Cuore matto, mica scemo

Il cantante Little Tony nello spot DanacolSiccome guardando gli spot in tv potremmo confonderci, scriviamolo subito: Danacol e Pro-activ NON risolvono il problema di chi tende al colesterolo alto. Così parlò l’Antitrust, che ha pure comandato multe da 250 e 100 mila euro, a Danone e Unilever, rispettivamente. E la smettano di prenderci per il naso con le campagne di prevenzione, tipo che sei sei donna e over-40 ti faccio controllare il cuore aggratis così mi rendo credibile. NON VA BENE, ri-bacchetta l’Authority, il problema del colesterolo non lo risolvono Danacol e Pro-activ nememno se alla campagna pubblicitaria collabora, chissà perché, la Società Italiana di Cardiologia. Okay, abbiamo capito. Ora, detto che se sei Danone o Unilever le multe sono basse e magari già considerate nel costo della campagna pubblicitaria scorretta, che intanto va poi chissenefrega, le aziende un po’ di marketing su Internet lo hanno fatto? Risposta: Danone sì, e se avete un minuto, divertitevi a scoprire come (1) (2) (3), e quali sono stati i risultati. Sarebbe questo il 2.0 che contamina le aziende italiane?




9 commenti a “Cuore matto, mica scemo”

  1. 1
    Fiorenzo Sartore commenta:

    E’ incredibile come la lettura dei link di minimarketing, e soprattutto supercazzola, possano ingenerare una piccola felicità; dirai: ti contenti di poco. Eppure, così è.

    • il lettore - anche - scemo il lettore - anche - scemo risponde:

      Eh…
      eppure se i blogger vogliono (vogliono?) uscire dal cono d’ombra, periferia dei media recinto per bambini, e in futuro giustamente aggiudicarsi chessò, ‘na fogliolina di Buccellati… piaccia o non piaccia, la strada del rapportarsi eticamente alle aziende è da battere.

      Certo non questa, di strada:
      argutamente schematizzata, sì, ma fattivamente aleatoria (e retoricamente paraculata: ma che significa, “creare uno yogurt veramente diverso” partendo dalla Rete? maddai…)

      Sarebbe quello, il 2.0?
      Come aspirare (pretendere!) di essere equiparati al Sistema dei media; ascoltati, consultati o perlomeno rispettati, se ad ogni iniziativa di apertura corrisponde un muro (girotondo?) di blogger sghignazzanti, preziosi e malcontenti, creditori ma di che?

      Facciamo il punto:
      pur non essendo in debito di comunicazione, le aziende tentano maldestramente di affacciarsi alla Rete; potrebbero essere i blogger stessi, allora, a consigliare loro come meglio muoversi nel web 2.0? Alcuni lo staranno già facendo, mi auguro; la maggioranza invece, parrebbe bloccata: Bressanini a parte, si direbbe che l’individuo blogger si spaurisca, imbarazzi e taciti, senta persino in colpa allorché invitato dinanzi al Sistema… AUTOSTIMA, gente!

      ;-)
      Autostima,
      altrimenti resteremo sempre e soltanto aleatori. Di contrappasso, udite udite, sconnessi: cono d’ombra, periferia dei media… ohé Bernardi! Sei tra i migliori blogger ch’io abbia modo di leggere (e leggo parecchio): almeno tu, dì qualcosa in 3.0! Scendi in campo a giocare con noiatri commentatori, se ti va; o ritorna sull’argomento in un post a venire, se preferisci… ma che consigli avresti da proporre, tu?

      Ripartendo da qui, magari:

      Se la pubblicità non basta più a sostenere i costi editoriali di una testata, cedere alle lusinghe di finanziatori che intendono servirsene per orientare l’opinione pubblica, a fini politici o economici, è una tentazione irresistibile. Anche parlando di cibo. Di vino, soprattutto. Il risultato è che sempre meno riviste di vino (e di cibo) sono veramente credibili. Proprio mentre il ruolo dei lettori è completamente cambiato grazie a internet: non abbiamo più, semplici lettori o ascoltatori o spettatori. Non abbiamo consumatori e meno ancora clienti. Abbiamo utilizzatori. Che non consumano passivamente i contenuti, li usano per le loro conversazioni. Non il tipo di lettori cui puoi darla a bere facilmente (ndr, min.sec. 3:40 )

  2. 2
    Fante Fante commenta:

    A me però risulta che i fitosteroli siano abbastanza efficaci.

  3. 3
    Maurizio Maurizio commenta:

    Cosa? Potresti essere più chiaro per cortesia

  4. 4
    Fante Fante commenta:

    A me risulta che i preparati a base di fitosteroli come il danacol abbiano una certa efficacia nel ridurre i livelli plasmatici di colesterolo, in particolar modo LDL.
    E’ evidente che non sostituiscono le statine nell’ipercolesterolemia familiare o per valori troppo elevati, tuttavia sembrano essere risultati utili in certi casi.
    Poi
    D’accordissimo che certi problemi si risolvono parlando col proprio medico e non con Little Tony. Al massimo Bobby Solo.

  5. 5
    Lizzy Lizzy commenta:

    Ah!ah!ah! te lo do io, il buzz marketing. Qui si sta letteralmente cercando di ricreare (ad uso e consumo dei nuovi comunicatori del web) certi noti e collaudatissimi format in uso nel mondo del giornalismo tradizionale. Io ti invito, ti foraggio (ti nutro, insomma), ti omaggio e poi TU SCRIVI. Categorico. Qualcuno spieghi alle inconsapevoli&perplesse mamme-blogger che se qualcuno o qualcosa le invita ad una serata (per la quale spende dei bei soldi), NON E’MAI per godere (semplicemente) della loro lieta e simpatica compagnia…
    :)

  6. 6
    Stefano Caffarri Stefano Caffarri commenta:

    avevo pensato – come giusta pena per il reato di “abuso dell’epressione duepuntozero” – ai lavori forzati.
    mi sto domandando se sia necessario, sostituto da “lavoro malamente retribuito in una agenzia di buzz marketing dove ti tocca di fare il simpatico con gente di cui freguntubo a proposito di argomenti di cui freguntubo“.
    ma una bella stagione in piadinoteca a Viserbella non sarebbe più istruttiva?

  7. 7
    fabrizio scarpato fabrizio scarpato commenta:

    Mi sembra di capire che le multe sono state comminate sostanzialmente perchè la pubblicità indica come obiettivo la riduzione del fattore di rischio cardiovascolare.
    L’indice di rischio cardiovascolare è dato dal rapporto tra colesterolo totale (HDl + LDL)e colesterolo HDL : abbassare il colesterolo totale non è di per sè sufficiente ad abbassare l’indice di rischio (un colesterolo 200 per un HDL 30 dà un indice di richio doppio rispetto a un colesterolo totale 240 con HDL 80).
    Tuttavia se c’è tendenza alla ipercolesterolemia e uno stile di vita non corretto, i fitosteroli vegetali sembra possano contribuire all’abbassamento del colesterolo totale in misura del 10 % con assunzione sistematica, ma non abbassano il rischio, perchè semplicemente riducono l’assorbimento del colesterolo a livello della parete intestinale. E’ pur vero che per fare 1-2 grammi di fitosteroli, tanti quanti contenuti nei minidrink citati, dovrei mangiare diversi chili di mele con buccia, diversi chili di pomodori e così via.
    Insomma pubblicità forse ingannevole nei contenuti clinici, ma basata su dati veri, diversamente per esempio dai cereali Optivita “naturalmente ricchi di betaglucano”: il betaglucano ha capacità di ridurre l’assorbimento del colesterolo ma se estratto, concentrato e usato come integratore. Dire “naturalmente ricco” mi sembra significhi che la concentrazione è quella naturale, uguale a quella di tutti gli altri cereali, solo che costano molto di più.

  8. 8
    Andrea Vit Andrea Vit commenta:

    Ciao Massimo,
    ti ringrazio per la citazione del post :-)
    In effetti la vicenda di quell’attività di buzz marketing è stata molto commentata nel web, in particolare dai blogger.
    E’ molto interessante anche la ripercussione negativa che tale attività ha avuto nel brand, sopratttutto guardando i risultati di Google, che sono tuttora in evoluzione.
    !Ah…la democrazia di Google :-D !

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