Mangiare animali | Le ragioni del cuore, della mente o dello stomaco


E insomma, Dissapore sembra abbia deciso di ospitare opinioni più plurali in merito alle posizioni vegetariane/vegane/flessitariane/cruditariane/meletariane. (Una di queste non è una dieta. Indovinate quale). In breve, riassumo le posizioni del dibbbattito finora. Vi piace la carne? 1) Anche a noi! 2) A noi invece tantissimo. 3) A me al sangue. 4) Al sangue è per le donnette, io la mangio blu. E quindi, per amor di varietà, è il turno di un vegetariano normale. Dove per “normale” si intende un vegetariano inserito nella società, che non ricava lettini dalle scatole di fiammiferi per le blatte che trova in cucina.

Ed è qui che compaio io, che peraltro non sono un ottimo avvocato per le posizioni vegetariane, visto che mangio il pesce, e soprattutto che lo mangio malgré moi, nel senso che penso sia sbagliato. La mia filosofia di riferimento non è basata sui presunti effetti positivi della dieta vegetariana o vegana, anche perché mi nutro prevalentemente di cioccomerdate, per il resto, bensì su di un animalismo di fondo che, con il passare degli anni, avverto sempre più fortemente, seppur insieme a molte contraddizioni. (Lo hanno detto anche Jeremy Rifkin e Carlo Petrini di Slow Food che la vita intelligente “è la vita delle piante con la loro bellezza, la vita degli animali, dei mammiferi che provano sentimenti).

Esempi. Per tre anni sono stata completamente vegetariana, né carne né pesce, ma ho continuato a comprare scarpe di cuoio. Non indosserei mai una pelliccia di cincillà, ma mi farei pochi scrupoli a chiamare la derattizzazione se ci fossero i sorci per casa. Non mi chiedete cosa farei se casa mia fosse invasa dai cincillà, l’area del mio cervello che macina le decisioni morali potrebbe svampare in un momento.

Diciamo che io divido secondo la barriera carne/pesce in gran parte per comodità, nel senso che le mie “simpatie” nel mondo animale sono un po’ più trasversali: lumache! Cercate altrove un fautore dei vostri diritti! mentre tengo in altissima considerazione il polpo, perché sapete cosa sa fare il polpo? No, oltre a sposarsi perfettamente con le patate lesse e la cipolla di Tropea tagliata spessa, parlavo di un’altra cosa. Sa riconoscere le forme geometriche. Davvero. Non un oggetto specifico, ma una forma geometrica astratta, presentata in diverse forme, colori, dimensioni e posizione nello spazio. Questo lo sapete fare VOI, EH?

Io credo che in molti si convincano che le ragioni delle scelte stanno solo nella nostra cultura, vedi il dibattito il gatto di Beppe Bigazzi sì/il gatto di Beppe Bigazzi no, ma in realtà più le nostre conoscenze sul mondo animale progrediscono più dobbiamo contemperare la nostra morale a ciò che scopriamo su di essi, soprattutto quando la loro somiglianza a noi, per capacità, funzioni e processi, diventa evidente. Perchè allora diventa difficile non provare empatia: e non si tratta (solo) del fatto che molti animali siano “carini e coccolosi” come pinguini del Madagascar, ma, più in sostanza, che li vediamo per quello che sono, evolutivamente: le nostre creature sorelle.

E dunque, io non posso mangiare gli animali che possiedono un livello tale di consapevolezza da associare all’istinto di conservazione anche le emozioni: paura, angoscia, ansia. Questo per me è troppo, me li fa sentire troppo umani, troppo vicini. E voi? Quali ragioni ascoltate, quelle del cuore o quelle della mente? O solo quelle dello stomaco?

Vi avviso che l’ultima opzione fa di voi persone sinistre.

[Fonti: Repubblica Casa&Design, YouTube]




77 commenti a “Mangiare animali | Le ragioni del cuore, della mente o dello stomaco”

  1. wizardvswitch wizardvswitch commenta:

    io mangio tutto quello che si muove, come i giappo o i cinesi.
    solo una avvertenza. non mangio animali dei quali conosco il nome (sono ipersensibile. l’ho imparato da un film.

  2. CiccioFormaggio CiccioFormaggio commenta:

    E tra l’altro le seppie sono anche più “umane” e intelligenti dei polpi! >__<
    Ma come fai a non mangiarle? Sono così buone!
    Anzi il fatto che anche da morte donino una gioia simile a quella che si prova di fronte alla loro meravigliosa esistenza (e incredibili attributi) le giustifica all'Universo come creature superiori.

  3. Dan Lerner commenta:

    Io mangio animali, e provo disagio.
    Attendo il momento -per me- giusto per prendere una decisione finale: o di qua o di là.

    Trovo insopportabili le umanizzazioni degli animali alla Walt Disney ma non posso evitare di applicare alcuni miei parametri umani nel immaginarmi una scala emotiva differente tra, chessò, una carota, una cozza ed un vitello. Infliggiamo sofferenza, e la scelta morale e personalissima è data dal “quanta” riteniamo eticamente sopportabile infliggerne.

    Sara, brava, il tuo post è scritto magnificamente.

    P.S.: una domanda per tutti (escluso Eggi). Lo sapete qual è la durata di vita naturale di una cernia? La risposta stimola in me molti pensieri.

    • sara b sara b risponde:

      sono più o meno nella tua stessa condizione. mangio (pochi) animali e quando lo faccio non provo piacere. considera che negli ultimi 6 anni ho comprato la carne (salumi compresi) penso non più di 15 volte; generalmente mangio carne quando vado a trovare la mia famiglia, perché polli e conigli sono allevati da loro. mangio sporadicamente carne al ristorante, ma dev’essere qualcosa che proprio mi attrae. insomma, sono una vegetariana potenziale, ma non credo che lo diventerò mai, e non sento per ora la necessità di stare o di qua o di là: fortunatamente esistono le vie di mezzo che salvano capra e cavoli, ovvero gusto e salute.

      • MAurizio MAurizio risponde:

        Paradossalmente mangiare “l’animaletto domestico” per me è peggio. Il bancone della macelleria è “estraneo” al concetto di animale. Le galline o i conigli che nonna ci portava in tavola mi disturbavano alquanto, visto che erano bestioline che avevo accarezzato o cui avevo dato da mangiare (e tutt’ora non mangio abitualmente coniglio e dei polli preferisco l’asettico “petto industriale” .. :-( ()
        Non parliamo poi della macellazione del maiale (che vi ho già raccontato e su cui non voglio tornare).
        Le braciole in confezioni da 6 sono solo “carburante”, non ci vedo elementi affettivi

    • Sara Porro risponde:

      Dan,

      ma lo sai che per me la vita lunga dell’animale è tutto sommato un fattore di consolazione rispetto al fatto di mangiarlo? Ho cominciato da bambina a non volerne sapere di agnello, vitello o maialino da latte: mi turbava l’idea che fossero “piccoli”. E al pensiero di mangiare un astice – un’altra bestia dall’esistenza lunghissima: un esemplare da un chilo ha tra i 15 e i 20 anni – generalmente associo allegri decenni di vita trascorsi nelle profondità marine, presumibilmente cantando la colonna sonora de La Sirenetta. Vedi, Disney non fa lo stesso effetto a tutti ;)

  4. Gigia Gigia commenta:

    Io penso che ciascuno dovrebbe nutrirsi di ciò che gli procura appetito, augurandomi contestualmente (ma non escludendolo) di non provocare eccessive salivazioni in bestie di dimensioni superiori alla mia, e più malvage. In breve, per impattare in modo sostenibile anche filosoficamente parlando, basterebbe non peccare di ingordigia, con buona pace del polipo.

  5. Bismarck Bismarck commenta:

    Sono vegetariana da quando ho 15 anni. Ho deciso di non mangiare quello che non riesco ad ammazzare da sola (anche solo ipoteticamente). Potrei dunque mangiare vongole, ostriche e compagnia bella, però non lo faccio…non mi interessa, cerco di non essere specista e odio quelli che dicono ” non mangio il coniglio perchè è troppo carino”. Difatti Bigazzi mi stava pure simpatico: se mangi un animale li puoi mangiare tutti, anche il cane. Qua è semplicemente un problema di coscienza, e poi di volontà. Non si tratta di gusto o non gusto, o di riuscirci o meno. Se ci si crede, lo si fa. E basta. non credo nemmeno che bisgona fare proselitismi. Esistono tanti testi interessanti, più delle mie parole o di quelle di Sara Porro, che d’altronde non può definirsi vegetariana, ma una che non mangia carne,(credo che tra il “pubblico” di Dissapore si riusciva a trovar di meglio per fare un post sul vegetarianesimo…che oltrettutto mi sembra pure una bagianata) perchè anche i pesci meritano un pò di attenzione. D’altronde la persona cche beve del vino ogni tanto non si definisce astemia.
    Detto questo è una scelta piena di contraddizioni, come qualsiasi scelta “drastica” nella vita. Uso farmaci che sono testati uccidendo animali…ma mi rifiuto di mangiarmi la carne di un essere che , oggi nel XXI secolo, sarei totalmente incapace di ammazzare. Scagli una pietra chi è senza contraddizioni.
    PS: ho iniziato a lleggere dissapore perchè pensavo si parlasse di cucina e cibi, invece mi ritrovo a leggere di interventi “scientifici” da persone che non ne hanno le competenze o che comunque non le divulgano, parlare di leggi in maniera faziosa, o lanciare dibattiti sul surgelato preferito…è un peccato

    • Kapakkio Kapakkio risponde:

      Credo, francamente, che il post sia ben scritto e alsci spazio alla riflessione. Che poi Sara mangi ancora il pesce non mi sembra una cosa rilevante. Sono queste frasi che fanno trapelare un presunta superiorità morale dei vegetariani sugli onnivori che mi fanno in@@@@are molto.
      Quello che io trovo profondamente immorale è un mondo dove le person mangiano hamburger, cotolette di pollo e scatolette di tonno senza sapere che per mangiare quel cibo si è posta fine all’esistenza di un essere vivente. In campagna, una volta, tutti i bambini sapevano come si uccideva un maiale, un pollo, un coniglio, mangiare carne era una festa e non un gesto come un altro.

  6. edi edi commenta:

    Considerazioni ragionevoli di persona sensibile, inoppugnabili direi. Restano però aperte troppe questioni. Gusto e piacere hanno guidato me a lungo nel cibarmi di buona carne con acritica naturalezza contadina, ma adesso sento la paura e il dolore che costo se lo faccio. Evidentemente basta questo per guastarmi la festa e allontanarmi dal consumo; mi ritrovo insomma di solito vegetariana senza merito alcuno,tanto verdure,uova e formaggi offrono comunque esperienze organolettiche esaltanti. E non mi hanno mai lanciato sguardi.

  7. Elisabetta Romanò commenta:

    Trovo che il punto di vista di Sara sia il perfetto punto di partenza per affrontare una discussione così “accesa” come questa.
    Non è sano partire per estremismi o prese di posizione quando si parla di esseri viventi, che siano essi “pesce” o “carne”.
    La sensibilità e il rispetto passano attraverso la presa di coscienza che, per quanto deboli si possa essere ( mangiare il pesce, ahimè, è ideologicamente sbagliato se non si mangia carne per amor della vita altrui), almeno si riconosce che per nutrire noi carnivori moderni si è arrivati a misure fin troppo eccessive.
    Magari- e me lo auguro- sarà proprio grazie a persone come Sara che le condizioni degli animali da macello andranno via via migliorando e ci si comincerà a porre degli interrogativi. Per questo, complimenti per l’averci fatto riflettere visto che, si sa, questo è solitamente il primo passo verso un miglioramento!

  8. Una volta venne a mangiare da noi un monaco buddhista proveniente da un monastero himalayano (o giù di lì). Il menù era già prestabilito e francamente non mi preoccupai di verificare se fosse lecito per lui mangiare tutto o meno. Gli capitò nel piatto un terzetto di gamberi rossi giganti crudi. Lui mangiò la polpa e ricompose in ordine tutto il carapace a lato del piatto, gambero per gambero, dalla coda alla testa. Gli chiesi perchè e lui sorridendo mi rispose: è il mio modo di ringraziare questa creatura che si è offerta di nutrirmi.

  9. Leone Leone commenta:

    Ho una grande ammirazione per i vegetariani e per gli asceti in generale. Mangio sia carne che pesce. Il nostro fratello gatto che ha fatto licenziare Bigazzi non esita a giocare con qualunque essere vivente (piccoli mammiferi e rettili) ed a torturarlo con finalità puramente ludiche. Avete visto il documentario delle orche marine (cosi’ dolci!) che palleggiano i cuccioli di foca fino a ucciderli? Noi sentiamo tanto vicini gli animali e ci cibiamo di animali, come fanno loro; anzi molti di noi hanno elaborato un’etica che impone di non infliggergli inutili sofferenze, cosa che i nostri fratelli animali non hanno fatto, a quanto ne so. Vogliamo caricarci di sensi di colpa? Facciamolo pure, ma non illudiamoci di poter sopravvivere se non a spese di altri esseri viventi. I derivati del latte? Ma avete visto che vita imponiamo alle mucche d’allevamento (il 95% del totale)? Le uova? Idem

    • gianluca gianluca risponde:

      complimenti.
      questo mi sembra l’intervento più sensato.

      “non illudiamoci di poter sopravvivere se non a spese di altri esseri viventi”.
      parole sante.

      come è sacrosanto che oguno, in base alla propria sensibilità, sia libero di scegliere di cosa cibarsi, senza doversi subire la morale o le critiche di chi ha fatto una scelta diversa.

      nessuno si può nutire senza uccidere animali, vegani compresi.

    • N. D. N. D. risponde:

      Salve Leone, scusi se mi permetto di chiederle un chiarimento, ma c’è un punto della sua argomentazione che mi è oscuro: lei dice che siccome gli animali continuano a nutrirsi di carne, lo dovremmo fare anche noi, quindi finché gli animali continuano ad essere crudeli, naturalmente crudeli, possiamo farlo anche noi, giusto?
      quello che non mi è chiaro è: se un giorno andassi allo zoo di Berlino, e vedessi un macaco cacare, afferrare la piota e tirarla contro una persona che passa di lì, il fatto che lo faccia lui sarebbe una giustificazione per me se poi facessi lo stesso?

      • N. D. N. D. risponde:

        ah tra l’altro quella che “non ci si può nutrire senza uccidere gli animali” mi fa venire in mente una persona estremamente corpulenta che mentre si abboffa di una quintalata di mars piagnucola “tanto non ci si può nutrire senza ingrassare”.

      • Leone Leone risponde:

        Confutavo l’idea che non possiamo mangiare gli animali perche’ nostri fratelli. Mangiare carne significa mangiare come tutte le civilta’ umane note, ch’io sappia, hanno sempre fatto. Non mangiarla puo’ rispondere ad una scelta igienica, che andrebbe dimostrata, o etica. Tra i vegetariani persone eccezionali come Tolstoi, Gandhi, Hitler; non tutti esempi di santita’, certamente.

        • N.D. N.D. risponde:

          Hitler la carne la mangiava (Goebbels invece mi pare di no), ma questo è irrilevante, nessuno vuol passare l’idea che i vegetariani siano migliori di altri; che è un’idea che funziona finché vegetariani lo sono in pochi e in base a una scelta deliberata, ma non ha nessun valore. Dunque, se non mangiare carne corrisponde a una scelta etica o una scelta igienica (non ancora dimostrata), mangiare carne è una scelta dettata dalla consuetudine? dal suo discorso si legge questo. Mi sembra quindi implicito che mangiare carne per lei non sia una scelta. Il ché è comunque rispettabile, quando si tratta di una consuetudine così tanto condivisa, ma è diversa da una giustificazione, proprio come risultava dalla mia domanda (esagerata) dell’altro giorno. Mai riposare su giustificazioni basate sulla consuetudine: vedi dove sono arrivate le donne, dall’Ottocento!

    • roberta roberta risponde:

      esistono anche animali vegani in natura, perchè continuare a paragonarci a quelli carnivori quando noi in realtà siamo geneticamente molto ma molto più simili ai frugivori come le grandi scimmie piuttosto che ai carnivori come le tigri? e se proprio si deve scegliere un animale lontano da noi oh mai uno che si paragonasse a un rinoceronte, a un bue o a un elefante, niente sempre tutti con i carnivori (senza specificare quali poi, basta dire che anche “gli animali mangiano altri animali”…ma mica tutti!!)

      • Argo Argo risponde:

        Purtroppo questo non è corretto… ogni animale è frutto di un cammino evolutivo, la natura l’ha selezionato per sopravvivere in un determinato ambiente che può essere più o meno variabile,
        di conseguenza esistono animali generalisti tendenzialmente onnivori e animali specialisti prettamente carnivori o vegetariani/fruttariani
        Geneticamente le specie esistenti sulla terra hanno corredi genetici abbastanza “particolari” basti pansare che il moscerino della frutta ha il 70% del DNA omologo a quello umano…
        fino ad arrivare alle grandi scimmie con il 98% di omologia…
        tuttavia questa omologia è assolutamente ingannevole… e non si può fare un sillogismo tra grandi scimmie antropomorfe e uomo… le fisologie sono simili ma non sovrapponibili.

        non credo esistano animali vegani in natura… è un’etichetta che gli si appiccica addosso…

    • Madche Madche risponde:

      Una chiosa alla Piero Angela: le orche marine lo fanno per mostrare ai propri piccoli come cacciare, poichè colpi di coda sono una delle tante tecniche che usano (solitamente muovendosi in branco e stordendo più pesci contemporaneamente). A prima vista sembra però proprio che giochino, anche perchè spesso la rintronata foca viene lasciata andare.

  10. Antonio Tomacelli Antonio Tomacelli commenta:

    Io non mangio niente che abbia gli occhi: per me solo frutti di mare e forme di vita primordiale

  11. N. D. N. D. commenta:

    Io sono vegetariano al 100% per ragioni economiche, ho ricevuto una multa da 700 euro e l’unico modo per recuperarli era questo. Non è che sono povero: è che sono tirchio. E ho scoperto che a non mangiare la carne si risparmia parecchio: così ho deciso di restarlo. E mi sono accorto che non è solo una questione di soldi: intendiamoci, le bestie non c’entrano, ma si digerisce molto meglio e generalmente si mangia (in media, non in assoluto) meglio, visto che non esiste la scappatoia di prendere la padellina, la bistecchina e mangiare così al volo; se devi mangiare vegetariano un pochino ai fornelli ci devi stare. Così ti rendi conto che quello che guadagni in soldi lo perdi in tempo, ma almeno io non ho fretta.

  12. roberta roberta commenta:

    basta, non posso restare solo a commentare i post altrui…lo devo dire, lo devo dire…sono vegana da 7 anni, e ne sono felice!!!! E’ stata la scelta più vera e profonda che abbia mai fatto,e sto bene.
    Tutto il resto è difesa, per la comprensibile paura di rimanere soli a fare la figura un pò triste di chi non sa godersi la vita.
    Beh posso dire che in parte è così, si rimane spesso soli (molto meno di quanto si pensi, però!!)…quello che non so esprimere a parole è però il profondo senso di riconnessione con gli animali, tutti, che si sperimenta e diviene parte di sè nel momento in cui si consente agli animali di essere liberi nel proprio immaginario come conseguenza di una scelta importante e semplice come “cosa metto nel piatto oggi”. Come dice una frase che mi piace: “alla carne non si rinuncia, della carne ci si libera”…
    buone cose!!!

    • Sara Porro risponde:

      Ciao Roberta,
      Mi piace molto il tuo commento, soprattutto per come lascia trasparire la pena del vegano “solo come un gambo di sedano”!
      Capisco bene il discorso sulla riconnessione con gli animali: ho sempre fatto molta fatica a colmare la distanza tra la tenerezza che in generale suscitano gli animali, ad esempio della fattoria, con il fatto che siamo poi disposti a mangiarceli senza soluzione di continuità; anche io sento che il non mangiare la carne mi dà la possibilità di interagire con loro più serenamente e pienamente. Per quello che vale, il mio consiglio è di continuare a scrivere e ad intervenire!

  13. Alessia Schiaffini Alessia Schiaffini commenta:

    Finalmente un po’ di leggerezza da parte di un vegetariano!!
    Probabilmente non sarò stata molto fortunata nella mia vita ma i vegani e i vegetariani che ho incontrato finora si prendevano maledettamente sul serio difendendo il loro punto di vista con un rigore talebano che mi ha sempre fatto scappare a gambe levate.. E invece le ragioni del vegetarismo e dintorni sono molteplici e molte mi sento di sposarle con convizione.Ad esempio quelle legate alla non sostenibilità ambientale della zootecnia di massa. ( pensiamo a tutta l’acqua utilizzata, alle emissioni di gas serra, alle monoculture dei cereali ecc..)
    E dunque grazie a Sara che con penna felice ci ricorda che siamo molto umani.. e dunque pieni di contraddizioni. Riconoscerlo aiuta a vivere con qualche senso di colpa in meno..

    Io mi definisco una vegetariana non praticante, non compro carne e pesce ma se me li mettono sotto il naso affondo la forchetta con gusto. C’est la vie..

  14. tt tt commenta:

    Un po di tempo fa,forse un paio di anni, ho affrontato il dilemma della carne si/no con un amico filosofo. Abbiamo tentato vari approcci tenendo conto dello stato attuale della fisiologia digestiva del genere umano, e l’ovvia condivisa necessità di nutrienti. Quindi le riflessioni si basavano sul genere umano inserito in un contesto eterogeneo. Le conversazioni si sono tenute per il lungo periodo estivo, alla fine è risultata eticamente accettabile una regressione allo stato primitivo naturale di divoratori di carogne. Oppure accettare il… paradosso dell`onnivoro. La citazione é gratuita ma i commenti graditi assai.

  15. caterina colombo caterina colombo commenta:

    Io ammetto che per ora continuo ad ascoltare le ragioni del mio stomaco più di quelle del mio cuore e questo, oltre a rendermi una persona sinistra, fa provare anche a me tutte le volte quella sensazione di disagio.
    Io una volta l’ho visto un polipo sott’acqua, non so dire se abbia riconosciuto la fantasia del mio costume da bagno, ma è stato fantastico.
    Forse avrebbe dovuto essere quello il mio momento decisivo.

    di solito i vegetariani mi fanno sentire solo in colpa, tu no. Mi hai fatto pensare.
    Bellissimo post sara.

  16. Angelo Angelo commenta:

    Perchè non prendiamo esempio dagli aborigeni, o meglio dai loro antenati, che, quando sentivano che la Signora col mantello nero e con la falce reclamava la loro “presenza”, andavano a morire lontano da tutti nell’outback, nutrendo a loro volta con il loro corpo gli animali di cui si erano nutriti per tutta la loro vita!

  17. Tommaso Farina commenta:

    Per me potete mangiare quello che vi pare, i vegetariani possono fare ciò che vogliono.
    Con una condizione: non cerchino di convincermi di essere migliori, più “etici”, più buoni, perché non è vero.

  18. Anastasia Anastasia commenta:

    Sono vegetariana da tanto tempo. Al principio, da piccola, fu una scelta empatica, poi e’ diventata una decisione etica. Ora che vivo negli Stati Uniti e’ soprattutto una presa di posizione sociale e politica. Soprattutto dopo avere letto il libro di Foer “Eating animals”, assolutamente lontano da quegli atteggiamenti da proselitismo cieco. Molto ben critto, per niente sentimentale, oggettivo e ben scritto. Sfido qualsiasi abitante di questo Paese a leggere seriamente questo libro e a rimanere convinto consumatore di carne o pesce. Sfruttamento, impoverimento e inquinamento del territorio. Maltrattamenti, coercizioni e sfruttamento del personale. Inganni costanti e continui ai danni del consumatore. Per non parlare di cio’ che fanno agli animali. E sono arrivati anche in Europa, anche in Italia. Purtroppo.

    • N.D. N.D. risponde:

      questa è una questione di misura, non per forza mangiare carne si deve ridurre a inquinamento e maltrattamento. Si capiva bene tempo fa quando su dissapore hanno parlato della “bistecca in laboratorio”. Io non la mangerei, tu? Secondo me essere vegetariani dovrebbe essere una scelta dietetica e non “di etica”, e neppure una scelta di indirizzo macroeconomico.

  19. adriano ottonari wizardvswitch commenta:

    mi avete convinto. stasera mi faccio una costata:)

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    • Fede Fede risponde:

      Da circa un anno ho deciso di provare a non mangiare carne, pesce, uova, o formaggio sono vegana o quasi.. Quasi perché la mia idea era quella di mangiare carne o pesce o formaggio solo se ne valesse veramente la pena. Una buona cotoletta ad esempio qualche volta me la sono concessa…

      Ho cominciato per motivi di salute, come ha detto anche N.D si digerisce prima e si cucina mediamente meglio …e io volevo davvero sfuggire al “non so cosa fare per cena mi mangio un petto di pollo” (ora magari apro una scatola di fagioli..)

      Ho letto il libro di Safran Foer e mi sono convinta della bontà della mia scelta, anche se mi rimaneva il dubbio che in Italia le cose fossero un po’ diverse rispetto agli Stati Uniti. Mi sbagliavo e me ne sono accorta quando di recente mi è capitato di visitare un allevamento di maiali (ottimo tra l’altro)
      La logica su cui si basa il sistema anche in Italia, è quella di creare vere e proprie industrie di produzione della carne negando sistematicamente la natura, le esigenze e le caratteristiche intriseche di una specie animale.

      Per cosa poi? Beh io ho deciso che farò a meno anche di quella cotoletta…

  21. [...] è pazzo o è Jonathan Safran Foer. Però, questa settimana, ci siamo chiesti se mangiando animali seguiamo le ragioni della mente, del cuore o dello stomaco. 2 – Il prof ci mette la faccia, lo sponsor ci mette la borsa di studio. Mio Dio com’è [...]

  22. tommaso sussarello tomtom commenta:

    Evidente che si sta affrontando un argomento spinosissimo. L’apporto proteico “animale” è decisamente coerente con il nostro sistema di approvvigionamento di nutrienti. Siamo onnivori e siamo la specie che del resto ha inventato il Victorinox, perchè curiosi e mai esausti di stimoli. Il nostro apparato dentale ci ricorda la pluralità dei cibi che possiamo addentare, strappare e macinare prima di ingoiarli. Onnivoro opportunista, questa è una definizione corretta per il genere umano. A questo punto vale la pena di riflettere inserendo il ragionamento su un contesto naturale. Si, in un ambiente “naturale” privo di infrastrutture culturali, con pochi mezzi e senza industria cosa mangeremmo? Il lunghissimo wurstel che inizia con l’estrazione di petrolio che fornisce sostanze azotate ai campi di mais che andrà ad alimentare i maiali dei quali si usa ogni parte edibile? Aspetto la risposta da chi vorrà seguirmi in questa riflessione. I veri problemi risiedono nell’eccesiva espansione della nostra specie sul pianeta, nel modello di “crescita continua” e nell’industria che pur risolvendo un problema pratico (alimentazione), non è adatta a quelli di origine etica.

  23. thebigfood thebigfood commenta:

    Torno da una domenica passata ad abboffarmi di maialetto, agnello e casu marzu made in sardinia.
    Non potrei mai rinunciare a tali momenti di gioia e convivialità con i miei parenti isolani… Questo per me viene prima di qualsiasi ragione morale od etica.

    • tommaso sussarello tomtom risponde:

      Sono certo che i tuoi parenti sono attenti e sanno dove e come approvvigionarsi. Sono sardo come loro e purtroppo spesso in GDO e presso agriturismo è facile trovare maialetti nati e allevati fuori dall’Isola. Un amico corso, alla domanda “…in quale ristorante mi consigli di andare per mangiare buona cucina corsa?” mi rispose: “…per mangiare cucina corsa devi andare a casa dei corsi!”. Forse la stessa cosa vale un pò dovunque la tradizione domestica è così forte.

      • thebigfood thebigfood risponde:

        Maialetto e agnello sono stati allevati e macellati direttamente dal mio (bis)zio a Villa Cidro: più sicuro di così… Tra l’altro faceva il ristoratore e sa cucinare ‘discretamente’ bene!

        Il casu marzu lo ha recuperato da un suo amico casaro… mamma che bontà!

  24. fabrizio pagliardi fabrizio pagliardi commenta:

    Mangio carne e pesce, tutti i tipi da noi occidentali culturalmente ammessi, e non ho mai avuto dubbi etici in proposito.
    Anche dal punto di vista della digeribilità e della salute, non ho sinceramente mai avuto problemi se non con Peperoni e cetrioli, e a volte i latticini a volte una leggera intolleranza alle fragole, che non sono animali.
    Probabilmente non sarei in grado di uccidere con le mie mani un’animale per cibarmene, ma credo sia solo un problema di vita e infanzia cittadina. Probabilmente se avessi passato la mia vita circondato da agnelli e di galline, e se sin da piccolo avessi visto i miei parenti tirare il collo a quel bipede che io trovo bianchiccio e spennato in macelleria, non avrei problemi oggi a farlo.

  25. Argo Argo commenta:

    Volevo fare una domanda… premetto, la mia domanda non vuole essere tendenziosa… solo pura curiosità.
    anche se mangio carne e cucino carne la dieta vegetariana mi incuriosisce molto e adoro molti piatti vegetariani e la cucina indiana in generale… la domanda è:

    Perchè alcuni vegetariani sostituiscono la carne con surrogati di carne tipo “bistecche” a base vegetale? Se è una scelta etica, perchè surrogare la carne non solo nella sostanza ma anche nella forma? pechè usare tofu o altro danogli forme di cotolette bistecche o hamburger?

    • Sara Porro risponde:

      Ciao Argo,

      provo a risponderti limitatamente alla mia esperienza e a qualche riflessione che ho fatto in merito!
      Primo: quando si diventa vegetariani, si è costretti a “ripensare” il proprio menù abituale, soprattutto per quanto riguarda i pasti a casa consumati rapidamente (diversi commentatori qui sopra menzionano infatti la bistecchina fatta al volo): le crocchette/bistecche/hamburger di seitan assolvono a questa funzione, insomma ti permettono di continuare a dire: che mangio oggi? Mi faccio una bistecchina al volo ;)
      Secondo: io sono diventata vegetariana a 15 anni, e mia madre – che peraltro qui sopra commenta che è diventata vegetariana pure lei :O – al tempo decise che la dieta vegetariana mi avrebbe probabilmente ucciso. Quindi, le condizioni poste da miei genitori erano state duplici: uno, che accettassi di sottopormi regolarmente ad esami del sangue per accertare che non avessi carenze; due, che mangiassi queste orride simil-bistecchine di seitan che hanno proteine nobili, simili a quelle della carne. In realtà non ho le competenze per dire se questo sia vero, però molti di questi prodotti erano pubblicizzati così.
      In ogni caso, il mio rapporto con il seitan non è mai decollato, e ho smesso quasi subito di mangiarlo! Per quanto riguarda la “bistecchina al volo”, l’ho sostituita con la “caprese al volo” o con l’”omelette al volo” :)

      • Argo Argo risponde:

        Grazie mille della risposta… se riuscissi a diventare vegetariano credo che la ragionerei come te, ma non ti nego che non di rado mi è capitato di essere attaccato ferocemnte quando dicevo che le bistecche surrogate sono un pò così… diciamo tristi.

        • N.D. N.D. risponde:

          anche io sono d’accordo, seitan, soia etc. sono piuttosto tristi, non quanto il vitello tonnato, però vicino.
          Meglio una zuppa di farro e fagioli.

          • Argo Argo risponde:

            Perchè una fetta di pane col pomodoro dove la metti… dalla bocca ti si infila direttamente nelle ossa…heheheh

          • N.D. N.D. risponde:

            dannatamente d’accordo! l’unica cosa che supera il pane col pomodoro è una ricetta purtroppo carnivora, l’unica che davvero rimpiango: pane e acciughe sottopesto (trito di prezzemolo, aglio, olio). E’ l’unico mangiare che ho provato a rifare usando verdure ma non c’è verso; né zucchine grigliate, né melanzane messe sotto lo stesso condimento raggiungono tali vette. Ma resisto, e tiro avanti lo stesso!

    • fabio fabio risponde:

      perché dare alla coscia di un maiale la forma di cotolette, bistecche o hamuburger?
      o credi che la cotoletta sia nata sotto il cavolo, magari già impanata, e proprio con quella forma?

      • fabio fabio risponde:

        ma le bistecche e le cotolette di cosa sono fatte, di bovini?
        l’ho dimenticato…

        comunque belle questa discussione: è incredibile che nel 2010 tante persone mediamente intelligenti, immagino, si pongano certe questioni… se penso a tutti quelli che hanno speso vite intere a studiare etologia, filosofia morale, logica… mi viene da piangere!

      • Argo Argo risponde:

        bistecche, cotolette e hamburger sono solo un modo di preparare la carne, come il tofu è solo un modo di preparare la soia…
        Qual’è il problema?

        • N.D. N.D. risponde:

          è inutile farci tanti giri intorno, le “cotolette di miglio” e le “bistecche di seitan” sono preparate così per fare da sostituto a piatti di carne. Non è che vengono preparate così perché è uno dei tanti modi per preparare un cibo di qualsiasi tipo, hanno uno scopo ben preciso. ricette tipo Seitan alla cacciatora non mi fa venire in mente subito un piatto vegetale, a meno che non ci sia qualcuno che si metta a mietere il grano con la doppietta.

          • fabio fabio risponde:

            hai ragione. ci sono intere linee di prodotti che riprendono il nome degli “originali” con carne (bresaola, salsicce, hamburger…), e sicuramente rispondono (almeno nell’ottica di chi li produce) al bisogno psicologico dei consumatori che, soprattutto se vegetariani da poco, ricercano le forme a cui sono abituati.
            però, come si chiede Argo, “qual’è il problema?”
            a me, come a tanti altri, non piacciono quei nomi… non è nemmeno obbligatorio acquistare quei prodotti, e neanche consumare la soia.
            ma la forma non c’entra niente: così come per mettere in un panino un pezzo di una coscia di un maiale lo si affetta, così io cercherò di metterci qualcosa di piatto… o devo metterci una cosa a forma di palla o di icosaedro? i produttori di carne devono avere l’esclusiva sulla forma?
            infine: tofu (e derivati della soia) e seitan sono antichi prodotti della cucina orientale, spesso utilizzati anche nei piatti con carne o pesce. si tratta di prodotti molto proteici (anche qui c’è spesso un bisogno psicologico…), che spesso i vegetariani in Occidente usano, come usano altri legumi e altri cereali (spesso molti di più delle diete “onnivore” convenzionali, che hanno dimenticato i legumi, e ridotto i cereali al frumento e al riso iper raffinati). si tratta anche di un aspetto della globalizzazione, positivo questa volta.
            ancora: “qual’è il problema?”
            magari il problema è che, essendo io vivo e in salute, essendo i miei figli vivi e in salute, ed essendoci milioni di vegetariani in Occidente, vivi ed in salute, la storia del “devo consumare prodotti animali per essere vivo e in salute” comincia a perdere di mordente (nonostante la micidiali campagne pubblicitarie dei produttori), e allora ci si attacca a qualsiasi cosa… in fondo ogni vegetariano (per il solo fatto di esserlo) ti sta dicendo implicitamente che sei il mandante di sfruttamento e morte, e questa non è mai una bella cosa da sentirsi dire, lo capisco benissimo, anzi dà proprio fastidio (non mi permetterei mai di farlo…).
            ma magari N.D. è vegan come me ed esprimeva solo comprensibile fastidio per il “seitan alla cacciatora”!

          • N.D. N.D. risponde:

            Non parlerei di fastidio, è solo un po’ triste. Perché è possibilissimo avere una dieta senza carne e pesce pure rinunciando all’idea della carne. Non critico il seitan o i preparati della soia in sé, anche se mi sembrano cose piuttosto distanti dalla mia cultura gastronomica; critico piuttosto certi nomi e certe forme che sembrano essere fatte apposta per supplire alla carne, e che mi sembrano solo degli inganni pietosi, oltre che costosi.
            Il discorso sulla praticità ci sta tutto. Chiaro che in un panino ci va qualcosa di piatto. Non capisco perché chiamarlo però “frittata di ceci”, al posto che cecina o farinata; non è una “frittata”! Nel panino ci metto i felafel, le panelle, la pasta la condisco coi fagioli e via dicendo: non parlo di reinventare la dieta e diventare un essere di luce che si nutre solo di erbe di campo. Ma è pieno di siti vegan/vegetariani che propongono ricette a base di carne rifatte con ingredienti vegetali, e con ogni accorgimento per imitare il sapore e l’aspetto..il ragù di soia che si trova al supermercato, i già nominati wurstel, il roastbeef di seitan etc.etc. una volta ho trovato una ricetta che si chiamava “spaghetti alle vongolette felici”; le vongolette in questione erano gusci di pistacchio, e il sapore di mare era dato dall’alga kombu. Fate voi.
            Comunque non sono vegano, latte e uova le mangio; ma preferisco un’alimentazione naturale alla soia. pasta-e-ceci!

          • Argo Argo risponde:

            Il discorso sulla forma era solo per capire come il passaggio verso la cotoletta di tofu agevolasse o meno il passaggio ad una dieta vegetariana vera… essendo carnivoro non posso saperlo… posso saperlo solo da gente che questo passaggio l’ha vissuto… questa era l’origine della mia curiosità…fortunatamente mi sono fatto un’idea.

            Volevo sottolineare che non volevo urtare la sensibilità di chi per scelta è vegetariano e ammetto anche la mia superficilità come essere umano nell’essere un mandante di morte.

            Si dovrebbe però ammettere anche che esistono metodiche di coltivazione e produzione di vegetali che sono contro la vita tanto quanto la macellazione degli animali da carne.

            Certo si può scegliere… ed essere più che attenti a quello che si mette nel piatto… ma devo dire che non è affatto semplice…

          • N.D. N.D. risponde:

            Argo, io ho smesso prima con la carne rossa, poi con le altre carni, poi col pesce, nel giro di qualche mese. E quello che non mangiavo in proteine animali ho cercato di sostituirlo con legumi e via dicendo. Il tofu l’ho mangiato un paio di volte al ristorante cinese, se mi fossi attaccato a quello per non pensare alla carne avrei avuto un bel daffare. Un piatto di fagioli al fiasco, o all’uccelletta, oppure i ceci fatti coi finferli, o le lenticchie secondo me riempiono di più la pancia e assolvono meglio il compito di sostituire la carne. C’è il pregiudizio che dopo si diventi degli otri e si facciano venticelli&tornadi..questo è vero all’inizio, poi lo stombaco ci si abitua e si digeriscono molto meglio della carne.

            Per il discorso sul mandante di morte non so se tu sia ironico o che, ma penso che fare una scelta simile sulla base di sensi di colpa o di propaganda varia sia una pessima cosa, e che si viva male. Non è proprio immediata l’equazione tra vegetariani e animalisti. A me per esempio, le bestie stanno di molto sulle scatole, e il fatto che non le mangi non vuol dire che le consideri raffrontabili all’uomo, trattandole magari come fossero dei bambini imbecilli.

          • Argo Argo risponde:

            non sono ironico… cazzo!
            cercavo solo di capire e non essere allo stesso tempo attaccato…
            credo tuttavia che gli animalisti vegetariani e non siano solo in parte brava gente e quelli cattivi fanno più danni dei bracconieri…

            concordo pienamente che i legumi siano il sostituto più idoneo alla carne.. vorrei solo che non facessero scorreggiare tanto

  26. Marika Marika commenta:

    Io non sono vegetariana, ma mangio il tofu perché mi piace (lo so, sono folle o ho il gusto dell’orrido, fate voi).
    Non sono vegetariana ma non consumo latticini perché purtroppo il mio corpo li rifiuta.
    Non sono vegetariana ma mangio poca carne e molto pesce, solo ed esclusivamente per una scelta di gusto.
    Mangio la carne, sì, ma cerco di acquistarla solo in allevamento che seguono un minimo di regole “più umane”.
    Mi chiedo solo come potrebbe la mia scelta di mangiare carne “etica” possa influenzare in qualche modo l’enorme macchina trita tutto che abbiamo noi stessi messo in moto e che ci porta a inghiottire indistintamente qualsiasi cosa in qualsiasi condizione dimenticando la cosa più importante che è quella di considerare il cibo come nutrimento si del crpo ma soprattutto dell’anima.
    Marika

  27. Midori Midori commenta:

    Aimè. Io ascolto solo le ragioni dello stomaco. Per quanto sia una persona in generale rispettosa, e mi affascini la tua teoria sul livello di consapevolezza, mi dispiace: il polpo lo adoro, mannaggia.

  28. vergogna & cadaveri vergogna & cadaveri commenta:

    [img]http://smileys.sur-la-toile.com/repository/Zen/levitation.gif[/img]
    non vivo la carne come un quesito
    e preferisco continuare a vivere da pio bove evitando di pormi le rispettabili, ma molteplici, questioni filosofo-veg. Rispetto reciproco quindi, ci mancherebbe altro! Rubo lo spazio di un commento, tuttavia, per ribadire che la comunicazione veg-violenta non attacca. E special modo quando mina le certezze più indiscusse di noialtri pii: le sagre estive…

    “griglie roventi” proteste via email

    Vicenza, 25 giu – Non è ancora una pioggia di lettere ma la protesta via mail sta salendo. Obbiettivo: la manifestazione griglie roventi che si terrà il 18 luglio ad Asiago, seconda tappa dei campionati mondiali di barbecue. Visto il tipo di gara si dovranno per forza di cose cuocere quintali di bistecche, è partita da qualche giorno la catena di attacchi alla manifestazione con una serie di mail inviate ai giornali, alla regione Veneto e ai comuni di Asiago, Belluno e Caorle. Qui di seguito alcuni dei messaggi che abbiamo ricevuto…

    continua sul giornaledivicenza.it

  29. quattro mesi dopo quattro mesi dopo commenta:

    se il vegetariano si converte: la carne fa bene al pianeta

    20 ott – A lanciare la provocazione è l’ecologista Simon Fairlie, caporedattore della rivista inglese The Ecologist ed ex vegetariano. «Non ho toccato carne dai 18 ai 24 anni – racconta in un’intervista al Time -. Poi ho cominciato ad allevare capre, ma dei maschi non sapevo che farne: non producevano latte, non facevano figli. Così ho cominciato a mangiarli. Mangiarne moderatamente, due volte a settimana, non provoca alcun danno al pianeta. Tutti i sistemi agricoli producono un surplus di biomassa che deve essere smaltito, e non vedo cosa ci sia di male nel dar questo sovrappiù come foraggio agli animali che a loro volta producono fertilizzante naturale utile agli agricoltori. Il ciclo è perfetto. E io mi sento più ecologista di un vegano».

    Sara Ficocelli, completo su repubblica.it

  30.  Scaruffo commenta:

    Dico la mia: io la mucca la mangio. È buona e mi piace! È giusto ucciderla? Per mangiarla direi di sì: mors tua, vita mea. Non mi sento in colpa, non ne vedo il motivo: alla fine si tratta di una cosa naturale e la natura non ha mai avuto una morale. Il fatto di ammazzarla con le mie mani o meno, poi, lo ritengo decisamente irrilevante (piuttosto ho remore sui metodi di allevamento, sulla qualità della carne, sulla distribuzione, ecc). Detto questo, credo sia importante riflettere sulla provenienza dell’alimento, evitando di smarrire l’associazione mentale che ci ricorda che, per avere la ciccia, si è dovuto uccidere un animale (questo, a forza di comprare il filetto al supermarket, un pochino si corre il rischio di dimenticarlo).
    E sulla tipologia di animale da mangiare, ne vogliamo parlare? Per me la questione è prettamente culturale, non la farei tanto lunga… In occidente non mangiamo il cane, ma la carne canina è commestibile. Pure l’uomo è commestibile. Mangerei un cane? No, ma se fossi cinese… Mangerei un uomo? No, ma se fossi cannibale…


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