
Giovanna: anche io di Roma, interessata
Il foie gras è un burro incomparabilmente vellutato, incrocio cronometrico di stati apparenti (semi-solido e semi-liquido) dove dolce e grasso interagiscono come in nessun altro cibo al mondo (cit.). Eppure tra 6 mesi, malgrado la stizza di molti chef, la vendita di foie gras sarà illegale in California. Perché?
Perché il foie gras altro non è che il fegato di un’oca o di un’anatra nutrita con una alimentazione ipercalorica il cui obiettivo è l’accumulo di grasso nel fegato. Ora, come si riesce a nutrire un’oca in questo modo? Ingozzandola di mangime tramite un tubo conficcato in gola per un periodo tra i 9 e i 21 giorni. Il procedimento, detto gavage, è doloroso per l’animale ed esiste un forte dibattito sulla liceità di questa pratica, ragione per cui la produzione di foie gras è illegale in numerosi paesi europei.
Epperò, esistono alimenti altrettanto discutibili, ma diversamente dal foie gras — una prelibatezza per pochi — prodotti su scala molto più ampia. Il cui impatto è sicuramente maggiore, non solo sui diritti degli animali, ma anche sulla salute umana e sull’ambiente.
L’Huffington Post ne ha radunati 8, vediamoli in dettaglio.

(1) TONNO ROSSO.
Il tonno rosso è forse il più clamoroso caso di pesca intensiva (overfishing). La quantità di pesce catturato supera di molto la quota consentita con pericolose conseguenze ambientali. In 38 anni la specie atlantica è diminuita dell’84, 2%. La nostra, quella mediterranea, è lo stesso al collasso, tra il 1957 e il 2007 si è ridotta del 74,2 per cento. [Repubblica]

(2) PINNE DI SQUALO.
Tradizione vuole che la zuppa di pinne di squalo sia un cibo di lusso in Cina, dove può costare anche 70 euro. Ma l’usanza di tagliare le pinne allo squalo vivo è particolarmente cruenta. Nella maggior parte dei casi, il pesce, ributtato in mare, muore dissanguato. [Ecoblog]
(3) OLIO DI PALMA.
In quanto italiani siamo recordman europei nel consumo di olio di palma, una delle colture a più alto impatto ambientale. Nel senso che la raccolta intensiva provoca la distruzione delle foreste pluviali minacciando l’habitat degli animali che ci vivono. Dicono di noi: “Con i loro lunghi viaggi in macchina gli italiani, senza saperlo, fanno il pieno di cambiamenti climatici, deforestazione ed estinzione della specie”. [Il punto di vista]
(4) SALMONI D’ALLEVAMENTO.
Un solo allevamento di salmoni genera un tasso di pidocchi di mare 33.000 volte superiore al normale, provocando infezioni mortali in un raggio di 70 km. Per citare solo la principale malattia che colpisce questi ambienti. La situazione è peggiorata con la scoperta che il virus si è ora diffuso tra i salmoni selvaggi. [Slow Fish]
(5) CACAO/CIOCCOLATO.
In Africa occidentale lavorano nelle piantagioni di cacao 15.000 i bambini di età compresa tra i nove e i sedici anni. Costretti, nella maggior parte dei casi dai trafficanti di esseri umani, altre volte per aiutare i genitori. Prometto di pensarci prima di fare la solita scorta di tavolette per Natale. [EVB]
(6) CARNE D’ALLEVAMENTO.
C’è un motivo per cui la carne d’allevamento è finita nella lista nera dell’alimentazione americana. Allevare animali destinati alla macellazione industriale è dannoso per l’ambiente (inquinamento da gas metano), per gli animali (spesso allevati in condizioni impossibili) e per gli uomini (rischio di E.Coli). [Huffington Post]
(7) CIBO-SPAZZATURA DIRETTO AI BAMBINI.
Non c’è niente di male nel consentire ai bambini un occasionale sacchetto di patatine. Ma siccome l’obesità si sta trasformando in una specie di epidemia che colpisce un milione di bambini tra i 6 e gli 11 anni avvicinando l’Italia ai record americani, è francamante ridicolo che snack, merendine e patatine vangano reclamizzate come cibo per bambini. Ovviamente gli uomini del marketing la pensano diversamente. [Huffington Post]

(8) ALLEVAMENTI INTENSIVI DI POLLO.
Molto si è detto, anche qui, sulle spaventose condizioni di vita cui sono costretti i polli negli allevamenti intesivi, se possibile, peggio ancora dei bovini. Se non avete mai visto Food. Inc, rimediate, il film americano uscito ormaia qualche anno fa si è rivelato profetico.
[Crediti | Link: Dissapore, New York Times, Huffington Post. Immagini: Huffington Post]
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A parte il refuso sul “cudele” vorrei segnalare ai non addetti ai lavori che il crudele “gavage” è da sempre una tecnica di alimentazione dei neonati prematuri (sondino nasograstrico e latte immesso per caduta attraverso una siringa) che non hanno ancora la forza di ciucciare nè dal seno nè dal biberon.
Gisto perchè, casomai qualche neopadre informato della tecnica messa in atto sul figlio non corresse a telefonare al Telefono Azzurro (o più probabilmente alla Procura).
Di per se non sarebbe tecnica particolarmente dolorosa o sgradevole … certo, se fatta con la grazia del waterbording ..
ragionando alla tua maniera devo dedurre che poi quei piccoli umani nati prematuramente verranno sgozzati e gli verrà asportato il fegato pieno di grasso per assecondare di piu le nostre papille gustative, giusto?
perchè non ti leggi “se niente importa” di Safran piuttosto che propinare a terzi i tuoi collegamenti mentali ridotti, ti faresti un favore! ma sopratutto lo faresti a noi!!!!!!!!
io vieterei il foie gras anche in Italia….con un bel sorriso di ricambio a Sarkozy
…e a Jolanda de Colò
é da un sacco di tempo Che J de C… produce all’estero…..
Vivo in Francia da anni e nulla vi è di più banale che il “foie gras”, noiosissimo e per altro tanto costo per mangiare la steatosi epatica di un pennuto, cioè mangiare una malattia vera e propria, ma farà bene? Cioè se è “buono” e se piace è tutto buono e giusto? Mah. A me ha sempre fatto cag..e aldilà di come è fatto, di quanti conservanti ha (ne ha tanti e tutti allergenici), etc.
http://www.ted.com/talks/dan_barber_s_surprising_foie_gras_parable.html
Che poi il gavage non è necessario.
(ci sono anche i sottotitoli in italiano per chi non mastica)
Ho un’amica alevatrice di anatre. Il gavage lo fa manualmente. Quando è il momento del gavage, le anatre vengono da sole, anzi si direbbe che fano a gara per arrivarci per prime. Non mi pareva crudele.
Non ho idea di come si possa fare il gavage in modo manuale. Se fai un giro su youtube, qualche video lo trovi di come viene fatto con il sistema descritto nel post. Il problema è che, così come le anatre, tantissimi altri animali vengono allevati in condizioni anche peggiori probabilmente. O uccisi in maniere atroci, se penso al maiale, ad esempio. Quindi perché le anatre si ed altri animali no?
E poi, non ho ancora assaggiato il magnum di fois gras di Bottura….
Ma scusa questa tua amica alleva anatre come animali da compagnia o le sgozza pure lei? Non è crudele nemmeno infilarle in forno? Anche lasciando stare il gavage non penso che questi animali facciano una bella fine.
ecco lo sapevo ora mi sento in colpa! praticamente devo smettere di mangiare!
no, dovresti semplicemente fare una scelta alimentare. qualcuno a questo mondo conosce le verdure!??! pronto!??!
le verdure sono ottime come contorno alla carne
Ecco, questa e’ l’intolleranza a cui mi riferivo nel post di prima. L’essere umano non e’ fatto per nutrirsi di solo frutta e verdura. E personalmente non ho bisogno di nessun g, b, o f che mi dica cosa devo mangiare
Sogno un mondo dove almeno il cibo non debba essere etico.
io no.
E cosa dovrebbe esserlo?
La socialità, i rapporti di coppia, il lavoro hanno una dimensione etica, e mi riesce difficile immaginarli senza. Ma sono tutte cose di cui farei volentieri a meno, a differenza del buon cibo.
Matteo sono con te. Ma ti faccio presente che il cibo etico non esiste. La morale non c’entra con quello che si mangia, malgrado quello che certa gente di piccola cabotaggio vorrebbe far credere.
ah no!?? quello che si mangia non ha etica ne morale? allora perchè non ti mangi tua mamma quando muore? sai quanto spreco in meno???? la metti nel freezer e ti dura per un anno intero!!!
Perché non mangio mia mamma quando muore? Perché sarebbe un po’ troppo vecchia, no?
gallina vecchia fa buon brodo, chissà se fa anche eccellente foie gras!
certo con la pancia che hai non sei di piccolo cabotaggio tu… direi che finora hai mangiato circa 2000 animali. ma se proprio ci tieni perchè non vai tu a sgozzarli, tagliarli e farli a fettine pronte per il tuo pastone?
non ti sembra di esagerare, adesso?
con queste esternazioni incivili, passi dalla parte del torto. la posizione dei vegetariani, qui e altrove, è già complicata da sostenere.
se poi la si argomenta con queste urla sterili, è ancora peggio.
e te lo dice una vegetariana. da 20 anni.
Elisa, lascia stare, stiamo parlando con ragazzini che mostrano le unghie. Alla fine non è neanche colpa loro. E’ colpa di chi li “educa” in questo modo e non blocca l’accesso al computer quando dovrebbe.
La frase “il cibo etico non esiste” non ha assolutamente alcun senso, tranne il dirlo per giustificare la propria assenza morale nello scegliere cosa mangiare… Scommetto che Tommaso Farina a parità di marca di pasta o di pescivendolo attua una pletora di scelte, fa etica anche inconsapevolmente, forse una rana è estranea al’etica nel decidere cosa mangia, ma tu no.
forse non ha senso parlare di etico in senso universale e assoluto. chiedi a un vegetariano: sei sicuro che il pomodoro che ti stai mangiando non provenga da campi che impiegano manodopera clandestina sottopagata e costretta a lavorare in condizioni disumane e di conseguenza non sia affatto un pomodoro etico?
io (vegetariana) non saprei risondere.
jade complimenti. hai centrato in pieno la questione
Se non deve essere etico quello che costituisce il centro di un incontro tra amici, una cena romantica, o quel che costituisce le nostre cellule giorno per giorno, cosa dovrebbe esserlo?? Mah…
sull’impatto degli allevamenti intensivi suggerisco il tometto “se niente importa” di js foer … al di la’ delle questioni etiche fornisce una parade di dati piuttosto imbarazzanti sugli effetti degli allevamenti
Libro stupendo!
Recentemente ho letto uno straordinario libro sul tema – Il dilemma dell’onnivoro – di M.Pollan.
Una spettacolare panoramica delle 4 filiere alimentari note all’uomo: Pasto Industriale, Pasto Biologico-Industriale, Biologico, e Caccia. Nei 4 casi Pollan compie un’analisi attenta su come gli animali vengano allevati e trattati durante il loro “ciclo vitale” da animale a pasto, in particolar modo si concentra sugli allevamenti di polli e di manzi nei feedlot.
Per chi è interessato all’argomento è uno dei migliori libri che abbia mai letto.
Un saluto
Vittorio
caro Vittorio
ho letto anche io il libro di Pollan, ti consiglio però particolarmente “Buono da Mangiare” dell’antropologo Marvin Harris. All’interno del volume molte spiegazioni sullo stile alimentare della nostra specie. Prima di scrivere post come questo, o come tanti altri che ho letto su dissapore, sarebbe il caso di capire veramente “chi siamo” mettendo a nudo quali sono le perversioni (o la possibilità di sopravvivenza) del genere umano su questo pianeta. Il libro di Harris è scritto qualche decina di anni fa (lui è ormai scomparso) ma contiene riflessioni di attualità notevolissima. Cercatelo, è stato pubblicato da Einaudi, se non rammento male negli “Struzzi”
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http://www.ibs.it/code/9788806183868/harris-marvin/buono-mangiare.html
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Io adoro le scaloppe di fegato grasso d’oca che preparano alcuni ristoratori delle mie parti soprattutto quelli che apaprtengono all’associazione Tavole Cremasche (www.tavole,cremasche.it)
E’ una vera goduria.
Senza nulla togliere al foie gras francese e comunque la Francia in quanto a cucina non si può criticare.
Cucina e politica le terrei ben separate.
E, scusate se non c’entra nulla con la cucina, ma invece di andare a toccare le pensioni (e parlo di pensioni basse) andrei a tagliare qualcos’altro ed uscire dalla UE.
Mi pare che ormai sia ovvio di come uno sfruttamento scellerato delle materie prime a livello globale sia dannoso a tutti e a tutto l’ecosistema. Così come è fuori di dubbio che il consumo poco consapevole arrechi danno. Vi siete mai chiesti quale è la percentuale di scarti che esiste per esempio in un supermercato? Secondo me molto alta.
Un’ultima cosa, il foie gras è buono, bello da cucinare, e di grande impatto, ma se pensiamo a quanto ha sofferto quell’animale forse ne meneremo di meno… e lo dico anche da cuoco. Grazie.
senza entrare nel merito della questione, mi pare che la crudeltà di un particolare procedimento e la sostenibilità ambientale e sociale in senso lato siano due questioni piuttosto differenti, sia nella forma che nella sostanza
sono d’accordo.
La sostenibilitá é un’altra cosa…
Leggendo l’articolo ho pensato soltanto che beh, da qualche parte si dovrà pur cominciare.
D’accordissimo sul tonno rosso, sull’olio di palma (biodiesel – io non lo sapevo!- alimentari, cosmesi), la pinna di squalo, allevamenti intensivi, cacao e cibo spazzatura. Alla fine, il meno colpevole potrebbe essere il foie gras, che non ha scarti in sé e non ne prevede neanche per l’animale (l’oca viene macellata e utilizzata regolarmente, che io sappia), al contrario della pinna di squalo. Non entro in merito alla sofferenza degli animali, è un dibattito lungo, che ci tocca tutti in modi differenti e con ragioni differenti.
Dico soltanto che non avrei alcun problema se anche qui in Italia venissero imposti divieti simili, o almeno, se si iniziasse a fare una politica SERIA sulle risorse alimentari e sull’educazione all’ambiente e al cibo come fonte di nutrizione…
Circa una trentina di anni fa venne proibita la pesca (anzi, la caccia) dei delfini che si uccidevano per ricavarne pochi chili di mosciamme. Forse è arrivato il momento del fegato grasso…
Intendevo appunto dire che mentre ci sono cibi che impongono uno scarto immenso di materia prima (la pinna di squalo è l’esempio lampante) e dunque sono un vero pericolo poiché rappresentano quintali di carne buttata via con svariate conseguenze sull’impatto ambientale, l’utilizzo del fegato grasso non impone uno spreco uguale, nulla viene gettato né del prodotto in sé, né dell’animale dal quale viene ricavato.
Sospendo il mio personale giudizio sul “come” viene ricavato il fegato d’oca, ma mi pare meno impattante se messo al confronto con lo sfruttamento del lavoro minorile relativo al cacao, alla deforestazione per ricavare l’olio di palma, all’estinzione subita dal tonno rosso, ai pericoli igienico-sanitari di allevamenti. No?
Io non so se l’ oca (o l’ anatra) si possa mangiare, una volta estratto il fegato, ma mi sembrava di aver letto che non fosse possibile. Possibilissimo però che sbagli
Sui delfini, chi non potrebbe essere d’accordo ?. Lo squalo comunque, se gli capita, la gamba te la stacca senza tanti complimenti e probabilmente la ragione che ributtano lo squalo a mare e’ che la carne di alcuni e’ quasi tossica, per l’alto contenuto di acido urico. Non tutti, sia chiaro – il “palombo” e’ uno squaletto…In Australia vendono tranci di squalo, ma viene chiamato “flake” li ho mangiati, teneri, non fibrosi come il tonno o anche il pesce spada, ma non sapevo che si trattasse di “squalo” – Ma penso che il massimo della schifezza sia la carne di squalo che viene servita in Islanda, la fanno imputridire per mesi per eliminare l’acido urico e poi la servono a dadini, e’ cosi’ prelibata che perfino Bourdain a momenti vomitava.
Il cacao, OK boicottiamolo, poi i poveri bambini negri dove vanno a guadagnarsi la (magra) pagnotta. che magari sfama anche i genitori, li mandiamo tutti da Maria Pia Fanfani ?
Non ho mai mangiato il foie gras, solo per 2 ragioni e la principale e’ che non mi va di mangiare un’organo che e’sostanzialmente malato e poi visivamente lo trovo “sgradevole” (P.C. per: mi fa schifo solo a guardarlo).
Al limite, con una pistola puntata alla tempia, lo mangerei in alternativa ad un cervello di pecora che in parecchi paesi arabi (l’ultima volta, li ho visti in un fast food in uno shopping center a Dubai – erano proprio cervelli interi, bolliti.
Eppure il cervello da bambino, in padella, lo mangiavo – il sapore e’ simile a quello del midollo dell’osso buco.
Stranamente non ho questi scrupoli per il caviale, eppure aprire la pancia ad un pescione e levargli le uova e’ abbastanza orribile, pero’ vedi una bella lattina blu e argento, con tante belle palline nere dentroe magari non colleghi, invece un foie gras lo vedi che e’ un fegato che non sta proprio tanto bene.
Lanzo… sei pazzo.
Onestamente, mangerei tutto e senza scrupoli. Fan*ulo Disney!
Anche nella provocazione il buon gusto non guasterebbe. Talvolta sarebbe meglio esimersi.
Meglio se vietano il foie gras. Ne rimane di più per noi.
Sei arrogante ed insensibile. Io non sono una ragazzina, sono una donna matura (molto matura ahimè !) che rabbrividisce di sconforto a leggere le tue parole e l’atteggiamento che hai, la supponenza e il disprezzo che dimostri verso gli altri e soprattutto verso il mondo animale. Il cibo deve essere etico , non deve la nostra gola prevalere sui diritti fondamentali degli altri esseri viventi (umani e animali) .
Tu potrai anche strafogarti di foie gras ed altre vomitevoli immorali cibarie, ma è certo che delle conseguenze ne avrai personalmente ( ed alcune ben si vedono , mentre altre le dovrai ancora affrontare, passata la tua età ancora giovane) e, mi auguro per te, ne risentirai moralmente, magari fra qualche anno.
In ogni caso ritengo divieti di questo genere (con queste motivazioni) un tipico esempio di idiozia moderna.
e allora non possiamo far altro che augurarle di rinascere anatra nella prossima vita, poi ne riparleremo..
Se quello nella foto sei tu non mi stupiscono le tue parole.
E chi se ne frega?
No dai, non può essere lui quello della foto…
Davvero irritante che qualcuno voglia dirci quali cibi sono eticamente corretti. Se dipendesse da queste persone, potremmo nutrirci solo di soia, seitan, edamame ed altre porcatine vegane
E io potrei giurare di averlo sentito gridare, quel seitan, mentre lo facevo a pezzi col mio coltellaccio.
Classico commento da ottuso.
Sono vegan da anni, esclusivamente per motivi etici, ma a differenza tua non giudico le scelte altrui, né tantomeno auspico un futuro pieno di veggie burger, filetti di seitan e proseliti neo-redenti al veganesimo.
Sono profondamente convinto che il problema principale sul cibo sia il super-consumo, l’eccessiva richiesta, la sua industrializzazione selvaggia e la poca coscienza di cosa si mangi, al di là del tipo di cibo che si sceglie.
Per la crudeltà sugli animali trovo che non ci siano molti dubbi, ognuno scelga in base alla propria sensibilità e cultura, con buona pace di tutti. E ben vengano le discussioni in merito, sempre interessanti per entrambe le parti.
La mia scelta di non mangiare nessun prodotto animale è ovviamente etica, ma con una radice fortemente personale, con buona pace della fragile sensibilità del buon “londinese”.
Beato libero arbitrio!
Ammetto che il mio commento era eccessivamente polemico. Comunque non ho niente contro chi sceglie il veganismo, senza farlo pesare agli altri; ci mancherebbe che uno non possa fare le scelte che vuole. Ma questo non mi sembra l’atteggiamento di molti interventi in questo post, ne quello di chi va a dimostrare al ristorante contro il foie gras (mi riferisco all’articolo sopra citato). Non mi piace che si parli di cibo etico, ne che mi si voglia imporre una morale non mia
Non vi piace,eppure dovreste ragionare sulle scelte che fate,perchè non riguardano solo voi,riguardano tutti. Anch’io all’inizio,come tutti,ignoravo le ripercussioni delle mie azioni quotidiane,delle mie scelte alimentari,sulla vita degli animali e su quella del nostro intero pianeta. Ma informandomi,sempre più,ho capito che ciascuno di noi ha una responsabilità sulla salute della terra,che è la nostra stessa salute. Non faccio scelte estreme,vivo normalmente,come tutti, ma sono vegetariana e faccio più attenzione a cosa compro,a come faccio funzionare gli elettrodomestici,al riciclo,alla differenziazione dei rifiuti. Mi spiace che non troviate il collegamento tra l’alimentazione onnivora e l’inquinamento,pechè,tra le altre cose, pensate…la prima causa dell’effetto serra è la produzione di metano derivante dagli allevamenti di bestiame (se volete sapere come,chiedete pure,oppure documentatevi come ho fatto io quando qualcuno che allora avrei definito “esagerato” o “fanatico” ha sollevato la questione…). Mi spiace che non vediate il collegamento tra le sempre più peggiori condizioni di salute del nostro organismo, le crescenti malattie tumorali al colon, allo stomaco, al fegato,etc. e il consumo di cibi animali…(Anche su questo potrei indicarvi un’infinità di fonti, ma mi piace pensare che chi è davvero interessato saprà cosa fare,perchè basta volersi informare,per essere informati). Ma soprattutto mi spiace che permanga ancora una insostenibile insensibilità nei confronti delle atroci sofferenze che l’uomo infligge agli animali e di cui nessuno si fa carico,come se a sporcarsi le mani fossero solo quelli che impugnano un’arma,ignorando che l’arma principale è proprio la forchetta, la stessa che contribuisce ad uccidere te stesso e l’intero pianeta. Consiglio a tutti la visione di uno splendido docu-film che approfondisce i tre aspetti in maniera chiara e fondata: Un equilibrio delicato. Ma dovete liberarvi dai preconcetti,perchè credetemi,non c’è niente di meglio per migliorarsi e aprire la nostra mente ad un confronto con gli altri, di farsi delle domande,porsi dei dubbi,cercare la verità. Grazie a tutti. Buona serata! Elena.
chissà perchè, le sofferenze e le uccisioni a cui vengono sottoposte le migliaia di piccoli animaletti presenti in un campo coltivato, non vengono mai citate e non gliene frega niente a nessuno.
va di moda rompere i maroni solo su polli maiali e mucche. tra qualche anno li faremo diventare anche noi animali sacri.
il fegato grasso non lo mangio ma solo perchè non mi piace.
eticamente corretto o scorretto? dipende a quale etica abbiamo deciso di appartenere. per un vegano assolutamente scorretto, per una persona normale è la stessa cosa che mangiarsi un pollo di allevamento.
Rivedrei il concetto di “persona normale” sostituendolo con “carnivoro” o “onnivoro”…
A parte questo, certi commenti palesano una grave ignoranza (non vuole essere un’offesa) che, mi spiace, dilaga.
Ho letto vari commenti: lo sfruttamento animale non è collegato all’inquinamento ambientale? Cercate (sempre se tenete alla vostra salute e a quella dei vostri cari) il video “un equilibrio delicato”, è interessantissimo e spiega tante cose. Leggete il blog di Valdo Vaccaro, o guardate l’intervista a quella donna 94enne che a 84 è diventata vegana. Le avevano diagnosticato una gravissima osteoporosi ma dopo un cambio di alimentazione è tornata più attiva di un 60enne! Con lo stupore dei medici.
Sono stata carnivora per 36 anni poi dopo un’attenta valutazione (e tanti, tantissimi studi d’informazione) ho scelto di rispettare me stessa, i poveri animali che SOFFRONO per le atrocità alla quale vengono sottoposti e non ultimo l’ambiente. Sono sempre stata fortemente anemica mentre ora ho il triplo dell’energia!
Non credete ai magnati di carne che vi propinano ogni sorta di roba solo per arricchirsi e farvi ammalare! Informatevi!
Vegani e vegetariani non mangiano solo verdure, chi non approfondisce non può capire!
Scusate se mi sono dilungata, tempo fa ignoravo molte cose e mi spiace che tanta gente non sappia! XD
la normalità è sempre soggettiva ma mi sembrava piuttosto palese che in questo contesto fosse sinonimo di “ciò che fa la maggior parte delle persone”, ossia la normalità collettiva, che ovviamente è ben diversa da quella soggettiva.
prima di accusare gli altri di ignoranza, ti consiglierei di analizzare meglio il tuo pensiero. esseri umani carnivori non esistono, “Sono stata carnivora per 36 anni” è una minchiata tanto quanto “dopo un’attenta valutazione ho scelto di rispettare me stessa” in quanto sottende che chi mangia carne o pesce abbia implicitamente scelto di non rispettare se stesso.
è un ragionamento senza alcun tipo di fondamento, nè scientifico, nè tantomeno morale o etico.
è proprio questa eterna e sottile (ma manco tanto) supponenza che rende la maggior parte dei vegetariani ai nostri occhi come null’altro che persone ridicole. per fortuna non siete tutti così, ma la maggior parte purtroppo si.
mangiare carne non reca alcun danno al pianeta, sono gli allevamenti intensivi a farlo, così come la deforestazione intensiva, le coltivazioni intensive e tutto quanto è “sfruttamento industriale delle risorse”. non è un problema di carne, è un problema di “format”.
mangiare il tonno non è un problema, sfruttare il tonno si.
le guarigioni miracolose a 90 anni le lascerei al massimo per wanna marchi, è impensabile arrivare a conclusioni di questo tipo analizzando un caso isolato, chi si occupa di scienza e di fornire dati medici ufficiali ed esatti ti riderebbe in faccia.
E’proprio il tuo atteggiamento,gianluca,che si guadagna l’etichetta di “supponenza”. Ma come ho detto prima,chi non vuol vedere non ha occhi,chi non vuol sentire non sente…e io non mi prolungo nel far valere le mie ragioni,nel accanirmi contro chi non le rispetta.
Sono sicura che alla domanda:e tu che tipo di carne mangi?quella proveniente da allevamenti,più o meno intensivi, oppure no? non risponderesti neanche con sincerità. Perchè non vuoi vedere neanche il collegamento tra ciò che mangi e la salute del pianeta,quasi te ne stessi a distanza da quanti lo popolano, come se non partisse da ogni singolo individuo il miglioramento dell’intera società… Finchè ci saranno tonni e mucche sui nostri piatti,il problema dell’intero ecosistema non sarà risolto,capisci? Comunque,liberissimo di crederci o no a quanto fa male sentirsi dire (sempre che si tratti di una questione di orgoglio,o di paura di abbandonare le proprie convinzioni,le abitudini a cui ci hanno da sempre fatto credere…e non semplicemente di una base di conoscenze scientifice o comunque fondate,che però,attenzione,fanno gli interessi di quanti speculano sulla tua salute e di quella del pianeta -dalle case farmaceutiche agli allevatori industriali-), io piuttosto,crederò a quanti di quei casi isolati hanno rappresentato e continuano a rappresentare l’esempio che si aiuta a guarire il corpo e la mente con una sana,etica e corretta alimentazione. Quella non animale,ovviamente. Ciao,Elena.
dal mio punto di vista non c’è nessuna supponenza. non esistono dati scientifici che confermano che un uso abituale di carne o di pesce (e non un abuso, che quello si è deleterio, ma riguarda un pò tutte le cose) possa essere in alcun modo nocivo.
sono dati di fatto, non sono teorie o religioni.
piuttosto la supponenza è ben palesata nella tua frase “sanana,etica e corretta alimentazione. Quella non animale,ovviamente”. quell’ovviamente è talmente supponente – e tra l’altro assolutamente irreale – da risultare stucchevole.
“chi non vuol vedere non ha occhi,chi non vuol sentire non sente”, ti sei dimenticata di aggiungere che non esistono più le mezze stagioni e così hai rilevato tutti i segreti di fatima.
se poi il background delle tue teorie alimentari-salutistiche è del tipo “si diche che una vecchietta a 90 anni è guarita diventando vegana” allora buonanotte, è talmente ridicolo il presupposto da non meritare neanche la discussione. potresti proporlo come nuovo spot alla maga ornella.
Come prevedevo hai dato sfogo ad un atteggiamento rabbioso,gianluca, e senza la volontà di un sincero confronto… Non ho intenzione di farmi prendere in giro da chi non conosce la misura del rispetto delle opinioni altrui, perciò abbandono una conversazione che pareva interessarmi,ma che evidentemente non porta da nessuna parte. Non mi nutro di frasi fatte, di retorica o di favolette sulla longevità, e potrei sostenere una giornata di conversazione sugli argomenti di cui sopra,dimostrandoti il vero significato della parola background,e a chi davvero appartiene l’aggettivo supponente. Ma la verità è che non ne vale la pena. Saluti agli altri!
Si può ancora chiedere una t-bone o si rischia già l’arresto?
ma forse quella che tu chiami rabbia potrebbe essere solo ironia, non ti è venuto il dubbio?
se vanti tutto questo background, non accorgendoti tra l’altro della supponenza con cui hai già definito a priori come superiore il tuo tipo di alimentazione ma vabbè – la conversazione dici che non porta da nessuna parte e te credo, con questi presupposti – , ti invito, per rendere più interessante la discussione, a fornirci dei dati validi per cui un consumo abituale ma moderato (quindi non un abuso) di carne e di pesce possa essere deleterio per la salute umana.
se non sei in grado di fornirci degli studi seri, tutto quello che dici cade come un mxxxa.
io sono molto rispettoso verso le scelte di tutti, vegetariani e vegani compresi, ma non quelli che si credono eticamente o moralmente superiori a priori in quanto tali. ci sono mille motivi più che rispettabili per essere vegetariani, senza fare le prediche e i sermoni però.
saluti
Esattamente lo stesso per me.
Vegetariano? Ok. Vegano? Ok.
Non sono mica affari miei.
A patto che non rivendichino una qualche forma di superiorità, magari morale.
Ma qui nessuno vuole rivendicare la superiorità di cui parlate,cerchiamo di ragionare! Tu,gianluca,saresti rispettoso? hai riportato commenti come “noi persone normali” (dando per scontato che chi non ha le tue stesse abitudini alimentari non lo sia,e quindi etichettandoti DA SOLO come supponente), parole come “ridicoli” e “stucchevoli”…e pensi ancora di poter farci credere che sei rispettoso? Hai riportato frasi come “chissà perchè le sofferenze e le uccisioni a cui vengono sottoposte le migliaia di piccoli animaletti presenti in un campo coltivato non vengono mai citate e non gliene frega niente a nessuno.va di moda rompere i maroni solo su polli maiali e mucche.tra qualche anno li faremo diventare anche noi animali sacri”, ed io sto ancora qua a cercare un confronto con te! più che supponente mi definirei..paziente! La maggior parte delle persone che mi circondano sono onnivori/carnivori, ma si definiscono tali: questa è la misura del rispetto di cui ti parlo, perchè sono tutte persone che chiamano le cose col loro nome e sono consumatori consapevoli, perchè capiscono le conseguenze delle loro azioni e non si nascondono dietro atteggiamenti aggressivi (o ironici,se preferisci) solo perchè a loro piace mangiare la carne. Lo fanno,consapevoli però che dietro c’è solo una questione di gusto,di piacere,di abitudine; sono coscienti che fa male alla salute,agli animali e alla Terra, e riconoscono nella nostra scelta una questione etica,magari ammirandoci per il solo fatto che ne abbiamo avuto la voglia e il coraggio (perchè so bene che non è facile abbandonare certe abitudini!). Insomma,capisco che vi riesce difficile pensare alla parola “etica” come ad una parola che si avvicina più alle nostre scelte alimentari che non alle vostre,ma purtroppo così è,e per fortuna anche per la maggior parte degli onnivori che conosco: se sei stato in un macello,se ti sei fatto un giretto in un mattatoio,o semplicemente se hai avuto modo di sentire le urla strazianti di un animale che viene ucciso, che rantola,che si muove mentre si dissangua tra indicibili sofferenze,non puoi non pensare che chi non è complice di tutto quell’orrore ha una concezione moralmente diversa e più lecita di chi lo è. Non mi sembra un concetto tanto incomprensibile. Però ti ostini a vederla come una questione di “superiorità” che credi vogliamo rivendicare! Il punto non è questo. Il punto è che posso postare immediatamente i video che dovresti guardare, le letture che dovresti leggere, posso elencarti una serie di fonti che provano quanto ho detto. Ma ti voglio anche ricordare ciò che penso,riportato qualche commento più in alto e motivo della frasetta tanto scontata quanto vera “non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”,la stessa che ti ha “dato” il diritto di prendermi in giro: se vuoi davvero una spiegazione,cercatela, perchè se non la cerchi,evidentemente non la vuoi davvero conoscere. Le stesse persone che fanno parte della mia vita e che non condividono le mie scelte pur rispettandole,si sorprendono a interessarsi qualche volta a certi argomenti,perchè si pongono delle domande: sono davvero sicuro che non faccia male mangiare carne?; perchè mi rompono i maroni ‘sti vegetariani con le loro scelte etiche?; non sarà che,invece di riconoscerne l’impegno per un piccolo contributo alla salute della terra e dei suoi abitanti,ci si accanisce contro? Se non volete chiamarla “coscienza etica” chiamatela “sensibilità”, io sono pronta a riconoscere che l’avete sviluppata laddove non sono arrivata a svilupparla io, perchè i livelli di coscienza non si evolvono in maniera uniforme in tutti i settori,o allo stesso modo per tutti. Ma in questo caso,dovete ammetterlo: avete poco da ridire sulla morale/etica che sta alla base delle nostre scelte alimentari. Fidati,gianluca,non si pretende di cambiare il mondo,e nemmeno le idee altrui, non vuole essere un auto-premiazione o un’ auto-elezione alla superiorità: si fa semplicemente dell’animale un essere senziente che soffre e ha diritto di vivere tanto quanto noi; si collegano, in base agli ormai numerosissimi dati inoppugnabili della scientifica internazionale, gli stili di vita a forte impatto ambientale basati su determinate scelte alimentari alle difficoltà economiche dei paesi in via di sviluppo,oltre che all’aumento dell’inquinamento (rispetto alla produzione di proteine vegetali, per produrre proteine animali serve molta più acqua,quindi molto terreno derivante dalla deforestazione,e si produce gas metano responsabile dell’effetto serra); si riconosce nella sua carne un alimento non adatto all’organismo umano. Qui,visto l’invito,mi soffermerei più a lungo,e con una premessa: non sono una salutista (la mia scelta è soprattutto etica),rispondo solo ad una provocazione.
Molti studi sono stati fatti a riguardo: da istituzioni come La National Academy of Sciences a eminenti studiosi come Arnold Ehert, William Lijinsky, Metchnikoff, Newburg, e molti altri…
“La carne ha effetti disastrosi sul corpo umano. Effetti che non si materializzano a breve termine, ma negli anni. Più il corpo, col passare del tempo, viene impegnato nell’eliminazione delle scorie tossiche di una alimentazione carnea, meno energia avrà a disposizione per respingere gli attacchi esterni e sarà quindi più esposto alle malattie”(vedi Gli effetti della carne sull’organismo del dottor L. Bonadonna).
Mi raccomando, informati meglio su quanto riporto:
“Molti studi di anatomia comparata dimostrano che l’uomo non è carnivoro perchè la sua costituzione è atta a mangiare solo frutta, semi, cereali e ortaggi. Non siamo stati creati per mangiare carne: abbiamo nella saliva la ptialina che serve a predigerire amidi e cereali; i nostri molari piatti sono simili a quelli degli erbivori e servono non per strappare, come fanno i carnivori, bensì per sminuzzare e macinare verdure, semi e cereali; il nostro stomaco non ha né la struttura né l’acidità dello stomaco dei carnivori e il nostro intestino è molto più lungo di quello degli animali carnivori. Questi ultimi evacuano rapidamente la carne ingerita, mentre nel nostro intestino, essendo circa 10 volte più lungo di quello dei carnivori, la carne ristagna alcuni giorni e così ha tutto il tempo per imputridire, formando sostanze altamente tossiche nonché cancerogene. Non abbiamo nel fegato l’uricasi, quell’enzima presente negli animali carnivori il cui compito è quello di scindere l’acido urico prodotto dalla carne. Pertanto, senza l’enzima “uricasi”, l’acido urico resta nel nostro organismo come prodotto di scarto che affatica i reni, si deposita nelle cartilagini, creando così i presupposti per infiammazioni, dolori, gotta, artriti e così via”(Associazione S.U.M.).
Valdo Vaccaro,come Franco Libero Manco,ti spiegano bene che negli animali il sangue è acido,mentre noi abbiamo un sangue alcalino (l’acidosi è uno stato di intossicazione per eccesso di sostanze acide accumulate nell’organismo, come succede nei casi di malattie gravi da acidificazione come osteoporosi, diabete, cancro).
Sterling scoprì che mangiare carne aumentava il contenuto di acido urico dell’urina da tre a dieci volte,acido che in combinazione con altre tossine è considerato da molti ricercatori il più attivo di tutte le sostanze che producono le malattie.
Gli uomini a differenza degli animali hanno una limitata
capacità di elaborare colesterolo o grassi saturi superiore alla quantità richiesta dal loro organismo: qualora si ecceda per molti anni nel consumo di tali elementi,anche in piccole quantità, i depositi grassi si accumulano nelle pareti interne delle arterie, provocandone l’indurimento, ossia quella malattia conosciuta col nome di arteriosclerosi.
Il dottor Owen S.Parrett, nella sua pubblicazione “Perché io non mangio carne”, dimostra come chi mangia carne introduce nel corpo tossine che l’animale avrebbe eliminato con le urine,perchè macellando l’animale,le sostanze di scarto che confluirebbero normalmente nel sangue rimangono nella carne in via di putrefazione.
Il Dottor George Clements, in “Scienza & Salute” aveva spiegato i rischi della carne per i reni, causando il morbo di Brigth. Il dottor Austin Flint, dal Bellevue Hospital College, uno dei più importanti medici d’America, fece un’analisi chimica del brodo di carne, considerato proteico e indicato per la salute dei convalescenti, e scoprì che il risultato era praticamente lo stesso di un’analisi dell’urina! Si tratta infatti di un insieme di tessuti decomposti senza proprietà nutritive.
Nei paesi industrializzati,inoltre,la carne è ulteriormente caricata di additivi chimici: DDT, arsenico (usato come stimolante della crescita), solfato di sodio (che dà alla carne il colore rosso) e il DES, un ormone sintetico notoriamente cancerogeno. La carne contiene molti agenti ritenuti cancerogeni (“Poison in your Body”, Gary e Steven Null ).
Il Journal of the American Medical Association riportava nel 1961 che “la dieta vegetariana può prevenire dal novanta al novantasette per cento delle malattie del cuore: dato che la dieta vegetariana limita l’assunzione di colesterolo, è logico che non si creino depositi di grasso con i conseguenti decessi per infarto o attacco di cuore.
“Poiché gli animali sono costretti a vivere in condizioni di scarsa igiene e in poco spazio, necessitano di dosi massicce di antibiotici i quali, naturalmente, venendo ingeriti insieme alla carne, creano all’interno dell’organismo umano dei batteri resistenti agli antibiotici. Anche la macellazione violenta determina nella carne la formazione di altri veleni naturali altrettanto forti”…e che ci crediate o no,voi vi cibate di quella tossicità che deriva dal dolore dell’animale,e tutta l’atmosfera si satura di quella brutalità che respiriamo senza accorgercene.
Pitagora, Ippocrate, Aristotele, Platone, Galeno, Seneca, erano vegani. E così puoi leggere tanto anche in rete sulle scelte alimentari di Leonardo Da Vinci, LevTolstoj, Albert Einstein, Ghandi e tanti altri. Loro non si sono mai resi ridicoli.
Leggi “Se niente importa” di Foer Jonathan, e guarda il film “Un equilibrio delicato” o il documentario “Meat the truth”: avrai tutte le fonti necessarie a convincerti che non avrai più scuse per giustificare le tue scelte. Compile comunque, ma consapevolmente. E magari scegli di mangiare carne non proveniente da allevamenti intensivi, a km O, o biologica certificata. Se ho speso tutto questo tempo al pc,non è per dimostrarmi superiore o supponente. Pensaci.
Letto tutto d’un fiato
… ora però vado perchè mi si fredda la scaloppa!
per essere vegetariana direi che hai messo fin troppa carne al fuoco. peccato che invece che bistecche siano quasi tutte panzanate colossali, ovviamente non citi studi o dati ufficiali di nessun tipo (ovvio, non esistono) ma solo letture scritte dal santone alternativo di turno.
“noi persone normali” non l’ho mai scritto, cerca di essere più precisa. inoltre ho ben specificato la differenza tra normalità collettiva e soggettiva, quindi non sei per nulla prespicace.
ora vado a letto che è tardi. poi mi spiegherai perchè della sofferenza e della vita di migliaia di animaletti che muoiono per permettere alla tua verdura di arrivare dal fruttivendolo non te ne frega niente. visto che ne fai un discorso di morale, sono curioso.
Certo che la gente etica ha un sacco di tempo libero…..
che tristezza,gianluca,provo una grande compassione per te…devi essere la tipica persona che non impara mai dagli altri e crede di sapere tutto: invece di aprire quella boccaccia a sproposito,perchè non segui tutti i consigli che ti ho dato?avrai tutte le fonti ufficiali di cui la tua mente limitata ha bisogno,vedrai! speravo infatti di leggere una risposta tra qualche giorno,e invece non perdi tempo a rivaleggiare…continui a provocarmi,ma non ti accorgi che gli sforzi che faccio per starti dietro,totalmente inutili,non mi servono ad essere competitiva come fai tu,ma solo e perorare una causa che sento mia e con la quale spero di fare del bene. Quello con te è il confronto più stupido che mi sia mai capitato… Inutile continuare a parlarti di Società Scientifiche di Nutrizione, Riviste Scientifiche o farti altri nomi importanti della scienza medica (di solito alle persone intelligenti bastano per credere),tanto troverai sempre il modo di contraddirmi,perchè ciò che ti importa non è crescere e aprire i tuoi orrizzonti nella vita, a te importa solo di essermi antagonista e tenere alta la tua posizione rispetto a chi legge. Non devo spiegarti nulla,ho già fatto abbastanza. Rileggi tutto se ti riesce di capire prima o poi il vero senso dei miei interventi (ne dubito),ti accorgerai che chi deve delle risposte non sono io. Chiudo.
Intervengo per esprimere la mia posizione.Non proibisco a mia moglie e mia figlia di mangiare carne…non ne mangio io! Per anni ho avuto cani e gatti i quali certamente involontariamente mi hanno insegnato ad amarli…gli ultimi 2 cani , la femmina era una specie di scippatrice il maschio un san francesco dal volto di animale.Tutti due morti fra le mie braccia con atroci sofferenze dovute a cancro.Da allora non mangio piu’ carne e lo stesso i miei familiari anche se saltuariamente e in maniera come dire nascosta.Ma non impedisco di mangiare animali a nessuno.pensate che vivendo a bari per molto tempo ho visto cose come lo sbattere i polpi sugli scogli e mangiarli arricciati…mai fatto, forse perchè era latente in me questo rifiuto nel nutrirsi di carne.Vi lascio immaginare quante volte devo trovare scuse per giustificare la tremenda domanda: ma come non mangi???No.E perchè sei vegetariano?No amo gli animalie il pensare alle loro sofferenze mi fa star male! Ma vala’….
bravo tommy, le tue motivazioni sono assolutamente legittime e condivisibili
è questo che reputo interessante nella discussione, altro che prediche e morali sbandierate gratuitamente in piazza.
essere vegetariani non è una questione etica, è una questione individuale e di diversa sensibilità verso un certo tipo di “problema”. è così che la discussione può diventare interessante !
io dico che la sensibilità è direttamente proporzionale a parametri come la somiglianza (sia fisica che comportamentale) verso il genere umano. tra l’altro assolutamente legittimo e condivisibile puer questo.
capita spesso anche a me, “Ah non mangi carne? Ma niente niente? Dai nemmeno il pollo? Ma va i wusterl non sembrano nemmeno carne..” ecc..
questo post ha attirato una folla di commentantori alcuni francamente surreali.
io dico solo che non è indulgente con se stesso poi tende ad essere poco indulgente anche con gli altri.
la scelta di non mangiare carne e/ derivati animali in rarissimi casi mi è sembrata una scelta che non porta con sè astio e intoillerenza verso il prossimo (ritenuto da costore sempre peggiore si sè). è un vecchio meccanismo: vi consiglio di leggere anoressia e desiderio mimetico di rene girard.
Google e Wikipedia sono vostri amici (o quasi)
La prima causa di morte in Italia sono le malattie cardiovascolari. Provate a chiedere ad un cardiologo cosa ne pensa di un forte consumatore di carne rossa oppure google.
La seconda i tumori, chiedete ad un oncologo ma potete anche cercare con google quello che ne pensa Veronesi.
G e W “Environmental impact of meat production”, consumano tantissima acqua e producono molto CO2, sopratutto i bovini, mantengono alti i prezzi dei cereali che sono primari per molte popolazioni e le loro deiezioni producono un inquinamneto del suolo enorme ( sono miliardi i bovini al mondo e ne fanno più di noi per intenderci )
Per l’etica il discorso si fa complesso comunque per provare, comprate un animale vivo adatto alla macellazione (un consorzio agrario ha tutto), facciamo un coniglio, uccidetelo, squoiatelo e macellatelo (forumagraria ha le info che vi servono), poi postate la vostra impressione e se ne può discutere.
… premetto : non sono vegetariana e mi piace il fois gras.
Seconda cosa: ma voi mangiate il fois gras tutti i giorni?? A me piace ma in un anno lo mangerò tre volte!!! Molte di più le tavolette di cioccolato o il caffe’ ( cinque al giorno….)
Terza cosa: ma qualcuno ha mai abitato in campagna? Se foste dei contadini con un classico allevamento per uso proprio con dieci galline e cinque oche come pensate verrebbero uccise? Mia nonna tirava il collo alla gallina e decapitava ( con l’accetta) le oche perche’ a mano non ce la faceva, il collo è troppo duro …. Non è un bello spettacolo nemmeno questo ma si faceva così … E non c’era da parte sua rimpianto perche’ lo scopo dell’allevamento era poi quello di mangiarla l’oca… A ognuno la scelta: sei vegetariano? Bene non mangiare carne ma non inalberiamoci in falsi moralismi!!! Sinceramente L’allevamento intensivo mi preoccupa di più per i rischi della nostra salute ….
Cialtrone sarai tu,chube,che non ti prendi nemmeno la briga di verificare davvero la fondatezza dei copia e incolla. Hai fatto la scoperta del secolo,complimenti! Non sono una manuense,ovviamente riporto dati da internet, ma sono informazioni apprese in altri svariati modi,dai convegni alla comparazione di più fonti,dai documentari alla lettura di libri. Certo che per te che a sfogliare un libro forse preferisci wikipedia..dev’essere difficile! Le enciclopedie cosa ti aspetti che ti dicano poi? Quelli che ho citato sono una piccola parte di quella categoria di studiosi che si sono distinti (dall’800,certo,ma anche da prima se vuoi saperlo!) e continuano a discostarsi dalla Medicina tradizionale, e quindi dalla classica enciclopedia appoggiata sulla mensola della tua cucina. Dalla medicina alternativa alla chimica organica, dalla medicina orientale alla naturopatia, dall’anatomia comparata alla fisiologia moderna…i dati che provano quanto è scritto sopra non mancano, e sono tutti supportati da scienziati,o medici o comunque studiosi con tanto di laurea in medicina e con una formazione fondata su analisi serie. Anche per quanto riguarda le tue incertezze in merito alle cure senza farmaci,ti suggerirei di informarti meglio. Ora,se vuoi scursarmi, sono a pagina 68 di un libro di Arnold Ehret
Opinione assolutamente personale:
a me il foie gras fa abbastanza schifo e pur comprendendo a chi piace non riesco veramente a concepire come si possa acclamarlo a tale capolavoro culinario.
Solo dopo averlo mangiato in Francia ed esserne rimasto assolutamente deluso ho scoperto come viene prodotto ed ora il solo pensiero mi disgusta!
La madre del vegano è sempre incinta ? ;-D
di certo, ricavarlo dal tuo cervello sarebbe impossibile.
Certo che han proprio aperto le gabbie.
eccerto, so’ animalisti .. Non vorrai mica che in gabbia ci restassero proprio loro ..
Quando si dice: rispetto delle opinioni altrui anche se non condivise e dialettica costruttiva mossa da profonde argomentazioni, esternate con fermezza ed educazione!
Complimenti!
tu non stai bene, ragazza. datti una calmata.
ok per la scaloppina. l’importante è che non ti presenti con hamburger di soia, seitan, tofu, od altri cibi così eticamente stupidi.
Si può avere un link a una fonte riconosciuta dalla comunità scientifica?
Intendo roba pubblicata su giornali seri come Nature, Science, PNAS e via dicendo…
Perchè altrimenti, se si deve citare il dottor ziopino, si fa presto a parlare di evidenze sperimentali.
Insomma, qualcosa di credibile da parte di tutti.
Mi sono preso la briga di verificare la notizia relativa ad Austin Flint.
Di certo pioniere della cardiologia, ma vissuto nell’800. Uno che diceva di curare la polmonite senza farmaci…
Peraltro, al di là del triste copia e incolla che si trova su siti italiani privati e che la nostra Elena ci ha propinato nel suo commento (basta inserire su google Austin Flint e brodo per verificare che è lo stesso identico testo fatto girare…) non c’è ovviamente traccia della cosa su enciclopedie o affini.
Cialtroni.