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	<title>Commenti a: Bio c&#8217;è (dedicato a Dario Bressanini)</title>
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		<title>Di: Roberto Giuliani</title>
		<link>http://www.dissapore.com/salute/bio-ce-dedicato-a-dario-bressanini/comment-page-1/#comment-99742</link>
		<dc:creator>Roberto Giuliani</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jul 2011 09:25:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.dissapore.com/?p=19800#comment-99742</guid>
		<description>Certo Gianpaolo, massimo rispetto per la ricerca scientifica, ma mi domando: abbiamo davvero gli strumenti per capire cosa il nostro organismo e come è in grado di assimilare un alimento?
Se si, siamo certi che funzioni sempre allo stesso modo? Ovvero siamo sicuri che più elementi combinati vengono assimilati allo stesso modo che presi singolarmente?
E&#039; sufficiente calcolare la quantità di una sostanza in un alimento per capire se è più nutriente di un altro?
Io non lo so, non sono uno scienziato, ma ho l&#039;impressione che l&#039;uomo continui a non rendersi conto che di certo non c&#039;è mai nulla, a parte la nostra morte (almeno nel senso in cui la intendiamo comunemente), proprio perché qualunque esperienza e conoscenza dipendono dalle nostre capacità e dal nostro cervello. La scienza è in continua evoluzione e ha bisogno sempre di nuovi strumenti più sofisticati per capire e acquisire maggiore precisione, ma i parametri utilizzati chi garantisce che siano gli unici validi e i più significativi?
Io credo che l&#039;approccio scientifico sia uno ma non l&#039;unico strumento a cui ci si può affidare.
Alla fine è sempre un insieme di diverse fonti e metodi che aiuta ad avvicinarsi alla verità.
Sono d&#039;accordo sulla questione &quot;marketing&quot; che hai sollevato, infatti ho sottolineato che un prodotto industriale segue una serie di parametri che vengono applicati anche nel biologico. Pertanto sarebbe necessario capire se le ricerche vengono fatte su prodotti con TUTTE le caratteristiche che possono offrire oppure no. Perché un pomodoro di serra, anche bio,non è paragonabile ad un pomodoro che cresce nella stagione giusta in un terreno che si giova (nel bene e nel male) delle variabili climatiche.
Insisto: siamo davvero sicuri che si stiano usando TUTTI gli strumenti necessari per poter poi dichiarare dei risultati inequivocabili?
La mia esperienza diretta (sono almeno dieci anni che mangio cibo bio da piccole attività agricole) mi ha fatto rilevare che con questo tipo di alimento io mi sazio prima, ovvero me ne basta meno per stare a posto. Perché? Torniamo al pomodoro annacquato, al petto di pollo gonfiato con gli ormoni, così come l&#039;insalata.
Come si fa a fare un confronto corretto fra un pollo ricco di ormoni, ottenuto da un animale tenuto immobile o quasi e ingrassato artificialmente, con uno che vive libero e si nutre diversamente?
Tu dici: &quot;Il punto è se lo stesso succo, fatto ESATTAMENTE nello stesso modo, a partire da arance bio o non bio sia migliore o peggiore&quot;. Se è fatto esattamente nello stesso modo, qualcosa non torna. Perché chi lavora seriamente in bio, usa dei procedimenti totalmente diversi. E&#039; il bio industriale che può essere fatto nello stesso modo (ovvero si può fare un succo di frutta seguendo lo stesso procedimento, con la conseguenza che molte proprietà e sostanze vengono perdute e reintegrate successivamente).
Ma il prodotto elaborato, ovviamente, è suscettibile di numerose variabili, molto difficili da quantificare e paragonare.
Prendiamo invece l&#039;alimento originario, non trattato, vediamo se davvero sono uguali. Io ho molti, moltissimi dubbi, anzi sono proprio sicuro di no, lo vedo nella mia tavola ogni giorno.
Questo non cambia il fatto che non approvo alcun tipo di slogan. Bio è meglio, bio è più nutriente, non vogliono dire nulla, se non si conosce con precisione tutta la filiera, ma concordo con te che è un ottimo sistema di marketing.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Certo Gianpaolo, massimo rispetto per la ricerca scientifica, ma mi domando: abbiamo davvero gli strumenti per capire cosa il nostro organismo e come è in grado di assimilare un alimento?<br />
Se si, siamo certi che funzioni sempre allo stesso modo? Ovvero siamo sicuri che più elementi combinati vengono assimilati allo stesso modo che presi singolarmente?<br />
E&#8217; sufficiente calcolare la quantità di una sostanza in un alimento per capire se è più nutriente di un altro?<br />
Io non lo so, non sono uno scienziato, ma ho l&#8217;impressione che l&#8217;uomo continui a non rendersi conto che di certo non c&#8217;è mai nulla, a parte la nostra morte (almeno nel senso in cui la intendiamo comunemente), proprio perché qualunque esperienza e conoscenza dipendono dalle nostre capacità e dal nostro cervello. La scienza è in continua evoluzione e ha bisogno sempre di nuovi strumenti più sofisticati per capire e acquisire maggiore precisione, ma i parametri utilizzati chi garantisce che siano gli unici validi e i più significativi?<br />
Io credo che l&#8217;approccio scientifico sia uno ma non l&#8217;unico strumento a cui ci si può affidare.<br />
Alla fine è sempre un insieme di diverse fonti e metodi che aiuta ad avvicinarsi alla verità.<br />
Sono d&#8217;accordo sulla questione &#8220;marketing&#8221; che hai sollevato, infatti ho sottolineato che un prodotto industriale segue una serie di parametri che vengono applicati anche nel biologico. Pertanto sarebbe necessario capire se le ricerche vengono fatte su prodotti con TUTTE le caratteristiche che possono offrire oppure no. Perché un pomodoro di serra, anche bio,non è paragonabile ad un pomodoro che cresce nella stagione giusta in un terreno che si giova (nel bene e nel male) delle variabili climatiche.<br />
Insisto: siamo davvero sicuri che si stiano usando TUTTI gli strumenti necessari per poter poi dichiarare dei risultati inequivocabili?<br />
La mia esperienza diretta (sono almeno dieci anni che mangio cibo bio da piccole attività agricole) mi ha fatto rilevare che con questo tipo di alimento io mi sazio prima, ovvero me ne basta meno per stare a posto. Perché? Torniamo al pomodoro annacquato, al petto di pollo gonfiato con gli ormoni, così come l&#8217;insalata.<br />
Come si fa a fare un confronto corretto fra un pollo ricco di ormoni, ottenuto da un animale tenuto immobile o quasi e ingrassato artificialmente, con uno che vive libero e si nutre diversamente?<br />
Tu dici: &#8220;Il punto è se lo stesso succo, fatto ESATTAMENTE nello stesso modo, a partire da arance bio o non bio sia migliore o peggiore&#8221;. Se è fatto esattamente nello stesso modo, qualcosa non torna. Perché chi lavora seriamente in bio, usa dei procedimenti totalmente diversi. E&#8217; il bio industriale che può essere fatto nello stesso modo (ovvero si può fare un succo di frutta seguendo lo stesso procedimento, con la conseguenza che molte proprietà e sostanze vengono perdute e reintegrate successivamente).<br />
Ma il prodotto elaborato, ovviamente, è suscettibile di numerose variabili, molto difficili da quantificare e paragonare.<br />
Prendiamo invece l&#8217;alimento originario, non trattato, vediamo se davvero sono uguali. Io ho molti, moltissimi dubbi, anzi sono proprio sicuro di no, lo vedo nella mia tavola ogni giorno.<br />
Questo non cambia il fatto che non approvo alcun tipo di slogan. Bio è meglio, bio è più nutriente, non vogliono dire nulla, se non si conosce con precisione tutta la filiera, ma concordo con te che è un ottimo sistema di marketing.</p>
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		<title>Di: gianpaolo paglia</title>
		<link>http://www.dissapore.com/salute/bio-ce-dedicato-a-dario-bressanini/comment-page-1/#comment-99713</link>
		<dc:creator>gianpaolo paglia</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jul 2011 07:41:10 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Roberto, come vedi ti leggo anche a distanza :)
Il punto che vorrei cercare di chiarire e&#039; questo: esiste un metodo scientifico che e&#039; il frutto di millenni di lavoro dell&#039;uomo, che dovremmo cercare di vedere come uno dei piu&#039; importanti traguardi raggiunti dall&#039;uomo. Ci serve a decifrare i fatti e sapararli dalle impressioni o dalle interferenze esterne, per giungere al succo vero della questione. Il punto non e&#039; se i prodotti bio siano mediamente piu&#039; buoni, perche&#039; ci mettono piu&#039; arance nei succhi o perche&#039; gli yogurt sono fatti meglio. Il punto e&#039; se lo stesso succo, fatto ESATTAMENTE nello stesso modo, a partire da arance bio o non bio sia migliore o peggiore. Il punto piu&#039; importante e piu&#039; difficile e&#039; quello di replicare esattamente tutte le variabili, tranne quelle oggetto di sperimentazione. Se non si fa cosi si paragona un cavallo da corsa con un ronzino, il che non ha senso. Pero&#039; e&#039; quello che spesso succede perche&#039; purtroppo e&#039; piu&#039; facile fare proclami che spiegare con pazienza i fatti. E&#039;, tra l&#039;altro, uno dei risultati del continuo picconamento della formazione scientifica nelle nostre scuole, accoppiato con il disprezzo della stessa sparso a piene mani da una percezione errata dell&#039;ambientalismo e del rispetto dell&#039;ambiente compiuta da una generazione di ludditi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Roberto, come vedi ti leggo anche a distanza <img src='http://www.dissapore.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
Il punto che vorrei cercare di chiarire e&#8217; questo: esiste un metodo scientifico che e&#8217; il frutto di millenni di lavoro dell&#8217;uomo, che dovremmo cercare di vedere come uno dei piu&#8217; importanti traguardi raggiunti dall&#8217;uomo. Ci serve a decifrare i fatti e sapararli dalle impressioni o dalle interferenze esterne, per giungere al succo vero della questione. Il punto non e&#8217; se i prodotti bio siano mediamente piu&#8217; buoni, perche&#8217; ci mettono piu&#8217; arance nei succhi o perche&#8217; gli yogurt sono fatti meglio. Il punto e&#8217; se lo stesso succo, fatto ESATTAMENTE nello stesso modo, a partire da arance bio o non bio sia migliore o peggiore. Il punto piu&#8217; importante e piu&#8217; difficile e&#8217; quello di replicare esattamente tutte le variabili, tranne quelle oggetto di sperimentazione. Se non si fa cosi si paragona un cavallo da corsa con un ronzino, il che non ha senso. Pero&#8217; e&#8217; quello che spesso succede perche&#8217; purtroppo e&#8217; piu&#8217; facile fare proclami che spiegare con pazienza i fatti. E&#8217;, tra l&#8217;altro, uno dei risultati del continuo picconamento della formazione scientifica nelle nostre scuole, accoppiato con il disprezzo della stessa sparso a piene mani da una percezione errata dell&#8217;ambientalismo e del rispetto dell&#8217;ambiente compiuta da una generazione di ludditi.</p>
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	<item>
		<title>Di: Roberto Giuliani</title>
		<link>http://www.dissapore.com/salute/bio-ce-dedicato-a-dario-bressanini/comment-page-2/#comment-99630</link>
		<dc:creator>Roberto Giuliani</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Jul 2011 21:43:30 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.dissapore.com/?p=19800#comment-99630</guid>
		<description>C&#039;è un punto in tutto questo ambaradam di commenti che mi sfugge: perché si parla di bio senza fare distinzione fra &quot;industria del bio&quot; e &quot;agricoltura bio&quot;? Non è mica la stessa cosa.
La logica industriale è la stessa sia per chi fa bio che per chi non lo fa, ovvero fare business.
Se le ricerche scientifiche sono state fatte in questo ambito, sono il primo a credere che c&#039;è ben poca differenza fra uno e l&#039;altro (a parte il discorso pesticidi, ma questo non è l&#039;oggetto del conntendere).
A livello industriale nessuna azienda lavora per proporre prodotti qualitativamente elevati, ma usa tutti gli strumenti possibili (leciti) per ricavarne il massimo profitto. L&#039;importante è assicurare di stare nella legge e nei limiti imposti dal bio.
E&#039; quello che succede anche con il vino o con qualunque prodotto, non solo alimentare. Fare abiti in serie comporta una standardizzazione del metodo di lavoro e dei risultati che si devono ottenere. Esattamente l&#039;opposto di quello che dovrebbe essere la filosofia bio, ovvero che il prodotto è inevitabilmente sensibile alle diversità delle annate, non solo, ma se io produco un succo di frutta bio, con tutta probabilità non ci saranno due bottiglie con lo stesso identico sapore, non è possibile garantirlo a meno di magheggi, aromatizzazioni, pastorizzazioni e via discorrendo.
Quindi quando parliamo di bio (o di vini naturali e birre artigianali, perché no) dobbiamo stabilire di quale bio stiamo parlando, soprattutto se vogliamo tirare in ballo le sue capacità nutritive.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è un punto in tutto questo ambaradam di commenti che mi sfugge: perché si parla di bio senza fare distinzione fra &#8220;industria del bio&#8221; e &#8220;agricoltura bio&#8221;? Non è mica la stessa cosa.<br />
La logica industriale è la stessa sia per chi fa bio che per chi non lo fa, ovvero fare business.<br />
Se le ricerche scientifiche sono state fatte in questo ambito, sono il primo a credere che c&#8217;è ben poca differenza fra uno e l&#8217;altro (a parte il discorso pesticidi, ma questo non è l&#8217;oggetto del conntendere).<br />
A livello industriale nessuna azienda lavora per proporre prodotti qualitativamente elevati, ma usa tutti gli strumenti possibili (leciti) per ricavarne il massimo profitto. L&#8217;importante è assicurare di stare nella legge e nei limiti imposti dal bio.<br />
E&#8217; quello che succede anche con il vino o con qualunque prodotto, non solo alimentare. Fare abiti in serie comporta una standardizzazione del metodo di lavoro e dei risultati che si devono ottenere. Esattamente l&#8217;opposto di quello che dovrebbe essere la filosofia bio, ovvero che il prodotto è inevitabilmente sensibile alle diversità delle annate, non solo, ma se io produco un succo di frutta bio, con tutta probabilità non ci saranno due bottiglie con lo stesso identico sapore, non è possibile garantirlo a meno di magheggi, aromatizzazioni, pastorizzazioni e via discorrendo.<br />
Quindi quando parliamo di bio (o di vini naturali e birre artigianali, perché no) dobbiamo stabilire di quale bio stiamo parlando, soprattutto se vogliamo tirare in ballo le sue capacità nutritive.</p>
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	<item>
		<title>Di: Roberto Giuliani</title>
		<link>http://www.dissapore.com/salute/bio-ce-dedicato-a-dario-bressanini/comment-page-1/#comment-99627</link>
		<dc:creator>Roberto Giuliani</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Jul 2011 21:23:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.dissapore.com/?p=19800#comment-99627</guid>
		<description>So che non mi leggerai Gianpaolo perché ormai questo post è vecchio, ma non posso fare a meno di dire la mia sul nutrimento maggiore del bio rispetto al convenzionale.
Innanzitutto il bio non è tutto uguale, esattamente come il convenzionale, la qualità può variare in modo significativo.
Quello che il bio deve garantire è il rispetto dei limiti sui trattamenti. Quindi le generalizzazioni sono il primo a rifiutarle, in un senso e nell&#039;altro.
Però io ti posso garantire che il bio di qualità nutre di più per una ragione semplicissima, ci vuole molto poco a scoprirla.
Recentemente ho comprato una bottiglia di succo di albicocche da un&#039;azienda agricola dalle mie parti. Succo di albicocche puro, non concentrato e poi reidratato con acqua. Ebbene, in quel succo, dal sapore strepitoso (ma questa è un&#039;altra questione) c&#039;era una quantità di albicocche tale che, per raggiungere lo stesso quantitativo con un succo &quot;convenzionale&quot;, ci sarebbero volute almeno 6 bottiglie della stessa dimensione!
Se io compro un alimento convenzionale, tipo un pomodoro, e quando lo apro vedo che butta una marea d&#039;acqua e poi non ha quasi sapore, mentre quando faccio la stessa operazione con uno bio scopro che dentro è pieno, non è acquoso ed è buono, non è forse la dimostrazione lampante del maggior nutrimento?
C&#039;è una diluizione degli alimenti convenzionali impressionante!
Hai mai preso uno yogurt della Scaldasole (per citare un&#039;azienda bio fra le più note)? Prova a far esaminare quale concentrazione di fermenti c&#039;è e confrontala con quella degli yogurt convenzionali, poi ne riparliamo.
Io credo che l&#039;approccio &quot;scientifico&quot; sarà degno di questo nome solo quando saranno specificati i prodotti esaminati e i confronti che sono stati fatti.
Ripeto, non tutto il biologico è di qualità, fare un alimento bio non vuol dire automaticamente che è più buono o migliore di altri. La qualità del terreno, il metodo di coltivazione, la correttezza nella preparazione fanno sempre e comunque la differenza. Quindi generalizzare sul bio (o sul convenzionale) è una emerita stupidaggine, bisogna fare verifiche a campione su differenti livelli della filiera, perché un bio da supermercato non sarà mai dello stesso livello di un bio prodotto da una fattoria che ha lo spaccio aperto un giorno alla settimana perché vende solo la propria materia prima.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>So che non mi leggerai Gianpaolo perché ormai questo post è vecchio, ma non posso fare a meno di dire la mia sul nutrimento maggiore del bio rispetto al convenzionale.<br />
Innanzitutto il bio non è tutto uguale, esattamente come il convenzionale, la qualità può variare in modo significativo.<br />
Quello che il bio deve garantire è il rispetto dei limiti sui trattamenti. Quindi le generalizzazioni sono il primo a rifiutarle, in un senso e nell&#8217;altro.<br />
Però io ti posso garantire che il bio di qualità nutre di più per una ragione semplicissima, ci vuole molto poco a scoprirla.<br />
Recentemente ho comprato una bottiglia di succo di albicocche da un&#8217;azienda agricola dalle mie parti. Succo di albicocche puro, non concentrato e poi reidratato con acqua. Ebbene, in quel succo, dal sapore strepitoso (ma questa è un&#8217;altra questione) c&#8217;era una quantità di albicocche tale che, per raggiungere lo stesso quantitativo con un succo &#8220;convenzionale&#8221;, ci sarebbero volute almeno 6 bottiglie della stessa dimensione!<br />
Se io compro un alimento convenzionale, tipo un pomodoro, e quando lo apro vedo che butta una marea d&#8217;acqua e poi non ha quasi sapore, mentre quando faccio la stessa operazione con uno bio scopro che dentro è pieno, non è acquoso ed è buono, non è forse la dimostrazione lampante del maggior nutrimento?<br />
C&#8217;è una diluizione degli alimenti convenzionali impressionante!<br />
Hai mai preso uno yogurt della Scaldasole (per citare un&#8217;azienda bio fra le più note)? Prova a far esaminare quale concentrazione di fermenti c&#8217;è e confrontala con quella degli yogurt convenzionali, poi ne riparliamo.<br />
Io credo che l&#8217;approccio &#8220;scientifico&#8221; sarà degno di questo nome solo quando saranno specificati i prodotti esaminati e i confronti che sono stati fatti.<br />
Ripeto, non tutto il biologico è di qualità, fare un alimento bio non vuol dire automaticamente che è più buono o migliore di altri. La qualità del terreno, il metodo di coltivazione, la correttezza nella preparazione fanno sempre e comunque la differenza. Quindi generalizzare sul bio (o sul convenzionale) è una emerita stupidaggine, bisogna fare verifiche a campione su differenti livelli della filiera, perché un bio da supermercato non sarà mai dello stesso livello di un bio prodotto da una fattoria che ha lo spaccio aperto un giorno alla settimana perché vende solo la propria materia prima.</p>
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	<item>
		<title>Di: claudio</title>
		<link>http://www.dissapore.com/salute/bio-ce-dedicato-a-dario-bressanini/comment-page-2/#comment-39787</link>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 May 2010 16:33:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.dissapore.com/?p=19800#comment-39787</guid>
		<description>Come ultimo commento direi che se la parola &quot;naturale&quot;, qualunque sia l&#039;accezione usata, sparisse da un certo tipo di discussioni, non ne sentirei assolutamente la mancanza.

Negli ultimi decenni la scienza e la tecnologia e&#039; avanzata talmente velocemente che le parole del linguaggio quotidiano a volte risultano inadeguate a rappresentare la realta&#039;. Naturale andava bene quando quello che l&#039;uomo poteva produrre era ben diverso da quello che produceva la natura.

Un diamante sintetico e&#039; naturale? Un OGM e&#039; naturale? Se prendo un tulipano rosso e, tramite ingegneria genetica, lo trasformo in un tulipano giallo, attivando e disattivando gli stessi geni che differenziano i tulipani rossi e gialli &quot;selvatici&quot;, e&#039; naturale? Se &quot;costruisco&quot; batteri in grado di produrre vitamina C, questa e&#039; naturale? Se si riuscisse a riprodurre in laboratorio la seta, sarebbe artificiale, anche se identica a quella naturale?

Io (opinione personale) trovo che &quot;naturale&quot; sia inadeguato per descrivere alcuni aspetti di cio&#039; che ci circonda e che si arrivera&#039; sempre ad un punto in cui ci saranno divergenze sull&#039;appartenenza o meno di qualcosa al &quot;naturale&quot;.

Mi fermo qui, penso di essermi allontanato fin troppo dal tema del thread.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Come ultimo commento direi che se la parola &#8220;naturale&#8221;, qualunque sia l&#8217;accezione usata, sparisse da un certo tipo di discussioni, non ne sentirei assolutamente la mancanza.</p>
<p>Negli ultimi decenni la scienza e la tecnologia e&#8217; avanzata talmente velocemente che le parole del linguaggio quotidiano a volte risultano inadeguate a rappresentare la realta&#8217;. Naturale andava bene quando quello che l&#8217;uomo poteva produrre era ben diverso da quello che produceva la natura.</p>
<p>Un diamante sintetico e&#8217; naturale? Un OGM e&#8217; naturale? Se prendo un tulipano rosso e, tramite ingegneria genetica, lo trasformo in un tulipano giallo, attivando e disattivando gli stessi geni che differenziano i tulipani rossi e gialli &#8220;selvatici&#8221;, e&#8217; naturale? Se &#8220;costruisco&#8221; batteri in grado di produrre vitamina C, questa e&#8217; naturale? Se si riuscisse a riprodurre in laboratorio la seta, sarebbe artificiale, anche se identica a quella naturale?</p>
<p>Io (opinione personale) trovo che &#8220;naturale&#8221; sia inadeguato per descrivere alcuni aspetti di cio&#8217; che ci circonda e che si arrivera&#8217; sempre ad un punto in cui ci saranno divergenze sull&#8217;appartenenza o meno di qualcosa al &#8220;naturale&#8221;.</p>
<p>Mi fermo qui, penso di essermi allontanato fin troppo dal tema del thread.</p>
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	<item>
		<title>Di: gianluca</title>
		<link>http://www.dissapore.com/salute/bio-ce-dedicato-a-dario-bressanini/comment-page-2/#comment-39783</link>
		<dc:creator>gianluca</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 May 2010 15:14:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.dissapore.com/?p=19800#comment-39783</guid>
		<description>complimenti claudio, hai capito spiegato e sintetizzato tutto perfettamente !!
;-)

effettivamente il mio discorso è basato sul significato formale delle parole.
ci tengo a precisare che però quando il discorso è iniziato io ho chiaramente scritto &quot;ciò che viene estratto in laboratorio, anche se non sintetizzato, è già lavorato dall’uomo, per cui per me non più naturale. o almeno, non nel senso stretto del termine.&quot;

quindi probabilmente chi non ha capito, non è stato molto &quot;abile&quot; nella lettura.

per quanto riguarda la sensibilità alla parola &quot;naturale&quot; è vero, capisco le ragioni regresse che portano a questo, però quando uno spiega chiaramente come ho fatto io (e come tu hai perfettamente capito) cosa intende, non bisognerebbe strumentalizzare il discorso, attancandolo.
&quot;Va notato che paradossalmente tale problema non ci sarebbe se tutto il mondo adottasse la tua definizione di naturale.&quot; ... esatto !! questo già spiega tutto.
soprattutto spiega perchè il mio discorso non si pone come discussione scientifica nei termini di guerra tra review (per cui le accuse di ignoranza scientifica non mi riguardano - sono strumentalizzazioni - perchè io in quella &quot;sfera&quot; non ci sono mai entrato), ma è una semplice considerazone logica, che per me comunque è reale (basterebbe citare eraclito......un altro pirla qualunque).

vegano: sorry, non avevo capito. se è una similitudine per &quot;estremista&quot; ok ci può stare :-)

per il resto complimenti ancora. sei stato praticamente l&#039;unico che razionalmente ha capito il mio semplice discorso.
;-)
(gli &quot;scienziati&quot; che hanno frainteso tutto, arrivando all&#039;insulto, forse dovrebbero farsi qualche domanda)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>complimenti claudio, hai capito spiegato e sintetizzato tutto perfettamente !!<br />
 <img src='http://www.dissapore.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>effettivamente il mio discorso è basato sul significato formale delle parole.<br />
ci tengo a precisare che però quando il discorso è iniziato io ho chiaramente scritto &#8220;ciò che viene estratto in laboratorio, anche se non sintetizzato, è già lavorato dall’uomo, per cui per me non più naturale. o almeno, non nel senso stretto del termine.&#8221;</p>
<p>quindi probabilmente chi non ha capito, non è stato molto &#8220;abile&#8221; nella lettura.</p>
<p>per quanto riguarda la sensibilità alla parola &#8220;naturale&#8221; è vero, capisco le ragioni regresse che portano a questo, però quando uno spiega chiaramente come ho fatto io (e come tu hai perfettamente capito) cosa intende, non bisognerebbe strumentalizzare il discorso, attancandolo.<br />
&#8220;Va notato che paradossalmente tale problema non ci sarebbe se tutto il mondo adottasse la tua definizione di naturale.&#8221; &#8230; esatto !! questo già spiega tutto.<br />
soprattutto spiega perchè il mio discorso non si pone come discussione scientifica nei termini di guerra tra review (per cui le accuse di ignoranza scientifica non mi riguardano &#8211; sono strumentalizzazioni &#8211; perchè io in quella &#8220;sfera&#8221; non ci sono mai entrato), ma è una semplice considerazone logica, che per me comunque è reale (basterebbe citare eraclito&#8230;&#8230;un altro pirla qualunque).</p>
<p>vegano: sorry, non avevo capito. se è una similitudine per &#8220;estremista&#8221; ok ci può stare <img src='http://www.dissapore.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>per il resto complimenti ancora. sei stato praticamente l&#8217;unico che razionalmente ha capito il mio semplice discorso.<br />
 <img src='http://www.dissapore.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /><br />
(gli &#8220;scienziati&#8221; che hanno frainteso tutto, arrivando all&#8217;insulto, forse dovrebbero farsi qualche domanda)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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		<title>Di: claudio</title>
		<link>http://www.dissapore.com/salute/bio-ce-dedicato-a-dario-bressanini/comment-page-2/#comment-39775</link>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 May 2010 14:21:46 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.dissapore.com/?p=19800#comment-39775</guid>
		<description>In realta&#039;, se ci sono stati dei problemi di comprensione, e&#039; perche&#039; normalmente la maggior parte delle persone non assegna a &quot;naturale&quot; e &quot;artificiale&quot; il significato stretto che assegni tu.

L&#039;italiano e&#039; lingua viva e perdipiu&#039; a volte il significato di una parola cambia leggermente da settore a settore. Per questo, pur dandoti ragione sul significato formale di &quot;naturale&quot;, ti faccio notare che non e&#039; quello comunemente usato. La gente, quando dice naturale, intende &quot;non di sintesi (e non ogm)&quot;. E molte traformazioni, per esempio la cottura, di un prodotto naturale portano ad un altro prodotto naturale. E&#039; l&#039;uso corrente della parola.

Il tuo uso di &quot;naturale&quot; e&#039; certamente corretto da un punto di vista formale e lo adotti anche in maniera coerente, ma semplicemente non e&#039; lo stesso uso di tutti gli altri che qui scrivono. Non intendo assolutamente dire che sbagli ad averlo come concetto, ma quando si usa un termine in un determinato ambiente, bisogna adattarsi all&#039;uso corrente, proprio per evitare incomprensioni.

Per fare un esempio, a Milano c&#039;e&#039; un bar macrobiotico che pubblicizza il pranzo con la scritta &quot;la meta&#039; delle calorie, il doppio di energia&quot;. E&#039; comprensibile il concetto: se mangio un&#039;insalata invece che polenta e brasato, non mi addormentero&#039; dopo pranzo e lavorero&#039; meglio. Pero&#039; a me (fisico) un cartello cosi&#039; fa ridere, in quanto la caloria e&#039; un&#039;unita&#039; di misura per l&#039;energia. Pero&#039; so che non devo interpretare &quot;energia&quot; in modo formale, ma usare il significato del linguaggio comune.

Anche per il resto, l&#039;incomprensione e&#039; sempre quella, tra significato formale stretto e uso corrente. E&#039; ovvio che nemmeno due pomodori della stessa pianta siano &quot;uguali&quot; in senso stretto. Ma quando si dice che un (eventuale!) pomodoro creato in laboratorio sarebbe uguale a uno (della stessa specie) cresciuto sulla pianta, non si intende che sarebbe un clone perfetto atomo per atomo, ma che le differenze tra i due non sarebbero maggiori di quelle presenti in natura tra due pomodori della stessa specie.
Al contrario, quando viene detto che lo vanillina estratta dalle piante e&#039; uguale a quella sintetizzata in laboratorio, si intende proprio uguale atomo per atomo.

La sensibilita&#039; di alcuni riguardo alla parola &quot;naturale&quot; e&#039; causata all&#039;abuso che ne viene fatto comunemente, per distinguere per esempio proprio tra vanillina estratta dalla pianta (considerata naturale) e vanillina sintetica (considerata artificiale), quando in realta&#039; le due vanilline (essendo la vanillina una singola molecola) sono identiche atomo per atomo. 
Questo causa solitamente lunghe discussioni in cui qualcuno vuole convincere qualcun altro che la vanillina detta naturale e&#039; in qualche modo &quot;migliore&quot; di quella sintetica. E cosi&#039; via sulla vitamina C, etc...
Va notato che paradossalmente tale problema non ci sarebbe se tutto il mondo adottasse la tua definizione di naturale. :-)


Vegano: era solo una similitudine. I vegetariani non mangiano carne, mentre i vegani non mangiano qualunque cosa di derivazione animale, quindi sono piu&#039; restrittivi sui cibi mangiabili. Allo stesso modo tu restringi il campo di cio&#039; che consideri naturale.
Dato che non era comprensibile, bocciamola.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In realta&#8217;, se ci sono stati dei problemi di comprensione, e&#8217; perche&#8217; normalmente la maggior parte delle persone non assegna a &#8220;naturale&#8221; e &#8220;artificiale&#8221; il significato stretto che assegni tu.</p>
<p>L&#8217;italiano e&#8217; lingua viva e perdipiu&#8217; a volte il significato di una parola cambia leggermente da settore a settore. Per questo, pur dandoti ragione sul significato formale di &#8220;naturale&#8221;, ti faccio notare che non e&#8217; quello comunemente usato. La gente, quando dice naturale, intende &#8220;non di sintesi (e non ogm)&#8221;. E molte traformazioni, per esempio la cottura, di un prodotto naturale portano ad un altro prodotto naturale. E&#8217; l&#8217;uso corrente della parola.</p>
<p>Il tuo uso di &#8220;naturale&#8221; e&#8217; certamente corretto da un punto di vista formale e lo adotti anche in maniera coerente, ma semplicemente non e&#8217; lo stesso uso di tutti gli altri che qui scrivono. Non intendo assolutamente dire che sbagli ad averlo come concetto, ma quando si usa un termine in un determinato ambiente, bisogna adattarsi all&#8217;uso corrente, proprio per evitare incomprensioni.</p>
<p>Per fare un esempio, a Milano c&#8217;e&#8217; un bar macrobiotico che pubblicizza il pranzo con la scritta &#8220;la meta&#8217; delle calorie, il doppio di energia&#8221;. E&#8217; comprensibile il concetto: se mangio un&#8217;insalata invece che polenta e brasato, non mi addormentero&#8217; dopo pranzo e lavorero&#8217; meglio. Pero&#8217; a me (fisico) un cartello cosi&#8217; fa ridere, in quanto la caloria e&#8217; un&#8217;unita&#8217; di misura per l&#8217;energia. Pero&#8217; so che non devo interpretare &#8220;energia&#8221; in modo formale, ma usare il significato del linguaggio comune.</p>
<p>Anche per il resto, l&#8217;incomprensione e&#8217; sempre quella, tra significato formale stretto e uso corrente. E&#8217; ovvio che nemmeno due pomodori della stessa pianta siano &#8220;uguali&#8221; in senso stretto. Ma quando si dice che un (eventuale!) pomodoro creato in laboratorio sarebbe uguale a uno (della stessa specie) cresciuto sulla pianta, non si intende che sarebbe un clone perfetto atomo per atomo, ma che le differenze tra i due non sarebbero maggiori di quelle presenti in natura tra due pomodori della stessa specie.<br />
Al contrario, quando viene detto che lo vanillina estratta dalle piante e&#8217; uguale a quella sintetizzata in laboratorio, si intende proprio uguale atomo per atomo.</p>
<p>La sensibilita&#8217; di alcuni riguardo alla parola &#8220;naturale&#8221; e&#8217; causata all&#8217;abuso che ne viene fatto comunemente, per distinguere per esempio proprio tra vanillina estratta dalla pianta (considerata naturale) e vanillina sintetica (considerata artificiale), quando in realta&#8217; le due vanilline (essendo la vanillina una singola molecola) sono identiche atomo per atomo.<br />
Questo causa solitamente lunghe discussioni in cui qualcuno vuole convincere qualcun altro che la vanillina detta naturale e&#8217; in qualche modo &#8220;migliore&#8221; di quella sintetica. E cosi&#8217; via sulla vitamina C, etc&#8230;<br />
Va notato che paradossalmente tale problema non ci sarebbe se tutto il mondo adottasse la tua definizione di naturale. <img src='http://www.dissapore.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Vegano: era solo una similitudine. I vegetariani non mangiano carne, mentre i vegani non mangiano qualunque cosa di derivazione animale, quindi sono piu&#8217; restrittivi sui cibi mangiabili. Allo stesso modo tu restringi il campo di cio&#8217; che consideri naturale.<br />
Dato che non era comprensibile, bocciamola.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: gianluca</title>
		<link>http://www.dissapore.com/salute/bio-ce-dedicato-a-dario-bressanini/comment-page-2/#comment-39761</link>
		<dc:creator>gianluca</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 May 2010 12:45:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.dissapore.com/?p=19800#comment-39761</guid>
		<description>grazie claudio, finalmente qualcuno che capisce l&#039;italiano.
in realtà la mia classificazione non è così estremista o diversa da quella comune, ma si basa sul semplice significato delle parole in italiano.
artificiale = che è fatto, prodotto dall&#039;opera umana.
anche un lago può essere artificiale, ma non perchè il lago non esiste in natura, nè tantomeno l&#039;acqua. ma perchè se l&#039;uomo interviene sulla natura, il risultato è comunque artificiale.
questo è il significato della parola in italiano.
che poi ci siano sostanze artificiali che derivano da sostanze naturali, e altre che derivano dalla sintesi in laboratorio, è un altro discorso. ma la vanillina, come hai ben capito, in polvere bianca, senza l&#039;artificio dell&#039;uomo, non esisterebbe, non in quella forma, almeno.
ci tengo a precisare, visto che tutti tendono a strumentalizzare il discorso in questo modo,  che per me non esiste una classificazione per cui a priori ciò che è naturale è migliore di ciò che è artificiale, ma che sia sicuramente diverso si.
il concetto che ho espresso è che se scientificamente non ci sono grosse differenze nutrizionalii tra bio e non bio, sicuramente ci saranno altre differenze (residui ecc...), e comunque è impossibile pensare che i prodotti siano identici, perchè anche lo stesso pomodoro coltivato biologicamente a 100km di distanza non è più lo stesso, perchè il contesto &quot;natura&quot; in cui si trova è comunque differente.
è per quello che dico che in laboratorio si potrà fare qualcosa di simile, ma ricreare un prodotto identico, così come esiste nel suo stato naturale, è impossibile, per definizione.
e non c&#039;è bisogno di essere scienziati per arrivarci.

per quanto riguarda la cottura, penso che anche quella sia una trasformazione artificiale del cibo, è ovvio, e causa una grossa perdita di valori nutrizionali per gli alimenti. dal suo canto però, rende più gustosi molti cibi e soprattutto è un buon rimedio contro possibili batteri parassiti ecc.....
d&#039;altronde non mi sembra che sia difficile notare le differenze tra un alimento cotto.....e lo stesso alimento crudo.

sul discorso vegano non ho capito a cosa ti riferisci invece (tieni conto che io mangio regolarmente sia carne che pesce)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>grazie claudio, finalmente qualcuno che capisce l&#8217;italiano.<br />
in realtà la mia classificazione non è così estremista o diversa da quella comune, ma si basa sul semplice significato delle parole in italiano.<br />
artificiale = che è fatto, prodotto dall&#8217;opera umana.<br />
anche un lago può essere artificiale, ma non perchè il lago non esiste in natura, nè tantomeno l&#8217;acqua. ma perchè se l&#8217;uomo interviene sulla natura, il risultato è comunque artificiale.<br />
questo è il significato della parola in italiano.<br />
che poi ci siano sostanze artificiali che derivano da sostanze naturali, e altre che derivano dalla sintesi in laboratorio, è un altro discorso. ma la vanillina, come hai ben capito, in polvere bianca, senza l&#8217;artificio dell&#8217;uomo, non esisterebbe, non in quella forma, almeno.<br />
ci tengo a precisare, visto che tutti tendono a strumentalizzare il discorso in questo modo,  che per me non esiste una classificazione per cui a priori ciò che è naturale è migliore di ciò che è artificiale, ma che sia sicuramente diverso si.<br />
il concetto che ho espresso è che se scientificamente non ci sono grosse differenze nutrizionalii tra bio e non bio, sicuramente ci saranno altre differenze (residui ecc&#8230;), e comunque è impossibile pensare che i prodotti siano identici, perchè anche lo stesso pomodoro coltivato biologicamente a 100km di distanza non è più lo stesso, perchè il contesto &#8220;natura&#8221; in cui si trova è comunque differente.<br />
è per quello che dico che in laboratorio si potrà fare qualcosa di simile, ma ricreare un prodotto identico, così come esiste nel suo stato naturale, è impossibile, per definizione.<br />
e non c&#8217;è bisogno di essere scienziati per arrivarci.</p>
<p>per quanto riguarda la cottura, penso che anche quella sia una trasformazione artificiale del cibo, è ovvio, e causa una grossa perdita di valori nutrizionali per gli alimenti. dal suo canto però, rende più gustosi molti cibi e soprattutto è un buon rimedio contro possibili batteri parassiti ecc&#8230;..<br />
d&#8217;altronde non mi sembra che sia difficile notare le differenze tra un alimento cotto&#8230;..e lo stesso alimento crudo.</p>
<p>sul discorso vegano non ho capito a cosa ti riferisci invece (tieni conto che io mangio regolarmente sia carne che pesce)</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: claudio</title>
		<link>http://www.dissapore.com/salute/bio-ce-dedicato-a-dario-bressanini/comment-page-2/#comment-39740</link>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 May 2010 10:37:46 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.dissapore.com/?p=19800#comment-39740</guid>
		<description>@ gianluca Versus others

Intervengo nella discussione assolutamente senza alcuno spirito di polemica ma perche&#039; mi scoccia assai dovermi leggere millemila commenti inutili a causa di incomprensioni fra i commentanti.

A me, a livello dialettico, quello che afferma gianluca pare abbastanza chiaro e semplice:
&quot;Naturale e&#039; cio&#039; che si puo&#039; trovare in natura, senza bisogno di nessuna trasformazione. Artificiale tutto il resto.&quot;

E quindi tutte le &quot;sostanze pure&quot;, come la vanillina, la lecitina di soia, l&#039;amido di mais, il saccarosio, il fruttosio, l&#039;alcool, sono artificiali. E pure tutte quelle frutto di lavorazione, per esempio il vino. (Non ho idea di come classifichi la cottura, pero&#039;... sono curioso)
E gianluca stesso e&#039; d&#039;accordo che la vanillina (e il fruttosio, etc,...) estratta dalla pianta e&#039; identica a quella sintetizzata in laboratorio.

Semplicemente che gianluca usa una classificazione naturale-artificiale diversa da quella comunemente usata.

Tale classificazione, sia ben chiaro, a voler essere buoni, mi lascia alquanto perplesso e la trovo eccessivamente estremista. Direi che gianluca sia l&#039;equivalente vegano del &quot;naturale&quot;. Ed e&#039; su questo che mi sarebbe piacuto leggere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ gianluca Versus others</p>
<p>Intervengo nella discussione assolutamente senza alcuno spirito di polemica ma perche&#8217; mi scoccia assai dovermi leggere millemila commenti inutili a causa di incomprensioni fra i commentanti.</p>
<p>A me, a livello dialettico, quello che afferma gianluca pare abbastanza chiaro e semplice:<br />
&#8220;Naturale e&#8217; cio&#8217; che si puo&#8217; trovare in natura, senza bisogno di nessuna trasformazione. Artificiale tutto il resto.&#8221;</p>
<p>E quindi tutte le &#8220;sostanze pure&#8221;, come la vanillina, la lecitina di soia, l&#8217;amido di mais, il saccarosio, il fruttosio, l&#8217;alcool, sono artificiali. E pure tutte quelle frutto di lavorazione, per esempio il vino. (Non ho idea di come classifichi la cottura, pero&#8217;&#8230; sono curioso)<br />
E gianluca stesso e&#8217; d&#8217;accordo che la vanillina (e il fruttosio, etc,&#8230;) estratta dalla pianta e&#8217; identica a quella sintetizzata in laboratorio.</p>
<p>Semplicemente che gianluca usa una classificazione naturale-artificiale diversa da quella comunemente usata.</p>
<p>Tale classificazione, sia ben chiaro, a voler essere buoni, mi lascia alquanto perplesso e la trovo eccessivamente estremista. Direi che gianluca sia l&#8217;equivalente vegano del &#8220;naturale&#8221;. Ed e&#8217; su questo che mi sarebbe piacuto leggere.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Massimo D'Alma</title>
		<link>http://www.dissapore.com/salute/bio-ce-dedicato-a-dario-bressanini/comment-page-2/#comment-39543</link>
		<dc:creator>Massimo D'Alma</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 May 2010 23:33:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.dissapore.com/?p=19800#comment-39543</guid>
		<description>Scusami, ma farlo su un blog implica la gratuità delle proprie prestazioni :)
Io scrivo senza il benchè minimo intento polemico, cerco solo d&#039;apprendere qualcosa...dopotutto sono un commercialista &lt;em&gt;traviato&lt;/em&gt; :)
Che poi PubMed fosse una banca dati citazionale, in verità lo sapevo, visto che è citato in homepage... ;)
La verità è un&#039;altra:la ricerca l&#039;ho fatta sbagliando chiave, rafforzando così le mie errate convinzioni;è bastato inserire le parole corrette per verificare quanto dicevi.
Saluti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scusami, ma farlo su un blog implica la gratuità delle proprie prestazioni <img src='http://www.dissapore.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
Io scrivo senza il benchè minimo intento polemico, cerco solo d&#8217;apprendere qualcosa&#8230;dopotutto sono un commercialista <em>traviato</em> <img src='http://www.dissapore.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
Che poi PubMed fosse una banca dati citazionale, in verità lo sapevo, visto che è citato in homepage&#8230; <img src='http://www.dissapore.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /><br />
La verità è un&#8217;altra:la ricerca l&#8217;ho fatta sbagliando chiave, rafforzando così le mie errate convinzioni;è bastato inserire le parole corrette per verificare quanto dicevi.<br />
Saluti</p>
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