
Nic Marsél: Le fragole senza dubbio, ben c
Fabio Cagnetti: Incazzato come un'ape: quella
quinzi: Caro Emidio,pochi napoletani v
Marika: Dubito che qualcuno attenti al
Ieri, il New York Times è uscito con un lungo articolo che annuncia, in sostanza: non ci sono prove che il vino faccia bene. Ma và? L’argomento è dibattuto da ere geologiche e probabilmente non verrà risolto mai: troppo difficile svolgere uno studio scientificamente esatto. Del resto proprio il NYT l’anno scorso annunciava (per dirne una) che il vino rallenta l’invecchiamento, tant’è che qualche big pharma starebbe per vendere pasticche al resveratrolo, la sostanza indicata come responsabile del “paradosso francese“. Per somma ironia, il miglior punto di vista in proposito l’ho letto sul blog di Eric Asimov, The Pour, l’esperto di vino dello stesso NYT. Dice Asimov: “personalmente, il fatto che il vino mi faccia bene, oppure no, non ha nulla a che vedere con il motivo per cui lo bevo. Lo bevo perché mi piace. Non penso che il consumo moderato mi faccia male. Penso che bere vino per me sia bene, in quanto mi dà piacere, e mi fa felice, e penso che la gente felice tenda ad essere più sana di quella infelice”. Questo brillante approccio, poco scientifico ma molto pratico, si integra con i rilievi critici e altrettanto condivisibili, all’articolo uscito ieri; secondo Kaye Middleton Fillmore, retired sociologist dell’Università della California “il bevitore moderato tende a fare tutto per bene: beve poco, fa attività fisica, non fuma, mangia correttamente”. Che è come dire: va piano in auto, non dice le parolacce, non maltratta gli animali. Per questo vive bene, a lungo, in salute.
[Via Decanter, il quale peraltro non ha linkato nessuno, ammappala che pigroni]
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preferibilmente rosso.
purche’ sia in vetro con tappo di sughero e costi almeno
OTTO euri in su.
Forse non c’é nesso fra il vino e il paradosso francese, ma di sicuro c’é un nesso fra l’abuso di fast-food e bevande gassate con il “paradosso americano” (leggi obesità diffusa)
condivido in pieno quello che afferma Asimov, bere bene perchè piace
“Qui bene bibit bene dormit, qui bene dormit non peccat, qui non peccat vadit in caelum, ergo, qui bene bibit vadit in caelum”.
Eeh…gli antichi sì, che avevano già capito tutto!
“Del vin bsogna fann us, no abus” …saggezza popolare marchigiana
E per “abuso” mi pare si intenda, a livello medico, piu’ di due bicchieri al giorno, (uno per pasto) o sbaglio Gianna?
Bisogna però chiarire che il “bicchiere” non si intende pieno a raso, ma per circa 150 cc, cioè metà o poco più.
Ma il “bevitore moderato” del NYT lo sa?
In realtà alcuni studi mostrerebbero che l’effetto protettivo cardiovascolare dell’alcol è direttamente proporzionale al suo consumo. In compenso aumentano altri rischi.
Tuttavia bisogna sempre prestare molta attenzione ai veri o presunti effetti benefici del vino. Pare ci sia un aumento della sindrome alcolica fetale forse anche dovuta a tutta ‘sta campagna di bevi vino che è tutta salute
In effetti Fante, si mettono sempre in dubbio gli articoli scientifici che dimostrano come questo o quell’alimento faccia “bene” e si cercano il legami con le multinazionali alimentari.
Ma guarda caso nessuno mette mai in dubbio che tutti gli articoli su quanto il vino faccia bene siano, come dire, un po’ prezzolati dalla lobby del vino
Per come la vedo io, considero ampiamente acquisito che l’alcol faccia più male che bene; è sostanzialmente un alimento di cui è vietato abusare, pena immediate conseguenze negative; teoricamente gli abusi alimentari sono sempre dannosi, ma quelli relativi all’alcol sono anche peggiori. Le quantità giornaliere indicate da Fante, sostanzialmente mezza bottiglia al giorno, mi sembrano sensate, anche se in via generica; probabilmente bisogna considerare altre variabili come massa corporea, età, patologie. Il caro vecchio buon senso, alla fine
Sì ma quante ne so
D’accordo con Fiorenzo, anche tenendo conto che per assumere le quantità di resveratrolo che si sono dimostrate utili in vitro, occorrerebbero circa quattro litri di vino al giorno, il che non è consigliabile. Quindi con circa 300 cc di vino giornalieri l’effetto resveratrolo sembra secondario, forse meno significativo rispetto ai tannini, anche se non si conosce bene l’effetto di queste sostanze nel lungo periodo, nel bene e nel male.
Alla fine sì, d’accordo col buon senso, ma mi piace più pensare a scelte vere e proprie, a stili di vita, e quindi mi convince l’assunto di Asimov o quantomeno il ricondurre un bere responsabile ad altri comportamenti virtuosi: poi sarà da vedere se è nato prima l’uovo o la gallina, oppure prevedere un circolo virtuoso, un feed back positivo, tra alimentazione e psiche.
Ma a me piacerebbe proprio sapere se e’ vero che “il bevitore moderato tende a fare tutto per bene: beve poco, fa attività fisica, non fuma, mangia correttamente”
Sinceramente ho dei dubbi (almeno a giudicare dalle “panze” di vari gourmet
)
La perfezione non è di questo mondo, si prova. Infatti io non sono considerato gurmé e schiatterò presto ( tiè *fa le corna*)
Io diffiderei del “sociologo della california”. Probabilmente mangia Hamburger di soia!
Una nota per Sartore: il vino non è “un alimento”,
è una bevanda costituita da circa il 90% di acqua, alcool più o meno dipende, ed una serie di varie sostanze in piccole dosi.
Tecnicamente/medicalmente questo non mi risulta definibile alimento. ciao
ps – riguardo il “di cui è vietato abusare”, andrebbe definito qual’è l’abuso, la maggior parte delle persone che conosco io che a cena fanno fuori mezza bottiglia, non ritengono affatto di abusarne, anche perché “lo reggono”. Forse togliendo qualche patente in più potrebbero fare cambiare questa idea…
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