Kistè e Sapio: nuovi ristoranti siciliani da scoprire nel ponte del 25 aprile

Consiglio spassionato prima di raccontarvi due ristoranti siciliani molto attesi: se amate la cucina creativa ma con ragionevolezza approfittate dei prossimi ponti di primavera per provarli anche voi.

Parliamo del Kistè di Pietro D’agostino, chef del ristorante La Capinera, e della scommessa super interessante di una coppia che a Catania ha aperto il ristorante Sapio.

Sono du posti diversi, intendiamoci, ma tutto vi sarà più chiaro continuando a leggere.

KISTE’

Cosa succede quando uno chef stellato, e per giunta in cima ai like degli influencer, apre il suo nuovo ristorante?

Cosa succede se la copertura stampa per annunciare l’apertura è degna di Bottura, e appena giunti al vernissage giornalisti e blogger danno già la sfida per vinta, con il solito diluvio di post entusiasti su Facebook e Instagram?

Succede che poi, quando ci vai, addio effetto sorpresa.

Sai già tutto, sai per esempio che lo stile del Kistè, nuovo ristorante di Pietro D’Agostino, chef del ristorante La Capinera di Taormina (sesto posto nella classifica 2016 dei migliori ristoranti siciliani di Dissapore), è stato definito “easy gourmet, con una cucina degli ingredienti e della memoria”.

Cosa significa, precisamente? Abbiamo deciso di scoprirlo andando a provare il ristorante pochi giorni dopo l’apertura. Obiettivo: raccontarvi cosa ci è piaciuto, e cosa meno.

Kistè: cosa non ci è piaciuto

Il nuovo ristorante è ambientato in una casa privata del tardo Quattrocento, a due passi dal Duomo. Non siamo sul mare, mancano le grandi vetrate e la supremazia del bianco che donano a La Capinera garbo e armonia.

Duomo di TaorminaKiste - Taormina

L’intricato dedalo di stradine del centro storico di Taormina non aiuta, nemmeno le tinte brune delle stanze, ma se l’atmosfera del Kistè opprime un po’ è soprattutto perché l’aerazione dei locali dev’essere più attenta.

Kiste - TaorminaKiste - TaorminaKiste - Taormina

Cosa ci è piaciuto

Naturalmente la cucina. Il marchio D’Agostino è riconoscibile, ribadito più volte nel percorso dei menu degustazione, non per nulla, d’autore. Oltre a scegliere alla carta, potrete ordinare il menu degustazione Mare (50 euro) o Isola (60 euro).

In ogni caso, troverete nei piatti freschezza, salse dalle nuance vivaci, improvvisazione ragionata, cioè tutti i motivi d’apprezzamento de La Capinera. Come, per esempio, nell’insalata tiepida di mare con gambero, seppie e cipollotto, patata.

Kiste - Taormina

I piatti sono calibrati con precisione micrometrica, preparati con il gusto dell’insieme e presentati con l’amore per il colpo d’occhio.

Kiste - Taormina

Qualche accenno mediorientale, in sintonia con l’architettura moresca dello stabile, rappresenta la novità. Per esempio nell’involtino di pesce con zucchina e peperone, in evidenza come usa nelle rosticcerie catanesi più vivaci, contagiato anche dai sapori dell’isola con la maionese al pomodoro e la salsa in agrodolce.

Kiste - Taormina

Giudizio finale

Perché un avventore del luogo dovrebbe preferire il Kistè a La Capinera?

Mettiamola così: la Capinera porta alla mente il mediterraneo, le tolde delle barche incrostate di salsedine, la macchia spazzata dal vento, il bagliore del sole di mezzogiorno, la mollezza dei crepuscoli sugli scogli, con un occhio al mare di Sicilia, e non potrebbe essere diversamente solo facendosi sfuggire un’occhiata fuori della finestra.

Se invece siete al centro di Taormina, optare per un aperitivo al Kistè, modaiolo nonché easy (ebbene sì), potrebbe avere molto senso.

SAPIO

Adesso spostiamoci verso il capoluogo etneo, andiamo a provare un’altra novità, ben più inaspettata per quanto avviata con maggiore discrezione.

Un nuovo ristorante a Catania, città di radicate tradizioni gastronomiche, ricca di minutaglie unte e ghiotte da leccarsi i baffi oltre che le dita, ma che finora, a parte un paio di casi di cui vi abbiamo parlato, è sembrata incapace di mettere gli appassionati di cucina contemporanea al centro di una favola.

ATMOSFERA

Accanto a Piazza Europa, sempre centrale nei gusti della Catania bene, Sapio si trova in via Messina, traversa ambiziosa ma anonima.

Ingresso senza sbavature, ma in uno stile impersonale che si potrebbe definire global-italian: non c’è un solo dettaglio che riveli dove ci si trovi. Salvano dallo spaesamento le sedie, invitanti e molto belle.

Sapio - CataniaSapio - CataniaSapio - Catania

Veniamo accolti da una maître minuta e molto giovane che ci fa accomodare allontanando la sedia con atteggiamento formale.

I PIATTI

Il menu preannuncia una cucina ambiziosa e creativa con ragionevolezza.

Visti i costi dei piatti alla carta, optiamo per il menu degustazione “a sorpresa”, dal costo di 75 euro. Sia fatta la volontà dello chef. Che a giudicare dalla mousse di roquefort mandata al tavolo non sembra soffrire di troppi vincoli con le tradizioni e gli ingredienti locali.

La prima proposta è una tartare di vitello e tonno con salsa verde al mortaio, zabaione salato e scagliate di tartufo siciliano. Con il tonno siamo a livelli inauditi di freschezza.

Il secondo piatto è l’unico del menu con una spiccata identità siciliana. Gambero di nassa sottile con cristalli di sale di Trapani, aria ghiacciata al limone, salicornia, spicchi di arance e maionese di pesce.

Battuta di gambero - Sapio - CataniaSapio - Catania

Porzione molto più piccola delle altre, eleganza esasperata, attenzione a cogliere tutte le opportunità del territorio.  Bene, sorprese invenzioni fantasiose non mancano.

Sapio - Catania

Arriva poi un riso carnaroli, con plancton marino, gambero rosso e aria di conchiglia che, nonostante nasconda del tutto la minestra di mare rendendo l’aspetto del piatto poco invitante, penetra nei polmoni per farsi respirare appieno.

Sapio - Catania

Il percorso prosegue con il sapore sapido del trancetto di salmone su verdure grigliate e tartara di ostriche, ruchetta, crema di insalate amare.

Sapio - Catania

Per descrivere il sapore del piatto successivo, ovvero petto di quaglia con crema parvenue offuscata alla betulla, basterebbe una parola: amaro.

Sapio - Catania

Ma limitarsi a quell’unico aggettivo sarebbe fare torto al piatto che è in realtà una cavalcata entusiasmante in tutti i risvolti del sapore amaro, in cui s’intuisce il gran lavorio della cucina. Piatto memorabile per forza dei sapori e per esattezza delle consistenze.

Va meno bene coi dolci, che finiscono presto nel dimenticatoio, e comunque impossibili da accompagnare con del vino dolce perché, ci dicono, disponibile solo in bottiglia intera.

Strano, in un posto così attento alle esigenze dei clienti, anche quelli rompiscatole come noi.

Sapio - CataniaSapio - Catania

Giudizio finale

Come avrete capito consigliamo spassionatamente la gita al Sapio, in particolare a catanesi e siciliani.

Per provare nuovi sapori e nuove soluzioni, e fare ulteriori passi in quella continua evoluzione del gusto di cui è fatta la nostra esistenza.

Tutto ancora più sorprendente nel momento in cui si scopre l’età dello chef: 24 anni.

Sapio - CataniaSapio - Catania

Col passare del tempo si scioglieranno anche le piccole rigidità che levano qualcosa al servizio più ancora che alle portate.

INFORMAZIONI

KISTE’

Via S. Maria dè Greci, 2
98039 Taormina
Tel. +39 333 371 1606
info@kiste.it
https://www.kiste.it/

SAPIO

Via Messina, 235,
95129 Catania CT
Tel. +39 0950975016
info@sapiorestaurant.it
http://www.sapiorestaurant.it/

[CREDIT – FOTO ALFIO BONINA]

Mara Pettignano mara pettignano

21 aprile 2017

commenti (4)

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  1. crema parvenue offuscata alla betulla
    .
    uno che legge cosa dovrebbe capire da ciò?

  2. “……….le tolde delle barche incrostate di salsedine………”….si le porzioni nn saranno opulente,ma la prosa della Pettignano è bellissima !!!

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