.

Se andate ai MUSEI VATICANI

Be.re, Via Vespasiano, 2

Prima di dedicarvi alla visita dei Musei Vaticani, una delle mete romane più frequentate e impegnative, si può fare una sosta da Be.re., nuovo locale di Manuele Colonna, il publican più famoso di Roma.

be.re roma

Qui, tra lo scintillio ambrato del rame, troverete birra italiana e straniera, e la possibilità di gustare, nello spazio contiguo, i famosi trapizzini, triangoli di pizza variamente farciti al prezzo di 4 euro l’uno, da accompagnare ai più classici piatti romani, dal pollo alla cacciatora alla coda alla vaccinara o alla lingua in salsa di prezzemolo.

Sapori del passato e prezzi onesti.

Se andate ai MUSEI CAPITOLINI

Terre e Domus, Foro Traiano 82

Ai piedi del colle Capitolino, Terre e Domus è una joint-venture tra la Provincia di Roma e lo chef Marco Pasquali per promuovere i piatti tipici di Roma.

terre e Domus

Il menù stagionale esalta i prodotti del territorio, con piatti come la vignarola, a base di fagioli, piselli carciofi e lattuga stufati, al prezzo di 10 euro, o come anche l’amatriciana, sempre allo stesso prezzo.

All’ora di pranzo, se richiedete una tavolo vicino alla porta finestra, potrete ammirare sullo sfondo la colonna di Traiano e i Fori.

Se andate a TRASTEVERE

La Tavernaccia, Via G da Castelbolognese 63

Nonostante il nome, si tratta di una gradevole trattoria a conduzione familiare che serve ottimo cibo in locali luminosi vicino alla stazione di Trastevere. Il fondatore, Bruno Persiani, umbro, ha lasciato le redini del locale alle figlie, cresciute a Roma,e  il risultato è un menù che fonde le tradizioni della cucina di montagna, come le pappardelle al ragù di cinghiale a 13 euro, e i piatti tipici romani.

Gli spaghetti alla gricia, con guanciale, pecorino e pepe nero a 11 euro, sono tra i migliori di tutta Roma.

la tavernaccia

Le pizze vengono cotte nel forno a legna, utilizzato anche per la punta di petto di manzo a 13 euro, e il maialino, a 13 euro, che con il calore del forno a legno acquistano una succulenta perfezione

Se andate al COLOSSEO | FORI | PALATINO

Tempio di Iside, Via Pietro Verri, 11

Francesco Tripodi, calabrese trapiantato a Roma, cucina pesce in modo impeccabile nel suo bel locale vicino al Colosseo. Il menù è suddiviso tra antipasti, cotti e crudi, tra cui il carpaccio di mare a 20 euro, le capesante arrostite a 16 euro e la pasta alle vongole o ai ricci di mare, entrambe a 16 euro.

tempio di iside

Da provare il pesce intero al sale oppure arrostito con patate. Il menù varia in base alla stagionalità, mantenendo inalterate qualità e freschezza delle materie prime.

Se andate a VILLA PAMPHILJ

Cesare al Casaletto, via del Casaletto, 45

Al piano terreno di un edificio residenziale vicino al Villa Pamphili, il più grande parco di Roma, Cesare al Casaletto è la tipica trattoria romana. Il menù offre grandi classici come la pasta alla gricia, carbonara e amatriciana, tutte a 11 euro, e invitanti piatti di “quinto quarto”, vale a dire frattaglie.

Da Cesare

Ma anche i vegetariani troveranno pane, o meglio pasta, per i loro denti, grazie ai tonnarelli cacio e pepe, con pecorino e pepe perfettamente bilanciati. Ma soprattutto, non mancate di assaggiare gli antipasti fritti, come manzo, melanzane o anche il fritto di calamari. Il tutto abbinato con ottimi vini provenienti da tutta Italia, dalla Slovenia e dalla Francia.

Se andate al PANTHEON

Armando al Pantheon, Salita dei Crescenzi, 31

Come suggerisce il nome, Armando è collocato vicino al più antico monumento della città, e serve i classici delle tradizione culinaria romana: spaghetti alla gricia a 10,50 euro o coda alla vaccinara a 18 euro.

Armando Gargioli ha aperto questo locale, oggi molto noto, nel lontano 1961, e ora figli e nipoti continuano l’attività inserendo alcune concessioni alla modernità come i calamari con pomodoro e saba (melassa di uva) a 14 euro.

armando al pantheon

Il locale è piccolo ma molto popolare, e per ottenere un posto nell’accogliente sala da pranzo, di stampo familiare e  impreziosita dalle opere d’arte donate nel corso dei decenni da vari artisti passati di qui per ritemprare lo stomaco, la prenotazione è caldamente consigliata.

Se andate a CASTEL SANT’ANGELO

Sorpasso, Via Properzio, 31

Sorpasso si snoda in tre diversi spazi: una manciata di posti a sedere all’aperto, affollati di clienti che asssaporano vino e bevande in piedi o seduti; una zona bar, e la classica sala da pranzo, dove sperimentare un menù completo a base di pasta, carne e pesce.

sorpasso roma

Le prime due zone sono ideali per stuzzichini veloci, come taglieri di formaggi o salumi a 10 euro o insalate a 6,50 euro, da gustare con vini o cocktail, mentre in sala si trovano le classiche paste romane (12 euro) e i famosi trapizzini, a 3,50 euro.

Se andate alla FONTANA DI TREVI

Al Moro, vicolo delle Bollette, 13

Situato in un vicolo gradevole e decorato con opere e schizzi di artisti, Al Moro è una delle trattorie più tradizionali di Roma. Gestito dalla quarta generazione di proprietari, è il locale preferito dall’aristocrazia romana e da coloro che amano quei piatti ormai spariti da molti locali della città.

al moro roma

Qui infatti si possono trovare animelle al burro con funghi a 28 euro, fegato (24 euro) e tagliatelle al pomodoro con rigaje (frattaglie) di pollo a 22 euro.

Ma sono disponibili anche piatti più popolari, come gli spaghetti alla Moro, una rivisitazione della classica carbonara arricchita con peperoncino, a 22 euro.

Se andate al MAXXI

Enoteca Mostò, Viale Pinturicchio, 32

Nel quartiere Flaminio, intorno alla Galleria d’arte MAXXI e all’Auditorium Parco della Musica, Mostò attrae gli amanti della cultura che si ritrovano attorno a un bicchiere e a uno snack sfizioso.

Mosto roma

L’arredamento è spartano, costituito in pratica una scaffalatura piena di etichette di vini italiani e spumanti francesi. Nel menù sono presenti piatti leggeri quali tartare o carpaccio di manzo a 15 euro, e mozzarella di bufala a 13 euro.

Quando è stagione, alcuni piatti vengono anche spolverizzati con lamelle di tartufo.

Se andate a PALAZZO MONTECITORIO 

Antico Caffè Vitti, Piazza San Lorenzo in Lucina, 33

Siamo in una delle zone più trafficate della capitale. Ma un tavolo all’aperto da Vitti, in Piazza San Lorenzo in Lucina, vi garantirà comunque un attimo di relax.

vitti roma

Il locale serve da 120 anni caffè e pasticcini e, per pranzo, anche panini (da 3,50 euro al banco, 7 al tavolo). Alla sera, i tavoli brulicano di professionisti che sorseggiano pigramente Aperol o Spritz per concludere in bellezza la lunga giornata di lavoro.

Crediti: The Guardian

Cinzia Alfè Cinzia Alfè

19 giugno 2017

commenti (4)

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  1. Visitare Roma in estate equivale a scontare una penitenza,il periodo migliore sotto tutti i punti di vista é sicuramente l’autunno dalla terza decade di settembre fino alla prima di novembre ,luci e colori sono bellissimi ,senza contare “er ponentino “!!

  2. Manca inspiegabilmente un esempio di cucina ebraica romana (io suggerirei Nonna Betta).

  3. Vicino a piazza navona suggerirei anche cul de sac buoni salumi e vino s prezzi accesdibili

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